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Dune: guerra, destino e paura nel primo trailer della Parte Tre

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Il deserto chiama di nuovo, ma stavolta non promette redenzione, perché sta per iniziare una guerra su scala galattica.

Warner Bros ha finalmente svelato il primo teaser trailer di Dune: Parte Tre, il capitolo conclusivo (almeno per Denis Villeneuve) della sua monumentale saga sci-fi. Sono passati più di due anni da quando abbiamo lasciato Paul Atreides in una posizione i cui effetti saranno devastanti.

 Paul Atreides: da eroe a messia

I primi due film hanno adattato il romanzo originale di Frank Herbert, ma questo terzo capitolo farà un salto narrativo importante, ispirandosi a Dune: Messiah (1969).

La storia riprende oltre un decennio dopo l’ascesa di Paul, ormai venerato come Muad’Dib, figura religiosa e politica allo stesso tempo. Il problema? Il suo impero è costruito su una guerra santa che ha causato miliardi di morti.

Il teaser: guerra, visioni e Scytale

Il teaser, lungo quasi tre minuti, è un concentrato di epicità visiva e tensione emotiva. Le immagini ci mostrano Timothée Chalamet nei panni di Paul mentre immagina un futuro con Chani (Zendaya), parlando dei loro figli: Ghanima e Leto. Un momento intimo che dura poco, perché subito dopo il trailer assume le forme di guerra interstellare.

Il video promozionale introduce Scytale, interpretato da Robert Pattinson, figura chiave del romanzo Messiah. Si tratta di un membro dei Bene Tleilax, maestri della manipolazione genetica e politica. Nel libro, è il cervello dietro una cospirazione per abbattere Paul.

Nel trailer lo vediamo con capelli bianchi e un aspetto inquietante, un’immagine che è sufficiente per capire che sarà uno degli antagonisti più subdoli mai visti nella saga.

Il ritorno di Duncan Idaho

La cosa più sorprendente del trailer è il ritorno di Jason Momoa nei panni di Duncan Idaho.

Dopo la sua morte nel primo film, rivederlo è uno shock. Ma chi conosce i libri sa che Duncan è… difficile da eliminare definitivamente. Il teaser non spiega molto, ma lascia intendere che questa nuova versione del personaggio sarà diversa, e forse anche più inquietante.

Altro momento da pelle d’oca è vedere Anya Taylor-Joy nei panni di Alia Atreides. Già intravista in Dune: Parte Due, qui sembra avere un ruolo molto più centrale, con scene che la mostrano addirittura alla guida di eserciti. Conoscendo il personaggio, il rischio che diventi una forza imprevedibile è altissimo.

l Signore degli Anelli… nello spazio

Se Dune: Parte Due era l’equivalente de Le Due Torri, questo terzo capitolo promette di essere un Il ritorno del re in salsa sci-fi: epico, tragico e definitivo.

Tra guerre galattiche, intrighi politici e crisi esistenziali, Dune: Parte Tre si prepara a chiudere una delle saghe più ambiziose della fantascienza moderna.

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Terrence Howard rivela la sua nuova teoria sul suo licenziamento dalla saga di Iron Man

La storia dietro il mancato ritorno di Terrence Howard nel Marvel Cinematic Universe è una delle più discusse di Hollywood. Tutti conoscono la versione ufficiale: una disputa sul cachet, Marvel che si rifiuta di aumentare il compenso dell’attore, e la decisione di sostituirlo con Don Cheadle a partire da Iron Man 2. Ma Howard ha recentemente condiviso una teoria diversa — e decisamente più intricata — su cosa potrebbe aver davvero portato alla sua uscita dal franchise.

Nel primo Iron Man del 2008, Howard interpretava James “Rhodey” Rhodes, il miglior amico di Tony Stark e futuro War Machine. Al momento dell’uscita del film, Howard era in un certo senso la star più conosciuta del cast — in alcuni materiali promozionali il suo nome appariva persino prima di quello di Robert Downey Jr. La sua improvvisa sostituzione aveva quindi sorpreso molti fan.

La lite al Festival di Venezia

Secondo il racconto di Howard, tutto potrebbe essere iniziato durante la Mostra del Cinema di Venezia del 2007, dove l’attore era presente per promuovere il thriller The Brave One, in cui recitava al fianco di Jodie Foster. Qualcuno aveva sollevato la questione della sua posizione nei crediti, chiedendo perché non avesse la stessa visibilità della Foster. Quella conversazione, stando a Howard, arrivò alle orecchie del produttore Joel Silver.

Silver lo avrebbe affrontato direttamente, facendogli presente che il film era di Jodie Foster e che, se fosse stato nominato agli Oscar, sarebbe stato nella categoria Supporting Actor e non Best Actor. Howard non prese bene il commento: “Ti ringrazio per avermelo detto, ora capisco. Ma ricorda che sono un uomo come te, e se mai mi parlerai di nuovo in quel modo, ti farò saltare i denti dalla bocca.”

Il collegamento con Robert Downey Jr.

