Home Blog

La Mummia 4 ha un titolo ufficiale: “Il Libro dei Morti”, con Brendan Fraser e Rachel Weisz

0

Rick ed Evie O’Connell stanno per tornare in azione, e la loro nuova avventura ha finalmente un titolo ufficiale. Universal Pictures ha rivelato che La Mummia 4 si intitolerà The Mummy: The Book of the Dead (che supponiamo sarà tradotto in Italia come “Il Libro dei Morti”, l’oggetto che ha dato il via a tutta la saga nel primo film), riportando insieme Brendan Fraser e Rachel Weisz per un nuovo giro di antiche maledizioni, minacce soprannaturali e, speriamo, tanta dell’avventura e dell’umorismo che avevano reso così divertenti i film originali.

Il film arriverà nelle sale il 15 ottobre 2027, data di uscita oltreoceano, mentre per l’Italia non è ancora stata comunicata una data. Universal mantiene il riserbo sulla storia, ma il titolo lascia intendere che gli O’Connell dovranno vedersela con una magia dell’antico Egitto particolarmente pericolosa.

Cos’è il Libro dei Morti egizio

Il Libro dei Morti egizio era una raccolta di antichi testi funerari che contenevano formule, preghiere e istruzioni pensate per guidare i defunti attraverso l’aldilà. Risalenti a circa il 1550 a.C., questi scritti venivano spesso collocati nelle tombe per aiutare i morti a superare gli ostacoli soprannaturali, affrontare il giudizio davanti agli dei e raggiungere la vita eterna.

Nonostante il nome, il Libro dei Morti non era un libro unico, ma una raccolta di testi evolutasi nel corso dei secoli. Considerando la storia del franchise, fatta di mummie risvegliate e antiche maledizioni, è facile immaginare come i realizzatori potranno divertirsi a portare elementi di queste credenze nella prossima avventura di Rick ed Evie.

Il cast e il ritorno di Rachel Weisz

Fraser e Weisz riprenderanno i ruoli di Rick ed Evie O’Connell, affiancati nel cast da John Hannah, Michael Johnston, Numan Acar, Kevin J. O’Connor e Oded Fehr. È particolarmente emozionante vedere Weisz tornare nel franchise: aveva recitato accanto a Fraser ne La Mummia del 1999 e nel sequel La Mummia: Il ritorno del 2001, ma non era presente in La Mummia: La tomba dell’Imperatore Dragone del 2008. Avere di nuovo insieme i Rick ed Evie originali è una parte importante di ciò che rende questo quarto capitolo così atteso.

Il film originale seguiva l’avventuriero Rick O’Connell coinvolto nella resurrezione di un maledetto sacerdote egizio, con un ottimo mix di azione, horror, commedia e avventura vecchio stile. Il suo successo ha dato vita a un franchise che comprende anche lo spin-off del 2002 Il Re Scorpione, con Dwayne Johnson.

La regia dei Radio Silence e il team creativo

Alla regia ci sono Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, il duo noto come Radio Silence, già autori nel 2019 dell’horror thriller Finché morte non ci separi e artefici nel 2022 del ritorno al cinema della saga di Scream. La loro esperienza nel bilanciare horror, umorismo e caos sanguinoso li rende una scelta interessante per La Mummia: i film originali funzionavano perché sapevano divertirsi con i loro mostri e i loro personaggi, e speriamo che i Radio Silence riescano a catturare la stessa energia.

La sceneggiatura è di David Coggeshall. Torna inoltre il produttore storico del franchise Sean Daniel, coinvolto nei cinque film precedenti, incluso il reboot del 2017 con Tom Cruise. Quel reboot avrebbe dovuto dare il via al Dark Universe di Universal, ma l’accoglienza deludente e gli incassi hanno messo bruscamente fine a quei piani. Ora lo studio torna ai personaggi e agli attori che avevano contribuito a rendere grande la saga.

Resta ancora molto da scoprire su The Mummy: The Book of the Dead, in particolare quale tipo di guai soprannaturali Rick ed Evie dovranno affrontare questa volta. Riportare insieme Fraser e Weisz è però già un ottimo motivo per essere interessati: la loro intesa era gran parte del fascino dei film originali, e sarà divertente vedere come saranno cambiati i loro personaggi dopo tutti questi anni. Speriamo che Universal ci regali un’avventura divertente e piena di mostri, come quella che ci aveva fatto innamorare di questo franchise nel 1999.

GTA 6: Rockstar pubblica il trailer di lancio

Rockstar Games ha svelato il trailer di lancio ufficiale di GTA 6, un filmato di 90 secondi accompagnato da musica originale del duo elettronico francese Justice.

Il nuovo video offre un altro assaggio dell’atmosfera criminale di Vice City e conferma alcuni dettagli sulla colonna sonora del prossimo capitolo della celebre saga.

GTA 6: Jason e Lucia nel cuore di una cospirazione criminale

Il trailer riporta gli spettatori a Vice City, negli Stati Uniti, dove Jason e Lucia si ritrovano coinvolti in una situazione decisamente più pericolosa del previsto.

I due protagonisti sono consapevoli di giocare una partita in cui le carte sono truccate contro di loro. Quando quello che sembrava un colpo facile finisce male, però, si ritrovano trascinati nel lato più oscuro dello Stato di Leonida, al centro di una cospirazione criminale dalle ramificazioni sempre più ampie.

Per sopravvivere, Jason e Lucia dovranno quindi affidarsi l’uno all’altra più che mai. Un presupposto che mette ancora una volta al centro del racconto il rapporto tra i due personaggi, in un mondo dove il denaro, il crimine e le ambizioni personali possono trasformare rapidamente un piano apparentemente semplice in un disastro.

Trailer registrato su PlayStation 5

Rockstar ha specificato che il trailer è stato catturato interamente su PlayStation 5, senza però chiarire se sia stata utilizzata la console standard oppure una PlayStation 5 Pro.

Un dettaglio che potrebbe attirare l’attenzione di chi osserva ogni fotogramma alla ricerca di indizi sulle prestazioni del gioco, anche se al momento non sono stati forniti ulteriori chiarimenti tecnici.

Grand Theft Auto 6 arriverà il 19 novembre (ma attenzione alle truffe) su PlayStation 5 e Xbox Series X|S. Sarà la prima grande nuova uscita single-player di Rockstar dai tempi di Red Dead Redemption 2, pubblicato nel 2018 su PlayStation 4 e Xbox One.

Rockstar guarda già al prossimo gioco dopo GTA VI

Nel frattempo, i vertici dello studio hanno offerto qualche indicazione anche sul futuro. In una recente intervista a Bloomberg, Phil Hooker e Aaron Garbut hanno dichiarato che non dovrebbe esserci un altro intervallo di otto anni tra GTA 6 e il successivo progetto di Rockstar.

Secondo i due dirigenti, una parte importante del lavoro svolto per il nuovo capitolo potrà essere riutilizzata nelle produzioni future. La tecnologia sviluppata, gli strumenti creati e il team formato durante lo sviluppo dovrebbero infatti permettere allo studio di lavorare con maggiore rapidità.

