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I registi di Project Hail Mary svelano la sorprendente quantità di effetti pratici nel film

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Negli ultimi decenni, il cinema ha fatto passi da gigante nel campo degli effetti visivi digitali: oggi la CGI permette di portare sullo schermo praticamente qualsiasi cosa. Eppure, c’è ancora chi sceglie di percorrere una strada diversa. È il caso di Phil Lord e Chris Miller, i registi de L’ultima missione: Project Hail Mary, che hanno puntato decisamente sugli effetti pratici per dare vita al loro film, raccontando il processo in una recente intervista.

Il punto di partenza della conversazione è stato Rocky, il personaggio alieno già amatissimo dai fan del romanzo originale di Andy Weir, e destinato a diventare uno dei protagonisti più discussi del film.

“Credo che il risultato più straordinario sia Rocky. A tutto tondo: dalla sua progettazione, iniziata ancor prima che avessimo una sceneggiatura, fino alla sua stampa fisica, alla pittura, ai movimenti espressivi, fino agli artisti CGI e agli animatori che hanno raccolto il testimone… È emblematico di ciò che succede nell’intero film.”

Niente green screen: la scelta coraggiosa di Lord e Miller

Miller ha poi rivelato un dettaglio che ha sorpreso molti: “Nel film non c’è nemmeno un green screen. Non è stato usato un solo schermo verde o blu. L’intera nave è stata costruita come set dall’interno. Avevamo anche una grande sezione dell’esterno della nave che abbiamo costruito fisicamente.”

Una scelta produttiva notevole, che ha avuto un impatto diretto sulla qualità delle riprese. Avere Rocky fisicamente presente sul set ha permesso al direttore della fotografia Greig Fraser e al suo team di lavorare con luci reali, muovendo la macchina da presa liberamente e catturando le reazioni di Ryan Gosling di fronte a qualcosa di concreto, non immaginario.

“Rocky era davvero con noi in ogni momento. Questo è ciò che lo fa sembrare reale e naturale… potevi vedere cosa stava facendo Rocky e poi spostarti su Grace per vedere la sua reazione a ciò che stava accadendo davvero. Non stavi solo cercando di indovinare dove Rocky avrebbe potuto essere un giorno. Ed è questo che fa sembrare tutto catturato nell’istante.”

Project Hail Mary

Un approccio che ricorda i grandi classici

La presenza fisica di Rocky sul set ricorda da vicino quella del celebre pupazzo di E.T. – L’extra-terrestre, con cui i giovani attori del film di Spielberg crearono un legame emotivo autentico, contribuendo a rendere quella pellicola un classico senza tempo. Lo stesso principio sembra essere stato applicato qui: dare a Gosling qualcosa di reale con cui interagire ha reso la sua performance più genuina e immediata.

Questo non significa che L’ultima missione: Project Hail Mary sia privo di effetti digitali — Lord ha tenuto a sottolineare il lavoro fondamentale degli artisti CGI nel completare e perfezionare il personaggio. Ma sapere che tanto di ciò che si vede sullo schermo è stato costruito e vissuto fisicamente sul set aggiunge un livello di autenticità difficile da replicare con il solo computer.

L’ultima missione: Project Hail Mary arriverà nelle sale italiane il 19 marzo 2026.

Temuera Morrison: Boba Fett è “in pausa” e non apparirà in The Mandalorian and Grogu

Se speravate di vedere Boba Fett tornare in azione in The Mandalorian and Grogu, è meglio ridimensionare le aspettative. A dirlo è Temuera Morrison, l’attore che ha riportato in vita il leggendario cacciatore di taglie in Il Libro di Boba Fett: il suo personaggio, al momento, non fa parte dei piani di Lucasfilm.

In una recente intervista, Morrison ha parlato apertamente della sua situazione nell’universo di Star Wars, usando una metafora decisamente colorita per descrivere il suo stato attuale:

“Sono messo da parte, come un barattolo di pesche. Quando verrà aperto, sarò ancora più dolce, tesoro.”

L’ultima volta che i fan hanno visto Boba Fett sullo schermo è stata nel 2021, con la messa in onda di Il Libro di Boba Fett, e il prossimo film The Mandalorian and Grogu non sembra includere il personaggio.

La battuta che è diventata un problema

La situazione ha origini quasi comiche. Nel 2025, Morrison aveva scherzosamente incoraggiato i fan a contattare Lucasfilm per sostenerlo, sperando di tornare nella galassia lontana lontana. Lo studio ha preso la cosa sul serio, e non nel modo che Morrison si aspettava:

“Stavo solo scherzando. Ero a una convention e dico cose stupide. Poi mi chiama Lucasfilm: ‘Senti, sei stato messo sullo scaffale, Boba Fett. Potremmo aprire il barattolo più avanti.'”