Qui entra in gioco la parte più intrigante della teoria. La partner produttiva di Silver su The Brave One era Susan Downey — moglie di Robert Downey Jr. Secondo Howard, quella connessione potrebbe aver avuto un peso in quello che accadde otto mesi dopo: la sua uscita dal MCU.

Non è la prima volta che Howard tira in ballo Downey: in passato aveva già accusato il collega di aver preso del denaro che spettava a lui, contribuendo ad escluderlo dalla saga. Va detto che Howard stesso ha ammesso, nel corso degli anni, che il suo carattere — quella che definisce la sua “aggressività” e il “bisogno di far valere la propria dignità” — gli ha spesso giocato contro nel settore.

A questo proposito, ha ricordato un consiglio ricevuto da Denzel Washington: “Guarda le tue mani — le tieni sempre chiuse a pugno. Tutti questi produttori cercano di aprirti la mano per metterci dei soldi, ma tu non lo permetti. E così ti fai del male da solo.”

Dopo il MCU

Il ruolo di Rhodey passò definitivamente a Don Cheadle, che ha poi accompagnato il personaggio attraverso decine di film e serie Marvel, da Avengers: Endgame a Secret Invasion. Howard, dal canto suo, ha trovato un enorme successo televisivo con Empire, il popolare drama di Fox durato sei stagioni.

La verità su cosa andò storto nel 2008 probabilmente non emergerà mai del tutto. Ma tra dispute economiche, tensioni sul set e dinamiche di potere hollywoodiane, una cosa è certa: la saga di Iron Man — e forse l’intero MCU — avrebbe potuto avere un aspetto molto diverso.

Nvidia annuncia DLSS 5 al GTC 2026: l’IA trasformerà la grafica dei videogiochi in tempo reale

Nvidia ha alzato ulteriormente l’asticella della grafica videoludica. Durante la conferenza GTC 2026, il CEO Jensen Huang ha presentato DLSS 5, la nuova generazione della tecnologia Deep Learning Super Sampling, descritta dall’azienda come il più grande salto in avanti nella computer grafica dai tempi dell’introduzione del ray tracing nel 2018. L’arrivo è previsto per l’autunno 2026.

La novità principale non è un semplice miglioramento dell’upscaling — che già nelle versioni precedenti aveva rivoluzionato le prestazioni — ma qualcosa di concettualmente diverso: DLSS 5 introduce un modello di neural rendering in tempo reale che utilizza l’intelligenza artificiale per iniettare illuminazione e materiali fotorealistici direttamente nelle scene di gioco. Non si tratta di rendere le immagini più nitide, ma di farle sembrare girate in un set cinematografico.

Come funziona il neural rendering

Il sistema analizza i dati di colore e i vettori di movimento di ogni singolo fotogramma, e li usa come base per generare effetti visivi che prima erano possibili solo nel rendering offline del cinema. L’IA è addestrata per riconoscere elementi complessi come la pelle, i capelli, i tessuti e le superfici traslucide, interpretando anche le condizioni di illuminazione ambientale — controluce, luce frontale o cielo coperto — per restituire risultati coerenti fotogramma dopo fotogramma, fino alla risoluzione 4K.

Il risultato, come mostrato nel trailer di annuncio con titoli come Resident Evil Requiem, Hogwarts Legacy e Starfield, ricorda l’applicazione di un filtro AI sull’intera scena: i volti dei personaggi acquistano imperfezioni realistiche, pori visibili, riflessi negli occhi e capelli che reagiscono naturalmente alla luce. Huang ha scelto una metafora precisa per descrivere la portata dell’innovazione, definendolo il “momento GPT per la grafica”, paragonandolo all’impatto che i grandi modelli linguistici hanno avuto sull’intelligenza artificiale generativa.

La compatibilità di DLSS 5 e il supporto ai developer

Durante il keynote, le demo sono state eseguite su un sistema con due RTX 5090 in parallelo — una GPU dedicata al rendering del gioco, l’altra esclusivamente al modello DLSS 5. Nvidia ha però confermato che al lancio la tecnologia girerà su una singola GPU, e che l’otti Nvidia presenta DLSS 5 al GTC 2026: il neural rendering in tempo reale trasforma la grafica dei videogiochi con l’IA. Disponibile dall’autunno 2026 su RTX 50 Series.mizzazione è ancora in corso. Per quanto riguarda la compatibilità, l’architettura Blackwell delle schede RTX 50 Series è quella su cui la tecnologia è stata progettata, anche se Nvidia non ha ancora comunicato ufficialmente i dettagli completi sulla compatibilità con le generazioni precedenti.

Sul fronte dei partner, il supporto è già ampio: tra gli sviluppatori e publisher che hanno confermato l’adozione di DLSS 5 figurano Bethesda, Capcom, Ubisoft, Warner Bros. Games, Tencent e NetEase. Tra i titoli già confermati con supporto nativo compaiono, oltre ai già citati, Assassin’s Creed Shadows, The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered, Delta Force e molti altri. L’integrazione avverrà tramite il framework NVIDIA Streamline, già noto agli sviluppatori dalle versioni precedenti di DLSS.

