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Bandai annuncia il gioco di carte collezionabili di Naruto: il biondo ninja conquista anche i tavoli da gioco

Mentre il Giappone chiede rispetto per anime e manga dopo l’ennesima buffonata social di Trump, i fan di Naruto presto avranno un nuovo modo per vivere le avventure del celebre ninja creato da Masashi Kishimoto: Bandai ha infatti annunciato ufficialmente il Naruto Card Game, un nuovo gioco di carte collezionabili competitivo dedicato all’universo della storica serie manga e anime.

L’annuncio segna un nuovo capitolo per uno dei franchise shonen più amati di sempre, pronto a espandersi ancora una volta oltre manga, anime, videogiochi e merchandising vario.

Dal Villaggio della Foglia ai tavoli da gioco

Pensato come un TCG strategico e competitivo, il Naruto Card Game porterà sul tavolo personaggi iconici, tecniche ninja, combattimenti e rivalità che hanno reso celebre la saga in tutto il mondo.

Oltre a un generico trailer di annuncio che trovate qui di seguito, Bandai non ha ancora mostrato nel dettaglio il funzionamento del gioco, ma ha confermato che ulteriori informazioni, comprese le prime carte ufficiali e la roadmap del progetto, verranno svelate il 29 luglio 2026.

L’obiettivo sembra chiaro: creare un prodotto capace di attirare sia i collezionisti sia gli appassionati dei giochi di carte competitivi, seguendo il successo ottenuto negli ultimi anni da altre produzioni Bandai ispirate a celebri anime e manga.

Prima apparizione al Gen Con 2026

Il debutto pubblico del Naruto Card Game avverrà durante il Gen Con 2026, una delle più importanti fiere dedicate ai giochi da tavolo e di carte al mondo.

I visitatori dell’evento potranno partecipare alle prime Tutorial Session, sessioni introduttive gratuite pensate per insegnare le regole del gioco utilizzando mazzi dimostrativi.

Chi prenderà parte a queste attività riceverà inoltre un esclusivo set promozionale contenente:

  • la carta promo CP-001 Chakra Card – Gen Con 2026 Ver;
  • uno zaino esclusivo dedicato al gioco;
  • un adesivo commemorativo;
  • un voucher per acquistare l’Official Playmat Naruto Card Game, previsto per il lancio nel 2027.

Le registrazioni per le sessioni apriranno il 21 giugno 2026 attraverso il sito ufficiale del Gen Con e richiederanno un biglietto d’ingresso alla manifestazione.

Un lancio globale è già nei piani di Bandai

Bandai ha inoltre confermato che, dopo il debutto americano, verranno organizzati altri eventi dimostrativi in varie parti del mondo.

Questo suggerisce una strategia di lancio internazionale piuttosto aggressiva, segnale della fiducia dell’azienda nel potenziale commerciale del progetto. Considerando la popolarità globale di Naruto, il nuovo gioco di carte potrebbe rapidamente trasformarsi in uno dei TCG più attesi del 2027.

L’universo di Naruto continua a espandersi

A oltre venticinque anni dalla pubblicazione del primo capitolo del manga, Naruto continua a dimostrare una longevità impressionante. L’arrivo di un nuovo gioco di carte dedicato alla serie rappresenta l’ennesima conferma della forza del franchise, ancora capace di coinvolgere vecchi fan e nuove generazioni.

Resta ora da capire se il Naruto Card Game riuscirà a distinguersi in un mercato sempre più affollato, dominato da giganti come Pokémon, Magic: The Gathering e One Piece Card Game. Tuttavia, con un universo narrativo ricco di personaggi, clan, tecniche e battaglie leggendarie, le basi per conquistare gli appassionati sembrano esserci tutte.

Se il chakra sarà abbastanza potente, nel 2027 potremmo assistere alla nascita di un nuovo protagonista nel panorama dei giochi di carte collezionabili.

Dead by Daylight: il film live action ha trovato il suo regista

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Dopo anni di annunci, indiscrezioni e aggiornamenti sporadici, il film live action di Dead by Daylight compie finalmente un importante passo avanti. L’l’adattamento cinematografico ha infatti trovato il suo regista, segnale che la produzione sta iniziando a prendere forma concreta.

A guidare il progetto sarà Thordur Palsson, autore dell’acclamato horror The Damned, una scelta che potrebbe rivelarsi particolarmente interessante per i fan del genere.

Un progetto atteso da anni

L’adattamento dei videogame firmati Behaviour Interactive venne annunciato ufficialmente nel 2023, quando Blumhouse Productions e Atomic Monster unirono le forze per portare sul grande schermo uno dei videogiochi horror multiplayer più popolari degli ultimi dieci anni.

Da allora gli aggiornamenti sono stati piuttosto limitati, ma il 2026 sembra essere l’anno della svolta. Nei mesi scorsi, infatti, era già stato confermato che la sceneggiatura sarebbe stata affidata ad Alexandre Aja, autore di Crawl, e a David Leslie Johnson-McGoldrick, noto per il suo lavoro su The Conjuring 2.

L’arrivo di Palsson alla regia completa quindi uno dei tasselli più importanti del progetto.

Jason Blum e James Wan credono fortemente nel progetto

L’annuncio è stato accompagnato dall’entusiasmo dei produttori.

Jason Blum di Blumhouse ha dichiarato: “Non esiste momento migliore del decimo anniversario del gioco per condividere questa notizia. Thordur è il regista a cui affidiamo il compito di portare Dead by Daylight dallo schermo dei giocatori al grande schermo cinematografico.”

