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Avengers Doomsday: i primi 10 minuti del film potrebbero essere “da infarto”

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Avengers: Doomsday sarebbe già stato mostrato in alcune proiezioni di prova e, stando alle prime indiscrezioni, le reazioni del pubblico sarebbero state positive. Ma a far discutere è soprattutto un rumor decisamente più curioso: i primi 10 minuti del film sarebbero così sconvolgenti da far venire letteralmente “un infarto” agli spettatori.

La notizia arriva dal noto insider Daniel Richtman, secondo il quale i Marvel Studios avrebbero già organizzato tre test screening di Avengers: Doomsday.

Naturalmente, una proiezione di prova non rappresenta una garanzia sul risultato finale di un film. Avengers: Doomsday ha infatti attraversato anche ulteriori sessioni di riprese, quindi alcuni elementi della storia potrebbero essere cambiati rispetto a quanto mostrato durante i test.

Il dettaglio più interessante, però, riguarda proprio l’inizio del film.

Un inizio al cardiopalmo

Secondo quanto riportato da Richtman, i primi minuti del film sarebbero destinati a lasciare il pubblico particolarmente sconvolto, tanto da “dare alla gente un infarto”.

È una dichiarazione naturalmente molto vaga, ma sufficiente per alimentare le speculazioni su ciò che Marvel Studios potrebbe aver preparato per l’apertura del nuovo capitolo degli Avengers.

Da mesi circolano online presunti leak riguardanti la trama completa del film, ma la loro attendibilità rimane impossibile da stabilire. Inoltre, le recenti riprese aggiuntive rendono ancora più difficile capire quali elementi delle indiscrezioni possano effettivamente essere arrivati nella versione definitiva.

Per questo motivo, almeno per il momento, è meglio considerare queste informazioni per quello che sono: rumor e indiscrezioni non confermate ufficialmente da Marvel Studios.

Il rumor sull’Incursione tra X-Men e Spider-Man

Tra le numerose voci circolate online ce n’è una particolarmente ambiziosa secondo cui Avengers: Doomsday potrebbe coinvolgere una incursione tra l’universo degli X-Men e quello dello Spider-Man interpretato da Tobey Maguire nei film diretti da Sam Raimi.

Se questa indiscrezione dovesse rivelarsi corretta, un evento di questa portata potrebbe effettivamente fornire una possibile spiegazione al misterioso teaser sui primi minuti del film.

Al momento, però, non esiste una conferma ufficiale di tutto ciò e, considerando quanto Marvel Studios abbia fatto della segretezza uno degli ingredienti principali della produzione, è probabile che dovremo aspettare ancora un bel po’ di tempo prima di capire quali universi finiranno davvero per incontrarsi.

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Dungeon Crawler Carl: Allies & Enemies, il nuovo set di miniature arriva a novembre 2026

La lore di Dungeon Crawler Carl continua ad ampliarsi e, dopo il successo della campagna di crowdfunding dedicata al gioco di ruolo ufficiale, si prepara ad accogliere anche una nuova collezione di miniature.

Parliamo di Dungeon Crawler Carl RPG: Allies & Enemies Minis Set 2, un set pensato per accompagnare il gioco da tavolo ma anche per diventare un’interessante aggiunta alla collezione dei fan della saga.

La seconda raccolta di miniature è prevista per novembre 2026 ed è già disponibile per il preorder. Un’altra piccola follia, insomma, per chi ha deciso di seguire Carl e Princess Donut nel loro assurdo viaggio attraverso uno dei dungeon più letali e spettacolari del fantasy contemporaneo.

Le miniature: tutti i personaggi

Tra i personaggi presenti nel set troviamo Hekla ed Eva, figlie di Brynhild, insieme a Bianca e Prepotente. Non manca inoltre Lucia Mar, rappresentata sia nella sua versione diurna sia in quella notturna.

Il set comprende anche le miniature di: Quan Ch, Florin e Cici.

Le miniature sono caratterizzate da un elevato livello di dettaglio e vengono confezionate singolarmente, rendendole adatte tanto all’utilizzo durante le partite quanto alla semplice esposizione.

Inoltre, non è necessario limitarsi al gioco di ruolo di Dungeon Crawler Carl: le miniature sono compatibili anche con altri giochi di ruolo da tavolo e giochi di miniature che utilizzano una scala compresa tra 28 e 32 millimetri.

Una buona notizia, quindi, per chi ha già una collezione di miniature e non ha intenzione di relegare questi personaggi in un unico dungeon.