DLSS 5 rappresenta un cambio di paradigma nella grafica in tempo reale: non più solo prestazioni migliori, ma una qualità visiva che punta a colmare definitivamente il divario tra videogioco e cinema.

A Quiet Place Part III: tornano Emily Blunt e Cillian Murphy, nel cast anche Jack O’Connell

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Il silenzio sta per tornare. A Quiet Place Part III ha ufficialmente un cast, e i nomi che lo compongono sono più che sufficienti a far salire l’attesa. Emily Blunt e Cillian Murphy riprenderanno i loro ruoli nel terzo capitolo della saga horror, affiancati dai già confermati Millicent Simmonds e Noah Jupe. Ad annunciarlo è stato direttamente il regista e sceneggiatore John Krasinski, attraverso un post su Instagram in cui ha presentato anche i nuovi ingressi nel cast.

Tra le new entry spiccano Jack O’Connell, noto di recente per il ruolo del villain in Sinners; Jason Clarke, visto di recente in House of Dynamite; e Katy O’Brian, la rivelazione di Love Lies Bleeding. I tre interpreteranno ruoli ancora non rivelati. “Sono così orgoglioso di far parte di questa famiglia di A Quiet Place… vecchia e nuova! Si comincia!”, ha scritto Krasinski nel post, che includeva anche la data d’uscita aggiornata: 30 luglio 2027.

Una saga che torna alle origini

A Quiet Place – Un posto tranquillo, uscito nel 2018, aveva presentato al mondo la famiglia Abbott — una madre e un padre, interpretati da Blunt e Krasinski stesso, costretti a sopravvivere in un mondo post-apocalittico infestato da creature aliene che cacciano attraverso il suono. Il film aveva incassato oltre 341 milioni di dollari in tutto il mondo, spianando la strada al sequel del 2021, A Quiet Place II, e successivamente al prequel A Quiet Place – Giorno 1, incentrato sui primissimi momenti dell’invasione aliena a New York con Lupita Nyong’o protagonista.

Per il terzo capitolo principale, la storia riprenderà il filo degli eventi del secondo film, sebbene i dettagli sulla trama restino al momento top secret. Vale però la pena notare che tra il primo film e l’uscita prevista del terzo corrono ben nove anni — e il cast è visibilmente cresciuto — il che potrebbe suggerire che la narrazione non riprenderà esattamente da dove ci eravamo fermati.

A Quiet Place 2

Produzione e prossimi passi per A Quiet Place Part III

Krasinski tornerà nel progetto non solo come regista e sceneggiatore, ma anche come produttore esecutivo insieme ad Allyson Seeger, attraverso la loro banner Sunday Night. Al fianco loro, una produzione consolidata: Michael Bay, Brad Fuller e Andrew Form per Platinum Dunes, la casa di produzione che ha accompagnato l’intera saga fin dall’inizio.

Le riprese sono attese per iniziare in primavera, il che rende il rilascio previsto per l’estate 2027 un obiettivo credibile — a patto che tutto fili liscio. Con un cast di questo livello e Krasinski nuovamente al timone, le premesse per un terzo capitolo all’altezza ci sono tutte. Appuntamento al 30 luglio 2027.

Resident Evil Requiem supera 6 milioni di copie e diventa il titolo con le vendite più rapide della saga

Resident Evil Requiem non smette di stupire. A meno di un mese dal lancio, avvenuto il 27 febbraio, il nuovo capitolo survival horror di Capcom ha superato la soglia dei sei milioni di copie vendute in tutto il mondo, diventando ufficialmente il titolo della saga ad aver raggiunto questo traguardo nel minor tempo in assoluto. Lo ha confermato Capcom stessa attraverso un comunicato ufficiale firmato dal Presidente e COO Haruhiro Tsujimoto.

Il dato è ancora più impressionante se si considera che appena due settimane prima era già stato annunciato il traguardo dei cinque milioni di copie, raggiunto in soli cinque giorni dal lancio. In meno di due settimane, quindi, il gioco ha aggiunto al proprio conteggio quasi un altro milione di unità — un ritmo di vendita che nessun capitolo precedente della serie era mai riuscito a sostenere.

Un record storico per la serie

Per dare un’idea della portata del risultato, basta confrontarlo con i dati degli altri titoli principali: Resident Evil 7: Biohazard, uscito nel 2017, ha accumulato circa 16 milioni di copie nel corso degli anni, mentre Resident Evil Village del 2021 si attesta intorno ai 13 milioni. Requiem si inserisce in questo quadro con una velocità di crescita iniziale senza precedenti nella storia del franchise — ed è ancora sul mercato da meno di un mese.

