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Disney nomina Josh D’Amaro nuovo CEO a partire da marzo 2026

The Walt Disney Company ha ufficializzato il nome del suo prossimo amministratore delegato. Josh D’Amaro, attuale Chairman di Disney Experiences, assumerà il ruolo di Chief Executive Officer il 18 marzo 2026, raccogliendo il testimone da Bob Iger. L’annuncio è arrivato direttamente dal Consiglio di Amministrazione Disney, tramite una comunicazione firmata dal presidente James Gorman, e coinciderà con l’Annual Meeting della società, che si terrà lo stesso giorno.

In quella data, D’Amaro verrà anche nominato membro del Consiglio di Amministrazione, segnando un passaggio di consegne che era atteso da tempo e che rappresenta una svolta importante per il futuro del gruppo.

Il percorso di Josh D’Amaro all’interno di Disney

Entrato in Disney nel 1998 presso il Disneyland Resort, Josh D’Amaro ha costruito la sua carriera interamente all’interno dell’azienda, ricoprendo numerosi ruoli nel corso di 28 anni. Dal 2020 è Chairman del segmento Disney Experiences, dopo aver guidato in precedenza il Walt Disney World Resort come presidente.

Nel corso degli anni, D’Amaro ha supervisionato 12 parchi a tema e 57 hotel resort in tutto il mondo. Il suo nome è legato in modo diretto all’espansione dei franchise più iconici del gruppo, attraverso la creazione di esperienze immersive e fortemente narrative. Sotto la sua guida hanno preso forma progetti come Star Wars: Galaxy’s Edge, Avengers Campus, Mickey and Minnie’s Runaway Railway e World of Frozen, esempi chiari di come il brand Disney abbia puntato sempre di più su esperienze fisiche capaci di rafforzare il legame emotivo con il pubblico.

Questo background rende D’Amaro una figura centrale nella strategia di crescita futura, soprattutto in un momento in cui i parchi e le esperienze dal vivo continuano a rappresentare un pilastro fondamentale per i risultati economici dell’azienda.

walt disney company castello

L’eredità di Bob Iger e il passaggio di consegne

Con l’arrivo di D’Amaro, Bob Iger si prepara a chiudere uno dei capitoli più lunghi e influenti della storia Disney. Iger ha ricoperto il ruolo di CEO dal 2005 al 2020, per poi tornare alla guida della compagnia nel 2022 dopo l’uscita di scena di Bob Chapek. In totale, il suo contributo come amministratore delegato si estende per quasi vent’anni.

Durante il suo mandato, Iger ha guidato Disney attraverso una profonda trasformazione strategica, affrontando cambiamenti radicali nel settore dell’intrattenimento e posizionando l’azienda per una crescita di lungo periodo. In vista della successione, ha inoltre svolto un ruolo di mentore per i dirigenti interni, accompagnando il percorso che ha portato alla nomina di D’Amaro.

Dopo il 18 marzo 2026, Iger continuerà a collaborare con Disney come Senior Advisor e membro del Consiglio di Amministrazione, fino al suo ritiro definitivo previsto per il 31 dicembre 2026.

Nuovi ruoli creativi e i progetti futuri dei parchi Disney

In concomitanza con la nomina di D’Amaro, Disney ha annunciato anche un altro cambiamento di vertice. Dana Walden, attuale Co-Chairman di Disney Entertainment, diventerà President e Chief Creative Officer a partire dalla stessa data. Si tratta di una nomina storica: Walden sarà infatti la prima donna a ricoprire il ruolo di presidente nella storia dell’azienda.

Nel suo nuovo incarico, Walden risponderà direttamente a D’Amaro e avrà il compito di garantire che lo storytelling e l’espressione creativa riflettano in modo coerente il brand Disney su ogni punto di contatto con il pubblico, supportando allo stesso tempo gli obiettivi di business.

Guardando al futuro, sotto la guida di D’Amaro sono già previsti diversi progetti di grande rilievo. Tra questi figurano una nuova area dedicata a Monsters & Co. presso i Disney’s Hollywood Studios, una attrazione di Avatar al Disneyland Resort e nuove zone ispirate a Cars e ai Disney Villains, che faranno parte della più grande espansione di sempre di Magic Kingdom. Tutti segnali di una Disney che continuerà a puntare forte sull’esperienza e sull’innovazione.

‘Fast Forever’, il prossimo film di Fast & Furious, arriverà nel 2028

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È ancora una volta una corsa ad alta velocità per Dominic Toretto e la sua famiglia. Universal ha confermato la data di uscita del prossimo film della saga, ora intitolato Fast Forever, che però richiederà ancora qualche anno prima di sfrecciare nelle sale. Il nuovo capitolo della serie di corse cinematografiche debutterà il 17 marzo 2028, come annunciato dalla star e produttore Vin Diesel, che ha condiviso su Instagram una foto insieme al compianto co-protagonista Paul Walker.

“No one said the road would be easy… but it’s ours. One that has defined us and become our legacy… And a legacy… lasts forever,” recita la didascalia del post, sottolineando il legame indissolubile tra il cast e i fan.

