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Parte oggi il PS Blackout: una settimana senza accendere la PlayStation per protestare contro Sony

Da oggi, 23 agosto, la community PlayStation è chiamata ad abbandonare controller, console e acquisti digitali. Si chiama PS Blackout ed è una mobilitazione che invita i giocatori a non utilizzare le piattaforme di Sony per un’intera settimana, con l’obiettivo di mandare un segnale all’azienda sulle politiche che riguardano il futuro dell’ecosistema PlayStation.

L’iniziativa, che prenderà il via oggi alle 19:00, proseguirà fino alle 19:00 del 30 agosto, seguendo l’orario locale di ciascun partecipante. L’invito dei promotori è piuttosto semplice: non accendere le console, non effettuare il login e non acquistare giochi o contenuti sulle piattaforme PlayStation.

Cosa è il PS Blackout?

Al centro della protesta c’è soprattutto il futuro del formato fisico dei videogiochi. I promotori contestano infatti la prospettiva di un possibile stop alla produzione dei dischi a partire dal 2028, una eventualità che riaccende una discussione ormai tutt’altro che nuova nel mondo videoludico.

Per una parte della community, il supporto fisico continua a rappresentare un elemento fondamentale per garantire la proprietà, la conservazione e la possibilità di circolazione dei videogiochi. Il timore è che un mercato sempre più orientato verso il digitale possa ridurre progressivamente queste possibilità.

Il malcontento, tuttavia, non si limita ai dischi. Tra gli argomenti sollevati dai partecipanti alla mobilitazione figurano anche la strategia live service di Sony, la gestione di PS VR2 e una presunta scarsa attenzione nei confronti di alcune serie storiche del catalogo PlayStation.

Una settimana senza PlayStation

La scelta di interrompere l’utilizzo delle console per sette giorni non è casuale. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è infatti quello di incidere sulla metrica degli utenti attivi, uno degli indicatori utilizzati per valutare l’andamento di un ecosistema digitale.

L’idea è quindi quella di trasformare il comportamento dei singoli giocatori in un segnale collettivo: meno accessi, niente acquisti e nessuna attività sulle piattaforme PlayStation per mostrare a Sony quanto una parte della community consideri ancora importante il tema della proprietà dei videogiochi e del supporto fisico.

Naturalmente, resta da capire quanto sarà ampia l’adesione. Sui social alcuni utenti hanno già dichiarato di aver spento la propria PS5 prima dell’inizio ufficiale dell’iniziativa, ma sarà necessario attendere la conclusione del blackout per valutare l’eventuale impatto concreto.

Sony wants to abandon fans? Let’s give them a small taste of their own medicine!

Together with other creators we call for a 1 week #PSBlackout in August. No logins, no play sessions, no purchases on any of Sony’s platforms.

— Does it play? (@doesitplay.org) 26 luglio 2026 alle ore 19:00

Il dibattito sulla proprietà digitale continua

Il PS Blackout arriva inoltre in un momento particolarmente delicato per il rapporto tra Sony e una parte della propria community.

Alla vigilia della protesta, le comunicazioni di PlayStation relative ai Termini di Servizio hanno contribuito a riaccendere la discussione sulla proprietà digitale, mentre il dibattito si è esteso anche alle possibili conseguenze commerciali di un eventuale abbandono dei supporti fisici e ai possibili cambiamenti dei prezzi sul PlayStation Store.

Secondo quanto riportato, durante l’incontro con gli azionisti del 31 luglio, il CFO Lin Tao avrebbe escluso conseguenze negative per il business dell’azienda.

Sony risponderà al PS Blackout?

Come detto, per il momento, quindi, la vera incognita è rappresentata dai numeri.

Il PS Blackout durerà sette giorni e soltanto dopo il 30 agosto sarà possibile capire se la mobilitazione avrà raggiunto una dimensione sufficiente per produrre un effetto percepibile sulle metriche di utilizzo dell’ecosistema PlayStation.

La protesta potrebbe quindi trasformarsi in un semplice appuntamento social oppure diventare un segnale più significativo per Sony. Per scoprirlo, basterà aspettare una settimana. Nel frattempo, per chi aderirà, il piano è decisamente semplice: PS5 spenta, portafoglio chiuso e controller a riposo.

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Il Mistero dei Templari 3 è ufficialmente in sviluppo e vedrà il sicuro ritorno di Nicholas Cage

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Dopo quasi vent’anni di attesa possiamo finalmente dirlo: Il Mistero dei Templari 3 è ufficialmente in sviluppo, senza se e senza ma.

La conferma arriva direttamente da John Turteltaub, regista dei primi due film, che ha annunciato il ritorno del franchise durante una registrazione dal vivo del podcast National Treasure Hunt.

