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Heart of the Beast – Nel Profondo Selvaggio: Brad Pitt sopravvive all’Alaska con il suo cane nel primo trailer

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Paramount Pictures ha rilasciato il primo trailer ufficiale di Heart of the Beast – Nel Profondo Selvaggio, il survival thriller diretto da David Ayer con protagonista Brad Pitt. Il film arriverà nelle sale italiane il 24 settembre 2026, distribuito da Eagle Pictures — un giorno prima del debutto americano fissato al 25 settembre.

Il progetto segna il ritorno della coppia Pitt-Ayer a distanza di oltre dieci anni da Fury (2014), il brutale dramma bellico sulla Seconda Guerra Mondiale che li aveva visti lavorare insieme per la prima volta. Se quel film era costruito sulla claustrofobia di un carro armato e sui legami tra uomini sotto pressione, questo nuovo capitolo della loro collaborazione spoglia tutto fino all’essenziale: un uomo, il suo cane, e una natura spietata.

La trama: un ex soldato e il suo pastore tedesco contro l’Alaska

Dopo un disastroso incidente aereo nelle regioni più remote dell’Alaska, l’ufficiale delle Forze Speciali James Belmont (Pitt) si ritrova solo con al fianco Odino, il fedele pastore tedesco militare con cui ha condiviso alcune delle missioni più difficili della sua carriera. Il cane ha già pagato un prezzo altissimo: ha perso un arto e i denti in battaglia. Eppure eccolo di nuovo in campo, a proteggere il suo compagno umano da orsi, lupi e dalle insidie di un ambiente senza pietà.

Il trailer alterna i flashback del loro passato militare condiviso con le sequenze di sopravvivenza — scalate, attraversamenti di fiumi in piena, tempeste di neve — costruendo il ritratto di un legame che va molto oltre il rapporto uomo-animale. Ayer ha descritto i due personaggi come “co-protagonisti di pari grado in questa storia”, e la sceneggiatura di Cameron Alexander sembra costruita esattamente attorno a quella simmetria.

Riprese in Nuova Zelanda, ambientazione in Alaska

Le riprese si sono svolte tra marzo e maggio 2025 in Nuova Zelanda — a Queenstown, sul lago Wakatipu, a Glenorchy, nel Parco Nazionale del Monte Aspiring e a Milford Sound — in location mai utilizzate prima per una produzione cinematografica. Ayer ha lavorato a lungo con le autorità neozelandesi per ottenere i permessi necessari a filmare su terreni considerati sacri, impegnandosi a rispettarli al massimo. Il film è ambientato in Alaska ma girato a migliaia di chilometri di distanza: un’ulteriore sfida produttiva vinta sulla carta.

Nel cast, accanto a Pitt, figurano il premio Oscar J.K. Simmons e Anna Lambe. Tra i produttori esecutivi spicca il nome di Damien Chazelle, già regista di Whiplash e La La Land, che aveva lavorato con Pitt anche su Babylon. Heart of the Beast – Nel Profondo Selvaggio potrebbe essere una delle uscite più intense dell’autunno 2026.

Il Trono di Spade: The Sea Snake è ancora vivo, parola di Steve Toussaint

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Mentre HBO continua a costruire il proprio universo di Westeros con House of the Dragon e Il Cavaliere dei Sette Regni, un altro progetto ha continuato a navigare silenziosamente in fase di sviluppo: The Sea Snake, lo spinoff animato centrato su Corlys Velaryon, il leggendario esploratore interpretato da Steve Toussaint. Non ci sono grandi novità da annunciare, ma l’attore ha confermato che il progetto è ancora vivo — il che, per un progetto di questo tipo, è già una buona notizia.

In una recente conversazione con ScreenRant, Toussaint ha offerto un aggiornamento onesto sulla situazione: “George mi ha detto che sarà animata. E quello è stato l’ultimo aggiornamento che ho ricevuto. Ho visto George poche settimane fa e, per quanto ne so, è in corso. Non so a che punto siano, ma è ancora una possibilità.” Un quadro non ricco di dettagli, ma sufficiente a confermare che il progetto non è stato abbandonato.

Da serie live-action a progetto animato: la storia di The Sea Snake

The Sea Snake — conosciuto anche come Nine Voyages — era stato originariamente concepito come una serie live-action, prima di essere riconfigurato in formato animato. Una scelta che ha una logica precisa: il personaggio di Corlys Velaryon è passato alla storia per aver compiuto nove leggendari viaggi attraverso il mondo conosciuto, spingendosi fino a luoghi remoti come Asshai, Qarth e Yi Ti. La portata geografica e visiva di queste avventure — navi d’altura, civiltà lontane, mari sconosciuti — sarebbe stata difficilissima e costosa da realizzare in live-action. L’animazione apre possibilità narrative e visive che il formato tradizionale avrebbe faticato a sostenere.

La serie è ambientata tra il 77 e il 90 AC, circa quattro decenni prima degli eventi che si svolgeranno nella terza stagione di House of the Dragon. Essendo un prequel ambientato così indietro nella timeline, non spoilererebbe nulla del destino del personaggio nella serie principale.

