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Fantasy Flight Games dice addio a Descent: Leggende delle Tenebre, i costi di produzione non reggono più

Brutte notizie per i fan del dungeon crawling da tavolo. Fantasy Flight Games, etichetta di Asmodee, ha annunciato la fine di Descent: Leggende delle Tenebre, l’ultima iterazione di una delle saghe più longeve del genere. La causa è tanto semplice quanto impietosa: il gioco costa troppo da produrre.

Nel comunicato ufficiale, lo studio non ha girato attorno al problema: “Il gioco è semplicemente troppo caro da realizzare. Tra i costi di produzione in continuo aumento, i lunghi e costosi tempi di sviluppo dell’app e i cambiamenti economici globali che rendono tutto più caro da produrre, è diventato evidente che continuare a realizzare questo gioco non è fattibile. Anche vendendo ogni singola copia, staremmo comunque lavorando in perdita.”

Una saga con vent’anni di storia

Descent: Leggende delle Tenebre, distribuito in Italia da Asmodee Italia, era arrivato sul mercato circa cinque anni fa come evoluzione dei capitoli precedenti: Descent: Viaggi nelle Tenebre del 2005 e la sua seconda edizione del 2012. Come i predecessori, il gioco si basava su una componentistica imponente — miniature in plastica, terreni 3D, tessere mappa — ma l’ultima iterazione aveva aggiunto un elemento innovativo: un’app companion completamente integrata che gestiva campagna, scenario e intelligenza artificiale dei nemici, rendendo l’esperienza più fluida ma anche significativamente più costosa da sviluppare e mantenere.

Il Terzo Atto della campagna, che avrebbe dovuto rappresentare la conclusione del ciclo narrativo, non verrà più sviluppato. Fantasy Flight ha tuttavia confermato che l’app continuerà a essere supportata per i primi due atti già pubblicati, senza però ricevere nuovi contenuti.

Il problema è strutturale

La difficoltà di Descent: Leggende delle Tenebre non è un caso isolato: è il sintomo di un problema più ampio che sta colpendo l’intero settore dei giochi da tavolo di fascia alta, soprattutto quelli con grandi quantità di miniature e componenti. L’industria ha risposto a questa sfida in gran parte attraverso il crowdfunding: titoli come Gloomhaven e Frosthaven — quest’ultimo con quasi 13 milioni di dollari raccolti su Kickstarter nel 2020 — hanno permesso agli editori di calibrare la produzione sulla domanda reale, incassando finanziamenti anticipati prima ancora di avviare le fabbriche.

Asmodee ha storicamente evitato il crowdfunding per i propri titoli, ma sta cambiando strategia. Il gruppo si sta preparando a lanciare una campagna su Gamefound per Zombicide: Dead Men Tales, IP acquisita dalla travagliata CMON — la stessa casa editrice che sta affrontando perdite enormi negli ultimi due anni, in parte a causa dell’instabilità dei dazi statunitensi sulle importazioni dalla Cina, dove viene prodotta la quasi totalità dei giochi da tavolo. I dazi americani sulle merci cinesi hanno raggiunto il 145% prima di essere ridotti a un comunque significativo 30%, creando turbolenze in tutta la filiera.

Nonostante tutto, Fantasy Flight non chiude definitivamente la porta sul mondo di Descent: “Anche se non abbiamo nulla da annunciare al momento, c’è sempre la possibilità che torneremo su Descent in futuro. Avrebbe una forma diversa e non sarebbe Leggende delle Tenebre, ma questo universo di gioco è nel cuore di FFG.” Nel frattempo, a febbraio lo studio Artefacts ha presentato Terrinoth: Heroes of Descent, un videogioco ambientato nello stesso universo che potrebbe tenere vivo il franchise in attesa di sviluppi.

Nel frattempo, se volete recuperare il gioco prima che sparisca definitivamente dagli scaffali, potete farlo QUI.

A Pen, Handcuffs, and a Common-Law Marriage diventa un anime

Il manga A Pen, Handcuffs, and a Common-Law Marriage — titolo originale giapponese Pen to Wappa to Jijitsu Kon — otterrà un adattamento televisivo anime. L’annuncio è arrivato da King Amusement Creative, che ha confermato la produzione della serie animata tratta dall’opera scritta da Shinichi Sawaragi e disegnata da Tanku Gasuyama.

