Emilia Clarke ha segnato un’intera generazione di spettatori con il ruolo di Daenerys Targaryen, la Madre dei Draghi de Il Trono di Spade. Otto stagioni, quattro nomination agli Emmy e un personaggio diventato iconico hanno reso il suo volto inseparabile dal fantasy televisivo moderno. Eppure, proprio quell’esperienza sembra aver chiuso definitivamente un capitolo della sua carriera.
Durante il tour promozionale della nuova serie Peacock Ponies, la Clarke ha raccontato al New York Times di sentirsi ormai lontana da quel genere. Dopo tanti anni trascorsi tra draghi, profezie e regni immaginari, l’attrice ha spiegato di non avere alcun desiderio di tornare in quel tipo di universo narrativo.
«È altamente improbabile che mi vedrete salire di nuovo su un drago, o anche solo nella stessa inquadratura di un drago», ha dichiarato. Una frase netta, che lascia poco spazio alle interpretazioni e che sembra sancire una chiusura consapevole con il fantasy.
Emilia Clarke e il peso di Daenerys Targaryen
Il percorso di Daenerys è stato uno dei più centrali e discussi dell’intera serie. Emilia Clarke ha accompagnato il personaggio dalla fragilità iniziale fino alla trasformazione finale, diventata uno dei momenti più controversi della storia televisiva recente. Proprio l’ultima stagione de Il Trono di Spade ha messo l’attrice al centro di un’ondata di reazioni contrastanti, tra shock, critiche e dibattiti accesi.
In una precedente intervista a Entertainment Weekly, Clarke aveva raccontato di non essere stata preparata alla svolta narrativa della sua protagonista. Quando lesse gli ultimi copioni, la sua reazione fu di totale incredulità. «Cosa, cosa, cosa, COSA!?», ricordava. «Succede dal nulla. Sono rimasta senza parole, non me lo aspettavo minimamente».
L’attrice ha descritto un momento personale molto difficile, segnato da lacrime e da una lunga passeggiata senza meta. «Ho pianto e sono uscita di casa. Sono tornata con le vesciche ai piedi dopo cinque ore. Continuavo a chiedermi come avrei potuto farcela». Ha poi raccontato di aver chiamato la madre, chiedendole semplicemente di parlarle per ritrovare un equilibrio dopo la lettura di quelle pagine.
Le critiche al finale e il rapporto con la serie
La trasformazione di Daenerys nella cosiddetta Regina Folle è stata percepita da molti spettatori come affrettata. Clarke, in un’intervista al Sunday Times nel 2020, aveva ammesso di essersi sentita infastidita dal modo in cui le ultime stagioni avevano privilegiato le grandi scene spettacolari a discapito dei dialoghi e dell’approfondimento dei personaggi.
Nonostante questo, col tempo il suo rapporto con Il Trono di Spade è cambiato. Intervistata da The Hollywood Reporter un anno dopo, alla domanda se avesse fatto pace con il finale della serie, l’attrice aveva risposto senza esitazioni: «Sì, davvero. Davvero, davvero, davvero».
Questa serenità ritrovata sembra andare di pari passo con la volontà di guardare avanti, esplorando nuovi generi e nuovi ruoli. Ponies, serie di spionaggio ambientata in un contesto realistico e contemporaneo, rappresenta un esempio chiaro di questa nuova direzione.
Un futuro lontano dai draghi
Le parole di Emilia Clarke non suonano come un rifiuto rabbioso del passato, ma come una scelta matura. Il Trono di Spade le ha dato moltissimo, ma ha anche richiesto un impegno emotivo e professionale enorme. Dopo otto anni trascorsi in un mondo fantasy così totalizzante, è comprensibile il desiderio di cambiare registro.
Per i fan, l’idea di non rivederla mai più in un ruolo simile a Daenerys può essere malinconica. Per Clarke, invece, sembra rappresentare una liberazione. Il fantasy resterà una parte fondamentale della sua storia artistica, ma il futuro, a quanto pare, sarà fatto di altre sfide, lontane da draghi e troni.


