Gothic Lolita, Tunuè ci riporta tra i giovani del Sol Levante

Gothic Lolita, Valentina Testa per Tunuè

Tunuè e Valentina Testa proseguono il loro viaggio tra i giovani giapponesi, mostrando un altro aspetto della loro cultura

Non deve essere facile per uno scrittore decidere di fare il saggista, dedicarsi alla scrittura di libri che abbiano come unico fine quello di mostrare al volonteroso lettore aspetti poco noti o del tutto sconosciuti di determinate tematiche. Immaginate ora se questo scrittore, anzi, questa scrittrice decidesse di mettersi in testa di presentare un tema che è stato bistratto e spiegato in modo approssimativo per diverso tempo. Valentina Testa non si è certo scoraggiata, ma ha scelto di mettersi alla prova scrivendo non uno ma ben due saggi sulla cultura giovanile attuale del Sol Levante, alla faccia dei vari preconcetti che gran parte di noi (sottoscritto compreso) aveva del Giappone. Il suo primo saggio, Kawaii Art, ci ha mostrato una parte fondamentale della vita culturale dei giovani nipponici, ma con il secondo libro, sempre edito da Tunuè, la nostra guida, erroneamente nata in Italia nonostante il destino la volesse in quel di Tokio, ci porta a conoscere un altro aspetto della gioventù made in Japan: le Gothic Lolita.

Valentina Testa durante una presentazione di Gothic Lolita e Kawaii Art

Come detto in precedenza, la prima mossa di Valentina è quella di liberare la nostra mente dagli schemi mentali in cui siamo, anche inconsapevolmente, limitati; a sentire parlare di Lolita il primo richiamo è Nabokov, seguito a ruota da Kubrick, entrambi legati ad un contesto di sessualità che è diventato parte integrante del gergo comune. Prima di addentrarsi nel mondo di Gothic Lolita, bisogna seguire Valentina in un piccolo viaggio alla scoperta del modo di pensare dei giovani giapponesi, imparando alcuni atteggiamenti (e relativi vocaboli) che sono la base su cui poter approfondire la tematica alla base di questo saggio.

La bravura di un saggista consiste nel sapere guidare il lettore, incuriosendolo senza appesantire il testo, non intasando il cervello di semplici nozioni ma mostrando un percorso fatto di ragionamenti agili e di approfondimento culturale che stimoli la curiosità. E Valentina Testa non si tira indietro, anzi sembra a suo agio, complice una passione spontanea e ben sopita ai fini dell’imparzialità del testo, ci accompagna in questo viaggio come una guida turistica per le strade di Tokio, analizzando aspetti sociali che sono origine o derivati dell’argomento trattato.

Quello che ad un giudizio sommario parrebbe un’esagerazione stilistica passeggera, qui viene presentato sotto una nuova luce, con collegamenti e richiami a diversi ambiti della vita sociale, dalla musica al cinema, con una serie di riferimenti chiari ed inseriti perfettamente nella lettura. Le lolite ritratte da Valentina non sono una realtà così lontana da noi, capita spesso di vederne anche nel nostro Paese durante degli eventi, la differenza è la mentalità che consente ai giovani del Sol Levante di essere più liberi nell’esprimere il proprio gusto, una accettazione della propria personalità che viene manifestata anche in questo modo. In Gothic Lolita viene, anzi, mostrato come questa tendenza sia in realtà molto vicina ad alcuni degli aspetti tipici della nostra cultura, anche se datati; sono diversi i richiami al rococò, alla musica classica o a una letteratura particolare, il tutto però in grado di convivere comodamente nel nostro tempo, senza privare le lolite del piacere di un concerto J-Pop o di un buon manga.

L’impaginazione di Gothic Lolita, prezioso sostegno alla lettura

L’intento di Valentina Testa è esattamente quello che si era visto con Kawaii Art, ovvero offrire uno spaccato di realtà in Giappone, scevro di pregiudizi e libero da qualunque strumentalizzazione; Gothic Lolita è la conferma che una scrittura pulita e professionale, con un pizzico di passione personale, può essere un ottimo modo di fare divulgazione, raggiungendo non solo gli appassionati ma anche offrendo ai semplici curiosi un modo accattivante di scoprire nuovi aspetti di una cultura diversa, magari ritrovandosi in alcuni dettagli.

Come per il precendete saggio di Valentina, anche per Gothic Lolita lo stile dell’impaginazione non è secondario per la buona riuscita, con una gestione dell’alternanza testo-immagine che aiuta il lettore nel comprendere le diverse tematiche presentate, con particolare attenzione al vocabolario giapponese, sempre spiegato in modo chiaro e preciso. Gothic Lolita è una lettura curiosa, ma precisa, dettagliata e scritta con un stile che pur mantenendo una certa caratura non risulta mai pensante, grazie ad un buon ritmo ed alla gestione intelligente della divisione in macro-argomenti.

La collana Frizzz di Tunuè e i due saggi di Valentina Testa sono la dimostrazione che la saggistica può essere una lettura appassionante ed interessante, aperta a tutti coloro che vogliono voltare l’ultima pagina con la sicurezza di avere aperto ancora un po’ la propria mente, lasciando entrare un altro pezzo di mondo.

Potete reperire il libro di Valentina Testa cliccando QUI