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Il trailer della serie di Harry Potter stabilisce un record assoluto per HBO

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Il Mondo dei Maghi è ufficialmente tornato, e i numeri parlano da soli. Il primo trailer della serie TV di Harry Potter ha fatto irruzione sul web stabilendo il record assoluto di visualizzazioni nella storia di HBO e HBO Max: oltre 126 milioni di visualizzazioni organiche nelle prime 24 ore, salite a 277 milioni nelle successive 48. Un risultato che non ha semplicemente superato il precedente primato — la terza stagione di Euphoria, ferma a circa 100 milioni di visualizzazioni nella prima giornata — ma lo ha letteralmente polverizzato.

Lo scetticismo che aveva accompagnato l’annuncio del reboot nelle settimane precedenti sembra già un ricordo lontano. Molti si chiedevano se avesse senso tornare a Hogwarts dopo che i film originali avevano lasciato un segno così profondo nella cultura popolare. La risposta del pubblico è stata inequivocabile: la voglia di ritornare nel Mondo dei Maghi è tutt’altro che sopita.

Un adattamento fedele, finalmente

La serie debutterà su HBO e HBO Max durante il Natale 2026, con un approccio che promette di distinguersi nettamente dai film: ogni stagione sarà dedicata interamente a un singolo romanzo, offrendo alla storia lo spazio e il respiro narrativo che il formato cinematografico non poteva garantire. La prima stagione coprirà quindi Harry Potter e la Pietra Filosofale nella sua interezza.

La sinossi ufficiale introduce il giovane Harry Potter come un bambino qualunque — almeno secondo la zia Petunia — che l’undicesimo compleanno trasforma per sempre: una lettera di ammissione a Hogwarts apre le porte di un mondo nascosto, fatto di amicizia, magia e avventura, ma anche di un pericolo oscuro legato al suo passato.

Il cast della serie di Harry Potter

Dominic McLaughlin veste per la prima volta i panni di Harry Potter, affiancato da Arabella Stanton nei panni di Hermione Granger e Alastair Stout in quelli di Ron Weasley — i tre giovani protagonisti scelti dopo un casting che aveva coinvolto oltre 32.000 candidati.

Il cast adulto è di assoluto livello: John Lithgow interpreta Albus Silente, Janet McTeer è Minerva McGranitt, Paapa Essiedu veste i panni del controverso Severus Piton e Nick Frost è Rubeus Hagrid. Il resto del corpo studentesco e docente di Hogwarts è completato da un ensemble che include, tra gli altri, Warwick Davis, già presente nei film originali.

Alla guida del progetto ci sono Francesca Gardiner come showrunner e sceneggiatrice principale — già nota per Succession — e Mark Mylod alla regia di più episodi, un altro veterano dello stesso show. La serie è sostenuta da J.K. Rowling in qualità di produttrice esecutiva, insieme a Neil Blair, Ruth Kenley-Letts e David Heyman, storico produttore dell’intera saga cinematografica.

Con questi numeri e questo entusiasmo, il ritorno a Hogwarts si preannuncia come uno degli eventi televisivi più attesi degli ultimi anni.

Andy Weir si scusa pubblicamente con Alex Kurtzman dopo le critiche a Star Trek

Le acque nel mondo della fantascienza si stanno calmando. Andy Weir, l’autore di L’ultima missione: Project Hail Mary, ha pubblicato una lettera aperta su Facebook rivolta ad Alex Kurtzman, produttore esecutivo dell’attuale era di Star Trek, per scusarsi di alcune dichiarazioni particolarmente pungenti che aveva rilasciato durante un’apparizione sul podcast The Critical Drinker.

Weir non ha cercato scuse o vie di fuga. Ha riconosciuto apertamente il tono di quanto detto e come fosse stato recepito: “Stavo cercando di essere divertente, ma col senno di poi risulta irrispettoso e scortese.” Ha anche precisato che i clip circolati online non riflettevano appieno le sue intenzioni e che le sue parole erano state “estrapolate dal contesto come titoloni scandalistici”, aggiungendo di aver cercato di essere autoironico.

Cosa aveva detto Weir

Il contesto è questo: Weir aveva raccontato di aver proposto un’idea per una serie all’interno dell’universo di Star Trek a Paramount, intrattenendo conversazioni dirette con Kurtzman e il suo team creativo. Il pitch non era andato a buon fine, e la frustrazione aveva portato a una battuta che aveva fatto il giro del web: “Lui, come persona, è davvero un tipo simpatico. Ma allo stesso tempo, quelle serie fanno schifo. È un bravo ragazzo, ma non hanno accettato il mio pitch — quindi, che vadano a quel paese.”

Parole difficili da ignorare, soprattutto per chi lavora su quelle serie.