Toussaint punta tutto sulla storia d’amore con Rhaenys

I fan si aspettano soprattutto le grandi avventure in mare aperto, ma Toussaint ha rivelato quale aspetto della storia lo intrighi di più: non i viaggi in sé, ma il corteggiamento di Rhaenys Targaryen. “Quello che mi interessa di più, ed è terribile perché sono un po’ romantico, è come abbia conquistato Rhaenys. E poi amo tutto quello delle avventure, perché penso che gran parte di quello che lo spingeva a partire fosse il suo spirito avventuroso — ma anche il desiderio di impressionare questa donna.” Un angolo narrativo che potrebbe rendere la serie qualcosa di più di un semplice racconto di esplorazione.

Il futuro del franchise: tra serie, film e il mondo animato

The Sea Snake non è l’unico progetto in sviluppo nell’universo de Il Trono di Spade. Il Cavaliere dei Sette Regni ha già ottenuto una seconda stagione, e HBO starebbe valutando di adattare altri racconti della saga Dunk and Egg. La serie Diecimila Navi — incentrata sulla principessa Nymeria e ambientata mille anni prima de Il Trono di Spade — è ancora in sviluppo, così come un altro progetto animato chiamato The Golden Empire, dedicato alla misteriosa civiltà orientale di Yi Ti. Sul fronte cinematografico, Warner Bros. ha confermato Game of Thrones: Aegon’s Conquest, scritto da Beau Willimon già noto per House of Cards e Andor, sebbene il film sembri ancora nelle primissime fasi di sviluppo e difficilmente arriverà prima del 2028.

Per The Sea Snake non è ancora stata annunciata alcuna data di uscita. Ma nell’universo sempre più affollato di Westeros, la conferma che il progetto è ancora in corso è già un segnale incoraggiante per i fan di Corlys Velaryon e delle sue leggendarie rotte verso l’ignoto.

Spielberg rifiutato due volte da James Bond: “Ora non possono permettersi di avermi”

C’è qualcosa di quasi poetico nel fatto che l’uomo che ha rivoluzionato il cinema con capolavori come Lo squalo, Incontri ravvicinati del terzo tipo e Indiana Jones abbia passato anni a cercare di entrare nel mondo di 007, solo per ricevere la porta in faccia due volte. Steven Spielberg ha raccontato questa storia durante il podcast The Rest Is Entertainment, dove era ospite per parlare del suo nuovo film Disclosure Day — nelle sale italiane dal 26 agosto 2026 — trasformando un aneddoto di rifiuto in uno dei momenti più divertenti e rivelatori della sua lunga carriera di intervistato.

Il primo no dopo Lo squalo, il secondo no dopo Incontri ravvicinati

Tutto cominciò con una telefonata. Dopo il successo travolgente de Lo squalo nel 1975 — il film che aveva letteralmente inventato il blockbuster estivo — Spielberg chiamò personalmente il produttore storico della saga di Bond, Albert “Cubby” Broccoli, offrendosi di dirigere uno dei prossimi capitoli. “Mi sono sempre voluto fare un film di James Bond dal giorno in cui ho visto Dottor No”, ha ricordato il regista. “Così ho chiamato Cubby dopo che Lo squalo era diventato un grande successo e mi sono offerto volontario. Ho detto: ‘Se ha bisogno di un regista, mi piacerebbe molto dirigerne uno.’ E lui ha detto no.”

Spielberg non si arrese. Qualche anno dopo, dopo il trionfo di Incontri ravvicinati del terzo tipo, fu Broccoli a farsi vivo — ma non per offrirgli la regia. Il produttore voleva usare la celebre melodia in cinque note del film nel nuovo capitolo della saga, Agente 007 – Moonraker operazione spazio (1979). Spielberg vide l’apertura e propose uno scambio: i diritti sulle cinque note in cambio della possibilità di dirigere un Bond. Risposta: no. “E ho dato le cinque note comunque”, ha aggiunto il regista, con la flemma di chi sa di potersi permettere il gesto.

lo squalo steven spielberg

Da un rifiuto a Indiana Jones: l’effetto farfalla più famoso di Hollywood

La storia prende una piega ancora più interessante quando Spielberg la racconta all’amico George Lucas, nel 1977, durante una vacanza alle Hawaii alla vigilia dell’uscita di Star Wars: Una nuova speranza. Lucas lo ascoltò, poi gli disse che aveva qualcosa di meglio di Bond: si chiamava Indiana Smith. “Mi ha raccontato la premessa della serie di Indiana Jones, ed è così che ho ottenuto quel lavoro”, ha spiegato Spielberg. “Quindi se mi chiedessero ora di fare un film di Bond, la mia risposta sarebbe: ‘Non possono permetterselo.'”

È uno di quegli episodi che riscrivono la storia del cinema se si tira il filo. Senza quel doppio rifiuto di Broccoli, non ci sarebbe stata quella conversazione in spiaggia, e forse niente frusta, niente cappello e niente Harrison Ford in giacca di pelle ad aprire una cassa dell’Arca dell’Alleanza.

Harry Potter e la scelta di stare con la famiglia

Bond non è stato l’unico grande franchise a sfiorar Spielberg senza mai concretizzarsi. Il regista ha ricordato anche il caso di Harry Potter: a lui fu offerta la regia del primo film, e rifiutò. Ma questa volta non fu una porta sbattuta in faccia — fu una scelta consapevole. “Ho scelto di rinunciare al primo Harry Potter per trascorrere quell’anno e mezzo con la mia famiglia, con i miei figli che stavano crescendo. Ho sacrificato un grande franchise, e oggi guardando indietro sono molto felice di averlo fatto, per stare con la mia famiglia.”

