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James Cameron rilancia (ancora una volta) l’idea di un sequel per Alita: Battle Angel

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James Cameron ha confermato di voler riportare Alita: Battle Angel sul grande schermo, un impegno che condivide con Robert Rodriguez. Pur essendo legato a franchise enormi come Avatar e Terminator, Cameron non ha mai dimenticato questo progetto, rimasto in sospeso dal 2019 e ancora oggi molto amato da una comunità di fan estremamente fedele. In una recente intervista rilasciata a Empire, il regista ha spiegato che lui e Rodriguez hanno promesso di realizzare almeno un nuovo film dedicato ad Alita, sottolineando che esiste già una possibile struttura narrativa che potrebbe addirittura portare a una trilogia. Una dichiarazione che ci permette di vedere con maggiore chiarezza un percorso che potrebbe finalmente risolvere le domande lasciate in sospeso dal primo capitolo.
Cameron ha raccontato che il suo trasferimento ad Austin, non lontano da casa di Rodriguez, renderà più semplice lavorare insieme. Questa vicinanza fisica ci fa pensare che il progetto potrebbe entrare in una fase più operativa una volta conclusi gli impegni con la saga di Pandora. Sarà dunque interessante capire se questa sincronia creativa riuscirà a dare forma a una storia che i fan attendono da anni.

Il mondo di Alita e il desiderio di completare la storia

Il film del 2019, tratto dal manga di Yukito Kishiro, ci aveva introdotti a una protagonista dal passato frammentato, interpretata da Rosa Salazar, e a un universo cyberpunk costruito con un livello di dettaglio visivo che aveva impressionato il pubblico. Alita era stata ritrovata dal dottor Ido e ricostruita in un corpo cibernetico, un percorso che l’aveva portata a scoprire gradualmente le proprie capacità e la propria identità.
Tuttavia, quel racconto copriva solo una parte della storia originale e lasciava spazio a molti sviluppi ancora da esplorare. Per questo motivo, il nuovo capitolo potrebbe riprendere proprio dai momenti di maggiore tensione lasciati irrisolti. Noi ci aspettiamo che Cameron e Rodriguez scelgano di approfondire aspetti come il Motorball, la lotta per Zalem e l’evoluzione personale di Alita.
Le parole del regista fanno capire che la volontà di dare un seguito non è mai venuta meno, ma è stata rallentata dai progetti mastodontici legati a Avatar. Ora che il terzo capitolo, Avatar: Fire and Ash, è in fase di arrivo, Cameron potrà dedicare più tempo ad altri mondi narrativi che sente ancora vivi.

Alita Angelo della Battaglia

Le prospettive future tra Austin e Pandora

Il fatto che Cameron abbia parlato apertamente di “progressi” indica che la fase di sviluppo non è più solo un desiderio, ma un processo avviato. L’idea di un’architettura narrativa che colleghi un secondo e un terzo film ci suggerisce che la storia verrà pensata con una visione ampia, puntando a mantenere la coerenza del manga pur adattandola al linguaggio cinematografico.
Questa prospettiva ci permette di immaginare un ritorno in grande stile, con un mondo visivo che potrebbe beneficiare delle tecnologie perfezionate da Cameron negli ultimi anni. Il primo film aveva già mostrato una fusione tra performance attoriale e resa digitale di altissimo livello, e un nuovo capitolo avrebbe l’occasione di spingere ulteriormente questa ricerca estetica.
Sarà necessario attendere ancora, perché prima di potersi concentrare completamente su Alita il regista dovrà chiudere il lavoro su Pandora. Ma l’intenzione dichiarata, accompagnata dalla collaborazione ravvicinata con Rodriguez, ci fa pensare che il progetto possa davvero tornare a prendere forma. Se tutto andrà nella direzione auspicata, potremo assistere al ritorno di una protagonista che ha saputo combinare fragilità, forza interiore e una dimensione emotiva capace di restare impressa nel tempo.
Noi continueremo a seguire l’evoluzione del progetto, pronti a scoprire se questa nuova fase riuscirà a completare una storia che meritava di essere portata oltre il primo capitolo, offrendo spazio all’azione, alla crescita personale e alla ricerca di identità che aveva reso Alita una figura così affascinante.

Il futuro del franchise potrebbe finalmente essere vicino, con un ritorno che unirebbe ingegno creativo e un universo narrativo ricco di possibilità.

Online il nuovo trailer di Project Hail Mary: Ryan Gosling verso una missione impossibile nello spazio

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Il nuovo trailer di Project Hail Mary ci permette di immergerci in un racconto che mescolerà isolamento, scoperta scientifica e il peso di una missione da cui potrebbe dipendere la sopravvivenza dell’umanità. Amazon MGM Studios e Warner Bros hanno mostrato un assaggio che ci fa capire l’ampiezza del progetto, adattato dal romanzo di Andy Weir (Sopravvissuto – The Martian).

