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Oceania live-action: ecco Dwayne Johnson nei panni di Maui nel nuovo trailer

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Disney ha risposto alla chiamata dell’oceano — di nuovo. Il nuovo trailer del remake live-action di Oceania è finalmente arrivato, e con lui il primo vero sguardo a Dwayne Johnson in carne e ossa nei panni del semidio Maui, completo di tatuaggi magici e amo da pesca gigante. Al suo fianco, la nuova protagonista Catherine Lagaʻaia nel ruolo di Vaiana, in quello che si preannuncia come uno dei film Disney più attesi del 2026.

Il trailer riprende con fedeltà alcune delle sequenze più iconiche dell’animazione originale: l’incontro tra Vaiana e Maui, la danza con la nonna Tala e diverse scene ad alto tasso di CGI, come la trasformazione di Maui in balena e la battaglia contro Te Kā, la creatura di lava e fuoco. Fanno la loro apparizione anche Tamatoa, il gigantesco granchio vanitoso, e l’immancabile gallo Eihei, entrambi nella loro versione live-action. Nel trailer si possono anche sentire alcune delle canzoni più amate del film originale, tra cui una preview di Io sono Oceania (Il canto degli antenati).

Un cast di peso per una storia senza tempo

Definito dai suoi creatori una “reimaginazione” del film d’animazione candidato agli Oscar, il live-action di Oceania porta avanti la storia della giovane figlia di un capo polinesiano, scelta dall’oceano per riportare la pace alla sua isola dopo che una forza oscura ha prosciugato la vita dalla terra. Per farlo, dovrà mettersi in viaggio con il burbero ma irresistibile semidio Maui.

Nel cast, oltre a Lagaʻaia e Johnson, figurano John Tui nel ruolo del capo Tui, padre di Vaiana; Frankie Adams nei panni di Sina, la madre; e Rena Owen come nonna Tala. Alla regia c’è Thomas Kail, noto per aver diretto la versione cinematografica del musical Hamilton, alla sua prima esperienza con un live-action narrativo.

Tra i produttori del film compaiono, oltre a Johnson stesso, Dany Garcia, Beau Flynn, Hiram Garcia e Lin-Manuel Miranda, il compositore che aveva firmato le canzoni originali — compresa How Far I’ll Go, candidata all’Oscar. Miranda tornerà a lavorare sul progetto insieme al compositore Mark Mancina e a Opetaia Foaʻi per le nuove canzoni originali.

Il filo che lega passato e presente

Un dettaglio significativo riguarda Auliʻi Cravalho, la voce originale di Vaiana nel film d’animazione del 2016 e nel suo sequel Oceania 2 del 2024: l’attrice ha scelto di non riprendere il ruolo in carne e ossa per lasciare spazio a una nuova generazione di artiste polinesiane, assumendo invece il ruolo di produttrice esecutiva. Una scelta rispettosa e significativa, in linea con lo spirito del franchise.

Oceania arriverà nei cinema americani il 10 luglio 2026, a esattamente dieci anni dall’uscita del film animato originale — che nel 2016 aveva incassato 687 milioni di dollari in tutto il mondo. Il sequel Oceania 2 aveva poi superato il miliardo di dollari nel 2024. Per il pubblico italiano, l’appuntamento è fissato al 19 agosto 2026.

Star Trek: Starfleet Academy cancellata dopo due stagioni

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La Flotta Stellare chiude i battenti prima del previsto. Paramount+ ha ufficialmente cancellato Star Trek: Starfleet Academy, annunciando che la serie si concluderà con la sua seconda stagione — già girata, ma ancora priva di data d’uscita. La notizia arriva poco dopo la fine delle riprese del secondo ciclo di episodi, lasciando i fan con un finale che, almeno, esiste e potrà essere visto.