Tre franchise da sogno — Bond, Potter e Indiana Jones — e due rifiuti, una rinuncia e una delle collaborazioni più fruttuose nella storia del cinema. Il bilancio finale, a guardarlo oggi, è difficile da contestare.

Il regista di Backrooms, Kane Parsons, potrebbe avere nel mirino il film di Portal

Il successo clamoroso di Backrooms — quasi 150 milioni di dollari incassati in tutto il mondo con un budget di soli 10 milioni — ha trasformato Kane Parsons in uno dei nomi più seguiti di Hollywood in questo momento. E ora il ventenne regista starebbe già guardando avanti, con un occhio puntato su una proprietà videoludica che i fan attendono di vedere adattata da quasi vent’anni.

In un’apparizione sul podcast The Town, Parsons ha chiarito di non essere particolarmente interessato a tuffarsi subito su franchise già esistenti — “con una o due eccezioni” legate a proprietà che lo accompagnano fin dall’infanzia, e per le quali sarebbero già in corso alcune conversazioni preliminari. Il commento ha immediatamente scatenato la speculazione online, con Portal che è rapidamente emerso come il candidato più probabile.

La conferma (parziale) del New York Times

La speculazione ha guadagnato concretezza quando il giornalista del New York Times Kyle Buchanan ha condiviso su X un dettaglio di una conversazione avuta con Parsons all’inizio di maggio: “Ho visto persone speculare che Kane Parsons si stia riferendo a un potenziale film di Portal. Gli ho chiesto a inizio maggio se fosse interessato a dirigerlo e ha detto che stava già guardando al progetto ‘con molta cautela e molta curiosità’.”

Non si tratta di una conferma ufficiale, e Parsons non ha pronunciato il nome di Portal. Ma l’interesse è reale e documentato, e la fonte difficilmente potrebbe essere più credibile.

Cos’è Portal e perché un film ha senso

Sviluppato da Valve e uscito nel 2007, Portal è uno dei videogiochi più celebrati e originali degli ultimi vent’anni. Il gioco mette il giocatore nei panni di Chell, intrappolata nelle camere di test della Aperture Science, armata di una pistola capace di creare portali per risolvere enigmi sempre più elaborati — e soprattutto alle prese con GLaDOS, un’intelligenza artificiale manipolativa e ironica che è diventata uno dei personaggi più iconici del medium. Il sequel del 2011 aveva espanso ulteriormente il lore e la narrativa, consolidando il franchise come una delle IP più amate di Valve.

Un film di Portal era già stato annunciato nel 2013 da J.J. Abrams in collaborazione con Warner Bros., ma il progetto non è mai uscito dalla fase di sviluppo. Da allora, l’adattamento è rimasto nel limbo — uno dei casi più celebri di IP videoludica che Hollywood non è riuscita a portare avanti nonostante un interesse evidente.

Portal 2 e Left 4 Dead saranno retrocompatibili con Xbox One

Perché Parsons sarebbe una scelta interessante

Backrooms ha dimostrato che Parsons sa trasformare spazi vuoti e liminali in qualcosa di profondamente inquietante — corridoi infiniti, ambienti sterili, atmosfere sospese tra il familiare e il perturbante. Sono esattamente le qualità che definiscono l’estetica delle camere di test di Aperture Science in Portal: un luogo freddo, controllato, con una logica tutta sua e un’IA che osserva e manipola dall’alto.

Per ora non esiste nulla di ufficiale: nessun annuncio, nessun accordo confermato, nessuna data. Ma con Parsons che ha già dichiarato di stare esplorando la possibilità con cautela e curiosità, e con Hollywood che sta chiaramente guardando con attenzione a tutto ciò che il regista deciderà di fare dopo, l’idea di un film di Portal firmato Kane Parsons è oggi qualcosa di più di una semplice speculazione.

Death Stranding: il regista Michael Sarnoski rivela la reazione entusiasta di Hideo Kojima alla sceneggiatura

Il film live-action di Death Stranding prodotto da A24 in collaborazione con Kojima Productions continuerebbe a fare passi avanti nello sviluppo, e il regista e sceneggiatore Michael Sarnoski — già dietro A Quiet Place: Giorno 1 e Pig — ha condiviso un aggiornamento incoraggiante sul progetto, inclusa la reazione del creatore del franchise alla prima bozza della sceneggiatura.

In un’intervista con IGN all’IGN Live 2026, Sarnoski ha confermato di essere vicino alla conclusione della scrittura: “Sto scrivendo la sceneggiatura in questo momento e spero di essere quasi alla fine. Sono davvero entusiasta di immergermi in questo progetto.” La bozza sarebbe già stata letta da Kojima e dal team di A24, e le reazioni sarebbero state decisamente positive.

Kojima generoso con Sarnoski: storia originale nell’universo del gioco

Uno degli aspetti più interessanti emersi dall’intervista riguarda il grado di libertà creativa che Hideo Kojima avrebbe concesso al regista. L’adattamento non si limiterà a riproporre gli eventi dei videogiochi con Norman Reedus, ma racconterà una storia originale ambientata nello stesso universo, con personaggi nuovi. Sarnoski ha spiegato: “Kojima è stato molto generoso nel lasciarmi giocare nel suo mondo, permettendomi di raccontare una storia con i miei personaggi e il mio angolo di questo universo, mantenendola fedele al gioco e facendo qualcosa che i fan ameranno davvero.”