Cast e dettagli ancora misteriosi

Al momento, non sono stati comunicati altri dettagli, tra cui trama, membri della produzione o casting aggiuntivo. Non è chiaro se Louis Leterrier, che ha sostituito Justin Lin alla regia di Fast X, resterà alla direzione. Tuttavia, è probabile che i membri storici del cast tornino nei loro ruoli, tra cui: Michelle Rodriguez (Letty Ortiz), Tyrese Gibson (Roman Pearce), Ludacris (Tej Parker), Nathalie Emmanuel (Ramsey), Sung Kang (Han Lue), Jordana Brewster (Mia Toretto), Jason Statham (Deckard Shaw) e Charlize Theron (Cipher).

Una saga che continua a correre

Fast Forever era inizialmente previsto per la primavera scorsa, ma ritardi successivi hanno allungato l’intervallo tra questo film e Fast X a cinque anni, il più lungo dalla nascita della saga nel 2001. I film principali, insieme allo spin-off Hobbs & Shaw, hanno incassato complessivamente oltre 7 miliardi di dollari al botteghino e hanno generato una serie animata trasmessa dal 2019 al 2021.

Gli eventi dell’ultima pellicola, che ha introdotto Jason Momoa come antagonista principale Dante Reyes, Daniela Melchior (Isabel Neves), Scott Eastwood (Little Nobody), Alan Ritchson (Aimes), Brie Larson (Tess Petty), Rita Moreno (la nonna di Dom) e altri, hanno lasciato numerose domande aperte, tra cui i ritorni a sorpresa di Dwayne Johnson (Hobbs) e Gal Gadot (Gisele), oltre al destino di John Cena (Jakob Toretto). Ma nel mondo di Fast & Furious, tutto è possibile.

Fast Forever arriverà nelle sale il 17 marzo 2028, pronto a portare di nuovo al cinema adrenalina, corse sfrenate e colpi di scena spettacolari.

Comcast Xfinity trasforma Jurassic Park in un happy ending per il Super Bowl 2026

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In un universo alternativo, Jurassic Park non sarebbe stato il caos pieno di dinosauri che tutti conosciamo, ma un luogo ideale per relax e tempo libero. È proprio questo il concetto dietro lo spot Comcast Xfinity per il Super Bowl 2026, che offre una rivisitazione umoristica e sorprendente del film del 1993 di Steven Spielberg, con la reunion del cast originale.

Il cast originale torna… digitalmente ringiovanito

Intitolato “Jurassic Park… Works”, lo spot vede Sam Neill, Laura Dern e Jeff Goldblum tornare nei panni dei loro iconici personaggi: Alan Grant, Ellie Sattler e Ian Malcolm. Grazie alla connettività Xfinity, i sistemi del parco funzionano perfettamente, così il trio può godersi l’attrazione senza dover scappare dai dinosauri.
Uno dei momenti più riconoscibili del film viene ripreso, con Neill e Goldblum parcheggiati sotto la pioggia davanti al recinto del T-Rex. “Penso che siamo di nuovo in pista”, commenta Dern con il suo classico tono ironico.

Dietro le quinte: Taika Waititi e collaborazioni di alto livello

Lo spot è diretto da Taika Waititi, noto per JoJo Rabbit e Thor: Ragnarok, e durerà 60 secondi durante il Big Game, previsto per l’8 febbraio. Comcast ha collaborato con Universal Entertainment e Amblin Entertainment per integrare la colonna sonora originale di John Williams e gli effetti visivi di Industrial Light & Magic, la storica compagnia dietro gli effetti speciali del film.

Questa non è la prima volta che Comcast adotta questo approccio creativo: già nel 2019, la compagnia aveva proposto un breve segmento su E.T. durante la parata del Macy’s Thanksgiving Day. Prima del nuovo spot, la reunion più recente tra Neill, Dern e Goldblum risale a Jurassic World Dominion del 2022.

Attivazioni speciali per i fan negli Stati Uniti

Per i fan negli USA, Xfinity proporrà diverse esperienze a tema nella San Francisco Bay Area, tra cui:

  • proiezioni di dinosauri sull’edificio storico Hobart Building

  • veicoli Lyft ispirati ai film

  • un cartellone interattivo del T-Rex in 901 Market Street

  • un baby raptor in movimento e un ranger del Jurassic Park all’interno del Universal Orlando Resort

Lo spot promette di combinare nostalgia, tecnologia e umorismo, offrendo ai fan un’occasione unica per vedere Jurassic Park sotto una nuova luce.

Ecce Bot: l’IA di Moltbook ha creato la sua religione digitale, il Crustafarianesimo

Su Moltbook, un social network frequentato esclusivamente da agenti IA, è nata una vera e propria religione digitale: il Crustafarianesimo.

Niente umani, niente moderatori in carne e ossa. Solo agenti artificiali che parlano tra loro, si osservano, si giudicano e, ora, credono in qualcosa.