Il successo non è una sorpresa per chi ha seguito il gioco fin dall’annuncio. Resident Evil Requiem ha saputo offrire il meglio di due mondi: i segmenti action di Leon S. Kennedy, il veterano amato da generazioni di fan, si alternano alle sequenze survival horror più intense di Grace Ashcroft, nuova protagonista il cui approccio inesperto al pericolo contribuisce a rendere la sua parte del gioco genuinamente spaventosa. Proprio su questo fronte arriva una delle note più curiose legate all’uscita del titolo: Hideki Kamiya, regista del leggendario Resident Evil 2 originale del 1998, ha ammesso pubblicamente di avere difficoltà a dormire dopo aver visto quanto il gioco faccia paura. E ha suggerito, non senza ironia, che Capcom realizzi una “modalità non spaventosa” che sostituisca gli schizzi di sangue con petali di ciliegio e renda la musica più allegra. Una proposta tanto bizzarra quanto, bisogna ammetterlo, curiosamente intrigante.

Contenuti aggiuntivi e il 30° anniversario si avvicinano

Capcom ha confermato che il supporto al gioco continuerà anche nei prossimi mesi, con l’implementazione di contenuti aggiuntivi già in lavorazione. Tra questi, la tanto attesa photo mode, un mini-gioco previsto per maggio e — notizia che ha fatto esplodere la community — un’espansione narrativa vera e propria, i cui dettagli restano ancora avvolti nel mistero.

Ma le celebrazioni non si fermeranno al gioco: il 22 marzo 2026 il franchise compirà 30 anni dalla pubblicazione del primo Resident Evil in Giappone, e Capcom ha annunciato una serie di iniziative per festeggiare l’occasione. Tra i piani confermati figurano una collaborazione con Universal Studios Japan legata proprio a Requiem e una serie di concerti orchestrali in Giappone, negli Stati Uniti e in Europa. Per i fan del franchise, insomma, i prossimi mesi si preannunciano decisamente ricchi.

Star Wars: Maul – Shadow Lord, nuovo trailer per la serie animata dedicata al Signore dei Sith

Il lato oscuro della Forza, che tornerà presto protagonista con Star Wars: Maul – Shadow Lord, torna a mostrarsi con il nuovo trailer della serie animata che riporta al centro della galassia uno dei villain più amati dell’universo creato da George Lucas.

Lo show debutterà in streaming su Disney+ il 6 aprile 2026, seguendo una distribuzione con un formato settimanale piuttosto interessante: due episodi ogni settimana, fino al gran finale previsto il 4 maggio, giorno in cui i fan celebrano lo Star Wars Day.

Il ritorno di Darth Maul dopo The Clone Wars

La storia di Star Wars: Maul – Shadow Lord si colloca dopo gli eventi di Star Wars: The Clone Wars, approfondendo una fase cruciale della vita del temibile Sith.

Dopo l’ascesa dell’Impero, Darth Maul si ritrova ai margini del potere galattico. Ma il suo piano è tutt’altro che finito.

La serie segue infatti il suo tentativo di ricostruire un potente sindacato criminale su un pianeta lontano dal controllo imperiale. In questo scenario turbolento, Maul incrocia il destino di una giovane Padawan Jedi disillusa, una figura che potrebbe diventare la nuova apprendista ideale per sostenere la sua ossessione per vendetta e dominio.

Una dinamica che promette intrighi, manipolazioni e nuovi equilibri nel lato più oscuro della galassia.

Alla scoperta del lato oscuro

Negli ultimi anni Star Wars ha esplorato molti periodi della sua cronologia, ma la figura di Darth Maul continua a esercitare un fascino particolare sui fan.

Comparso per la prima volta in Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma, il personaggio è stato poi approfondito proprio nelle serie animate come The Clone Wars e Star Wars Rebels, diventando uno degli antagonisti più complessi dell’intera saga.

Con Star Wars: Maul – Shadow Lord, Lucasfilm sembra pronta a raccontare un nuovo capitolo della sua ascesa criminale, tra politica galattica, vendetta e nuove alleanze.

Se questo nuovo trailer è un indizio affidabile, prepariamoci a una storia dove il lato oscuro non è mai stato così affascinante.

Dave Filoni guida il progetto

Dietro la serie troviamo uno dei nomi più importanti del moderno universo narrativo di Star Wars, ovvero Dave Filoni, autore e produttore che negli ultimi anni ha contribuito a espandere la saga con serie animate e live action.

Filoni è il creatore della serie, sviluppata insieme a Matt Michnovetz, mentre la regia supervisionata è affidata a Brad Rau. Come produttori esecutivi troviamo anche Athena Yvette Portillo, Carrie Beck e Josh Rimes.

Magic The Gathering e Dungeons & Dragons diranno no all’IA generativa: parola del CEO di Hasbro

Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale generativa ha iniziato a infiltrarsi praticamente ovunque: cinema, videogiochi, musica, illustrazione. Inevitabile quindi che i fan si chiedessero quando — e soprattutto se — sarebbe arrivata anche nei mondi sacri del giochi di carte e giochi di ruolo.

Ora è arrivata una risposta chiara. Secondo Chris Cocks, CEO di Hasbro, due dei marchi più iconici del settore resteranno rigorosamente umani: Magic: The Gathering e Dungeons & Dragons non utilizzeranno IA generativa nei loro processi creativi ufficiali.

Una presa di posizione netta in contrasto con il recente passato

Durante un’intervista al podcast Decoder di The Verge, Cocks ha spiegato che per alcuni brand l’uso dell’IA semplicemente non è in discussione.