Ovviamente, il regista ha portato con sé il dettaglio che interessa probabilmente di più ai fan: Nicolas Cage tornerà nei panni del cacciatore di tesori e crittografo Benjamin Gates.

Il Mistero dei Templari 3 e i suoi misteri

La notizia arriva dopo diversi aggiornamenti incoraggianti degli ultimi mesi. Il produttore Jerry Bruckheimer aveva già lasciato intendere che il progetto fosse tornato a muoversi, ma questa volta Turteltaub ha deciso di spazzare via definitivamente quell’aura di mistero e incertezza che avevano caratterizzato le più recenti novità relative al progetto.

Durante l’evento, il regista ha spiegato di avere finalmente una sceneggiatura che considera all’altezza del progetto e che Disney ha dato il via libera allo sviluppo del film.

La frase che ha fatto esplodere il pubblico è stata semplice e inequivocabile: “Sta succedendo.”

Insomma, dopo anni passati a cercare indizi, decifrare mappe e probabilmente a domandarsi se la pagina 47 del Libro dei Presidenti nascondesse davvero qualcosa, l’atteso terzo capitolo della saga è pronto a diventare realtà.

 

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Il ritorno (essenziale) di Nicolas Cage

Naturalmente, Turteltaub ha anche ricordato che a Hollywood nulla è davvero scolpito nella pietra fino a quando le telecamere non iniziano a girare. Con il consueto umorismo, ha scherzato sul fatto che se Nicolas Cage venisse investito da un autobus, il film non si potrebbe fare.

Una battuta che nasconde comunque una realtà molto semplice: il progetto adesso è davvero ufficiale, ma non ha ancora una data di uscita.

Il Mistero dei Templari

Una saga che ha bisogno di diventare trilogia

Il primo film, arrivato al cinema nel 2004, seguiva le gesta di Benjamin Franklin Gates, storico e appassionato di enigmi che si metteva sulle tracce di un leggendario tesoro appartenuto ai massoni.

Al suo fianco c’erano Riley Poole, interpretato da Justin Bartha, e Abigail Chase, interpretata da Diane Kruger. Il gruppo si trovava coinvolto in una caccia al tesoro decisamente poco convenzionale, nella quale la Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti diventava addirittura un gigantesco pezzo del puzzle.

Il film, diretto da Turteltaub e prodotto da Jerry Bruckheimer, fu un successo commerciale nonostante l’accoglienza critica piuttosto contrastante. Con un budget di circa 100 milioni di dollari, arrivò a incassare 347,5 milioni di dollari in tutto il mondo.

Il secondo film fece ancora meglio. Nel 2007 Cage tornò con Il mistero delle pagine perdute, pellicola che portò Benjamin Gates in una nuova caccia internazionale e che raccolse circa 459 milioni di dollari totali a fronte di un budget di 130 milioni.

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Blue Eye Samurai 2 si mostra con un nuovo trailer e Netflix annuncia che la terza stagione sarà l’ultima

Mizu ha ancora un bel po’ di strada da percorrere prima di consumare la sua vendetta, ma ormai sappiamo anche quando terminerà il suo viaggio. Blue Eye Samurai è stata ufficialmente rinnovata per una terza e ultima stagione, mentre la stagione 2 si è mostrata con un nuovo trailer che ha svelato il mese di uscita dei nuovi episodi.

La serie animata di Netflix creata da Amber Noizumi e Michael Green tornerà a gennaio 2027, mentre la produzione della terza stagione è già iniziata e il capitolo conclusivo è attualmente previsto per il 2028.

Mizu arriva a Londra

La storia riprenderà dopo gli eventi della prima stagione, con Mizu impegnata a proseguire la propria ricerca di vendetta.

L’ultima volta che l’avevamo vista, infatti, l’abile guerriera aveva intrapreso un viaggio verso Londra intenzionata a trovare i due uomini ancora rimasti tra quelli che potrebbero essere suo padre.

Il nuovo capitolo sposterà quindi parte dell’azione fuori dal Giappone, mettendo Mizu davanti a una serie di nuove minacce e situazioni decisamente poco rilassanti.

Un nuovo Shogun

La seconda stagione vedrà Mizu affrontare nuovi alleati, vecchi nemici e i propri demoni, lontano dal Giappone, ma il suo viaggio non sarà l’unica storia raccontata nei nuovi episodi.

In Giappone, infatti, Akemi e Taigen si troveranno a muoversi all’interno del Castello di Edo, sotto il controllo di un nuovo e pericoloso shogun.

Nel frattempo, Ringo sarà alle prese con una domanda decisamente più filosofica: capire quale possa essere il suo nuovo scopo nella vita.

