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Daredevil: Rinascita al cinema? Marvel valuta un finale “evento” stile Stranger Things

Secondo quanto emerso recentemente, i Marvel Studios starebbero valutando seriamente la possibilità di portare il finale di Daredevil: Rinascita direttamente al cinema.

L’ispirazione arriva da un modello che ha già funzionato alla grande: Stranger Things.

Trasformare il finale della serie TV in un evento cinematografico

A parlare della cosa è stato Brad Winderbaum, boss dei Marvel Studios Television, che ha espresso un entusiasmo piuttosto evidente riguardo questa idea.

Netflix ha sperimentato con proiezioni speciali e uscite limitate al cinema, ottenendo risultati più che interessanti. Il finale della quinta stagione di Stranger Things, ad esempio, avrebbe generato cifre importanti durante una run limitata nelle sale.

Insomma, pubblico sembra essere molto disposto a uscire di casa per una serie TV se la si trasforma in un evento.

Perché proprio Daredevil?

Tra tutte le produzioni Marvel, Daredevil: Rinascita è probabilmente la candidata perfetta.

Parliamo di uno show caratterizzato da tono più maturo, narrazione intensa e combattimenti che funzionano anche sul grande schermo. Non parliamo di una serie “leggera”, ma di un prodotto che già ora ha una forte identità.

Inoltre, la seconda stagione sta alzando parecchio la posta. Gli ultimi episodi hanno messo in crisi equilibri importanti, soprattutto per Wilson Fisk.

Il finale, quindi, potrebbe avere quel peso narrativo necessario per reggere un’uscita cinematografica.

Daredevil Rinascita stagione 2

Streaming + cinema: il futuro dell’intrattenimento è nel mash-up?

Questa mossa rientra in una strategia più ampia: abbattere il muro tra streaming e sala. Non si tratta più di scegliere tra i due modelli, ma di combinarli: la serie costruisce la storia episodio dopo episodio, mentre il finale diventa un evento collettivo da vivere in sala.

Un approccio che potrebbe dare nuova linfa alle produzioni streaming, rendendole più “cinematografiche” e, ovviamente, appetibili anche nella percezione del pubblico.

Quanto è concreta questa possibilità?

Per ora, nulla è ufficiale. Non esiste nessuna conferma definitiva. L’idea però è sul tavolo, e quando un dirigente Marvel dice “dobbiamo farlo”, difficilmente resta solo una suggestione.

Se l’approdo di Daredevil: Rinascita nelle sale dovesse davvero concretizzarsi, potremmo trovarci davanti a qualcosa di piuttosto unico: un finale di stagione vissuto come un film, con pubblico, applausi e reazioni in tempo reale.

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Star Wars: per Lucasfilm Mara Jade resta fuori dal canone

Nonostante il reset del canone operato da Lucasfilm ormai anni fa, la speranza di rivedere prima o poi Mara Jade nella timeline ufficiale di Star Wars non si è mai davvero spenta. Peccato che, a quanto pare, la risposta dei piani alti continui a essere un secco: no.

Dalla gloria di Legends al limbo del canone

Per chi mangia pane e Star Wars da un po’, Mara Jade non ha bisogno di presentazioni.

Introdotta come Mano dell’Imperatore, diventata Jedi e poi legata sentimentalmente a Luke Skywalker, il personaggio ha rappresentato per anni uno dei pilastri narrativi del post-Ritorno dello Jedi.

Con il passaggio dall’Universo Espanso a “Legends”, però, tutto è stato azzerato. Alcuni personaggi sono riusciti a tornare in versione rivisitata, mentre Mara Jade è rimasta fuori dai giochi.

I tentativi (falliti) di riportare Mara Jade nel canone

Alcuni autori ufficiali di Star Wars hanno provato a riportarla nel canone.

Durante un panel al MegaCon 2026, la scrittrice Claudia Gray ha raccontato di aver più volte chiesto di usare il personaggio. Tuttavia, Lucasfilm le ha risposto “no”, senza troppi margini di trattativa.

Situazione simile per Timothy Zahn, il creatore originale di Mara Jade. Anche lui ha tentato di reinserirla nel nuovo canone, ottenendo reazioni che oscillavano tra il “no” e qualcosa di ancora meno incoraggiante.

Quindi, non è mancato l’interesse creativo, tenere Mara Jade fuori dal canone è proprio una scelta editoriale.

Un problema di coppia: Luke Skywalker e la nuova continuity

Qui arriva il nodo della questione. Il canone attuale ha preso una direzione molto diversa per il futuro di Luke Skywalker. La sua storia, soprattutto con IL Risveglio della Forza, è stata plasmata come più solitaria, più tragica, decisamente meno “famigliare” rispetto a quanto visto in Legends.