Hooker ha spiegato che queste risorse consentiranno di costruire nuovi progetti più velocemente e di concentrarsi sull’evoluzione dei contenuti, anziché dover ripartire ogni volta da zero. Garbut ha aggiunto che il progetto ha comportato cambiamenti strutturali importanti, ma che ora le fondamenta sono state gettate e non verranno smantellate.

fonte

Swamp Thing: arrivano confortanti aggiornamenti sul film di James Mangold

0

Dopo mesi senza aggiornamenti, arrivano buone notizie per Swamp Thing, il film DC affidato alla sceneggiatura di James Mangold.

Peter Safran, co-responsabile di DC Studios, ha confermato in un’intervista riportata da Deadline che il progetto procede e che lo script è attualmente in fase di scrittura: “Ci stiamo lavorando. Assolutamente. La sceneggiatura è in fase di scrittura proprio in questo momento.”

Safran ha spiegato che lo sviluppo richiede tempo, soprattutto quando è coinvolto un regista impegnato in altri progetti. Mangold sta infatti lavorando anche a un film ambientato nell’universo di Star Wars, circostanza che potrebbe influire sulla sua disponibilità.

Annunciato nel gennaio 2023 come parte del capitolo Gods and Monsters del nuovo DC Universe, Swamp Thing non ha ancora una data di uscita né un calendario di produzione ufficiale. Inoltre, sebbene Mangold sia incaricato della sceneggiatura, non ha confermato definitivamente che dirigerà anche il film.

Un horror gotico ispirato a Frankenstein

La parte più interessante riguarda la visione del filmmaker, che vorrebbe allontanarsi dalla formula tradizionale dei cinecomic per realizzare un horror gotico autonomo, incentrato su un uomo trasformato in una creatura mostruosa.

Mangold ha spiegato di essere da tempo interessato a una storia ispirata al mito di Frankenstein e di vedere in Swamp Thing l’occasione ideale per esplorare questo tema. Tra i suoi riferimenti figurano RoboCop e Logan, opere che raccontano personaggi costretti a confrontarsi con una nuova identità e con la perdita di ciò che erano.

Il regista immagina un racconto dalle atmosfere noir e investigative, nel quale il protagonista si risveglia senza ricordare come sia diventato un mostro. Attraverso frammenti di memoria, dovrà ricostruire gli eventi e scoprire chi sia responsabile della propria trasformazione.

Mangold ha precisato che questa impostazione non intende contraddire il lavoro dei creatori del personaggio, Len Wein e Bernie Wrightson, ma reinterpretarne i temi in un contesto cinematografico.

Swamp Thing sarà diverso dagli altri film DC?

James Gunn aveva già descritto il progetto come una storia horror particolarmente cupa, dedicata alle origini del personaggio. Pur facendo parte del DC Universe, il film dovrebbe quindi mantenere una propria identità, senza essere necessariamente costruito in funzione di futuri crossover.

Per ora non sono stati annunciati il cast o l’inizio delle riprese. La conferma di Safran, tuttavia, dimostra che il progetto è ancora attivo e che la sceneggiatura sta prendendo forma.

Se Mangold riuscirà a portare sullo schermo la visione descritta, Swamp Thing potrebbe diventare un’interessante incursione nell’horror all’interno del mondo DC: una storia di mostri, identità perduta e misteri, più vicina al cinema gotico che al classico spettacolo supereroistico.

LC&G Card Collection: arriva il gioco dic arte collezionabili di Lucca Comics

Collezionare carte, esplorare Lucca e completare missioni: adesso queste attività si intrecciano nella LC&G Card Collection, il nuovo progetto digitale di Lucca Comics & Games.

L’iniziativa punta a trasformare la partecipazione alla manifestazione in un’esperienza ancora più interattiva, collegando il videogioco ufficiale Luke & Clea – A Quest for Legacy alle sfide e alle attività disponibili su LuccaCG Assistant.

Il meccanismo è semplice: giocando e partecipando alle iniziative proposte si accumulano punti da utilizzare per aprire pacchetti digitali e scoprire nuove carte. Un sistema che porta la passione per il collezionismo nel mondo digitale e invita la community a tornare nell’universo di Lucca Comics & Games anche attraverso missioni e contenuti da sbloccare.

LC&G Card Collection: gli album dedicati alla storia e all’immaginario del festival

Il cuore della nuova esperienza è rappresentato da diversi album tematici, pensati per celebrare le tante anime di Lucca Comics & Games. Tra questi spicca Legacy, una raccolta che ripercorre la storia visiva della manifestazione attraverso i poster ufficiali realizzati nei suoi primi 60 anni. Un’occasione per custodire, in formato digitale, le immagini che hanno accompagnato l’evoluzione del festival.

A questo si aggiunge Tarocchi, una collezione ideata da Cosimo Lorenzo Pancini e ispirata ai personaggi del manifesto di questa edizione, illustrato dal maestro Claudio Castellini. Completa il trittico Pixel Legacy, l’album che raccoglie atmosfere e poster iconici di Lucca Comics & Games reinterpretati in pixel art da Sergio Algozzino.

Tre raccolte differenti, accomunate dalla volontà di valorizzare la storia e l’identità visiva dell’evento. E, per chi ama completare ogni singola pagina di un album, le sorprese non finiscono certo qui.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Lucca Comics & Games (@luccacomicsandgames)

Carte comuni, epiche e leggendarie: cinque livelli di rarità

Ogni pacchetto digitale contiene una selezione di carte appartenenti a cinque livelli di rarità: comune, non comune, rara, epica e leggendaria. Le probabilità di trovare le carte più pregiate cambiano in base alla tipologia di pacchetto scelto, rendendo ogni apertura una nuova opportunità per ampliare la propria collezione.

Accanto alle carte standard arrivano anche le carte segrete, contenuti speciali che non si possono ottenere semplicemente aprendo le bustine tradizionali. Per sbloccarle sarà necessario partecipare a specifiche attività di gioco, prendere parte ad alcuni appuntamenti del festival oppure completare iniziative promozionali e interattive distribuite nel corso dell’anno.

Questi contenuti aggiuntivi sono pensati per i collezionisti più assidui e rappresentano una sorta di collezione nella collezione. C’è però una buona notizia per chi non vuole trasformare il proprio tempo libero in una caccia al tesoro senza fine: le carte segrete non sono obbligatorie per completare l’album principale.

Come ottenere punti e sbloccare nuove carte

I punti sono la risorsa fondamentale per progredire nella LC&G Card Collection e ottenere nuovi pacchetti digitali. Per accumularli sono previste due modalità principali.

La prima passa da Luke & Clea – A Quest for Legacy, il pixel game ufficiale che permette di esplorare una Lucca reinterpretata in stile 16 bit: sconfiggere i boss garantisce punti con cui proseguire la raccolta. La seconda consiste nel completare missioni e attività disponibili su LuccaCG Assistant.