Insomma, mentre Mizu prende una nave diretta verso Londra, gli altri protagonisti avranno parecchio da fare anche dall’altra parte del mondo.

Blue Eye Samurai, una delle serie anime più apprezzate di Netflix

Blue Eye Samurai ha debuttato sulla piattaforma nel 2023 e ha rapidamente conquistato pubblico e critica grazie alla sua particolare combinazione di animazione spettacolare, dramma, combattimenti e una storia ambientata nel Giappone del periodo Edo.

La serie ha inoltre ottenuto importanti riconoscimenti: la prima stagione ha conquistato quattro Creative Arts Emmy Awards, incluso il premio per il Miglior programma animato, oltre a sei Annie Awards su sei nomination.

Al centro della storia c’è Mizu, guerriera giapponese di origini miste impegnata in una personale ricerca di vendetta contro quattro uomini bianchi, rimasti illegalmente in Giappone dopo la chiusura dei confini imposta dallo shogunato Tokugawa, tra i quali potrebbe esserci anche suo padre.

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Golden Axe: il trailer della serie animata di SEGA svela un’avventura fantasy assurda e irresistibile

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Nani in battaglia, scheletri armati di spade, creature mutanti, un villain che si rifiuta di restare morto e un guerriero che urla “SEGA!” prima di lanciarsi in combattimento. Golden Axe sa esattamente che tipo di serie vuole essere. Il primo trailer dell’adattamento animato del classico picchiaduro fantasy di SEGA è finalmente arrivato, offrendo uno sguardo entusiasante sull’avventura assurda in arrivo su Paramount+ a partire dal 16 settembre 2026.

Invece di prendere sul serio il suo mondo di spade e stregoneria, la serie abbraccia l’assurdità del gioco arcade originale del 1989 mescolandola con una commedia consapevole di sé stessa. A co-crearla sono Mike McMahan, già autore di Star Trek: Lower Decks e Solar Opposites, e Joe Chandler, che conta tra i suoi crediti American Dad e la serie animata Napoleon Dynamite. McMahan e Chandler hanno co-scritto il primo episodio e figurano entrambi come produttori esecutivi, con Chandler nel ruolo di showrunner.

La trama: Death Adder è di nuovo vivo e qualcuno deve fermarlo (di nuovo)

Il gioco originale permetteva ai giocatori di scegliere tra tre guerrieri e farsi strada attraverso la terra fantasy di Yuria per sconfiggere Death Adder e reclamare la leggendaria Ascia d’Oro. La serie non finge che quella formula fosse particolarmente complicata: Tyris Flare lo riassume perfettamente nel trailer, spiegando che il piano sarà affrontare una serie di nemici progressivamente più difficili fino alla grande battaglia finale con Death Adder (per poi ucciderlo per sempre). Ovviamente, uccidere Death Adder “per sempre” non sarà così semplice: la storia riunirà Gilius Thunderhead, Ax Battler e Tyris Flare dopo che il villain tornerà misteriosamente in vita per l’ennesima volta.

La missione del trio verrà ulteriormente complicata dall’arrivo di Hampton Squib, un aspirante avventuriero entusiasta che ha trascorso tutta la vita a sognare di partire per un’impresa epica, ma che è comicamente impreparato a sopravviverne una vera.

Il cast vocale

Matthew Rhys, attualmente protagonista di un altro successo con Widow’s Bay, darà la voce a Gilius Thunderhead, “un nano da battaglia scontroso con un’igiene particolarmente scarsa e un forte senso del risentimento”. Liam McIntyre, già star di Spartacus e prossimamente impegnato nel videogioco Marvel’s Wolverine, sarà Ax Battler, “un guerriero barbaro con un rigido codice d’onore e la docile dolcezza di un golden retriever”. Lisa Gilroy di Jury Duty interpreterà Tyris Flare, “letale in combattimento e ancora più letale con la sua arguzia tagliente”. Danny Pudi sarà Hampton Squib, il novellino ingenuo e inesperto. Completa il cast Carl Tart nei panni di Chronos “Evil” Lait, “un pantera umanoide imbarazzantemente pacchiana”.

Il trailer include anche molti degli elementi che avevano reso i giochi così divertenti: gli scheletri con la spada, la Death Armor senza testa e le creature affettuosamente ribattezzate “fidati mostriciattoli viola mutanti”. Golden Axe ha impiegato oltre un decennio per arrivare sullo schermo, con tentativi di adattamento che risalgono al 2014, prima che il progetto ricevesse un ordine di 10 episodi nel 2024. La serie debutterà in esclusiva su Paramount+ il 16 settembre 2026. Una data italiana non è ancora stata annunciata, ma la piattaforma è disponibile in Italia tramite Apple TV.