Inserire un personaggio come Mara Jade — con tutto il suo peso emotivo e narrativo — significherebbe dover riscrivere parte del nuovo arco narrativo di Luke, complicare la timeline attuale
e introdurre elementi difficili da incastrare senza forzature.

In pratica non è impossibile, ma richiederebbe un lavoro enorme.

Quindi nessuna speranza? È davvero finita?

Nel mondo di Star Wars, dire “mai” è sempre un rischio. Personaggi dati per dispersi sono tornati. Elementi dei Legends sono stati recuperati e reinventati. La storia insegna che nulla resta davvero chiuso in un cassetto per sempre.

Al momento, però, la situazione è piuttosto chiara: Mara Jade resta fuori dal canone ufficiale.

Una scelta che ha una sua logica narrativa, ma che continua a lasciare un piccolo vuoto per chi è cresciuto con quella versione della galassia lontana lontana.

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Mortal Kombat II: il trailer finale mostra il torneo, le fatality e un cameo a sorpresa

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Il trailer finale di Mortal Kombat II è online, e non lascia spazio a dubbi su dove voglia andare questo sequel: più grande, più brutale e finalmente incentrato su quello che i fan aspettavano fin dal primo film. Il torneo è al centro di tutto, le fatality sono in bella vista, e c’è anche un piccolo omaggio per i veterani del franchise.

Nascosto tra un combattimento e l’altro c’è infatti un cameo di Ed Boon, co-creatore della saga videoludica insieme a John Tobias, che appare nei panni di un barista che serve da bere a Johnny Cage. Un momento secondario sulla carta, ma che per chi segue Mortal Kombat dagli anni dei cabinati arcade vale quanto una fatality ben riuscita.

Il torneo al centro di Mortal Kombat II, finalmente

Una delle critiche più frequenti al Mortal Kombat del 2021 era proprio questa: tutto il film costruiva la premessa del torneo senza mai arrivarci davvero. Una scelta narrativa divisiva, che il sequel corregge in modo diretto. Questa volta, il destino del Regno della Terra è in gioco, e i combattenti si trovano faccia a faccia con l’imperatore Shao Kahn, interpretato da Martyn Ford.

Il trailer mostra sequenze di combattimento di grande scala, fatality esplicite — il film è classificato vietato ai minori per “forte violenza cruenta e gore” — e la rivalità tanto attesa tra Scorpion e Sub-Zero, quest’ultimo ora nella sua forma spettrale di Noob Saibot.

A guidare i campioni della Terra c’è Johnny Cage, interpretato da Karl Urban: nel franchise dei videogiochi Cage è sempre stato il personaggio più accessibile, quello che mescola ironia e combattività reale. La sua presenza cambia le dinamiche della storia e regala al film un punto d’accesso più immediato senza rinunciare alla mitologia.

Un cast rinnovato

Al fianco di Urban tornano Jessica McNamee, Josh Lawson, Ludi Lin, Mehcad Brooks e Lewis Tan. Tra le nuove aggiunte spiccano Adeline Rudolph nel ruolo di Kitana e Tati Gabrielle in quello di Jade, mentre Damon Herriman interpreta Quan Chi e Ana Thu Nguyen veste i panni di Sindel. Hiroyuki Sanada torna come Scorpion e Tadanobu Asano come Lord Raiden.

Dietro la macchina da presa c’è di nuovo Simon McQuoid, con la sceneggiatura affidata a Jeremy Slater. La produzione è curata da Atomic Monster e Broken Road Productions per New Line Cinema.

Vale la pena ricordare che il primo film, uscito nel 2021 in piena pandemia, aveva incassato 84,4 milioni di dollari in tutto il mondo con un budget di 55 milioni — numeri condizionati dalle chiusure dei cinema — ma su HBO Max era diventato il titolo Warner Bros. più visto di quell’anno, spingendo lo studio a investire nel sequel. Un terzo capitolo è già in sviluppo.

Mortal Kombat II arriverà nelle sale italiane il 6 maggio 2026, distribuito da Warner Bros. Pictures Italia.

Tyler Rake 3 è ufficiale: Hemsworth, Elba e Farahani tornano su Netflix

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Il franchise più adrenalinico di Netflix non ha nessuna intenzione di fermarsi. La piattaforma ha confermato ufficialmente Tyler Rake 3 — terzo capitolo della saga conosciuta in originale come Extraction — con Chris Hemsworth di nuovo nei panni del mercenario Tyler Rake e Sam Hargrave di nuovo alla regia. Al loro fianco tornano anche Idris Elba e Golshifteh Farahani, confermando la solidità del cast principale costruito nei primi due film.