Dungeon Crawler Carl continua a espandere il suo universo

Creato da Matt Dinniman, Dungeon Crawler Carl è passato in pochi anni dall’essere una serie di libri digitali autopubblicati a diventare un vero e proprio fenomeno multimediale. La saga conta attualmente sette romanzi pubblicati e il suo universo continua a crescere attraverso diversi progetti.

Oltre alle edizioni fisiche dei libri, il franchise può contare su audiolibri, un webcomic, una graphic novel e diversi prodotti di merchandising. A questi progetti si aggiunge ora il gioco di ruolo ufficiale, realizzato da Renegade Game Studios, e la nuova linea di miniature Allies & Enemies.

Non manca nemmeno un progetto per il piccolo schermo: Peacock sta infatti sviluppando una serie TV live action con Christopher Yost ed Eric Heisserer coinvolti nel progetto.

Insomma, quello che era nato come un’avventura letteraria decisamente fuori dagli schemi sta ormai assumendo dimensioni degne di un vero dungeon intergalattico.

Carl e Princess Donut pronti a tornare nel dungeon

Al centro della storia ci sono Carl e Princess Donut, una coppia decisamente improbabile formata da un uomo e dal gatto della sua ex fidanzata. I due sono tra gli ultimi superstiti della Terra e vengono costretti a partecipare a un pericoloso reality show intergalattico.

L’idea di partenza potrebbe sembrare volutamente assurda, ma è proprio questa combinazione di fantascienza, fantasy, umorismo e atmosfere da dungeon crawler ad aver contribuito alla crescente popolarità della serie.

Il successo della saga è arrivato anche al di fuori del pubblico dei lettori, tanto che il primo romanzo è stato candidato all’Arthur C. Clarke Award 2026.

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Jon Watts, il regista di Spider-Man: Homecoming, sarà alla guida del prossimo film di Star Wars

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Dopo aver avuto un primo assaggio della Galassia lontana lontana con la serie Skeleton Crew, Jon Watts è pronto a tornare nel franchise. Il regista di Spider-Man: Homecoming con Tom Holland è stato scelto per dirigere il primo capitolo di una trilogia Star Wars in lavorazione, scritta da Simon Kinberg, già sceneggiatore di X-Men: Giorni di un futuro passato. Il prossimo capitolo della saga, secondo quanto riporta The Hollywood Reporter, dovrebbe avviare la prossima fase della Skywalker Saga, portando la numerazione a Episodio X.

Kinberg starebbe lavorando alla trilogia da fine 2024. Disney non ha ancora dato il via libera ufficiale al progetto, che appare comunque come il più sviluppato in cantiere dopo Starfighter, il film con Ryan Gosling diretto da Shawn Levy e atteso nelle sale il 27 maggio 2027, in coincidenza con il 50° anniversario del franchise.

Star Wars Starfighter Ryan Gosling

Rey tornerà in qualche veste: il film di Daisy Ridley messo da parte

Nessun dettaglio sulla trama è stato ancora rivelato, ma il personaggio di Rey, interpretata da Daisy Ridley, dovrebbe apparire in qualche veste nella nuova trilogia. Il film a lei dedicato, precedentemente affidato alla regista Sharmeen Obaid-Chinoy e incentrato su Rey come Maestra Jedi intenta ad addestrare una nuova generazione di Jedi, sarebbe stato accantonato in favore di questo nuovo progetto.

La trilogia si svolgerà dopo gli eventi della saga sequel, che aveva seguito la storia dell’orfana Rey e la lotta della Resistenza contro il rinato Primo Ordine, fino allo scontro definitivo con Kylo Ren, figlio di Leia e Han Solo e nipote di Luke Skywalker.

Jon Watts: un regista con esperienza nel franchise e nel cinema Marvel

Watts ha già dimostrato di saper gestire franchise di questa portata con la trilogia Spider-Man, comprendente Homecoming (2017), Far from Home (2019) e No Way Home (2021). Nel mondo Star Wars ha già collaborato con Lucasfilm su Skeleton Crew, di cui ha co-creato, co-scritto e diretto due episodi. Ha anche prodotto Final Destination: Bloodlines.

L’universo Star Wars continuerà nel frattempo ad espandersi con altri titoli in vari stadi di sviluppo, tra cui progetti di David Lowery, Lee Isaac Chung, Jake Schreier, Bryce Dallas Howard e i Daniels. Nessuna data di uscita è ancora stata annunciata per l’Episodio X né per il mercato internazionale né per quello italiano.

Castlevania è gratis su Android e iOS fino al 24 ottobre per celebrare il 40° anniversario della saga

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Per festeggiare il 40° anniversario di Castlevania, Konami ha deciso di fare un regalo niente male agli appassionati: il gioco originale, pietra miliare dei videogiochi, è disponibile gratis su dispositivi Android e iOS.