Nell’apologia pubblica, Weir ha tenuto a ribadire la stima personale per Kurtzman: “Ho anche sottolineato quanto ti voglio bene come persona e che persona in gamba tu sia.” Ha poi chiuso con un gesto disarmante nella sua semplicità, offrendo un confronto diretto: “Se vuoi parlarne in tempo reale — anche solo per arrabbiarti con me — sono felice di fissare una telefonata o uno Zoom.”

La vicenda non è rimasta confinata ai due diretti interessati: l’autore Don Winslow, noto per la serie di romanzi noir Crime 101, è stato tra coloro che avevano risposto pubblicamente alle dichiarazioni di Weir, alimentando ulteriormente il dibattito online.

Un momento di particolare visibilità

Il tempismo non è irrilevante. Weir si trova attualmente sotto i riflettori grazie al grandissimo successo di L’ultima missione: Project Hail Mary, l’adattamento cinematografico diretto da Phil Lord e Christopher Miller e interpretato da Ryan Gosling, che sta registrando numeri di tutto rispetto al botteghino, confermando che la fantascienza originale — non legata a franchise consolidati — può ancora richiamare il grande pubblico nelle sale.

In questo contesto, uno scivolone reputazionale era probabilmente l’ultima cosa di cui Weir avesse bisogno. Le scuse sembrano sincere e la porta a un dialogo reale è stata lasciata aperta. Che Kurtzman decida di varcarla è un’altra storia.

Harry Potter: la seconda stagione della serie è già in fase di scrittura

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Buone notizie dal set del progetto HBO Max più atteso degli ultimi anni. Mentre i fan sono ancora in fermento per l’annuncio del primo teaser ufficiale e della data d’uscita della serie — fissata per il 25 dicembre 2026 su HBO Max — arriva una conferma che riguarda già il futuro del franchise televisivo: la seconda stagione di Harry Potter è attualmente in fase di scrittura.

A confermarlo è Casey Bloys, CEO di HBO, in una recente intervista in cui ha chiarito la strategia produttiva del progetto. “Il nostro obiettivo è non avere un gap enorme, soprattutto considerando che i ragazzi stanno crescendo. Non sarà una serie annuale — lo show è troppo grande e mastodontico. Ma la seconda stagione è in fase di scrittura adesso,” ha dichiarato Bloys.

Il problema dell’età degli attori

È proprio questa la questione centrale attorno a cui ruota il dibattito. La prima stagione, intitolata Harry Potter e la Pietra Filosofale, ha un cast di giovani protagonisti giovanissimi: Dominic McLaughlin (Harry Potter), Arabella Stanton (Hermione Granger) e Alastair Stout (Ron Weasley) sono stati scelti tra oltre 32.000 candidati e hanno rispettivamente 11, 11 e 12 anni. Al loro fianco, un cast adulto di alto profilo: John Lithgow nei panni di Albus Silente, Janet McTeer come Minerva McGranitt e Paapa Essiedu nel controverso ruolo di Severus Piton.

Il confronto con la saga cinematografica originale è inevitabile. I film diretti da Chris Columbus e successori erano usciti tra il 2001 e il 2011, arco di dieci anni in cui i protagonisti erano invecchiati in modo abbastanza coerente con l’età dei loro personaggi. Se la serie HBO punta a coprire tutti e sette i romanzi di J.K. Rowling nell’arco di un decennio — come dichiarato — ma senza una cadenza annuale, i tre giovani protagonisti rischiano di crescere molto più velocemente dei loro personaggi, rendendo la continuità visiva sempre più difficile da mantenere.

Una produzione che non può permettersi i ritmi degli altri show

Bloys ha però contestualizzato la situazione, sottolineando che il problema non è esclusivo di Harry Potter: serie come House of the Dragon e The Last of Us condividono la stessa difficoltà. Al contrario, produzioni più snelle come The Pitt — girate in location reali senza effetti speciali di rilievo — possono permettersi uscite annuali. Per un progetto della portata di Harry Potter, con un budget complessivo stimato vicino ai 2 miliardi di dollari e la complessità tecnica che ne consegue, quell’opzione semplicemente non esiste.

La buona notizia è che la scrittura della seconda stagione era già iniziata in novembre, prima ancora che venissero terminate le riprese della prima — il che significa che gli sceneggiatori lavorano da almeno cinque mesi sul copione del secondo capitolo. Tuttavia, dalla scrittura alle riprese, e da lì alla post-produzione, il percorso è ancora lungo.

L’appuntamento con Harry Potter e la Pietra Filosofale è fissato per il 25 dicembre 2026, in esclusiva su HBO Max. Per la seconda stagione, invece, si dovrà attendere un po’ di più.