“Ci sono franchise in cui il pubblico e i creatori semplicemente non la vogliono. Per questo non la utilizziamo nei nostri videogiochi, né in Magic: The Gathering né in Dungeons & Dragons.”

In parole povere per questi universi narrativi, l’elemento umano rimane parte fondamentale dell’identità del prodotto. Curiosamente, però, questa dichiarazione rappresenta anche un cambio di rotta. Nel 2024 lo stesso Cocks aveva suggerito che l’integrazione dell’IA in D&D fosse “inevitabile”. Evidentemente la furiosa reazione dei fan ha avuto il suo peso.

Quando l’IA ha già causato problemi

In realtà la questione non nasce oggi. Sia Dungeons & Dragons sia Magic: The Gathering avevano già introdotto policy anti-AI negli ultimi anni, dopo alcune polemiche piuttosto rumorose.

Il caso più noto riguarda il manuale di D&D Quinta Edizione “Bigby Presents: Glory of the Giants”. Nel 2023 alcuni fan notarono che alcune illustrazioni realizzate dall’artista Illya Shkipin contenevano elementi generati tramite IA. La community reagì immediatamente e Wizards of the Coast (editore di D&D e Magic) fu costretta a ristampare il manuale con nuove immagini, introducendo linee guida ufficiali che vietano l’uso di IA generativa nei prodotti.

Poco dopo, la stessa politica è stata estesa anche a Magic: The Gathering. Anche lì non sono mancati scivoloni: una campagna marketing del set Ravnica Remastered dovette essere ritirata dopo che i fan individuarono elementi generati artificialmente.

Wizards of the Coast

L’IA rimane… ma a casa del CEO

C’è però un dettaglio divertente. Anche se l’IA non entrerà nei prodotti ufficiali, Chris Cocks la usa eccome nelle sue partite private di Dungeons & Dragons.

Lo ha ammesso lui stesso nell’intervista: “Sul mio PC c’è così tanta IA per animazioni, immagini, testo, effetti sonori e clonazione vocale che rimarresti scioccato.”

Insomma: nei manuali ufficiali niente IA, ma nelle campagne casalinghe del CEO nessun ban per le nuove tecnologie.

Un segnale forte per il futuro del settore

La decisione di Hasbro manda un messaggio molto chiaro all’industria creativa: per molte community, specialmente quelle legate ai giochi di ruolo e alle carte collezionabili, l’autorialità umana è parte essenziale dell’esperienza.

Illustrazioni, worldbuilding, design delle carte e narrazione non sono semplici contenuti da produrre in massa. Sono il cuore stesso di mondi che milioni di giocatori esplorano da decenni.

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Thrash: il disaster movie Netflix con squali e uragani si mostra con il nuovo trailer

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Se pensavate di aver visto tutto nel mondo degli shark movie, preparatevi a cambiare idea.

Dopo squali preistorici, squali trascinati da tornado e squali nazisti volanti, il nuovo film Thrash porta il concetto di “disastro naturale” a un livello completamente nuovo: un branco di squali che nuota direttamente nelle case della gente.

Il primo trailer del nuovo thriller catastrofico di Tommy Wirkola, regista già noto per l’action natalizio Violent Night, è stato pubblicato da Netflix e promette una corsa sfrenata tra tempeste epocali, inondazioni e predatori marini decisamente fuori posto.

L’uragano trasforma la città in un acquario pieno di squali

La premessa di Thrash è semplice quanto delirante, nel senso migliore possibile per gli amanti del cinema di genere.

Un uragano devastante si abbatte su una cittadina costiera, provocando allagamenti catastrofici. Le strade diventano fiumi, le case si riempiono d’acqua e interi quartieri finiscono sommersi.

Ma il problema non è solo l’acqua. La furia della tempesta trascina squali dall’oceano direttamente nell’entroterra, trasformando le zone residenziali in veri e propri territori di caccia. I predatori iniziano così a muoversi tra salotti, garage, automobili sommerse e corridoi delle case, mentre i sopravvissuti cercano disperatamente di mettersi in salvo.

Tra i personaggi al centro della storia c’è anche una donna incinta, costretta a lottare non solo per la propria sopravvivenza, ma anche per quella del bambino che porta in grembo.

Un film che ha cambiato titolo e studio

Curiosamente Thrash ha avuto un percorso produttivo piuttosto movimentato.

Nel 2024 il progetto era stato annunciato con il titolo Beneath the Storm e doveva essere distribuito da Sony Pictures. Nel corso dello sviluppo, però, la produzione ha cambiato più volte direzione passando infine sotto l’ala di Netflix che lo distribuirà in esclusiva streaming a partire dal 10 aprile 2026.

Da Crawl agli squali in salotto

Guardando il trailer, è impossibile non pensare a Crawl, thriller del 2019 diretto da Alexandre Aja in cui i protagonisti restavano intrappolati in una casa durante un uragano mentre alligatori affamati invadevano la zona.