Anche James Wan, a capo di Atomic Monster, ha spiegato le motivazioni dietro questa scelta: “Un milione di persone entra ogni giorno nel mondo di Dead by Daylight. Questa trasposizione porterà sullo schermo luoghi iconici come Greenville e la MacMillan Estate. Thordur sa che l’orrore funziona soltanto se il pubblico si preoccupa delle persone che stanno cercando di sopravvivere.”

Il modello Five Nights at Freddy’s

Molti osservatori vedono nell’esperienza di Five Nights at Freddy’s la possibile strada da seguire.

I film basati sul franchise horror di Scott Cawthon non hanno conquistato la critica, ma hanno ottenuto risultati straordinari al botteghino grazie alla loro capacità di parlare direttamente ai fan.

Dead by Daylight potrebbe seguire una filosofia simile, ma la presenza di Palsson lascia sperare in qualcosa di ancora più ambizioso: un horror capace di funzionare sia come adattamento videoludico sia come film autonomo.

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Avengers Doomsday: presunte immagini trapelate online riuniscono Avengers, X-Men e Fantastici Quattro

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L’hype attorno ad Avengers: Doomsday continua a crescere e, come spesso accade quando si parla di grandi eventi cinematografici Marvel, internet è stata invasa da leak, rumor e presunte immagini rubate dal set.

Nelle ultime settimane sono circolati online video e screenshot che mostrerebbero una gigantesca battaglia multiversale contro Doctor Doom e un esercito di Sentinelle.

Tuttavia, gran parte del fandom ha accolto questi materiali con una certa diffidenza, complici i sempre più sofisticati strumenti di intelligenza artificiale che rendono difficile distinguere un vero leak da un falso ben realizzato.

Ora una nuova immagine ha acceso ulteriormente la discussione.

Un crossover Marvel da sogno

La fotografia, comparsa su Reddit nelle ultime ore, mostrerebbe una spettacolare formazione di eroi provenienti da diverse realtà del Multiverso Marvel.

Tra i personaggi visibili troviamo: Steve Rogers armato di Mjolnir, Thor, Shang-Chi, Captain America, Mister Fantastic, Bestia, Ciclope, Mistica, Gambit, Yelena Belova.

Se fosse autentica, l’immagine rappresenterebbe uno dei crossover più ambiziosi mai realizzati sul grande schermo, unendo contemporaneamente Avengers, X-Men e Fantastici Quattro.

Leak reale o fake generato dall’IA?

Naturalmente è impossibile confermare l’autenticità dello scatto.

Viviamo in un’epoca in cui le immagini generate dall’intelligenza artificiale possono raggiungere livelli di realismo impressionanti, tanto che persino gli appassionati più esperti faticano spesso a distinguere il vero dal falso.

Tuttavia, alcuni particolari non convincono gli osservatori più attenti che hanno evidenziato, tra l’altro, l’outfit di Steve Rogers, l’eccessiva saturazione di alcuni colori dello scatto, la “strana” zona sotto i piedi di Thor e delle pose leggermente innaturali come quella di Sam Wilson.

The avengers doomsday sentinel footage has leaked in higher quality
by
u/RedditorGoldVirgin in
LeaksAndRumors

Altri scatti, però, sembrerebbero più verosimili, contribuendo a rendere il tutto più incerto e correttamente decifrabile.

Un elemento che molti osservatori stanno monitorando riguarda la possibile reazione di Disney e Marvel Studios. In passato, la rimozione tramite copyright strike di contenuti trapelati è spesso stata interpretata come un indizio della loro autenticità, seppur non costituendo comunque una prova definitiva.

Another frame from the sentinel footage has leaked in hd
by
u/RedditorGoldVirgin in
LeaksAndRumors

Marvel sta giocando con i fan?

Esiste poi un’altra teoria. Nel panorama dell’intrattenimento moderno, il confine tra fuga di notizie e marketing virale è diventato sempre più sottile. Alcuni fan sospettano infatti che determinati leak possano essere diffusi intenzionalmente per alimentare speculazioni e hype, mantendendo altissima l’attenzione sul progetto.

Che si tratti di una strategia pianificata o di una vera fuga di materiale riservato, il risultato è stato comunque raggiunto, almeno per ora.

Spider-Man: Brand New Day: il nuovo trailer italiano si scatena tra Hulk, Punisher e una valanga di misteri

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Sony Pictures ha pubblicato il nuovo trailer di Spider-Man: Brand New Day e, come da tradizione per i film dell’Uomo Ragno, riesce contemporaneamente a mostrare tantissimo e a non spiegare praticamente nulla.

Tra ritorni clamorosi, nuovi personaggi, misteriosi ninja e un Hulk pronto a entrare in azione, il film si prepara a diventare uno degli appuntamenti cinematografici più attesi dell’anno.

Peter Parker è più solo che mai

Come già sappiamo, la storia riprende dopo gli eventi devastanti di Spider-Man: No Way Home, quando l’incantesimo di Doctor Strange ha cancellato dalla memoria del mondo intero l’esistenza di Peter Parker.

Il risultato? Nessuno sa più chi sia. Non solo il mondo ha dimenticato che Peter è Spider-Man, ma ha dimenticato anche Peter stesso. Una situazione che ha lasciato il giovane eroe interpretato da Tom Holland completamente isolato, con una situazione sentimentale che non aiuta.