I fan storici si chiederanno inevitabilmente se qualche volto noto del gioco farà la sua comparsa. Sarnoski non si è sbilanciato, ma ha lasciato una porta aperta: “Potreste vedere alcuni personaggi del gioco fare una comparsa. Ma è qualcosa che potrebbe accadere parallelamente al gioco, che onora quello che accade nel gioco ma è assolutamente un’entità a sé stante.”

Death Stranding

Kojima conosce ogni riferimento cinematografico nella sceneggiatura

Uno degli aneddoti più divertenti dell’intervista riguarda la lettura della sceneggiatura da parte di Kojima. Chiunque segua il leggendario game designer sa quanto il cinema sia parte integrante del suo DNA creativo — anni di consigli sui film, di omaggi a registi e di estetica visiva mutuata dal grande schermo. Sarnoski ha confermato che questa passione si è manifestata immediatamente: “Sono rimasto colpito dal fatto che, leggendo questa sceneggiatura, senza che io dovessi dirgli nulla, ha riconosciuto ogni singolo riferimento cinematografico. Conosce i film in modo straordinario. È stato molto bello da vedere.”

L’universo di Death Stranding si starebbe espandendo anche oltre il film live-action. È in sviluppo un film d’animazione con il titolo provvisorio Mosquito, diretto da Hiyoshi Miyamoto e scritto da Aaron Guzikowski — già sceneggiatore di Raised by Wolves. E a novembre 2025 era stata annunciata anche la serie animata Isolations, prevista in esclusiva su Disney+ nel 2027.

Per il film live-action, Kojima ha confermato una finestra di uscita prevista per il 2027. Con la sceneggiatura in fase di finalizzazione e l’entusiasmo dichiarato di tutte le parti coinvolte, il progetto sembra procedere nella giusta direzione.

Bloodborne torna a giugno 2026 per il decimo anniversario, ma non nel modo che speravamo

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Ogni volta che il nome Bloodborne compare su internet succede sempre la stessa cosa: milioni di cacciatori tirano fuori il mantello, impugnano il Segaossa e iniziano a sperare in un remake, una remaster o magari in un sequel.

Anche questa volta l’effetto è stato immediato, con la notizia del ritorno di Bloodborne nel giugno 2026 ha infatti fatto rapidamente il giro del web, alimentando per qualche ora le fantasie della community.

Prima che qualcuno possa iniziare a sognare un annuncio a sorpresa da parte di Sony e FromSoftware, però, è bene chiarire una cosa: non stiamo parlando di una nuova edizione del videogioco.

Il ritorno riguarda invece qualcosa che per molti appassionati ha un valore quasi sacro: la straordinaria colonna sonora del capolavoro gotico pubblicato nel 2015.

Un’edizione speciale per celebrare dieci anni di Bloodborne

Per festeggiare il decimo anniversario del gioco di FromSoftware, Laced Records ha annunciato il Bloodborne 10th Anniversary Vol. I & II Exclusive Edition X3LP, una prestigiosa raccolta in vinile dedicata alle musiche che hanno contribuito a rendere Yharnam uno dei luoghi più inquietanti e affascinanti mai apparsi in un videogioco.

Realizzato in collaborazione con Sony Interactive Entertainment, il cofanetto include numerosi contenuti aggiuntivi che faranno sicuramente felici collezionisti e appassionati della saga.

Tra le novità più interessanti troviamo quattro tracce completamente rimasterizzate che non erano mai state pubblicate su vinile, oltre a cinque celebri temi boss provenienti dall’espansione The Old Hunters, anch’essi rimasterizzati e inclusi nel secondo volume della raccolta.

Laced Records non si è limitata ai soli vinili

L’intera raccolta sarà custodita all’interno di uno speciale slipmat decorato con le iconiche Rune di Caryll, uno degli elementi più misteriosi e affascinanti dell’universo narrativo creato da Hidetaka Miyazaki.

Il tutto verrà confezionato in un elegante cofanetto da collezione con coperchio rigido removibile, pensato per diventare immediatamente il pezzo forte di qualsiasi collezione dedicata ai videogiochi.

Per chi desidera personalizzare ulteriormente la propria raccolta, sia lo slipmat sia il cofanetto saranno acquistabili anche separatamente.

Bloodborne 10th Anniversary Vol I II Vinyl

The Duskbloods raccoglierà l’eredità spirituale di Bloodborne?

Nel frattempo i fan di FromSoftware continuano a guardare con curiosità verso The Duskbloods, il nuovo action RPG annunciato durante il Nintendo Direct dedicato a Nintendo Switch 2.

Il progetto rappresenta una delle produzioni più attese dello studio giapponese e molti giocatori hanno già notato alcune evidenti somiglianze estetiche e tematiche con Bloodborne.

Ambientato in un oscuro mondo fantasy dominato da creature vampiriche, il titolo permetterà di controllare oltre una dozzina di guerrieri conosciuti come Bloodsworn, ognuno caratterizzato da abilità, armi e stili di combattimento differenti.

Sebbene una data di uscita ufficiale non sia stata ancora comunicata, FromSoftware ha confermato l’arrivo di una closed network test nel corso dell’estate.

Il sogno di una remaster continua

La nuova edizione celebrativa della colonna sonora rappresenta un bellissimo omaggio a uno dei giochi più amati dell’era PlayStation 4, ma inevitabilmente riaccende anche una vecchia ferita.