La cancellazione riflette un problema concreto: nonostante un indice di gradimento critico dell’87% su Rotten Tomatoes, la serie non è riuscita a sfondare tra il grande pubblico. I dati Nielsen raccontano una storia impietosa — la serie non è mai entrata nella Top 10 delle classifiche di ascolto in streaming, un risultato che nel panorama competitivo attuale pesa enormemente sulle decisioni editoriali delle piattaforme.

La lettera degli showrunner

Alex Kurtzman e Noga Landau, co-showrunner e produttori esecutivi della serie, hanno voluto salutare il progetto con una lunga lettera dedicata ai fan e a tutti coloro che hanno partecipato alla produzione. Un testo che riflette l’anima ottimista del franchise: “Che tu stia lavorando a Star Trek o faccia parte del meraviglioso fandom di Star Trek — il suo cuore, la sua anima e la sua coscienza — la gioia viene dall’avventurarsi oltre i confini del tempo, dello spazio e dell’umanamente possibile al servizio della visione trasformativa di Roddenberry per il futuro.”

La lettera prosegue citando i valori fondanti della saga: la diversità infinita, l’ottimismo come forza motrice, e la promessa di un futuro libero da guerra, odio e oppressione — valori che, scrivono i due, hanno guidato ogni scelta creativa della serie.

star trek picard

Ambientata nel XXXII secolo — lo stesso lontano futuro introdotto da Star Trek: Discovery — la serie seguiva la prima classe di cadetti della rinata Accademia della Flotta Stellare, nel difficile periodo successivo al Grande Fuoco, l’evento catastrofico che aveva stravolto la Federazione. Nel cast, accanto ai giovani protagonisti Sandro Rosta, Karim Diané, Kerrice Brooks, George Hawkins, Bella Shepard e Zoë Steiner, figuravano nomi di peso come Holly Hunter, Paul Giamatti, Gina Yashere, il veterano della saga Robert Picardo e Tig Notaro.

Un momento difficile per il franchise

La cancellazione di Starfleet Academy non è un caso isolato: anche Star Trek: Strange New Worlds si avvicina alla fine, con una quinta stagione ridotta a soli sei episodi invece dei consueti dieci. Al momento non sono stati annunciati nuovi show per rimpiazzare le serie in chiusura, lasciando aperta la questione su come Paramount intenda mantenere vivo il franchise sul piccolo schermo.

Una certezza, però, c’è: il cinema terrà accesa la fiamma. Un nuovo film di Star Trek è in lavorazione, affidato ai registi Jonathan Goldstein e John Francis Daley, già noti per Dungeons & Dragons: L’onore dei ladri. Per i fan del franchise, l’attesa continua — stavolta con gli occhi puntati sul grande schermo.

Cyberpunk TCG è il gioco di carte collezionabili più finanziato di sempre su Kickstarter

Night City ha conquistato anche i tavoli da gioco. Il Cyberpunk Trading Card Game, sviluppato da WeirdCo in collaborazione con CD Projekt RED, ha fatto irruzione su Kickstarter il 17 marzo 2026 e in pochi minuti ha già riscritto la storia del crowdfunding videoludico: l’obiettivo iniziale di 100.000 dollari è stato raggiunto in soli cinque minuti dal lancio della campagna, rendendolo il TCG più finanziato in assoluto nella storia della piattaforma.

I numeri che ne sono seguiti lasciano a bocca aperta. Già alla fine del primo giorno, il progetto aveva superato gli 8,3 milioni di dollari raccolti da oltre 10.000 sostenitori, con ancora 30 giorni rimasti prima della chiusura della campagna. Un risultato che ha polverizzato qualsiasi paragone con altri giochi di carte collezionabili — Pokémon, Magic: The Gathering, Yu-Gi-Oh! compresi.

Cosa si ottiene con il Kickstarter

La campagna offre livelli di pledge per ogni tipo di fan, dal casual al collezionista più accanito. Il tier d’ingresso da 49 dollari include due mazzi starter: The Heist, incentrato sui mercenari di Night City, ed Embracing Power, dedicato alla corporazione Arasaka. I livelli più alti sbloccano quantità crescenti di bustine booster, carte esclusive in metallo, dadi poliedrici, playmat e raccoglitori — fino al pacchetto Night City Legend da 7.999 dollari, che include carte serializzate e miniature dipinte a mano che non saranno mai distribuite al dettaglio.