Il gioco potrà essere riscattato gratuitamente dal 25 settembre al 24 ottobre 2026. Una volta aggiunto alla propria libreria entro questo periodo, sarà comunque possibile continuare a giocarci anche dopo la scadenza della promozione.

Simon Belmont contro Dracula

Il primo Castlevania, lanciato nel 1986, racconta la storia di Simon Belmont, leggendario cacciatore di mostri e membro della famiglia Belmont.

Armato della Vampire Killer, la leggendaria frusta icona della saga, Simon si dirige verso il castello di Dracula con un obiettivo piuttosto semplice: eliminare il Signore dei Vampiri.

Naturalmente, tra lui e il temibile conte ci sono parecchie creature delle tenebre pronte a trasformare il viaggio in un vero incubo.

Il gioco è un action platform caratterizzato da combattimenti, esplorazione e una progressione attraverso le varie aree del castello, fino allo scontro finale.

L’avventura di Simon sarebbe poi proseguita con Castlevania II: Simon’s Quest, mentre la sua storia originale sarebbe stata raccontata nuovamente in Super Castlevania IV, uno dei capitoli più celebri della serie.

Castlevania gioco originale android ios

Castlevania è gratis, ma preparatevi a soffrire

C’è però un piccolo dettaglio che i giocatori moderni potrebbero scoprire molto rapidamente: il primo Castlevania è difficile. Molto difficile.

Il titolo originale è infatti noto per una serie di meccaniche che possono mettere a dura prova anche chi è abituato ai videogiochi contemporanei. Simon Belmont non è esattamente un esempio di agilità moderna e il suo sistema di movimento richiede una certa precisione.

Uno degli elementi più famigerati riguarda il comportamento del protagonista quando viene colpito: un danno ricevuto può farlo arretrare, con conseguenze particolarmente spiacevoli quando alle sue spalle c’è un precipizio.

E, come ogni buon gioco dell’epoca insegna, un salto sbagliato significa spesso morte immediata.

Il gioco non è particolarmente lungo, ma completarlo richiede di imparare progressivamente le varie sezioni, conoscere i nemici e soprattutto padroneggiare i movimenti di Simon.

Giocare Castlevania con il touchscreen?

Ed è qui che arriva la parte potenzialmente più sadica della promozione.

Il Castlevania originale non è esattamente un gioco semplicissimo da affrontare nemmeno utilizzando un controller tradizionale. Giocarlo su uno schermo touchscreen, con una schermata da GameBoy quindi, potrebbe aggiungere un ulteriore livello di difficoltà.

L’assenza del feedback fisico dei pulsanti può rendere meno immediata la gestione dei comandi, soprattutto nei momenti in cui è necessario reagire rapidamente.

Inoltre, la risposta ai comandi touch può variare a seconda del dispositivo e della capacità dello schermo di gestire contemporaneamente più input.

Insomma, Castlevania sarà anche gratis su Android e iOS per celebrare i suoi quarant’anni, ma Konami non ha certo promesso di regalare anche la vittoria.

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Demon Slayer: Il castello dell’Infinito arriva su Netflix e Disney+

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Fan di Tanjiro e compagni aprite bene le orecchie: a partire dalla prossima settimana, infatti, Demon Slayer: Il castello dell’Infinito sarà disponibile anche in streaming su Netflix e Disney+.

Il film, primo capitolo della trilogia cinematografica dedicata alla parte conclusiva dell’anime tratto dal manga di Koyoharu Gotouge, aveva già fatto il suo debutto in streaming su Crunchyroll il 28 luglio 2026, con doppiaggio e sottotitoli in italiano.

Ora l’avventura degli ammazzademoni si prepara quindi a raggiungere anche il pubblico delle due piattaforme, con doppiaggio in italiano, ampliando ulteriormente la disponibilità di uno dei franchise anime più conosciuti degli ultimi anni.

La data da segnare sul calendario è quella del 28 settembre 2026. Da quel giorno, Demon Slayer: Il castello dell’Infinito sarà disponibile per tutti gli abbonati a Netflix e Disney+ in Italia.

La storia del Castello dell’Infinito

Demon Slayer: Il castello dell’Infinito porta sul grande schermo l’arco narrativo del Castello dell’Infinito, tratto dalla parte conclusiva del manga di Koyoharu Gotouge, pubblicato in Italia da Star Comics.

La storia catapulta Tanjiro e i Pilastri (Hashira) superstiti del Corpo degli Ammazzademoni all’interno del Castello dell’Infinito di Kibutsuji Muzan. Qui i protagonisti devono affrontare una serie di scontri decisivi contro le Lune Crescenti, dando il via a una fase della storia destinata a condurre verso lo scontro finale tra esseri umani e demoni.