Nicolas Cage combatterà i cannibali dopo un’apocalisse nucleare nel thriller d’azione Parish

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Se avete mai desiderato vedere Nicolas Cage difendere una fortezza post-apocalittica con un branco di cani da attacco addestrati mentre i cannibali si avvicinano, Parish farà al caso vostro. Il nuovo action-thriller con protagonista Cage è in fase di pre-produzione e le riprese sono previste a partire da ottobre 2026 in Minnesota.

Concourse Media ha avviato le pre-vendite internazionali del film in vista del mercato del TIFF. Il progetto è scritto e diretto da Adam Sigal, già regista della commedia-thriller con Simon Pegg Nandor Fodor and the Talking Mongoose e produttore del thriller fantascentifico Slingshot (2024) con Casey Affleck e Laurence Fishburne.

La trama: un sopravvissuto, un atto di compassione e una guerra coi cannibali

Cage interpreta Parish, un sopravvissuto indurito che è riuscito a restare in vita per trent’anni insieme ai suoi cani da attacco altamente addestrati, seguendo un’unica regola inflessibile: nessuno passa dal cancello. Quel sistema ha funzionato bene fino a quando una donna disperata che porta un neonato non compare fuori dal suo rifugio. Parish è costretto a scegliere tra compassione e sopravvivenza. La sua decisione espone il rifugio che ha costruito per anni e lo mette nel mirino di una banda brutale di cannibali provenienti dalle terre desolate. Con il suo compound sotto assedio e il suo passato che lo raggiunge, Parish si trova in una lotta brutale per proteggere tutto ciò che gli rimane.

Il team creativo: da Star Wars a Con Air

Alla produzione partecipa il veterano direttore della fotografia David Tattersall, che ha firmato la fotografia di Star Wars: Episodio I, II e III, Il miglio verde e Lara Croft: Tomb Raider, e ha già lavorato con Cage su Con Air e Next. Produrranno Joel Shapiro di MagiCity Studios e Steven Tyler Sahlein, già coinvolto in L’avvocato del diavolo.

Shapiro ha spiegato cosa rende la storia qualcosa di più di un semplice scontro tra sopravvissuti e cannibali: “Adam ha creato un mondo selvaggio, cinematografico e incredibilmente viscerale, ma ciò che ci ha attratto di Parish è l’umanità sottostante. Nick Cage porta un’imprevedibilità e un’intensità emotiva che lo rendono perfetto per questo personaggio.”

Nessuna data di uscita è ancora stata comunicata per il mercato italiano né per quello internazionale, ma le riprese inizieranno in ottobre 2026.

Tom Holland guadagnerà oltre 100 milioni di dollari per Spider-Man: Brand New Day

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Il blockbuster dell’estate si tradurrà in una ricompensa straordinaria per il suo protagonista. Tom Holland guadagnerà oltre 100 milioni di dollari per aver interpretato Spider-Man in Spider-Man: Brand New Day, una cifra che lo colloca nella categoria rarissima degli attori più pagati di Hollywood, secondo quanto riportato da The Wrap e sulla base di tre fonti a conoscenza dell’accordo.

L’attore aveva già incassato un compenso significativo per il suo altro grande successo del 2026, Odissea di Christopher Nolan. Ma è con Spider-Man: Brand New Day che i numeri diventano davvero storici.

I dettagli del contratto: stipendio base e bonus senza limite

Secondo le fonti di The Wrap, Holland ha ricevuto uno stipendio base di almeno 20 milioni di dollari, un aumento di 10 milioni rispetto al compenso del precedente film di Spider-Man. Ma è la clausola sui bonus di backend a rendere il contratto potenzialmente illimitato: con il film che ha già superato i 2 miliardi di dollari al botteghino globale nella sua terza settimana di programmazione, e senza un tetto massimo sui bonus, il compenso totale di Holland potrebbe continuare a crescere man mano che il film avanza nella sua corsa nelle sale.

Per dare una dimensione al risultato: Spider-Man: Brand New Day ha incassato 360 milioni di dollari nel solo weekend di apertura nordamericano, stabilendo il record assoluto nella storia del cinema, e ha raggiunto i 2,022 miliardi di dollari globali in appena due settimane, diventando il secondo film più veloce nella storia a tagliare questo traguardo dopo Avengers: Endgame.