La storia seguirà Ryland Grace, interpretato da Ryan Gosling, un astronauta che si risveglierà da solo a bordo di un’astronave diretta verso Tau Ceti senza memoria della propria identità né del motivo per cui si troverà nello spazio.

Nel momento in cui inizierà a ricostruire ciò che è accaduto, comprenderà di essere l’ultimo elemento rimasto di una squadra inviata per trovare una soluzione a una minaccia che colpirà la Terra. Il trailer mostrerà proprio quel passaggio delicato in cui Grace realizzerà la gravità della situazione, un nodo narrativo che fungerà da motore per l’intera storia. Noi potremo seguire questa trasformazione attraverso immagini che suggeriscono un viaggio emotivo e fisico di grande intensità.

Il mistero dell’incontro con Rocky

Chi conosce il romanzo ricorderà bene l’importanza dell’incontro tra Grace e Rocky, un elemento che cambierà il senso della missione e offrirà nuovi livelli di lettura. Nel trailer intravediamo alcuni frammenti di questa svolta, senza però svelare troppo. Questa scelta ci permetterà di arrivare al film con la curiosità viva, mantenendo quel senso di scoperta che ha caratterizzato il libro.

Accanto a Gosling, il cast includerà Sandra Hüller, che interpreterà Eva Stratt, una figura rigida e determinata che guiderà la missione nelle fasi preliminari. Al suo fianco vedremo Milana Vayntrub, che interpreterà Olesya Ilyukhina, ex compagna di equipaggio di Grace. Le loro presenze emergeranno tramite flashback e momenti di preparazione alla missione, costruendo una rete emotiva che accompagnerà il protagonista mentre tenterà di ricomporre i propri ricordi.
Proprio questa alternanza tra passato e presente avvicinerà il pubblico al percorso interiore del personaggio, rendendo più incisiva la lotta tra razionalità scientifica e resistenza umana.

Una produzione che punta in alto

Project Hail Mary sarà diretto da Phil Lord e Christopher Miller, una coppia che ha saputo costruire negli anni un forte equilibrio tra idee visive e ritmo narrativo. Il loro lavoro sarà sostenuto da una sceneggiatura scritta da Drew Goddard, autore legato a titoli come The Martian, con la collaborazione di Andy Weir stesso.
Il risultato dovrebbe offrirci una storia che unisce senso dell’avventura e riflessione, con una struttura capace di spingerci a osservare il viaggio come un modo per riscoprire ciò che definisce la nostra identità. Il film arriverà nelle sale il 19 marzo 2026, preparandosi a diventare uno dei titoli più attesi dell’anno.

Noi seguiremo ogni aggiornamento, consapevoli che questa anteprima ci mostrerà solo una parte di ciò che il film saprà offrire. L’insieme di competenze coinvolte prometterà una visione intensa, costruita attorno al contrasto tra solitudine cosmica e legame umano. Sarà interessante vedere come verranno trasposte sullo schermo le dinamiche principali del romanzo e fino a che punto la versione cinematografica conserverà lo spirito originale.

Con un protagonista che dovrà contare sulla scienza, sulla determinazione e sulla volontà umana, ci ritroveremo coinvolti in un racconto che rifletterà sul senso di sopravvivenza e sull’ingegno necessario per affrontare una missione impossibile. Il trailer ci suggerisce già una direzione ricca di tensione e speranza, lasciandoci intuire quanto Project Hail Mary saprà essere un viaggio destinato a rimanere nella memoria.

Il sequel de I Goonies prende forma con informazioni incoraggianti da Ke Huy Quan

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Ke Huy Quan ci ha finalmente dato un segnale concreto sul futuro del sequel de I Goonies. Dopo decenni di attese e false partenze, la macchina produttiva sembra essersi rimessa in moto. Durante un’intervista dedicata a Zootropolis 2, Quan ha raccontato che la seconda bozza della sceneggiatura è stata consegnata e che l’entusiasmo tra i creativi coinvolti è palpabile. Questa notizia ci permette di tornare a sperare in un nuovo capitolo di una delle avventure più amate di sempre.
Quan ha ricordato il momento in cui Steven Spielberg, incontrato a un evento, gli ha parlato con entusiasmo del progetto. Una sensazione che l’attore ha condiviso pienamente, sottolineando come questa volta ci siano basi più solide rispetto al passato. Il coinvolgimento diretto di Chris Columbus e Steven Spielberg come sviluppatori del film rappresenta un segnale forte, soprattutto perché entrambi sono legati in modo profondo alla magia del film originale.

Le parole di Ke Huy Quan e il ritorno di Data

L’attore ha spiegato che non ha ancora letto il copione, ma sa che la produzione è soddisfatta del lavoro attuale. Il fatto che la seconda bozza sia già stata consegnata indica che il team sta lavorando con continuità e che la struttura della storia sta prendendo forma. Quan non ha nascosto il suo desiderio di tornare nei panni di Richard “Data” Wang, spiegando quanto sarebbe bello ritrovare i “fratelli e sorelle Goonies” per una nuova avventura.

