Chi sono i Balrog? Ecco la storia delle creature corrotte dell’universo di Tolkien

Gli Anelli del Potere Balrog

Tante sono le creature che calcano l’universo di Eä creato da J.R.R. Tolkien e molte di esse sono state convertite all’oscurità nel corso della sua storia. Alcune delle creature più affascinanti al servizio del male sono i Balrog, resi celebri dall’adattamento cinematografico de Il Signore degli Anelli (tu non puoi passare!) e tornati ora a suscitare interesse grazie alla serie Amazon Gli Anelli del Potere.

Ma chi sono queste terribili creature? Come nascono e perché sono così potenti? Eccoci qui per scoprire di più sull’origine, la storia e le caratteristiche dei Balrog di Tolkien.

Attenzione: l’articolo contiene spoiler per chi non ha visto o non ha ancora completato la visione della prima stagione de Gli Anelli del Potere.

Chi sono i Balrog?

Non si può che partire da una domanda banale ma indispensabile: chi sono i Balrog? Si tratta di Maiar, appartenenti alla stirpe degli Ainur ossia i primi esseri creati da Ilùvatar, l’essere primigenio di tutto l’universo tolkieniano. I Maiar sono quindi degli Ainur minori; quest’ultimi sono esseri immortali e, per intenderci, potrebbero essere paragonati ad angeli o divinità.

Fu proprio uno degli Ainur di nome Melkor, meglio conosciuto come Morgoth, a diventare il primo Oscuro Signore: i Maiar che decisero di seguirlo, corrotti, presero il nome di Balrog (chiamati Valaraukar in Quenya). Ecco qualche estratto da Il Silmarillion che parla proprio della terribile corruzione dei Maiar:

Molti dei Maiar, infatti, vennero attratti dal suo splendore nei giorni della sua grandezza e gli rimasero fedeli anche quando egli decadde nella sua oscurità; e altri ne corruppe in seguito, asservendoseli con menzogne e con doni ingannevoli. (Il Silmarillion – Ainulindale, La Musica degli Ainur)

(…) quegli spiriti che per primi si erano uniti a lui nei giorni del suo splendore e che gli erano divenuti massimamente simili nella sua corruzione: i loro cuori erano di fuoco, ma erano ammantati di oscurità, e il terrore li precedeva; avevano fruste fatte di fiamme. Balrog li si chiamò poi nella Terra di Mezzo. (Quenta Silmarillion – capitolo III)

Queste citazioni ci danno anche informazioni sui Balrog in relazione al loro aspetto: sono esseri legati in maniera indissolubile al fuoco, fatti di oscurità e con una frusta ammantata di fiamme. Una descrizione che sottolinea la corruzione di queste creature che decisero volontariamente di votarsi al male, portando distruzione e terrore su Arda.

I Balrog sono creature antiche e potenti che non vengono spesso menzionate dallo scrittore inglese, ma che sono presenti fin dalle sue prime opere (La Caduta di Gondolin) e che, inoltre, tornano protagonisti in alcuni avvenimenti cardine della storia della Terra di Mezzo, come la morte di Fingon e l’ormai celebre scontro con Gandalf il Grigio.

Balrog

I Balrog più noti

Parlando di Balrog non ci stiamo riferendo a una schiera informe e indefinita di demoni, ma queste creature avevano le loro gerarchie, abilità e alcuni si distinsero più di altri nel corso della storia di Arda.

Il Balrog che più ebbe rilevanza nel corso degli eventi narrati da Tolkien fu Gothmog, chiamato anche Signore dei Balrog. Egli fu uno dei primi ad abbracciare l’oscurità di Melkor ed è riconosciuto come uno dei più potenti Balrog della schiera dell’Oscuro Signore, tanto da diventare Comandante Supremo di Angband. Angband è una maestosa e terribile fortezza costruita proprio da Melkor, al cui comando furono posti Gothmog e (udite udite!) Sauron stesso.