La sceneggiatura è affidata a David Weil, mentre le riprese dovrebbero partire durante l’estate. I dettagli sulla trama restano per ora sotto strettissimo riserbo, ma considerando come si è concluso Tyler Rake 2 — con il personaggio di Elba che libera Rake di prigione e gli offre un nuovo incarico — il terreno narrativo è già stato preparato con cura.

Un franchise costruito sul successo

Quando Tyler Rake arrivò su Netflix nell’aprile 2020, il tempismo fu quasi perfetto: il mondo era in lockdown e la piattaforma registrò numeri storici. Il film scalò rapidamente la classifica dei titoli più visti di sempre sulla piattaforma, raccolse due candidature ai Critics Choice Award — tra cui Miglior Film d’Azione e Miglior Attore in un Film d’Azione per Hemsworth — e trasformò Tyler Rake in uno degli eroi action più amati degli ultimi anni.

Con Tyler Rake 2, uscito su Netflix il 16 giugno 2023, il franchise ha alzato ulteriormente l’asticella. Il sequel ha superato i numeri del primo capitolo e ha convinto definitivamente la piattaforma a investire su un terzo capitolo. Una prova difficile per qualsiasi saga: non solo replicare il successo, ma amplificarlo.

tyler rake netflix

Un universo in espansione con Tyler Rake 3 (e non solo)

Oltre al terzo film, l’universo di Tyler Rake si sta espandendo anche in altre direzioni. AGBO, la casa di produzione dei fratelli Russo — Anthony e Joe, che sono tra i produttori della saga insieme ad Angela Russo-Otstot, Michael Disco e Ari Costa — ha annunciato in collaborazione con Netflix anche una serie spin-off con protagonista Omar Sy, ambientata nello stesso mondo del franchise ma con un personaggio completamente nuovo. Il tutto a conferma che la partnership tra AGBO e Netflix è tutt’altro che in fase calante: The Gray Man, altra collaborazione tra le due realtà, ha totalizzato oltre 139 milioni di visualizzazioni.

Dal canto suo, Hemsworth non è stato fermo nel frattempo: oltre a promuovere il suo progetto Crime 101 per Amazon MGM Studios, l’attore continua a sviluppare nuovi progetti attraverso la sua società di produzione Wild State. La nuova sceneggiatura, però, sarebbe stata abbastanza convincente da farlo tornare sui suoi passi e impegnarsi per un altro round con Tyler Rake.

Non è ancora stata annunciata una data di uscita ufficiale su Netflix per l’Italia o per l’estero.

Tom Holland su Odissea di Nolan: “Un capolavoro. Non capisco come l’abbia fatto”

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Ci sono elogi di circostanza, quelli che si fanno nelle interviste promozionali con il sorriso di rito. E poi c’è quello di Tom Holland su Odissea, il nuovo film di Christopher Nolan: genuino, stupito, quasi incredulo. Un attore che era sul set, che ha vissuto le riprese dall’interno, e che ancora non riesce a spiegarsi quello che ha visto sullo schermo. Un segnale che vale più di qualsiasi campagna marketing.

Holland, che nel film interpreta Telemaco, figlio di Ulisse, non ha trattenuto l’entusiasmo: “Vi posso dire che è un assoluto capolavoro, e mi tolgo dall’equazione.” Ma la parte più interessante non è il superlativo — è la confessione che segue. “Guardando il film mi sono ritrovato a fare una domanda che non facevo da molto tempo: ‘Come hai fatto?'”

Una domanda che, in fondo, riassume perfettamente la carriera di Nolan.

Il cinema pratico di Nolan al suo apice con Odissea

Chi segue il regista britannico sa che il suo approccio è quasi ostinatamente analogico: 500 acri di mais veri per Interstellar, un vero Boeing 747 fatto schiantare per Tenet, le architetture piegate nella realtà per Inception. Con Odissea, sembra che abbia spinto questa filosofia ancora più lontano. Holland racconta di aver chiesto a Nolan, dopo la visione, se certe sequenze fossero CGI. La risposta: no, tutto in camera, tutto pianificato e preparato nei minimi dettagli.

“Ci sono sequenze in cui mi dicevo: ‘Questo deve essere per forza digitale.’ E invece no.” Una produzione che, stando ai dati, ha girato quasi due milioni di piedi di pellicola e ha trascorso mesi a filmare in mare aperto con onde vere. Il tutto interamente in IMAX, su pellicola 65/70mm — Odissea sarà il primo film nella storia del cinema girato per intero con queste cineprese.