Il manga viene serializzato sulla rivista Young Animal di Hakusensha dal dicembre 2022 e conta attualmente sette volumi pubblicati in Giappone, con il settimo uscito il 28 aprile 2026. In Giappone l’opera ha già raggiunto le 400.000 copie in circolazione, un traguardo significativo per un titolo seinen di questo tipo. In Italia il manga è attualmente inedito: Yen Press ne detiene i diritti per il mercato anglofono e ha pubblicato il primo volume in inglese lo scorso marzo, ma non è ancora stata annunciata una localizzazione italiana.

La storia

Al centro della serie c’è il detective quarantenne Eiji Kirisame, che si ritrova a fare i conti con la testimone più insolita della sua carriera: una liceale silenziosa di nome Tsugumi Kuchinashi, presente sulla scena del crimine ma incapace — o restia — a parlare. L’unico modo in cui comunica è attraverso disegni su un blocco da disegno, spesso grezzi e difficili da interpretare, ma sufficientemente ricchi di dettagli da aiutare le indagini. Kirisame decide di prendere sul serio ogni pagina, convinto che anche un indizio apparentemente banale possa rivelarsi decisivo.

Il colpo di scena arriva quando l’ultima pagina del blocco contiene un messaggio inaspettato: una proposta di matrimonio. Un mix di mystery poliziesco e commedia sentimentale che ha conquistato i lettori giapponesi e che ora si prepara a fare il salto verso l’animazione.

Al momento non sono stati comunicati né la data di uscita dell’anime né lo studio di animazione coinvolto. Non è ancora disponibile alcuna informazione su una possibile distribuzione in Italia.

Top Gun 3 è ufficiale: Tom Cruise torna nei cieli con Maverick

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Dopo anni di indiscrezioni e qualche smentita di troppo, Top Gun 3 è realtà. Paramount Pictures ha confermato il terzo capitolo della saga durante il CinemaCon 2026 di Las Vegas, con Tom Cruise ufficialmente di ritorno nei panni del leggendario Pete “Maverick” Mitchell. Al suo fianco torna anche il produttore storico della serie, Jerry Bruckheimer, presente nei due film precedenti fin dall’originale del 1986.

La sceneggiatura è già in fase di scrittura e porta la firma di Ehren Kruger, co-autore di Top Gun: Maverick del 2022. Il regista Joseph Kosinski non ha ancora firmato ufficialmente, ma il suo ritorno è considerato una possibilità concreta. Per quanto riguarda gli altri protagonisti, Miles Teller e Glen Powell — rispettivamente Bradley “Rooster” Bradshaw e Jake “Hangman” Seresin nel secondo capitolo — non sono ancora stati confermati ufficialmente, anche se la loro presenza è ampiamente attesa.

Top Gun: Maverick

Il peso di Maverick nella decisione di realizzare Top Gun 3

Difficile sopravvalutare il successo che il team deve cercare di replicare. Top Gun: Maverick ha incassato oltre 1,5 miliardi di dollari in tutto il mondo contro un budget di 170 milioni, diventando il film con il maggior incasso dell’intera carriera di Cruise. Ha vinto l’Oscar per il miglior suono, ha ricevuto una nomination come Miglior Film e — cosa forse ancora più importante — ha riportato le persone in sala in un momento in cui molti cinema lottavano per sopravvivere agli strascichi della pandemia. Un film capace di tutto questo non si lascia nel cassetto facilmente.

Il via libera al terzo capitolo era in discussione dal 2024, ma è arrivata solo adesso la conferma ufficiale: segno che Paramount voleva avere tra le mani la storia giusta prima di annunciarlo. E a quanto pare ce l’ha. Christopher McQuarrie, che aveva collaborato alla sceneggiatura del precedente film, aveva anticipato molto tempo fa che l’idea per il sequel era già pronta e che non era stata difficile da trovare. Il regista Joseph Kosinski aveva invece parlato di un’idea ambiziosa capace di “aprire” ulteriormente la storia di Top Gun.