Spider Man Brand New Day

Una carriera che vale ogni centesimo

Holland è al ruolo di Spider-Man dal 2016, quando debuttò nel MCU con Captain America: Civil War. La traiettoria dei suoi film è stata in crescita costante: da Spider-Man: Homecoming (880 milioni globali) a Far From Home (1,13 miliardi) fino a No Way Home (1,9 miliardi) e ora Brand New Day. Un attore che fa crescere ogni film su cui è protagonista merita un compenso proporzionale, e stando ai numeri, Holland lo sta ottenendo.

Hayao Miyazaki va in studio ogni giorno, ma nessuno sa cosa stia facendo

A 85 anni, Hayao Miyazaki continua a presentarsi allo Studio Ghibli ogni mattina. Che questo significhi che un nuovo film del leggendario cineasta stia prendendo forma è lecito ipotizzarlo, ma c’è una meravigliosa stranezza in tutto ciò: nessuno sa esattamente cosa stia facendo.

Secondo il nuovo CEO dello Studio Ghibli Kenichi Yoda, Miyazaki “viene allo studio ogni giorno”. Quanto a cosa stia creando una volta arrivato, Yoda ha offerto una risposta perfettamente in linea con la riservatezza del cineasta: “Solo lui sa esattamente su cosa stia lavorando.”

Il futuro di Ghibli tra successione e identità artistica

Un recente approfondimento di Bloomberg dipinge un quadro affascinante di uno studio di animazione che si trova ad affrontare domande importanti sul proprio futuro. Il figlio di Miyazaki, Goro Miyazaki, è considerato un possibile successore creativo, e Yoda ha assunto il ruolo di CEO. Ma lo studio non ha alcuna intenzione di trasformarsi in una macchina di proprietà intellettuale costruita attorno a sequel e una produzione costante di titoli familiari: un modello che distingue Ghibli quasi da ogni altro attore dell’industria dell’animazione giapponese.

Goro, nel frattempo, ha diretto un nuovo cortometraggio di 15 minuti intitolato A Night in the Valley of the Witches. Ma mentre lo studio considera come potrebbe essere il suo futuro, Hayao Miyazaki rimane profondamente connesso alla sua identità creativa. Goro non vede molte possibilità che un regista esterno prenda le redini presto, descrivendola come “assolutamente impossibile finché Hayao è in giro”. E Hayao è ancora molto presente.

la citta incantata studio ghibli

Non è il film d’addio, c’è qualcosa in lavorazione

Dopo che Il ragazzo e l’airone aveva vinto l’Oscar per il Miglior Film d’Animazione, si era diffusa la speculazione che il film potesse rappresentare il congedo di Miyazaki. Sembrava certamente il tipo di opera profondamente personale che avrebbe potuto chiudere una carriera straordinaria. Miyazaki aveva però altri piani. Dopo l’uscita del film era diventato chiaro che non si stava ritirando e che stava già lavorando a qualcosa di nuovo.

Del resto, Miyazaki e il suo pensionamento hanno avuto una relazione complicata per decenni: ha annunciato il suo ritiro dal cinema più volte, salvo poi essere sempre richiamato dal desiderio di raccontare un’altra storia. A questo punto la pensione sembra più un suggerimento occasionale che una decisione di carriera permanente.

C’è anche un indizio intrigante sul progetto misterioso. Goro aveva precedentemente descritto ciò su cui stava lavorando il padre come qualcosa che “sembra un film d’azione e avventura, nostalgico e che ricorda i vecchi tempi”. Per i fan di lunga data di Miyazaki, quella descrizione apre infinite possibilità: i suoi film precedenti sono pieni di avventura, mondi strani, mostri, civiltà antiche e personaggi che si lanciano a capofitto nell’ignoto. Se il suo prossimo film dovesse davvero attingere a quella vena, potrebbe essere qualcosa di straordinario.

Studio Ghibli non ha ancora annunciato formalmente il prossimo film di Miyazaki. Per ora, anche le persone dello studio sembrano aspettare con il resto del mondo. Ed è in qualche modo meraviglioso che uno dei cineasti più celebrati al mondo possa entrare ogni mattina nel suo studio, lavorare su quello che gli pare e lasciare tutti gli altri a chiedersi cosa stia cucinando.

Star Wars: Zero Company, il trailer finale mostra una squadra improvvisata nelle Guerre dei Cloni

Le Guerre dei Cloni stanno per diventare tattiche. EA ha rilasciato il trailer finale di Star Wars: Zero Company, offrendo uno sguardo più approfondito sulla campagna, i personaggi e il combattimento a squadre che aspettano i giocatori quando il titolo uscirà il 27 agosto 2026 su PlayStation 5, Xbox Series X/S e PC via Steam, EA App ed Epic Games Store.