Il risultato, secondo Holland, è qualcosa che va oltre lo spettacolo puro: “I fan resteranno senza parole per le scene d’azione e le sequenze del film, perché anche io, che ero lì quel giorno e facevo parte del film, sono rimasto assolutamente sbalordito dalla scala, dall’ampiezza, dalla capacità di Nolan di navigare una storia così intricata e sentita nel mezzo di un film d’azione folle.”

Per un attore che ha trascorso anni al centro di uno dei franchise più grandi del pianeta nei panni di Spider-Man — e che tornerà in quel ruolo a luglio con Spider-Man: Brand New Day (titolo italiano non ancora confermato) — definire Odissea “uno dei traguardi più importanti della mia carriera da attore” è tutt’altro che scontato.

L’Odissea

Il cast (oltre a Tom Holland) e la trama

Odissea è l’adattamento del poema epico di Omero, e segue Ulisse nel suo lungo e pericoloso viaggio di ritorno a Itaca dopo la guerra di Troia. Matt Damon veste i panni del protagonista, con Anne Hathaway nel ruolo di Penelope e Tom Holland in quello di Telemaco. Il cast include inoltre Robert Pattinson, Zendaya, Lupita Nyong’o, Charlize Theron, Jon Bernthal e Benny Safdie. Nolan è anche produttore esecutivo, insieme a Ridley Scott e agli altri produttori della serie.

Odissea arriverà nelle sale italiane il 16 luglio 2026, un giorno prima dell’uscita americana.

Al Grand Hyatt Tokyo si può ora dormire con 30 Pikachu: ecco la suite Pokémon per il 30° anniversario

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Se avete sempre sognato di condividere una stanza d’albergo con decine di Pokémon, il Grand Hyatt Tokyo ha pensato proprio a voi. In occasione del trentesimo anniversario del franchise — nato in Giappone nel 1996 con l’uscita di Pokémon Rosso e Pokémon Verde su Game Boy — l’hotel ha lanciato una collaborazione speciale che porta l’esperienza Pokémon a un livello completamente nuovo.

Non si tratta della prima volta che il Grand Hyatt Tokyo propone camere a tema Pokémon durante i mesi estivi: è ormai una tradizione consolidata. Ma per celebrare degnamente tre decenni di Pokémon, quest’anno la proposta è decisamente più ambiziosa: una suite da 120 metri quadri interamente trasformata in un mondo Pokémon, con trenta pupazzetti di Pikachu — uno per ogni anno del franchise — ad accogliere gli ospiti.

Una suite divisa per biomi a tema Pokémon e Pikachu

La Pokémon 30th Anniversary Collaboration Grand Adventure Suite è una versione completamente reinterpretata della Chairman Suite dell’hotel, e ogni ambiente è stato pensato come un vero e proprio bioma Pokémon. Nel soggiorno trovano spazio i Pokémon di tipo Erba, con Bulbasaur, Diglett e Cubone tra i protagonisti. Il bagno è invece il regno dei tipi Acqua: Squirtle, Psyduck e Lapras sono di casa tra le vasche e i lavandini. Completano il quadro alcuni Pokémon fuori categoria, come Eevee e Gengar, sparsi qua e là nella suite.

Oltre ai trenta Pikachu, la stanza ospita anche altri personaggi tratti dai giochi originali Rosso e Verde — diventati Rosso e Blu per il debutto nordamericano della serie. Con 1.292 piedi quadri (circa 120 metri quadri) a disposizione, lo spazio non mancherà di certo.

Cosa è incluso nel pacchetto

Gli ospiti della suite riceveranno un kit di gadget celebrativi per il trentesimo anniversario, che include copertine per passaporto, borse tote e abbigliamento a tema. Anche il cibo è in tema: il pacchetto comprende cena e colazione servite in camera, con un hamburger a forma di Pikachu come piatto principale della cena.

Per chi preferisce una soluzione più economica, il Grand Hyatt mette a disposizione anche otto camere doppie da 40 metri quadri con decorazioni Pokémon. Gli ospiti di queste stanze riceveranno anch’essi il kit di merchandising e un voucher per il buffet della colazione, accompagnato da un pancake a forma di Pikachu servito al ristorante.

Le camere a tema Pokémon saranno disponibili dal 20 giugno al 26 agosto 2026, e le prenotazioni sono già aperte. Solo una suite sarà disponibile al giorno, quindi se siete interessati è meglio muoversi in fretta.