Restano ancora aperte molte domande: quanto tempo sarà trascorso dalla fine di Maverick? Il personaggio di Cruise riceverà un’ulteriore promozione? E come si inserirà la nuova generazione di piloti nella trama? Nessuna data di uscita è stata ancora annunciata per l’Italia o per il mercato internazionale, con l’uscita che potrebbe arrivare non prima del 2027-2028 considerando i tempi di sviluppo e la complessità delle riprese aeree reali che hanno reso celebre la saga.

World War Z torna in vita: Paramount ha annunciato il sequel al CinemaCon 2026

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Come le orde di zombie che ne hanno reso celebre la scena più spettacolare, World War Z si rifiuta di restare sepolto. Paramount Pictures ha annunciato ufficialmente che il sequel del film del 2013 è in lavorazione, comunicandolo durante il CinemaCon 2026 di Las Vegas — l’annuale appuntamento in cui gli studios presentano i propri piani ai cinema di tutto il mondo. Insieme a World War Z, Paramount ha presentato una serie di altri progetti in cantiere, tra cui Top Gun 3, un adattamento di Call of Duty e la continuazione di franchise come Star Trek e G.I. Joe.

Per ora, però, i dettagli sul sequel sono ridotti all’osso: nessun regista annunciato, nessun cast confermato, nessuna finestra di uscita. Solo la conferma che il progetto esiste e che è in sviluppo.

Una storia travagliata

Chi segue il franchise sa bene che un sequel era atteso da oltre un decennio. Il World War Z originale — diretto da Marc Forster e interpretato da Brad Pitt nei panni dell’ex funzionario ONU Gerry Lane — fu un successo commerciale considerevole al botteghino, incassando oltre 540 milioni di dollari in tutto il mondo contro un budget di circa 190 milioni. Il via libera al seguito arrivò quasi immediatamente, con Juan Antonio Bayona inizialmente scelto alla regia e successivamente sostituito da David Fincher. Ma i problemi non mancarono: conflitti di budget, riscritture della sceneggiatura e difficoltà di calendario portarono alla cancellazione del progetto nel febbraio 2019, prima ancora che le riprese iniziassero.

World War Z 2

 

Il videogioco che ha (forse) convinto Paramount

C’è un retroscena curioso dietro questa rinascita. Nel 2025, Tim Willits — responsabile dello sviluppo di Saber Interactive, gli stessi dietro al fortunato sparatutto cooperativo World War Z del 2019 — aveva dichiarato in un’intervista a IGN durante la Gamescom di credere che il successo del gioco avesse contribuito a convincere Paramount a rimettere mano alla saga. “30 milioni di persone hanno giocato a quel gioco. Ci sono voci a Paramount su un nuovo film di World War Z. Non me l’hanno detto direttamente, ma sono abbastanza sicuro che sia merito del gioco”, aveva dichiarato Willits. Ora che l’annuncio è arrivato ufficialmente, quelle parole acquistano un peso diverso.

Le domande aperte sono ancora tante: Brad Pitt tornerà nei panni di Gerry Lane? La storia riprenderà da dove si era interrotta, con il virus zombie costretto ad adattarsi alle contromisure umane scoperte nel finale del primo film? Per ora non ci sono risposte, ma almeno la certezza che il franchise non è davvero morto.

Nessuna data di uscita è stata comunicata per l’Italia o per il mercato internazionale.

Anche Blue Origin scrive la storia della corsa allo spazio: rientro con successo del razzo New Glenn

La compagnia Blue Origin di Jeff Bezos ha centrato un traguardo storico: oggi, per la prima volta, ha riutilizzato con successo un booster del suo razzo New Glenn che è rientrato dolcemente sulla Terra dopo aver mandato in orbita il satellite BlueBird 7.

Un momento chiave nella corsa allo spazio commerciale, terreno dove finora SpaceX ha dominato senza troppi rivali.

New Glenn fa il salto di livello: primo riutilizzo riuscito

Il volo NG-3 segna la terza missione in assoluto per New Glenn. Stavolta, però, c’era qualcosa di diverso: il primo stadio del razzo era già stato utilizzato in precedenza.

