Woody Allen: arriva la smentita, il prossimo non sarà il suo ultimo film

Woody Allen

Dopo più di 50 anni di carriera, con il primo film diretto e interpretato da Woody Allen, Che fai Rubi?, che risale al 1966, il regista newyorkese sembrava pronto ad appendere il ciak al chiodo, con il suo ultimo film, Wasp 22. Nelle ultime ore, tuttavia, è arrivata la smentita: Woody Allen non si ritirerà dal cinema.

Woody Allen smentisce che il prossimo sarà il suo ultimo film

In una recente intervista al giornale spagnolo La Vanguardia, il regista e sceneggiatore aveva affermato che il suo prossimo film sarebbe stato anche l’ultimo: “La mia idea, in linea di principio, è quella di non fare più film e concentrarmi sulla scrittura.”

La rivista Variety ha però diffuso prontamente una replica alla notizia, direttamente da un portavoce di Allen: “Woody Allen non ha mai detto che si stava ritirando né ha detto di essere impegnato nella scrittura di un altro romanzo. Ha detto che stava pensando al non fare film che vanno a finire dritti o molto velocemente sulle piattaforme streaming, una prospettiva che non reputa divertente in quanto amante dell’esperienza del cinema in sala. Ora come ora, non ha intenzione di andare in pensione ed è molto emozionato di trovarsi a Parigi per girare il suo nuovo film, che sarà il suo cinquantesimo.”

L’ottantaseienne comico ha anche affermato che la pellicola, dal titolo Wasp 22, avrà un tono simile al suo thriller del 2005, Match Point, e che sarà girato in Francia entro la fine dell’anno.

Anche all’inizio di quest’anno Allen, in realtà, aveva già preannunciato la possibilità che il suo prossimo film potesse essere l’ultimo. Durante una conversazione su Instagram con il collega Alec Baldwin, Allen aveva infatti annunciato che avrebbe diretto un ultimo progetto, ma che per lui l’emozione con il cinema era finita.

Alcune indiscrezioni riguardo al ritiro dalle scene di Woody Allen parlano di un ridimensionamento della popolarità del regista e scrittore, a causa di vecchie accuse di abusi sessuali nei confronti della figlia Dylan Farrow; nonostante un processo avvenuto negli anni ’90 scagionò Allen dalle accuse. Il recente affermarsi del movimento MeToo avrebbe però fatto riaffiorare tali accuse, tanto da portare Amazon Studios a cancellare un contratto da 68 milioni di dollari precedentemente stipulato con lo stesso Allen, e che comprendeva la realizzazione di 4 film.

L’ultimo film di Woody Allen, Rifkin’s Festival (2020), ha trovato non poche difficoltà nella distribuzione negli Stati Uniti, ottenendo un’uscita limitata grazie a MPI Media Group.

Con la smentita però, potrebbe esserci ancora gloria nel finale di carriera di Allen che, nella sua prosperosa attività cinematografica, ha vinto il premio Oscar come miglior regista per il suo film Io e Annie (1977), vincitore anche del miglior film di quell’anno, e ha prevalso nella categoria miglior sceneggiatura originale per 3 volte con i film Io e Annie, Hannah e le sue sorelle (1986) e più recentemente con Midnight in Paris (2011). Anche l’interprete di Venom, Tom Hardy ha, in qualche modo, omaggiato la lunga carriera di Woody Allen.

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