Un accoltellamento al Pokémon Center di Tokyo riaccende il dibattito sullo stalking in Giappone

Un grave episodio di violenza ha sconvolto il Pokémon Center Mega Tokyo di Ikebukuro il 26 marzo scorso, gettando nuova luce su un problema sociale sempre più urgente in Giappone: la crescita allarmante dei casi di stalking e l’efficacia — o la mancanza di essa — degli strumenti legali a tutela delle vittime.

Intorno alle 19:15 ora locale, un uomo armato di coltello si è avvicinato a una commessa al bancone del negozio, situato all’interno del centro commerciale Sunshine City nel quartiere di Higashi-Ikebukuro, e l’ha accoltellata più volte prima di rivolgere l’arma contro se stesso, ferendosi al collo. Entrambi sono stati trasportati in ospedale in stato di incoscienza e dichiarati morti poco dopo. La polizia è intervenuta nel giro di pochi minuti, mettendo in sicurezza l’area dopo che il personale aveva già fatto evacuare tutti i clienti presenti.

La vittima e l’aggressore

Le autorità hanno identificato la vittima in Moe Harukawa, 21 anni, originaria di Hachioji, Tokyo, che lavorava part-time presso il negozio. L’aggressore era Taiki Hirokawa, 26 anni, suo ex fidanzato. Hirokawa era già noto alle forze dell’ordine: in dicembre era stato arrestato con l’accusa di violazione della legge sullo stalking, e a gennaio gli era stato notificato un ordine restrittivo che gli vietava di avvicinarsi alla donna.

Secondo quanto rivelato dalla trasmissione mattutina Sun! Shine di Fuji TV il 27 marzo, la polizia aveva consigliato a Harukawa di cambiare lavoro. La giovane aveva però scelto di restare al Pokémon Center: “Era il mio sogno lavorare qui”, aveva detto.

Un sistema che scarica il peso sulle vittime

La notizia ha immediatamente scatenato un acceso dibattito in Giappone sul modo in cui le istituzioni gestiscono i casi di stalking. Nel corso della stessa trasmissione televisiva, uno dei conduttori ha sollevato una domanda che molti si stavano già ponendo: perché l’onere di cambiare vita — casa, lavoro, abitudini — ricade sempre sulla vittima? I costi economici e pratici di tali spostamenti li rendono spesso inattuabili, soprattutto per persone giovani con risorse limitate. È stata avanzata anche l’ipotesi di utilizzare la tecnologia per avvisare le vittime in tempo reale quando il responsabile si avvicina fisicamente a una certa distanza.

Il caso di Harukawa non è isolato: i dati più recenti mostrano che in Giappone i casi di stalking hanno raggiunto livelli record nell’ultimo anno, con gli ordini restrittivi che per la prima volta hanno superato quota 3.000. Gli esperti sottolineano che il fenomeno è probabilmente molto più diffuso di quanto i numeri ufficiali indichino, a causa della forte tendenza alla sottodenuncia.

Il negozio chiuso a tempo indeterminato

The Pokémon Company non ha ancora rilasciato una dichiarazione ufficiale sull’accaduto, ma ha pubblicato un avviso di chiusura temporanea del Pokémon Center Mega Tokyo, precisando di voler garantire “la piena collaborazione con le autorità di polizia e il benessere fisico e mentale del personale”. Il negozio, il più grande della catena quando aprì nel dicembre 2014, è da anni una delle mete più visitate da famiglie e turisti stranieri nel cuore di Tokyo.

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La Mummia 4: torna anche John Hannah insieme a Fraser e Weisz

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Il trio originale è di nuovo al completo. La Mummia 4 si arricchisce di un’altra conferma attesissima: John Hannah, il volto dell’irresistibile Jonathan Carnahan nei tre film originali, tornerà ufficialmente nel sequel targato Universal, riunendosi a Brendan Fraser e Rachel Weisz per una nuova avventura tra tombe maledette e nemici soprannaturali.

L’annuncio era nell’aria da settimane, ma la conferma ufficiale è arrivata solo ora — e difficilmente poteva essere accolta meglio dai fan storici della saga. Jonathan Carnahan era uno degli elementi più amati dei film originali: cognato di Evelyn, fratello sopravvissuto a tutto e a tutti, capace di strappare una risata anche nei momenti più disperati senza mai risultare stonato rispetto al tono avventuroso dell’insieme. La chimica tra Hannah, Fraser e Weisz era una delle fortune di quei film, e vederli di nuovo insieme è già di per sé una garanzia.

Il team creativo

Dietro alla macchina da presa ci saranno ancora Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, il duo Radio Silence già confermato in precedenza. I due registi, noti per Finché morte non ci separi e per aver rilanciato la saga di Scream, portano con sé una sensibilità per il genere e per i franchise iconici che li rende una scelta interessante per questo tipo di revival.