Il booster ha fatto il suo lavoro alla perfezione, tornando a terra con un atterraggio pulito sulla nave drone Jacklyn in mezzo all’Atlantico. Non è un dettaglio tecnico qualsiasi, ma il cuore della rivoluzione economica dei lanci spaziali.

Riutilizzare significa abbattere costi, aumentare la frequenza delle missioni e rendere lo spazio un posto meno esclusivo. In pratica, passare da “evento storico” a “routine operativa”.

Rientro da manuale ma orbita sbagliata per BlueBird 7

Il satellite BlueBird 7, sviluppato da AST SpaceMobile, è stato rilasciato correttamente in orbita, ma non in quella prevista. Orbita “off-nominal” in gergo tecnico, ovvero qualcosa non ha funzionato come previsto nello stadio superiore del razzo.

Il satellite risulta acceso e funzionante, quindi la situazione non è compromessa del tutto. Resta da capire se riuscirà a correggere la traiettoria e diventare operativo. Al momento, la situazione è sotto analisi e si attende per capire se il “riallineamento” orbita avverrà correttamente.

Un risultato fondamentale per il futuro

Questa missione rappresenta comunque una svolta. Nonostante il problema legato al carico principale, il risultato più importante resta. Il riutilizzo di un vettore orbitale di questa scala è un passo gigantesco.

SpaceX ha costruito il proprio dominio proprio su questa tecnologia con Falcon 9 e adesso anche Blue Origin dimostra di essere della partita.

La posta in gioco è altissima: lanci commerciali, costellazioni satellitari, missioni lunari legate al programma Artemis. New Glenn non è solo un razzo, ma una piattaforma per il futuro.

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My Dress-Up Darling sfreccia in pista: Marin Kitagawa conquista una vera GT3 Mercedes

Quando anime e motori si incontrano, il risultato può essere una roba talmente folle da diventare immediatamente virale.

My Dress-Up Darling ha appena fatto il suo ingresso ufficiale nel mondo delle corse con una livrea da urlo tutta rosa su una vera GT3.

Ebbene sì, Marin Kitagawa, una delle waifu più belle degli anime, è finita su una supercar da gara e non con un semplice wrap promozionale.

Una Mercedes-AMG GT3 in versione waifu

La protagonista di tutto questo spettacolo è una Mercedes-AMG GT3 completamente personalizzata.

Presentata il 16 aprile, la vettura ha fatto il suo debutto in pista sul circuito di Suzuka Circuit durante il secondo round della ENEOS Super Taikyu Series.

Parliamo di una delle competizioni endurance più importanti del Giappone, quindi non proprio una comparsata da poco.

L’auto è stata schierata dal team TKRI nella classe ST-X, la categoria più alta della ENEOS Super Taikyu Series.

 

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Non solo fan service ma promozione del territorio

Dietro questa collaborazione c’è un obiettivo ben preciso: promuovere il distretto di Iwatsuki, nella prefettura di Saitama.

Infatti My Dress-Up Darling è ambientato proprio lì, il luogo dove Marin incontra Gojo Wakana.

Non solo, Iwatsuki è inoltre conosciuta come la “città delle bambole”, dettaglio che si lega perfettamente al tema del cosplay e dell’artigianato legato alle bambole hina presente nell’anime.

Comunque, diciamoci la verità, vedere Marin Kitagawa sfrecciare su una GT3 era una cosa che non sapevamo di volere, ma di cui saremo eternamente grati a tutti coloro che hanno permesso che accadesse

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Giappone: sussidio pubblico per le app di incontri contro la crisi demografica

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In Giappone hanno deciso di affrontare il calo delle nascite finanziando con soldi pubblici gli appuntamenti online.

Sebbene tutto ciò potrebbe sembrare la trama dell’ennesimo geniale manga, qui è tutto reale.

Soldi pubblici per trovare l’anima gemella

La Prefettura di Kochi, una delle aree meno popolate del Sol Levante, lo scorso 10 aprile ha annunciato un programma di investimenti che offre fino a 20.000 yen all’anno (circa 108 euro) ai single tra i 20 e i 39 anni per coprire parte dei costi delle app di incontri.