Insomma, il nome del film non lascia molto spazio all’immaginazione: una volta entrati nel Castello dell’Infinito, per i protagonisti di Demon Slayer sarà l’inizio della fine… in tutti i sensi.

Il primo film della trilogia finale di Demon Slayer

Il lungometraggio rappresenta il primo di tre film progettati per completare l’adattamento animato della serie e portare sullo schermo la parte conclusiva della storia.

A occuparsi della produzione è ancora una volta Ufotable, lo studio di animazione che ha realizzato le precedenti stagioni televisive di Demon Slayer e il film Demon Slayer: Mugen Train.

Con l’arrivo su Netflix e Disney+, quindi, Demon Slayer: Il castello dell’Infinito amplia ulteriormente la propria presenza nel panorama dello streaming italiano, mentre la trilogia cinematografica prosegue il percorso verso la conclusione dell’adattamento anime dell’opera di Koyoharu Gotouge, uno dei manga di maggior successo degli ultimi anni.

Resident Evil: il protagonista Austin Abrams rompe il silenzio sul finale del film

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Il nuovo Resident Evil di Zach Cregger si è rivelato uno dei film horror più sorprendenti dell’anno e, come sappiamo, il suo finale ha già diviso e appassionato il pubblico in egual misura. Incalzato in un’intervista rilasciata a IndieWire, il protagonista Austin Abrams ha analizzato quello che Bryan affronta nel corso della storia e cosa significa il finale per il suo personaggio.

Ovviamente, se non avete ancora visto il film, qui è necessaria un’allerta spoiler!

Resident Evil

Nel corso del film, Bryan non si trova semplicemente a sopravvivere all’apocalisse dei non-morti: attraversa una trasformazione che lo porta a diventare qualcosa di diverso da quello che era nei primi minuti della pellicola. Il finale del film vede infatti Bryan trasformarsi in uno dei mostri che ha combattuto per tutti i 90 minuti sullo schermo. Abrams ha spiegato come si è avvicinato a quel momento: “Era importante per me capire cosa Bryan stesse davvero sacrificando. Non è semplicemente una scelta eroica, è una perdita di sé stesso. La domanda che mi ponevo era: quanto di Bryan sopravvive in quello che diventa?”

Un personaggio costruito sulla perdita e sulla connessione

Abrams ha descritto l’arco del personaggio come un percorso che parte dall’isolamento e culmina in un atto paradossale di connessione: Bryan trascorre gran parte del film cercando di non legarsi a nessuno, per poi compiere una scelta definitiva e irreversibile proprio per proteggere qualcuno. “La cosa che mi ha colpito di più di Bryan è che non vuole essere un eroe. Non ha quel riflesso. Ma quando arriva il momento, non riesce a fare altrimenti. E questo, credo, è il tipo di eroismo più onesto che esista.”

Il regista Cregger aveva già tagliato una quantità considerevole di commedia dal montaggio dopo i test screening, e Abrams ha confermato che quella scelta ha influenzato il modo in cui la tragedia del finale ha fatto presa sul pubblico: “Zach mi ha detto che voleva che il finale ti spezzasse davvero il cuore, non che ti lasciasse con una sensazione di trionfo. E penso che quella distinzione sia tutto in questo film.”

Il franchise e il futuro: Cregger ha già un’idea per il sequel

Con un’apertura da 103,8 milioni di dollari nel weekend di debutto e recensioni tra le migliori che il franchise live-action abbia mai ricevuto, le possibilità di un sequel sembrano concrete. Cregger ha già dichiarato di avere un’idea per un secondo capitolo, anche se non ha condiviso dettagli. Abrams, da parte sua, si è detto aperto al ritorno, pur riconoscendo che il personaggio di Bryan alla fine del film si trova in uno stato radicalmente diverso da quello con cui lo abbiamo incontrato all’inizio.

La performance di Abrams è stata unanimemente indicata come uno dei punti di forza del film: capace di reggere il peso emotivo di una storia che si fa sempre più oscura, senza mai perdere la credibilità del personaggio. Resident Evil è attualmente nelle sale italiane dal 17 settembre 2026.

Gremlins 3 mostra i primi secondi con i Mogwai e sposta l’uscita al 2028

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Ci sono voluti più di trent’anni, ma i Mogwai stanno finalmente tornando sul grande schermo. Il primo teaser di Gremlins 3 è arrivato, offrendo uno sguardo brevissimo al prossimo capitolo del franchise horror-comedy che ha terrorizzato e fatto ridere intere generazioni. Purtroppo porta con sé anche una notizia che i fan non apprezzeranno: il film è stato posticipato quasi di un anno. Dopo aver aspettato 35 anni da Gremlins 2: La nuova stirpe, ora bisognerà aspettare ancora un po’.