Sviluppato da Bit Reactor in collaborazione con Respawn Entertainment e Lucasfilm Games, Star Wars: Zero Company porta il franchise in territorio inedito con un gioco di tattica a turni per giocatore singolo. L’ambientazione delle Guerre dei Cloni si rivela una scelta naturale per questo genere: piccoli gruppi gettati in battaglie dove il posizionamento, le abilità e le decisioni giuste determinano chi sopravvive.

Hawks, la Zero Company e un culto che controlla un pianeta vulcanico

I giocatori vestiranno i panni dell’Ufficiale Hawks, un ex ufficiale della Repubblica che assembla un gruppo eterogeneo di mercenari per affrontare missioni in tutta la galassia. La Zero Company non è una squadra di soldati identici: include il clone trooper Trick, la Padawan Jedi Tel-Rea Vokoss, il Mandaloriano Cly Kullervo, Felshi Kabb Uppercut e altri operativi con background e abilità molto diverse tra loro. Il trailer finale pone maggiore enfasi sulla storia e sui personaggi, introducendo anche la minaccia principale: Kundri Fathom guida l’Infinite Coil, un culto allineato con i Separatisti che ha preso il controllo del pianeta vulcanico Luunata per sfruttarne le miniere. Liberare Luunata sarà uno degli obiettivi principali della campagna. Il trailer conferma anche la presenza di Anakin Skywalker tra i personaggi della storia.

Ogni personaggio rientra in una delle otto specializzazioni disponibili, ciascuna con tre abilità speciali. Costruire una squadra con abilità complementari sarà fondamentale per affrontare le missioni sempre più impegnative. Tra i combattimenti, i giocatori torneranno al Den, il quartier generale della Zero Company, personalizzabile nel corso della campagna.

Prezzi per il mercato italiano

La Standard Edition è disponibile a 49,99 € su PC e 59,99 € su console. La Deluxe Edition, disponibile solo in formato digitale, costa 59,99 € su PC e 69,99 € su console, e include tre pacchetti cosmetici: il pacchetto Grande Esercito della Repubblica (Uniforme Ufficiale della Repubblica, Set corazza 100ª Compagnia Cloni e Set corazza Soldato ARC), il pacchetto Collettivo Ombra (casco Pyke e 5 tatuaggi cosmetici) e 5 temi per set arma. Chi preordina riceve il pacchetto cosmetico Astromeccanico Cristallino, con il droide R3 e varianti cristalline per i droidi R4, R5 e il droide esclusivo BR-1.

Un rumor su Avengers: Secret Wars potrebbe spiegare la scena post credit di Spider-Man: Brand New Day

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La scena post-credit di Spider-Man: Brand New Day ha lasciato i fan Marvel a chiedersi cosa avessero appena visto e, soprattutto, dove stesse andando a parare. Ora un nuovo rumor legato ad Avengers: Secret Wars potrebbe fornire il contesto necessario, collegando Peter Parker direttamente a Battleworld e a un gruppo di resistenza che combatte contro il Dottor Destino.

Il tassello più recente viene dall’insider Alex Perez, che durante un Q&A ha risposto a una domanda su Brand New Day e il suo possibile collegamento con elementi dei fumetti di Secret Wars. Alla domanda specifica sull’introduzione di capsule di sopravvivenza o di una squadra di resistenza per affrontare la minaccia di Dottor Destino, Perez ha risposto: “Esiste un gruppo di resistenza, ma non ci sono informazioni sulle Life Raft.”

Cosa sono le Life Raft nei fumetti Marvel

Nei fumetti Marvel, le Life Raft sono capsule di sopravvivenza di emergenza create mentre il multiverso si avvicinava alla distruzione totale. Gli Illuminati e il Cabal furono coinvolti nello sviluppo della tecnologia come ultima risorsa contro l’incursione finale, mentre la Future Foundation e il Maker crearono separatamente capsule associate alla Terra-616 e alla Terra-1610. Entrambe divennero importanti nella storia di Battleworld, la realtà frammentata creata dai resti degli universi distrutti.

Questa storia fumettistica rende la scena post-crediti di Brand New Day molto più intrigante. Il localizzatore di Spider-Man rileva un avvistamento dell’Uomo Ragno nello spazio, un dettaglio che sembrava piuttosto casuale senza contesto aggiuntivo. Se le informazioni di Perez su un gruppo di resistenza sono accurate, però, la misteriosa posizione cosmica di Peter Parker potrebbe essere la preparazione per il suo coinvolgimento con quel gruppo.

Spider Man Brand New Day Marvel

Come la scena post credit di Spider-Man: Brand New Day si collega ad Avengers: Secret Wars

Non significa necessariamente che Marvel Studios stia adattando le Life Raft esattamente come appaiono nei fumetti. Perez specifica che al momento non ci sono informazioni in proposito. L’idea più ampia di sopravvissuti o combattenti della resistenza che si uniscono contro Dottor Destino, però, si inserirebbe perfettamente nella direzione di Avengers: Secret Wars.