La sceneggiatura è affidata a David Coggeshall, che oltre al precedentemente citato Orphan: First Kill ha scritto anche The Family Plan con Mark Wahlberg. Universal sta seguendo la produzione con Jay Polidoro e Jacqueline Garell come supervisori. La data d’uscita resta fissata al 19 maggio 2028.

La Mummia Brandan Fraser

John Hannah, molto più di Jonathan

Al di là delle sabbie egiziane e delle tombe infestate, Hannah ha continuato a costruirsi un curriculum solido e variegato. Al cinema lo si ricorda in Sliding Doors e Quattro matrimoni e un funerale, che gli era valso una nomination ai BAFTA. In televisione ha recentemente preso parte alla sesta stagione di Black Mirror, a The Decameron su Netflix e a The Last of Us di HBO. Ha anche terminato le riprese di Bedlam con Peter Serafinowicz e Scott Adkins, apparirà nella commedia del 2026 The Incomer con Domhnall Gleeson, e si prepara per la serie Death in Benidorm.

Con il cast originale di nuovo insieme e una regia capace di bilanciare tensione, azione e momenti di leggerezza, La Mummia 4 si presenta come uno dei revival più promettenti in circolazione. La tomba si sta riaprendo — appuntamento al 19 maggio 2028.

Street Fighter: la featurette svela le ambizioni del cast e del regista per il film

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Il nuovo film di Street Fighter vuole fare sul serio. Una featurette dietro le quinte appena rilasciata offre uno sguardo più approfondito su ciò che il regista Kitao Sakurai e il cast stanno costruendo, e le parole di chi ha visitato il set — incluso un nome pesantissimo da Capcom — lasciano spazio all’ottimismo, nonostante il primo trailer avesse suscitato reazioni contrastanti.

Il momento più significativo della featurette arriva con la visita sul set di Takayuki Nakayama, game director della serie e volto dietro i due capitoli più recenti del franchise. Dopo aver osservato la produzione in corso, Nakayama ha condiviso le sue impressioni: “Il regista e tutti i coinvolti nella produzione amano Street Fighter e sono fan come noi — questo mi rassicura molto.” Ha poi aggiunto: “Penso che abbiano trovato il modo di fare qualcosa di molto difficile in modo davvero intelligente.”

Una squadra di fan veri

Quel che emerge chiaramente dalla featurette è l’autenticità dell’attaccamento al materiale originale da parte del cast. Andrew Koji, che interpreta Ryu, ha spiegato l’approccio della squadra: “Faremo del nostro meglio per onorare i personaggi e dargli vita nel modo migliore in cui siano mai stati rappresentati.” Callina Liang, nei panni di Chun-Li, ha ricordato di aver giocato ai titoli della saga sulla PS4 e PS5. Andrew Schulz, che interpreterà il buffonesco Dan Hibiki, ha ammesso senza giri di parole di essere stato “ossessionato da Street Fighter”. E poi c’è Curtis “50 Cent” Jackson, che vestirà i panni di Balrog con la sua strategia di gioco: “Premo i tasti più veloce che posso e vedo cosa succede.”

Difficile non sorridere — e altrettanto difficile dubitare della passione che questi attori portano al progetto.

Il film e la sua eredità

Street Fighter non è nuovo al cinema: il tentativo del 1994 con Jean-Claude Van Damme nei panni di Guile è rimasto nella memoria collettiva per le ragioni sbagliate, mentre il film del 2009 Street Fighter – La leggenda, con Kristin Kreuk come Chun-Li, non aveva convinto né critica né pubblico. Questo nuovo adattamento ambisce chiaramente a qualcosa di diverso: una storia ambientata nel 1993, fedele allo spirito del torneo World Warrior e con Ryu e Ken come protagonisti assoluti — finalmente al centro della narrazione come nel gioco originale.

Il cast principale include Noah Centineo come Ken Masters, Jason Momoa nei panni di Blanka, David Dastmalchian come M. Bison, Cody Rhodes nel ruolo di Guile, Rayna Vallandingham come Juli, Vidyut Jammwal nei panni di Dhalsim, Olivier Richters come Zangief, Hirooki Goto come E. Honda, Mel Jarnson come Cammy ed Eric André come Don Sauvage. La sceneggiatura è firmata da Dalan Musson, già al lavoro su produzioni Marvel per Paramount.

Street Fighter arriverà nei cinema italiani il 16 ottobre 2026.

Masters of the Universe: ecco Morena Baccarin nei panni della Sorceress

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I fan di He-Man possono finalmente vedere uno dei personaggi più attesi del nuovo film. Nuove immagini promozionali di Masters of the Universe hanno fatto capolino online, regalando il primo sguardo nitido a Morena Baccarin nei panni della Sorceress di Grayskull — e il risultato è fedele all’estetica del cartone animato originale come pochi si aspettavano.