The Punisher: One Last Kill, il trailer dello special Marvel promette sangue e vendetta

Se mai ci fosse stato qualche dubbio, il trailer di The Punisher: One Last Kill lo spazza via senza pietà: lo speciale dedicato al vigilante Marvel sarà esattamente quello che ci si aspetta e anche di più.

Pugni, proiettili, cadute dai tetti, fuoco ovunque. Il tutto condito da quella dose di rabbia repressa che rende Frank Castle uno dei personaggi più intensi, problematici (e amati senza mezze misure) dell’universo Marvel.

Jon Bernthal torna a fare quello che gli riesce meglio

Al centro della scena troviamo ancora Jon Bernthal, ormai sinonimo vivente di Punisher. L’attore statunitense è uno di quei casting talmente azzeccati che è difficile immaginare qualcun altro nei panni di Frank Castle.

Il suo percorso con il personaggio parte dalla seconda stagione di Daredevil nel 2016, passa per due stagioni standalone su Netflix e arriva fino al recente ritorno in Daredevil: Rinascita.

Adesso, con One Last Kill, sembra pronto a spingere ancora più in là il lato oscuro del vigilante Marvel.

Un progetto intimo e personale

Dietro la macchina da presa troviamo Reinaldo Marcus Green, che firma anche la sceneggiatura insieme allo stesso Bernthal. Quando un attore così legato al personaggio contribuisce anche alla scrittura, il rischio di vedere qualcosa di “generico” si riduce ai minimi termini.

La sensazione è che The Punisher: One Last Kill  sia un progetto più intimo, più sporco e più focalizzato sulla psicologia di Frank che sull’azione fine a se stessa.

Di cosa parla One Last Kill?

La trama resta volutamente vaga, ma il trailer lascia intuire un punto chiave: Frank Castle non è esattamente nel pieno delle sue facoltà mentali.

Il ritorno di Jason R. Moore nei panni di Curtis Hoyle potrebbe non essere così “reale” come sembra, con una possibile presenza sotto forma di ricordo, visione o allucinazione. Oltre alle pallottole, sicuramente lo special vedrà duri scontri anche dentro la testa del protagonista.

Il trailer non lascia spazio a interpretazioni: il livello di violenza sarà alto. Molto alto. Tuttavia, chi conosce il personaggio sa bene che il vero cuore della storia non è il numero di nemici abbattuti, ma il peso che ogni scelta lascia addosso a Frank.

Vendetta, senso di colpa, traumi… un mix che rende Punisher qualcosa di diverso dal classico eroe Marvel.

Punisher entra definitivamente nel MCU

Questo speciale, che debutterà il 12 maggio su Disney+, arriva in un momento preciso della timeline Marvel.

Frank Castle è già riapparso in Daredevil: Rinascita, ma il passo successivo sarà ancora più grosso: il debutto ufficiale nel MCU cinematografico con Spider-Man: Brand New Day.

One Last Kill potrebbe quindi funzionare anche come ponte narrativo, preparando il terreno per qualcosa di più grande.

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Peter Dinklage entra nel cast di Alien: Pianeta Terra stagione 2

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Chi ha seguito Il Trono di Spade sa bene che Peter Dinklage è uno di quegli attori capaci di trasformare qualsiasi personaggio in qualcosa di memorabile. Ora l’attore quattro volte vincitore dell’Emmy si prepara ad affrontare una minaccia di tutt’altro genere: lo xenomorfo. Secondo quanto riportato da Deadline, Dinklage è entrato ufficialmente nel cast di Alien – Pianeta Terra come membro fisso per la seconda stagione, diventando il primo nuovo volto annunciato per la seconda stagione della serie creata da Noah Hawley.

Dettagli sul suo personaggio? Per ora zero. La produzione è abituata a tenere tutto sotto strettissimo riserbo, e non è il caso di aspettarsi rivelazioni a breve. Quello che sappiamo è che le riprese inizieranno a maggio ai Pinewood Studios di Londra, la stessa location che ha ospitato il film originale del 1979 diretto da Ridley Scott, Alien 3 e il prequel Prometheus. Un ritorno alle origini, in tutti i sensi.

Una prima stagione da ricordare

Alien – Pianeta Terra ha debuttato in Italia il 13 agosto 2025 su Disney+, regalando al franchise la sua prima trasposizione televisiva. Ambientata nel 2120 — due anni prima degli eventi del film di Ridley Scott — la serie segue Wendy, un’ibrida interpretata da Sydney Chandler, dotata della capacità di comunicare con gli xenomorfi. Quando la nave da ricerca USCSS Maginot si schianta sulla Terra, lei e un gruppo di soldati si trovano faccia a faccia con una minaccia che va ben oltre quanto avevano immaginato.