Perché sì, dopo dieci anni, milioni di giocatori continuano ancora a chiedere la stessa identica cosa: una remaster, un remake o semplicemente una versione aggiornata di Bloodborne per le piattaforme moderne.

Per ora bisognerà accontentarsi di ascoltare nuovamente i terrificanti cori che accompagnavano le nostre morti più memorabili nelle strade di Yharnam.

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Luca Parmitano volerà verso la Luna: sarà il pilota di Artemis III

Luca Parmitano sarà il pilota di Artemis III, la missione destinata a riportare esseri umani sulla superficie della Luna nell’ambito del programma Artemis.

Per l’astronauta siciliano si tratta del coronamento di una carriera straordinaria, costruita tra missioni sulla Stazione Spaziale Internazionale, passeggiate spaziali e anni di lavoro al fianco della NASA e dell’Agenzia Spaziale Europea.

Fly Me to the Moon

Nel corso della sua carriera Parmitano ha trascorso ben 366 giorni nello spazio, partecipando alle missioni di lunga durata Volare e Beyond a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.

Durante le sue permanenze in orbita ha contribuito a centinaia di esperimenti scientifici, effettuato sei attività extraveicolari per oltre trenta ore complessive e raggiunto uno dei traguardi più prestigiosi per un astronauta europeo: il comando della ISS.

Dopo il ritorno sulla Terra, Parmitano ha continuato a lavorare a stretto contatto con la NASA presso il Johnson Space Center di Houston, occupandosi dell’addestramento degli astronauti e delle operazioni legate alle attività extraveicolari e alla robotica spaziale.

Un percorso che lo ha portato naturalmente verso il programma Artemis.

Una missione da sogno

La nomina a pilota di Artemis III rappresenta qualcosa di speciale anche per lo stesso Parmitano.

L’astronauta ha definito la missione un vero e proprio sogno professionale, sottolineando l’importanza di contribuire allo sviluppo delle procedure e dei sistemi che permetteranno alle future generazioni di esploratori spaziali di spingersi ancora più lontano: “Sono onorato di far parte di questo equipaggio e allo stesso tempo mi sento umile: i miei compagni di missione apportano un bagaglio di esperienze molto variegato, e non vedo l’ora di lavorare con loro, desideroso di imparare e di dare il mio massimo contributo nel mio ruolo. In qualità di pilota collaudatore, questa è davvero una missione da sogno, poiché potremo contribuire a testare i sistemi e a sviluppare le procedure affinché i futuri equipaggi possano spingersi più lontano e, in ultima analisi, riportare l’umanità sulla Luna”.

Parmitano ha inoltre ricordato il ruolo fondamentale svolto dall’Aeronautica Militare, dall’Agenzia Spaziale Italiana e dall’Agenzia Spaziale Europea nel suo percorso professionale, evidenziando come questo incarico rappresenti anche il riconoscimento del contributo europeo al ritorno dell’uomo sulla Luna.

Insieme ad “astroLuca”, come membri dell’equipaggio designato dalla NASA, ci saranno anche il comandante di missione Randy Bresnik e gli astronauti della NASA  Frank Rubio e Andre Douglas in qualità di specialisti di atterraggio. L’astronauta Bob Hines, sempre della NASA, è stato inoltre designato come membro di riserva dell’equipaggio.

equipaggio artemis III

Un successo per l’Europa spaziale

La scelta di Parmitano non è soltanto una vittoria personale.

Per il direttore generale dell’ESA, Josef Aschbacher, la sua nomina dimostra il valore delle competenze sviluppate dall’Europa nel settore dei voli spaziali con equipaggio.

Un ruolo centrale sarà svolto ancora una volta anche dal European Service Module, il modulo costruito dall’ESA che fornisce energia, propulsione e supporto vitale alla capsula Orion. La collaborazione tra Europa e Stati Uniti continua quindi a essere uno dei pilastri del programma Artemis.

Dal volo sperimentale allo spazio

Prima di entrare nel corpo astronauti dell’ESA, Luca Parmitano aveva già costruito una carriera d’élite nell’Aeronautica Militare Italiana. Nel 2007 venne infatti selezionato per il prestigioso ruolo di pilota collaudatore, iniziando un percorso altamente specializzato nel mondo del volo sperimentale.

La sua formazione è proseguita in Francia, presso l’EPNER di Istres, una delle scuole più rinomate al mondo per piloti collaudatori sperimentali. Un’esperienza che ha contribuito a forgiare le competenze tecniche e operative che in seguito si sarebbero rivelate fondamentali anche nelle missioni spaziali.

In occasione della missione Beyond, nel 2019, Parmitano è stato promosso al grado di colonnello dell’Aeronautica Militare Italiana. Nel corso della sua carriera ha totalizzato oltre 2000 ore di volo, ottenendo l’abilitazione su più di 20 modelli di aerei militari ed elicotteri e pilotando complessivamente oltre 40 tipi diversi di velivoli. Un curriculum che lo rende uno dei piloti e astronauti italiani più esperti e apprezzati a livello internazionale.

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Myxicola albertoangelai: scoperta una nuova specie marina dedicata ad Alberto Angela

Non capita tutti i giorni di vedere il proprio nome entrare ufficialmente nella nomenclatura scientifica. Eppure è proprio quello che è successo ad Alberto Angela, al quale un gruppo di ricercatori italiani ha dedicato una nuova specie marina appena identificata nel Mar Ionio.