Fino ad ora, il personaggio era rimasto nell’ombra: il primo trailer ne aveva mostrato solo una fugace presenza, con un’inquadratura leggermente sfocata e un breve momento in cui la Sorceress sorvola in forma di falco nei panni di Zoar. Decisamente troppo poco per i fan di lunga data, che conoscono benissimo il peso di questo personaggio nell’intera mitologia di Eternia.

Un costume fedele all’originale

La nuova promo art mostra la Baccarin in un costume che si rifà dichiaratamente al design classico della serie animata, con l’iconica silhouette alata che richiama il suo legame indissolubile con Castello Grayskull. Un omaggio visivo che farà colpo su chi è cresciuto con il cartone animato degli anni Ottanta.

L’attrice stessa ha raccontato con entusiasmo la sua esperienza sul set: “Ho guardato He-Man crescendo, mio fratello ed io, era davvero una parte importante della mia infanzia. È stato fantastico arrivare sul set e vedere il costume e quello che avevano in mente per me — il vestito, la parrucca, le lenti. Sono così emozionata di vedere cosa ne faranno, perché sento che la mia parte è solo un piccolo elemento di quello che sarà il prodotto finale.”

Nella mitologia del franchise, la Sorceress — il cui vero nome è Teela Na — è la guardiana di Castello Grayskull e la custode dei suoi segreti millenari. Spesso descritta come la madre di Teela, è uno degli esseri più potenti di Eternia, il che la rende un bersaglio costante per Skeletor e le sue forze del male.

Un cast corale di grande livello

Le immagini promozionali mostrano anche altri personaggi della ricca schiera di guerrieri e villain: Mekaneck, Ram Man, Spikor e Goat Man, interpretati rispettivamente da James Wilkinson, Jon Xue Zhang, James Apps e Hafthor Bjornsson — il colosso islandese già noto al grande pubblico per Il Trono di Spade.

Il cast principale è già stato ampiamente presentato: Nicholas Galitzine è He-Man/Principe Adam, Jared Leto interpreta il malvagio Skeletor, Camila Mendes è Teela e Idris Elba veste i panni di Man-At-Arms. James Purefoy e Charlotte Riley sono Re Randor e la Regina Marlena, mentre Alison Brie porta sul grande schermo Evil-Lyn, il braccio destro di Skeletor. Completano il quadro Sam C. Wilson come Trap Jaw, Kojo Attah come Tri-Klops e Kristen Wiig, che presterà la sua voce a Roboto.

Una strada lunga, finalmente arrivata alla meta

Portare Masters of the Universe sugli schermi è stata un’impresa di per sé. Netflix aveva avviato uno sviluppo nel 2022 senza portarlo a termine, prima che il progetto approdasse ad Amazon MGM Studios. Travis Knight — già regista di Kubo e la Spada Magica e Bumblebee — è al timone, con una sceneggiatura rimaneggiata da Chris Butler sulla base di una bozza precedente di David Callaham.

La storia è un reboot delle origini: il giovane Principe Adam precipita sulla Terra da bambino, separato dalla sua Spada del Potere. Quindici anni dopo, ormai adulto, viene richiamato su Eternia per affrontare Skeletor e scoprire il proprio destino come He-Man, l’uomo più potente dell’universo.

Masters of the Universe arriverà nei cinema italiani il 4 giugno 2026.

God of War: Sonya Walger si unisce al cast nella serie Amazon Prime Video nel ruolo di Freya

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Il pantheon norreno della serie God of War di Amazon Prime Video si sta componendo pezzo dopo pezzo. L’ultimo tassello ad aggiungersi è Sonya Walger, nota al pubblico per Lost e For All Mankind, che interpreterà il ruolo ricorrente di Freya — dea Vanir, ex moglie di Odino e una delle figure più complesse dell’intero universo dei videogiochi targati Santa Monica Studio.

L’attrice si unisce a un cast già ricco di nomi importanti: Ryan Hurst nei panni di Kratos, Callum Vinson come Atreus, e Mandy Patinkin nel ruolo del subdolo Odino. A completare il quadro degli dèi nordici ci sono Max Parker come Heimdall, Ólafur Darri Ólafsson nei panni di Thor, Alastair Duncan come il testa parlante Mimir, Danny Woodburn e Jeff Gulka nella doppia veste dei fratelli fabbri Brok e Sindri, e Ed Skrein come Baldur.

Chi è Freya nella serie di God of War

La descrizione ufficiale del personaggio non lascia dubbi sulla sua centralità nella storia: Freya è “una dea Vanir e principessa che pratica una magia antica e potente”, nonché ex regina delle Valchirie ad Asgard — un titolo che le fu conferito nel giorno delle sue nozze con Odino. Quando il loro matrimonio infelice si concluse con il suo esilio, Freya si ritrovò tagliata fuori sia dalla sua famiglia che dalla sua terra natale, Vanaheim. Ha vissuto da sola a Midgard per un secolo, reclusa in una radura nascosta, temuta dagli esseri umani e spesso conosciuta come la Strega dei Boschi.