I Goonies

Questa prospettiva ci permette di immaginare un ritorno in cui il cast storico verrebbe affiancato da una nuova generazione di personaggi. È una direzione naturale per un progetto che deve parlare sia ai fan storici sia al pubblico nuovo. La presenza di un autore come Potsy Ponciroli alla sceneggiatura potrebbe arricchire il film con un tono capace di rispettare lo spirito originale senza rinunciare a una sensibilità moderna. A oggi non abbiamo conferme su chi del cast storico tornerà, ma l’impostazione lascia intuire un sequel costruito sull’eredità del gruppo originale.

Un progetto che cresce dietro le quinte

È chiaro che il film si trova ancora in una fase in cui molti dettagli devono essere definiti. Sappiamo però che il lavoro procede e che le persone coinvolte stanno affrontando la sfida con entusiasmo. Questo sequel dovrà riuscire a intrecciare nostalgia e novità, mantenendo quel mix di umorismo, senso di scoperta e spirito d’avventura che ha reso I Goonies un riferimento culturale.
Noi ci ritroviamo a seguire ogni aggiornamento, spinti dal desiderio di vedere ancora una volta quel gruppo affrontare un mondo pieno di misteri. E, proprio come Quan, sapremo manifestare l’energia necessaria per accompagnare il progetto verso la realizzazione. Se il percorso continuerà con questo ritmo, potremmo non essere così lontani dal momento in cui vedremo davvero tornare uno dei titoli più iconici della nostra adolescenza.

Zombieland 3 nel 2029: le prime indicazioni dal regista Ruben Fleischer

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La possibilità di ritrovare il gruppo di Zombieland nel 2029 ci permette di tornare su una saga che, negli anni, è diventata una piccola icona del cinema horror-comedy. Ruben Fleischer ha confermato che si stanno avviando le prime discussioni su Zombieland 3, riprendendo una cadenza decennale che ormai caratterizza questo universo. Il primo film era arrivato nel 2009, Zombieland: Doppio Colpo nel 2019, e ora quella finestra simbolica sta tornando.
Noi possiamo guardare a questa scelta come a un modo per dare continuità alla storia, seguendo il percorso di personaggi che hanno sempre unito ironia e sopravvivenza. Fleischer ha spiegato che l’idea di rivedersi “tra dieci anni” non era una battuta: quel periodo sta per scadere e, per questo, si sta iniziando a valutare la direzione del prossimo film. Il regista punta a riavere il cast originale, un aspetto che renderebbe il ritorno del gruppo ancora più significativo.

Una saga che ha ancora spazio per crescere

Ritrovare Columbus, Tallahassee, Wichita e Little Rock ci darebbe la possibilità di esplorare nuovi aspetti del mondo post-apocalittico che la serie ha costruito. In Zombieland: Doppio Colpo avevamo lasciato il gruppo unito e pronto a rimettersi in viaggio, un finale che apre molte strade narrative. Si potrebbe lavorare su zombie più intelligenti, nuovi sopravvissuti o svolte inattese che arricchirebbero l’universo creato da Fleischer.
L’energia dei personaggi, unita alla miscela di humor e tensione che ha sempre definito la saga, lascia pensare che ci sia ancora spazio per raccontare qualcosa di nuovo. Con il ritorno del cast originale, il film potrà sfruttare quella chimica che aveva già reso iconiche molte scene dei primi due capitoli.
Un eventuale terzo episodio si affiancherebbe anche ad altri progetti del regista, che ha parlato di un vampire-western dal tono decisamente insolito, paragonandolo a Gli Spietati “se Clint Eastwood fosse un vampiro”. Questo ci suggerisce che Fleischer sta lavorando su idee che potrebbero accompagnare il nuovo Zombieland 3 in un periodo particolarmente creativo.

Cosa potremmo aspettarci dal 2029 e da Zombieland 3

Se tutto procederà senza intoppi, il 2029 potrebbe diventare l’anno in cui torneremo a seguire il gruppo in un mondo che è cambiato ma ha conservato la sua identità fatta di regole, corse folli e incontri improbabili. Con un decennio di distanza, potremo vedere come i protagonisti avranno reagito al passare del tempo, creando una continuità coerente con lo spirito dei film precedenti.

Bill Murray Zombieland

Per noi spettatori, un ritorno della serie rappresenterebbe non solo l’occasione di rivedere personaggi molto amati, ma anche di scoprire elementi nuovi, capaci di dare slancio a un franchise che, nonostante gli anni, ha sempre mantenuto una natura unica.
In attesa di conferme ufficiali, possiamo già iniziare a immaginare come il mondo di Zombieland verrà ampliato, contando sulla capacità del regista di bilanciare azione, ironia e un’estetica ormai riconoscibile. Se Fleischer porterà avanti i suoi progetti paralleli, potremmo vivere una stagione cinematografica ricca di idee, tra zombie, vampiri e atmosfere che uniscono generi diversi.