Ora, dunque, possiamo dire che c’è un Alberto Angela in fondo a mari italiani, così come c’è un Luke Skywalker tra gli alberi del sud della Cina e un Hayao Miyazaki nelle foreste indiane.

In fondo al mare del Salento

Questo omaggio va ben oltre la semplice curiosità scientifica e rappresenta un riconoscimento al lavoro di divulgazione che il celebre conduttore e divulgatore porta avanti da decenni, contribuendo ad avvicinare milioni di persone alla scienza, alla storia e alla conoscenza.

La nuova specie, battezzata Myxicola albertoangelai è stata individuata lungo le coste del Salento, precisamente a Santa Caterina di Nardò, nel Mar Ionio settentrionale.

La scoperta è il risultato di uno studio condotto da ricercatori dell’Università del Salento, tra cui Matteo Putignano, Andrea Toso e Joachim Langeneck, nell’ambito di una revisione scientifica del genere Myxicola.

Si tratta di organismi marini appartenenti alla famiglia dei Sabellidi, particolari anellidi policheti noti per il loro caratteristico apparato branchiale a forma di ventaglio che utilizzano per filtrare particelle nutritive presenti nell’acqua.

Per il loro aspetto vengono spesso soprannominati “eyelash worms”, ovvero “vermi con le ciglia”.

Perché dedicarla proprio ad Alberto Angela?

La risposta a questa domanda arriva direttamente dagli autori dello studio pubblicato sull’autorevole Zoological Journal of the Linnean Society.

Secondo i ricercatori salentini la scelta nasce dal profondo impatto che i programmi di Alberto Angela hanno avuto sulla loro formazione personale e professionale.

Molti degli studiosi coinvolti hanno infatti raccontato di essere cresciuti seguendo le sue trasmissioni televisive, trovando proprio nella divulgazione scientifica una delle motivazioni che li ha spinti verso una carriera nella ricerca.

Un riconoscimento che testimonia quanto la comunicazione della scienza possa influenzare concretamente le nuove generazioni di studiosi.

Che piaccia o meno la televisione divulgativa, è difficile negare l’impatto che Alberto Angela ha avuto sulla cultura scientifica italiana. Per generazioni di appassionati, i suoi programmi sono stati una porta d’accesso verso archeologia, storia naturale, astronomia e biologia.

Ora quel contributo è stato immortalato in modo decisamente speciale: non con un premio o una targa, ma con una nuova specie che porterà per sempre il suo nome negli archivi della scienza.

 

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Non una, ma quattro nuove specie identificate

Myxicola albertoangelai non è l’unica novità emersa dalla ricerca.

La revisione del genere Myxicola ha infatti portato all’identificazione di ben quattro nuove specie, grazie a un approccio basato sulla cosiddetta tassonomia integrativa.

Questa disciplina combina i tradizionali studi morfologici con le moderne analisi genetiche, permettendo di distinguere specie che, a prima vista, potrebbero apparire praticamente identiche. Un metodo che sta rivoluzionando la nostra conoscenza della biodiversità marina.

Il Mediterraneo ha ancora segreti da svelare

Forse l’aspetto più affascinante della scoperta è proprio questo.

Spesso si tende a pensare che il Mar Mediterraneo sia un ambiente ormai studiato in ogni dettaglio. In realtà, la ricerca dimostra che esistono ancora organismi sconosciuti alla scienza anche in ecosistemi che riteniamo familiari.

Ogni nuova specie identificata contribuisce ad arricchire il mosaico della biodiversità e ci ricorda quanto il nostro pianeta abbia ancora molto da raccontare.

La Caccia a Gollum, Elijah Wood parla del ritorno di Frodo: “È come una riunione di famiglia”

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Sono passati più di vent’anni dall’ultima volta che il pubblico ha seguito Frodo Baggins fino alle fiamme del Monte Fato ne Il Signore degli Anelli: Il Ritorno del Re. Ora, con Il Signore degli Anelli: La Caccia a Gollum che riporterà diversi volti familiari nella Terra di Mezzo, Elijah Wood ha parlato apertamente di cosa significhi tornare in quel mondo.

Il ruolo di Frodo nel film sarà limitato — Wood lo ha confermato senza giri di parole — ma la possibilità di riunirsi con le persone che hanno contribuito a creare uno dei franchise fantasy più amati di sempre è stata di per sé una ragione sufficiente per tornare. In un’intervista a GamesRadar+, l’attore ha dichiarato: “È un po’ come riunire la band. Molte delle persone del team creativo che hanno fatto parte de Il Signore degli Anelli sono parte de La Caccia a Gollum. Non vedo l’ora di rivedere tutte quelle persone. È come una riunione di famiglia. Il mio ruolo è relativamente piccolo, ma sono semplicemente entusiasta di tornare e trascorrere un po’ di tempo in Nuova Zelanda rivedendo i vecchi amici.”

La collocazione narrativa: tra la festa di Bilbo e le Miniere di Moria

Il film si svolge 17 anni dopo la festa di compleanno di Bilbo Baggins e prima che Frodo lasci la Contea ne La Compagnia dell’Anello — un periodo che nella saga era stato solo accennato e mai mostrato direttamente. La storia si concentra su Gollum dopo che ha perso il possesso dell’Unico Anello: tormentato dall’ossessione per il suo “tesoro”, abbandona la sicurezza della sua caverna e inizia a cercarlo. Gandalf, intuendo il pericolo, manda Aragorn a rintracciarlo prima che cada nelle mani di Sauron.

