Railgrade: ferrovie distopiche e capitalismo del futuro, la recensione

Railgrade

Qual è quel gioco in cui un’azienda capitalista del futuro vi spedisce su un pianeta remoto per sistemare una rete di ferrovie fantascientifiche in un universo distopico? Si tratta di Railgrade ovviamente, il nuovo gioco indie realizzato dallo studio tutto giapponese Minakata Dynamics, distribuito da Epic Games Publishing e The Irregular Corporation attraverso l’Epic Games Store per PC, nonché esclusiva console di Nintendo.

Quello che ci aspetta in Railgrade è un vero e proprio impero di rotaie, fatto di ottimizzazione dei carichi dei nostri treni (rigorosamente sci-fi), delle tratte e, perché no, anche di una piccola parte che ricorda da vicino un city building. Siete curiosi? Allora seguiteci nella nostra recensione di Railgrade.

Railgrade 1

La recensione di Railgrade

Grazie al lavoro svolto da Minakata Dynamics, avviato il gioco ci ritroveremo nei panni di Yoshida. Questo è il nostro nome, il nome di uno sfortunato amministratore della mega-corporazione Nakatani Chemicals che, inviato su una colonia devastata da un incidente che ha raso al suolo panorama e infrastrutture (non sappiamo esattamente di che incidente si tratti), dovrà risollevare le sorti della colonia. Come? Ovviamente creando una rete ferroviaria che possa dar vita ad una catena produttiva efficiente e remunerativa.

Piazzando chilometri e chilometri di rotaie, creando stazioni e industrie, dovremo rifornire intere città coloniali che chiederanno il nostro aiuto per svilupparsi, attraverso le forniture di tutta una serie di materie prime e beni lavorati raccolti lungo le nostre tratte. Il tutto avverrà sotto i nostri occhi in una lunga campagna, ahimè l’unica modalità disponibile al momento, che garantirà decine e decine di ore di gioco passate a… essere sfruttati dalla Minakata Dynamics.

Sì perché, se prima vi ho detto che il nostro compito sarà spesso quello di far crescere la popolazione delle città coloniali, in realtà il nostro fine ultimo è quello di sfruttare fino all’ultima goccia di risorse del pianeta. Lo faremo per far guadagnare ingenti somme alla nostra azienda, come ci verrà raccontato attraverso una serie di briefing pre-missione conditi da momenti di divertente cinismo e sarcasmo nei confronti dell’intera situazione aziendale.

Stiamo parlando in verità di una scusa per introdurci a tutta una serie di livelli pressoché scollegati tra loro; dei puzzle game su rotaia in cui dovremo capire come far funzionare la catena produttiva di turno e completare gli obbiettivi della missione nel minor tempo possibile. Più saremo veloci nel portare a termine il compito assegnato, migliore sarà la nostra valutazione di fine scenario (e maggiori le ricompense).

Anche il nostro Yoshida verrà infatti premiato ad ogni livello, anche se non attraverso una vera e propria remunerazione (tutto viene fornito dall’azienda, chi ha bisogno di soldi?). La nostra ricompensa, oltre che alla finta gratitudine della Minakata, saranno dei voucher scambiabili in ogni livello con degli upgrade. Questi consistono in locomotive migliori, upgrade per le nostre infrastrutture e… audiocassette da poter ascoltare come sottofondo musicale al posto del classico tema del gioco.

Railgrade 2

Un intero mondo distopico, in scala ridotta e minimalista

Se siete abituati a titoli come Railway Empire (e se siete un po’ più stagionati ai vecchi Railroad Tycoon), dimenticatevi però le vaste e verdi mappe a cui siete abituati. Railgrade ci catapulterà infatti a gestire mappe decisamente più contenute in termini di dimensioni, con panorami spesso desertici e decadenti.

Si tratta di una scelta coraggiosa che distanzia Railgrade da titoli simili, offrendo la possibilità di completare uno dei tanti scenari anche in sessioni di gioco di breve durata. Questo penalizza tuttavia certamente il senso di progressione del gioco, relegando Railgrade a qualcosa che potremmo paragonare ad una versione più matura e tecnicamente avanzata di un più semplice e colorato Train Valley (anche il sistema di avanzamento sulla mappa della campagna è identico). Non un vero e proprio problema ma esclusivamente una questione di gusti.