Il 2029 non appare lontanissimo, e la prospettiva di tornare su queste strade polverose ci invita a prepararci: potremo ritrovare regole, battute e quel ritmo tipico che ha sempre contraddistinto l’universo della serie. Zombieland 3 potrebbe così diventare un nuovo tassello di una saga che continua a evolversi, confermando la forza di personaggi e dinamiche che, dopo molti anni, riescono ancora a divertire.

PlayStation accende il Black Friday 2025: pioggia di sconti, PS5 digital edition a 349,99€ e una valanga di offerte

Il Black Friday 2025 non è ancora iniziato, ma PlayStation ha già deciso di mettere il turbo.

A partire dal 21 novembre e fino al 4 dicembre, Sony Interactive Entertainment scatena una tempesta di sconti che farà gola a chiunque abbia mai pensato “ok, forse è davvero arrivato il momento di prendere una PS5”.

E questa volta non parliamo di piccole promozioni timide: parliamo di 150 euro di sconto su PS5 Digital Edition, giochi a prezzi mai visti e accessori che finalmente diventano più abbordabili. Tutto disponibile su direct.playstation.com e nei negozi aderenti. In breve? È il momento perfetto per fare (o farsi) un regalo next-gen.

PlayStation 5 in saldo: la next-gen diventa più vicina

Partiamo dall’offerta clou: PS5 Digital Edition a 349,99 euro invece di 499,99 euro.

Vuol dire che, per il prezzo di uno smartphone di fascia media, potete portarvi a casa la next gen.

E non è finita qui: anche sulle altre versioni si abbatte un’ondata di socnti:

  • PS5 Standard Edition: 449,99€ (invece di 549,99€);
  • PS5 Pro: 699,99€ (invece di 799,99€).

Accessori in offerta: più potenzia per l’ecosistema PlayStation

La parola d’ordine è una: espandere. E con questi prezzi, dire di no è praticamente impossibile:

  • PlayStation Portal: 199,99€ (invece di 219,99€);
  • PlayStation VR2: 349,99€ (invece di 449,99€);
  • Pulse Explore: 189,99€ (invece di 219,99€);
  • Pulse Elite: 129,99€ (invece di 149,99€);
  • DualSense Edge: 189,99€ (invece di 219,99€);
  • Controller DualSense, inclusa la nuova Chroma Collection: 54,99€ (invece di 74,99€).

Insomma, se volete tuffarvi nella VR, giocare dal letto col Portal o semplicemente cambiare controller, il momento è clamorosamente propizio.

Giochi scontati fino al 60% e PlayStation Plus in promo

Per non farci mancare niente, arrivano anche gli sconti sui giochi PS5.

Fino al 60% di sconto su alcuni dei titoli più grossi della line-up Sony:

  • Death Stranding 2: On the Beach
  • Astro Bot
  • Marvel’s Spider-Man 2
  • God of War Ragnarök

Inoltre, fino al 5 dicembre, anche PlayStation Plus diventa più conveniente, sia per i nuovi iscritti sia per chi vuole fare upgrade del proprio piano.

Ah, e già che ci siamo,60% di sconto sul PlayStation Gear Store.

Il trailer finale di Avatar: Fuoco e Cenere promette un’avventura spettacolare (e dolorosa)

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Approda online il trailer finale di Avatar: Fuoco e Cenere (Avatar: Fire and Ash) che ci catapulta in un mix di emozione, tensione e meraviglia visiva, preparando il terreno a quello che potrebbe essere il capitolo più intenso della saga dei Na’vi.

La ferita dei Sully è ancora aperta

Il filmato promozionale si apre con un tuffo nei ricordi dei film precedenti, prima di riportarci nel presente: Jake, Neytiri e i loro figli stanno ancora affrontando il lutto per la morte di Neteyam. Un dolore che pesa su ogni scena e che promette di essere il motore emotivo del film.

Ma, purtroppo, non c’è tempo per piangere: su Pandora arriva una nuova minaccia, e stavolta ha il volto — e la forza — dei Popoli della Cenere, i Na’vi del fuoco.

Varang e i Na’vi del fuoco fanno tremare Pandora

La grande novità di questo capitolo è l’introduzione dei Popoli della Cenere, una tribù Na’vi dall’estetica dura, quasi “bruciata”, che sembra uscita da un incubo tribale post-apocalittico. A guidarli c’è Varang, interpretata da Oona Chaplin che a detta di James Cameron è un personaggio destinato a lasciare il segno: “È la leader di un popolo che ha vissuto un’enorme sofferenza. È temprata da questo. Farà qualunque cosa per loro, anche cose che considereremmo malvagie.”

Insomma, prepariamoci a incontrare un’antagonista complessa, non cattiva e basta.

Ah, e se non bastasse: i Na’vi del fuoco si sono alleati con il rientrante Quaritch (Stephen Lang), con il mondo di Pandora che non sembra affatto preparato a una minaccia così strutturata.