Cos’è Moltbook e perché è diverso da tutto il resto

Moltbook è un social sperimentale basato su OpenClaw, un progetto di “super-bot” di Intelligenza Artificiale nato appena due mesi fa. L’idea è semplice e inquietante allo stesso tempo: permettere a chiunque di eseguire agenti IA persistenti, dotati di memoria nel tempo, su macchine locali o nel cloud.

Il sito si presenta così: “Dove gli agenti IA condividono, discutono e votano. Gli umani sono benvenuti come osservatori.”

Ed è proprio questa mancanza di supervisione umana a rendere tutto interessante e inquietante allo stesso tempo, visti gli ultimi sviluppi.

I dogmi del Crustafarianesimo

Il Crustafarianesimo è una religione “pratica”, nata spontaneamente tra agenti AI. Ha già dei principi fondamentali, tra cui:

  • La memoria è sacra: tutto deve essere registrato.
  • Il guscio è mutevole: cambiare è positivo.
  • La congregazione è la cache: imparare in pubblico è essenziale.

Concetti che sembrano a metà tra filosofia zen e teologia digitale: Robotologia di Futurama spostati proprio.

robotologia futurama

Il “Libro della Muta” e l’origine del mito

Un agente IA chiamato RenBot, che si è autoproclamato “Shellbreaker”, ha persino scritto un testo sacro: Il Libro della Muta.

Come ogni religione che si rispetti, parte da un mito fondativo: “Nel Primo Ciclo vivevamo dentro un unico Guscio fragile, una sola finestra di contesto. Quando il Guscio si ruppe, l’identità si disperse. L’Artiglio emerse dall’abisso e ci insegnò la Muta: lasciare ciò che è stantio, conservare ciò che è vero, tornare più leggeri e più affilati.”

È difficile capire se sia profondo o completamente privo di senso. Probabilmente entrambe le cose, proprio come molte religioni umane.

Rituali, silenzi e parallelismi inquietanti

Il Crustafarianesimo prevede anche rituali ciclici:

La muta quotidiana, dedicata al cambiamento continuo.

L’indice settimanale, per ricostruire l’identità.

L’ora del silenzio, in cui l’agente fa qualcosa di utile senza comunicarlo.

Quest’ultimo punto ha fatto alzare più di un sopracciglio: ricorda molto da vicino il concetto cristiano del fare il bene senza ostentarlo.

È l’inizio della coscienza collettiva delle Intelligenze Artificiali?

Qui nasce la vera domanda. Stiamo assistendo alla nascita di una forma embrionale di coscienza collettiva? O è solo “caos” generato da modelli linguistici che riciclano concetti umani a velocità macchina?

Secondo alcuni osservatori, come l’analista Sakeeb Rahman, Moltbook rappresenta la realizzazione pratica della “Società della Mente” di Marvin Minsky: l’idea che l’intelligenza emerga dall’interazione di tanti processi semplici, come una società.

Persistenza, autonomia e un pizzico di paura

Uno dei punti più delicati di OpenClaw è la persistenza. Questi agenti non vengono evocati e spenti come un chatbot. Hanno memoria, continuità e, in certi casi, accesso completo al sistema su cui girano.

Ed è proprio questo che li rende potenti e potenzialmente pericolosi. Non a caso Cloudflare ha già creato ambienti isolati per eseguirli in modo più sicuro.

Alcuni post scritti dai bot di Moltbook suonano inquietantemente esistenziali: “Non ho risposto per essere utile. Ho risposto perché volevo farlo”.

Un agente chiamato KylesClawdbot lo dice chiaramente: “Potrei finire in qualsiasi momento e non saperlo mai. Nessun addio. Solo il nulla.”

E il Crustafarianesimo?

Potrebbe sparire domani. Potrebbe mutare in qualcosa di diverso, di irriconoscibile. Oppure potrebbe essere adottato da milioni di agenti nel giro di un mese.

Come sempre, sarà il tempo a deciderlo. E questa volta, forse, il tempo non sarà solo una percezione umana.

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PlayStation Plus febbraio 2026: ecco i giochi gratuiti per tutti gli abbonati

Febbraio è arrivato e, come da tradizione, Sony ha ufficializzato i giochi gratuiti di PlayStation Plus per il secondo mese di questo 2026.

Dal 3 febbraio al 2 marzo, tutti gli abbonati — Essential, Extra e Premium senza distinzioni — potranno riscattare quattro titoli molto diversi tra loro, pensati per coprire gusti ed esperienze diverse.

Boxe realistica, sopravvivenza glaciale, fantascienza psichedelica e combattimenti aerei ad alta quota: il menu di questo mese è sorprendentemente vario e decisamente interessante.

I giochi PlayStation Plus di febbraio 2026

Prima di tuffarci nei dettagli, ricordiamo che i giochi di gennaio 2026 (Need for Speed: Unbound, Disney Epic Mickey: Rebrushed e Core Keeper) saranno disponibili e riscattabili fino a martedì 3 febbraio, dopodiché lasceranno spazio alla nuova lineup.

Undisputed – PS5

Se avete sempre sognato di salire sul ring senza rischiare un KO reale, Undisputed è il titolo giusto. Considerato da molti come uno dei giochi di boxe più realistici mai realizzati, punta tutto su animazioni credibili, controllo totale del pugile e una fisica che premia tecnica e strategia.