L’applicazione segnalerà inoltre le nuove sfide, le attività a tempo e gli aggiornamenti tramite notifiche dedicate, così da aiutare gli utenti a non lasciarsi sfuggire le occasioni per arricchire il proprio album.

Il progetto mette quindi in relazione gioco, partecipazione e scoperta: non basta aprire pacchetti, perché una parte dell’esperienza passa anche dalle iniziative proposte dal festival e dalle attività da completare nel corso dell’anno.

Legacy Reward: le carte speciali della mostra Lucca60

Tra le iniziative legate alla raccolta spicca Legacy Reward, dedicata alla mostra Lucca Legacy – a Comics and Games story, allestita al secondo piano dello storico Palazzo Guinigi per celebrare i sessant’anni di Lucca Comics & Games.

Chi visiterà l’esposizione potrà ricevere via email un codice alfanumerico univoco di otto caratteri. Inserendolo nell’app ufficiale LuccaCG Assistant, sarà possibile associare la visita al proprio profilo personale e sbloccare le speciali carte collezionabili dedicate alla mostra.

Le carte ottenute verranno aggiunte direttamente all’album esclusivo Legacy Reward. Il numero massimo di carte riscattabili attraverso la visita è otto, con una carta assegnata per ciascun trofeo conseguibile durante il percorso espositivo.

Un modo per collegare concretamente la visita alla mostra con l’esperienza digitale, premiando chi sceglie di approfondire la storia della manifestazione anche attraverso le sue esposizioni.

Lucca Comics & Games diventa un’esperienza da vivere e collezionare

Con la LC&G Card Collection, Lucca Comics & Games amplia le possibilità di interazione tra il pubblico, il festival e i suoi contenuti digitali. Il pixel game, le missioni nell’app e le iniziative sul territorio diventano parti di un’unica esperienza, nella quale ogni attività può contribuire a completare la propria raccolta.

La collezione, inoltre, è destinata a crescere nel tempo con nuove carte ed espansioni. Per gli appassionati, dunque, la caccia non si limita alle giornate della manifestazione: tra punti da accumulare, album da completare e contenuti speciali da sbloccare, il mondo di Lucca Comics & Games continua anche oltre i padiglioni e le strade della città.

Il reboot di X-Files di Ryan Coogler ottiene il via libera da Hulu

0

La verità è ancora là fuori, e Ryan Coogler ha finalmente la possibilità di andare a cercarla. Hulu ha ordinato ufficialmente la serie del tanto atteso reboot di X-Files firmato dal regista, con Danielle Deadwyler e Himesh Patel (Odissea, Station Eleven) alla guida del cast.

La premessa: due agenti FBI molto diversi e una divisione chiusa da tempo

La nuova serie arriva da Onyx Collective e 20th Television e presenterà due agenti dell’FBI pluridecorati che non potrebbero essere più diversi. Quando vengono assegnati a una divisione chiusa da lungo tempo e dedicata alle indagini sui fenomeni inspiegabili, tra loro nasce una partnership improbabile mentre affrontano casi che la maggior parte delle persone preferirebbe lasciare stare. È un concetto familiare per X-Files, ma con Coogler coinvolto siamo curiosi di scoprire che tipo di storie strane e inquietanti abbia in mente.

Il regista de I peccatori e Black Panther ha scritto, diretto e prodotto come produttore esecutivo l’episodio pilota attraverso la sua società Proximity Media. Resterà produttore esecutivo anche per la serie, insieme alla showrunner Jennifer Yale, mentre Zinzi Coogler, Sev Ohanian e il creatore della serie originale Chris Carter figurano anch’essi tra i produttori esecutivi.

Coogler ha condiviso il suo entusiasmo: “Amo X-Files da molto tempo, quindi avere la possibilità di scrivere e dirigere il pilot ha significato moltissimo per me. Quello che ha creato Chris Carter è speciale, e volevamo onorare tutto ciò che ha fatto sì che la serie originale entrasse in contatto con così tante persone, trovando al tempo stesso la nostra strada in quel mondo. Danielle e Himesh, insieme al resto del cast, hanno portato prospettive e interpretazioni così originali a questi personaggi, e vedere tutto questo prendere forma è stata una delle parti più gratificanti dell’esperienza. Non avrei potuto desiderare collaboratori migliori della mia troupe, dei colleghi di Proximity Media e dei nostri partner di Onyx Collective e 20th Television. Sono grato della fiducia e del sostegno che ci hanno dato mentre affrontiamo questo nuovo capitolo.”

The X-Files

Un progetto in sviluppo da più di tre anni

Il reboot è in lavorazione da più di tre anni: Carter aveva rivelato per la prima volta il coinvolgimento di Coogler in un’intervista a un podcast nel 2023. All’epoca aveva spiegato che Coogler avrebbe “rimontato X-Files con un cast diversificato”, riconoscendo la difficoltà del compito: “Ha del lavoro da fare, perché abbiamo coperto così tanto territorio.”

La serie originale, con David Duchovny nei panni di Fox Mulder e Gillian Anderson in quelli di Dana Scully, era debuttata su Fox nel 1993, diventando una delle serie di fantascienza più iconiche di sempre. È durata nove stagioni, ha dato vita a due film, X-Files: Il film (1998) e X-Files: Voglio crederci (2008), ed è poi tornata con un revival di due stagioni a partire dal 2016. Mescolava cospirazioni governative, incontri alieni, misteri soprannaturali e storie di mostri della settimana davvero terrificanti, regalandoci anche una delle più grandi coppie della televisione: Mulder e Scully.

La colonna sonora di Ludwig Göransson

I fondatori di Proximity Media, Zinzi Coogler, Sev Ohanian e Ryan Coogler, hanno celebrato l’ordine della serie con una dichiarazione congiunta: “Non vediamo l’ora di continuare questo viaggio come produttori esecutivi e siamo particolarmente entusiasti di lavorare a stretto contatto con Jennifer Yale, Simone Harris e tutto il cast e la troupe per dare vita a questo nuovo capitolo di X-Files. È stato anche incredibilmente speciale avere il nostro collega cofondatore di Proximity Ludwig Göransson a firmare la colonna sonora del pilot, rendendo questa una vera collaborazione in tutta la famiglia Proximity.”

Il compositore premio Oscar, già al fianco di Coogler in Black Panther e I peccatori, ha composto le musiche del pilot. Il tema originale di Mark Snow è uno dei brani più riconoscibili nella storia della televisione, e siamo curiosi di ascoltare cosa porterà Göransson in questa nuova versione.

Coogler ha già dimostrato di saper mescolare personaggi avvincenti e racconto soprannaturale, in particolare con I peccatori, il che lo rende una scelta entusiasmante per un franchise che prospera di paranoia, mistero e cose che vanno in giro di notte. Per ora non è stata annunciata una data di uscita della serie, né oltreoceano né per l’Italia, ma l’ordine di serie significa che questo progetto, a lungo in gestazione, sta ufficialmente andando avanti. Speriamo che il reboot ricordi che alcuni dei migliori episodi di X-Files erano quelli che ci hanno fatto morire di paura.