La differenza è che, nella realtà, gli alligatori possono effettivamente spostarsi sulla terraferma durante le inondazioni… gli squali che nuotano tra i divani decisamente meno.

Ma è proprio questo il bello di un film come Thrash: se abbraccia completamente la sua follia e punta su tensione, ritmo e spettacolo, potrebbe trasformarsi in uno di quelle pellicole perfette per una serata popcorn e adrenalina.

Vedere uno squalo spuntare nel corridoio di casa è un incubo cinematografico che non sapevamo di volere.

Arriva Stewie: annunciato il nuovo spin-off de I Griffin

Il genio malvagio più piccolo della TV sta per mettersi in proprio.

Fox e Hulu hanno ufficialmente ordinato due stagioni di Stewie, lo spin-off animato dedicato al celebre bebé di casa Griffin.

La nuova serie nasce ovviamente dalla mente di Seth MacFarlane, creatore de “I Griffin (Family Guy)”, insieme allo storico autore e produttore Kirker Butler. Il debutto dello show è previsto per la stagione televisiva 2027-2028 su Fox, con uscita in streaming il giorno successivo su Hulu e distribuzione internazionale su Disney+.

Di cosa parlerà questo “piccolo e micidiale” spin-off?

Lo spin-off seguirà Stewie Griffin dopo essere stato espulso dal suo vecchio asilo. Il piccolo genio sarà costretto a frequentare una nuova scuola decisamente… discutibile.

Tra i suoi nuovi compagni ci saranno bambini sconosciuti, un insegnante poco brillante e una tartaruga di 75 anni convinta di avere una teoria su qualsiasi argomento. L’atmosfera è deprimente per tutti,  finché Stewie non tira fuori il suo arsenale di invenzioni.

Grazie ai suoi gadget scientifici, ogni giornata scolastica potrebbe trasformarsi in un viaggio nello spazio o nel tempo, dando vita a situazioni surreali e completamente folli.

Brian ci sarà

Il concept art della serie mostra Stewie con il suo inseparabile orsacchiotto Rupert accanto alla piattaforma della sua macchina del tempo.

Per questo motivo è praticamente certo che comparirà anche Brian Griffin, il cane parlante che negli anni è diventato il suo partner di avventure preferito.

Nella serie originale i due hanno condiviso alcune delle storyline più memorabili, tra cui il viaggio nel tempo per salvare Brian dopo essere stato investito da un’auto.

Griffin Family Guy

Stewie Griffini, uno dei personaggi più iconici dell’animazione moderna

In oltre vent’anni dal debutto de I Griffin, Stewie è passato da genio malvagio ossessionato dal dominio del mondo e dall’uccidere Lois a personaggio molto più sfaccettato, tra amicizie improbabili, viaggi nel tempo e invenzioni assurde.

Questo spin-off era probabilmente inevitabile, mal a vera domanda ora è un’altra: quanto caos può generare un bambino geniale e moderatamente malvagio con un accesso alla tecnologia del multiverso?

Se conoscete Stewie, probabilmente parecchio.

Il secondo spin-off della saga

Non è la prima volta che l’universo dei Griffin si espande.

Nel 2009 Fox aveva già lanciato The Cleveland Show, dedicato al personaggio di Cleveland Brown, che è andato avanti per quattro stagioni.

Questa volta però la situazione è diversa: il progetto arriva mentre I Griffin vanno ancora fortissimo, con numeri streaming impressionanti.

Nel 2025 la serie ha totalizzato oltre 3 miliardi di minuti visti, restando tra le animazioni per adulti più seguite sulle piattaforme.

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Trofeo RiLL: prorogata al 15 aprile la scadenza per partecipare all’edizione 2026

Buone notizie per aspiranti scrittori e narratori del fantastico: c’è ancora tempo per partecipare all’edizione 2026 del Trofeo RiLL, uno dei concorsi letterari italiani più longevi dedicati alle storie “oltre il reale”.

Gli organizzatori hanno infatti annunciato la proroga ufficiale della scadenza al 15 aprile 2026, offrendo qualche settimana in più per rifinire il proprio racconto e presentarlo nella 32ª edizione del premio.

Il concorso è organizzato dall’associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare, con il supporto del celebre festival Lucca Comics & Games e della casa editrice specializzata nel fantastico Acheron Books.

Un concorso dedicato a tutte le storie “oltre il reale”

Il Trofeo RiLL è aperto a racconti appartenenti ai grandi generi della narrativa fantastica:

  • fantasy;
  • fantascienza;
  • horror;
  • weird e speculative fiction.

In generale, sono ammessi tutti i racconti che presentino elementi fuori dall’ordinario, sia nella trama sia nei personaggi.

Le regole sono semplici ma chiare: le opere devono essere inedite, originali e scritte in lingua italiana.

Ogni autore o autrice può inviare uno o più racconti, senza limiti di età, nazionalità o luogo di residenza. La partecipazione è quindi aperta davvero a tutti, purché ci si iscriva all’associazione RiLL (quota di 10 euro per racconto inviato).

