Home Blog

Red Dead Redemption 2 è gratis su PlayStation Plus Extra, ma solo per un periodo limitato

Se c’è un gioco che non ha certo bisogno di presentazioni è Red Dead Redemption 2.

L’epopea western di Rockstar Games continua a essere considerata da moltissimi giocatori uno dei migliori open world mai realizzati e, a distanza di anni dalla sua uscita, riesce ancora a far sembrare parecchi titoli moderni un po’ meno impressionanti.

E adesso c’è un’ottima notizia per chi non ha ancora avuto occasione di giocarlo: Red Dead Redemption 2 è disponibile gratis per gli abbonati a PlayStation Plus Extra (anche se per un periodo limitato) permettendo agli abbonati al servizio di scaricarlo e giocarlo senza dover acquistare separatamente il titolo.

Insomma, se Arthur Morgan non ha ancora fatto capolino nella vostra libreria, questo potrebbe essere un ottimo momento per rimediare.

Cavalchiamo insieme ad Arthur Morgan

Si tratta di un’occasione particolarmente interessante considerando che Red Dead Redemption 2 continua ad avere un prezzo tutt’altro che simbolico quando viene acquistato singolarmente.

Naturalmente c’è una piccola postilla da tenere presente: l’accesso gratuito è legato alla permanenza del gioco nel catalogo PlayStation Plus. Non si tratta quindi di un regalo permanente che permette di conservare il gioco per sempre nella propria libreria.

Finché sarà disponibile nel catalogo e manterrete l’abbonamento necessario, però, potrete immergervi senza ulteriori esborsi nell’avventura di Arthur Morgan.

Un viaggio nel selvaggio West firmato Rockstar

Pubblicato nel 2018, la storia di Red Dead Redemption 2 segue Arthur Morgan, membro della banda di Dutch van der Linde, durante gli ultimi anni del selvaggio West.

Rockstar ha costruito un enorme mondo aperto nel quale esplorazione, missioni, personaggi e attività secondarie si intrecciano in un’esperienza caratterizzata da un livello di dettaglio impressionante.

Ed è proprio l’attenzione ai particolari uno degli elementi che hanno contribuito a trasformare il gioco in un punto di riferimento per il genere.

Dalle animazioni alle condizioni atmosferiche, passando per il comportamento degli animali e le interazioni con gli abitanti del mondo di gioco, praticamente ogni angolo della mappa sembra avere qualcosa da raccontare.

E sì, questo significa anche che potreste tranquillamente perdere mezz’ora a seguire una pista nel bosco quando avevate semplicemente intenzione di raggiungere la missione successiva.

Perché Red Dead Redemption 2 è ancora un capolavoro?

A rendere Red Dead Redemption 2 particolarmente apprezzato non è soltanto la sua componente tecnica.

La produzione Rockstar mette al centro una storia ricca di personaggi, rapporti umani e momenti capaci di alternare azione spettacolare e sequenze molto più intime.

Il viaggio di Arthur Morgan rappresenta il cuore dell’esperienza e accompagna il giocatore attraverso una storia ambientata in un’epoca ormai destinata a scomparire.

Il risultato è un’avventura che riesce a prendersi il proprio tempo, senza avere sempre fretta di lanciare il giocatore verso la prossima esplosione.

Ed è forse proprio questa una delle caratteristiche che rendono il gioco ancora così affascinante nel 2026.

fonte

Il Ghibli Park annuncia una nuova espansione dedicata a Nausicaä della Valle del Vento

Il Ghibli Park, il parco tematico dello Studio Ghibli situato nella prefettura di Aichi, in Giappone, si prepara a una nuova espansione dedicata a un titolo che, fino ad oggi, era considerato off-limits: Nausicaä della Valle del Vento. La notizia è particolarmente sorprendente perché era stato lo stesso Studio Ghibli a escludere esplicitamente il film dai piani del parco, salvo poi essere i primi a proporre l’area tematica durante le discussioni progettuali più recenti.

Il governatore della prefettura di Aichi, Hideaki Omura, ha raccontato che in passato la regione aveva più volte proposto di dare a Nausicaä una presenza più forte nel parco, ma che lo “Studio Ghibli non ci lasciava toccare Nausicaä”. È stato quindi una vera sorpresa quando, durante i colloqui concettuali per questa nuova espansione, è stato lo stesso Studio Ghibli a proporre il tema.

Nausicaä della Valle del Vento

Nausicaä della Valle del Vento, un film fondamentale nella storia di Ghibli

Uscito nelle sale giapponesi nel 1984 e basato sul manga scritto e disegnato dal cofondatore dello Studio Ghibli Hayao Miyazaki, Nausicaä della Valle del Vento è generalmente considerato il primo anime de facto di Studio Ghibli, pur essendo stato prodotto tecnicamente prima della fondazione formale dello studio.

