Per un programmatore old school come il sottoscritto, questo 2026 potrebbe passare alla storia come l’anno in cui qualcuno ha osato sfidare il COBOL e l’infrastruttura IBM.
La miccia l’ha accesa Anthropic, annunciando che il suo modello di intelligenza artificiale Claude Code è in grado di comprendere, analizzare e convertire codice COBOL in linguaggi moderni come Java o Python. Non si tratta di una semplice traduzione sintattica, ma di un processo completo di analisi, reverse engineering e migrazione.
IL risultato di questo annuncio è stato quello di scatenare il panico a Wall Street con una giornata nera per IBM. Il tonfo per il colosso tecnologico è stato superiore al 13%, la peggiore performance della big-tech americana da oltre 25 anni.
Ma andiamo con ordine, cercando di capire cosa sta succedendo.
Il paradosso del COBOL: linguaggio di programmazione vecchio di 70 anni, ma ancora ovunque
Il COBOL nasce alla fine degli anni ’50, quando i computer occupavano intere stanze e Internet era fantascienza. Eppure oggi gestisce ancora una fetta gigantesca delle transazioni bancarie globali e dei sistemi mainframe: si parla del 60-80% delle grandi imprese.
Il problema principale è che chi sa programmare davvero in COBOL sta andando in pensione oppure non c’è più… letteralmente. Formare nuovi sviluppatori su un linguaggio percepito come “preistorico” e che sopravvive solo perché IBM nel tempo ha raggiunto una posizione di monopolio per i sistemi mainframe di banche, assicurazioni, compagnie aeree e istituzioni pubbliche non è né facile né allettante per le nuove generazioni di programmatori.
Le aziende, in pratica, si trovano intrappolate: sistemi complessi che funzionano come orologi svizzeri ma difficili e costosi da mantenere.
La promessa di Claude Code: migrazione automatizzata
Qui entra in scena Claude Code. Anthropic sostiene che la sua intelligenza artificiale possa analizzare enormi tabulati di codice COBOL, comprendere logiche di business stratificate in decenni; effettuare reverse engineering delle applicazioni che si basano sull’infrastruttura COBOL; convertire il tutto in linguaggi moderni come Java o Python.
Se tutto ciò fosse vero in modo scalabile, significherebbe ridurre processi che oggi richiedono anni, manutenzioni e modifiche manuali e squadre di programmatori e consulenti specializzati.
In altre parole: modernizzare sistemi complessi e radicati a una frazione dei costi attuali.
L’attacco a IBM e al business dei mainframe
Il colpo (duro) l’ha avvertito IBM.
Il colosso americano ha costruito per decenni un ecosistema attorno ai mainframe e alla manutenzione di questi sistemi. Certo, IBM aveva già risposto al trend di “semplificazione” con Watsonx Code Assistant for Z, strumenti pensati per aiutare a modernizzare le applicazioni senza abbandonare l’ecosistema mainframe.
Ma la proposta di Anthropic è diversa perché non si limita a dire di modernizzare il tutto, ma propone un’uscita totale dal sistema duale mainframe IBM e COBOL. Ecco perché il mercato ha reagito in modo così violento.
Tradurre in linguaggi più moderni non basta
Nonostante tali presupposti, non tutti però sono convinti delle promesse di Anthropic definendole “ottimistiche” o addirittura “fuorvianti”.
Diversi esperti sottolineano che la migrazione di sistemi bancari critici non è una semplice operazione di traduzione linguistica. Il codice COBOL spesso incapsula logiche aziendali complesse, dipendenze invisibili, integrazioni con sistemi esterni e requisiti normativi delicatissimi.
Un piccolo errore potrebbe potenzialmente bloccare milioni di transazioni oppure mandare in tilt i trasporti.
È davvero la fine del COBOL?
Siamo davvero davanti a un punto di svolta per IBM e il COBOL come struttura portante di sistemi economico-finanziari complessi fortemente interconnessi?
L’intelligenza artificiale può davvero accelerare analisi e reverse engineering del codice di programmazione, può ridurre costi e tempi, ma sostituire completamente decenni di infrastrutture mission-critical è un’altra storia.
Quello che è certo è che la battaglia è iniziata. Non è solo una questione tecnica: è uno scontro sul futuro dei dati bancari globali, tra chi difende la stabilità dei mainframe e chi spinge verso cloud e modernizzazione radicale.
E se Claude Code manterrà anche solo metà delle promesse, il 2026 potrebbe essere ricordato come l’anno in cui è iniziato il tramonto del COBOL.