MJ e Ned hanno voltato pagina

Nel trailer vediamo che MJ, interpretata da Zendaya, ha ormai ricostruito la propria vita. Anche Ned Leeds, interpretato da Jacob Batalon, continua la sua esistenza senza ricordare il legame che lo univa al suo migliore amico.

Peter osserva tutto da lontano, costretto a vivere come uno spettatore della propria vita, un elemento emotivo che sembra destinato a essere uno dei pilastri del film.

Frank Castle e Bruce Banner: amici, nemici o cosa?

Nel trailer troviamo il ritorno di Punisher, ancora una volta interpretato da Jon Bernthal. La sua presenza suggerisce un tono più duro e violento rispetto ai precedenti capitoli della trilogia.

Ma non è tutto. Torna anche Bruce Banner, interpretato da Mark Ruffalo. Il trailer rivela che Banner è un professore universitario, una svolta inaspettata che apre numerosi interrogativi.

Dove insegna? Come si inserisce nella storia di Peter che gli chiede aiuto? E soprattutto, riuscirà a scoprire chi si nasconde dietro la maschera di Spider-Man?

La risposta dovrà attendere, ma una cosa è certa: il trailer ci regala nuovamente Hulk e tutta la sua devastante potenza.

Ancora nessuna traccia, invece, del personaggio interpretato da Sadie Sink. Potrebbe essere una nuova alleata di Peter? Un futuro interesse romantico? Oppure il vero antagonista nascosto dietro gli eventi del film? Un mistero che alcuni sono certi di aver già risolto ma sul quale Marvel continua a mantenere il massimo riserbo.

Un nuovo nemico nell’ombra

Il trailer introduce anche una pericolosa organizzazione di ninja che sembra dare la caccia a Spider-Man.

Le immagini ci mostrano combattimenti spettacolari e una minaccia che appare molto più organizzata rispetto ai classici e solitari criminali di quartiere affrontati da Peter.

La vera domanda è: chi sta tirando le fila dietro le quinte? Ed è proprio qui che il film sembra voler giocare le sue carte migliori, nascondendo accuratamente il villain principale.

Data di uscita e prevendite di Spider-Man: Brand New Day

Diretto da Destin Daniel Cretton e interpretato anche da Tramell Tillman e Michael Mando, Spider-Man: Brand New Day arriverà nei cinema italiani mercoledì 29 luglio 2026.

Manca poco più di un mese al debutto della pellicola e il nuovo trailer è anche l’occasione giusta per ricordare che le prevendite dei biglietti sono già aperte.

World of Warcraft Midnight: Rivelazioni è ora disponibile e porta nuovi misteri, incursioni e attività su Azeroth

Le ombre del Vuoto continuano ad allungarsi su Azeroth e, mentre i campioni dell’Alleanza e dell’Orda stanno ancora facendo i conti con le conseguenze degli eventi di Marcia su Quel’Danas, una nuova avventura è pronta a prendere forma. World of Warcraft accoglie infatti Rivelazioni (12.0.7), il nuovo aggiornamento di contenuti di WoW Midnight, già disponibile per tutti i giocatori.

Tra antichi segreti dei Troll Amani, nuove attività endgame e un’incursione inedita, questo update promette di tenere occupati gli eroi di Azeroth per parecchio tempo.

Alla scoperta di Naigtal e Val

Una delle principali novità introdotte da Rivelazioni riguarda due nuove aree dedicate alle attività giornaliere: Naigtal e Val.

Ogni settimana il portale disponibile condurrà verso una di queste regioni, dove sarà possibile affrontare nemici rari, completare missioni mondiali e partecipare a diverse attività pensate sia per i giocatori più casual sia per chi cerca sfide più impegnative.

Per entrambe le zone sarà inoltre possibile scegliere tra modalità Normale ed Eroica, aumentando così il livello della sfida e delle ricompense ottenibili.

Sporandia: la nuova incursione di Midnight

Gli amanti del PvE avranno pane per i loro denti grazie all’arrivo di Sporandia, una nuova incursione che porta i giocatori ad affrontare il gigantesco fungo vivente Fangorrido.

Sconfiggere questa minaccia consentirà di ottenere equipaggiamenti esclusivi infusi dal potere delle spore, oltre a numerose altre ricompense.

La vera novità, però, riguarda la modalità Mitica. Blizzard introduce infatti una versione dinamica che permette di affrontare il raid con gruppi composti da 15 a 25 giocatori, superando il tradizionale limite fisso di 20 partecipanti che ha caratterizzato il contenuto Mythic negli ultimi anni.

Una modifica che potrebbe rendere molto più semplice l’organizzazione delle gilde e dei gruppi raid.

Arriva il Foglio dell’Omnium

Con la patch 12.0.7 debutta anche un nuovo sistema di progressione chiamato Foglio dell’Omnium.

Si tratta di un antico registro runico che consente ai personaggi di collezionare e potenziare potenti rune utilizzabili in combattimento.

Per migliorare queste capacità sarà necessario partecipare alle attività settimanali, raccogliendo risorse e sbloccando progressivamente il pieno potenziale delle rune disponibili.

I Loa tornano protagonisti della storia

Gli appassionati della lore di Warcraft troveranno particolarmente interessante il nuovo Cammino della Storia: Loa.

L’aggiornamento approfondisce infatti il ruolo delle divinità selvatiche venerate dai Troll di Azeroth, esplorandone il passato e l’influenza sugli eventi attuali.

A guidare i giocatori in questo percorso sarà Li Li, una nuova Raminga della Sapienza Apprendista che farà il suo debutto nella narrazione di Midnight.