Wildwood: le prime reazioni lo definiscono il miglior film di Laika

Laika potrebbe aver appena realizzato il suo film più grande. Le prime reazioni a Wildwood: I segreti del bosco proibito, la nuova avventura fantasy in stop-motion dello studio, arrivano a raffica dopo la première mondiale al London Film Festival, e i critici non risparmiano elogi davvero notevoli. Si parla di paragoni con Il Signore degli Anelli e Il Trono di Spade, e c’è chi lo definisce il migliore film mai realizzato da Laika. Il film arriverà nelle sale italiane il 22 ottobre 2026, distribuito da Notorious Pictures, un giorno prima del debutto americano fissato al 23 ottobre.

È un risultato importante per lo studio d’animazione responsabile di titoli come Coraline e la porta magica, ParaNorman e Kubo e la spada magica. Sembra però che il regista Travis Knight e la sua squadra abbiano creato qualcosa di davvero speciale.

Le reazioni: “un capolavoro dell’animazione in stop-motion”

In rete il film viene descritto come “un capolavoro dell’animazione in stop-motion” con “sequenze di battaglia che rivaleggiano con il lavoro visto in Il Trono di Spade o Il Signore degli Anelli”. Elogi enormi, soprattutto per un film in stop-motion. Laika è sempre stata nota per la sua straordinaria maestria artigianale, ma portare sullo schermo battaglie fantasy di questa scala usando pupazzi reali e ambienti costruiti a mano sembra qualcosa di folle.

Si è parlato inoltre di “una testimonianza delle infinite possibilità dell’animazione”. Con altre fonti che si sono spinte ancora oltre, definendolo il traguardo più alto dello studio: “Wildwood è il capolavoro di Laika. Uno di quelli che resteranno nel tempo. Il tipo di film che, se l’avessi visto da bambino, avrei rivisto centinaia di volte. Un’animazione di costruzione del mondo sbalorditiva, di quelle da ‘come hanno fatto?’, e una storia emotivamente ricca. Il mio preferito del 2026.”

Leggere reazioni come queste è difficile da ignorare: il fatto che i critici elogino sia l’animazione sia la narrazione emotiva fa pensare a una di quelle avventure fantasy che restano impresse nel pubblico molto dopo i titoli di coda.

Wildwood

Sedici anni di lavorazione e numeri da record

Per Laika il film è stato un’impresa enorme: Wildwood è in lavorazione da 16 anni e figura tra le produzioni in stop-motion più grandi mai tentate. Il direttore marketing e operativo di Laika, David Burke, aveva già offerto dettagli impressionanti: “Significa che nel film ci sono 136 location, molte delle quali così grandi che la troupe può camminarci dentro. Ci sono 231 pupazzi reali, 54 personaggi principali, e ognuno di loro è stato progettato e vestito come un’opera d’arte su misura.”

Basato sul romanzo fantasy di Colin Meloy, frontman dei Decemberists, e illustrato da Carson Ellis, Wildwood racconta la storia di Prue, doppiata da Peyton Elizabeth Lee, il cui fratellino viene rapito da uno stormo di corvi. Rifiutandosi di abbandonarlo, Prue si avventura in una foresta proibita alle porte di Portland, in Oregon, insieme al suo compagno di classe Curtis, doppiato da Jacob Tremblay.

Nella foresta scoprono un mondo strano e pericoloso, popolato da animali parlanti, banditi, creature misteriose e figure potenti. Quella che era iniziata come una missione di salvataggio diventa presto qualcosa di molto più grande, con in gioco il destino dell’intera foresta. Il cast vocale include anche Carey Mulligan, Mahershala Ali, Angela Bassett, Richard E. Grant, Awkwafina, Amandla Stenberg, Tom Waits e Charlie Day.

La grande domanda: gli elogi si trasformeranno in incassi?

Ora ci si chiede se tutti questi elogi si tradurranno in un successo al botteghino. Con un budget di produzione stimato in 100 milioni di dollari, Wildwood dovrebbe affrontare una programmazione in sala complicata: secondo BoxOfficePro, il film potrebbe aprire negli Stati Uniti con circa 10 milioni di dollari, una cifra difficile per una produzione di queste dimensioni e per gli anni di lavoro che sono serviti a realizzarla.

I film di Laika hanno spesso trovato un pubblico devoto con il passare del tempo, ma sarebbe fantastico vedere Wildwood diventare un grande successo in sala fin dall’inizio. Se le prime reazioni sono un’indicazione, lo studio ha realizzato qualcosa che vale la pena vedere sul grande schermo.

La serie di Stargate torna in vita su Amazon con Jac Schaeffer, creatrice di WandaVision

0

Amazon MGM Studios sta sviluppando una nuova serie TV di Stargate, guidata da Jac Schaeffer, la creatrice della miniserie Marvel WandaVision, uscita nel 2021 su Disney+. Lo ha riportato Variety, precisando che il progetto rientra nell’accordo televisivo in corso tra Schaeffer e lo studio. L’intesa durerà tre anni e vedrà la 47enne impegnata nello sviluppo, nella scrittura, nella produzione esecutiva e nella regia di serie originali per Prime Video e Amazon MGM Studios.

Secondo le fonti di Variety, la writers’ room della serie aprirà a breve. Insieme a Schaeffer, il progetto avrà come produttori esecutivi anche Joby Harold e Tory Tunnell di Safehouse Pictures. Al momento non sono stati comunicati né il cast né una data di uscita.

Si tratta del secondo tentativo di Amazon di riportare il franchise di Stargate in formato seriale. In precedenza lo studio aveva in programma una nuova serie guidata da Martin Gero, già autore di Blindspot, prevista per il 2025, ma il progetto è stato cancellato all’inizio di quest’anno.

La storia di Stargate: dal film del 1994 a SG-1 e Atlantis

Stargate aveva debuttato nel 1994 con un film interpretato da James Spader e Kurt Russell, incentrato sullo Stargate del titolo, un antico dispositivo a forma di anello capace di creare un tunnel spazio-temporale che permette di viaggiare attraverso l’universo. Al film è seguita Stargate SG-1, la serie di successo andata in onda per 10 stagioni dal 1997 al 2007, con protagonisti Richard Dean Anderson, Michael Shanks, Amanda Tapping e Christopher Judge. Nel 2004 è poi arrivato lo spin-off Stargate Atlantis, che è andato avanti per cinque stagioni fino al 2008.

Stargate Origins

Per Schaeffer una svolta verso la fantascienza

Pur non essendo nuova al mondo delle serie TV, con Stargate Schaeffer si sposta verso un genere più orientato alla fantascienza. Finora il suo lavoro televisivo si era concentrato sul genere supereroistico, con WandaVision e con il suo spin-off del 2024, Agatha All Along. Prima di approdare alla Marvel, Schaeffer aveva scritto la sceneggiatura del cortometraggio d’animazione Disney Frozen: Le avventure di Olaf del 2017 e del film Attenti a quelle due del 2019, remake della commedia degli anni Ottanta Due figli di….