Attenzione però: non tutte le app sono valide. Solo quelle certificate come servizi ufficiali per la ricerca di un partner matrimoniale. Insomma, niente swipe annoiati nella speranza di attirare l’attenzione di qualcuno, qui si punta dritti al “vissero felici e contenti”.

Già a dicembre, la prefettura aveva stretto una collaborazione con Tapple, una delle app di incontri più popolari in Giappone.

L’applicazione non viene citata ufficialmente nel nuovo programma, ma è molto probabile che rientri tra quelle approvate. L’obiettivo dichiarato è rendere il dating online più sicuro, più serio e più orientato al matrimonio.

Un territorio a rischio spopolamento

La Prefettura di Kochi si trova sull’isola di Shikoku, la più piccola tra le quattro principali del Giappone.

Con poco più di 650.000 abitanti, è una delle zone più colpite dal problema dello spopolamento, un dramma che interessa tutto il Giappone che è alle prese con una crisi demografica pesantissima.

otaku fidanzati

L’amore ai tempi delle app

La scelta della prefettura di Kochi di percorrere questo tipo di soluzione non è casuale.

Secondo un’indagine recente dell’agenzia governativa per l’infanzia, 1 matrimonio su 4 tra gli under 39 nasce da un’app di dating.

Gli incontri online ormai superano le conoscenze sul lavoro, le amicizie scolastiche e gli incontri casuali.

Il futuro dell’amore, insomma, passa dallo schermo di uno smartphone.

Quattro matrimoni e un algoritmo

Questa iniziativa dice molto più di quanto sembri. Non riguarda solo il dating online, ma soprattutto il modo in cui una società prova a reinventarsi per sopravvivere.

Se funzionerà, potrebbe diventare un modello replicabile altrove. Se invece fallirà, almeno qualcuno avrà ottenuto uno sconto per trovare l’amore, cosa che, in fondo, non è mai una cattiva idea.

Fidanzamento livello Giappone

Nel 2025, anche la Prefettura di Miyazaki aveva introdotto un incentivo simile, anche se più contenuto (circa 10.000 yen), mentre altre iniziative puntavano a rendere più semplice la ricerca dell’anima gemella.

Parliamo di app di incontri dedicate agli otaku o distributori automatici di fidanzati… insomma, il Giappone sta sperimentando e, come al solito, lo fa a modo suo.

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Horrified Dungeons & Dragons: Ravenloft riporta il terrore sui nostri tavoli

La serie Horrified torna a incrociare la sua strada con quella di Dungeons and Dragons, ma questa volta decide di fare un salto diretto nel posto meno rassicurante possibile: Ravenloft.

Nasce così Horrified: Dungeons & Dragons – Ravenloft, un nuovo cooperativo che profuma di nebbia, vampiri e decisioni sbagliate prese al momento sbagliato.

Benvenuti a Ravenloft

Immaginate un mondo gotico dove ogni cosa cerca attivamente di uccidervi, mentre dovrete affrontare quattro minacce niente male: il conte Strahd von Zarovich, la disturbante Carrionette, Baba Yaga e il sinistro Gulthias.

Ognuno di questi letali avversari ha condizioni di vittoria diverse, quindi non basta buttarsi nella mischia, serve pianificare e sperare che tutto fili per il verso giusto.

Un gioco cooperativo ma senza sconti

Il gameplay di questo titolo resta fedele allo spirito di Horrified:

  • ci si muove sulla mappa;
  • si raccolgono oggetti;
  • si salvano innocenti;
  • si cerca di non morire malamente.

Il tutto mentre il gioco prova costantemente a mettervi i bastoni tra le ruote.

Una cosa da non sottovalutare è che i civili non sono semplici comparse. Vanno protetti e scortati, aggiungendo un livello di tensione e difficoltà che trasforma ogni turno in una scelta difficile.

Horrified Dungeons and Dragons Ravenloft tabletop

Classi e dadi

Qui entra in gioco il DNA di Dungeons & Dragons. Questa versione di Horrified introduce nuove classi: il Ranger; il Druido; lo Stregone; il Paladino; il Warlock.