Tornano i Flussi Temporali Turbolenti

Dopo il lancio di Rivelazioni fa il suo ritorno anche uno degli eventi più apprezzati dalla community: i Flussi Temporali Turbolenti.

Questa nuova edizione includerà anche spedizioni provenienti da World of Warcraft: Dragonflight e offrirà una ricompensa molto ambita.

Chi completerà l’impresa plurisettimanale Flussi Temporali Turbolenti V potrà infatti ottenere la cavalcatura esclusiva Prole di Vyranoth.

WoW Goal: il calcio arriva ad Azeroth

Tra le sorprese più curiose dell’aggiornamento spicca anche WoW Goal, una divertente attività a tempo limitato che porta il calcio nel mondo di Warcraft.

Durante l’evento sarà possibile acquistare da un venditore a Silvermoon City nuovi tabardi dell’Alleanza e dell’Orda, oltre a un giocattolo che permette di evocare un pallone da calcio.

Segnando gol e partecipando all’iniziativa, i giocatori potranno sbloccare ricompense estetiche esclusive, tra cui:

  • tabardi commemorativi incorniciati;
  • decorazioni per il proprio personaggio;
  • trofei celebrativi dedicati alla propria fazione.

Per maggiori informazioni sull’aggiornamento, comprese le nuove missioni della campagna di Zul’jan, le attività di zona, come aiutare Jan’alai a far schiudere nuove uova e gli aggiornamenti per il bilanciamento delle classi, visitate il sito web di World of Warcraft.

Sadie Sink sarà davvero Jean Grey in Spider-Man: Brand New Day?

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Da quando Sadie Sink è entrata ufficialmente nel cast di Spider-Man: Brand New Day, i fan Marvel hanno iniziato a chiedersi quale personaggio interpreterà. Ora una delle voci più insistenti degli ultimi mesi ha ricevuto ulteriore accelerata grazie a una nuova indiscrezione.

L’insider Daniel Richtman ha infatti dichiarato: “Posso confermare al 100% che Sadie Sink interpreterà Jean Grey.”

Si tratta di un’affermazione molto netta, ma è importante ricordare che, almeno per il momento, né Marvel Studios né Sony Pictures hanno confermato ufficialmente il ruolo dell’attrice.

Jean Grey potrebbe essere la chiave per l’arrivo degli X-Men nel MCU

Se il rumor dovesse rivelarsi corretto, l’introduzione di Jean Grey rappresenterebbe uno dei passi più importanti verso l’integrazione degli X-Men nel Marvel Cinematic Universe.

Le indiscrezioni sostengono inoltre che Sink potrebbe comparire anche in Avengers: Secret Wars, progetto che molti fan considerano il punto di partenza della nuova era mutante del MCU.

Una scelta che avrebbe perfettamente senso: Jean Grey è infatti uno dei personaggi più iconici e potenti della storia Marvel, destinata inevitabilmente ad avere un ruolo centrale nelle prossime fasi narrative della saga.

sadie sink

Cosa racconta Spider-Man: Brand New Day

Il nuovo capitolo dedicato a Peter Parker ripartirà dalle conseguenze di Spider-Man: No Way Home, dove il mondo intero ha dimenticato l’identità del giovane eroe.

Secondo la sinossi diffusa finora, Peter si dedicherà completamente alla sua vita da Spider-Man mentre osserva da lontano gli amici che un tempo facevano parte della sua esistenza. Tuttavia, una misteriosa trasformazione e una nuova minaccia invisibile potrebbero cambiare tutto.

Dietro la macchina da presa troviamo Destin Daniel Cretton, già regista di Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli, mentre la sceneggiatura è firmata da Chris McKenna ed Erik Sommers.

Quanto è credibile il rumor?

Al momento, la risposta è semplice: non c’è nulla di lontanamente ufficiale e confermato.

Le voci che collegano Sadie Sink a Jean Grey circolano ormai da mesi e diversi insider hanno sostenuto la stessa teoria. Tuttavia, fino a quando Marvel non annuncerà ufficialmente il personaggio, resta una speculazione.

Va inoltre ricordato che i Marvel Studios sono noti per mantenere il massimo riserbo sui casting più importanti, soprattutto quando riguardano personaggi destinati ad avere un impatto enorme sul futuro del franchise.

Se però Richtman dovesse aver colto nel segno, Spider-Man: Brand New Day potrebbe non essere soltanto il prossimo film dell’Uomo Ragno, ma anche il primo vero tassello della nuova generazione di mutanti del MCU.

L’appuntamento è fissato per il 29 luglio 2026, data del debutto italiano di Spider-Man: Brand New Day.

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L’ora del caffè: BAO Publishing porta in Italia il manga intimo e raffinato di Tetsuya Toyoda

Tra le novità più interessanti della linea Aiken di BAO Publishing arriva un’opera capace di conquistare gli amanti delle storie quotidiane e delle narrazioni dal sapore autentico. Si tratta de L’ora del caffè, manga autoconclusivo firmato da Tetsuya Toyoda.

Disponibile in libreria e fumetteria dal 19 giugno 2026, il volume che celebra il fascino dei piccoli momenti della vita attraverso un elemento semplice ma universale: una tazza di caffè.

La vita raccontata una tazza di caffè alla volta

Se in Italia il caffè è quasi una religione, in Giappone rappresenta spesso un momento di pausa, riflessione e condivisione. È proprio attorno a questo rituale che Toyoda costruisce le diciassette storie raccolte nel suo manga, intrecciando le vicende di personaggi molto diversi tra loro.