Per i fan della saga, la notizia segna quindi un nuovo capitolo dopo la cancellazione del progetto precedente. Nei prossimi mesi scopriremo quale direzione prenderà la nuova serie, perché per ora l’annuncio descrive soprattutto la squadra creativa che ci lavorerà.

Ahsoka, Dave Filoni anticipa un Impero molto diverso nella seconda stagione: “Sta succedendo qualcosa di strano”

0

Il ritorno del Thrawn nella seconda stagione di Ahsoka potrebbe cambiare gli equilibri della galassia di Star Wars in modi decisamente inaspettati.

Lo show si prepara infatti a riportare sullo schermo uno dei più temibili strateghi imperiali, ma il suo progetto di ricostruire l’Impero non sembra destinato a essere una semplice replica del regime guidato un tempo da Palpatine.

A suggerirlo è Dave Filoni, ideatore della serie e figura centrale nell’evoluzione narrativa del franchise, che in una nuova intervista concessa a Empire Magazine ha anticipato sviluppi piuttosto insoliti. Il nuovo Impero avrà infatti “qualcosa di strano in corso” e, soprattutto, non sarà l’Impero che il pubblico conosce.

Una dichiarazione che alimenta la curiosità dei fan, soprattutto considerando il finale della prima stagione e i numerosi misteri rimasti in sospeso. Tra il ritorno del Grand’Ammiraglio Thrawn, le vicende di Ahsoka Tano e Sabine Wren su Peridea e l’enigmatico percorso di Baylan Skoll, la serie ha ancora parecchie carte da giocare.

Un Impero diverso da quello di Palpatine

Per comprendere il peso delle parole di Filoni, vale la pena ricordare che Thrawn è un antagonista molto diverso dall’Imperatore. Palpatine ha costruito il proprio potere attraverso la manipolazione politica, il controllo e il lato oscuro della Forza; il Grand’Ammiraglio, invece, è soprattutto uno stratega militare che studia i propri avversari, ne analizza la cultura e sfrutta le informazioni per anticiparne le mosse.

La sua forza risiede nella capacità di pianificare e comprendere il nemico, non necessariamente nell’utilizzo diretto di poteri mistici.

Questo rende particolarmente interessante l’idea di un Impero riorganizzato sotto la sua guida. Le parole di Filoni suggeriscono che la nuova struttura potrebbe presentare caratteristiche inedite, ma non confermano che Thrawn intenda affidarsi alla magia o alle forze soprannaturali.

L’ipotesi che gli elementi più misteriosi della serie possano intrecciarsi con il suo progetto resta suggestiva, soprattutto alla luce degli eventi su Peridea. Per ora, però, si tratta di una possibilità narrativa, non di un dettaglio ufficialmente confermato.

Una cosa è certa: Thrawn è già un avversario formidabile senza bisogno di aggiungere altri poteri al suo arsenale. Se la seconda stagione dovesse introdurre nuove variabili nel suo piano, la partita potrebbe diventare ancora più complicata per chi tenterà di fermarlo.

Ammiraglio Thrawn

Il ritorno degli Dei di Mortis

Tra gli elementi più enigmatici lasciati in eredità da Star Wars: The Clone Wars ci sono gli Dei di Mortis, entità legate alla Forza che rappresentano aspetti fondamentali del suo equilibrio.

La loro mitologia ha portato la saga in territori decisamente più astratti e spirituali, ampliando la concezione della Forza oltre la contrapposizione tra Jedi e Sith. Non si tratta soltanto di un potere da utilizzare in combattimento, ma di una componente fondamentale dell’universo narrativo, capace di assumere forme e significati difficili da interpretare.

Filoni ha già confermato che gli Dei di Mortis saranno “decisamente” presenti nella seconda stagione di Ahsoka. Il loro ritorno si collega in particolare alla trama di Baylan Skoll, che nel finale della prima stagione era intento a seguire una pista misteriosa su Peridea.

La serie non ha ancora chiarito completamente che cosa stesse cercando Baylan, né quale fosse il suo obiettivo finale. Il riferimento a Mortis suggerisce però che la sua storia continuerà a esplorare gli aspetti più enigmatici della Forza.

Resta da capire se questi elementi avranno un legame diretto con i piani di Thrawn oppure se le due linee narrative procederanno parallelamente prima di incontrarsi. Al momento, Filoni non ha svelato come verranno collegati gli eventi.

Ahsoka 2 potrebbe spingersi ancora più a fondo nella mitologia di Star Wars

L’eventuale approfondimento degli Dei di Mortis potrebbe rendere la seconda stagione una delle produzioni più insolite del franchise, almeno per quanto riguarda il modo di raccontare la Forza.

Gli elementi introdotti in The Clone Wars hanno infatti ampliato la mitologia della saga, suggerendo l’esistenza di dimensioni e poteri che vanno oltre le categorie tradizionali del lato chiaro e del lato oscuro.

Portare queste idee in una serie live action rappresenta un’opportunità narrativa interessante, ma anche una sfida. Più una storia si addentra in concetti astratti e misteriosi, più diventa importante trovare un equilibrio tra le nuove rivelazioni e la coerenza dell’universo narrativo.

Non tutti i fan condividono necessariamente questa direzione: una parte del pubblico è entusiasta all’idea di esplorare ulteriormente la dimensione mistica di Star Wars, mentre altri preferirebbero che la saga mantenesse maggiormente i piedi per terra, concentrandosi su conflitti politici, strategie militari e personaggi.

La seconda stagione dovrà quindi dimostrare di saper integrare questi elementi senza perdere di vista il cuore della storia.

Tra il nuovo Impero di Thrawn, il destino di Baylan Skoll e le vicende ancora irrisolte su Peridea, Ahsoka 2 arriverà su Disney+ a gennaio 2027 con diversi misteri da affrontare.

Filoni ha promesso qualcosa di diverso dal passato, ma per scoprire quanto sarà davvero strana questa nuova galassia dovremo attendere ancora qualche mese.

fonte

Qualcuno ha ricreato la suite Adobe Creative Cloud con l’Intelligenza Artificiale e l’ha resa gratuita per tutti

Uno sviluppatore indipendente ha ricreato, grazie all’intelligenza artificiale, un clone della Creative Cloud di Adobe, riaccendendo l’acceso dibattito sui prezzi degli abbonamenti Adobe e sulla forza dirompente della generazione rapida di codice.

Brandon Thomas ha ricostruito da solo diversi dei tool più popolari della suite, tra cui cloni funzionanti di Photoshop, Premiere e Illustrator usando Claude come assistente AI e Rust come linguaggio di sviluppo, rendendo poi tutto open source, gratis, per chiunque.

