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Trailer finale per The Punisher One Last Kill: caos, sangue e zero compromessi

Frank Castle è tornato e lo fa nel modo più crudo e brutale possibile, come mostrato dal trailer finale di The Punisher: One Last Kill.

Se pensavate di sapere cosa aspettarvi beh, preparatevi a ricredervi perché questo ritorno su Disney+ non sembra avere alcuna intenzione di giocare sul sicuro.

Dichiarazione di guerra per il teschio

Il breve filmato promozionale, condiviso via social, arriva con una frase che suona come una provocazione bella e buona: “È tutto qui quello che sai fare?”. E l’incipit di un’escalation di violenza, tensione e pura rabbia repressa.

Al centro di tutto, ovviamente, c’è sempre lui, Frank Castle, ancora una volta interpretato da un intensissimo Jon Bernthal. Insomma, il teschio bianco è tornato, più sporco, più consumato e decisamente più pericoloso.

Un ritorno senza filtri

Chi temeva una versione “addolcita” del personaggio può tirare un sospiro di sollievo. Il progetto è classificato TV-MA, e Bernthal stesso ha messo le cose in chiaro: “Non sarà una versione light del Punitore, ve lo prometto.”

Parole che trovano conferma anche nelle dichiarazioni di Brad Winderbaum, produttore esecutivo Marvel, il quale ha descritto la storia come “una fucilata narrativa”.

Bernthal davanti e “dietro” la macchina da presa

Jon Bernthal non si limita a indossare il giubbotto antiproiettile di Castle ma firma anche la sceneggiatura insieme al regista Reinaldo Marcus Green.

Una collaborazione già rodata, con i due già visti insieme in King Richard e We Own This City, accoppiata che qui promette di portare sullo schermo una versione ancora più personale e viscerale del personaggio con un unico obiettivo: spingere Castle al limite.

Per rendere tutto ancora più credibile, Bernthal ha coinvolto anche l’ex Marine Raider Nick Koumalatsos come consulente. Il risultato? Quella che l’attore definisce la versione più “adrenalinica” mai vista del Punitore.

Una storia di redenzione (forse)

La trama di questo speciale riprende con Frank Castle alla ricerca di qualcosa che vada oltre la sua eterna spirale di vendetta. Una pace, forse. Un senso. Un motivo per fermarsi. Ma non andrà esattamente così.

Una nuova minaccia lo trascinerà di nuovo nel caos, costringendolo a fare ciò che sa fare meglio.

Quando esce The Punisher: One Last Kill?

The Punisher: One Last Kill arriverà su Disney+ martedì 12 maggio, appena una settimana dopo il finale della seconda stagione di Daredevil: Born Again.

Ma non finisce qui: Bernthal è già pronto a tornare nei panni di Frank Castle anche in Spider-Man: Brand New Day, in uscita al cinema il 31 luglio.

Insomma, il Punitore è ufficialmente tornato e sembra avere ancora parecchi conti in sospeso.

Narnia torna al cinema: Netflix cambia strategia e punta tutto su The Magician’s Nephew

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C’è qualcosa di profondamente magico nella decisione presa da Netflix per il suo prossimo grande progetto fantasy. Dopo anni passati a dominare il salotto di casa, il colosso dello streaming sembra pronto a fare sul serio anche al cinema con Narnia: The Magician’s Nephew, film diretto da Greta Gerwig che ha appena ricevuto una data ufficiale: 12 febbraio 2027. Ma la vera notizia non è quando uscirà… bensì come.

Uscita cinematografica “vera”

Dimenticate le classiche distribuzioni “mordi e fuggi” tipiche delle piattaforme streaming. Questa volta la “N rossa” ha deciso di giocare come i grandi studios: il film avrà una finestra cinematografica esclusiva di oltre 45 giorni prima di approdare sulla piattaforma.

Un cambio di policy che farà felici gli amanti del grande schermo e che segna un passo importante verso una distribuzione più tradizionale.

Un rinvio trasformato in opportunità

In origine, il film doveva uscire durante il periodo del Ringraziamento, ma la produzione ha subito uno stop a causa dell’infortunio di un membro del cast. Il risultato è stato uno slittamento di circa sei settimane e l’addio alla finestra prevista inizialmente.

Invece di correre ai ripari con una soluzione “di compromesso”, Netflix ha colto la palla al balzo. Nuova data, il 12 febbraio 2027, nuova strategia e soprattutto una distribuzione globale con anteprime IMAX a partire dal 10 febbraio.

Greta Gerwig e il sogno di Narnia

Chi conosce il lavoro di Greta Gerwig sa che non è una regista qualsiasi. Dopo il successo di film come Barbie, la sua visione per Narnia promette qualcosa di unico e, soprattutto, profondamente personale.

Il film è tratto dal romanzo del 1955 “Il nipote del mago” di C. S. Lewis, e racconta le origini del mondo di Narnia. Parliamo di una sorta di prequel che esplora come tutto è iniziato, compreso uno degli elementi più iconici della saga: la creazione del mondo attraverso… la musica.