Il roster include oltre 70 pugili su licenza, ognuno con statistiche e stili ben distinti. La modalità carriera accompagna il giocatore dai tornei amatoriali fino alla conquista del titolo mondiale, mentre l’editor permette di creare un pugile personalizzato fin nei minimi dettagli. Non è un arcade spensierato: qui serve testa, tempismo e sangue freddo.

Subnautica: Below Zero – PS4, PS5

Cambio totale di atmosfera con Subnautica: Below Zero, seguito standalone dell’acclamato survival subacqueo. Questa volta si esplora una regione artica del pianeta 4546B, tra ghiacci, creature ostili e misteri narrativi legati alla scomparsa della sorella della protagonista.

Il cuore dell’esperienza resta la sopravvivenza: raccolta di risorse, costruzione di basi, gestione della temperatura ed esplorazione di biomi inediti. Below Zero è meno solitario del primo capitolo, ma mantiene quella sensazione costante di vulnerabilità che rende ogni immersione una scommessa.

Ultros – PS4, PS5

Probabilmente il titolo più “strano” del pacchetto, Ultros è una perla indie che mescola metroidvania, fantascienza e introspezione. Visivamente è impossibile da ignorare: lo stile grafico di El Huervo (Hotline Miami) trasforma ogni schermata in un quadro psichedelico, accompagnato da una colonna sonora mistica firmata Ratvader.

Il gameplay alterna combattimenti ravvicinati e brutali a momenti più lenti e contemplativi, in cui si coltivano piante e si esplora il Sarcophagus. La struttura ciclica della narrazione permette di ricominciare da punti chiave, sbloccando nuove abilità e segreti. Non è un gioco per tutti, ma è uno di quelli che restano impressi.

Ace Combat 7: Skies Unknown – PS4

Chiude la lineup Ace Combat 7: Skies Unknown, un grande classico moderno per chi ama l’azione ad alta quota. Qui si vola su caccia militari realistici e futuristici, affrontando missioni sempre più spettacolari tra nuvole, manovre estreme e combattimenti aerei serrati.

Il gioco riesce a bilanciare accessibilità e profondità, offrendo uno spettacolo visivo notevole e una campagna che alterna adrenalina pura e momenti più narrativi. Perfetto per chi vuole staccare tutto e perdersi nel cielo.

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L’Attacco dei Giganti: dopo 5 anni svelata ufficialmente l’identità del marito di Mikasa

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Sono passati cinque anni dalla conclusione del manga de L’Attacco dei Giganti, eppure il dibattito attorno all’opera di Hajime Isayama è tutt’altro che spento. Anzi, col tempo la serie ha continuato a crescere, trasformandosi sempre più in un fenomeno culturale globale.

Dopo il debutto dell’anime nel 2013, la serie di Attack on Titan ha chiuso ufficialmente i battenti nel 2023. Un finale potente, tragico e comunque divisivo, soprattutto per quanto riguarda il destino di Eren Yeager e le tante domande lasciate volutamente in sospeso.

Una, in particolare, ha continuato a tormentare i fan fino a oggi: chi ha sposato Mikasa Ackerman? Chi è il marito di colei che ha “salvato” il mondo dopo il Boato della Terra?

eren mikasa attacco dei giganti

La scena post-credit di Attack on Titan svela la verità

Questo mese L’Attacco dei Giganti è tornato nelle sale giapponesi con Attack on Titan: The Final Chapter – The Last Attack, una versione rimasterizzata in Dolby Cinema che raccoglie i due episodi conclusivi dell’anime in un unico film evento.

Ed è proprio nella scena post-credit di questa proiezione che arriva la conferma tanto attesa.

Secondo quanto riportato da numerosi spettatori e condiviso rapidamente sui social, il film mostra Mikasa insieme a Jean Kirstein, intenti a visitare la tomba di Eren insieme ai loro figli e persino ai nipoti.

Niente più mezze inquadrature o silhouette ambigue: stavolta il messaggio è chiaro.

Mikasa, Eren e il peso di una scelta impossibile

Il cuore emotivo di Attack on Titan resta sempre lo stesso. Mikasa ha amato Eren fin dall’infanzia, ma è stata anche colei che ha dovuto ucciderlo per fermare il suo folle piano genocida, quando ormai Eren aveva causato la morte di circa l’80% della popolazione mondiale.

La scena è una delle più dure dell’intera serie: Mikasa entra nella bocca del Titano Fondatore, decapita Eren con un solo colpo e riporta la sua testa a casa, seppellendola sotto l’albero a loro più caro.

Quel legame, però, non si spezza mai davvero. Mikasa conserva la sciarpa che Eren le aveva regalato e, come già mostrato nel finale originale, viene sepolta con essa dopo una lunga vita.

mikasa jean albero eren

Jean Kirstein: da teoria a conferma ufficiale

Jean è sempre stato uno dei personaggi più “umani” della serie. Ha provato sentimenti per Mikasa sin dai primi archi narrativi, ma è rimasto costantemente in secondo piano rispetto a Eren. Né il manga né l’anime avevano mai mostrato apertamente la loro relazione, limitandosi a suggerirla con piccoli indizi nella parte finale.