Potrebbe anche spiegare perché Marvel avrebbe concluso un film su Spider-Man con Peter apparentemente connesso a qualcosa che accade nello spazio. Invece di anticipare semplicemente un’altra avventura del personaggio, la scena potrebbe posizionarlo per il massiccio conflitto multiversale che si avvicina. Prima di tutto questo, però, Marvel Studios ha Avengers: Doomsday in uscita in Italia il 16 dicembre 2026, con Robert Downey Jr. nel ruolo di Dottor Destino. Destino è anche confermato per Secret Wars, rendendolo la figura centrale che collega i prossimi due film degli Avengers.

Avengers: Secret Wars è attualmente programmato per il 17 dicembre 2027. Una data italiana non è ancora stata annunciata ufficialmente, ma la finestra coinciderà verosimilmente con quella americana.

It: Welcome to Derry rinnovata ufficialmente per la stagione 2!

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HBO ha rinnovato ufficialmente It: Welcome to Derry per una seconda stagione, portando la serie prequel di Stephen King in un altro viaggio nella storia terrificante della città più maledetta del Maine. Il rinnovo era atteso da tempo: HBO stava aspettando che la direzione creativa della nuova stagione prendesse forma prima di renderlo ufficiale. Con i numeri di ascolto della prima stagione, era solo questione di tempo.

Ci sarà anche un cambio alla guida creativa: Brad Caleb Kane, che aveva co-guidato la prima stagione insieme a Jason Fuchs, diventerà l’unico showrunner per il secondo capitolo.

Welcome to Derry

La trama della stagione 2 di Welcome to Derry: il massacro della Bradley Gang nel 1935

La stagione 2 riporterà la storia al 1935, durante la Grande Depressione, e si concentrerà sul sanguinoso massacro della Bradley Gang. Il gruppo di rapinatori di banche si ferma a Derry per acquistare munizioni, ritrovandosi coinvolto nel tipo di incubo che può accadere solo in questa città. Un capitolo oscuro della storia di Derry, perfetto per espandere ulteriormente la mitologia di Pennywise.

Sarah Aubrey, responsabile della programmazione originale di HBO Max, ha dichiarato: “Siamo entusiasti di tornare nel tetro mondo di Derry e di espandere ulteriormente l’adattamento iconicamente orrifico di Andy e Barbara Muschietti. Insieme a Brad Caleb Kane, apriranno nuove strade nella seconda stagione, approfondendo il terrore, il mistero e il leggendario Pennywise che i fan adorano.”

Andy e Barbara Muschietti hanno aggiunto: “Continuare a esplorare e ad espandere lo straordinario mondo creato da Stephen King è un assoluto privilegio. Il supporto dei nostri partner di HBO e Warner Bros. Television è inestimabile. Quanto amiamo il nostro lavoro!”

Un successo globale che giustifica il ritorno

C’è una ragione molto concreta per cui HBO voleva far continuare questo incubo. Dalla sua premiere nell’ottobre 2025, It: Welcome to Derry è diventata una delle quattro serie con il debutto più visto nella storia di HBO Max a livello globale. Bill Skarsgård era tornato nel ruolo di Pennywise, il clown terrorizzante già interpretato nei film di Muschietti, affiancato da Jovan Adepo, Taylour Paige e James Remar nella prima stagione.

Andy e Barbara Muschietti produrranno esecutivamente la stagione 2 attraverso la loro società Double Dream, insieme a Kane, Roy Lee, Dan Lin, Jamie Travis e Dhana Gilbert. La serie è prodotta da HBO e Warner Bros. Television. Nessuna data di uscita è ancora stata annunciata per la stagione 2.

Il produttore Jerry Bruckheimer dà aggiornamenti entusiasmanti ai fan di Jack Sparrow

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Un nuovo capitolo della saga di Pirati dei Caraibi è in lavorazione da tempo presso Disney, con molte domande ancora aperte su chi lo interpreterà e quale storia racconterà. Mentre i report indicano che Margot Robbie sarà al centro di una storia con protagonista femminile, molti fan sperano che anche il leggendario Capitan Jack Sparrow di Johnny Depp torni sullo schermo.

Depp aveva chiuso quel capitolo della sua carriera con una certa definitezza, ma negli ultimi anni sembra essersi ammorbidito all’idea di tornare nel ruolo che molti considerano il suo più iconico. Ora arriva l’aggiornamento più concreto che i fan abbiano ricevuto da anni: il produttore del franchise Jerry Bruckheimer ha parlato del progetto al D23, e sembra che le cose si stiano finalmente muovendo.