C’è un regista bugiardo e opportunista che potrebbe nascondere molto più talento di quanto lasci intendere, un investigatore privato coinvolto in casi ai limiti dell’assurdo, una giovane adolescente alle prese con le difficoltà della crescita e molti altri protagonisti che finiscono per incrociare i propri destini in modo sorprendentemente naturale.

Il risultato è una raccolta di racconti profondamente umani, legati tra loro da fili invisibili e da una presenza costante: il caffè, che accompagna ogni incontro, ogni riflessione e ogni cambiamento.

Un manga da assaporare con calma

Il punto di forza dell’opera è proprio il suo approccio narrativo. Toyoda non punta su grandi colpi di scena o eventi straordinari, ma sulla capacità di osservare la quotidianità e trasformarla in qualcosa di speciale.

Ogni capitolo ha un sapore diverso: a volte dolce, altre volte amaro, intenso o confortante. Proprio come una miscela preparata con cura.

Grazie a un tratto estremamente dettagliato e a una narrazione adulta e misurata, L’ora del caffè riesce a trasmettere emozioni autentiche, regalando al lettore una serie di istantanee di vita che rimangono impresse ben oltre l’ultima pagina.

 

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Chi è Tetsuya Toyoda?

Nato nel 1967 nella prefettura di Ibaraki, Tetsuya Toyoda è considerato uno degli autori più interessanti del panorama manga contemporaneo.

Fortemente influenzato dall’opera di Jiro Taniguchi, ha debuttato nel 2003 conquistando il Grand Prize dell’Afternoon Shiki Prize Summer Contest. Negli anni successivi ha ottenuto il favore di pubblico e critica grazie a opere come Undercurrent e proprio L’ora del caffè.

Il riconoscimento del suo talento è arrivato anche nel 2020, quando è stato scelto per realizzare la copertina di una raccolta di racconti dello scrittore Haruki Murakami.

Un titolo da tenere d’occhio per gli amanti del manga d’autore

Con L’ora del caffè, BAO Publishing continua ad arricchire la collana Aiken con opere capaci di esplorare sfumature e sensibilità spesso lontane dai grandi fenomeni shonen e dagli action più popolari.

Un manga delicato, malinconico e sorprendentemente coinvolgente, perfetto per chi cerca una lettura rilassante ma capace di lasciare il segno. Proprio come il profumo di un buon caffè appena preparato.

Una preview del libro è disponibile a questo indirizzo.

Greathelm: il wargame skirmish che si gioca su un foglio di carta (e che potrebbe rivoluzionare il settore)

Nel mercato dei wargame skirmish, sempre più affollato di titoli che promettono “poche miniature, tante regole”, c’è un punto che quasi nessuno aveva mai osato toccare davvero: la dimensione del campo di battaglia. Greathelm, il micro skirmish ideato dal designer indipendente Malev Da Shinobi, ha deciso di portare questa idea all’estremo, facendo combattere i propri cavalieri su un’area di gioco grande quanto un singolo foglio A4. Il progetto, nato come campagna Kickstarter nell’autunno del 2025, ha raccolto un’attenzione enorme da parte della community degli skirmish storici e fantasy, complici anche le numerose recensioni entusiaste apparse online negli ultimi mesi.

Cos’è Greathelm: la filosofia del “micro skirmish”

Greathelm è un gioco di miniature pensato per le scala 28-32mm e quindi compatibile con la maggior parte dei produttori storici e fantasy già presenti sugli scaffali degli appassionati. Per giocare bastano davvero pochissimi elementi: da sei a dodici miniature che rappresentano “cavalieri” (sei per parte è la configurazione consigliata), un foglio di carta, una manciata abbondante di dadi a sei facce e il regolamento. Non c’è alcuna lista d’esercito da costruire: l’equilibrio del gioco nasce dalle caratteristiche intrinseche di armi e armature, non da punteggi da spendere.

Il progetto affonda le radici nella “One Box Wargame Challenge”, iniziativa lanciata dallo stesso Malev Da Shinobi nel 2024 per progettare wargame completi giocabili con il contenuto di una sola scatola di miniature. Lanciato su Kickstarter il 23 settembre 2025 con un obiettivo di soli 10.000 dollari, Greathelm ha chiuso la raccolta fondi l’8 ottobre 2025 con oltre 123.000 dollari e più di 2.500 sostenitori, un finanziamento pari a circa il 1.231% del target iniziale: un segnale piuttosto chiaro di quanto il concept abbia colto nel segno.

 

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Come si gioca: iniziativa, attivazioni e il test di Scontro

Il cuore meccanico di Greathelm è un sistema di iniziativa decisamente originale. Ogni turno si lancia un numero di dadi pari al numero di cavalieri ancora in campo più uno (con un minimo di tre dadi), disponendoli per valore: chi ottiene più 6 vince l’iniziativa e attiva il primo modello, scendendo poi progressivamente fino all’1. Questo significa che chi tira meglio non si trasforma automaticamente in un rullo compressore: prima di poter colpire con decisione bisogna superare diverse fasi di movimento e manovra, lasciando sempre spazio all’avversario per reagire.