Ogni abilità si attiva tramite il lancio del d20, con il risultato di ritrovarsi di fronte alla totale imprevedibilità. Ogni partita diventa una storia diversa, con momenti epici e fallimenti garantiti al limite del tragicomico.

Partite su misura per mettere a dura prova le amicizie

Uno degli aspetti più eccitanti di Horrified: Dungeons & Dragons – Ravenloft è la possibilità di mescolare i mostri con quelli dei precedenti capitoli della serie Horrified.

Volete creare un inferno su misura? Potete farlo.

Volete rendere la partita impossibile? Certo che si può.

Volete litigare con gli amici perché “era colpa tua”? Assolutamente sì.

Quando esce Ravenloft?

L’uscita del gioco, prevista negli USA per il 19 luglio 2026, si inserisce nella spinta horror di Wizards of the Coast, con l’editore che sta puntando forte su Ravenloft grazie a nuovi contenuti, tra cui il manuale “The Horrors Within”.

Un ritorno alle atmosfere più oscure di D&D, quelle dove il male non è solo un boss finale, ma un compagno di viaggio.

Il sequel di World War Z si farà: Paramount riesuma l’apocalisse zombi

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Dopo anni di voci, false partenze e progetti finiti nel limbo produttivo, Paramount annuncia che il sequel di World War Z è ufficialmente in sviluppo, un ritorno che in pochi ormai si aspettavano davvero.

L’annuncio è arrivato durante il CinemaCon 2026, con la major che ha “infilato” la notizia tra una valanga di franchise pesanti come Top Gun, Star Trek e Transformers.

Un sequel che sembrava maledetto

Per capire quanto questa notizia sia importante, bisogna fare un salto indietro nel tempo.

Il primo World War Z, con Brad Pitt protagonista, uscì nel 2013 e incassò oltre 540 milioni di dollari.

Il sequel venne annunciato praticamente subito, poi il nulla.

Tra cambi di regia, problemi di budget e riorganizzazioni interne, il progetto è rimasto bloccato per anni. A un certo punto era salito a bordo anche David Fincher, salvo poi abbandonare tutto nel 2019 quando Paramount decise di fermare la pre-produzione.

world war z 2

Il ritorno dell’apocalisse zombi

Tutto ormai sembrava destinato a un nulla di fatto definitivo ma, a sorpresa, Paramount ha deciso di riportare in vita il progetto.

Non sono stati condivisi dettagli su trama, cast o regia, ma una cosa è chiara: l’apocalisse zombi continuerà.

Il contesto attuale ha gioca a favore di questa decisione: il pubblico ha fame di storie più mature, le serie post-apocalittiche funzionano e il successo di The Last of Us ne è una prova.

L’ombra del progetto di Fincher

Proprio The Last of Us è, in qualche modo, legata alla versione mai realizzata di David Fincher, pellicola che avrebbe avuto molte somiglianze con la serie basata sul videogame di Naughty Dog.

Lo stesso Fincher ha ammesso che il suo progetto toccava temi molto simili, tanto da essere quasi sollevato per il limbo in cui era finito il sequel.

Con queste premesse, però, World War Z 2 potrebbe andare in una direzione completamente diversa e offrire una storia ancora più coinvolgente.

Brad Pitt tornerà nel sequel di World War Z?

Brad Pitt sarà ancora della partita oppure si ripartirà da zero? Al momento, non ci sono dettagli a riguardo, anche se un ritorno dell’attore darebbe continuità e hype immediato.

Tuttavia, una pellicola con al centro nuovi personaggi potrebbe invece offrire più libertà narrativa.

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Call of Duty: data di uscita e primi dettagli del film live action

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Il film live action di Call of Duty è realtà, con l’annuncio ufficiale che è arrivato con tanto di data di uscita da segnare sul calendario.

Un progetto ambizioso

A orchestrare questo adattamento troviamo Paramount Pictures e Activision Blizzard che hanno dato vita a una sinergia per portare sul grande schermo uno degli sparatutto più iconici di sempre.