Davvero ispirata è invece la componente artistica, sia quella visiva che sonora. Graficamente non stiamo parlando di un capolavoro, ma salta subito all’occhio che lo stile grafico di Railgrade si differenzi da tutto quello che ricordiamo di aver visto fino ad oggi nel genere.

Date un’occhiata voi stessi:

Farà  inoltre piacere sapere che, una volta messa da parte l’ansia di rientrare nel budget aziendale, e collegate tutte le infrastrutture presenti sulla mappa, potremo goderci anche un viaggio sui nostri treni passando dalla vista isometrica ad una piacevolissima vista panoramica in terza persona della nostra locomotiva. Potrebbe sembrare sciocco e superfluo ma si tratta di un’aggiunta davvero gradevole, che restituisce emozioni simili a quelle che saremmo soliti provare quando saliamo a bordo delle nostre attrazioni nei vari Sim Park che offrono tale possibilità.

La dura vita dell’amministratore di colonie

Viaggio in treno a parte, Railgrade somiglia ai tanti gestionali su rotaie conosciuti in questi ultimi anni solo un po’ più… “giapponese”. Il nostro compito sarà quello che creare distese di rotaie che possano trasferire merci da un punto A ad un punto B, cambiando treno e proseguendo poi verso altre miniere / fabbriche / pozzi petroliferi / città (e così via). A differenza però di altri titoli simili, le rotaie potranno essere posate su più livelli, dando vita ad un dedalo di percorsi, bivi e ponti che saranno tanto belli da ammirare quanto facili da gestire.

Railgrade offre infatti un sistema di posizionamento di rotaie che, seppur non perfetto (il posizionamento automatico è a volte davvero scriteriato), risulta di semplice utilizzo, grazie ad un’interfaccia chiara e pulita spiegata con saggezza nel corso delle prime missioni.

Anche i treni, forse perché stiamo parlando di treni del futuro, sono più intelligenti della media videoludica. Una volta configurati con i diversi tipi di vagoni e locomotive (e potremo assegnarne più di una allo stesso treno), nonché posizionati su un tracciato, troveranno immediatamente il percorso più efficiente, facendoci passare per un amministratore più zelante di quanto in realtà potremmo non essere. Yoshida ringrazia.

La situazione in realtà non si complica mai troppo e, infatti, in Railgrade sembra che la difficoltà sia stata tarata verso il basso, preferendo forse sessioni di gioco più rilassate e meno cervellotiche.

Chi volesse terminare i cinquanta livelli di gioco con le valutazioni più alte, troverà però pane per i suoi denti, venendo obbligato a sfruttare anche risorse secondarie come i catalizzatori. Questo particolare tipo di merce non sembra infatti essere necessaria per portare a termine una missione, ma accelera di fatto la produzione delle varie industrie e città permettendoci di ambire ad una valutazione più alta a fine partita.

In fin dei conti, l’unica valutazione davvero importante è quella ci verrà assegnata dalla Minakata Dynamics.

Non un grande gioco potrebbe dire qualcuno, ma certamente un’ottima esperienza su PC e console per tutti gli amanti di treni, polvere e ambienti aziendali malsani.

Railgrade
Viaggiare sulle rotaie di Railgrade è stato tanto semplice quanto appagante. Ne riconosciamo i limiti che potrebbero far storcere il naso agli amanti dei gestionali ricchi di numeri e statistiche, ma la verità è che si tratta di un'ottima alternativa sul genere. Una ventata di aria fresca, pur rimanendo fedele ai classici puzzle game ferroviari.
Pro
Comparto tecnico ispirato
Strutturato e mai frustrante
50 livelli e tante ore di divertimento
Rapido da padroneggiare e semplice da giocare...
Contro
... a volte fin troppo semplice
Una sola modalità di gioco
7.9
Voto Finale
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