Gremlins 3 era previsto per il 19 novembre 2027, ma il teaser rivela una nuova data di uscita oltreoceano: 8 ottobre 2028. Una data italiana non è ancora stata comunicata. Il passaggio all’ottobre ha però una sua logica: il franchise ha sempre occupato quello spazio meravigliosamente bizzarro tra commedia, horror, creatura e intrattenimento familiare, e collocare il terzo film nel pieno della stagione di Halloween ha perfettamente senso. Il cambio porta inoltre Gremlins 3 lontano da Frozen 3 di Disney, che avrebbe rappresentato una concorrenza spietata al botteghino nel novembre 2027.

 Il teaser: 11 secondi, un Mogwai e un nuovo giovane protagonista

Il teaser dura solo 11 secondi, ma mostra il primo sguardo a un Mogwai e introduce un nuovo giovane personaggio che mette le mani su una delle adorabili creature. Chi conosce questi film sa già esattamente dove questa storia è destinata ad arrivare. Dai un Mogwai a un ragazzo, daglielo con alcune regole molto importanti da seguire, e guarda tutto andare spettacolarmente storto.

Il franchise originale seguiva Billy Peltzer, interpretato da Zach Galligan, dopo che suo padre gli aveva regalato il Mogwai Gizmo come regalo di Natale. Le regole per prendersi cura di un Mogwai erano precise: bagnarlo causa la riproduzione, dargli da mangiare dopo mezzanotte lo trasforma in un rettiliano e pericoloso Gremlin. Billy imparò quelle regole nel modo più difficile quando le creature si moltiplicarono e terrorizzarono la sua città durante le feste natalizie, con il mohicano Stripe a guidare il caos.

Spielberg e Columbus riuniti: il team creativo del film originale torna a casa

Ci sono alcuni grandi nomi già confermati per il ritorno. Steven Spielberg tornerà come produttore esecutivo, mentre Chris Columbus, che aveva scritto la sceneggiatura del film originale del 1984 prima di diventare noto come regista di Mamma, ho perso l’aereo e dei primi due film di Harry Potter, assumerà per la prima volta il ruolo di regista. Non sono ancora stati rivelati dettagli ufficiali sulla trama, né è stato annunciato il ritorno di Zach Galligan nel ruolo di Billy, anche se il suo coinvolgimento nel franchise è rimasto costante nel corso degli anni attraverso la serie animata Gremlins: Secrets of the Mogwai.

Il film originale del 1984, diretto da Joe Dante, è ancora uno dei grandi film di studio stravaganti della sua era. La combinazione di commedia, horror, effetti pratici sulle creature e un umorismo leggermente fuori di testa aveva contribuito a spingere Hollywood a creare la classificazione PG-13, e il film non ha fatto che guadagnare nuovi fan nel corso degli anni. Se Gremlins 3 riuscirà a ricapturare la personalità dispettosa, il fascino degli effetti pratici e l’umorismo sopra le righe di quei primi due film, potrebbe essere un ritorno davvero divertente.

Kit Harington spiega perché ha detto sì a Harry Potter e come i libri lo hanno aiutato a restare sobrio

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Kit Harington sta per passare da Grande Inverno a Hogwarts, e si scopre che il ruolo nella serie Harry Potter ha per lui un significato che va ben oltre il semplice ingresso in un altro grande franchise fantasy. La star de Il Trono di Spade è stata scelta per interpretare Gilderoy Allock nella seconda stagione della serie, sostituendo Nicholas Hoult, uscito dal progetto per conflitti di agenda. Harington aveva già esperienza con il personaggio, avendone prestato la voce nell’edizione audiobook integrale di Harry Potter per Audible.

In un’intervista rilasciata a TODAY, Harington ha spiegato la ragione di fondo della sua scelta: “Sono sempre stato un fan di Harry Potter. Lo ero da bambino, e poi l’ho riscoperto da adulto, ascoltandolo ogni sera. Lo ascolto ogni singola notte, e mi aiuta ad addormentarmi, e so che altre persone fanno lo stesso, quindi questi libri sono davvero importanti per me.”