Il film rappresentò la prima occasione in cui Miyazaki ebbe il budget e la libertà creativa necessari per portare davvero sullo schermo una delle sue visioni artistiche, e il team di talenti che vi lavorò avrebbe presto costituito il nucleo iniziale di Ghibli.

Un’area interamente al coperto per ragioni pratiche e creative

Come le altre sezioni del parco, la nuova area dedicata a Nausicaä sarà situata all’interno del Parco Commemorativo dell’Expo 2005 di Aichi, nel comune di Nagakute, a circa 45 minuti dal centro di Nagoya. Il sito scelto è una porzione della West Gate Plaza, adiacente allo stagno Koi no Ike, sul lato opposto rispetto al Ghibli’s Grand Warehouse. Sarà la seconda area interamente al coperto del parco, dopo il Grand Warehouse stesso.

La scelta di un formato indoor non è casuale. Da un lato risponde alle esigenze climatiche del Giappone, dove le estati molto calde rendono la permanenza prolungata all’aperto scomoda e potenzialmente rischiosa per colpi di calore. Dall’altro, molte delle sequenze outdoor più iconiche del film si svolgono in vasti deserti difficilissimi da replicare in modo convincente in Aichi, mentre un ambiente chiuso apre la possibilità di ricostruire gli interni riccamente dettagliati dell’anime o di simulare con effetti visivi la sensazione di volo. Il comunicato stampa della prefettura di Aichi includeva già uno screenshot dell’anime che mostra la protagonista a contatto con un Ohm, il che potrebbe suggerire la presenza di almeno uno dei giganteschi insetti nell’area.

Al momento non è stata comunicata alcuna data di apertura della nuova sezione. Osservando lo stato attuale del sito, però, le costruzioni potrebbero iniziare non appena il progetto sarà completato. Nel frattempo, Ghibli Park resta già una meta imperdibile per i fan dello studio: è l’unico posto al mondo dove è possibile vedere il nuovo corto animato di Studio Ghibli prodotto nel 2026.

Nicholas Hoult entra a Hogwarts come Gilderoy Allock nella seconda stagione di Harry Potter su HBO

0

Dopo il ruolo da villain in Superman di James Gunn, Nicholas Hoult continua la sua striscia di antagonisti. L’attore inglese è stato scelto per interpretare Gilderoy Allock nella seconda stagione della serie HBO Harry Potter, riprendendo il ruolo che nel film del 2002 era stato di Kenneth Branagh. Lo riporta Deadline.

Lockhart entra in scena come nuovo professore di Difesa contro le Arti Oscure, ricoprendo un ruolo centrale in Harry Potter e la Camera dei Segreti. Inizialmente presentato come un eroe celebrato per una serie di imprese eroiche, si rivela in realtà un impostore che aveva cancellato la memoria dei veri protagonisti di quegli eventi per prendersi il merito. Un personaggio sopra le righe, vanitoso e comicamente incompetente, che richiede un interprete capace di muoversi con leggerezza tra commedia e malvagità.

Gilderoy-Allock-harry-potter

Un cerchio che si chiude 25 anni dopo per Nicholas Hoult

La notizia ha un sapore di chiusura del cerchio: Hoult si era presentato ai provini per il film originale di Harry Potter 25 anni fa, quando il ruolo del protagonista andò poi a Daniel Radcliffe. Ora torna a Hogwarts dalla porta principale, con un personaggio che lascia il segno.

Non sarà l’unico volto nuovo nella seconda stagione. Con Gracie Cochrane, giovane protagonista nei panni di Ginny Weasley, che ha lasciato il progetto per “circostanze impreviste”, il casting per il ruolo è attualmente in corso. Le riprese della stagione 2 inizieranno in autunno, senza una data di uscita ancora annunciata.

Il cast della serie e la prima stagione a Natale 2026

La prima stagione, intitolata Harry Potter e la Pietra Filosofale, debutterà su Max il 25 dicembre 2026. Il giovane Dominic McLaughlin interpreta Harry, affiancato da Alastair Stout come Ron Weasley e Arabella Stanton come Hermione Granger. Tra i nomi più illustri del cast adulto figurano John Lithgow come Albus Silente, Janet McTeer come Minerva McGranitt, Paapa Essiedu come Severus Piton, Nick Frost come Rubeus Hagrid, Johnny Flynn come Lucius Malfoy e Paul Whitehouse come Argus Gazza. La showrunner è Francesca Gardiner, con Mark Mylod come produttore esecutivo e regista di diversi episodi. Tra i produttori esecutivi figurano J.K. Rowling, David Heyman e Neil Blair.