La vendetta di uno sviluppatore stanco delle politiche di Adobe

Thomas non è un principiante che ha giocato con l’Intelligenza Artificiale durante il weekend. Su Reddit e Hacker News, dove ha annunciato il progetto, si è presentato in modo piuttosto diretto: “Non sono solo un vibe coder qualunque. Sono un veterano del settore con 15 anni di esperienza. Ho scritto tutto, dai sistemi di pagamento con sei nove di uptime che movimentano miliardi di dollari al giorno, all’automazione robotica e ottica avanzata. Uso Rust da quasi un decennio.”

La scintilla che ha fatto scattare tutto? Le dark pattern di cancellazione di Adobe, quelle pratiche deliberatamente opache e macchinose che rendono difficile e costoso uscire da un abbonamento. Thomas ha scritto di essersi “fatto fregare dalla cancellation fee una volta di troppo.”

Il risultato? Invece di essere obbligato di nuovo a pagare, ha costruito un’alternativa.

Cosa ha costruito esattamente Thomas

Come già detto, il progetto comprende cloni open source dei principali strumenti del pacchetto Adobe, usando Claude Code e sviluppando tutto in Rust, un linguaggio noto per le sue performance elevate e la sua sicurezza della memoria. L’intero codice è disponibile liberamente, il che significa che chiunque può usarlo, modificarlo e contribuire al suo miglioramento.

Non è la prima volta che qualcuno prova ad alternare ad Adobe. Canva e Affinity si sono costruiti solide fette di mercato negli anni, e le polemiche sulle condizioni d’uso di Adobe legate all’AI hanno spinto molti utenti professionali a cercare alternative. Ma ricostruire da soli tre strumenti core della suite, da zero, è un’altra storia.

I’ve created Open Source 100% Rust clean-room replacements for 7 of Adobe’s apps: Photoshop, Illustrator, Premiere, Lightroom, After Effects, InDesign, and Acrobat Pro. Free, no subscription, and you own the source code
by
u/ai_art_is_art in
SaaS

Open source, gratis e potenzialmente alla portata dei professionisti

Il fatto che il progetto sia open source è forse il dettaglio più importante. Non è un prodotto commerciale che punta a rubare il mercato ad Adobe, è un contributo alla community, una base su cui altri sviluppatori possono costruire, migliorare, adattare.

Se abbastanza persone raccoglieranno il testimone, questo potrebbe diventare qualcosa di molto più grande di quanto Thomas stesso abbia immaginato.

Abbiamo davvero un’alternativa professionale a costo zero?

Qui bisogna essere onesti. Un progetto di questo tipo, per quanto impressionante nella sua concezione, porta con sé domande legittime.

La prima è quella della fiducia. Affidare i file di lavoro e la propria professionalità creativa a un software generato in larga parte con l’assistenza di un’IA è un salto di fede che molti professionisti non sono ancora pronti a fare. Non perché l’Intelligenza Artificiale non possa scrivere codice funzionante, ma perché i bug in un software di produzione possono avere conseguenze serie, e la fase di testing e validazione che normalmente accompagna un prodotto professionale richiede anni e risorse.

La seconda è più filosofica: ricostruire qualcosa che esiste già è davvero la cosa più interessante che si possa fare con questi strumenti? C’è qualcosa di genuinamente affascinante nella storia di Thomas, ma anche una domanda sottotraccia sul rapporto tra IA, creatività e innovazione. Usare Claude per replicare Photoshop è certamente un’impresa tecnica notevole, ma è diverso dall’usare quegli stessi strumenti per costruire qualcosa che non esiste ancora.

Naruto ritorna con un nuovo anime crossover e il manga Shadow Rising: tutte le novità annunciate al NYCC

È arrivato il momento di rispolverare il coprifronte e prepararsi a nuove avventure! Il mondo di Naruto si prepara ad allargarsi con due annunci che promettono di riaccendere l’entusiasmo degli appassionati: una nuova serie anime in collaborazione con NINKŪ e un nuovo manga firmato da Masashi Kishimoto, intitolato Naruto: Shadow Rising.

Tante novità in arrivo dal New York Comic Con

Le novità sono state presentate durante un panel dedicato al celebre franchise in occasione del New York Comic Con. L’evento ha riservato spazio anche al film live action di Naruto, attualmente in sviluppo, con un messaggio del regista Destin Daniel Cretton che ha offerto qualche anticipazione sul suo approccio alla storia e ai personaggi.

Insomma, tra nuovi incontri, misteriosi mondi paralleli e un manga ancora tutto da scoprire, per i fan del ninja biondo le ragioni per tornare a festeggiare non mancano.

NARUTOxNINKŪ: il nuovo anime porta il Team 7 in un altro mondo

La prima sorpresa riguarda NARUTOxNINKŪ, una nuova serie anime che unirà l’universo creato da Kishimoto con quello di NINKŪ, manga realizzato da Koji Kiriyama. Entrambi gli autori supervisioneranno il progetto, un incontro che promette di incuriosire gli appassionati delle due opere.

La premessa narrativa ruota attorno a una missione affidata al Team 7 da Kakashi. Questa volta, però, il celebre maestro non potrà accompagnare direttamente i suoi allievi e deciderà di nominare Naruto come capo temporaneo della squadra.

Per il protagonista, che non ha mai fatto mistero della propria ambizione e della voglia di dimostrare il suo valore, si tratta di un’occasione da non sprecare. Naruto affronta quindi l’incarico con grande entusiasmo, determinato a portarlo a termine nel migliore dei modi.

Le cose, naturalmente, non andranno esattamente secondo i piani. Durante il viaggio, Naruto, Sasuke e Sakura si ritroveranno smarriti in un altro mondo, dove incontreranno un ragazzo dall’aspetto decisamente insolito: Fūsuke, caratterizzato da un volto che ricorda quello di una rana.

Chi è questo misterioso personaggio? Come sono finiti i tre ninja in una realtà sconosciuta? E quale legame unisce questo nuovo mondo all’universo di NINKŪ?

Per il momento, la descrizione ufficiale lascia aperte queste domande, senza svelare ulteriori dettagli sulla trama. Ed è probabilmente meglio così: quando si tratta di universi narrativi che si incontrano, un pizzico di mistero è sempre il benvenuto.

Il crossover rappresenta inoltre un’occasione per mettere in dialogo due opere del panorama manga giapponese, affidando la supervisione proprio ai rispettivi creatori. Resta da scoprire come verranno amalgamati i due mondi e quale sarà il ruolo di Fūsuke nella nuova avventura.

Masashi Kishimoto prepara un nuovo manga

La seconda grande rivelazione del panel riguarda Naruto: Shadow Rising, il nuovo manga annunciato attraverso un breve video teaser mostrato al termine dell’evento.

Il titolo ha immediatamente attirato l’attenzione degli appassionati, soprattutto perché il progetto è legato direttamente a Masashi Kishimoto, autore dell’opera originale. Per ora, tuttavia, le informazioni disponibili sono estremamente limitate: l’annuncio ha confermato l’esistenza del nuovo manga, ma non ha ancora fornito dettagli sufficienti per delinearne la trama o chiarire il suo rapporto con la storia principale.