Come gli audiolibri di Harry Potter lo hanno aiutato con la sobrietà

In un’intervista rilasciata al podcast Happy Sad Confused, Harington ha condiviso un retroscena molto personale sul rapporto che lo lega al franchise. L’attore ha raccontato di come gli audiolibri di Harry Potter lo abbiano aiutato nel periodo successivo alla sua disintossicazione dall’alcol: “Il mio cervello è incredibilmente attivo, soprattutto di notte, e ho sempre trovato molto difficile andare a letto, il cervello non si spegne. Quando mi sono disintossicato, questo è peggiorato notevolmente. Così ho iniziato ad ascoltare gli audiolibri di Harry Potter, e ora sono la cosa che ascolto ogni notte. Quindi hanno un posto molto speciale nel mio cuore, e quando ho saputo che stavano facendo questa serie, ho pensato che fosse un’idea brillante.”

Harington ha anche apprezzato l’opportunità che una serie televisiva offre rispetto ai film. Con intere stagioni dedicate ai singoli libri, HBO ha molto più spazio per portare il materiale dalla pagina allo schermo: “Quando ho saputo che si faceva come serie, ho pensato fosse la migliore idea possibile. Perché amo i film, ma con questo formato possono davvero esplorare i libri nella loro pienezza, e per un nerd dei libri come me, questa era un’idea davvero fantastica.”

La controversia sulla Rowling e la posizione della serie

Il casting di Harington arriva mentre l’adattamento HBO continua a fare i conti con le domande legate a J.K. Rowling e alle sue posizioni sulle questioni transgender. Alcuni fan hanno criticato gli attori che si sono uniti alla serie, vedendo la partecipazione come un’approvazione implicita delle posizioni della Rowling. Altri separano i libri e i personaggi dalla loro creatrice. La stessa Rowling è rimasta produttrice esecutiva della serie, anche se non è previsto che abbia un ruolo creativo quotidiano rilevante.

Il capo di HBO Casey Bloys aveva già affrontato la questione in precedenza: “La decisione di lavorare con J.K. Rowling non è nuova per noi. Siamo in affari da 25 anni. È abbastanza chiaro che quelle sono le sue opinioni politiche personali. Ne ha il diritto. Harry Potter non viene segretamente infuso di nulla.”

La prima stagione di Harry Potter debutterà su Max il 25 dicembre 2026 con otto episodi dedicati a Harry Potter e la Pietra Filosofale, con Dominic McLaughlin nei panni di Harry, Arabella Stanton come Hermione, Alastair Stout come Ron, John Lithgow come Albus Silente, Janet McTeer come Minerva McGranitt, Paapa Essiedu come Severus Piton e Nick Frost come Rubeus Hagrid.

Cyberpunk: Edgerunners 2, il nuovo video in anteprima mostra la fuga da una sede Arasaka

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Netflix ha diffuso un nuovo video in anteprima di Cyberpunk: Edgerunners 2, anticipando una sequenza di fuga da un edificio della corporazione Arasaka. La serie debutterà su Netflix il 20 ottobre 2026 con dieci episodi, raccontando una storia standalone completamente indipendente dalla prima stagione.

Lo staff ha descritto la serie come “una nuova storia in dieci episodi autonoma nel mondo di Cyberpunk 2077, una cruda cronaca di redenzione e vendetta. Quando il mondo è accecato dallo spettacolo, a quali estremi devi spingerti per far sì che la tua storia conti?”

Il cast vocale in giapponese e inglese

Il cast include, nelle versioni giapponese e inglese rispettivamente: Momoka Terasawa e Valeria Rodriguez nei panni di Roman Carax, un giovane cinefilo alla ricerca di storie reali; Akari Kitō e Kimoy Lee come Talia Yang, proveniente dalle torri corporative ma con il cuore nel cromo; Kōki Uchiyama e Nazeeh Tarsha nei panni di D, un netrunner degli Snake Nation mosso dalla vendetta; e Kentarō Tone e il celebre Clancy Brown come Weak Kingsley, leggendario Edgerunner decaduto che ora vive nell’ombra della sua fama passata.

La colonna sonora: dai Cure a RICO NASTY

Sul fronte musicale, la sigla di apertura è “10:15 Saturday Night” dei The Cure, brano del 1978 che acquisterà una vita del tutto nuova nell’estetica di Night City. La sigla di chiusura è “Watson” di Petite Meller. La rapper RICO NASTY ha inoltre scritto e interpretato “YOU CAN’T RUN FROM ME”, brano comparso nel secondo trailer della serie.

Il team creativo e le uscite fisiche

La regia è affidata a Kai Ikarashi, già storyboarder, animation director e animatore della prima serie, al suo debutto come regista. Lo showrunner, sceneggiatore e produttore Bartosz Sztybor e il lead character designer Ichigo Kanno tornano dai loro ruoli nella prima stagione, mentre Masahiko Otsuka riprende il ruolo di scriptwriter. La produzione è dello Studio Trigger.