Una risposta che la dice lunga su come Lucasfilm stia gestendo il personaggio in questo momento.

The Mandalorian e Grogu

Un legame profondo con Star Wars

Nonostante la pausa forzata, Morrison ha un rapporto con il franchise che va ben oltre Boba Fett. L’attore è entrato nell’universo di Star Wars con Episodio II – L’attacco dei cloni, interpretando Jango Fett, il modello genetico dell’esercito dei cloni della Repubblica. Un ruolo che lo ha legato a numerosi altri personaggi della saga:

“Sono Jango. Sono Boba. Sono il Comandante Cody. Sono tutti i cloni. Sono il Capitano Rex… la lista continua, quindi non posso davvero lamentarmi.”

Il Libro di Boba Fett aveva finalmente messo Morrison al centro della scena, esplorando il tentativo del personaggio di costruire il proprio impero criminale su Tatooine insieme a Fennec Shand, interpretata da Ming-Na Wen. La serie ha ricevuto recensioni contrastanti e ascolti inferiori rispetto a The Mandalorian, ma Morrison la ricorda con affetto:

“È stata una cosa enorme per me. Quando fai una serie come Boba Fett e lavori con Ming-Na Wen, cominci a pensare: ‘Cavolo, ci siamo. Seconda stagione, terza, quarta.’ Alla fine, ci siamo divertiti molto. Sono stato onorato di essere richiamato dopo tutto quel tempo.”

Cosa sappiamo di The Mandalorian and Grogu

Il film sposterà i riflettori su Din Djarin e il suo piccolo compagno sensibile alla Forza, alle prese con la fragile era della Nuova Repubblica e i signori della guerra imperiali rimasti. Nel cast figurano Pedro Pascal nel ruolo di Din Djarin, insieme a Sigourney Weaver e Jeremy Allen White in ruoli ancora non rivelati.

The Mandalorian and Grogu arriverà nelle sale il 20 maggio. Che Lucasfilm decida di “aprire il barattolo” e riportare Boba Fett in azione è tutto da vedere, ma un personaggio così iconico difficilmente resterà sullo scaffale per sempre.

The Boys 5: il trailer dell’ultima stagione anticipa un finale brutale, sanguinoso e totalmente fuori controllo

Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato: il primo trailer di The Boys 5 è finalmente arrivato e promette una conclusione ultraviolenta per la serie TV tratta dai fumetti di Garth Ennis e Darick Robertson.

Dopo anni di satira spietata sul mito dei supereroi, lo show targato Prime Video si prepara a chiudere il sipario con un capitolo finale che sembra destinato a essere il più folle, brutale e imprevedibile di sempre.

L’apologia di Patriota

Alla fine della quarta stagione, il mondo di The Boys era già sull’orlo del collasso e adesso la situazione è ancora peggiore.

Patriota è ormai diventato una sorta di divinità autoritaria, circondato da un culto di superumani pronti a seguirlo in qualunque follia. L’immagine pubblica della Vought International è praticamente implosa e la maschera del marketing perfetto è caduta.

Al suo posto resta solo una verità inquietante: alcuni Supes sono pronti a sostenere piani apertamente genocidi contro chiunque non possieda poteri.

Patriota The Boys

Billy Butcher fuori controllo

Se Patriota rappresenta il problema principale, la situazione non è certo migliorata dall’altra parte della barricata.

Billy Butcher sta attraversando una trasformazione decisamente inquietante. Il trailer suggerisce che nel suo corpo si stia sviluppando una sorta di simbionte assassino, qualcosa che lo rende ancora più imprevedibile e pericoloso.

Come se non bastasse, Butcher ha tradito di nuovo la squadra e sembra determinato a portare avanti un piano radicale: eliminare i Supes una volta per tutte.

Il risultato? Uno scontro inevitabile tra due visioni estreme del mondo, dove nessuno sembra davvero dalla parte giusta.

Billy Butcher the boys

I Boys tornano insieme per l’ultima battaglia

Nel caos generale, molti dei personaggi che un tempo rappresentavano una bussola morale sono spariti, nascosti o finiti prigionieri.

Eppure, contro ogni previsione, il gruppo dei Boys riesce ancora una volta a rimettersi insieme. Non perché abbiano un piano perfetto, on perché siano pronti, ma perché qualcuno deve fermare tutto questo.

La paura di diventare ciò che la serie prende in giro

Il creatore della serie, Erik Kripke, sa bene quanto sia delicato chiudere una storia come questa.

In una recente intervista, lo showrunner e creatore dello show ha ammesso che il team creativo vive con una certa ansia l’idea di concludere la serie nel modo giusto. La sua paura più grande? Diventare esattamente ciò che The Boys ha sempre preso in giro: un franchise infinito pieno di spin-off e universi espansi.

