Dom 25 Gennaio, 2026
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Vietato l’ingresso alla casa dei Goonies

Avete presente la casa dei Goonies? Forse non sapevate che non si tratta di un set ma esiste davvero, ed è ancora in piedi dopo 30 anni.

La casa ora appartiene a Sandi Preston, una dolce signora che probabilmente non aveva tenuto conto dell’enorme importanza e impatto che il film ha avuto sulla vita di tutti i nerd degli anni 80.

La casa di Mickey, infatti, è meta di pellegrinaggio di oltre 1500 persone che la visitano ogni giorno. La proprietaria si è evidentemente stufata di vedere fan dei Goonies esibirsi in improbabili Truffle Shuffle davanti a casa sua, tanto da averne vietato l’accesso a partire dalla sua strada privata; piazzandoci un cartello dove intima a tutti i nerd di non proseguire oltre.

goonies_house

Ora la palla è passata a Sean Astin che, dopo aver aiutato Frodo a buttare l’anello dentro a monte fato, pensava di tornarsene a casa e svaccarsi sul “suo” divano.

Quello che ha trovato non gli è piaciuto. Ecco quello che ha postato l’attore sul suo profilo.

A CALL FOR RESPECT!!!!!!

This is my home, sort of. I’m standing on the porch of a modest yet majestic hillside sanctuary in Astoria, Oregon where we filmed, “The Goonies.”

This place has become a destination point, a site for pilgrimage by cinema fans the world over.

The movie is about children who love their homes so much that they fight to protect them. I love this place so much that I was willing to lead my friends through a perilous, almost deadly journey to find enough treasure to save it. For me and for many, this place is a touchstone of our childhood.

On behalf of all Goonies I tell you that today, our home is under siege again. This time it’s not real estate developers but fans of the film, most gracious, some obnoxious who are threatening the peace of this sanctuary.

To all who would journey to see her, “The Goonies House” needs rescuing. She needs room to breathe from adoring fans and tactless and insensitive trespassers.

There are many places from which to view the iconic landmark. The Goonies museum and Astoria Tourism office can direct you to them.

It is a charming home filled with love and good memories. It’s ugly and unfair to take advantage of the good will of the private owners.

In New Zealand, the late great legendary climber of Mount Everest, Sir Edmund Hillary lived in a modest home. His phone number was listed in the book. He was on the New Zealand 5 dollar bill, yet he could live in the open and at peace, surrounded by a community that revered him, in peace, because he was treated respectfully.

The current owner of the Goonies House is entitled to respect and common courtesy. So, it’s my childhood home, sort of, and I’m telling everyone to BACK OFF!!!

To Warner Brothers, Steven and Dick, I know how much the Goonies means to you, for different reasons, so if there’s anything you can do to help establish an appropriate tourist outpost in concert with the city, I know our millions of fans would be grateful!!!

Respectfully,
Sean Astin
“Mikey” – The Goonies

Che dire.. Ridateci la casa dei Goonies!

Uno spettacolare video tributo a Miyazaki

Un utente di Vimeo ci ha regalato quello che, forse, è il video tributo a Miyazaki più bello della rete?

Stavo per andarmene a dormire, quando ho scovato in rete questo spettacolare video tributo a Miyazaki creato da un utente di Vimeo chiamato Dono. Il filmato, realizzato con il supporto della CGI, è un mash-up dall’alto impatto visivo che non potevo certo esimermi dal condividere, considerata anche l’altissima qualità che ha superato ogni mia aspettativa.

All’interno del filmato è possibile trovare tantissimi personaggi e luoghi visti nelle migliori opere del maestro dell’animazione giapponese. Si passa da Ponyo al Castello Errante di Howl, per poi trovarci in compagnia di Porco Rosso e, ovviamente, l’immancabile Città Incantata, dalla quale è tratta anche la colonna sonora principale come tema del video-tributo.

Eccolo:

 

Cosa ne pensate? Fatecelo sapere tramite un commento qui sotto!

Warhammer Regicide – Anteprima

Warhammer Regicide o Warhammer Chess?