La prima stagione si è conclusa con un finale a effetto, con Wendy e gli altri ibridi che prendono il controllo del centro di ricerca Prodigy pronunciando la frase “Now we rule” — e lasciando il pubblico con un bel po’ di domande senza risposta. Il rinnovo per la seconda stagione è arrivato a novembre 2025, e anche Sigourney Weaver, storica interprete di Ellen Ripley nei primi tre film, si era espressa positivamente sulla serie.

Il cast della prima stagione — che tornerà quasi certamente anche nella seconda — comprende Sydney Chandler, Alex Lawther, Timothy Olyphant, Essie Davis, Samuel Blenkin, Babou Ceesay, David Rysdahl, Adrian Edmondson, Adarsh Gourav, Jonathan Ajayi, Erana James, Lily Newmark, Diem Camille e Moe Bar-El. Alla produzione esecutiva figurano, oltre a Hawley, Ridley Scott, David W. Zucker, Clayton Krueger, Emilia Serrano, Bob DeLaurentis, Peter Calloway, Monica Macer, John Campisi e Simon Emanuel.

Alien Pianeta Terra

Quando uscirà la stagione 2 di Alien: Pianeta Terra in Italia?

Con le riprese previste a partire da maggio 2026 ai Pinewood Studios, è improbabile che la seconda stagione arrivi prima dell’estate 2027. Non è ancora stata annunciata una finestra di uscita ufficiale, né per l’estero né per l’Italia. Considerando che Disney+ ha distribuito la prima stagione in Italia con un solo giorno di ritardo rispetto agli Stati Uniti, è ragionevole attendersi lo stesso trattamento anche per la seconda — ma per ora si tratta solo di supposizioni. Appena ci saranno notizie ufficiali, vi aggiorneremo.

Il sequel di Le avventure di Tintin: Il segreto dell’Unicorno è ancora vivo, parola di Andy Serkis

Ci sono film che, per motivi difficili da spiegare, finiscono nel dimenticatoio pur meritando molto di più. Le avventure di Tintin – Il segreto dell’Unicorno di Steven Spielberg è sicuramente uno di questi: uscito in Italia il 28 ottobre 2011, è rimasto un esempio brillante di cinema d’avventura, capace di unire tecnica, ritmo e quella qualità narrativa che Spielberg sa ancora tirare fuori quando è in forma. Eppure, di un sequel non si è più sentito parlare concretamente. Almeno fino ad ora.

Andy Serkis, che nel film ha prestato voce e corpo al Capitano Haddock grazie alla tecnica del motion capture, ha rilasciato di recente alcune dichiarazioni che riaccendono la speranza per i fan del personaggio creato da Hergé. Il suo entusiasmo è rimasto intatto: “Oh cavolo, lo spero proprio. Adoro quel film di Tintin”, ha detto Serkis. “Ho amato il processo di realizzazione con quei grandi registi. Penso che Peter voglia davvero, davvero farlo, quindi speriamo che prima o poi accada.”

Spielberg produttore, Jackson alla regia: il piano originale è ancora in piedi?

Fin dall’inizio il progetto prevedeva uno scambio di ruoli tra i due: Spielberg avrebbe ceduto la regia a Peter Jackson, tornando invece nel ruolo di produttore. Un’inversione creativa che i fan attendono da oltre un decennio. Sapere che Jackson sia ancora intenzionato a realizzare il film è probabilmente la notizia più incoraggiante di questo aggiornamento.

Il problema, però, è che entrambi i registi sono tutto fuorché fermi. Spielberg è attualmente impegnato in post-produzione sul suo nuovo progetto di fantascienza Disclosure Day (titolo italiano non ancora confermato), mentre Jackson è occupato come produttore di Il Signore degli Anelli: L’Ombra del Passato, che sarà diretto proprio da Serkis. I tempi, insomma, non si preannunciano brevi.

A complicare ulteriormente le cose c’è la questione produttiva: il primo film era stato sostenuto da Columbia Pictures e Paramount Pictures, e qualsiasi seguito avrebbe bisogno di un supporto simile da parte degli studios. Il settore è cambiato enormemente dal 2011, e ottenere il via libera non sarà automatico nemmeno con Spielberg e Jackson coinvolti.