Nel frattempo, Hoult riprenderà anche il ruolo di Lex Luthor nel film Superman: Man of Tomorrow, atteso nelle sale il 9 luglio 2027.

The Walking Dead: Eclipse Dune in arrivo su No Man’s Land con una nuova campagna e ricompense inedite

L’apocalisse zombie non va mai davvero in vacanza e, mentre l’universo di The Walking Dead continua a espandersi tra serie TV, videogiochi e nuovi progetti, anche The Walking Dead: No Man’s Land si prepara a mettere i giocatori davanti a un’altra ondata di non morti, nuove missioni e ricompense.

Il prossimo appuntamento è Eclipse Dune, una nuova campagna stagionale annunciata il 1° agosto 2026 e in arrivo prossimamente nel gioco. Al momento non è stata comunicata una data di lancio precisa, quindi niente calendario alla mano e niente conto alla rovescia: sappiamo soltanto che l’evento è ufficialmente in preparazione.

Arriva la campagna Eclipse Dune

Durante Eclipse Dune, i giocatori potranno raccogliere gli speciali Summer Token, una valuta che potrà essere utilizzata per ottenere diverse ricompense esclusive tra le quali spicca il nuovo Bone Saw Staff.

Quest’ultimo oggetto rappresenta una delle principali novità introdotte dalla campagna e promette di dare ai giocatori un nuovo strumento per affrontare le orde di vaganti perché, diciamoci la verità, quando il mondo è infestato dagli zombie, un buon equipaggiamento può sempre tornare utile.

La nuova arma Scout

Il Bone Saw Staff è un’arma appartenente alla classe Scout e introduce alcune abilità speciali pensate per offrire nuove possibilità tattiche durante gli scontri.

L’arma può colpire i nemici disposti lungo una linea e dispone di abilità specifiche come Fork Strike, che permette temporaneamente di ampliare l’area interessata dall’attacco.

A questa si aggiunge Surgery, una capacità che limita i movimenti del bersaglio e accumula progressivamente danni, prima di infliggere il quantitativo accumulato al termine del turno.

Si tratta quindi di un’arma che non punta esclusivamente sulla forza bruta, ma può diventare particolarmente interessante per chi ama pianificare gli scontri e sfruttare il posizionamento dei nemici.

In arrivo un nuovo Survival Pass

La nuova campagna sarà accompagnata da un Survival Pass che introdurrà ulteriori ricompense per i giocatori.

Il Survival Pass aggiungerà quindi ulteriori obiettivi e premi da conquistare durante l’evento, offrendo ai giocatori ancora più motivi per tornare a fare a pezzi qualche vagante.

Quando arriverà Eclipse Dune?

L’annuncio ufficiale conferma che Eclipse Dune e il relativo Survival Pass sono in arrivo prossimamente, ma non è stata ancora comunicata una data di uscita precisa.

Di conseguenza, qualsiasi giorno specifico circolasse online sarebbe al momento una semplice speculazione.

L’unica certezza è che la nuova campagna rappresenterà il prossimo importante appuntamento stagionale di The Walking Dead: No Man’s Land, con una nuova arma, ricompense inedite e ulteriori contenuti destinati a tenere impegnati i giocatori.

fonte

Dafne Keen sarebbe in trattative per tornare come X-23 nel reboot degli X-Men di Marvel

0

Marvel Studios potrebbe già avere una delle sue mutanti più amate pronta per i nuovi X-Men del MCU. Secondo quanto riportato dall’insider MyTimeToShine su X, Dafne Keen sarebbe “in trattative” per riprendere il ruolo di Laura/X-23 nel prossimo reboot degli X-Men di Marvel. Nulla è stato ancora annunciato ufficialmente, quindi si tratta ancora di un rumor, ma è facile capire perché i fan siano entusiasti della possibilità.

Keen aveva debuttato nel ruolo di Laura in Logan (2017), reggendo il confronto con Hugh Jackman e consegnando una performance straordinaria a soli tredici anni. Era poi tornata al personaggio in Deadpool & Wolverine, dando ai fan un assaggio di quello che potrebbe portare al MCU se Marvel decidesse di tenerla a bordo.

Il dibattito: X-23 invece di Wolverine, o entrambi?

La presenza di Keen apre un dibattito affascinante sul futuro di Wolverine nel MCU. Hugh Jackman è associato al personaggio da 26 anni, da quando il primo X-Men di Bryan Singer uscì nel 2000. Chiunque lo sostituisca sarà inevitabilmente confrontato con la sua interpretazione, un peso enorme da portare. Ma questo non significa che un’altra versione del personaggio non possa funzionare: lo abbiamo già visto con Spider-Man, Batman e Superman.