La Gerwig ha raccontato di essere rimasta incantata da questa idea fin da bambina, descrivendola come uno dei concetti più “improbabili ma geniali” mai incontrati.

Un cast tra nuove promesse e grandi nomi

Il film vedrà protagonisti i giovani David McKenna e Beatrice Campbell, affiancati da nomi ben più noti come Emma Mackey, Carey Mulligan e Kobna Holdbrook-Smith.

E poi arrivano loro, i pezzi da novanta: Daniel Craig e Meryl Streep, due nomi che da soli bastano a far alzare le aspettative alle stelle.

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GTA 6: il CEO di Take-Two spiega perché il gioco non uscirà subito su PC

Quando GTA 6 arriverà sul mercato alla fine di quest’anno, ci sarà un grande assente: il PC. La prossima attesissima pubblicazione di Rockstar Games sarà inizialmente disponibile solo su PlayStation 5 e Xbox Series X/S, una scelta che lo studio ha confermato da tempo ma che continua a far discutere — soprattutto considerando l’enorme crescita del gaming su PC negli ultimi anni. Ora il CEO di Take-Two Interactive, Strauss Zelnick, ha provato a spiegare meglio le ragioni dietro questa decisione.

In un’intervista a Bloomberg, Zelnick ha affrontato la questione frontalmente, citando la filosofia storica di Rockstar Games: lo studio considera i giocatori console il proprio pubblico principale, e preferisce concentrare le energie iniziali su quel segmento prima di pensare ad altre piattaforme.

La logica del “core consumer”

“Rockstar parte sempre dalla console, perché penso che per un lancio del genere tu venga giudicato dal servire il pubblico principale”, ha spiegato Zelnick. “Servire davvero il consumatore principale. Se il tuo consumatore principale non c’è, se non viene servito per primo e nel modo migliore, in qualche modo non riesci nemmeno a raggiungere gli altri consumatori.”

Una filosofia che ha le sue motivazioni pratiche. Sviluppare e ottimizzare un gioco delle dimensioni di Grand Theft Auto 6 richiede un livello di rifinitura enorme, e farlo simultaneamente su tre piattaforme con architetture diverse moltiplica esponenzialmente la complessità. Concentrarsi sulle due console di nuova generazione permette a Rockstar di garantire un’esperienza più stabile e curata al lancio, evitando i problemi tecnici che hanno afflitto altre uscite di alto profilo negli ultimi anni.

Zelnick non ha confermato né smentito un’eventuale futura uscita su PC, ma osservando la storia recente di Rockstar la cosa appare quasi scontata. Grand Theft Auto V arrivò su PC quasi due anni dopo il debutto console del 2013, mentre Red Dead Redemption 2 fu portato su PC con un anno di ritardo rispetto alla versione console del 2018. La stessa sorte attende quasi certamente GTA 6, anche se Rockstar potrebbe decidere di accorciare i tempi rispetto al passato, vista la centralità sempre maggiore del PC nel mercato videoludico globale.

Il marketing in arrivo per GTA 6

Grand Theft Auto 6 è atteso al lancio per il 19 novembre 2026 su PlayStation 5 e Xbox Series X/S. Rockstar ha lasciato intendere che la macchina promozionale del gioco si attiverà nel corso dell’estate, il che significa che nei prossimi mesi è ragionevole aspettarsi nuovi trailer, dimostrazioni di gameplay e dettagli sulla trama e sui personaggi.

Considerando che GTA 6 è probabilmente il gioco più atteso dell’intera generazione console, ogni minimo dettaglio sulla campagna marketing diventerà un evento. Per i giocatori PC che dovranno aspettare ancora un po’, resta solo la consolazione di poter giocare alla versione probabilmente più ottimizzata e con tutti i contenuti aggiunti nel frattempo. Una magra consolazione, ma comunque una consolazione.

Eric Kripke parla della cancellazione di Gen V: “Sto combattendo per tenere in vita la serie”

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I fan di Gen V stanno ancora metabolizzando la notizia: Amazon Prime Video ha deciso di non rinnovare lo spin-off di The Boys dopo due stagioni. La cancellazione è stata ufficializzata lo scorso 25 aprile, e ora Eric Kripke — showrunner sia di Gen V che della serie madre — è intervenuto per fare chiarezza su quanto accaduto dietro le quinte. Il messaggio è semplice e netto: la decisione non è stata sua.

In un’intervista a Entertainment Weekly, Kripke ha affrontato la situazione in modo diretto: “Non sono io ad aver cancellato la serie. Primo, non ho il potere di farlo. Secondo, stavo combattendo per tenere in vita la serie quasi più di chiunque altro al mondo. Quindi sono deluso quanto tutti gli altri.”

I fan riversano la rabbia sui social

Da quando la notizia è arrivata, una parte del fandom ha iniziato a riversare la propria frustrazione direttamente sui canali social di Kripke. Lo showrunner ha rivelato di essere stato letteralmente sommerso da insulti — una situazione particolarmente ingiusta considerando che, come ha precisato, era proprio lui uno dei più convinti sostenitori del proseguimento della serie.