Tra i contenuti già sbloccati grazie agli stretch goal figura una carta metallica esclusiva Kickstarter raffigurante la versione femminile di V, oltre a pool di carte espansi e beta box con carte rare garantite.

Il gioco e i suoi personaggi

Cyberpunk TCG è un gioco di carte fisico — non digitale — pensato sia per chi vuole competere che per i puri collezionisti. I giocatori assemblano squadre di edgerunner pescando dai personaggi iconici dell’universo Cyberpunk: V, Johnny Silverhand, Jackie Welles, Judy Álvarez, Panam Palmer e molti altri. L’obiettivo della partita è accumulare Gig, rappresentate da dadi speciali che entrano in campo ogni turno, usando le proprie carte per attaccare, difendere e conquistare la leggenda delle strade di Night City.

Il primo set, intitolato Welcome to Night City, è previsto per la seconda metà del 2026, con le prime spedizioni attese tra il terzo e il quarto trimestre dell’anno. Un secondo set, che espanderà il gioco con i personaggi della serie animata Cyberpunk: Edgerunners, arriverà successivamente.

Un franchise ancora vivo e vegeto

Il successo della campagna non sorprende chi segue da vicino le vicende di CD Projekt RED. Dopo un lancio travagliato nel 2020, Cyberpunk 2077 ha vissuto una rinascita straordinaria, alimentata dall’espansione Phantom Liberty e dalla serie animata Netflix Edgerunners. Il TCG arriva in un momento in cui i fan sono affamati di nuovi contenuti — il sequel di Cyberpunk 2077 è ancora lontano — e si inserisce perfettamente in questo vuoto, portando Night City in un formato completamente nuovo.

La campagna Kickstarter è ancora attiva e i numeri continuano a crescere.

The Elder Scrolls VI: arrivano notizie ufficiali sulla mappa (enorme) e sul motore di gioco

Diciamocelo senza girarci troppo intorno: The Elder Scrolls VI è uno di quei giochi che esistono in una strana dimensione parallela.

Sappiamo che c’è, abbiamo visto un teaser nel lontano 2018, ma da allora tutto è stato più silenzioso di un dungeon dopo aver sconfitto il boss e lootato di tutto. Eppure, ogni piccolo indizio basta a far esplodere l’hype dei fan, informazioni questa volta ufficiali che riguardano la mappa e, soprattutto, il motore di gioco.

Creation Engine 3: meno caricamenti, più immersione (e meno imprecazioni)

La vera notizia che ha acceso la community riguarda il fatto che il gioco girerà su Creation Engine 3, evoluzione del motore già usato da Starfield. Si tratta di una scelta che, sulla carta, promette una rivoluzione bella grossa: addio (o quasi) alle schermate di caricamento.

Quelle fastidiosissime pause tra una città e l’altra, tra una grotta e un campo aperto, potrebbero diventare un ricordo del passato.

Secondo quanto emerso da un’intervista a Todd Howard, game director di Bethesda, il nuovo sistema permetterà un “world loading” completamente seamless, ovvero un mondo continuo, fluido, senza interruzioni.

I fan su Reddit: tra entusiasmo e paranoia da RPG

Ovviamente, appena la notizia si è diffusa online, Reddit si è trasformato nel solito calderone di teorie, analisi e sogni a occhi aperti.

Un utente particolarmente gettonato ha sottolineato come questa tecnologia potrebbe essere già stata “testata” proprio su Starfield, soprattutto per quanto riguarda gli spostamenti più fluidi e la gestione dei dati di gioco. Bethesda, dunque, starebbe facendo pratica prima del grande salto aprendo le porte a una parola chiave che fa tremare i polsi: scalabilità.