Una delle opzioni più interessanti sarebbe rendere Laura la Wolverine principale del MCU. Il pubblico conosce già Keen nel ruolo, Logan le ha fornito una splendida introduzione, e avere X-23 come membro centrale degli X-Men permetterebbe a Marvel di esplorare temi simili a quelli legati a Logan attraverso un personaggio con una storia, una personalità e dei problemi completamente propri. Le pellicole Fox avevano già dedicato moltissimo tempo a Wolverine, al suo passato e ai suoi traumi: Laura offre la possibilità di ricominciare da un punto di vista fresco.

Detto questo, non c’è motivo di scegliere. Il MCU sta costruendo un intero angolo mutante del suo universo: c’è spazio per entrambi i personaggi, e la dinamica tra X-23 e un nuovo Logan potrebbe regalare storie molto più ricche di quelle che ognuno dei due potrebbe raccontare da solo. Keen ha anche dei conti in sospeso con Laura: dopo il successo di Logan, il regista James Mangold aveva avviato lo sviluppo di un sequel incentrato su X-23, poi cancellato con l’acquisizione di 20th Century Fox da parte di Disney. Quella storia non è mai stata raccontata.

Il cast degli X-Men prende forma: Dafne Keen, Sink, Weaving, Connor e non solo

A soli 21 anni, Keen si inserisce perfettamente nella fascia d’età più giovane che Marvel sembra stia puntando per i nuovi X-Men. Il cast si sta delineando rapidamente: Sadie Sink è in lizza per Jean Grey, Samara Weaving per Emma Frost e Kit Connor come Ciclope. Circolano voci anche su Charles Xavier, Mister Sinister, Sebastian Shaw e altri personaggi importanti.

Con il roster completo atteso per il D23 Expo della prossima settimana, potremmo non dover aspettare molto per scoprire se Keen è ufficialmente dei nuovi X-Men. Se Marvel la riportasse davvero nel ruolo, sarebbe una delle decisioni più apprezzate dai fan di questa nuova era del MCU.

Squid Game: America di David Fincher è morto su Netflix?

0

L’invito ai giochi è stato revocato. David Fincher stava sviluppando una versione americana di Squid Game per Netflix, ma il progetto sarebbe stato cancellato. Secondo fonti vicine a Netflix citate da The Playlist, il progetto di Fincher non andrà avanti. Cosa esattamente il regista stesse pianificando è rimasto in gran parte un mistero: non era mai stato chiarito del tutto se si sarebbe trattato di un remake americano diretto, uno spin-off o una continuazione che espandesse la mitologia della serie coreana.

Qualunque versione stesse sviluppando, sembra essere finita. Ancora a novembre 2025, Squid Game: America stava puntando a un inizio delle riprese nel 2026, ma sembra proprio che i giochi non partiranno nemmeno questa volta.

Il finale di Squid Game stagione 3 aveva aperto la porta agli USA

Il finale della terza stagione della serie originale aveva alimentato enormi aspettative su un capitolo americano. Il personaggio del Front Man (Lee Byung-hun) si recava negli Stati Uniti per consegnare le vincite di Gi-hun alla figlia, e durante la sua visita incrociava una recruiter, interpretata da Cate Blanchett, intenta a reclutare un potenziale nuovo concorrente con una partita a ddakji. Era un promemoria inquietante che l’operazione andava ben oltre i giochi che avevamo visto, e che competizioni simili potevano essere in corso in città di tutto il mondo.

Squid Game America

L’apparizione della Blanchett aveva inevitabilmente alimentato le speculazioni su una serie ambientata negli USA, soprattutto con Fincher già legato a un progetto in lingua inglese. Sembrava che Netflix avesse piantato il seme per quello che sarebbe venuto dopo. Apparentemente, quel seme non darà i frutti sperati.

Netflix non abbandona l’internazionalizzazione di Squid Game

Netflix non ha però abbandonato completamente l’idea di portare Squid Game oltre i confini coreani. Secondo le stesse fonti, ci sarebbero in discussione piani per spin-off regionali ambientati in diversi Paesi. Il motivo per cui l’ambientazione americana non ha funzionato non è stato chiarito.

Quanto a Fincher, il regista non è certo rimasto con le mani in mano. Sta attualmente dirigendo The Adventures of Cliff Booth, il sequel di C’era una volta a… Hollywood con Brad Pitt, sempre per Netflix. Il suo rapporto con lo streamer è dunque tutt’altro che finito, ma il suo viaggio nel mondo di Squid Game sembra concluso.