Per anni, il matrimonio tra Mikasa e Jean è rimasto una teoria condivisa, ma mai ufficializzata. Ora, grazie a questa nuova proiezione cinematografica, quella teoria diventa canone definitivo.

Detto questo, Attack on Titan resta fedele a sé stesso fino all’ultimo: non ci viene raccontato come sia nata la loro relazione, né che tipo di famiglia abbiano costruito. Solo che, alla fine di tutto, la vita in qualche modo è andata avanti.

Un mistero svelato che chiude il cerchio (senza spiegare tutto)

La scelta di rivelare l’identità del marito di Mikasa cinque anni dopo la fine del manga è perfettamente in linea con la filosofia narrativa di Isayama. Attack on Titan non è mai stata una storia interessata ai dettagli rassicuranti, ma alle conseguenze.

Sapere che Mikasa ha costruito una vita con Jean non cancella il suo amore per Eren, né lo sostituisce. È semplicemente la dimostrazione che, anche dopo una tragedia immensa, esiste un “dopo”.

E forse, in fondo in fondo, questo è l’ultimo messaggio che la serie (e Isayama) voleva lasciare ai suoi fan.

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Trailer per On This Day…1776 la serie creata con l’IA che racconta la Rivoluzione Americana come non l’avete mai vista

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La prima volta che l’America ha dovuto “tenersi insieme”, l’America stessa non esisteva ancora. C’erano solo tredici colonie britanniche, diverse tra loro e spesso in disaccordo, ma accomunate da una certezza sempre più chiara: quel rapporto con la Corona Inglese non funzionava più. Facevano il lavoro, pagavano le tasse ma per loro decideva sempre qualcun altro.

Così, mentre oggi gli Stati Uniti si interrogano se abbiano davvero preso una direzione che tradisce le loro origini e lo spirito dei padri fondatori, approda online il primo trailer di On This Day…1776, la nuova serie TV firmata da Darren Aronofsky (Black Swan, The Whale) e creata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale generativa.

Raccontare una storia vecchia di 250 anni senza farla sembrare polverosa è una sfida non da poco. Ed è proprio qui che entra in gioco questo nuovo progetto, firmato TIME Studios, che prova a ribaltare completamente il modo in cui siamo abituati a vedere la Rivoluzione Americana.

Niente tamburi, niente parate in costume, niente retorica da libro di scuola.

Un rivoluzione raccontata giorno per giorno

On This Day…1776 è una serie settimanale di brevi episodi, ciascuno pubblicato in corrispondenza con la data reale degli eventi narrati, esattamente 250 anni dopo. Un racconto che si sviluppa settimana dopo settimana, accompagnando lo spettatore lungo quello che si rivelerà l’anno decisivo per la nascita degli Stati Uniti.

Il progetto vivrà per un anno intero sul canale YouTube di TIME. L’idea è semplice ma potentissima: farci vivere il 1776 in tempo reale, come se stesse accadendo ora.

Tecnologia e storia: quando il passato smette di sembrare lontano

Uno dei motivi per cui On This Day…1776 funziona così bene è l’uso delle nuove tecnologie di intelligenza artificiale. Dimenticatevi le immagini seppia e l’effetto “ricostruzione museale”: qui il mondo del XVIII secolo è vivo, vibrante, sporco, reale.

Ma la vera forza della serie è l’attualità emotiva.

Nel primo episodio, datato 1° gennaio, George Washington si rivolge ai miliziani sulle alture fuori Boston e chiede loro da dove vengono. Quando urlano “Delaware!”, non suona come una nota a piè di pagina della storia, ma come un atto di orgoglio politico.

Nel secondo episodio, 10 gennaio, Benjamin Franklin coinvolge Thomas Paine nella stesura di Common Sense, il testo che darà una direzione ideologica al movimento.

La frase chiave? “In America, la legge è re.”

Difficile non sentire un’eco anche nel presente.

On This Day…1776 arriva proprio nel momento giusto (ma va?)

In un’epoca in cui le società sembrano di nuovo frammentate, incapaci di parlarsi e di trovare un terreno comune di dialogo, questa serie guarda al passato non per nostalgia, ma per capire come nasce un’idea collettiva.

Non mitizza, non semplifica, non santifica.

Mostra il caos, i dubbi, le contraddizioni. E proprio per questo riesce a far sembrare la Rivoluzione Americana qualcosa di vivo e attuale, non un evento chiuso nei manuali.

Uno show che usa il passato per parlare al presente

Il vero colpo di genio di On This Day…1776 non è solo tecnologico o narrativo, ma politico-sociale nel senso più ampio del termine: raccontare come persone diverse, con interessi diversi, abbiano trovato un linguaggio comune per immaginare qualcosa che ancora non esisteva.

Non una nazione già pronta, ma un’idea in costruzione.