Sul motivo dietro la cancellazione, Kripke ha tirato fuori la matematica spietata di Hollywood: queste decisioni si basano sul “numero di spettatori contro quanto costa fare la serie, e ha senso commerciale o no? Sfortunatamente, hanno deciso di no.” Una formula brutale che ha colpito molte produzioni di alto profilo negli ultimi anni, anche di successo critico.

Gen V 2

Quello che restava da raccontare in Gen V

Quello che brucia di più, per chi seguiva la serie, è sapere che Kripke aveva un piano in tre stagioni già delineato. La seconda stagione, conclusasi nell’ottobre 2025, aveva appena iniziato a esplorare il vero potenziale di Marie Moreau — la protagonista interpretata da Jaz Sinclair, capace di manipolare il sangue. Il personaggio aveva ancora molta strada da fare per imparare a controllare i propri poteri, e quel viaggio si è ora interrotto bruscamente.

Gen V aveva costruito un’identità tutta sua pur restando saldamente legata all’universo di The Boys. Ambientata alla Godolkin University, la serie seguiva un gruppo di giovani Super alle prese con i propri poteri e con i lati più oscuri della Vought International. Una formula che aveva funzionato bene anche con la critica, oltre che con i fan.

L’universo Vought non si ferma

Anche se Gen V è chiusa come serie autonoma, l’universo di The Boys ha ancora parecchio da raccontare. Kripke ha lasciato intendere che Amazon resta interessata a espandere il franchise: il team starebbe già “facendo brainstorming internamente su un paio di idee diverse”. C’è anche la possibilità che alcuni dei volti di Gen V facciano la loro comparsa in altri progetti futuri, “un’opportunità di assorbire almeno una parte del gruppo di Gen V, ed è proprio per questo che è stato pensato così.”

In effetti, il finale della seconda stagione di Gen V aveva già preparato il terreno: Marie e gli altri vengono raggiunti da Starlight e A-Train, che li invitano a unirsi alla Resistenza contro Patriota. Un passaggio narrativo che li trasferisce direttamente nel cuore della guerra finale di The Boys.

Per ora l’attenzione di Kripke è tutta sulla conclusione del franchise principale. La quinta e ultima stagione di The Boys è in corso di trasmissione su Prime Video, con i nuovi episodi in distribuzione settimanale e il finale di serie fissato per il 20 maggio 2026. Dopo, il franchise si sposterà nel passato con Vought Rising, prequel ambientato negli anni Cinquanta con Jensen Ackles nei panni di Soldatino e Aya Cash in quelli di Clara Vought, alias Stormfront.

Odissea: il nuovo trailer di Nolan svela un evento cinematografico imponente

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Universal Pictures ha rilasciato il nuovo trailer di Odissea, l’attesissimo film di Christopher Nolan, e quello che mostra è esattamente quello che ci si aspettava: un evento cinematografico di proporzioni mitologiche. Il filmato debuttato durante una puntata del The Late Show di Stephen Colbert offre il primo vero assaggio di quello che il regista britannico ha preparato per affrontare uno dei testi fondativi della cultura occidentale.

Le immagini trascinano subito lo spettatore nel cuore del poema omerico: creature gigantesche, tradimenti politici e quel lungo, doloroso viaggio di ritorno a casa che è il vero motore della storia. Se temevate che Nolan potesse essere intimidito dal materiale di partenza, questo trailer toglie ogni dubbio.

Damon, Pattinson e un cast da capogiro per Odissea

Al centro del trailer c’è Matt Damon nei panni di Ulisse, ripreso anche durante uno scontro con Polifemo. Ma è la rivelazione di Robert Pattinson come Antinoo — uno dei Proci che insidiano la corte di Itaca durante l’assenza del re — a regalare uno dei momenti più intriganti del filmato. Una conferma che il film non si limiterà al viaggio in mare di Ulisse ma esplorerà anche le tensioni politiche e familiari che agitano Itaca durante la sua lontananza.

Il cast prosegue con Anne Hathaway nel ruolo di Penelope, Tom Holland in quello di Telemaco, Zendaya come Atena — guida invisibile dell’eroe — e Charlize Theron nelle vesti di Circe, la maga che porta il pericolo magico al cuore della narrazione. Completano l’ensemble Lupita Nyong’o, Jon Bernthal, Benny Safdie, John Leguizamo, Himesh Patel, Will Yun Lee, Mia Goth, Jimmy Gonzales, Elliot Page e Jovan Adepo. Un cast da grandi occasioni, anche per gli standard di Nolan.

L’Odissea

Un’ambizione tecnica senza precedenti

Odissea sarà il tredicesimo lungometraggio della carriera di Nolan, scritto e prodotto insieme a Emma Thomas attraverso la loro casa di produzione Syncopy, con la distribuzione affidata a Universal Pictures. Sul piano tecnico, il film fa storia: si tratta del primo film narrativo girato interamente con cineprese IMAX, una scelta che dovrebbe restituire al pubblico la portata mitica della storia con una qualità visiva mai vista prima.