Per sapere qualcosa in più bisognerà attendere Jump Festa 2027, evento previsto a dicembre, durante la quale verranno condivise ulteriori informazioni sul progetto.

Al momento non sono stati comunicati dettagli precisi sulla collocazione temporale della storia, sui personaggi coinvolti o sulla sua eventuale durata. Sarebbe quindi prematuro considerare Shadow Rising un sequel diretto, uno spin-off o una nuova interpretazione degli eventi già conosciuti.

L’annuncio, comunque, è sufficiente a far partire le speculazioni della community. Il titolo richiama atmosfere misteriose e potenzialmente oscure, ma senza ulteriori informazioni non è ancora possibile stabilire quale direzione narrativa abbia scelto Kishimoto.

Naruto e Boruto, il PROJECT RASENGAN guarda al futuro del franchise

La serata è proseguita con la presentazione del PROJECT RASENGAN, un ambizioso progetto globale pensato per garantire un futuro a medio e lungo termine agli universi di Naruto e Boruto.

Manga, anime, giochi e carte collezionabili faranno parte di un piano più ampio, anticipato da una roadmap che nasconde ancora diverse informazioni. Insomma, il mondo dei ninja ha ancora parecchie sorprese in serbo e non resta che attendere i prossimi annunci per scoprire quali saranno le prossime mosse del franchise.

Naruto Card Game: uscita mondiale a giugno 2027

Tra le novità annunciate durante l’evento c’è anche il Naruto Card Game, il nuovo gioco di carte collezionabili che debutterà contemporaneamente in tutto il mondo a giugno 2027. L’annuncio è stato accompagnato da uno speciale trailer animato, che ha offerto un primo assaggio del progetto.

Al lancio saranno disponibili tre mazzi precostruiti, progettati per permettere anche ai principianti di iniziare a giocare subito dopo l’acquisto. Ciascun mazzo sarà incentrato su un leader differente: Naruto Uzumaki, Sasuke Uchiha e Gaara.

A completare l’offerta iniziale arriverà il primo set di carte aggiuntive, il cui titolo giapponese è Sanjō! Uzumaki Naruto. L’espansione includerà personaggi amati dai fan sia della serie originale sia di Naruto Shippuden, offrendo nuove possibilità per potenziare i mazzi di partenza e creare strategie personalizzate. Durante la presentazione sono state mostrate anche numerose illustrazioni inedite, un antipasto particolarmente interessante per chi non vede l’ora di collezionare le carte dei propri ninja preferiti.

Naruto Mobile arriva nel resto del mondo

Le novità ludiche non si fermano alle carte collezionabili. Durante l’evento è stato confermato anche il lancio mondiale di Naruto Mobile, il gioco d’azione competitivo per smartphone pubblicato nella Cina continentale nel 2016 e ancora oggi molto popolare.

Il titolo permette di affrontare combattimenti tra ninja provenienti dalle diverse serie del franchise, portando sullo schermo mobile personaggi e scontri familiari agli appassionati. Per il momento, tuttavia, non è stata comunicata una finestra di lancio precisa per i mercati internazionali.

Anche la distribuzione e le lingue disponibili varieranno in base al Paese, con la possibilità che il gioco non venga pubblicato in alcuni territori. Per conoscere tutti i dettagli bisognerà quindi attendere ulteriori comunicazioni ufficiali.

fonte

Ora la PlayStation 5 può eseguire i giochi PS2 utilizzando anche i dischi originali

La retrocompatibilità è uno dei grandi sogni dei fan PlayStation: poter recuperare i vecchi giochi, inserire il disco nella console di nuova generazione e tornare a giocare senza troppi compromessi. Un sogno che Sony non ha realizzato completamente su PS5, ma al quale la scena homebrew continua a lavorare con risultati decisamente interessanti.

L’ultima novità si chiama PS5SX2, un progetto sviluppato dal modder Sword che porta l’emulazione di PlayStation 2 sulle console PlayStation 5 sottoposte a modifica. La particolarità? Il software permette anche di utilizzare i supporti fisici originali, offrendo ai possessori della console l’opportunità di rispolverare la propria collezione di giochi senza dover necessariamente ricorrere a copie digitali.

Il progetto punta inoltre a sfruttare la potenza dell’hardware moderno per migliorare l’esperienza di gioco, con funzionalità di rendering avanzate e la possibilità di aumentare la risoluzione dei classici. E, mentre la PS2 torna protagonista, lo sviluppatore avrebbe già messo nel mirino un’altra sfida: portare il supporto ai giochi PlayStation 3.

PS5SX2: come funziona l’emulatore PS2 su PS5

Per chi segue il mondo dell’emulazione, il nome PS5SX2 potrebbe suonare familiare. Il progetto è infatti un porting nativo di PCSX2, uno degli emulatori di PlayStation 2 più conosciuti e apprezzati su PC.

La differenza rispetto ad alcune soluzioni precedenti è sostanziale: invece di eseguire l’emulatore su un computer esterno e trasmettere poi le immagini alla televisione, PS5SX2 sfrutta direttamente l’hardware della console Sony per eseguire l’emulazione e il rendering.

Per riuscirci, Sword ha adattato i CPU recompiler di PCSX2, componenti che traducono dinamicamente le istruzioni del processore emulato in codice eseguibile dall’hardware ospite. In questo caso, il lavoro consente di sfruttare il chip personalizzato basato su architettura Zen 2 presente nella PlayStation 5.

Si tratta di un passaggio tecnico importante: l’emulazione di una console non consiste semplicemente nel riprodurre le immagini di un vecchio gioco, ma nel ricreare il comportamento dell’hardware originale attraverso una piattaforma completamente diversa. Farlo direttamente su PS5 significa poter sfruttare le risorse della macchina senza affidare il lavoro principale a un altro dispositivo.

Supporto ai dischi originali e miglioramenti grafici

Uno degli aspetti più interessanti di PS5SX2 è il supporto ai dischi fisici di PlayStation 2. Per chi conserva ancora i CD dei giochi originali, la possibilità di recuperare la propria libreria rappresenta un motivo più che valido per seguire gli sviluppi del progetto.

L’emulazione può inoltre offrire vantaggi rispetto all’esecuzione sull’hardware originale, tra cui la possibilità di aumentare la risoluzione di rendering. L’obiettivo è rendere più definiti i giochi di un’epoca in cui i televisori ad alta definizione non erano ancora lo standard.

Il titolo originale della notizia parla di upscaling in 4K, ma è importante distinguere la capacità di aumentare la risoluzione dalle prestazioni effettive di ogni singolo gioco: compatibilità, stabilità e risultati grafici possono variare in base al software e alla configurazione utilizzata.

C’è anche una limitazione fondamentale da tenere presente: PS5SX2 è destinato alle console modificate e non costituisce una funzionalità ufficiale di PlayStation 5. Non è quindi una soluzione da installare liberamente su qualsiasi PS5.