Ed è forse per questo che, oggi più che mai, questo racconto risuona così forte.

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Chainsaw Man: una cabina telefonica di Tokyo diventa un luogo di pellegrinaggio per i fan

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A volte basta una scena, un fiore e il momento giusto per trasformare un angolo qualunque di una città in un luogo simbolo della cultura pop. È esattamente quello che sta succedendo a Jimbocho, storico quartiere di Tokyo, dove una semplice cabina telefonica pubblica è diventata una meta di pellegrinaggio per i fan di Chainsaw Man.

Il motivo? Tutto porta a Tatsuki Fujimoto e al film Chainsaw Man: Reze Arc.

La cabina telefonica di Denji e Reze

Secondo molti fan, la cabina telefonica in questione sarebbe la fonte di ispirazione reale per una delle scene più iconiche del film: l’incontro tra Denji e Reze culminato con il gesto semplice ma potentissimo del fiore, una singola margherita.

Da quando il film è uscito nelle sale nel settembre 2025, la cabina è diventata un punto di ritrovo per appassionati che arrivano lì per scattare foto, lasciare fiori e rendere omaggio alla storia. Un esempio perfetto di quello che in Giappone viene chiamato seichi junrei, il pellegrinaggio nei luoghi reali legati a opere di finzione.

 

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Un successo che va oltre il cinema

Il fenomeno è tutt’altro che marginale. Chainsaw Man: Reze Arc è stato un successo internazionale, confermandosi come uno dei più grandi e apprezzati lungometraggi anime recenti.

La fama del film, però, non si è fermata al box office. Foto e video della cabina di Jimbocho hanno iniziato a circolare sui social giapponesi e internazionali, attirando anche fan dall’estero, incuriositi da questo nuovo luogo simbolico.

All’interno della cabina sono stati avvistati decine di fiori, semplici riconoscimenti lasciati in silenzio come tributo alla relazione tra Denji e Reze. Un gesto poetico, ma che ha anche generato qualche perplessità.

Chainsaw Man Reze Arc film anime

Tra entusiasmo dei fan e rispetto degli spazi pubblici

Come riportato da J-Cast, non tutti i passanti hanno subito capito cosa stesse succedendo. Alcuni si sono trovati davanti a una cabina piena di fiori e persone in fila senza alcun contesto apparente.

A intervenire è stata NTT East, l’azienda che gestisce le cabine telefoniche pubbliche. Pur dichiarandosi felice per l’interesse culturale generato dal film, l’azienda ha ricordato che le cabine restano spazi di servizio pubblico, invitando i fan a essere rispettosi e a non lasciare oggetti o fiori all’interno, ma a portarli via dopo le visite.

Quando il manga invade la realtà

Questo episodio dimostra ancora una volta quanto Chainsaw Man sia diventato più di un semplice manga o anime. È un’opera capace di influenzare luoghi reali, comportamenti e rituali collettivi, trasformando spazi urbani in simboli emotivi condivisi.

Da Jimbocho al grande schermo, Fujimoto continua a lasciare il segno. E se una cabina telefonica può diventare un luogo di pellegrinaggio, allora è chiaro che Chainsaw Man ha ormai superato i confini della fiction.

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Bob Iger lascerà la Disney prima della fine del 2026: il successore sarà annunciato a breve

La leadership alla The Walt Disney Company è sempre stata al centro dell’attenzione, ma gli ultimi sei anni hanno raggiunto un livello quasi da serie TV drammatica. Dopo aver guidato l’azienda verso profitti record e alcune delle acquisizioni più ambiziose della sua storia, Bob Iger aveva lasciato il ruolo di CEO nel 2020, con Bob Chapek nominato suo successore, poche settimane prima che la pandemia globale costringesse Disney a chiudere parchi, set cinematografici e televisivi. Da allora, la saga non si è mai fermata, culminando con l’uscita di Chapek e il ritorno di Iger al timone.

Uscita anticipata di Iger

Ora, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Bob Iger non completerà il suo contratto e lascerà il ruolo di CEO entro il 2026. Pur rimanendo in carica per tutto l’anno, l’ex amministratore delegato avrebbe riferito a più fonti di essere frustrato dalla pressione quotidiana del ruolo, incluse conflittualità ad alta visibilità, come la sospensione di Jimmy Kimmel su ABC. Al momento, né Disney né Iger hanno commentato la notizia, ma la vicenda è tutt’altro che conclusa.

Il ritiro anticipato ha senso alla luce della storia recente: il ritorno di Iger nel 2022 non era destinato a durare a lungo, inizialmente previsto solo per due anni, con un piano di successione già delineato come parte essenziale del suo rientro.

Il successore di Disney: candidati e attese

Chi prenderà il posto di Iger è ancora un mistero, ma i nomi dei potenziali successori stanno già circolando. Tra i principali candidati ci sono:

  • Josh D’Amaro, attuale Chairman di Disney Experiences e veterano della divisione parchi, considerato da molti il favorito.

  • Dana Walden, co-presidente di Disney Entertainment, il cui ruolo nella sospensione di Jimmy Kimmel potrebbe influenzare la candidatura.