Per quanto riguarda le uscite fisiche, Aniplex of America pubblicherà il Blu-ray completo della prima stagione il 28 ottobre 2026 in Nord America. In Europa la distribuzione home video è affidata ad Anime Limited e Plaion Pictures. È disponibile anche un manga prequel intitolato Cyberpunk: Edgerunners Madness, con testi di Bartosz Sztybor e disegni di Asano, pubblicato in inglese da Dark Horse Comics.

Darkwing Duck torna in una nuova serie animata su Disney+ con Mark Hamill protagonista

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Chi è l’eroe che si nasconde nella notte? Lui è il terrore che batte le sue ali. Lui è la grossa mano che spegne la tua luce. Lui è Darkwing Duck, e sta tornando. Disney+ ha ufficialmente annunciato una nuova serie animata dedicata al celebre supereroe anatra, con Mark Hamill nel ruolo del protagonista, e ha rilasciato la prima immagine ufficiale.

La notizia è accompagnata dal primo sguardo al character design della serie, che mostra un Darkwing dall’aspetto riconoscibile ma con uno stile visivo aggiornato rispetto all’iconico cartone originale andato in onda negli anni Novanta. Hamill, leggendario per la voce di Joker in Batman: The Animated Series e amato in tutto il mondo come Luke Skywalker nella saga di Star Wars, darà voce al protagonista in quello che promette di essere un casting impeccabile per un personaggio che da sempre si muove tra l’eroismo sincero e l’autoironia comica.

Il ritorno di un cult degli anni Novanta

La serie animata originale di Darkwing Duck era andata in onda negli Stati Uniti dal 1991 al 1992 (in Italia arriverà solo nel gennaio del 1993), per un totale di 91 episodi, diventando rapidamente uno dei cartoon Disney più amati di quella generazione. Ambientata nella città immaginaria di St. Canard, raccontava le avventure di Drake Mallard, un’anatra di mezz’età con velleità da supereroe che di giorno faceva il padre di una figlia adottiva, Gosalyn, e di notte combatteva il crimine sotto le vesti di Darkwing Duck, affiancato dall’amico pilota Lancilotto McPapero. Il tono era una commedia sopra le righe che parodiava i cliché del genere supereroistico, con un protagonista vanaglorioso e spesso goffo che però riusciva sempre a trovare il modo di vincere.

La serie aveva già ricevuto una sorta di revamp moderno con il reboot di DuckTales del 2017, che aveva reintrodotto Darkwing Duck come personaggio televisivo fittizio all’interno della narrazione, con Jim Cummings nel ruolo vocale originale. Questa nuova serie segnerà dunque il primo ritorno del personaggio come protagonista assoluto in oltre trent’anni.

Mark Hamill nel ruolo: una scelta che scalda il cuore ai fan

Il casting di Hamill come Darkwing Duck è uno di quelli che, non appena lo si sente, sembra l’unica scelta possibile. L’attore ha dimostrato nel corso della sua carriera una versatilità nel doppiaggio rarissima, capace di passare dall’eroe al villain con naturalezza assoluta. Prestare la voce a un supereroe vanaglorioso, comicamente convinto di essere il più grande combattente del crimine del mondo pur trovandosi costantemente nei guai, sembra un territorio in cui Hamill si troverà perfettamente a suo agio.

Per ora non sono ancora stati annunciati gli altri membri del cast vocale, la data di uscita precisa su Disney+ né altri dettagli sulla trama della nuova serie. L’entusiasmo dei fan, però, è già alle stelle.

Alden Ehrenreich: “Non ho idea” se tornerò mai nei panni di Han Solo

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Solo: A Star Wars Story avrebbe dovuto dare il via a una nuova serie di avventure per un giovane Han Solo. Invece il film è arrivato e sparito già nel 2018, con Alden Ehrenreich che aspetta da quasi un decennio per scoprire se Lucasfilm gli rimetterà mai in mano i controlli del Millennium Falcon.

A questo punto, Ehrenreich non sembra saperne più di noi. In una recente intervista rilasciata a IndieWire, l’attore è stato confrontato con una previsione piuttosto sicura da parte del giornalista: “Nel corso della tua vita, tornerai a interpretare Han Solo.” La risposta è stata quanto di più non impegnativo si possa immaginare: “Non ho idea.”

Quando l’intervistatore ha poi citato l’esempio del sorprendente ritorno di Andrew Garfield come Spider-Man in Spider-Man: No Way Home, suggerendo che Ehrenreich potrebbe trovarsi in una situazione simile, la risposta è stata: “Oh, interessante. Vedremo.”