Nei videogiochi, Freya è uno dei personaggi più sfumati dell’intera saga: alleata riluttante nel titolo del 2018, antagonista tormentata nel sequel God of War Ragnarök del 2022. Un arco narrativo complesso che la serie avrà l’occasione di esplorare con ancora più profondità.

God of War Serie TV

Un progetto ambizioso, già in produzione

La serie — già rinnovata per una seconda stagione prima ancora dell’uscita della prima — è attualmente in produzione a Vancouver. Alla guida del progetto c’è Ronald D. Moore come showrunner e sceneggiatore, con i primi due episodi diretti da Frederick E.O. Toye, già vincitore di un Emmy per il suo lavoro su Shōgun e Fallout. Tra i produttori esecutivi figurano il direttore creativo del gioco originale Cory Barlog e Hermen Hulst di Sony Interactive Entertainment.

Vale la pena notare che la prima immagine ufficiale di Kratos e Atreus — diffusa qualche settimana fa — aveva diviso i fan, con reazioni tutt’altro che positive sui social. Una partenza accidentata sul fronte dell’immagine, ma con un cast e una squadra creativa che lasciano ancora spazio all’ottimismo.

Una data d’uscita non è ancora stata annunciata.

City Hunter 2 arriva su Netflix nel 2027: confermati i protagonisti del primo film

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Le strade di Shinjuku si preparano ad accogliere di nuovo il loro “sweeper” più famoso. Netflix ha annunciato ufficialmente il sequel di City Hunter, il live-action giapponese del 2024 che aveva conquistato la vetta della Global Top 10 (film non in lingua inglese) nella sua settimana d’esordio. Il secondo capitolo debutterà globalmente nel 2027, e l’annuncio è arrivato il 26 marzo — il giorno del compleanno del protagonista Ryo Saeba, un dettaglio che i fan del manga originale hanno sicuramente apprezzato.

Ryohei Suzuki torna nei panni dello spietato quanto irresistibilmente sgangherato Ryo, il mercenario dalla mira infallibile e dalla debolezza fin troppo nota per le belle donne. Al suo fianco tornerà Morita Misato nel ruolo di Kaori Makimura, la partner e co-protagonista femminile che nel primo film aveva ereditato il ruolo di compagna di Ryo dopo la tragica morte del fratello. Confermata anche Fumino Kimura nei panni del detective Saeko Nogami, la poliziotta tanto perspicace quanto esasperata dai metodi di Ryo. Alla regia torna Keiichiro Shiraki, che aveva diretto il primo capitolo, con una sceneggiatura firmata da Junpei Yamaoka.

Una storia che va alle radici del franchise

I dettagli sulla trama restano riservati, ma Netflix ha dichiarato che il sequel “esplorerà ulteriormente e amplierà il mondo distintivo dell’amato manga originale”. Suzuki stesso ha aggiunto qualcosa in più: “Il film precedente raccontava la storia delle origini tra Ryo e Kaori. In questo sequel, consegneremo quella che potremmo chiamare la versione più quintessenziale di City Hunter.”

Una promessa ambiziosa, che lascia intuire un tono ancora più aderente allo spirito del manga di Tsukasa Hōjō — serializzato dal 1985 e con oltre 50 milioni di copie vendute in tutto il mondo, da cui sono nate quattro serie anime, numerosi film d’animazione, videogiochi e persino un live-action coreano con Lee Min-ho nel 2011.

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L’impatto del primo City Hunter

Il successo del primo City Hunter aveva sorpreso anche i più ottimisti. Oltre alle classifiche di Netflix, il film aveva generato effetti concreti e misurabili: le vendite del manga originale erano aumentate di nove volte nei giorni successivi all’uscita, e le riprese effettuate nei siti industriali del patrimonio culturale giapponese avevano portato all’economia locale circa 129 milioni di yen (circa 811.000 dollari). Numeri che rendono il sequel non solo atteso, ma praticamente inevitabile.

Per i fan del franchise — e per chi si fosse avvicinato al personaggio solo grazie al film Netflix — l’appuntamento è fissato al 2027.

Il Signore degli Anelli: L’Ombra del Passato sarà il nuovo film della saga e infrangerà una regola di Tolkien

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Avere più film de Il Signore degli Anelli in lavorazione simultaneamente non era esattamente nell’agenda di nessuno per il 2026, eppure eccoci qui. Warner Bros. ha annunciato ufficialmente Il Signore degli Anelli: L’Ombra del Passato, un nuovo film co-scritto da nientemeno che Stephen Colbert — sì, il conduttore del The Late Show — insieme alla sceneggiatrice storica della saga Philippa Boyens e al figlio di Colbert, Peter McGee. L’annuncio è arrivato tramite un video pubblicato da Peter Jackson, che figura nel progetto come produttore.