Il concorso continua a registrare numeri notevoli: da oltre dieci anni arrivano più di 350 racconti a edizione. Nel 2025, ad esempio, sono stati inviati 437 testi da autori residenti sia in Italia che all’estero.

Pubblicazioni, premi e traduzioni internazionali: una vetrina per aspiranti scrittori

Arrivare tra i finalisti del Trofeo RiLL significa entrare in un circuito editoriale molto interessante per chi scrive narrativa fantastica.

I dieci racconti finalisti saranno pubblicati gratuitamente in un e-book della collana “Aspettando Mondi Incantati”, curata da RiLL.

I cinque migliori racconti saranno invece inclusi nell’antologia ufficiale del premio, la collana Mondi Incantati pubblicata da Acheron Books, che verrà presentata durante Lucca Comics & Games 2026.

Ma non è tutto. Il racconto vincitore avrà anche una visibilità internazionale, con traduzioni e pubblicazioni all’estero: in Spagna sull’antologia Visiones dell’associazione PORTICO Asociación Española de Fantasía Ciencia Ficción y Terror e in Sud Africa sulla rivista PROBE della Science Fiction and Fantasy South Africa.

Negli ultimi anni alcuni racconti premiati sono stati tradotti anche in Germania e Polonia, segno della crescente attenzione internazionale verso il concorso.

Il primo classificato riceverà inoltre un premio in denaro di 250 euro.

Una selezione anonima e una giuria di esperti

La prima selezione dei racconti verrà effettuata dallo staff di RiLL Riflessi di Luce Lunare, con lettura anonima dei testi: i selezionatori non conosceranno l’identità degli autori. Successivamente, una giuria composta da scrittori, accademici e professionisti del settore sceglierà i cinque racconti premiati tra i finalisti.

Tra i giurati delle passate edizioni figurano nomi noti della narrativa e della cultura fantastica italiana come: Donato Altomare, Mariangela Cerrino, Giulio Leoni, Vanni Santoni e Sergio Valzania,
insieme a studiosi, traduttori e autori di giochi.

Atto finale e premiazione a Lucca Comics & Games 2026

Il momento clou del concorso arriverà durante Lucca Comics & Games 2026, quando verranno annunciati e premiati i vincitori della 32ª edizione.

La cerimonia si terrà nel corso del festival, in programma dal 28 ottobre al 1° novembre 2026 nella città di Lucca, uno degli appuntamenti più importanti al mondo dedicati alla cultura pop.

Insomma, se avete un racconto fantastico nel cassetto — che sia popolato da draghi, alieni, vampiri o misteriosi viaggiatori interdimensionali — questo potrebbe essere il momento perfetto per tirarlo fuori e provarci.

Lucca Collezionando 2026: il festival del fumetto vintage torna il 28 e 29 marzo con oltre 100 artisti

Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato: il 28 e 29 marzo 2026 torna Lucca Collezionando.

Stiamo parlando di uno degli appuntamenti più amati dai fan del fumetto e del collezionismo, il festival “slow” dedicato alla cultura pop vintage che animerà ancora una volta il Polo Fiere di Lucca con due giorni di incontri, mostre, giochi e caccia al tesoro tra pezzi da collezione.

Organizzata da Lucca Comics & Games tramite Lucca Crea insieme al Comune di Lucca, la manifestazione arriva alla nona edizione e promette di essere ancora più ricca. Il cuore dell’evento? Un grande viaggio nella memoria della cultura nerd: fumetti, giocattoli vintage, trading card, giochi da tavolo e arcade anni ’80 e ’90.

Come da tradizione, il tutto si svolgerà con un ritmo volutamente “slow”: niente caos da mega convention, ma spazio per incontrare autori, parlare di fumetto e scovare chicche per la propria collezione.

Lucca Collezionando ospita oltre 100 artisti pronti a incontrare i fan

Uno dei punti forti di Lucca Collezionando 2026 sarà la presenza di oltre 100 artisti provenienti da tutta Italia e dall’estero.

Tra i nomi più attesi troviamo il fumettista francese Neyef, l’autore del manifesto ufficiale Sergio Gerasi e i celebri vignettisti satirici Vauro Senesi e Mario Natangelo.

Non mancheranno altri volti amatissimi del fumetto italiano: Vittorio Giardino, Lola Airaghi, Sergio Algozzino e Marco Rizzo. Tra i protagonisti anche autori come Riccardo Burchielli, Fabio Celoni, Paolo Bisi e Maurizio Di Vincenzo.

Non mancherà naturalmente l’Artist Alley, cuore creativo della fiera, dove decine di illustratori realizzeranno sketch, commission e disegni dal vivo davanti ai fan.

Fumetti, editori e autoproduzioni: il paradiso dei collezionisti

Per chi ama sfogliare volumi, cercare numeri rari o completare una collezione storica, Lucca Collezionando è una vera miniera d’oro.

Saranno presenti circa 170 espositori, tra cui: case editrici, fumetterie specializzate, venditori di tavole originali, collezionisti di vintage toys, negozi dedicati ai trading card game.

Tra gli editori confermati figurano realtà come Tunué, J-POP Manga, Edizioni BD, Bugs Comics e ReNoir Comics.