L’attesa attorno al film è tale che Universal ha messo in vendita i biglietti per le proiezioni in pellicola 70mm già a luglio 2025, un anno intero prima dell’uscita. Una mossa di marketing inusuale ma riuscita: ha trasformato l’attesa stessa in un evento.

Odissea arriverà nelle sale italiane il 16 luglio 2026, un giorno prima dell’uscita americana. Negli Stati Uniti se la dovrà vedere con Spider-Man: Brand New Day (titolo italiano non ancora confermato), che uscirà lo stesso giorno — uno scontro al botteghino tra due dei film più attesi dell’estate. Un confronto interessante, anche se è difficile immaginare due pellicole più diverse tra loro.

Lucasfilm celebra lo Star Wars Day con un emozionante trailer di The Mandalorian and Grogu

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Per festeggiare lo Star Wars Day, la giornata più galattica dell’anno, è stato rilasciato un video promozionale dedicato a The Mandalorian and Grogu, il film che porterà sul grande schermo le avventure del più improbabile (e amato) duo che abbia attraversato la galassia.

Questa volta, però, non si tratta del solito teaser pieno di esplosioni e battaglie spaziali: qui si gioca tutto sulle emozioni.

Il cuore di Star Wars

Il video si apre con una sequenza che sembra voler accarezzare la nostalgia degli spettatori. Una carrellata di momenti iconici della saga ci riporta faccia a faccia con personaggi leggendari come Luke Skywalker, Obi-Wan Kenobi (in versione giovane e meno giovane), Qui-Gon Jinn e Jin Erso.

A fare da filo conduttore, la voce di Din Djarin, interpretato da Pedro Pascal, che pronuncia una frase destinata a rimanere impressa: “I vecchi proteggono i giovani e poi i giovani proteggono i vecchi.”

Ed è qui che il video cambia marcia, trasformandosi in qualcosa di più di un semplice contenuto promozionale, diventando una dichiarazione d’intenti.

Generazioni che si intrecciano

La clip continua espandendo questo concetto, mostrando scorci di personaggi come Yoda, Rey e Anakin Skywalker. Il messaggio è chiaro: Star Wars è sempre stata una storia di eredità, di passaggio del testimone, di legami che attraversano il tempo e lo spazio.

E proprio quando stiamo per perderci nelle emozioni, arriva il cambio di scena.

Din Djarin e Grogu tornano protagonisti

La seconda metà del video lascia da parte la nostalgia per concentrarsi su ciò che verrà facendo entrare in gioco loro: Mando e Grogu.

Le immagini offrono un assaggio di quello che ci aspetta nel film, previsto al cinema il 22 maggio 2026, segnando il ritorno di Star Wars sul grande schermo in una forma che mancava da tempo.

La trama ci porta in una galassia post-Impero: il regime è caduto, ma non del tutto. I signori della guerra imperiali sono ancora sparsi qua e là, pronti a creare caos. Nel frattempo, la Nuova Repubblica cerca di mantenere l’ordine e proteggere ciò per cui l’Alleanza Ribelle ha combattuto.

E chi chiami quando la situazione si fa complicata? Ovviamente un Mandaloriano con una reputazione… diciamo “efficace”.

Din Djarin, insieme al piccolo Grogu, viene reclutato per affrontare queste nuove minacce. Un’evoluzione naturale rispetto a quanto visto nella serie Disney+, che qui trova la sua consacrazione cinematografica.

Il cast di The Mandalorian and Grogu promette scintille

Accanto a Pedro Pascal, il film introduce volti decisamente interessanti. Tra questi spiccano Sigourney Weaver, che non ha certo bisogno di presentazioni e Jeremy Allen White, chiamato a interpretare un personaggio che farà parlare: Rotta the Hutt, figlio del leggendario Jabba.

Alla regia troviamo Jon Favreau, già mente creativa dietro The Mandalorian, affiancato in produzione da Kathleen Kennedy, Dave Filoni e Ian Bryce.

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GameStop vuole comprarsi eBay: follia da meme stock o mossa geniale?

Dall’orlo di un possibile fallimento annunciato al pino per conquistare l’e-commerce mondiale. Se pensavate che GameStop avesse ormai esaurito le sue carte dopo la saga delle meme stock allora preparatevi a qualcosa di ancora più folle (o addirittura geniale): la catena di negozi di videogiochi ha appena lanciato un’offerta da 55,5 miliardi di dollari per acquisire eBay.

Offerta di 125 dollari per azione

Ryan Cohen, CEO di GameStop, ha inviato una lettera ufficiale al consiglio di amministrazione di eBay proponendo l’acquisto a 125 dollari per azione, in un mix 50/50 tra contanti e azioni GameStop. Rispetto al prezzo di chiusura delle azioni di eBay di venerdì scorso, l’offerta rappresenta un premio di circa il 20%.