Alla regia c’è Peter Berg, già al comando di Lone Survivor (2013) e Deepwater – Inferno sull’oceano (2016). La cosa interessante il fatto che alla sceneggiatura ci saranno lo stesso Berg insieme a Taylor Sheridan, mente dietro Yellowstone e autore di Sicario.

Una squadra costruita per colpire nel segno

Il team produttivo include, oltre a Berg e Sheridan, anche David Glasser e Rob Kostich, figure che conoscono bene sia il linguaggio del cinema che quello del gaming.

L’obiettivo dichiarato di questo progetto ambizioso? Non limitarsi a fare “il film di Call of Duty”, ma creare un’esperienza cinematografica capace di soddisfare i fan storici e, allo stesso tempo, parlare a un pubblico molto più ampio.

Da fenomeno dei videogiochi a blockbuster cinematografico

Parliamoci chiaro: Call of Duty non è solo un videogioco, è un pezzo di cultura pop. Con oltre un miliardo di giocatori registrati e più di 35 miliardi di dollari generati, il franchise ha ridefinito il concetto di sparatutto e dominato il mercato per oltre vent’anni.

Portarlo al cinema non è solo una mossa logica, è praticamente inevitabile.

La vera sfida, però, sarà tradurre quell’intensità, quella spettacolarità e quel senso di immersione tipici della saga in un linguaggio cinematografico che funzioni davvero.

Il debutto al cinema è fissato per il 30 giugno 2028, quindi c’è tutto il tempo per realizzare qualcosa che possa lasciare il segno.

Un passo importante per il futuro degli adattamenti gaming

Negli ultimi anni il livello degli adattamenti cinematografici dei videogiochi ha visto un innalzarsi della qualità, questo live action di Call of Duty potrebbe essere uno di quei progetti capaci di fare il salto definitivo.

Certo, il 2028 sembra ancora lontano, ma se il risultato sarà all’altezza delle aspettative, l’attesa potrebbe valerne decisamente la pena.

Metro 2039: un nuovo protagonista, un tono più oscuro e una prospettiva tutta ucraina

4A Games ha svelato il primo sguardo a Metro 2039, prossimo capitolo della saga sparatutto in prima persona ambientata nel mondo post-apocalittico creato dallo scrittore Dmitry Glukhovsky. Un trailer di circa sei minuti, composto principalmente da scene cinematografiche, che introduce un nuovo eroe, una nuova fazione nemica e una promessa chiara: il gioco sarà più oscuro di qualsiasi capitolo precedente.

La saga di Artyom, protagonista di Metro 2033, Metro Last Light e Metro Exodus, si chiude qui. Metro 2039 si concentra su un nuovo personaggio noto come Il Forestiero (The Stranger), un protagonista doppiato che sembra tormentato da visioni del proprio passato in quello che appare come un orfanotrofio in cui è cresciuto. Sono queste visioni a trascinarlo di nuovo nelle pericolose gallerie della metropolitana.

La nuova fazione e il ritorno di un volto noto

Il trailer introduce anche il principale antagonista del gioco: il Novoreich, una nuova fazione nata dall’unione dei gruppi nemici dei capitoli precedenti sotto un’unica bandiera e un nuovo Führer. Il nome di questo leader è Hunter — un personaggio che i fan della serie riconosceranno immediatamente come uno dei Ranger Spartani e alleato di Artyom fin dal primo Metro 2033 del 2010. Vederlo passare dall’altra parte è uno dei colpi di scena più significativi di questo primo assaggio.

Una prospettiva ucraina sulla guerra e sulla libertà

Nel showcase di presentazione che ha accompagnato il trailer, 4A Games ha parlato apertamente del contesto in cui il gioco è stato sviluppato. Lo studio ha sede principalmente in Ucraina, nel pieno di un conflitto in corso, e questo ha inevitabilmente influenzato la direzione narrativa di Metro 2039. Il team ha dichiarato che il gioco racconterà la sua storia da una prospettiva squisitamente ucraina, con un messaggio che ruota attorno al “costo del silenzio, agli orrori della tirannia e al prezzo della libertà” — temi che riflettono direttamente le conseguenze della guerra.