Netflix mantiene comunque il brand attivo grazie a Squid Game: The Challenge, il reality show ispirato alla serie originale, mentre continua a valutare la direzione da dare al franchise dopo il finale della stagione 3. È un peccato non vedere la versione di Fincher: il regista di Se7en, Fight Club, Zodiac e The Social Network sembrava una scelta quasi perfetta per una storia costruita attorno a disperazione, ricchezza, manipolazione, violenza e comportamento umano al limite. Per ora, lo stop sembra essere definitivo.

Il sequel di Michael inizierà le riprese nel 2026 per un’uscita tra il 2027 e il 2028

0

Lionsgate punta a mandare in produzione il sequel del biopic su Michael Jackson entro la fine del 2026 o al più tardi nei primi mesi del 2027, con un’uscita prevista entro la fine del 2027 o nella prima metà del 2028. Lo ha annunciato Adam Fogelson, responsabile delle produzioni cinematografiche di Lionsgate, durante una call sugli utili, secondo quanto riportato da Variety.

Il primo Michael, diretto da Antoine Fuqua con Jaafar Jackson nel ruolo dello zio, è stato uno dei maggiori successi del 2026: ha aperto con 217 milioni di dollari a livello mondiale nel suo weekend di apertura, il più grande debutto nella storia dei biopic musicali, superando Straight Outta Compton (2015) e Bohemian Rhapsody (2018). Il film ha poi superato il miliardo di dollari globale, confermandosi come uno dei titoli più redditizi dell’anno.

Cosa ci aspetta nel sequel: nuove storie e sequenze musicali già girate

Fogelson ha già anticipato che il sequel esplorerà aspetti della vita di Michael Jackson che il primo film non aveva toccato. Ha anche confermato che alcune sequenze, in particolare grandi numeri musicali, erano già state girate durante la produzione del primo capitolo e quasi certamente verranno incorporate nel seguito, con un potenziale risparmio sia sui costi che sui tempi di produzione.

“Abbiamo un certo numero di sequenze, in particolare alcune grandi sequenze musicali, che sono state girate in precedenza, che quasi sicuramente verranno incorporate”, ha spiegato Fogelson. “Ci concentriamo principalmente su come garantire di poter consegnare, al prezzo giusto, il sequel più grande e migliore. È quello che il pubblico vorrà e meriterà dopo l’esperienza che gli abbiamo dato la prima volta.”

Il cast del film originale

Il biopic originale, incentrato sul Re del Pop durante il tour “Bad” del 1987, vedeva accanto a Jaafar Jackson anche Miles Teller nei panni dell’avvocato John Branca, Laura Harrier come produttrice musicale Suzanne de Passe, e un cast che includeva Jamal R. Henderson, Tre Horton, Rhyan Hill, Joseph David-Jones e Jessica Sula nei ruoli dei fratelli Jermaine, Marlon, Tito, Jackie e La Toya. Non è ancora stato confermato quali membri del cast torneranno nel sequel. Nessuna data di uscita precisa è stata ancora comunicata né per il mercato internazionale né per quello italiano.

Resident Evil Veronica supera i 2 milioni di wishlist: Capcom si avvicina a un altro grande successo

Resident Evil Veronica, il remake del classico spin-off del 2000, ha raggiunto un traguardo significativo ancora prima di uscire: oltre 2 milioni di wishlist su Steam. Capcom ha annunciato il risultato sui propri canali social, ringraziando i giocatori per la reazione entusiasta. Il gioco è previsto nel corso del 2027, senza una data precisa ancora comunicata.

Le wishlist non sono necessariamente un indicatore diretto delle vendite effettive, ma rappresentano comunque un segnale molto positivo dell’interesse del pubblico. E arrivano in un momento particolarmente fortunato per Capcom: il 2026 è già stato un anno di successi con titoli come Resident Evil Requiem, Pragmata e Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection, tutti accolti molto bene da critica e pubblico.

Il progetto: stesso team di RE2 e RE4 Remake, prospettiva in terza persona

Annunciato al Summer Game Fest di giugno, Resident Evil Veronica è il remake di Resident Evil: Code Veronica, lo spin-off del 2000 che è diventato un cult tra i fan pur non raggiungendo la statura commerciale dei capitoli principali della saga. I giocatori aspettavano questo remake da anni, dopo il successo dei remake del secondo, terzo e quarto capitolo, e ora che il desiderio è stato esaudito l’attesa è ai massimi storici.

A tranquillizzare ulteriormente i fan ci sono le informazioni sul team di sviluppo: il progetto è gestito dagli stessi membri chiave che avevano lavorato su Resident Evil 2 (2019) e Resident Evil 4 (2023). Il gioco sarà giocato in terza persona, in linea con i remake precedenti. Il team di sviluppo ha già anticipato che la storia originale verrà modificata per integrarsi meglio nella narrativa complessiva della saga, quindi anche chi conosce bene l’originale potrà aspettarsi alcune sorprese.