I numeri fanno girare la testa: eBay ha una capitalizzazione di mercato di circa 46 miliardi di dollari, quasi quattro volte quella di GameStop che si attesta intorno ai 12 miliardi.

Stiamo parlando di uno delle OPA più audaci e asimmetriche nella storia recente delle fusioni e acquisizioni. Di solito è il pesce grande a mangiare il piccolo, invece qui è il contrario e Cohen lo sa benissimo.

Per finanziare l’operazione, GameStop conta su circa 9,4 miliardi di dollari in cassa e investimenti liquidi, oltre a un impegno di finanziamento da circa 20 miliardi di dollari in debito da TD Securities, sussidiaria di TD Bank. Ulteriori capitali potrebbero arrivare da investitori esterni, inclusi fondi sovrani mediorientali.

Perché GameStop vuole eBay?

La logica strategica, almeno sulla carta, ha una sua coerenza. Cohen sostiene che unire GameStop ed eBay sotto lo stesso tetto creerebbe sinergie enormi: i 1.600 negozi fisici di GameStop negli Stati Uniti diventerebbero una rete nazionale per autenticazione, acquisizione merce, logistica e commercio dal vivo, esattamente il tipo di infrastruttura che eBay non ha mai avuto.

L’obiettivo dichiarato, quindi, è creare un competitor credibile ad Amazon, stando proprio alle parole di Cohen: “eBay dovrebbe valere, e varrà, molto di piùo. Sto pensando di trasformare eBay in qualcosa che valga centinaia di miliardi di dollari”.

Cohen ha anche promesso di tagliare 2 miliardi di dollari di costi annualizzati di eBay entro 12 mesi dalla chiusura dell’accordo e di assumere lui stesso il ruolo di CEO della società risultante.

Il “meme king” che non si ferma mai

Per capire perché questa notizia fa così rumore, bisogna ricordare chi è Ryan Cohen.

Cohen è l’uomo che ha fondato Chewy, portandola a essere una delle più grandi piattaforme di e-commerce per prodotti per animali domestici, per poi venderla a PetSmart per 3,35 miliardi. È entrato nel board di GameStop nel gennaio 2021, proprio quando la società era sull’orlo del baratro, diventandone CEO e riportando faticosamente la società di Grapevine a fare profitti attraverso tagli drastici.

Cosa non secondaria è che il buon Ryan è il meme king — così lo chiamano i trader retail — l’uomo la cui sola presenza sui social è capace di muovere i mercati. Nel 2021, GameStop aveva guadagnato oltre 1.700% in poche settimane grazie a un esercito di piccoli investitori che sfidava gli hedge fund e cohen era al centro di tutto.

Ora Cohen dice di essere pronto a portare l’offerta direttamente agli azionisti di eBay, una mossa chiamata proxy fight se i capoccia di eBay dovessero rifiutare l’offerta senza nemmeno trattare.

O nasce qualcosa di enorme o qualcuno si farà malissimo

La realtà, però, è che GameStop resta un’azienda in difficoltà strutturale.

Il mercato del gaming fisico continua a contrarsi a favore del digitale e i numeri lo confermano: l’ultimo trimestre ha registrato un calo del 14% nei ricavi. Comprare eBay con questo scenario di fondo è una scommessa enorme, forse la più grande della carriera di Cohen.

eBay, dal canto suo, se la passa decisamente meglio: fondata nel 1995 da Pierre Omidyar come hobby personale, la piattaforma ha di recente pubblicato previsioni per il secondo trimestre superiori alle attese di Wall Street, puntando su collezionismo, accessori per auto e aste in live streaming.

Tuttavia, anche eBay ha qualche problema che non può di certo ignorare: gli utenti sono scesi da 175 milioni nel 2018 a 136 milioni oggi, non proprio il trend ideale per dichiarare guerra ad Amazon.

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Star Wars: Galactic Racer arriverà il 6 ottobre 2026: ci attendono corse spericolate nell’Orlo Esterno

Lucasfilm Games ha annunciato ufficialmente Star Wars: Galactic Racer, un nuovo titolo di corse arcade ambientato nell’Orlo Esterno della galassia. Il gioco arriverà il 6 ottobre 2026 su PlayStation 5, Xbox Series X/S e PC, e i preordini sono già attivi. Una buona notizia per chi ha seguito il franchise dai tempi del leggendario Star Wars Episode I: Racer del 1999 e ha sempre sognato un seguito spirituale all’altezza.

I giocatori vestiranno i panni di Shade, un misterioso pilota che si lancia nella Lega Galattica — un circuito non riconosciuto ufficialmente dove rivalità personali e vecchie ruggini sono la vera benzina di ogni gara. La campagna in giocatore singolo darà spazio alla costruzione di alleanze e alla personalizzazione dei mezzi a repulsione, suddivisi in tre stili distinti, mentre le modalità multigiocatore proporranno scontri tra piloti basati sull’abilità pura.