Alden Ehrenreich Han solo

Un film accolto tiepidamente che si è rivalutato nel tempo

Ehrenreich aveva assunto il non facile compito di interpretare una versione più giovane dell’iconico contrabbandiere di Harrison Ford in Solo, un prequel che esplorava i primi anni di Han accanto a Chewbacca e i suoi primi incontri con personaggi come Lando Calrissian. Il film aveva ricevuto reazioni contrastanti dai fan di Star Wars: i critici erano stati un po’ più generosi, e il film attualmente si trova al 69% su Rotten Tomatoes. Non riuscì però a fare l’impatto che Lucasfilm sperava, e i piani per altri film non si materializzarono mai, nonostante Ehrenreich avesse originariamente firmato per tre pellicole.

C’è almeno un progetto Star Wars in cui il suo Han potrebbe apparire in modo naturale: Donald Glover sta sviluppando un film su Lando dopo aver interpretato il giovane Lando Calrissian in Solo. Sfortunatamente, quel progetto sembra essersi arenato, senza aggiornamenti significativi negli ultimi tempi.

Star Wars guarda avanti: Starfighter e Ahsoka stagione 2

La reazione a Solo si è ammorbidita nel corso degli anni, e rivederlo oggi rivela un film più divertente e riuscito di quanto la percezione iniziale lasciasse intendere. Ma per ora il ritorno di Ehrenreich sembra un’ipotesi remota. Il progetto Star Wars che sta sicuramente andando avanti è Star Wars: Starfighter, diretto da Shawn Levy con Ryan Gosling protagonista, di cui le riprese si sono già concluse e un teaser è stato proiettato privatamente al D23. Prima di quello, i fan torneranno in una galassia lontana lontana con la seconda stagione di Ahsoka.

Resident Evil polverizza i record del franchise con un’apertura da 103,8 milioni di dollari

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Raccoon City è invasa dai mostri, e il pubblico non stava nella pelle di andarli a vedere. Il nuovo Resident Evil diretto da Zach Cregger ha aperto in modo esplosivo con un totale mondiale di 103,8 milioni di dollari, di cui 60 milioni nel solo mercato nordamericano. Quel numero domestico è arrivato ben al di sopra delle previsioni e assegna al reboot il più grande weekend di apertura nell’intera storia della franchise live-action di Resident Evil.

Il precedente record apparteneva a Resident Evil: Afterlife del 2010, che aveva aperto con 26 milioni di dollari negli USA. Cregger non lo ha solo superato: lo ha più che raddoppiato. I 60 milioni sono anche il miglior debutto domestico della carriera del regista, superando il suo precedente record detenuto da Weapons del 2025. Con quei due film, Cregger si è affermato come uno dei nomi più importanti dell’horror contemporaneo.

Resident Evil film reboot 2026

Il film ha tutto: recensioni positive, passaparola forte e un budget di 75 milioni recuperato in un weekend

Sony aveva investito 75 milioni di dollari nella produzione, ottavo film live-action del franchise e secondo tentativo dello studio di rilanciarlo. Sulla base di questo debutto, la scommessa si sta rivelando vincente. Il film vede Austin Abrams, già collaboratore di Cregger in Weapons, nei panni di un corriere medico che cerca di sopravvivere all’epidemia virale che scatena i mostri su Raccoon City. Recensioni positive, un passaparola forte e una campagna marketing aggressiva centrata sul nome del regista (“dal creatore di Barbarian e Weapons”) hanno fatto il resto.

Si tratta di un cambio di passo significativo per un franchise che non aveva mai goduto di un consenso critico uniforme. Resident Evil arriva anche in un momento favorevole per la saga videoludica: Resident Evil Requiem è stato uno dei titoli di punta di quest’anno, mentre il remake di Resident Evil Code: Veronica è atteso nel 2027.

Il futuro del franchise: Cregger ha già un’idea per il sequel

Le prospettive per la franchise sono rosee. Cregger ha già dichiarato in passato di avere un’idea per un altro film di Resident Evil e di essere interessato a tornare. Considerando la dimensione di questo debutto, difficilmente Sony lascerà passare l’opportunità. Nel frattempo, Cregger ha già altri progetti in cantiere: è previsto per il film di fantascienza horror The Flood, sta co-scrivendo un prequel di Weapons e lavorerà anche al film di Siren Head.

Resident Evil ha finalmente ottenuto l’adattamento cinematografico che i fan aspettavano: un horror splatter e pieno di mostri che funziona tanto per chi conosce i giochi quanto per il pubblico generalista. Il pubblico ha risposto, e Raccoon City non ha mai avuto un esordio simile.