Resident Evil Veronica remake

La trama: Claire e Chris Redfield di nuovo in azione

L’originale del 2000 seguiva Claire Redfield alla ricerca del fratello scomparso Chris, altro volto storico della saga. La prima metà del gioco si svolgeva nei panni di Claire, la seconda con Chris, e il remake seguirà quasi certamente la stessa struttura narrativa di fondo. Entrambi i personaggi sono tra i più amati dell’intera saga di Resident Evil, il che contribuisce a spiegare l’entusiasmo attorno al progetto.

Con 2 milioni di wishlist raggiunte ancora mesi prima dell’uscita, Capcom sembra avere tra le mani un titolo destinato a seguire le orme dei suoi predecessori. Nessuna data di uscita precisa è stata ancora annunciata né per il mercato internazionale né per quello italiano.

Disney difende The Mandalorian e Grogu dopo il deludente botteghino: “Ha generato valore oltre gli incassi”

0

A volte un film connette con il pubblico in modi che non emergono dai numeri del botteghino, e questo è esattamente l’argomento che Disney sta avanzando per The Mandalorian e Grogu dopo una corsa nelle sale ben al di sotto delle aspettative. Non c’è modo di aggirare il fatto che l’ultimo film di Star Wars non è diventato il blockbuster che la casa di Topolino si aspettava. Ma invece di archiviarlo come un fallimento, l’azienda sta puntando il dito sul quadro più ampio, sostenendo che il film ha generato valore in tutto l’ecosistema del brand Star Wars.

Il CEO di Disney Experiences Josh D’Amaro ha riconosciuto apertamente che The Mandalorian e Grogu ha sottoperformato al botteghino, pur spiegando che uscite come questa continuano a generare dividendi in tutta la compagnia in modi che i soli incassi cinematografici non possono misurare. Secondo quanto riportato da Variety, D’Amaro ha dichiarato: “The Mandalorian e Grogu ha guidato una crescita sana nelle vendite retail del franchise Star Wars, ha portato ospiti all’attrazione aggiornata del Millennium Falcon a Disneyland e Walt Disney World e ha generato un engagement significativo nel gaming.”

I numeri: 345 milioni di dollari e il primato negativo nella storia di Star Wars

Sul piano finanziario, The Mandalorian e Grogu ha chiuso la corsa mondiale con circa 345 milioni di dollari, prodotto per un budget dichiarato di 165 milioni. Le stime del settore indicavano che il film avrebbe avuto bisogno di almeno 500-600 milioni a livello globale per andare in pareggio, una volta inclusi i costi di marketing e distribuzione.

L’inizio era stato promettente: il primo weekend aveva portato 165 milioni di dollari in tutto il mondo, di cui 102 milioni solo in Nord America, superando le proiezioni che stimavano un’apertura domestica di 80 milioni. Ma quella spinta iniziale non si è tradotta in un’onda lunga, e gli incassi si sono raffreddati rapidamente. Il risultato finale ha assegnato al film un primato scomodo: The Mandalorian e Grogu è diventato il film Star Wars con il minor incasso nella storia del franchise, scendendo al di sotto di Solo: A Star Wars Story (2018), che con 392 milioni deteneva precedentemente quel record.

The Mandalorian e Grogu

Merchandising, parchi tematici e gaming: il valore che non si misura al botteghino

Disney ha spiegato che il franchise continua a generare “creazione di valore al di là delle uscite cinematografiche”. Per un’entità grande come Star Wars, non è un ragionamento privo di fondamento: merchandise, parchi a tema, videogiochi, streaming e oggetti da collezione si alimentano a vicenda, e un nuovo film può energizzare ogni angolo di quell’ecosistema anche quando non raggiunge le vette al botteghino.

The Mandalorian e Grogu non merita di essere ricordato solo per i suoi numeri di incasso. Il film ha offerto un’avventura Star Wars divertente ed emotiva, costruita attorno a due personaggi che il pubblico ha imparato ad amare grazie alla serie Disney+. A volte questo è sufficiente. E se Disney può effettivamente indicare un aumento delle vendite di merchandise, una maggiore affluenza ai parchi e un engagement più alto nei videogiochi di Star Wars, allora ha senso che l’azienda veda nel film un valore superiore a quello che i biglietti venduti suggeriscono.

The Legend of Zelda: quattro nuovi attori nel cast, tra cui Sam Neill nel suo ultimo ruolo

0

Il cast del film live-action di The Legend of Zelda, in uscita nelle sale il 30 aprile 2027, si arricchisce di quattro nuovi nomi. Secondo quanto riportato da Deadline, si uniscono al progetto Uli Latukefu (Young Rock), Dichen Lachman (Severance), Yvonne Strahovski (Chuck) e il compianto Sam Neill, che aveva già completato le riprese prima della sua scomparsa il 13 luglio 2026. Il film sarà quindi l’ultimo lavoro sul grande schermo dell’attore neozelandese, celebre tra le altre cose per il ruolo del dottor Alan Grant nella saga di Jurassic Park.