Fu Gothmog a guidare l’oscuro esercito di Morgoth nella Guerra dei Gioielli (il grande scontro che vide contrapporsi Morgoth agli Elfi e agli Uomini per il possesso dei Silmaril) ed ad uccidere, tra le molte vittime, anche Fëanor ossia (giusto per capire!) il potente e maestoso elfo che creò i Silmaril e i Palantir. La Guerra dei Gioielli decretò anche la morte di Gothmog, ucciso durante la presa della città elfica di Gondolin (La Caduta di Gondolin); egli venne sostituito da Lungorthin, altro Balrog che ricorre più volte negli scritti di Tolkien.

Ma uno tra tutti è sicuramente il Balrog più famoso tra gli appassionati e non: la creatura rinominata Flagello di Durin, il Balrog che viene affrontato ed ucciso da Gandalf nel corso de La Compagnia dell’Anello. Il nome Flagello di Durin gli fu dato perché uccise il Re dei Nani Durin VI durante la Terza Era, dopo che venne risvegliato a seguito degli scavi per poter recuperare il Mithril. Come sappiamo bene, il Flagello venne ucciso nell’anno 3019 della Terza Era da Gandalf a seguito del loro scontro.

Balrog sul grande e piccolo schermo

Le trasposizioni cinematografiche dell’opera di Tolkien hanno, almeno fino alla serie Gli Anelli del Potere, riguardato il solo Il Signore degli Anelli, motivo per cui gli adattamenti su schermo dei Balrog riguardano un solo e grande protagonista: il Flagello di Durin.

Il Flagello compare già nel primo adattamento de Il Signore degli Anelli del 1978, un iconico lungometraggio animato in cui il Balrog viene rappresentato come un demone dal volto quasi leonino, con nere ali da falena e una spada ricoperta di fiamme.

Come dimenticare il gigantesco e terrificante Flagello di Durin del primo film della trilogia diretta da Peter Jackson, l’unico avversario che riuscì a fermare Gandalf, una creatura divenuta iconica grazie ad una scena entrata a pieno diritto a far parte della cultura pop.

Il Balrog compare anche nella serie Amazon Gli Anelli del Potere, precisamente nell’episodio 7. In questa occasione ci troviamo a Khazad-dûm e qui un’inquadratura ci porta a scoprire le immense e affascinanti miniere di Mithril al di sotto delle quali comprare proprio il Flagello di Durin rappresentato in maniera molto simile a quello della trilogia cinematografica di Jackson. Ovviamente, durante gli eventi della Seconda Era (e quindi durante la storia raccontata nella serie tv) questo Balrog non ha ancora ucciso Re Durin ed è quindi ancora senza nome, e Khazad-dûm non viene ancora chiamata Moria (ossia “nero abisso”) perché prenderà questo nome in seguito all’occupazione di questo regno dei Nani da parte del Balrog stesso e delle forze dell’oscurità.

Balrog 1

Curiosità

  • Balrog è un termine in lingua Sindarin che sembrerebbe derivare da ball- che significa angoscia e graug, ossia demone
  • I Balrog al servizio di Morgoth furono messi a custodia degli artefatti protagonisti delle storie della Prima e della Seconda Era, i Silmaril ossia le gemme che raccolgono la luce degli alberi di Valinor, rubati proprio da Melkor e incastonati nella sua Corona di Ferro ad Angband. Ecco una citazione da Il Silmarillion:

Questi (rif. Silmaril) erano incastonati nella Corona di Ferro e in Angband erano tenuti in maggior conto di ogni altra ricchezza; e attorno a loro stavano i Balrog e innumerevoli spade, e robuste sbarre, e mura inaccessibili, e la tenebrosa maestà di Morgoth.

  • Ma come mai i Balrog possono morire? I Balrog pur essendo Maiar possono morire e, come riportato poco sopra, Tolkien ci racconta di alcuni episodi in cui importanti Balrog furono uccisi. Eppure le modalità in cui questo avviene non sono mai state chiarite dallo scrittore e questo ha dato adito alla nascita di diverse teorie dei fan riguardo il modo in cui questi esseri molto potenti possano essere distrutti (ad esempio, una teoria vuole che anche l’uccisore del Balrog debba perire).
  • Gandalf il Grigio ne La Compagnia dell’Anello definisce il Flagello di Durin con l’appellativo Fiamma di Udûn (Udûn è la parola Sindarin per Utumno, che significa “Inferno”).