Il film sarà ambientato 14 anni dopo la partenza di Frodo per i Territori Immortali, e seguirà Sam, Merry e Pipino mentre ripercorrono i primi passi della loro avventura. Nel frattempo, Elanor, la figlia di Sam, scopre un segreto sepolto da tempo — qualcosa che potrebbe riscrivere la storia della Guerra dell’Anello e svelare perché rischiò di essere persa ancor prima di cominciare. Il progetto nasce da Colbert e da suo figlio, che hanno lavorato alla sceneggiatura per circa due anni in stretta collaborazione con Boyens, prima di ottenere il via libera da New Line e Warner Bros.

La regola di Tolkien che il film sta per infrangere

Ecco dove le cose si fanno interessanti — e un po’ scomode per i fan più fedeli all’opera originale. J.R.R. Tolkien aveva provato a scrivere un sequel a Il Signore degli Anelli, tentatively intitolato The New Shadow, ambientato circa 100 anni dopo la Guerra dell’Anello. Ne scrisse solo una tredina di pagine prima di abbandonare il progetto, ritenendolo privo di quella scintilla epica che aveva alimentato i libri precedenti. Una decisione che, di fatto, equivaleva a dichiarare che Il Ritorno del Re dovesse rimanere la parola finale sulla Terra di Mezzo.

L’Ombra del Passato rompe esattamente quella regola non scritta, portando avanti la storia cronologicamente oltre l’ultimo punto raggiunto da Tolkien stesso. È una scelta audace — e non sorprende che abbia già diviso i fan, tra chi accoglie con entusiasmo la prospettiva di rivedere Sam, Merry e Pipino, e chi ritiene che certe storie vadano lasciate in pace.

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Un film radicato nell’opera di Tolkien

A parziale risposta alle perplessità, il film si propone di attingere a materiale tolkieniano autentico ma inedito sul grande schermo: Colbert ha spiegato che L’Ombra del Passato si ispirerà a sei capitoli de La Compagnia dell’Anello mai adattati da Jackson nei film del 2001 — inclusi i brani relativi ai Tumulilande — costruendo una storia autonoma ma fedele allo spirito della saga originale. In questo senso, il progetto è forse il più vicino che si sia mai arrivati a realizzare la visione incompiuta di Tolkien per la storia successiva al Ritorno del Re.

Non è la prima volta che Colbert e Jackson collaborano: il conduttore aveva già un piccolo cameo in Lo Hobbit: La desolazione di Smaug nel 2013, e aveva diretto Jackson nel cortometraggio del 2019 Darrylgorn, anch’esso ambientato nella Terra di Mezzo.

Un franchise in piena espansione

L’Ombra del Passato si inserisce in una stagione di rilancio importante per il franchise. Arriverà dopo Il Signore degli Anelli: Caccia a Gollum, diretto e interpretato da Andy Serkis — che torna quindi nei panni di Gollum — e prodotto da Jackson, con uscita prevista per il 17 dicembre 2027. Quel film seguirà Aragorn nella sua missione per catturare Gollum nel periodo compreso tra Lo Hobbit e gli eventi de La Compagnia dell’Anello. Sul fronte televisivo, Gli Anelli del Potere su Prime Video è già alla terza stagione in sviluppo.

Il Signore degli Anelli: L’Ombra del Passato non ha ancora una data d’uscita ufficiale. Ma considerando i due anni già investiti nella sceneggiatura e il team creativo coinvolto, la Terra di Mezzo sembra destinata a tornare — che lo si voglia o meno.

La serie TV di Harry Potter si mostra con il primo trailer che svela anche la data di uscita

La magia sta ufficialmente tornando, con la serie TV di Harry Potter che si è mostrata con il primo teaser trailer.

Durante un evento stampa a Londra, HBO ha svelato le prime immagini del reboot televisivo dedicato al mondo creato da J. K. Rowling, accompagnandolo con una sorpresa niente male: la data di uscita fissata per Natale 2026, anticipando di fatto le aspettative che parlavano di un debutto atteso per il 2027.

Il titolo cambia (e torna alle origini)

Una delle scelte più interessanti riguarda il titolo della prima stagione (composta da otto episodi), che non sarà un generico “Harry Potter”, ma “Harry Potter e la Pietra Filosofale”, riprendendo il nome originale del primo libro della saga.

Un dettaglio che sembra confermare una strategia ben precisa: ogni stagione adatterà fedelmente ognuno dei romanzi, seguendo passo passo la crescita di Harry e compagni. Una scelta che potrebbe finalmente dare alla saga il respiro narrativo più ampio che i film, per forza di cose, hanno dovuto comprimere.