I ruoli confermati e quelli ancora segreti

Latukefu interpreterà Ganondorf, il Re dei Demoni e principale antagonista del franchise videoludico Nintendo. Lachman vestirà i panni di Impa, la guardia del corpo e consigliera della Principessa Zelda (Bo Bragason). I ruoli di Strahovski e Neill non sono stati ancora annunciati ufficialmente, anche se le fonti di Deadline indicano che l’attrice australiana potrebbe interpretare un personaggio reale. Il film vede come protagonisti principali Bo Bragason come Zelda e Benjamin Evan Ainsworth come Link.

The Legend of Zelda Breath of The Wild 10 migliori videogiochi del 2017

Il film prende forma: trama ancora segreta, ma le indiscrezioni puntano a Breath of the Wild

La trama del film rimane avvolta nel mistero, ma le immagini trapelate dal set hanno alimentato speculazioni tra i fan. In particolare, alcune foto sembravano mostrare un cane molto simile ai Retriever Hyliani presenti in The Legend of Zelda: Breath of the Wild del 2017, suggerendo che il film potrebbe ispirarsi ai capitoli più recenti della saga piuttosto che a quelli classici. Le riprese si sono concluse a luglio 2026 e la post-produzione è ora in pieno svolgimento.

Il progetto, annunciato per la prima volta nel novembre 2023 sulla scia del successo planetario del film di Super Mario Bros., è diretto da Wes Ball, già regista di Il labirinto e Kingdom of the Planet of the Apes. La produzione è affidata a Avi Arad, già produttore di tutti i film live-action di Spider-Man e delle pellicole animate dello Spider-Verse, in collaborazione con Shigeru Miyamoto di Nintendo. Sony Pictures si occupa della distribuzione a livello mondiale. Il film uscirà nelle sale il 30 aprile 2027, in contemporanea mondiale.

I Pronipoti: confermato il film live-action con Jim Carrey, regia di Colin Trevorrow

0

Warner Bros. ha confermato ufficialmente che un film live-action de I Pronipoti è in sviluppo, con Jim Carrey annunciato come protagonista. Lo studio ha comunicato il progetto in una lettera agli azionisti in cui illustrava i piani cinematografici oltre il 2027, nella stessa comunicazione in cui citava futuri capitoli di Matrix e Batman. La regia è già stata affidata a Colin Trevorrow, autore di Jurassic World e Jurassic World: Il Dominio, con la sceneggiatura firmata da Joe Epstein, showrunner della serie HBO The Idol.

È una combinazione di attore e proprietà intellettuale che potrebbe sembrare stravagante, ma che ha una logica precisa. Se si vuole portare il mondo colorato e magnificamente strambo dell’iconico cartone Hanna-Barbera nel cinema live-action contemporaneo, Carrey è esattamente il tipo di interprete capace di abitare quell’universo con il giusto grado di energia caotica.

Chi sono I Pronipoti e perché il film è una sfida interessante

La serie animata originale debuttò nel 1962 e immaginava una famiglia americana che viveva un secolo nel futuro: George Jetson, sua moglie Jane, la figlia Judy, il figlio Elroy, il cane Astro e la domestica robot Rosetta abitavano un mondo di città fluttuanti, auto volanti, case automatizzate e gadget assurdi. Era una visione ottimista e ironica di quello che gli americani degli anni Sessanta pensavano ci aspettasse nel futuro.

Adattare I Pronipoti oggi pone una domanda genuinamente interessante: cosa significa “futuro” per una serie ambientata negli anni 2060? Nel 1962, quella data era a un secolo di distanza. Oggi siamo a pochi decenni. Parliamo già con i computer, facciamo videochiamate, usiamo robot aspirapolvere e chiediamo all’intelligenza artificiale di gestire compiti quotidiani. Certo, non abbiamo ancora visto nessuno parcheggiare la propria auto ripiegandola in una valigetta. I filmmaker avranno quindi due strade: mantenere l’ambientazione originale degli anni 2060, abbracciando l’estetica retrofuturistica con tutto il suo fascino kitsch da era spaziale, oppure spostare la famiglia Jetson ben più avanti nel tempo per avere maggiore libertà creativa. Entrambe le direzioni potrebbero funzionare.