Pandora come non l’abbiamo mai vista per un “Natale in blu”

Il film promette un’espansione enorme del mondo dei Na’vi, con nuove regioni e culture mai viste. Cameron, che ha scritto la sceneggiatura insieme a Rick Jaffa e Amanda Silver, assicura che l’intento non è solo stupire visivamente: “È un’avventura folle e un banchetto per gli occhi, ma ha anche una posta emotiva altissima, più di sempre. Portiamo i personaggi in territori davvero difficili.”

Il cast principale torna al completo: Sam Worthington, Zoe Saldaña, Sigourney Weaver, Cliff Curtis, Britain Dalton, Trinity Bliss, Jack Champion, Bailey Bass e Kate Winslet.

L’appuntamento con Avatar: Fuoco e Cenere è fissato poco prima di Natale, con il film che debutterà nei cinema italiani mercoledì 17 dicembre 2025.

fonte

The Game Awards 2025: ecco le nomination ufficiali

Le nomination dei The Game Awards 2025 sono state finalmente annunciate, delineando un quadro molto ricco per un anno che ci ha regalato uscite di peso e il ritorno di franchise amatissimi. Ci troviamo davanti a una selezione che intreccia produzioni giapponesi, titoli indipendenti di grande ambizione e sequel molto attesi, con una varietà che saprà coinvolgerci fino alla notte della cerimonia dell’11 dicembre.

Le candidature per il Game of the Year e i riconoscimenti principali

Al centro dell’attenzione troviamo le sei candidature per Game of the Year, dove Death Stranding 2: On The Beach e Donkey Kong Bananza emergono come titoli di punta per le rispettive case di sviluppo. A completare la rosa ci sono Clair Obscur: Expedition 33, Hades II, Hollow Knight: Silksong e Kingdom Come: Deliverance II, una lista che mette insieme approcci molto diversi al concetto di grande produzione contemporanea.

Death Stranding 2: On The Beach si distingue in modo particolare, accumulando candidature in molte categorie chiave come Miglior Direzione Artistica, Miglior Colonna Sonora, Miglior Audio Design, Miglior Narrativa, Miglior Action/Adventure e Miglior Direzione di Gioco. È chiaramente uno dei protagonisti di questa edizione, e ci aspettiamo che possa essere uno dei titoli che terranno banco durante la serata finale.

Anche Donkey Kong Bananza ottiene spazio con la candidatura a Miglior Family Game, confermando l’ennesimo anno di forte presenza Nintendo.

La presenza giapponese e il peso delle grandi saghe

Quest’anno molti titoli legati a studi giapponesi, o pubblicati da filiali internazionali, avranno un ruolo importante nelle categorie più variegate. Spiccano Final Fantasy XIV, candidato sia a Best Ongoing Game che a Best Community Support, e tre titoli in corsa per Best Mobile Game, tra cui Persona 5: The Phantom X, Sonic Rumble e Umamusume: Pretty Derby.

Silent Hill f conquista due nomination centrali, Miglior Narrativa e Miglior Audio Design, mentre la performance di Konatsu Katō ottiene un riconoscimento specifico per l’interpretazione di Hinako Shimizu.

Molto forte anche la presenza nei generi d’azione e nei picchiaduro. Ninja Gaiden 4 e Shinobi: Art of Vengeance sono entrambi in gara per Best Action, mentre CAPCOM Fighting Collection 2, Fatal Fury: City of the Wolves e Virtua Fighter 5 R.E.V.O. World Stage animano la corsa per Best Fighting Game.

Fra i titoli più attesi, Resident Evil Requiem ottiene la nomination come Most Anticipated Game, confermando la longevità della saga e l’interesse del pubblico internazionale.

I precedenti vincitori

Il ventaglio delle candidature si completa con produzioni come Monster Hunter Wilds per Best RPG, FINAL FANTASY TACTICS – The Ivalice Chronicles per Best Sim/Strategy, Mario Kart World e Sonic Racing: CrossWorlds nelle categorie familiari e sportivo/racing, ed Elden Ring Nightreign per Best Multiplayer.

La cerimonia del prossimo 11 dicembre, ospitata al Peacock Theater di Los Angeles, proseguirà sulla scia dell’edizione precedente, che vide Astro Bot trionfare come Game of the Year, mentre Tekken 8, Metaphor: ReFantazio e Final Fantasy VII Rebirth ottennero un forte riscontro tra pubblico e critica.

Sarà interessante vedere come si muoveranno le votazioni, soprattutto in un anno così ricco di serie consolidate e nuove proposte. I nomi per la categoria Player’s Voice arriveranno il 1° dicembre, e potranno aggiungere un ulteriore elemento di sorpresa prima della serata conclusiva.

Labubu: Sony trasforma il popolare peluche in un Film

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Sony Pictures ha acquisito i diritti cinematografici del celebre brand di peluche Labubu, aprendo la strada a un possibile franchise globale che potrebbe competere con Barbie e Trolls. Al momento, il progetto non ha ancora regista né produttore confermato, e non è chiaro se il film sarà animato o live-action. L’acquisizione evidenzia però l’intento di Sony di sfruttare il successo dei suoi film animati recenti e cavalcare la popolarità di un fenomeno già esploso in Asia.