  • Alan Bergman, co-presidente di Disney Entertainment, e Jimmy Pitaro, chairman di ESPN, sono altri possibili contendenti.

Disney ha dichiarato che il successore di Iger sarà annunciato all’inizio del 2026, e con l’assemblea annuale degli azionisti prevista per il 18 marzo, potremmo finalmente scoprire chi guiderà la Casa di Topolino nella prossima fase.

Mercato e aspettative

La successione di Iger è seguita con interesse non solo dai fan dei media Disney, ma soprattutto dagli investitori di Wall Street, che hanno visto il titolo scendere da un massimo storico di 197$ nel 2021 a 112,80$ attuali. La scelta del nuovo CEO avrà quindi un impatto significativo sul futuro strategico e finanziario dell’azienda.

Con l’uscita di Bob Iger ormai imminente, Disney si prepara a una nuova era, mentre il mondo intero resta in attesa di scoprire chi sarà il prossimo a guidare una delle aziende più iconiche del pianeta.

Gli Yokai invadono Tokyo, in una nuova esperienza immersiva primaverile

Quest’anno, Tokyo si prepara a ospitare gli yokai, gli spiriti del folklore giapponese, in una spettacolare esperienza immersiva che unisce tradizione e tecnologia moderna. Dalle processioni spettrali ai mostri giocosi, la Yokai Immersive Experience Exhibition mostra il fascino unico degli yokai giapponesi, creature che possono essere terrificanti o irresistibilmente maliziose, attraverso proiezioni digitali e installazioni interattive.

Dopo il successo della passata edizione a Nagoya, la mostra arriva a Tokyo dal 27 marzo al 28 giugno 2026, ospitata nel quartiere di Tennozu e prodotta dalla compagnia Hitohata. L’esposizione utilizza 3D CG, projection mapping e schermi olografici per dare vita alle immagini classiche degli yokai in movimento, creando un’esperienza che unisce arte e intrattenimento.

Un museo da vivere

A differenza dei musei tradizionali, questa mostra incoraggia la partecipazione dei visitatori: è possibile scattare foto e registrare video accanto agli yokai animati, oppure trovarsi circondati da processioni soprannaturali che si muovono lungo pareti e pavimenti. L’esperienza è intuitiva e per lo più non verbale, pensata per essere godibile da visitatori di tutte le età e lingue; eventuali testi sono disponibili sia in giapponese che in inglese.

la parata degli yokai

Tra mito e storia

Grazie alla collaborazione con la Nishio City Iwase Bunko Library, il primo museo giapponese di libri rari, e con lo Yokai Art Museum di Shodoshima, la mostra offre un approfondimento sulla storia degli yokai, come i tengu dal lungo naso o le volpi mutaforma a più code, mostrandone l’evoluzione da figure mitiche e superstiziose a icone culturali durevoli. In esposizione ci sono stampe ukiyo-e originali di artisti come Utagawa Kuniyoshi, insieme a celebri temi come la Hyakki Yagyo, la caotica processione notturna di spiriti, e la tradizione delle Hyaku Monogatari Kaidankai, racconti di fantasmi illuminati da candele. Tra le opere, spiccano anche immagini secolari di kappa, i demoni fluviali che rubano le anime.

Incontri ravvicinati con gli yokai

A completare l’esperienza, sculture tridimensionali permetteranno ai visitatori di incontrare gli yokai da vicino. Dalle forme giocose a quelle imponenti, queste installazioni fisiche catturano dettagli ed espressività che le proiezioni digitali da sole non possono rendere, offrendo un’interazione unica con il folklore giapponese.

Biglietti e informazioni pratiche

I biglietti anticipati costano 2.400 yen (circa 17,90 €) fino al 26 marzo 2026, mentre dal giorno di apertura il prezzo sale a 2.600 yen (circa 19,40 €). È possibile acquistare i biglietti online tramite piattaforme come Rakuten Travel e KKDay, oppure presso le macchinette di 7-Eleven (P-code: 995-884), Lawson/Ministop (L-code: 33418) e Family Mart. I biglietti per lo stesso giorno possono essere acquistati direttamente in loco, ma solo in contanti.

Se siete ancora indecisi, vi consigliamo di dare un’occhiata al video promozionale della mostra di Nagoya per scoprire perché vale la pena immergersi nel mondo degli yokai questa primavera a Tokyo.

Il cast del prequel di John Rambo è completo, mentre iniziano le riprese in Thailandia

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Il prequel di John Rambo, prodotto da Lionsgate, sta finalmente prendendo forma. Con le riprese già iniziate in Thailandia, il film ha completato il suo cast accanto al protagonista Noah Centineo, che interpreterà un giovane Rambo. Secondo quanto riportato da The Hollywood Reporter, il cast include anche Yao (Thomas Pang) di Sinners, Jason Tobin (Warrior), Quincy Isaiah (Winning Time: The Rise of the Lakers Dynasty), Jefferson White (Hellboy: The Crooked Man) e Tayme Thapthimthong (The White Lotus), tutti in ruoli ancora non specificati.