Sul piano tecnico, 4A Games ha descritto l’obiettivo di creare un mondo “inquietantemente bello”, attraverso quello che il team chiama “frozen stories”: una forma di narrativa ambientale congelata nel tempo, affidata ai dettagli degli scenari piuttosto che ai dialoghi. Il breve frammento di gameplay in-engine alla fine del trailer mostra quanto il motore proprietario dello studio si sia evoluto: illuminazione di nuova generazione, distruzione ambientale migliorata, una nuova creatura simile a una talpa di livello grafico decisamente superiore a qualsiasi cosa vista nella serie finora, e quella che sembra essere una nuova tipologia di arma.

Metro 2039 è atteso per l’inverno 2026 su PS5, Xbox Series X/S e PC. Nessuna data precisa è stata ancora comunicata.

Disney Lorcana TCG: arrivano i personaggi Pixar nel nuovo set Lande Sconosciute

Chi gioca a Disney Lorcana TCG sa bene che ogni nuova espansione porta con sé nuovi scenari, nuove carte e nuove possibilità di costruire mazzi sempre più interessanti. Ma Lande Sconosciute, dodicesimo set del gioco di carte collezionabili pubblicato da Ravensburger, porta qualcosa di decisamente inedito: per la prima volta nella storia del gioco, i personaggi Pixar fanno il loro ingresso ufficiale.

Woody, Buzz Lightyear, Merida, la famiglia Parr e tanti altri arrivano nel regno di Lorcana dopo lo scioglimento dell’Incanto d’Inverno dell’ultima espansione, ritrovandosi catapultati in zone remote e pericolose: il Nodo Frondoso, il Grande Mare Vuoto e i Picchi Ardenti. I glimmer tratti da Toy Story, Ribelle e Gli Incredibili si uniscono così per la prima volta a quelli Disney già presenti nel gioco, ampliando enormemente le possibilità per giocatori e collezionisti.

Carte Incantate in stile Lore Nouveau

Come in ogni espansione, Lande Sconosciute includerà le amatissime carte Incantate, le illustrazioni full-art tra le più rare e ricercate dell’intero gioco. Per questo set, Ravensburger ha scelto uno stile artistico ispirato all’Art Nouveau, che ha battezzato Lore Nouveau: composizioni elaborate e ricche di dettagli, pensate per catturare l’emozione della scoperta di nuove terre nel regno di Lorcana.

Questo stile caratterizza anche le carte più rare del set, le cosiddette carte Iconiche, che uniscono illustrazioni complete a finiture foil di pregio. Le due carte Iconiche di Lande Sconosciute sono Merida – Arciera Formidabile e Buzz Lightyear – Ranger della Giungla, quest’ultima sviluppata in stretta collaborazione con i designer di prodotto della Pixar Animation Studios.

Il team di Ravensburger ha lavorato direttamente con Pixar per dare vita ai personaggi nel rispetto del loro design originale, integrando narrazione, estetica e nuove illustrazioni. Un dietro le quinte del processo creativo è disponibile nel documentario Creare una Carta su YouTube.

Date di uscita e prossimi set

Lande Sconosciute sarà disponibile in prerelease l’8 maggio 2026 nei negozi specializzati e in alcuni parchi e negozi Disney selezionati, mentre l’uscita generale è fissata per il 15 maggio 2026. I preordini sono già aperti presso i rivenditori online.

Guardando più avanti, Ravensburger ha già svelato le prossime tappe della roadmap. Viticcio all’Attacco! sarà disponibile in anteprima nei negozi specializzati il 17 luglio, con uscita generale il 24 luglio: in questo set faranno la loro prima apparizione i glimmer di Boo, Mike Wazowski e Sulley di Monsters & Co.

In autunno arriverà invece Illumineers Quest: The Great Hunny Rescue, un’esperienza cooperativa con quattro livelli di difficoltà, componenti di qualità e mazzi precostruiti, al prezzo consigliato di 59,99 €, con uscita prevista per ottobre 2026. Il set del quarto trimestre 2026 sarà invece ispirato a Coco della Pixar e si svolgerà in una metropoli chiamata Città di Hyperia. Infine, all’inizio del 2027, Disney Lorcana TCG promette avventure ambientate nel passato del regno.