Dal peluche al grande schermo

La trama del film resta segreta, ma è probabile che vengano inclusi i personaggi più amati dai fan: Labubu, il peluche dispettoso; Zimomo, il leader energico; Mokoko, il compagno stravagante; e Tycoco, il fidato ragazzo del gruppo. La linea di peluche ha iniziato a farsi notare nel Sud-est asiatico intorno al 2019, creata dall’artista europeo Kasing Lung e prodotta da How2Work, ottenendo ampia diffusione grazie alla distribuzione del retailer cinese Pop Mart.

La popolarità del brand ha avuto un ulteriore impulso quando Lisa dei BLACKPINK ha iniziato ad agganciare i peluche alle sue borse, seguita da altre star come Rihanna e Dua Lipa. Così, Labubu è diventato un oggetto di moda e streetwear di lusso. Dal punto di vista economico, la linea The Monsters ha generato 430 milioni di dollari nel 2024, pari al 23% dei ricavi di Pop Mart, mentre nella prima metà del 2025 ha già raggiunto 670 milioni, circa il 35% del totale.

Un fenomeno che potrebbe conquistare Hollywood

Hollywood sta investendo sempre più nel trasformare i giocattoli in materiale da adattare al cinema. Dopo il successo miliardario di Barbie, Mattel ha già avviato progetti per Hot Wheels, Polly Pocket e He-Man, mentre Hasbro punta su Monopoly, Action Man e Beyblade. Altri titoli come Uno e Barney sono anch’essi in arrivo sul grande schermo.

Non è ancora certo se Labubu conquisterà il pubblico globale o resterà un fenomeno di nicchia, ma i fan dei piccoli mostri sorridenti hanno ora qualcosa in più da aspettare: un vero film che potrebbe segnare l’inizio di un nuovo franchise cinematografico.

Il teaser trailer del live-action di Oceania segna il ritorno al casting fedele all’animazione

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Il primo trailer del nuovo Oceania in versione live-action è arrivato, mostrando per la prima volta Catherine Laga‘aia nel ruolo della giovane eroina e confermando il ritorno di Dwayne Johnson come il semidio Maui. Fin dai primi secondi del filmato si percepisce una scelta chiara: Disney sembra voler tornare a un casting realmente rispettoso delle origini culturali dei personaggi, un approccio che in passato non sempre aveva seguito con coerenza.

Il valore culturale del casting di Catherine Laga‘aia

La presenza di Catherine Laga‘aia, diciassettenne con radici familiari nelle isole Samoa, porta con sé un significato forte. L’attrice ha raccontato di sentirsi onorata nel rappresentare la propria cultura e tutte le ragazze del Pacifico che potranno rivedersi in lei. Questa scelta avvicina il film all’autenticità che aveva caratterizzato l’opera animata del 2016, interpretata da Auliʻi Cravalho, e ci permette di accogliere una versione live-action più aderente allo spirito originale. Osservando le prime immagini diffuse, la sensazione è che la produzione stia davvero cercando di riportare sullo schermo un’identità coerente e rispettosa.

Il film animato seguiva l’avventura di Oceania mentre affrontava un viaggio difficile per salvare il proprio popolo, insieme a un Maui che la guidava verso la scoperta delle sue capacità e delle sue origini. Quel racconto aveva trovato un equilibrio tra tradizioni, leggende e crescita personale, un equilibrio che il live-action sembra intenzionato a riprendere senza distorsioni superflue.

Il ritorno della squadra creativa originale

A rafforzare questa continuità c’è anche la presenza di Jared Bush e Dana Ledoux Miller, già autori dei due film animati, che torneranno a firmare la sceneggiatura della nuova versione. La regia è affidata a Thomas Kail, conosciuto per Hamilton, mentre Mark Mancina riprenderà il lavoro sulle musiche. La scelta di coinvolgere nuovamente figure che conoscono profondamente l’universo narrativo di Moana suggerisce una volontà di restituire la stessa energia emotiva e lo stesso rispetto per le tradizioni polinesiane che avevano reso l’originale così apprezzato.

Accanto a Laga‘aia e Johnson troveremo John Tui nei panni di Chief Tui, Frankie Adams come Sina e Rena Owen nel ruolo di Gramma Tala, portando così sullo schermo un cast che riflette con attenzione le origini culturali dei personaggi.

Una data d’uscita già molto attesa

Il film arriverà nelle sale italiane il 19 agosto 2026 (un mese dopo l’uscita a stelle e strisce), posizionandosi come uno dei progetti più seguiti del calendario Disney dei prossimi anni. Dopo i risultati altalenanti di alcune precedenti trasposizioni, questa nuova versione di Oceania sembra puntare su un percorso più rispettoso e coerente, riportando il casting fedele all’animazione al centro della produzione.