The Boys 5 e un finale dove nessuno uscirà pulito

Il trailer, comunque, lascia pochi dubbi: la quinta stagione di The Boys sarà una resa dei conti totale.

Le alleanze si spezzeranno, le linee morali si cancelleranno e, molto probabilmente, qualcuno dei personaggi più amati non arriverà vivo alla fine.

Questo addio rumoroso, esplosivo e decisamente sanguinoso debutterà mercoledì 8 aprile su Prime Video.

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Apple MacBook Neo: il laptop più economico di sempre di Apple arriva in quattro colori

Apple ha finalmente svelato il MacBook Neo, il laptop entry-level di cui si vociferava da tempo. Disponibile in quattro colori vivaci — blush, indigo, argento e citrus — il nuovo MacBook Neo punta a conquistare chi cerca le prestazioni di un Mac a un prezzo decisamente più accessibile, senza rinunciare alla caratteristica scocca in alluminio del marchio.

La vera novità sotto al cofano è la scelta del processore: invece di un chip della serie M, Apple ha optato per l’A18 Pro, lo stesso chip mobile utilizzato su iPhone 16 Pro. Una scelta che permette di contenere i costi, ma che porta con sé alcune limitazioni: la configurazione è fissa, con CPU a 6 core, GPU a 5 core, Neural Engine a 16 core e 8GB di memoria unificata, senza possibilità di upgrade.

Design e specifiche tecniche

Il MacBook Neo monta un display Liquid Retina da 13 pollici con risoluzione 2.408 x 1.504 pixel e luminosità fino a 500 nit. A completare il pacchetto multimediale ci sono una fotocamera FaceTime HD da 1080p e un doppio microfono. L’autonomia dichiarata da Apple è di fino a 16 ore con una singola carica, sufficiente per una giornata intera di utilizzo.

Sul fronte disponibilità, il MacBook Neo si presenta in due configurazioni: un modello base da 256GB e uno da 512GB, quest’ultimo dotato anche di Touch ID. I prezzi per il mercato italiano non sono ancora stati comunicati ufficialmente.

Prestazioni e intelligenza artificiale on-device

Apple dichiara che il MacBook Neo è il 50% più veloce rispetto ai competitor per le attività quotidiane come la navigazione web, e fino a tre volte più rapido nell’esecuzione di workload di intelligenza artificiale in locale, come l’applicazione di effetti avanzati alle foto.

Proprio sull’AI si gioca una delle carte più interessanti del dispositivo: a differenza di Microsoft e Google, che elaborano i dati attraverso il cloud, Apple gestisce tutto on-device, garantendo così la privacy degli utenti anche offline. Una differenza non da poco per chi è attento alla gestione dei propri dati.

La sfida ai Chromebook e ai Windows entry-level

Il lancio del MacBook Neo è chiaramente una risposta di Apple al mercato dei laptop economici, dominato dai Google Chromebook e da diversi portatili Windows di fascia bassa. Con questo prodotto, la Mela punta a intercettare studenti e utenti che cercano un dispositivo semplice ma performante, facendo leva sulla reputazione dei chip che animano la sua linea iPhone premium.

Il richiamo all’iBook — il laptop colorato pensato per il mondo dell’istruzione e venduto dal 1999 al 2006 — è evidente e probabilmente voluto. Trent’anni dopo, Apple ci riprova con una formula simile: colori allegri, prezzo contenuto e un ecosistema solido alle spalle.

Assassin’s Creed: Black Flag Resynced è ufficiale, il remake è finalmente realtà

Quello che per mesi è stato uno dei segreti peggio custoditi della compagnia francese è ora confermato, con la pubblicazione della prima concept art ufficiale del gioco.

La conferma è arrivata tramite un post sul blog ufficiale di Ubisoft, che fa il punto sullo stato di salute del franchise e sui progetti in cantiere. Tra questi figurano Codename Invictus, il titolo focalizzato sul multiplayer, la serie live-action di Netflix diretta da John Renck — il regista di Chernobyl — e Codename Hexe, il prossimo capitolo inedito della saga. Non prima, però, di aver lasciato intendere qualcosa su Resynced con un messaggio volutamente criptico: “Nulla è reale. Tutto è permesso. Beh, tranne che in questo caso, alcuni sussurri hanno un po’ più di vento nelle loro vele.”

Il remake che i fan aspettavano

La notizia non è arrivata del tutto a sorpresa: nelle settimane precedenti, Matt Ryan, il doppiatore del protagonista Edward Kenway, aveva già stuzzicato i fan con allusioni poco velate. Ora, con la pubblicazione della concept art, ogni dubbio è stato dissipato.