Ogni cavaliere (ma potrebbe anche trattarsi di non morti, robot, gatti giganti o qualsiasi altra miniatura che possa impugnare spada e scudo) ha tre punti vita e il combattimento si risolve attraverso un test di Scontro: l’attaccante tira un dado (potendo spendere “gettoni di slancio” accumulati muovendosi per ottenere bonus), mentre il difensore sceglie tra schivare, parare, rispondere di rimando o bloccare con lo scudo, ciascuna opzione con un effetto diverso oltre alla semplice difesa. Le regole avanzate aggiungono armi a una o due mani, armi da tiro come archi e balestre, tre livelli di armatura (pesante, media, leggera) e un intero set di oggetti — indossabili, consumabili, leggendari — che aggiungono profondità senza appesantire la partita. È prevista anche una modalità campagna completa, in cui i cavalieri sopravvissuti accumulano fama e avanzano di rango, da semplici “novizi” fino a diventare Lord, mentre il terreno resta del tutto opzionale: si può giocare anche sul solo foglio bianco.

 

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Perché Greathelm potrebbe cambiare le regole del settore

La vera scommessa di Greathelm non è tanto la singola meccanica quanto la combinazione di fattori che normalmente si escludono a vicenda nei wargame skirmish: barriera d’ingresso quasi nulla, compatibilità totale con qualsiasi gamma di miniature già posseduta, profondità tattica reale e persino una modalità campagna strutturata, tutto racchiuso in un formato davvero portatile. Per un genere che negli ultimi anni si è spesso concentrato su tavoli sempre più grandi e costosi, un gioco che si “monta” letteralmente in una valigetta rappresenta un cambio di paradigma interessante, soprattutto per chi vive in spazi piccoli o vuole portare il proprio hobby in viaggio.

Dopo la chiusura della campagna, il progetto è entrato nella fase “gold” e il manuale fisico è ora in produzione. Nell’aprile 2026 è inoltre diventata pubblica e gratuita la app companion ufficiale ospitata su Indie Tabletop Club, pensata per creare e gestire le proprie warband sia in partite singole che in campagna, tenendo traccia di bonus, equipaggiamento e progressione dei cavalieri direttamente durante la partita.

Chi vuole approfondire può consultare la pagina ufficiale di Greathelm su Indie Tabletop Club, dove è disponibile la companion app gratuita, oppure la pagina del progetto su Kickstarter per seguire gli aggiornamenti sulla produzione e sul pledge manager. Al momento non è stata annunciata alcuna edizione localizzata in italiano del regolamento.

Russell Crowe: “Il Gladiatore II ha fallito perché non ha capito i principi morali del primo film”

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A oltre vent’anni dal trionfo de Il Gladiatore, premiato con l’Oscar come Miglior Film, Russell Crowe resta indissolubilmente legato all’eredità di Massimo Decimo Meridio. Così, quando Il Gladiatore II è arrivato nelle sale nel 2024 senza diventare il fenomeno di incassi che molti si attendevano, l’attore ha condiviso senza mezzi termini la propria opinione su cosa, a suo avviso, non abbia funzionato.

Intervenendo al Taormina Film Festival, dove ha ritirato l’International Achievement Award prima della première mondiale del suo nuovo thriller Bear Country, Crowe ha offerto una valutazione netta sulla performance del sequel: “Se applichi quanto è cambiato il valore del dollaro nel tempo, hanno fallito. E hanno fallito perché non hanno capito perché il film originale fosse stato un successo: era un successo perché aveva dei solidi principi morali alla base.”

I principi morali che, secondo Crowe, il sequel ha smarrito

Secondo l’attore, il primo Il Gladiatore non era soltanto uno spettacolo fatto di battaglie nell’arena e azione su scala epica. Era una storia guidata dall’emozione, dallo scopo e da una struttura etica solida. Il viaggio di Massimo risuonava con il pubblico perché gli spettatori si erano affezionati all’uomo, non soltanto ai duelli con la spada. Crowe ha raccontato per la prima volta un retroscena rivelatore proprio in questo senso: durante le riprese del primo film, si era opposto con fermezza alle pressioni dello studio e dei produttori, che insistevano per inserire una componente romantica esplicita tra Massimo e i personaggi femminili, inclusa Lucilla interpretata da Connie Nielsen.

“Lo studio, i produttori, pensavano che dovesse esserci del sesso tra Massimo e i personaggi femminili. Ho continuato a opporre resistenza”, ha raccontato. “Questa è la storia di un uomo che vendica la morte di sua moglie e di suo figlio. Non può esserci un momento, in quel percorso, in cui si ferma e ha un rapporto con qualcuno. Non avrebbe alcun senso… distruggerebbe il viaggio.” Fortunatamente, secondo l’attore, anche Ridley Scott — pur desiderando scrivere quella scena — si trovò alla fine d’accordo, riconoscendo che era proprio quella la base etica su cui si fondava il film.

Sul fronte degli incassi, Il Gladiatore II ha raccolto circa 462 milioni di dollari in tutto il mondo — una cifra che sembra notevole, finché non si considerano i costi di produzione, partiti da un budget stimato attorno ai 250 milioni di dollari e secondo alcune ricostruzioni lievitati fino a circa 310 milioni. Per Crowe, applicando la svalutazione del dollaro nei venticinque anni trascorsi dal primo film, il sequel non ha raggiunto i risultati necessari per essere considerato un vero successo commerciale.