Hogwarts come non l’abbiamo mai vista

Il teaser non svela troppo della trama, ma punta tutto sull’atmosfera, offrendoci la prima, vera sorpresa.

La nuova versione di Hogwarts appare più immersiva, più viva, più dettagliata, con un’estetica che richiama quella classica ma la aggiorna con un world-building più ricco e stratificato.

Il tono sembra leggermente più maturo, senza perdere quel senso di meraviglia “fanciullesca” che ha reso la saga un fenomeno globale.

Il nuovo trio Harry, Hermione e Ron

Al centro della serie troviamo una nuova generazione di attori pronti a raccogliere un’eredità pesantissima: Dominic McLaughlin sarà Harry Potter, Arabella Stanton interpreterà Hermione Granger
mentre Alastair Stout vestirà i panni di Ron Weasley.

Il teaser accenna già al percorso classico di Harry: dalla vita con i Dursley alla scoperta del mondo magico, fino all’ingresso in un destino molto più grande di lui.

Una sfida enorme per HBO

Con questo teaser, il reboot di Harry Potter fa il suo primo passo reale, e lo fa sotto una pressione enorme.

Da un lato c’è l’eredità dei film, pellicole diventate iconiche per un’intera generazione. Dall’altro, c’è la promessa di un adattamento più fedele, più profondo, più completo.

La vera domanda ora è una sola: riuscirà questa nuova serie a conquistare sia i fan storici che chi Hogwarts non l’ha mai visitata?

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Oceania live-action: ecco Dwayne Johnson nei panni di Maui nel nuovo trailer

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Disney ha risposto alla chiamata dell’oceano — di nuovo. Il nuovo trailer del remake live-action di Oceania è finalmente arrivato, e con lui il primo vero sguardo a Dwayne Johnson in carne e ossa nei panni del semidio Maui, completo di tatuaggi magici e amo da pesca gigante. Al suo fianco, la nuova protagonista Catherine Lagaʻaia nel ruolo di Vaiana, in quello che si preannuncia come uno dei film Disney più attesi del 2026.

Il trailer riprende con fedeltà alcune delle sequenze più iconiche dell’animazione originale: l’incontro tra Vaiana e Maui, la danza con la nonna Tala e diverse scene ad alto tasso di CGI, come la trasformazione di Maui in balena e la battaglia contro Te Kā, la creatura di lava e fuoco. Fanno la loro apparizione anche Tamatoa, il gigantesco granchio vanitoso, e l’immancabile gallo Eihei, entrambi nella loro versione live-action. Nel trailer si possono anche sentire alcune delle canzoni più amate del film originale, tra cui una preview di Io sono Oceania (Il canto degli antenati).

Un cast di peso per una storia senza tempo

Definito dai suoi creatori una “reimaginazione” del film d’animazione candidato agli Oscar, il live-action di Oceania porta avanti la storia della giovane figlia di un capo polinesiano, scelta dall’oceano per riportare la pace alla sua isola dopo che una forza oscura ha prosciugato la vita dalla terra. Per farlo, dovrà mettersi in viaggio con il burbero ma irresistibile semidio Maui.

Nel cast, oltre a Lagaʻaia e Johnson, figurano John Tui nel ruolo del capo Tui, padre di Vaiana; Frankie Adams nei panni di Sina, la madre; e Rena Owen come nonna Tala. Alla regia c’è Thomas Kail, noto per aver diretto la versione cinematografica del musical Hamilton, alla sua prima esperienza con un live-action narrativo.

Tra i produttori del film compaiono, oltre a Johnson stesso, Dany Garcia, Beau Flynn, Hiram Garcia e Lin-Manuel Miranda, il compositore che aveva firmato le canzoni originali — compresa How Far I’ll Go, candidata all’Oscar. Miranda tornerà a lavorare sul progetto insieme al compositore Mark Mancina e a Opetaia Foaʻi per le nuove canzoni originali.

Il filo che lega passato e presente

Un dettaglio significativo riguarda Auliʻi Cravalho, la voce originale di Vaiana nel film d’animazione del 2016 e nel suo sequel Oceania 2 del 2024: l’attrice ha scelto di non riprendere il ruolo in carne e ossa per lasciare spazio a una nuova generazione di artiste polinesiane, assumendo invece il ruolo di produttrice esecutiva. Una scelta rispettosa e significativa, in linea con lo spirito del franchise.

Oceania arriverà nei cinema americani il 10 luglio 2026, a esattamente dieci anni dall’uscita del film animato originale — che nel 2016 aveva incassato 687 milioni di dollari in tutto il mondo. Il sequel Oceania 2 aveva poi superato il miliardo di dollari nel 2024. Per il pubblico italiano, l’appuntamento è fissato al 19 agosto 2026.