Considerata questa finestra temporale, la presenza limitata di Frodo ha una logica narrativa precisa. La sua apparizione potrebbe ricordare il cameo che Wood aveva fatto ne Lo Hobbit: Un viaggio inaspettato, più che un ruolo da protagonista.

Elijah Wood Il Signore degli Anelli

Il cast: ritorni e nuovi volti nella Terra di Mezzo

Wood non sarà l’unico volto noto a fare ritorno. Ian McKellen torna nei panni di Gandalf, Andy Serkis riprende il ruolo di Sméagol/Gollum — ed è anche il regista del film — e Lee Pace torna come il re elfico Thranduil. La sceneggiatura è firmata da Philippa Boyens e Fran Walsh, con Peter Jackson nel ruolo di produttore: il terzetto da Oscar che ha già accompagnato tutte le precedenti trasposizioni tolkieniane è dunque nuovamente al lavoro insieme.

La grande novità riguarda Aragorn: il personaggio, qui conosciuto ancora come Granpasso, è stato affidato a Jamie Dornan, dopo che Viggo Mortensen aveva deciso di non riprendere il ruolo. Tra i nuovi personaggi figurano Kate Winslet nei panni di Marigol e Leo Woodall in quelli di Halvard. Le riprese sono iniziate a maggio 2026 in Nuova Zelanda, e il film è atteso nelle sale il 17 dicembre 2027. Una data italiana specifica non è ancora stata annunciata, ma visto il calendario della distribuzione Warner la finestra di uscita dovrebbe essere la stessa.

Jem e le Holograms torna in live-action su Amazon con i produttori di Fallout e Westworld

Uno dei cartoni animati più amati degli anni Ottanta sta per tornare in una veste completamente nuova. Amazon MGM Studios starebbe sviluppando una nuova serie live-action basata su Jem e le Holograms, il franchise creato da Christy Marx per Hasbro nel 1985. A produrla sarebbe la Kilter Films di Lisa Joy e Jonathan Nolan — lo stesso studio dietro Westworld e la recente e acclamata serie Fallout — con Gabriel Marano come executive producer per Hasbro Entertainment.

Secondo quanto riportato da Deadline, il progetto aveva iniziato a circolare nell’industria già alla fine del 2025, con Amazon che si era imposta rapidamente come frontrunner per aggiudicarselo. Il coinvolgimento di Kilter Films era nell’aria da mesi, ma ci sono voluti diversi mesi prima che tutto venisse formalizzato e annunciato ufficialmente.

Chi era Jem: la storia del franchise originale

Per chi non l’avesse vissuto da bambino, Jem e le Holograms era una serie animata prodotta negli Stati Uniti e trasmessa in Italia su Italia 1 a partire dal 1987, con la sigla italiana resa celebre da Cristina D’Avena. La protagonista era Jerrica Benton, proprietaria di una casa discografica che grazie al computer olografico Synergy (chiamato Energy nella versione italiana) si trasformava nell’alter ego rock star Jem, frontwoman delle Holograms.

La serie era nata per cavalcare l’esplosione della cultura MTV e dei videoclip, e ogni episodio includeva canzoni e video musicali originali — una caratteristica che la distingueva da quasi tutti gli altri cartoni dell’epoca. In tre stagioni per 65 episodi, Jem e le Holograms era diventato il cartone animato in syndication più visto della televisione americana, surclassando franchise del calibro di Transformers e He-Man. Un primato che oggi viene spesso dimenticato, ma che racconta molto della portata culturale del franchise.

Il precedente del 2015 e il nuovo tentativo su Prime Video

Non è il primo tentativo di riportare Jem in live-action. Nel 2015, Universal e Blumhouse avevano prodotto un film diretto da Jon M. Chu con Aubrey Peeples nel ruolo principale. Il risultato fu un flop critico e commerciale, in parte perché il film si discostava troppo dallo spirito dell’originale per soddisfare i fan storici, e non era abbastanza originale da attrarne di nuovi.

La serie Amazon si presenterebbe con presupposti diversi. Prime Video sta costruendo un solido catalogo di contenuti orientati a un pubblico femminile young adult — tra i titoli recenti figurano Off Campus, The Summer I Turned Pretty e We Were Liars — e Jem e le Holograms si inserirebbe naturalmente in questa direzione. Il coinvolgimento di Kilter Films, con il track record di Westworld e Fallout, suggerisce un’ambizione produttiva e narrativa ben al di sopra del tentativo cinematografico di dieci anni fa.

Per ora non esistono dettagli sulla trama, né annunci sul cast. Nessuna data di uscita è stata comunicata. Ma con Amazon, Hasbro e uno degli studi più rispettati del panorama televisivo attuale tutti coinvolti nello stesso progetto, Jem e le Holograms potrebbe finalmente ottenere il revival che merida.

The Dog Stars: Le Stelle Dopo la Fine, il nuovo trailer del film post-apocalittico di Ridley Scott

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The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine: il nuovo trailer del film post-apocalittico di Ridley Scott

20th Century Studios ha diffuso un nuovo trailer di The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine, il prossimo thriller post-apocalittico diretto da Ridley Scott. Il materiale promozionale amplia la visione di un mondo devastato da una pandemia, approfondendo i personaggi e le relazioni che guidano la storia. Il film arriverà nelle sale italiane il 26 agosto 2026, due giorni prima del debutto americano fissato al 28 agosto.