Lucio Il Gladiatore 2

Quando anche Crowe sognava un ritorno di Massimo: la sceneggiatura “impossibile” di Nick Cave

C’è un paradosso curioso in tutta questa storia: lo stesso Crowe aveva passato anni a cercare un modo per tornare nei panni di Massimo, nonostante il personaggio fosse morto in modo decisamente definitivo nel film originale. Come ha raccontato Ridley Scott, l’attore e il regista avevano lavorato a un’idea di sequel quasi vent’anni fa, arrivando a coinvolgere il musicista e scrittore Nick Cave per la sceneggiatura. Scott ricorda quelle conversazioni così: “Russell e io ci abbiamo provato circa diciotto anni fa. Avevo Nick Cave che scriveva la sceneggiatura e continuavo a dirgli: ‘Ma sei morto.’ E lui rispondeva: ‘Lo so che sono morto. E voglio tornare dai morti.'”

Da lì, la versione di Cave per Il Gladiatore II — intitolata provvisoriamente Christ Killer — si è trasformata in qualcosa di ancora più sopra le righe. La sceneggiatura prevedeva la resurrezione di Massimo, chiamato dagli dei romani a compiere una missione: assassinare una figura simile a Cristo, la cui crescente popolarità minacciava di spingere gli antichi dei nell’oblio. Lungo il cammino, Massimo avrebbe scoperto che l’obiettivo era in realtà suo figlio. Dopo aver completato quella missione tragica, sarebbe stato condannato a vivere per sempre, attraversando secoli di guerre — incluse le Crociate e il Vietnam — fino a un ruolo, nel presente, come funzionario al Pentagono.

Un concept folle, che lo stesso Cave sapeva avere poche possibilità di arrivare sullo schermo. Eppure, paradossalmente, conteneva esattamente l’elemento che Crowe ritiene mancante in Il Gladiatore II: un conflitto emotivo al centro della storia. Un padre che uccide inconsapevolmente il proprio figlio e viene poi condannato a vagare nella storia per l’eternità rispetta senza dubbio i canoni della tragedia.

Avrebbe funzionato? Difficile dirlo. È una di quelle idee gloriosamente bizzarre di Hollywood che sembrano impossibili da immaginare e altrettanto impossibili da smettere di pensare una volta sentite. Una cosa, però, resta chiara nel ragionamento di Crowe: il pubblico si è affezionato a Massimo perché si preoccupava della sua anima, della sua perdita e del suo scopo — esattamente ciò che, a suo avviso, il sequel non è riuscito a ricreare.

Death Stranding: il film inizierà le riprese nel 2027, e personaggi del videogioco appariranno nella storia

L’adattamento cinematografico di Death Stranding si avvicina sempre più alla realizzazione concreta. Il regista Michael Sarnoski (A Quiet Place: Giorno 1) ha anticipato che il progetto punta a iniziare le riprese nel 2027, e ha confermato un dettaglio molto atteso dai fan: nonostante il film racconti una storia originale, alcuni personaggi noti dei videogiochi faranno la loro apparizione.

Le riprese in Islanda e Irlanda del Nord, la sceneggiatura al secondo draft

In un’intervista a Variety, Sarnoski ha spiegato di aver recentemente completato la seconda bozza della sceneggiatura, con l’obiettivo di iniziare a girare il prossimo anno tra Islanda e Irlanda del Nord — location che si sposano perfettamente con l’estetica desolata e suggestiva dell’universo creato da Hideo Kojima. Il regista ha inoltre anticipato che il film presenterà “personaggi che si sovrappongono” a quelli dei videogiochi, pur trattandosi di una sua visione originale della proprietà intellettuale.

“Voglio che si senta grande, ma anche eccentrico e guidato dai personaggi”, ha spiegato Sarnoski. “Questo si svolge nel mondo del videogioco, ma ho il mio set di personaggi. Ci sono alcuni personaggi che si sovrappongono e che i fan saranno entusiasti di vedere, ma è molto la mia storia all’interno di questo universo.”

Death Stranding 2

Quali personaggi del gioco potrebbero apparire nel film

Non è ancora chiaro quali figure della saga videoludica faranno il loro ingresso sul grande schermo. Il franchide creato da Hideo Kojima non manca certo di personaggi memorabili: Sam Porter Bridges interpretato nei giochi da Norman Reedus, Fragile di Léa Seydoux, Mama di Margaret Qualley, Higgs Monaghan di Troy Baker e Clifford Unger di Mads Mikkelsen sono tutti candidati plausibili. Reedus aveva già espresso in passato l’interesse a riprendere il ruolo di Sam in un film, ma considerando che la pellicola seguirà una storia originale, è probabile che una sua eventuale presenza si limiti a un riferimento o a un cameo piuttosto che a un ruolo da protagonista.

A24, Ari Aster e Kojima dietro la produzione

Il film sarà prodotto da A24 in collaborazione con Ari Aster e il suo partner di produzione Lars Knudsen, con Hideo Kojima profondamente coinvolto nella produzione stessa — una garanzia di coerenza con lo spirito dell’universo originale, nonostante la libertà creativa concessa a Sarnoski.

Per ora i fan dovranno armarsi di pazienza prima che il film di Death Stranding diventi realtà. Il progetto cinematografico, però, non è l’unico adattamento in cantiere: è in sviluppo anche una serie animata, attesa su Disney+ nel 2027, e un film anime con una storia originale, entrambi parte dell’espansione multimediale che Kojima sta costruendo attorno al franchise. Per il film live-action, non è stata ancora annunciata una data di uscita precisa, né per il mercato internazionale né per quello italiano.

Star Trek: Strange New Worlds 4 traccia la rotta verso l’era di Kirk nel nuovo trailer

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Il nuovo trailer di Star Trek: Strange New Worlds 4 promette un’altra stagione ricca di avventura, mistero, emozioni e quel senso di scoperta che ha reso la serie una delle produzioni più amate dai fan della saga.