Bruckheimer ha dichiarato a Deadline: “Stiamo parlando con Johnny, stiamo lavorando a una sceneggiatura, e speriamo di riuscire a farcela.”

johnny Depp Pirati dei Caraibi

Come sarà strutturato il film: Robbie protagonista, Jack Sparrow comprimario?

Fonti affidabili citate da Deadline precisano che la continuazione non si sentirà come l’ennesima avventura di Jack Sparrow: il prossimo capitolo si concentrerà sulla protagonista interpretata da Margot Robbie, con Sparrow nel ruolo di personaggio secondario. Un’evoluzione del franchise, insomma, piuttosto che un semplice ritorno alla formula dei capitoli precedenti.

L’ultimo film della saga, La vendetta di Salazar del 2017, era stato il meno redditizio tra i capitoli principali. Con una nuova prospettiva narrativa, nuove star e una lunga pausa che ha rinnovato la nostalgia del pubblico, le premesse per un ritorno di successo ci sono tutte. E se Jack Sparrow dovesse davvero fare la sua comparsa, sia pure in un ruolo ridotto, difficilmente i fan lasceranno i loro posti sul divano per un appuntamento con il mare. Nessuna data di uscita è ancora stata comunicata.

John Carpenter sul sequel di The Thing: “Ci stiamo lavorando adesso”

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Alcuni horror ottengono i sequel prima che il sangue si asciughi. The Thing ha fatto aspettare i fan per più di quattro decenni, e John Carpenter ora afferma di nuovo che un sequel potrebbe finalmente concretizzarsi per il suo capolavoro di fantascienza horror.

Durante un’apparizione al Fan Expo Chicago, Carpenter è stato interrogato sulla possibilità di un sequel del suo classico del 1982, e la risposta è stata breve ma significativa: “Ci stiamo lavorando adesso.” Pressato per ulteriori dettagli, ha aggiunto: “Sì, non lo so. Vedremo.”

The Thing 2 sta davvero per diventare realtà? Forse. Carpenter fa certamente intendere che qualcosa è in discussione o in sviluppo, ma il secondo commento lascia ai fan buone ragioni per tenere le aspettative sotto controllo.

The Thing: un classico che ha cambiato la storia dell’horror

È difficile credere che The Thing non fosse sempre stato considerato uno dei più grandi horror mai realizzati. Il film, con Kurt Russell nei panni di R.J. MacReady e Keith David come Childs, fu in realtà stroncato dalla critica e faticò con il pubblico quando arrivò nelle sale nel 1982. Oggi è un cult intoccabile, ancora citato, analizzato e rivisitato, con effetti pratici di creature che rimangono tra i migliori mai visti sullo schermo.

Il commento più recente di Carpenter non è il primo in cui ha lasciato intendere che un altro capitolo potrebbe essere in sviluppo. Aveva dato una risposta quasi identica quando gli era stato chiesto di un sequel l’anno scorso, e nel 2023 aveva rivelato di non poter dire molto perché ci “potrebbe essere un The Thing 2”.

Il finale aperto che tiene viva la speranza da 43 anni

Il film originale ha certamente lasciato la porta aperta. MacReady e Childs sono gli apparenti sopravvissuti finali all’Avamposto 31, seduti l’uno di fronte all’altro mentre la stazione brucia attorno a loro. Nessuno dei due sa se l’altro è ancora umano, e Carpenter si rifiuta di dare al pubblico una risposta rassicurante prima dei titoli di coda. È uno dei motivi per cui il finale funziona così bene, ma offre anche molto materiale per una continuazione.

Cosa è successo a MacReady e Childs? Uno dei due era già stato assimilato? La creatura è riuscita a uscire dall’Antartide? E se lo avesse fatto, come si racconta un sequel senza trasformare l’intero pianeta in un incubo infestato dalla Cosa? Un sequel potrebbe esplorare cosa è accaduto decenni dopo l’Avamposto 31, oppure un prequel potrebbe approfondire gli eventi che precedono la storia originale. Un tentativo di prequel c’è già stato nel 2011 con The Thing, ma c’è certamente ancora della mitologia da esplorare.

C’è anche un sano scetticismo che circonda l’ultimo commento di Carpenter. I fan hanno già sentito variazioni di questa conversazione in passato, e le dichiarazioni criptiche non significano necessariamente che le telecamere stiano per girare. Fino a quando uno studio non annuncerà qualcosa di ufficiale, The Thing 2 resta più una possibilità che una realtà. Ma “ci stiamo lavorando adesso” è abbastanza per far eccitare i fan.