Tratto dall’omonimo romanzo bestseller di Peter Heller, pubblicato nel 2012, il film è stato girato in parte in Italia — con riprese a Bordano (Udine), Avezzano (L’Aquila) e agli studi di Cinecittà a Roma — un dettaglio produttivo che aggiunge un ulteriore interesse per il pubblico italiano.

La trama: un segnale radio nell’America del dopo

La storia è ambientata nel Colorado dopo che una pandemia devastante ha quasi annientato l’umanità. Hig, interpretato da Jacob Elordi, è un pilota civile che trascorre le giornate sorvolando i resti del mondo a bordo di un vecchio Cessna. Vive in un hangar isolato insieme al suo cane fedele e a Bangley, un ex marine indurito interpretato da Josh Brolin — un uomo pragmatico e armato fino ai denti, con cui Hig ha costruito un fragile equilibrio di sopravvivenza.

Tutto cambia quando, durante uno dei suoi voli di pattugliamento, Hig capta una misteriosa trasmissione radio. Il segnale innesca un impulso irresistibile: scoprire da dove proviene, anche se questo significa avventurarsi oltre i confini del loro rifugio. Il trailer mostra invasori ostili, sopravvissuti disperati e un paesaggio in cui l’umanità sembra aver ceduto ai suoi istinti più bui — ma al centro di tutto rimane la ricerca di connessione e la possibilità che esista ancora qualcosa per cui valga la pena rischiare.

Cast, sceneggiatura e il ritorno di Scott alla fantascienza

Accanto a Elordi e Brolin, il cast include Margaret Qualley, Guy Pearce, Benedict Wong e Allison Janney. La sceneggiatura è firmata da Mark L. Smith, già autore di Revenant, Overlord, The Midnight Sky e Twisters — un profilo che garantisce esperienza con narrazioni ad alta tensione e contesti estremi. Le musiche sono di Harry Gregson-Williams.

Per Ridley Scott, The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine rappresenta un ritorno alla fantascienza dopo anni dedicati a progetti storici e biografici. Il film è prodotto da Scott Free Productions con un budget stimato attorno ai 110 milioni di dollari. A differenza di molti blockbuster post-apocalittici che puntano tutto sulla spettacolarità della distruzione, il progetto sembra puntare su un registro più intimista — una storia di sopravvivenza interiore quanto fisica, dove la vera domanda non è se il mondo può essere salvato, ma se valga ancora la pena cercarlo.

Jason Momoa abbandona il film live-action di Helldivers: Sony è alla ricerca di un nuovo protagonista

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Jason Momoa ha lasciato il cast del film live-action di Helldivers. Secondo quanto riportato da Deadline, le ragioni dell’abbandono non sono state rese note, ma Sony Pictures starebbe già cercando un nuovo protagonista per il progetto. Una notizia inaspettata, considerando che solo a febbraio di quest’anno il nome di Momoa era stato ufficialmente associato al film.

La sua uscita solleva anche un interrogativo concreto sul futuro della produzione: il film era previsto nelle sale internazionali per il 10 novembre 2027, e con il protagonista da sostituire diventa incerto se quella data potrà essere mantenuta. Una data italiana ufficiale non era ancora stata annunciata.

Jason Momoa

Cos’è Helldivers e cosa sappiamo del film

Sviluppato da Arrowhead Game Studios, Helldivers è uno sparatutto cooperativo in cui un gruppo di soldati d’élite difende la Super Terra — un pianeta immaginario governato da una “democrazia controllata” — dagli attacchi di razze aliene ostili. Il primo titolo è uscito nel 2015 come sparatutto cooperativo top-down, mentre Helldivers 2 del 2024 ha trasformato il franchise in un fenomeno: oltre 12 milioni di copie vendute nei primi quattro mesi su PS5 e PC, con una transizione alla visuale in terza persona e l’introduzione di nuove fazioni nemiche.

Il film sarebbe diretto da Justin Lin, noto per aver guidato diversi capitoli del franchise Fast & Furious. I dettagli sulla trama restano ancora sotto embargo: non è chiaro se il film si ispirerà direttamente ai giochi o proporrà una storia originale ambientata nello stesso universo, né a quale dei due capitoli guarderà come riferimento principale.

Sony e PlayStation Productions: una strategia in crescita

Il progetto si inserisce nella strategia di espansione cinematografica di PlayStation Productions, che sta lavorando su più fronti per portare i suoi franchise più amati sul grande schermo e in televisione. Il precedente più significativo è Uncharted del 2022, con Tom Holland e Mark Wahlberg, che aveva incassato oltre 407 milioni di dollari in tutto il mondo. Sul fronte seriale, la collaborazione Sony-PlayStation aveva già dato vita a Twisted Metal per Peacock e alla celebrata The Last of Us per HBO.

Con Momoa fuori dai giochi, la domanda ora è chi erediterà il ruolo. La natura corale del franchise — costruita sull’idea di una squadra che combatte insieme — lascia aperti diversi scenari su come il cast verrà ridisegnato. Sony non ha ancora comunicato tempistiche per l’annuncio del sostituto.