Le nuove immagini mostrano il capitano Christopher Pike (Anson Mount) e l’equipaggio della USS Enterprise impegnati nell’esplorazione di regioni inesplorate della galassia, tra nuove minacce aliene, incontri sorprendenti e sfide personali che metteranno alla prova ogni membro della squadra.

Spock e Kirk: nasce una delle amicizie più iconiche della fantascienza

Tra le sequenze più interessanti del trailer spicca un dialogo tra Spock e James T. Kirk, interpretati rispettivamente da Ethan Peck e Paul Wesley.

La conversazione suggerisce che la serie stia continuando a costruire il rapporto tra i due personaggi, destinato a diventare una delle amicizie più leggendarie dell’intera storia della fantascienza televisiva. Un passaggio fondamentale che accompagna gradualmente gli spettatori verso gli eventi della serie classica degli anni Sessanta.

Nuove missioni e vecchi volti

La sinossi ufficiale diffusa da Paramount+ anticipa una stagione ricca di avventure: “L’equipaggio della USS Enterprise, guidato dal Capitano Pike, intraprenderà una serie di missioni emozionanti attraverso le stelle, affrontando demoni interiori e minacce esterne, incontrando nuovi personaggi, ritrovando volti familiari e confrontandosi con terrificanti creature aliene.”

La serie ha sempre saputo bilanciare perfettamente episodi autoconclusivi e archi narrativi più ampi, recuperando lo spirito esplorativo della Star Trek originale senza rinunciare a una narrazione moderna e dinamica.

Verso il gran finale di Strange New Worlds

Con la conferma che la quinta stagione sarà anche l’ultima, ogni episodio assume un peso maggiore nel percorso che porterà l’Enterprise sempre più vicina all’epoca di Kirk.

Se il trailer è un’indicazione affidabile, la quarta stagione offrirà tutto ciò che i fan cercano da Star Trek: esplorazione, ottimismo, grandi personaggi e avventure spaziali capaci di far sognare.

L’appuntamento è fissato per il 23 luglio, quando Star Trek: Strange New Worlds 4 debutterà su Paramount+ con nuovi episodi in arrivo ogni settimana fino al 24 settembre.

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Kiki – Consegne a domicilio diventa una serie TV live action: BBC porterà in vita la streghetta dello Studio Ghibli

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Una delle storie più amate dell’animazione giapponese si prepara a tornare in una veste completamente nuova. BBC Studios Kids & Family, in collaborazione con Wheel in Motion e Kadokawa Corporation, ha annunciato lo sviluppo della prima serie TV live action basata di Kiki – Consegne a domicilio.

Il progetto, attualmente nelle prime fasi di lavorazione, sarà composto da 10 episodi da circa 30 minuti ciascuno e racconterà le avventure della giovane strega Kiki, protagonista dell’omonima serie di romanzi fantasy scritti da Eiko Kadono.

Ritorno alle origini

A differenza di quanto molti potrebbero aspettarsi, la nuova produzione non sarà un adattamento diretto del celebre film animato dello Studio Ghibli, ma prenderà ispirazione principalmente dal primo volume della saga letteraria originale.

La storia seguirà la tredicenne Kiki nel momento più importante della sua formazione da strega: il trasferimento lontano da casa verso la città costiera di Koriko, dove dovrà imparare a cavarsela da sola e trovare il proprio posto nel mondo.

Grazie alla sua inseparabile scopa volante, Kiki darà vita a un servizio di consegne a domicilio che la porterà a incontrare nuovi amici, affrontare difficoltà e crescere come persona.

Kiki Consegne a domicilio

Un classico che compie 40 anni

Pubblicato per la prima volta in Giappone nel 1985, il romanzo Kiki’s Delivery Service è diventato nel corso degli anni un fenomeno internazionale, vendendo milioni di copie in tutto il mondo.

Per molti appassionati, però, il nome di Kiki è inevitabilmente legato al film animato del 1989 diretto da Hayao Miyazaki, anime considerato ancora oggi uno dei grandi classici dello Studio Ghibli.

L’annuncio della serie arriva proprio in occasione del quarantesimo anniversario della pubblicazione del libro, rendendo il progetto una celebrazione ideale di una delle opere fantasy più amate di sempre.

Gli autori promettono fedeltà allo spirito originale

A occuparsi della scrittura della serie sarà Irena Brignull, sceneggiatrice nota per aver lavorato a produzioni come The Boxtrolls (candidato agli Oscar), oltre a Skellig e Il piccolo Principe di Netflix. Si tratta di una scelta che sembra perfettamente in linea con il tono della storia, da sempre caratterizzata da un mix di magia, emozioni e crescita personale.

La produttrice Grainne McNamara di BBC Studios ha dichiarato di essere entusiasta di poter presentare la storia di Kiki a una nuova generazione di spettatori.

Anche Alexi Wheeler di Wheel in Motion ha definito il progetto “un sogno che diventa realtà”, sottolineando il grande rispetto del team creativo nei confronti dell’opera originale.

Particolarmente significativo è il coinvolgimento diretto di Kadokawa e della stessa Eiko Kadono, la quale ha espresso il proprio entusiasmo nel vedere la giovane strega intraprendere una nuova avventura televisiva.  Secondo l’autrice, questa nuova interpretazione saprà conquistare il pubblico mantenendo intatto il cuore della storia.

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