Stando alle indiscrezioni circolate finora — non ancora confermate ufficialmente — Assassin’s Creed: Black Flag Resynced sarà un remake sostanziale, con una qualità visiva e un gameplay paragonabili a quelli di Assassin’s Creed Shadows, l’ultimo capitolo della serie, attualmente nella sua fase finale di supporto. Il progetto includerebbe inoltre nuovi contenuti narrativi per approfondire la vita di Edward, ma al prezzo dell’eliminazione delle sezioni ambientate nel mondo moderno.

Assassin's Creed 4 Black Flag

Ubisoft non ha ancora fornito una data di uscita ufficiale, ma ha menzionato un titolo non ancora annunciato in programma per la fine del prossimo anno fiscale, che si conclude il 31 marzo 2027. Non è detto che si tratti proprio di Resynced, ma è una finestra temporale da tenere d’occhio.

Chi è Edward Kenway?

Per chi non lo ricordasse, Assassin’s Creed IV: Black Flag è uscito nel 2013 e segue le avventure di Edward Kenway, pirata e assassino per necessità, nonché nonno di Ratonhnhaké:ton — il protagonista di Assassin’s Creed III — e padre di Haytham Kenway, antagonista dello stesso capitolo. La sua storia ruota attorno alla ricerca dell’Osservatorio, un luogo leggendario conteso tra Assassini e Templari.

Un ritorno molto atteso, insomma, per uno dei capitoli più amati dell’intera saga. I fan dovranno ancora pazientare per dettagli concreti, ma la rotta sembra ormai tracciata.

Invincible 4 alza l’asticella: il teaser trailer svela la folle potenza folle del nuovo villain

Invincible sta per tornare con la stagione 4 e se pensavamo di aver già visto il peggio (o il meglio) in termini di brutalità supereroistica, allora è meglio ricredersi dando un’occhiata al nuovo teaser trailer.

Dopotutto, parliamo dello show che nel primissimo episodio ha fatto fuori quasi tutti i supereroi veterani per mano del loro stesso “amico” e alleato. Un biglietto da visita che ancora oggi ha strascichi traumatici per i fan della serie animata di Prime Video tratta dal fumetto di Robert Kirkman.

Da allora la carriera di Mark Grayson è stata un’escalation di traumi, arti spezzati e lezioni di vita impartite a pugni chiusi. Dopo aver affrontato più volte la propria razza, i temibili Viltrumiti, ora Mark sta per incrociare il più pericoloso tra loro: il Grand Regent Thragg.

Thragg è semplicemente spaventoso

Nel video promozionale, visibile qui sotto, bastano trenta secondi per capire che Thragg non è “solo un altro Viltrumita arrabbiato”. È l’archetipo definitivo del guerriero imperiale: forza assoluta, fede cieca nella dottrina del dominio e zero, ma proprio zero, empatia per le “forme di vita inferiori”.

Se Omni-Man vi sembrava estremo, qui siamo su un altro livello.

Dal teaser emerge un dettaglio inquietante: Thragg non sembra affatto soddisfatto delle recenti performance dei suoi sottoposti. Tra missioni fallite, sconfitte umilianti e diserzioni dall’Impero, qualcuno dovrà pagare il prezzo dell’onta viltrumita.

Le immagini suggeriscono che Thragg voglia riprendere il controllo con il pugno di ferro, forse epurando chiunque abbia mostrato debolezza. Questo include potenzialmente Nolan Grayson, il quale potrebbe trovarsi direttamente sulla traiettoria della sua furia.

Guerra totale in arrivo?

Il trailer precedente aveva già chiarito che Thragg non sarà l’unica minaccia. Mark sembra ormai operare a tempo pieno come Invincible, affrontando un parterre di nemici che include volti noti come Battle Beast e altri villain dal sapore decisamente “old school”.

Sul fondo, però, resta l’ombra dell’Impero Viltrumita. L’ipotesi di una guerra totale tra la Terra e Viltrum è uno scenario sempre più concreto.

Il nuovo teaser aggiunge benzina sul fuoco mostrando che Thragg non sarà un sovrano che impartisce ordini dal trono. Sarà presente sul campo, in prima linea, pronto a schiacciare nemici e subordinati con la stessa, glaciale determinazione.

A giudicare dalle immagini, né Mark, né Nolan, né Alan the Alien, né Battle Beast sembrano davvero alla sua altezza, almeno sul piano puramente fisico.

Chi è davvero Thragg nei fumetti di Invincible?

Nei fumetti di Invincible, Thragg rappresenta l’apice dell’ideologia viltrumita: selezione naturale portata all’estremo, culto della forza e totale disprezzo per la debolezza. Non è soltanto un comandante spietato, ma un simbolo vivente dell’Impero.