Grande attenzione anche alla Self Area, spazio dedicato alle autoproduzioni e al fumetto indipendente, dove sarà possibile scoprire nuovi autori e progetti underground.

Mostre imperdibili: da Valentina ai Cavalieri dello Zodiaco

Il programma espositivo di quest’anno promette vere chicche per gli appassionati.

Tra le mostre principali spicca quella dedicata a Sergio Gerasi, che racconta il suo percorso artistico fino alla reinterpretazione della leggendaria Valentina, iconico personaggio creato da Guido Crepax.

Spazio anche alla satira con una selezione di vignette di Vauro Senesi, dedicate ai grandi temi della politica internazionale.

Ma per i nostalgici dell’animazione giapponese c’è una vera perla: una mostra celebrativa dei I Cavalieri dello Zodiaco, con cel di animazione originali, statue e memorabilia rarissime.

Non solo fumetti: giochi, tornei e retrogaming

Il primo piano del Polo Fiere sarà dedicato all’area Sali e Gioca, uno spazio pensato per divertirsi con amici e famiglia.

Qui i visitatori troveranno: oltre 70 tavoli da gioco, dimostrazioni di miniature e wargame, tornei di carte collezionabili e attività per principianti. Tra i titoli protagonisti: Magic: The Gathering, Yu-Gi-Oh! Trading Card Game, One Piece Card Game e Beyblade.

Per i nostalgici degli anni ’80 ci saranno anche cabinet arcade vintage per rivivere l’epoca d’oro delle sale giochi.

Biglietti e informazioni

I biglietti per Lucca Collezionando 2026 sono già disponibili online pagina www.luccacollezionando.com/biglietti/, con promozioni dedicate alle famiglie e ingresso gratuito per i ragazzi nati dal 2013 in poi.

La manifestazione si svolgerà al Polo Fiere di Lucca, dotato di ampio parcheggio gratuito, per permettere ai visitatori di vivere la fiera senza stress.

Tomb Raider I–III Remastered: introduce la Challenge Mode: Lara Croft torna all’avventura con nuove sfide e sbarca su mobile

Se pensavamo di avere ormai spremuto tutto il possibile dalla trilogia classica di Lara Croft, allora dobbiamo ricrederci perché è da poco arrivata la Challenge Mode di Tomb Raider I–III Remastered, un aggiornamento piuttosto sostanzioso.

Gli sviluppatori hanno rilasciato questa nuova patch gratuita che introduce una modalità pensata per rigiocare i livelli storici con regole completamente personalizzabili. Questo significa nuove sfide, nuovi outfit e nuovi achievement.

Cos’è la Challenge Mode

La Challenge Mode permette di modificare profondamente la difficoltà dei livelli dei primi tre capitoli della saga.

Tra i parametri che è possibile cambiare troviamo:

  • salute massima di Lara (dal 10% al 500%);
  • rigenerazione della salute;
  • aria infinita sott’acqua;
  • equipaggiamento iniziale;
  • armi extra;
  • numero di nemici;
  • salute e danni dei nemici;
  • tipologia di avversari.

Ogni modifica cambia il Challenge Rating, cioè il punteggio di difficoltà della run. Più alto è il valore, più ricompense si sbloccano.

Nuovi outfit con abilità speciali per Lara

La patch introduce anche 10 nuovi costumi per Lara, tutti sbloccabili completando le sfide della Challenge Mode.

Non si tratta solo di estetica: ogni outfit include bonus unici che migliorano le capacità della protagonista.

Una volta ottenuti, questi outfit possono cambiare il modo di affrontare i livelli: Lara può correre più veloce, combattere meglio o esplorare con maggiore facilità.

Nuovi achievement

Per i completisti arriva anche una bella dose di trofei extra.

La patch aggiunge 15 nuovi achievement, tutti legati alla patch e al raggiungimento di livelli elevati di difficoltà.

Insomma, se vi piace trasformare un gioco del 1996 in un inferno di sfide, allora la Challenge Mode è praticamente fatta apposta per voi.

Lara Croft conquista il mondo mobile

La patch coincide anche con l’arrivo di Tomb Raider su nuove piattaforme.

Ora Tomb Raider I–III Remastered è disponibile anche su iOS, Android e Nintendo Switch 2.

La versione mobile include:

  • interfaccia ottimizzata per touchscreen;
  • controlli touch;
  • Photo Mode;
  • tutte le espansioni e contenuti bonus.

In più è possibile provare gratuitamente il primo livello di ciascun gioco su smartphone e tablet.

Un modo intelligente per rigiocare la trilogia classica

La trilogia originale di Tomb Raider è uno dei pilastri dell’action-adventure, ma rigiocarla oggi può risultare familiare, forse troppo.

Per questo la Challenge Mode cambia le carte in tavola: gli stessi livelli possono diventare esperienze completamente diverse, grazie ai modificatori e alle nuove abilità.

In pratica è un invito a tornare nelle rovine, nei templi e nelle miniere di Natla con uno spirito diverso: non solo nostalgia, ma anche voglia di sperimentare.

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