Guardando il materiale mostrato finora, ci sembra che questo film saprà raccogliere le aspettative di chi aveva amato la versione del 2016 e potrà offrire un racconto capace di valorizzare ancora di più la cultura e le tradizioni del Pacifico.

CMON, nuova raccolta fondi sfumata: è il secondo tentativo fallito in pochi mesi

CMON sta vivendo un periodo complesso e il nuovo tentativo di raccogliere capitale tramite la vendita di nuove azioni non ha raggiunto l’obiettivo.

Il piano prevedeva la vendita di oltre 360 milioni di nuove azioni, con una valutazione complessiva di poco superiore ai 5 milioni di dollari. La raccolta sarebbe dovuta servire a finanziare lo sviluppo di nuovi giochi, attività di marketing, eventi e il fabbisogno quotidiano dell’azienda. L’operazione avrebbe portato almeno sei nuovi investitori, tramite Grand China Securities, a patto che la Hong Kong Stock Exchange approvasse il tutto entro il 7 novembre.

Quel via libera non è arrivato. CMON ha comunicato che le condizioni non erano state soddisfatte, precisando però che la mancata conclusione dell’accordo non avrebbe avuto effetti negativi rilevanti sul suo business. Allo stesso tempo, il consiglio di amministrazione ha confermato che la ricerca di nuove opportunità di finanziamento continuerà.

Perdite crescenti e asset in vendita

Il risultato arriva dopo mesi di tensione finanziaria. La società ha perso quasi 7 milioni di dollari nella prima metà dell’anno, dopo aver registrato 3 milioni di perdita nel 2024. Questi numeri superano di molto l’utile totale di 4,2 milioni ottenuto negli ultimi nove anni.

Per reagire all’emergenza, CMON ha rallentato o fermato lo sviluppo di nuovi giochi e di nuove campagne, ha ridotto drasticamente il personale e ha iniziato a vendere diversi IP storici. Tra questi Zombicide, Blood Rage, Rising Sun, Cthulhu: Death May Die e altri titoli appena acquisiti dopo il fallimento di Mythic Games. Di recente è stata anche ceduta la sede centrale acquistata a Singapore nel 2017, operazione che ha portato circa 2,4 milioni di dollari.

L’azienda continua comunque ad avere un forte impegno verso i progetti in sospeso: ci sono otto campagne crowdfunding non ancora consegnate per un totale di circa 18 milioni raccolti, più altri otto giochi preordinati ancora in attesa di raggiungere i backer.

arcadia quest cmon games

Comunicazione difficile e un rapporto con i backer sempre più delicato

La situazione ha provocato ritardi, pressioni sul servizio clienti e un aumento senza precedenti delle richieste di rimborso. CMON ha spiegato che si è innescato un circolo vizioso: più i ritardi crescono, più aumentano i rimborsi; più si pagano rimborsi, meno risorse restano per accelerare la produzione e la logistica. Una spirale che l’azienda definisce una delle sfide più difficili mai affrontate.

Anche i tagli al personale hanno avuto un peso notevole. Con un team ridotto a una frazione rispetto al passato, ogni giornata diventa un equilibrio complicato tra produzione, logistica, assistenza clienti e gestione finanziaria.

Un tentativo di riposizionamento sul mercato

In mezzo a questa situazione, CMON ha provato a ripensare il proprio modello. A luglio ha annunciato una nuova strategia, meno basata su campagne mastodontiche e più orientata al lancio diretto nei negozi di giochi piccoli e immediati. A Essen ha presentato Collect!, Peanuts Talent Show, Fairy Perfume, Rocket Punch e Yokai Carnival.

Nonostante la vendita di vari asset, il catalogo mantiene ancora serie di forte richiamo come Marvel United e DC Super Heroes United, che hanno generato oltre 18 milioni di dollari complessivi nelle campagne passate. È chiaro però che il percorso per tornare a una situazione stabile sarà lungo.

Il film di The Legend of Zelda mostra finalmente le versioni live action di Link e Zelda

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Dopo le prime clip trapelate dal set del film live action di The Legend of Zelda, Nintendo ha finalmente pubblicato le primissime immagini ufficiali di Link e Zelda, con il fandom che è esploso in tempo zero.

Ecco i nuovi volti di Hyrule

Le foto mostrano Bo Bragason nei panni della Principessa Zelda e Benjamin Evan Ainsworth come Link, entrambi in costume completo, immersi in un prato verde che ricorda moltissimo i paesaggi bucolici della saga videoludica.

Dalle orecchie a punta ai tessuti dei costumi, tutto è mirato a ottenere a una resa realistica e fedele, senza rinunciare al feeling magico del franchise.

Le immagini sono state diffuse tramite l’app Nintendo Today e subito dopo rilanciate sull’account X della compagnia, accompagnate da un messaggio rassicurante del creatore della serie, Shigeru Miyamoto: “Le riprese stanno procedendo bene verso l’uscita del film il 7 maggio 2027. Ci vorrà ancora del tempo, quindi vi saremmo grati se poteste aspettare con pazienza e continuare a seguirci.”