La sua forza supera quella della maggior parte dei Viltrumiti conosciuti, inclusi molti dei personaggi che abbiamo già visto mettere in ginocchio interi pianeti. Oltre alla potenza fisica, ciò che lo rende davvero pericoloso è la lucidità strategica: Thragg non combatte solo per rabbia o orgoglio, ma per preservare e rafforzare il dominio della sua razza.

Se la serie animata resterà fedele al materiale originale, la quarta stagione attesa al debutto il 18 marzo potrebbe essere la più devastante in assoluto e se consideriamo lo standard già altissimo di violenza e tragedia stabilito finora, allora ci sarà davvero da divertirsi.

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Eiichiro Oda scrive il segreto del One Piece e lo affonda nell’oceano

Con l’uscita del volume 114 tankobon di One Piece, il manga di Eiichiro Oda ha ufficialmente superato 600 milioni di copie pubblicate in tutto il mondo.

Per celebrare l’evento, traguardo che consolida ulteriormente il record già certificato dal Guinness World Record come la serie a fumetti con più copie pubblicate da un singolo autore, è stato pubblicato uno speciale video in cui vediamo Oda scrive su un foglio il segreto di cosa sia realmente il One Piece e cosa attenda Monkey D. Luffy alla fine del suo viaggio.

Poi, il mangaka chiude il foglio all’interno di un piccolo scrigno che, successivamente, viene affondato in mare in un punto imprecisato al largo del Giappone.

Siamo testimoni di un gesto simbolico potentissimo. Dopo quasi trent’anni di serializzazione, Oda continua a custodire il mistero più grande con la stessa dedizione di sempre. Il messaggio è chiaro: il segreto esiste, è scritto, ma non lo scopriremo finché non sarà il momento.

One Piece: 27 anni di mare, pirati, avventure e un segreto ancora intatto

Oda ha iniziato a serializzare One Piece nel 1997. Quasi tre decenni dopo, il manga è ancora in corso, ancora capace di sorprendere, ancora in grado di appassionare lettori di ogni età in ogni angolo del mondo.

Seicento milioni di copie non sono solo un numero su una targa. Sono la misura di quanto un’opera possa diventare parte della vita delle persone — una generazione intera cresciuta con Luffy, Zoro, Nami e il resto della ciurma di Cappello di Paglia.

E adesso, da qualche parte, in fondo all’oceano, c’è un foglio su cui è scritto come questa incredibile saga si concluderà.

Non solo manga: anime, live action e tanto altro

Mentre il manga macina record, l’universo di One Piece continua a espandersi su più fronti.

Per quanto riguarda l’anime, ci sono novità importanti. Dopo la conclusione dell’arco di Egghead la serie, in onda dal lontano 1999, è entrata in una pausa produttiva di tre mesi (gennaio-marzo 2026).

Una scelta coraggiosa, ma comprensibile: la produzione ha deciso di ridurre l’output annuale a un massimo di 26 episodi, puntando chiaramente sulla qualità piuttosto che sulla quantità. L’anime tornerà ad aprile 2026 con il tanto atteso arco di Elbaph e per chi segue il manga, è chiaro che ci aspetta qualcosa di straordinario.

Sul fronte live action, invece, i tempi sono strettissimi, con “One Piece: Into the Grand Line“, la seconda stagione della serie Netflix, debutterà il 10 marzo. I primi due episodi verranno proiettati anche in oltre 200 cinema tra Canada, Stati Uniti e Giappone lo stesso giorno, un evento che la dice lunga su quanto il colosso dello streaming stia puntando forte su questa produzione, dopo il successo della prima stagione arrivata ad agosto 2023.

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Sembra che La Mummia 4 eliminerà La tomba dell’imperatore Dragone dal canone ufficiale

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Le sabbie della saga de La mummia si stanno muovendo di nuovo, e questa volta i cambiamenti potrebbero far felici i fan più affezionati. Con La mummia 4 ufficialmente in sviluppo presso Universal Pictures, i registi Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett hanno finalmente risposto alla domanda che molti si fanno da quando il nuovo capitolo è stato annunciato: La mummia – La tomba dell’imperatore Dragone sarà ancora considerato parte del canone della saga?

Nel 1999 il classico La mummia, diretto da Stephen Sommers, ha presentato al pubblico i personaggi di Rick O’Connell ed Evelyn Carnahan, interpretati da Brendan Fraser e Rachel Weisz, dando vita a un’avventura amata per il mix perfetto di azione, horror e umorismo. Il film fu seguito da La mummia – Il ritorno nel 2001 e dallo spin‑off The Scorpion King nel 2002.

Nel 2008 uscì però La mummia – La tomba dell’imperatore Dragone, terzo episodio della saga classica in cui Fraser tornò ma Weisz fu sostituita da Maria Bello e la storia si trasferì dall’Egitto alla Cina. Quel film non fu accolto con lo stesso entusiasmo dei primi due capitoli e ottenne una bassa valutazione critica, riflettendo uno scostamento dalla formula originale che tanti appassionati avevano amato.