Tintin 2

Cosa racconterebbe il sequel

Secondo le voci circolate negli anni, il sequel si baserebbe su due fumetti di Hergé, Le sette sfere di cristallo e Il tempio del sole, e porterebbe il titolo di lavorazione The Adventures of Tintin: Prisoners of the Sun (titolo italiano non ancora confermato). La trama seguirebbe Tintin e il Capitano Haddock alle prese con una strana malattia che ha colpito sette esploratori che hanno profanato una tomba Inca, spingendo i due protagonisti fino in Perù per svelare il mistero.

Le fondamenta narrative ci sono, il materiale originale è di qualità, e la tecnologia di animazione ha fatto passi enormi dal 2011: se il progetto dovesse concretizzarsi, Jackson e il suo team avrebbero a disposizione strumenti ancora più sofisticati per portare avanti la storia. Per ora, però, non c’è nulla di ufficiale. Quello che sappiamo è che la porta non è chiusa, e che almeno uno dei protagonisti chiave — Serkis stesso — continua a sperare. Per i fan di Tintin, al momento, dovrà bastare questo.

Rick e Morty 9: il trailer della nuova stagione promette il solito caos cosmico

Il trailer ufficiale di Rick e Morty stagione 9 è finalmente online, e per i fan della serie è esattamente quello che ci si aspettava: una manciata di minuti di puro caos interdimensionale, situazioni assurde e quella qualità inconfondibile che solo questo show riesce a tirare fuori con una certa coerenza.

La serie animata, co-creata da Dan Harmon, è diventata un punto di riferimento dell’animazione adulta di fantascienza da quando ha debuttato su Adult Swim nel 2013. Negli ultimi anni il programma ha attraversato alcune importanti modifiche dietro le quinte: le voci dei due protagonisti sono cambiate, con Ian Cardoni ora al microfono nei panni di Rick e Harry Belden in quelli di Morty. Una transizione non indolore per il pubblico più affezionato, ma che la produzione sembra intenzionata a portare avanti con piena convinzione.

Cosa mostra il trailer

Il trailer si apre con la scena più classica possibile: Rick che tira Morty giù dal letto senza la minima considerazione per il suo benessere. Da lì in poi, è una cascata di immagini rapide e totalmente senza senso — nel senso migliore del termine. Si vedono mobili assassini, una colazione con qualcosa di decisamente illegale dentro, e una serie di situazioni talmente strampalate da non poter esistere in nessun altro show. Il ritmo è veloce, il tono è familiare, e chi segue la serie da anni riconoscerà immediatamente la firma visiva e narrativa della serie.

La sinossi ufficiale, scritta con lo stesso spirito irriverente dello show, recita più o meno così: Rick e Morty è tornato, e questa stagione è tutta roba buona. Niente intelligenza artificiale, solo schifezze di categoria A fatte da esseri umani veri, con tutti i difetti del caso. Guardate, o ci saremo sacrificati per niente. Un messaggio che strizza l’occhio sia al pubblico affezionato che al dibattito attuale sul ruolo dell’IA nella produzione creativa.

Il cast vocale di supporto rimane invariato: Chris Parnell torna come Jerry, Spencer Grammer come Summer e Sarah Chalke come Beth, completando la disfunzionale famiglia Smith.

Cosa ci aspetta dopo la stagione 9

La stagione sarà composta da dieci episodi e, per chi teme che lo show possa avvicinarsi alla fine, c’è una buona notizia: la serie è già stata rinnovata per almeno altre tre stagioni. Il multiverso di Rick e Morty, insomma, ha ancora parecchio spazio per espandersi.

In parallelo, è attualmente in sviluppo uno spin-off intitolato Presidente Curtis, incentrato sul personaggio preferito da molti fan e doppiato da Keith David. Al momento non è stata annunciata alcuna data di uscita, ma la sola esistenza del progetto conferma che l’universo narrativo della serie non ha intenzione di rallentare.

La stagione 9 di Rick e Morty arriverà su Adult Swim domenica 25 maggio 2026.

Star Wars: Cassian Andor torna a “sporcarsi” le mani con il fumetto prequel di Rogue One

Sono passati quasi dieci anni da quando Rogue One: A Star Wars Story è arrivato al cinema decidendo di fare qualcosa di piuttosto raro per il franchise: rendere reale e cruda la Ribellione.

Niente eroi perfetti, niente bianco e nero. Solo missioni sovversive, decisioni discutibili e personaggi pronti a tutto pur di vincere una guerra impossibile.

Adesso Marvel Comics torna proprio lì, in quella zona grigia e “sporca”della galassia, con un progetto che ha già tutta l’aria di voler scavare ancora più a fondo nel cuore del franchise.

Cinque storie, cinque personaggi, zero compromessi

L’idea è semplice sulla carta, ma potenzialmente devastante per i fan: una serie di cinque one shot, ognuno dedicato a un personaggio chiave di Rogue One.