Il ritorno dei podracer con Galactic Racer

Tra le notizie più gradite per i nostalgici c’è il ritorno dei podracer (o sgusci, se preferite il nome italiano) come classe di veicoli giocabile. Una scelta che riporta alla mente le sfide su Tatooine viste in La minaccia fantasma e che mescola l’eredità classica del franchise con un’esperienza di gioco dichiaratamente moderna. Oltre ai podracer, i giocatori potranno mettersi al volante di landspeeder, speeder bike e skim speeder, ognuno con caratteristiche e stili di guida differenti.

Edizioni e bonus per il preordine

Lucasfilm Games ha strutturato l’offerta su tre livelli, pensati per coprire tutti i tipi di giocatori. L’edizione Standard, prezzata 59,99 dollari, include il gioco base. La Deluxe Edition (79,99 dollari) aggiunge tre veicoli esclusivi — il landspeeder Kor Sarun: Darc X, lo speeder bike Ciza T e lo skim speeder Rak S — insieme a eventi speciali in modalità Arcade, un pacchetto livree esclusive, miglioramenti per gli stendardi multigiocatore e un libro d’arte digitale.

Per i collezionisti più appassionati c’è invece la Collector’s Edition a 159,99 dollari, che include tutti i contenuti digitali della Deluxe più una serie di gadget fisici: un modello del landspeeder Kor Sarun: Darc X, lo stendardo del campione Kestar Bool, patch da pilota, una steel case, una slipcover e un libro d’arte cartaceo. Tutti i preordini, indipendentemente dall’edizione scelta, garantiranno una livrea esclusiva per la propria piattaforma applicabile a landspeeder, speeder bike e skim speeder, oltre a uno stendardo dedicato per il multigiocatore.

Al momento non sono stati comunicati prezzi ufficiali in euro per il mercato italiano, ma considerando le tariffe di conversione standard è ragionevole attendersi cifre di poco superiori a quelle americane. Eventuali edizioni fisiche distribuite in Italia saranno gestite dai canali ufficiali Lucasfilm Games e dai partner locali.

Rapunzel – L’intreccio della torre: Diego Luna nel cast del remake live-action Disney

Il remake live-action di Rapunzel – L’intreccio della torre continua a costruire un cast da grandi occasioni. Secondo quanto riportato da The Hollywood Reporter, Diego Luna — il volto noto di Star Wars grazie al ruolo di Cassian Andor in Rogue One: A Star Wars Story e nella serie Andor — è entrato ufficialmente nel progetto in un ruolo creato appositamente per la nuova versione cinematografica del classico Disney del 2010.

L’aspetto interessante è proprio questo: il personaggio di Luna non esiste nel film d’animazione originale, ma è stato pensato specificamente per il remake. Una scelta che potrebbe segnalare modifiche strutturali alla storia, a seconda di quanto centrale sarà il suo ruolo nella narrazione. Per ora il personaggio resta avvolto nel mistero, e non è chiaro nemmeno se Luna interpreterà un eroe — come fatto per Cassian Andor — o se gli sarà affidato un ruolo da antagonista.

Un cast in costruzione con Diego Luna

Luna si aggiunge a un ensemble già di tutto rispetto. La protagonista Rapunzel sarà interpretata da Teagan Croft, attrice già vista in Titans, mentre il ruolo di Flynn Rider — affidato a Zachary Levi nel film d’animazione — passerà a Milo Manheim, conosciuto per la trilogia Disney Zombies. La parte forse più attesa è però quella di Madre Gothel, che vedrà Kathryn Hahn — reduce dal successo di Agatha All Along — vestire i panni dell’antagonista. Una scelta di casting molto promettente, considerando la capacità della Hahn di muoversi tra registri comici e sinistri con grande facilità.

Luna, dal canto suo, fa parte della famiglia Disney dal 2016, anno del suo debutto in Rogue One. La serie Andor, conclusasi nel 2025 dopo due stagioni, ha consolidato la sua posizione come uno degli attori di punta del franchise Star Wars — e ora la collaborazione con Disney si estende anche alle produzioni live-action delle fiabe classiche.

Rapunzel

La storia e il team creativo

Il film d’animazione Rapunzel – L’intreccio della torre del 2010 — 50° classico Disney — adattava liberamente la fiaba Raperonzolo dei fratelli Grimm. La trama segue una principessa dotata di lunghi capelli magici che vive da sempre rinchiusa in una torre dalla matrigna Madre Gothel, una strega che la rapì da neonata per sfruttare le proprietà ringiovanenti dei suoi capelli. La principessa viene poi salvata dal furfante Flynn Rider, e i due si imbarcano in un’avventura che li porterà alla scoperta delle vere origini di Rapunzel.

Il remake live-action sarà diretto da Michael Gracey, già regista di The Greatest Showman, su una sceneggiatura di Jennifer Kaytin Robinson (Thor: Love and Thunder) e con Kristin Burr (Crudelia) alla produzione. Le riprese inizieranno in Spagna a giugno. La pellicola dovrebbe bilanciare gli elementi narrativi del film originale con nuove aggiunte, ed è probabile che il personaggio interpretato da Luna sia parte di queste novità.