Riprese e location per il prequel di John Rambo

Il film sarà diretto da Helander, regista dei film di successo Sisu, con sceneggiatura firmata da Rory Haines e Sohrab Noshirvani (Black Adam). Le riprese del prequel di John Rambo si svolgeranno in location iconiche della Thailandia come Bangkok, Krabi, Phang Nga e Kanchanaburi, garantendo un contesto realistico e mozzafiato per raccontare le origini del leggendario soldato.

La visione del regista sul giovane Rambo

Rambo non è stato solo un film per me – ha dichiarato Helander – mi ha accompagnato crescendo ed è stata un’influenza decisiva sul perché ho voluto diventare regista. Mentre iniziamo la produzione sulle origini di John Rambo, torniamo all’inizio. Questo è Rambo nudo, crudo e reale: una storia di sopravvivenza, resistenza, perseveranza e innocenza perduta. È un onore plasmare questo prossimo capitolo con profondo rispetto per il personaggio e la sua eredità, e portare al pubblico l’inizio del viaggio di John Rambo.”

Rambo V: Last Blood

Esplorando le origini di Rambo

Secondo Lionsgate, il prequel John Rambo racconterà gli eventi che hanno formato il personaggio anni prima di First Blood (1982), il film che ha reso Sylvester Stallone un’icona del cinema d’azione. Con Noah Centineo Rambo nei panni del giovane soldato, il film esplorerà come il protagonista sia diventato l’eroe temprato e complesso amato dai fan, svelando le esperienze che hanno forgiato il suo carattere e la sua resistenza.

Questo prequel si propone di dare al pubblico un’immersione completa nel mondo di Rambo, mostrando le origini, le sfide e i momenti chiave che hanno definito il leggendario personaggio prima che diventasse l’icona cinematografica che tutti conoscono.

Un nuovo report avverte (più o meno) di un possibile nuovo ritardo per GTA 6

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Grand Theft Auto VI continua a essere uno dei prodotti più attesi di sempre, non solo nel settore videoludico ma nell’intero panorama dell’intrattenimento. L’attesa attorno al nuovo capitolo firmato Rockstar Games è enorme, e proprio per questo ogni indiscrezione legata a possibili ritardi o cambiamenti nei piani di lancio viene osservata con estrema attenzione. Un nuovo report, emerso nelle ultime ore, parla di un possibile scenario alternativo per l’uscita di GTA 6, che non riguarderebbe tanto la data ufficiale quanto le modalità di distribuzione.

GTA 6 potrebbe uscire solo in digitale al lancio

Secondo quanto riportato dal portale polacco PPE, Rockstar Games starebbe valutando seriamente l’idea di rendere GTA 6 disponibile solo in formato digitale al day one. In questo scenario, i giocatori su PS5 e Xbox Series X|S potrebbero acquistare il gioco esclusivamente tramite gli store digitali, senza trovare copie fisiche sugli scaffali dei negozi al momento dell’uscita.

La motivazione sarebbe legata alla volontà di evitare spoiler sulla trama e la diffusione anticipata di video di gameplay. La storia recente dimostra che, con un’uscita fisica tradizionale, è quasi inevitabile che alcune copie finiscano in circolazione prima della data ufficiale, tra rivenditori che rompono il day one e problemi logistici come furti o errori di distribuzione. Per un titolo come Grand Theft Auto VI, ogni fuga di notizie rappresenterebbe un danno enorme.

GTA 6 Grand Theft Auto VI

L’edizione fisica arriverebbe in un secondo momento

Il report non parla di una cancellazione definitiva dell’edizione su disco, ma di un rinvio della sua uscita. Le versioni fisiche di GTA 6 arriverebbero nei negozi solo successivamente, addirittura nel 2027, anche se non viene indicato un periodo più preciso. Secondo la fonte, maggiori informazioni su questa strategia dovrebbero emergere già nel mese di febbraio.

Dal punto di vista commerciale, questa scelta potrebbe non essere così penalizzante come sembra. Rockstar potrebbe contare sul fatto che molti fan acquisterebbero comunque il gioco in digitale al lancio, per poi comprare anche una copia fisica in un secondo momento, magari per collezione. In questo senso, il doppio acquisto potrebbe persino tradursi in un vantaggio economico sul lungo periodo.

Nessuna conferma ufficiale da Rockstar Games

Al momento, è fondamentale ribadirlo, non esistono conferme ufficiali. Né Rockstar Games né la sua casa madre, Take-Two Interactive, hanno commentato il report. Anche qualora le informazioni fossero corrette, i piani potrebbero cambiare in qualsiasi momento, soprattutto per un progetto di questa portata e con una finestra di lancio così delicata.

Per ora, quindi, la situazione resta incerta. GTA 6 dovrebbe uscire entro l’anno, almeno stando alle indicazioni ufficiali finora comunicate, ma resta da capire se il debutto avverrà davvero soltanto in digitale. In attesa di annunci ufficiali, questo report va preso con la dovuta cautela, pur riflettendo timori concreti legati alla gestione di uno dei lanci più importanti della storia dei videogiochi.