Si parte con chi, diciamolo, rappresenta perfettamente lo spirito del film: Cassian Andor.

La storia sarà ambientata poco prima degli eventi del film, andando a riempire quei vuoti narrativi che i fan analizzano da anni e che indicano come vera anima ancora pulsante di una saga che, al cinema, ha perso un po’ del suo smalto.

Si torna su Kafrene

Chi ha visto Rogue One ricorda benissimo la scena. Cassian incontra un informatore e lo elimina senza troppi giri di parole. Un momento che ha fatto alzare più di un sopracciglio in sala, perché improvvisamente era chiaro: questo non è il classico eroe di Star Wars.

Lo sceneggiatore Benjamin Percy ha deciso di partire proprio da lì. Non per rifare la scena, ma per espanderla, raccontando cosa succede prima e perché Cassian arriva a compiere quella scelta.

Un approccio che punta dritto al cuore del personaggio.

Star Wars Rogue One Cassian Andor tavola

Il team creativo e le prime immagini

Il primo numero, Star Wars: Rogue One – Cassian Andor #1, arriverà il 6 maggio nelle fumetterie USA con i testi di Benjamin Percy, i disegni di Luke Ross e le cover firmate da David Marquez.

Le prime tavole mostrano un’atmosfera tesa, sporca, perfettamente in linea con il tono del film.

Non aspettiamoci quindi una storia tranquilla. Qui si parla di spionaggio, paranoia e missioni dove il margine d’errore è praticamente zero.

Star Wars Rogue One Cassian Andor tavola 2

L’effetto Andor

Il tempismo di questo progetto non è casuale. Il successo della serie Andor ha dimostrato che esiste un pubblico affamato di storie più mature, politiche e complesse all’interno dell’universo di Star Wars.

Questa nuova miniserie a fumetti sembra voler cavalcare proprio quell’onda, espandendo ulteriormente il lato più realistico e meno “fiabesco” della saga.

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That Time I Got Reincarnated as a Slime: il trailer italiano annuncia l’arrivo al cinema del secondo film

That Time I Got Reincarnated as a Slime – Il film: Le lacrime del mare azzurro sta per sbarcare nei cinema italiani, annunciato dal nuovo trailer pubblicato da Crunchyroll che ci ricorda perché amiamo così tanto Rimuru e compagnia bella.

La data da segnare sul calendario è quella di giovedì 30 aprile, con le prevendite che apriranno tra poco più di una settimana, il 17 aprile.

Il ritorno di Rimuru

Il trailer, visibile proprio qui sotto, non si limita a fare scena: conferma il ritorno del cast vocale originale della serie, con Elisa Giorgio di nuovo nei panni (o meglio, nella voce) di Rimuru.

Ma non è tutto: nel film faranno la loro comparsa anche nuovi personaggi originali e le immagini ci danno già un assaggio delle loro voci. Insomma, non solo ritorni graditi, ma anche nuove dinamiche tutte da scoprire.

Dietro le quinte di “Le lacrime del mare azzurro”

Alla regia di questo secondo lungometraggio della saga troviamo Yasuhito Kikuchi, già veterano del franchise, affiancato alla sceneggiatura da Toshizo Nemoto e Fuse, creatore delle light novel originali di That Time I Got Reincarnated as a Slime.

L’animazione è curata dallo studio Eight Bit, mentre tornano anche Ryoma Ebata al character design e Hitoshi Fujima alla colonna sonora.

Una vacanza che finirà male

La storia di “That Time I Got Reincarnated as a Slime – Il film: Le lacrime del mare azzurro” si colloca tra la terza e la quarta stagione dell’anime e parte con atomosfere quasi rilassate: Rimuru e gli ufficiali di Tempest vengono invitati da Elmesia, leader di Sarion, a godersi una vacanza su un’isola resort.

Relax, mare, sole… cosa potrebbe mai andare storto? In pratica tutto.

L’arrivo di una misteriosa ragazza di nome Yura cambierà completamente le carte in tavola, trascinando i protagonisti in una nuova minaccia che si nasconde nelle profondità marine.

Successo (scontato) nei cinema giapponesi

Il film ha già debuttato in Giappone lo scorso 27 febbraio, incassando circa 659 milioni di yen in meno di un mese. Un risultato niente male che conferma quanto il franchise sia ancora amatissimo.

Per quanto riguarda il resto del mondo, la distribuzione è affidata a Sony e alla stessa Crunchyroll, con un’uscita internazionale praticamente in contemporanea.

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