Al momento non è ancora stata comunicata una data di uscita ufficiale, né per l’Italia né per il mercato internazionale.

Elden Ring: le foto e video dal set svelano la Regina Marika e altri personaggi del videogioco

La produzione del film tratto da Elden Ring è ufficialmente in pieno svolgimento, e i primi scatti rubati dal set hanno iniziato a circolare online. I fan del videogioco di FromSoftware hanno finalmente un primo, concreto assaggio di come l’Interregno prenderà vita in live-action — e quello che si vede ha decisamente l’aria giusta.

Le riprese si stanno svolgendo in vari luoghi del Regno Unito, inclusa la Scozia, con altre sessioni previste in Islanda. Già la scelta delle location racconta l’intenzione del progetto: catturare quel mix di bellezza inquietante e desolazione che ha reso il videogioco un fenomeno culturale.

La Regina Marika al centro di tutto

Il dettaglio più rilevante delle foto dal set riguarda la Regina Marika, interpretata da Emma Laird. L’attrice viene ripresa con il caratteristico abito blu del personaggio, in movimento verso un punto fuori campo con quella presenza solenne, quasi inquietante, che chiunque abbia giocato a Elden Ring riconoscerà immediatamente. Un momento apparentemente semplice, ma che rivela molto sull’approccio della produzione.

Per chi non conosce il videogioco, Marika non è un personaggio qualunque: è una dea Numen, vessillo dell’Elden Ring stesso, e la sovrana divina dell’Interregno. È letteralmente al centro dell’intera mitologia del gioco, e vederla portata in scena con questo livello di cura suggerisce che il film non intende edulcorare il materiale originale, ma anzi abbracciarne tutta la sua natura mitica e disturbante.

Tra le altre apparizioni catturate dalle telecamere amatoriali c’è anche il Mangiastronzi (Dung Eater in originale), uno dei personaggi non giocanti più inquietanti dell’intero videogioco, ripreso appeso a un patibolo mentre delle foglie vengono trasportate dal vento. Una scena visivamente potente, perfettamente in linea con il carattere disturbante del personaggio nel videogioco. C’è anche un breve sguardo a Kit Connor, in giubbotto nero, sorridente e a suo agio sul set: poco materiale per dedurre dettagli sul suo personaggio, ma abbastanza per confermare che le riprese stanno procedendo regolarmente.

Un cast e una squadra di tutto rispetto

Oltre a Connor e Laird, il cast del film comprende Ben Whishaw, Cailee Spaeny, Tom Burke, Havana Rose Liu, Sonoya Mizuno, Jonathan Pryce, Ruby Cruz, Nick Offerman, John Hodgkinson, Jefferson Hall e Peter Serafinowicz. Alla regia c’è Alex Garland, già autore di Civil War, Annihilation e Warfare, che ha firmato anche la sceneggiatura. Tra i produttori figura George R.R. Martin, che aveva collaborato con Hidetaka Miyazaki alla costruzione del lore del videogioco originale, insieme ad Andrew Macdonald, Allon Reich, Peter Rice e Vince Gerardis.

Il film verrà girato in formato IMAX — una scelta coerente con la portata epica del materiale di partenza — e arriverà nelle sale americane il 3 marzo 2028. Per quanto riguarda l’Italia, non è ancora stata comunicata una data di uscita ufficiale, ma considerando le abitudini distributive di A24 è ragionevole aspettarsi un’uscita italiana in prossimità di quella statunitense.

Andy Serkis: “Snoke in Star Wars è stata la sfida recitativa più grande della mia carriera”

Andy Serkis è probabilmente l’attore di motion capture più importante della storia del cinema. Dal Cesare di Il pianeta delle scimmie a Gollum della trilogia de Il Signore degli Anelli, passando per il King Kong di Peter Jackson e — più recentemente — il Leader Supremo Snoke nella trilogia sequel di Star Wars. Ognuno di questi personaggi ha richiesto un lavoro fisico ed emotivo enorme. Ma c’è un ruolo che, a sorpresa, l’attore ha indicato come il più complicato di tutti — e probabilmente non è quello che vi aspettate.

Ospite del podcast Happy Sad Confused, Serkis ha rivelato che il vero rompicapo della sua carriera è stato proprio Snoke: “Snoke è il personaggio che ha rappresentato una sfida enorme, perché si stava evolvendo in fase di scrittura mentre stavamo girando. Era ancora poco chiaro chi fosse, cosa rappresentasse davvero in Star Wars: Il risveglio della Forza.”

Snoke: un personaggio in continua evoluzione

Snoke ha fatto la sua prima apparizione in Star Wars: Il risveglio della Forza (2015) come Leader Supremo del Primo Ordine, una figura inquietante e potentissima nel lato oscuro della Forza. Pochi mesi dopo, in Star Wars: Gli Ultimi Jedi (2017), il personaggio è stato ucciso bruscamente da Kylo Ren in una scena tra le più discusse della trilogia. Solo in Star Wars: L’ascesa di Skywalker (2019), il pubblico ha scoperto che Snoke era in realtà uno strandcast — una creatura artificialmente ingegnerizzata e sensibile alla Forza, creata da Darth Sidious (Palpatine) sul pianeta Exegol.