Adoro gli scacchi, e amo anche l’ambientazione di Warhammer 40000. Warhammer-40000-Regicide-Download-For-FreeEra naturale quindi che Warhammer Regicide sarebbe diventato un must buy per me. Si tratta infatti di una versione degli scacchi 2.0 dove (in questa early access disponibile su steam) i soliti space marine daranno battaglia agli orki. Non si tratta di una mera trasposizione del classico gioco da tavolo, rivestito con l’ambientazione rubata a Games Workshop, ma piuttosto una rivisitazione dello stesso, con aggiunte che ne rivoluzionano la strategia da applicare. Le nostre pedine si muoveranno sulla scacchiera utilizzando le regole che tutti conosciamo, ma avranno anche la possibilità di sparare a distanza, utilizzare varie abilità e mettersi “in copertura” per subire meno danni. Piccole modifiche che cambiano drasticamente le tattiche da adottare per sconfiggere l’avversario. Grafica e animazioni sono di pregevole fattura, anche se allo stato attuale di sviluppo esistono solo 2 razze, e un unica mappa giocabile. Con il tempo il team di sviluppo ha promesso anche altre razze e una campagna in single player da poter affrontare per chi avesse troppa paura di trovarmi dall’altra parte del monitor.. (modalità sborone off).

Age of War, Dadi e Giappocastelli in scatola – Recensione

Age of War – Recensione

La recensione di oggi vede come protagonista di uno di quei titoli che anche l’amico meno nerd, quello che ancora associa la parola gioco in scatola a Monopoli, potrebbe digerire senza troppe difficoltà. Un titolo veloce e dalle regole semplici, l’ideale per chi volesse tirare fuori un boardgame per far divertire chiunque. Il classico filler in pratica.

Stiamo parlando di Age of War, titolo edito da Giochi Uniti su licenza Fantasy Flight Games e ideato da Reiner Kniziagiocabile da 2 a 6 giocatori in partite non più lunghe di 30 minuti, disponibile A QUESTO INDIRIZZO per pochi spicci.

Age of War Banner

Preparandoci alla battaglia

Iniziamo dalla scatola, in cartone rigido e con la solita qualità a cui Giochi Uniti ci ha abituato in questi anni.

La scatola è minuscola, non contiene altro se non il regolamento (un foglio piegato in quattro a colori) 14 carte castello e 7 dadi, quindi non stupiamoci delle dimensioni. Le tessere incluse all’interno sono di buona fattura, cosi come anche le incisioni sui dadi. Tutto risulta molto colorato e bello a vedersi.

age of war

Alla guerra!

Age of war ha una struttura di gioco molto semplice. Tutte le carte castello vengono poste al centro del tavolo e i giocatori, a turno, tentano di catturarne il più possibile lanciando i dadi forniti all’interno della scatola. Il castello, e i relativi punti vittoria stampati in basso a sinistra, cadono in mano a chi ne riesce ad occupare tutti gli spazi esercito posti sul fronte della tessera, utilizzando i dadi corrispondenti nel suo turno di gioco.

age of war

Al primo tiro di dadi si sceglierà un castello da assediare in base al proprio risultato, con i simboli corrispondenti si andrà a comporre poi una fila scelta tra quelle disponibili sulla carta. Al lancio successivo si tenterà quindi di completare un’altra fila, se il lancio di dadi non darà il risultato sperato si potrà ritirare tutto quanto, ma con un dado in meno. Si continuerà quindi fino ad esaurimento dei dadi o a castello conquistato. Sarà possibile rubare carte già in possesso di altri giocatori ma dovendo tirare un risultato “daimyo” (l’elmo da samurai rosso) in più, rendendo così più difficile la ruberia. Per difendersi dai vostri sempre poco onesti compagni di gioco, sarà sufficiente catturare l’intero clan. Ogni carta infatti ha un colore diverso che ne sta ad indicare l’appartenenza ad uno dei clan giapponesi di epoca feudale.

Age of War rotazione carta

Alla sottomissione totale del clan, le carte castello verranno girate a faccia in giù, non saranno più catturabili e daranno dei punti bonus aggiuntivi (indicati sul retro delle carte).

Vince il giocatore che fa più punti.

Una volta unificato il Giappone

Non siamo di fronte al nuovo Twilight Struggle ovviamente, il bello (e il brutto) del gioco sta proprio nella sua estrema semplicità e nella possibilità di giocare praticamente con chiunque, anche con i bambini (io ci gioco spesso con mia figlia, nonostante sulla scatola sia indicato inspiegabilmente 14+ come età minima). Certo, la fortuna ha un impatto fortissimo in questo titolo, ma se la cosa non vi spaventa, siete pronti per diventare il clan più potente del Giappone.

Il costo di Age of War è veramente contenuto ed in linea con i contenuti della confezione, ma mi piace pensare di pagare più l’idea in sé che per i componenti.

Insomma, se ancora non si fosse capito, a noi Age of War è piaciuto subito e se anche voi non vedete l’ora di conquistare qualche castello feudale giapponese, Age of War è quello che fa per voi!