Dopo PS2, l’obiettivo è la retrocompatibilità con PS3?

La prospettiva più ambiziosa riguarda il possibile supporto ai dischi di PlayStation 3. Secondo quanto riportato, Sword ha indicato che il supporto ai supporti fisici della precedente console Sony è il prossimo obiettivo del progetto.

Si tratta di una prospettiva che potrebbe attirare l’attenzione di chi vorrebbe recuperare sulla PS5 anche una parte della propria libreria PS3. Tuttavia, il supporto ai dischi PS3 non va ancora considerato una funzionalità disponibile: il fatto che sia stato indicato come obiettivo futuro non significa che l’emulazione sia già pronta o che i giochi funzioneranno senza problemi.

La sfida sarebbe inoltre diversa da quella della PS2. PlayStation 3 utilizza infatti un’architettura hardware peculiare, basata sul processore Cell, che rende l’emulazione particolarmente complessa. Un eventuale passo avanti in questa direzione richiederebbe quindi ulteriore lavoro tecnico e test approfonditi.

Per il momento, PS5SX2 rappresenta soprattutto un risultato interessante per la scena homebrew e per chi ama preservare i videogiochi del passato. Resta da vedere fino a che punto il progetto riuscirà a evolversi, ma una cosa è certa: per gli appassionati di retrogaming, la vecchia collezione di dischi potrebbe avere ancora parecchie storie da raccontare.

fonte

The Lord of the Rings Online: Wolves of Mordor, il trailer svela una nuova minaccia nella Terra di Mezzo

La Terra di Mezzo non smette mai di riservare sorprese e, a quasi un secolo dalla nascita dell’universo letterario di J.R.R. Tolkien, il mondo de Il Signore degli Anelli continua ad arricchirsi di nuove avventure tra film, serie TV, videogiochi e giochi di ruolo e da tavolo.

Mentre i fan attendono i prossimi progetti ambientati nell’universo creato da Tolkien, anche il mondo dei MMORPG si prepara a tornare all’ombra di Mordor con una nuova espansione decisamente interessante.

The Lord of the Rings Online: Wolves of Mordor si è mostrato con un nuovo trailer che anticipa alcune delle principali novità in arrivo nel celebre gioco di ruolo online. Il filmato presenta nuove aree da esplorare, funzionalità inedite per la gestione delle abitazioni e soprattutto una nuova tipologia di nemici: creature simili a lupi mannari pronte a dare la caccia agli avventurieri.

Insomma, se pensavate che le insidie di Mordor fossero già abbastanza, preparatevi a ricredervi.

Ecco i Lupi di Mordor

Disponibile dal 2007, The Lord of the Rings Online continua ad ampliare la propria interpretazione videoludica della Terra di Mezzo con aggiornamenti ed espansioni che permettono ai giocatori di visitare luoghi iconici e angoli meno conosciuti del mondo di Tolkien.

La prossima espansione, Wolves of Mordor, promette di spingere l’esplorazione oltre i territori già conosciuti, introducendo una minaccia inedita nelle terre oscure dominate un tempo da Sauron.

La novità più intrigante riguarda proprio i cosiddetti were-wolves, descritti come avversari mai visti prima in questa forma all’interno del gioco. Non si tratta semplicemente di lupi di dimensioni maggiori o dei classici Warg che i fan della saga conoscono bene, ma di una nuova categoria di creature ostili che renderà ancora più pericoloso attraversare Mordor.

Il trailer offre un primo assaggio di questi avversari, destinati a diventare una delle presenze più inquietanti della nuova espansione. Per chi ama esplorare ogni angolo della Terra di Mezzo, insomma, non sarà sufficiente tenere d’occhio gli Orchi: potrebbe essere necessario controllare anche cosa si nasconde tra le ombre.

Tre nuove regioni da esplorare oltre Gorgoroth

Oltre ai nuovi nemici, Wolves of Mordor amplierà la mappa di gioco con tre nuove regioni nascoste oltre le terre inesplorate di Draugardh. Si tratta di ambientazioni differenti tra loro, accomunate da paesaggi ostili e dall’atmosfera cupa che caratterizza i territori di Mordor.

Le nuove aree saranno:

  • Heledhris, una regione segnata dalle devastazioni provocate dal Monte Fato.
  • Parth Rhavas, caratterizzata da pianure frastagliate e impervie.
  • Nan Ogol, una foresta avvolta dalle ombre e dal mistero.

Questi territori offriranno nuove occasioni per avventurarsi in luoghi ancora poco conosciuti, affrontare le minacce che li popolano e scoprire ulteriori dettagli sull’universo del gioco.

Naturalmente, i nuovi ambienti non saranno soltanto una scusa per scattare qualche screenshot panoramico: tra le creature ostili e i pericoli che si nascondono nelle zone più remote, gli esploratori dovranno tenere alta la guardia.

Arriva anche il sistema Neighbours per le abitazioni

Le novità di Wolves of Mordor non riguarderanno esclusivamente combattimenti ed esplorazione. L’espansione introdurrà infatti Neighbours, una nuova funzionalità dedicata al sistema abitativo di The Lord of the Rings Online.

Grazie a questa aggiunta, i compagni potranno vivere insieme al personaggio all’interno della sua abitazione e stringere legami attraverso attività quotidiane e lo scambio di regali.

Una novità che punta a rendere più coinvolgente la vita virtuale al di fuori delle missioni e degli scontri, offrendo ai giocatori ulteriori opportunità per personalizzare la propria esperienza nella Terra di Mezzo.

Perché anche nel mondo di Tolkien, dopo aver affrontato creature mostruose e attraversato territori inospitali, ogni tanto fa piacere tornare a casa e godersi un po’ di tranquillità. Possibilmente senza un lupi mannari alla porta.

Data di uscita e prezzi di Wolves of Mordor

The Lord of the Rings Online: Wolves of Mordor sarà disponibile dal 21 ottobre 2026.

L’espansione potrà essere acquistata in tre diverse edizioni, con prezzi e contenuti aggiuntivi pensati per soddisfare esigenze differenti:

  • Standard Edition – 36,99 euro: l’edizione base dell’espansione.
  • Collector’s Edition – 72,99 euro: include diversi oggetti aggiuntivi utilizzabili nel gioco.
  • Ultimate Edition – 118,99 euro: la versione più ricca di contenuti extra.

Le edizioni premium comprenderanno una selezione di bonus digitali, tra cui elementi cosmetici a tema Were-wolf Hunter, una mascotte Hound, l’accesso immediato alla funzionalità Neighbours e un orecchino che permette di portare istantaneamente il personaggio al livello 160 come Were-wolf Hunter.

I preordini sono già disponibili a questo indirizzo e l’arrivo dell’espansione a ridosso di Halloween sembra inoltre una scelta particolarmente azzeccata: quale occasione migliore per affrontare nuove creature mostruose se non il periodo più spaventoso dell’anno?