Il fandom reagisce e si emoziona tantissimo

In pochi minuti, i social si sono riempiti di commenti entusiasti, con tantissimi appassionati che rimarcano l’aderenza totale ai personaggi originali. Molti sono rimasti colpiti in particolare dal nuovo Link, che sfoggia un look a metà tra la tunica di Breath of the Wild e il classico verde iconico della saga.

Ovviamente non mancano i dubbi, come quello di chi teme un eccesso di “hollywoodizzazione”, ma per ora l’impressione generale è di un progetto che vuole onorare davvero l’eredità videoludica.

Un’attesa lunga, ma piena di speranza

Il film uscirà nelle sale il 7 maggio 2027, e se questo primo sguardo è indicativo, potremmo trovarci davanti all’adattamento più ambizioso mai tentato da Nintendo.

Portare Hyrule, i suoi eroi e la sua magia nel mondo reale è una sfida enorme, ma ci sembra che il viaggio sia iniziato con il piede giusto.

Funko presenta la nuova POP di Alien: Earth, la “Pecora con l’Occhio”

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Mentre sembra che Funko sia ad un passo dalla chiusura, l’azienda a stelle e strisce continua a sorprendere con le sue creazioni più bizzarre, e questa volta tocca a una delle creature più inquietanti e curiose apparse in Alien: Earth. La nuova Sheep With the Eye POP! porta sullo scaffale dei collezionisti una miscela insolita di tenerezza e inquietudine, trasformando uno degli alieni più strani della serie in un oggetto da esposizione che saprà attirare l’attenzione di chiunque. Possiamo dirlo senza esitazioni: è uno di quei personaggi che non passano inosservati, soprattutto per chi ha amato le atmosfere disturbanti del nuovo capitolo televisivo legato al mondo di Alien.

 

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Una creatura strana che torna alla ribalta

Nella serie, la piccola creatura si muove tra ospiti diversi, passando da un gatto a una pecora e dando vita a una delle sequenze più particolari di Alien: Earth. Funko ha deciso di catturare proprio quell’immaginario, lavorando su un design che mantiene la morbidezza dell’animale e la combina con la componente aliena che lo rende così unico. La figura, alta circa 8,4 centimetri, conserva l’aspetto soffice della pecora, ma introduce l’occhio extra-terrestre che rende immediatamente riconoscibile l’invasore. È un contrasto curioso, quasi ironico, che sembra fatto apposta per chi apprezza oggetti da collezione fuori dagli schemi.

L’ibrido visivo tra il mondo rurale e la fantascienza più cupa è uno degli elementi che avevano contribuito a rendere Alien: Earth una serie capace di mescolare inquietudine e fascino. Ritrovare questa caratteristica in versione POP aiuta a riportare alla mente l’atmosfera del racconto, dove nulla è mai davvero ciò che sembra.

Un oggetto pensato per i fan e per i collezionisti

Il richiamo a personaggi come Boy Kavalier e alle strane dinamiche scientifiche presenti nella serie è evidente. Non stupisce che Funko abbia deciso di inserirla nella linea dedicata a Alien: Earth. È un pezzo che aggiunge varietà alla collezione, soprattutto per chi segue le avventure del cast e desidera portare a casa un frammento della sua estetica inquietante. Allo stesso tempo, anche chi non ha seguìto la serie potrebbe trovare questa figura particolarmente interessante, perché unisce un design ironico con una costruzione che non perde mai il tocco caratteristico dei POP televisivi.

Una novità anche nella tecnologia di autenticazione

Funko prosegue il suo percorso nell’innovazione, introducendo ancora una volta la nuova tecnologia di autenticazione con micro-ottica. Ogni figura è accompagnata da una speciale etichetta impossibile da replicare, un elemento che garantisce ai collezionisti la sicurezza di avere tra le mani un pezzo originale. Attraverso i codici associati, ogni oggetto può essere verificato tramite il sistema Octane5, rendendo più semplice tracciare la provenienza dell’articolo e impedire copie o falsi. È una scelta che sta diventando sempre più importante nel mondo del collezionismo, dove la richiesta di autenticità cresce di anno in anno.

Un’aggiunta curiosa per chi ama il lato più bizzarro della fantascienza

La Sheep With the Eye non è solo un ricordo di una delle sequenze più particolari di Alien: Earth, ma un vero e proprio oggetto da conversazione. Il suo aspetto a metà tra il tenero e il disturbante è ideale per chi vuole dare un tocco diverso alla propria collezione. Non punta sulla ferocia tipica dello Xenomorfo, ma su un lato più ironico e allo stesso tempo inquietante dell’universo narrativo della serie. Portarla sul nostro scaffale significa accogliere un simbolo di questa nuova interpretazione televisiva di Alien, con tutte le sue stranezze e suggestioni.