Quando Bettinelli‑Olpini e Gillett sono stati interrogati sulla possibilità che La mummia – La tomba dell’imperatore Dragone rimanesse nel canone della nuova saga, i loro commenti sono stati piuttosto rivelatori. Il primo ha semplicemente osservato che Rachel è in questo film, mentre il secondo ha aggiunto che “questo dovrebbe rispondere alla domanda per voi”. Questo scambio lascia intendere con forza che il terzo film potrebbe non essere più considerato nella continuità narrativa ufficiale, riportando l’attenzione ai personaggi e alla chimica tra Rick ed Evelyn che avevano reso celebri i primi due film.

La Mummia Brendan Fraser Rachel Weisz

Una nuova linea temporale per i personaggi?

Se La mummia – La tomba dell’imperatore Dragone non farà più parte del canone, si apre una grande domanda sul destino di Alex O’Connell. Nel secondo film il giovane personaggio era interpretato da Freddie Boath da bambino, mentre nel terzo episodio una versione adulta era stata affidata a Luke Ford. Ignorando il terzo capitolo, l’ultima apparizione canonica di Alex resterebbe quella della sua infanzia, e il nuovo film potrebbe decidere se farlo tornare adulto o concentrarsi sulla nuova avventura di Rick ed Evelyn senza di lui.

Quel che è certo è che il ritorno di Fraser e Weisz insieme è già una grande notizia per i fan della saga classica, e sembra che il team creativo stia abbracciando il tono e lo spirito dei primi film invece di tentare di “aggiustare” ciò che non ha funzionato. Il risultato potrebbe essere un sequel che rende omaggio alle origini della serie, lasciando da parte elementi ritenuti meno riusciti.

La mummia 4 è atteso nelle sale il 19 maggio 2028, e se riuscirà a catturare la stessa energia avventurosa del film del 1999, potrebbe rappresentare un ritorno in grande stile per una delle saghe più amate degli anni ’90 e dei primi anni 2000.

Paramount pronta a fondere HBO Max e Paramount+ in una maxi piattaforma streaming

Il panorama dello streaming potrebbe essere vicino a una svolta epocale. Se la vendita di Warner Bros. dovesse concretizzarsi, Paramount Global avrebbe un piano molto chiaro: unire HBO Max e Paramount+ in un’unica piattaforma globale capace di competere con i leader assoluti del settore.

Con l’accordo da 110 miliardi di dollari tra Skydance Media e Paramount ancora in fase di approvazione, il CEO David Ellison ha già delineato la strategia durante una recente call con gli investitori. L’idea è integrare i due servizi, che insieme superano i 200 milioni di abbonati direct-to-consumer, sotto un’unica infrastruttura tecnologica.

Un’unica piattaforma con il catalogo di due studi storici

Secondo Ellison, l’operazione non riguarderebbe soltanto il branding, ma una vera integrazione tecnologica. Paramount ha già avviato la consolidazione delle proprie piattaforme interne, e HBO Max verrebbe assorbita nello stesso sistema. In pratica, nascerebbe un mega-servizio streaming alimentato dalla tecnologia Paramount e dal catalogo Warner.

Se il piano dovesse andare in porto, la nuova piattaforma riunirebbe franchise come Star Trek, Mission: Impossible, Harry Potter, l’universo DC e Game of Thrones. Una concentrazione di IP di questo livello rappresenterebbe un cambio di equilibrio nelle streaming wars, dando alla nuova entità una forza competitiva enorme sia sul mercato americano sia su quello internazionale.

HBO resterà un brand premium anche dentro l’ecosistema Paramount

Uno dei punti più delicati riguarda l’identità di HBO. Ellison ha voluto chiarire che il marchio non verrà snaturato: “HBO deve restare HBO”, ha dichiarato, sottolineando come il brand premium continuerà a mantenere la propria identità creativa anche all’interno di una struttura più ampia.

La questione è cruciale. HBO ha costruito negli anni una reputazione legata a produzioni di prestigio e autonomia creativa, e qualsiasi percezione di “normalizzazione” all’interno di un grande contenitore corporate potrebbe generare reazioni negative tra pubblico e addetti ai lavori.

Ellison ha definito l’operazione non come semplice consolidamento, ma come una reinvenzione del modello di business. L’obiettivo è creare una media company di nuova generazione, capace di unire streaming, reti lineari e proprietà intellettuali globali in un ecosistema integrato e competitivo.