Jim Carrey: il candidato perfetto per George Jetson

Warner Bros. non ha ancora confermato quale personaggio interpreterà Carrey, sebbene George Jetson sembri la scelta più ovvia. L’attore canadese ha trascorso la carriera trasformando personaggi esagerati in oro comico: da Ace Ventura: L’acchiappanimali a The Mask, da Scemo e più scemo fino ai recenti film di Sonic. Date a Carrey una casa futuristica piena di tecnologia impazzita, una domestica robot impaziante, un cane di nome Astro e un’auto volante bloccata nel traffico spaziale, e le opportunità per la commedia fisica che lo ha reso una star sono praticamente infinite.

Il film non sarà il primo tentativo di portare I Pronipoti al cinema: nel 1990 era uscito il film animato I Pronipoti: Il film, mentre diversi progetti live-action negli anni successivi, tra cui uno di Adam Shankman e altri in CGI, non erano mai riusciti a decollare. Nessuna data di uscita è ancora stata comunicata per questo nuovo adattamento, né per il mercato internazionale né per quello italiano.

James Cameron potrebbe non dirigere Avatar 4 e Avatar 5 mentre guarda all’atto finale della sua carriera

0

Da oltre due decenni, James Cameron ha dedicato ogni energia a Pandora. Il franchise di Avatar non è stato per lui una semplice serie di film: è diventato il centro creativo della sua carriera, spingendo la tecnologia cinematografica in avanti e producendo alcuni dei maggiori successi di botteghino di tutti i tempi. Ora, però, sembra che Cameron stia guardando oltre Pandora, pensando a come vorrebbe trascorrere l’ultima fase della sua carriera.

Il messaggio più recente arriva da un’intervista rilasciata in occasione del Governor General’s Performing Arts Awards, dove Cameron ha riflettuto apertamente sul futuro: “Nell’universo di Avatar c’è stato uno slancio continuo per 21 anni, perché abbiamo iniziato nel 2005. È stato una sorta di continuum ininterrotto. Quindi questo è il momento in cui guardo il panorama e mi chiedo: ‘Quali sono le altre storie che voglio raccontare? Quante di esse devo dirigere io stesso rispetto allo scrivere e/o produrre con altri filmmaker?'”

Una svolta che cambierebbe il DNA del franchise

Non è la prima volta che Cameron ha lasciato intendere di volersi allontanare dalla regia dei film Avatar, ma questo commento suona più definitivo dei precedenti. Sembra che stia già pensando a cosa verrà dopo Avatar 4 e Avatar 5 e stia pianificando il capitolo conclusivo della sua carriera da regista.

Sarebbe un cambiamento enorme per il franchise, perché Cameron non si è limitato a dirigere questi film: li ha costruiti dalle fondamenta. Ha sviluppato personalmente le tecnologie rivoluzionarie di performance capture subacquea utilizzate ne La Via dell’Acqua e Fuoco e Cenere, trascorrendo anni a risolvere sfide tecniche che nessuna produzione aveva mai affrontato prima. Il suo coinvolgimento si estende in ogni angolo del processo produttivo. Anche se Cameron dovesse restare coinvolto come sceneggiatore o produttore, affidare la regia a qualcun altro cambierebbe inevitabilmente il risultato finale.

Avatar Fire And Ash

Un percorso di successi e la domanda più grande: Avatar può sopravvivere senza Cameron?

Il primo Avatar del 2009 aveva trasformato il panorama dei blockbuster, diventando il film più redditizio di sempre con quasi 2,9 miliardi di dollari globali. Avatar: La via dell’acqua del 2022 aveva confermato la vitalità del franchise con altri 2,3 miliardi. Avatar: Fuoco e Cenere, uscito nel dicembre 2025, ha invece rappresentato il capitolo più divisivo della serie: pur incassando un considerevole 1,4 miliardi di dollari, molti critici e fan di lunga data hanno ritenuto che la storia tornasse su terreni già esplorati.

La domanda più interessante che Cameron sta implicitamente sollevando è: Avatar può prosperare senza di lui alla regia? La maggior parte dei grandi franchise sopravvive al proprio creatore, ma Avatar ha sempre avuto qualcosa di diverso. L’intera saga è stata plasmata attorno alla visione di un unico filmmaker, rendendola uno dei franchise blockbuster più autoriali mai realizzati.

avatar la via dell acqua disney plus

I progetti alternativi che James Cameron sogna di girare

Nel corso degli anni Cameron ha discusso di diversi progetti che vorrebbe realizzare: un nuovo film di Terminator, Fantastic Voyage, Alita: Battle Angel 2, il dramma sulla bomba atomica Ghosts of Hiroshima e il fantasy epico The Devils. Per ora, Avatar 4 è in calendario per il 21 dicembre 2029 e Avatar 5 per il 19 dicembre 2031.