Una rivelazione tardiva che, di fatto, ha confermato quello che Serkis ammette ora: il personaggio non aveva un’identità chiara nemmeno per chi lo interpretava. La direzione narrativa veniva costruita strada facendo, senza un piano coerente fin dall’inizio della trilogia.

ritorno di Snoke

Il problema più ampio della trilogia sequel

Se Serkis era confuso sulle motivazioni del proprio personaggio, non era certo il solo. Le tre pellicole della saga degli Skywalker sono state oggetto di critiche pesanti da parte dei fan, molti dei quali hanno percepito nelle storyline una mancanza di pianificazione e di coerenza che si è riflettuta sulla riuscita complessiva del progetto. Star Wars: Gli Ultimi Jedi di Rian Johnson aveva preso direzioni narrative molto diverse rispetto a quelle suggerite da J.J. Abrams nel capitolo precedente, e L’ascesa di Skywalker — sempre diretto da Abrams — ha cercato di riportare il franchise su binari più tradizionali, producendo però un risultato confuso.

Eppure, a fronte di tutto questo, Serkis ha fatto quello che gli viene meglio: ha portato in scena un personaggio memorabile con i mezzi a sua disposizione. La voce gracchiante, la presenza inquietante, l’aura di minaccia silenziosa — tutto questo è merito suo, indipendentemente da quanto la sceneggiatura riuscisse a costruirgli intorno. Un peccato che il materiale non fosse all’altezza delle sue capacità di performance.

Il Trono di Spade: il video per il 15° anniversario svela momenti emozionanti dal set della stagione 8

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Quindici anni fa, un sabato sera di aprile 2011, su HBO debuttava una serie destinata a cambiare il modo in cui il pubblico guardava la televisione. Per celebrare l’anniversario di Il Trono di Spade, è stato pubblicato un nuovo video che riporta i fan dietro le quinte della stagione finale, mostrando alcuni momenti rimasti finora inediti.

Il filmato non si concentra sulle battaglie, sui draghi o sui colpi di scena che hanno reso la serie un fenomeno globale. Sceglie invece una strada più intima, soffermandosi sui giorni conclusivi sul set e sull’addio del cast e della troupe a un mondo che li ha tenuti uniti per quasi un decennio. Si vedono Emilia Clarke, Kit Harington, Maisie Williams e Peter Dinklage abbracciarsi, ridere, asciugarsi qualche lacrima e provare a metabolizzare la fine di un’esperienza che, per molti di loro, è stata molto più di un semplice lavoro.

Una capsula del tempo, più che una retrospettiva

Il tono del video è quello di una capsula del tempo emotiva. Niente celebrazioni autoreferenziali, niente sequenze di scene celebri rimontate in modo spettacolare. Solo persone che si salutano, attori che riflettono sul significato di lasciarsi alle spalle un personaggio dopo dieci anni e una troupe che chiude una pagina importante della propria carriera. C’è la consapevolezza condivisa che, sul set di Il Trono di Spade, si era costruita qualcosa di simile a una seconda famiglia.

Adattata dai romanzi di George R.R. Martin, la serie ha raccontato una storia complessa di potere, tradimento e sopravvivenza nel continente di Westeros. Le famiglie nobiliari si combattono per il Trono di Spade mentre minacce sovrannaturali si avvicinano da nord. Nei suoi otto anni di trasmissione, la serie ha collezionato quasi 60 Emmy Award e oltre 160 nomination, alzando l’asticella di quello che la televisione poteva raggiungere.

L’eredità (controversa) della stagione 8 del Trono di Spade

Quello che il video evita di mostrare, ma che è impossibile ignorare, è quanto la stagione finale abbia diviso il pubblico. Il modo in cui certe storyline si sono concluse ha lasciato una parte significativa dei fan profondamente delusa, al punto che una petizione online — firmata da oltre un milione e mezzo di persone — chiedeva di rifare l’intera stagione con sceneggiatori diversi. Non ha cambiato nulla, ovviamente, ma ha consolidato il finale di Il Trono di Spade come uno dei più discussi nella storia della televisione.

Eppure, l’impatto culturale della serie è difficile da scalfire. Quando si parla di televisione che ha definito un’era, Il Trono di Spade viene quasi sempre citata insieme a I Soprano e Breaking Bad. Indipendentemente da come la si pensi sul finale, la serie ha lasciato un segno indelebile.

L’universo di Westeros, intanto, continua a espandersi. House of the Dragon tornerà con la terza stagione il 22 giugno 2026 su Sky e NOW, mentre Il Cavaliere dei Sette Regni — disponibile dal 19 gennaio 2026 su HBO Max in Italia — è già stato confermato per una seconda stagione nel 2027. Per chi ha trascorso anni con questi personaggi, il video dell’anniversario colpisce in modo diverso. Una fine che, in fondo, è anche un nuovo inizio.