Naturalmente, nulla sarà ufficiale finché l’operazione non supererà gli ostacoli regolatori. Ma il fatto che Paramount stia già parlando apertamente della fusione tra HBO Max e Paramount+ indica che, se l’acquisizione verrà approvata, le streaming wars entreranno in una fase completamente nuova.

Karl Urban tornerebbe nei panni di Judge Dredd “in un battito di ciglia”

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Nel corso della sua carriera, Karl Urban ha attraversato alcuni degli universi fumettistici più importanti del cinema e della televisione. Dal Marvel Cinematic Universe alle serie streaming più estreme, l’attore neozelandese ha dimostrato più volte di sentirsi a casa in questo genere. Eppure, tra tutti i ruoli interpretati, ce n’è uno che continua a occupare un posto speciale: Judge Dredd.

In una recente intervista rilasciata a The Playlist’s Discourse, Urban ha dichiarato senza esitazioni che tornerebbe a indossare l’elmetto del giudice di Mega-City One “in un battito di ciglia”. “Mi piacerebbe davvero riprendere quel ruolo, immediatamente. Mi sono divertito tantissimo a realizzare quel film”, ha spiegato. Allo stesso tempo, ha aggiunto di non nutrire alcun rancore qualora non fosse coinvolto in eventuali nuovi progetti: “Se non faccio parte del prossimo capitolo, per me va bene. Voglio solo vedere altre storie di Dredd”.

Un’interpretazione diventata cult

Prima di diventare Billy Butcher nella serie The Boys, Urban aveva già frequentato il mondo dei fumetti sul grande schermo. È apparso come Skurge in Thor: Ragnarok, ha preso parte all’action ispirato ai comics Red e ha recitato in Priest, tratto da una serie coreana. Tuttavia, per molti fan la sua interpretazione in Dredd resta una delle più sottovalutate della sua filmografia.

Il film del 2012 rappresentava il secondo tentativo cinematografico di adattare la celebre serie a fumetti Judge Dredd pubblicata da 2000 AD. Il primo, Judge Dredd con Sylvester Stallone, non aveva convinto né la critica né il pubblico. La versione con Urban, invece, aveva scelto di abbracciare il tono brutale e cupo dei fumetti originali, guadagnandosi nel tempo un seguito di culto.

Nel film, Dredd pattuglia le strade violente di Mega-City One, una metropoli futuristica dove i giudici fungono da polizia, giuria e boia. Quando lui e una recluta rimangono intrappolati in un gigantesco complesso residenziale controllato da una spietata boss criminale interpretata da Lena Headey, la situazione si trasforma in una lotta sanguinosa piano dopo piano. La pellicola ha ottenuto l’80% di gradimento su Rotten Tomatoes, consolidando negli anni la sua reputazione tra gli appassionati del genere.

Un nuovo Dredd in arrivo?

Secondo le indiscrezioni, un nuovo film su Dredd sarebbe attualmente in fase di sviluppo, con Taika Waititi legato al progetto come regista. Una scelta che apre scenari interessanti: lo stile ironico e colorato di Waititi è molto diverso dal tono duro e spigoloso del film del 2012, e questo potrebbe portare il personaggio in una direzione completamente nuova.

Al momento, Urban non dovrebbe essere coinvolto nel progetto. Resta da capire se il nuovo capitolo proporrà una versione più leggera e stilizzata di Mega-City One o se sorprenderà il pubblico con un approccio inatteso. Le parole dell’attore, però, dimostrano che non c’è alcuna tensione: il suo desiderio è semplicemente quello di vedere il mondo di Dredd tornare sul grande schermo.

Molti fan continuano a sperare in un ritorno di Urban nel ruolo. Il sequel del 2012 non è mai arrivato, nonostante l’apprezzamento del pubblico. E chissà che, prima o poi, quell’elmetto non torni davvero a essere indossato dallo stesso volto che lo ha reso così memorabile.

Il trailer di Scary Movie 6 prende in giro Ghostface, M3GAN, Sinners, Mercoledì e tanti altri

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Il ritorno di Scary Movie è finalmente realtà. Il trailer del sesto capitolo della celebre saga parodistica horror, conosciuto come Scary Movie 6, è stato diffuso in rete in questi giorni e promette di non risparmiare nessuno. Tra battute irriverenti e scene volutamente sopra le righe, il film prende di mira alcuni dei titoli horror più discussi degli ultimi anni, riportando sul grande schermo lo spirito dissacrante che ha reso iconica la serie.

A fare da apripista nel trailer è una parodia della celebre scena in metropolitana di Scream VI, con il ritorno dell’iconico Ghostface, che sarà presente anche in Scream 7. La clip mostra una sfilata di personaggi mascherati familiari agli appassionati del genere, prima di una scena in cui, durante un accoltellamento, un personaggio corregge un altro sui pronomi, con il tagline che avverte: “ogni limite sarà superato”. Il trailer verrà proiettato anche prima delle proiezioni di Scream 7, in un curioso gioco metacinematografico che potrebbe segnare la prima volta in cui un film prende apertamente in giro la stessa saga a cui è collegato in sala.

Una satira che colpisce tutti i grandi horror recenti

Il nuovo capitolo non si limiterà a omaggiare Scream, fonte d’ispirazione del primo film del 2000, ma prenderà di mira anche produzioni come Get Out, la saga di Terrifier, M3GAN, Weapons, The Substance, Sinners, Longlegs e persino la serie Wednesday distribuita da Netflix.

Questo approccio irriverente rappresenta un ritorno alle origini per il franchise, che fin dall’inizio ha costruito il proprio successo sulla capacità di intercettare i fenomeni del momento e ribaltarli in chiave comica. Il primo Scary Movie, diretto da Keenen Ivory Wayans, uscì nel 2000 e incassò 278 milioni di dollari nel mondo, diventando uno degli horror vietati ai minori con il maggiore incasso globale. La trama seguiva un gruppo di adolescenti pasticcioni che, dopo aver investito accidentalmente un uomo e averne occultato il corpo in un lago, venivano perseguitati un anno dopo da un improbabile serial killer con maschera e mantello alla Ghostface.

Il ritorno dei Wayans e del cast storico

Uno degli elementi più attesi di Scary Movie 6 sarà la reunion dei fratelli Marlon Wayans, Shawn Wayans e Keenen Ivory Wayans, noti collettivamente come i Wayans Brothers, che torneranno a collaborare come sceneggiatori per la prima volta dopo 18 anni. Il trio sarà coinvolto anche come produttore insieme a Rick Alvarez, mentre la regia sarà affidata a Michael Tiddes.

Sul fronte del cast, torneranno Anna Faris e Regina Hall nei ruoli di Cindy e Brenda, affiancate da volti già noti come Lochlyn Monroe, Dave Sheridan, Jon Abrahams, Cheri Oteri e Chris Elliott. Tra le new entry figurano Damon Wayans Jr., Kim Wayans, Heidi Gardner, Olivia Rose Keegan, Savannah Lee Nassif, Cameron Scott Roberts, Sydney Park, Gregg Wayans, Ruby Snowber e Benny Zielke.

Il film arriverà nelle sale di tutto il mondo il 12 giugno, riportando sul grande schermo una delle saghe parodistiche più amate dal pubblico. Con il suo umorismo irriverente e la volontà dichiarata di “superare ogni limite”, Scary Movie 6 si prepara a trasformare ancora una volta l’horror contemporaneo in una gigantesca battuta collettiva.

Samsung Galaxy S26 | S26+ | S26 Ultra: il nuovo re del gaming e dei contenuti AI è qui

Il nuovo e rivoluzionario Samsung Galaxy S26 | S26+ | S26 Ultra non è il solito refresh annuale, ma si presenta come l’alleato definitivo per creator, tech-addict e gamer che si rispettino.

Con un design rifinito (l’Ultra è il più sottile di sempre!) e la potenza della Galaxy AI, ogni task – dal montaggio video al multitasking estremo – diventa un’esperienza fluida, immediata e decisamente soddisfacente.

Perché sceglierlo:

  • Performance: sotto la scocca batte lo Snapdragon® 8 Elite Gen 5 Mobile Platform for Galaxy. Parliamo di un boost del 19% sulla CPU, 24% sulla GPU per un gaming granitico e un incredibile +39% sulla NPU per gestire l’AI in background senza lag. E per le sessioni più lunghe il modello Ultra vanta una Vapor Chamber riprogettata con materiali termici avanzati per evitare il thermal throttling;
  • Imaging livello pro: non solo 200 MP e Space Zoom 100x. Ora i video hanno una marcia in più grazie al codec professionale APV (lossless per il post-montaggio) e alla funzione Nightography potenziata; inoltre, il nuovo stabilizzatore introduce il Blocco Orizzontale per riprese sempre dritte, anche nelle situazioni più movimentate;
  • Privacy ai massimi livelli: il Galaxy S26 Ultra introduce il primo Privacy Display integrato al mondo: un sistema che controlla la dispersione della luce dei pixel per nascondere i tuoi dati a chi ti sbircia di lato, senza rovinare la tua qualità visiva;
  • Nitidezza estrema: grazie ai motori ProScaler e mDNIe la resa visiva sale di livello con texture e dettagli incredibilmente definiti e una precisione cromatica quattro volte superiore alla generazione precedente;
  • Autonomia e ricarica: la batteria è progettata per coprire l’intera giornata, ma se esageri c’è la nuova Ricarica Ultrarapida 3.0: arrivi al 75% di carica in soli 30 minuti

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