Secondo i fan, questo potrebbe significare: mondi più grandi e dettagliati; NPC più realistici e persistenti; oggetti che restano dove vengono lasciati.

The Elder Scrolls VI

Una mappa enorme

Nonostante le buone idee tecniche, molti giocatori hanno criticato proprio Starfield per essere sì vasto, ma anche un po’ vuoto. Il timore che Bethesda possa cadere nello stesso errore è dunque abbastanza concreto.

Parliamoci chiaro: nessuno vuole un mondo enorme ma senz’anima. Vogliamo perderci, sì, ma tra storie, misteri e magari qualche NPC pronto a raccontarci la sua vita mentre noi stiamo solo cercando una locanda.

Tuttavia, la fiducia nei confronti della saga di The Elder Scrolls è ancora altissima. Parliamo di una serie che ha definito il genere RPG open world per anni, e che ha sempre brillato per quest memorabili, personaggi iconici e libertà totale.

Il futuro di The Elder Scrolls VI: hype alle stelle, ma con i piedi per terra

Al momento, The Elder Scrolls VI resta avvolto nel mistero. Non abbiamo una data di uscita, né dettagli concreti sulla trama o sull’ambientazione definitiva. Ma una cosa è certa: il progetto punta a essere più grande, più fluido e più ambizioso che mai.

Se Bethesda riuscirà davvero a unire tecnologia avanzata e world building degno del nome Elder Scrolls, allora sì, potremmo trovarci davanti a qualcosa di davvero epico.

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Daredevil Rinascita: la nuova clip della seconda stagione mostra un ritorno brutale per il Diavolo di Hell’s Kitchen

Il Diavolo è tornato, e non ha alcuna intenzione di andarci piano.

Una nuova clip di Daredevil: Rinascita (Daredevil: Born Again) è appena stato rilasciato in vista della premiere della seconda stagione della serie TV Disney+ in arrivo martedì 24 marzo.

Se qualcuno temeva un Daredevil “ammorbidito” per il MCU, … può stare tranquillo. Qui si picchia duro, molto duro.

Matt Murdock torna alle origini

Nel filmato vediamo Matt Murdock, in versione total black, mentre si muove tra i nemici con quella combinazione letale di precisione chirurgica e rabbia controllata che lo rende unico.

Non è solo una questione di pugni (anche se quelli non mancano): Daredevil sfrutta i suoi sensi potenziati per tracciare un traffico d’armi, muovendosi tra ombre e pericoli con una sicurezza quasi inquietante. Il risultato? Una scena sporca, veloce e incredibilmente fedele allo spirito street-level dei fumetti, esattamente quello che i fan hanno sempre adorato.

Charlie Cox gioca con i fan (e con le loro speranze)

Per aumentare ulteriormente l’hype, Charlie Cox è passato al Jimmy Kimmel Live!, dove ha commentato la clip e, ovviamente, non ha potuto evitare domande “scomode” come quella se Daredevil comparirà o meno in Spider-Man: Brand New Day.

La risposta di Cox? Un capolavoro di ambiguità: “No. Ma se fossi nel film, direi comunque no.”

Poi, giusto per confondere tutti ancora di più: “Potrei mentire. Ma non sto mentendo.”

Insomma, il buon Charlie gioca con le speranze dei fan che, dopo il cameo in Spider-Man: No Way Home, continuano a sperare in un team-up serio con l’Uomo Ragno.

Daredevil negli Avengers?

Guardando al futuro dell’Universo Cinematografico Marvel, molti si chiedono se Daredevil farà la sua parte in eventi cruciali come Avengers: Doomsday ed Avengers: Secret Wars.

L’interprete di Daredevil, almeno per ora, frena tutto: “Non credo. Per quanto ne so, no… ma non hanno ancora girato nulla.”

Tuttavia, Cox potrebbe ancora non essere uscito dal mood “Pinocchio e le sue bugie”.

Nel frattempo, Kevin Feige continua a portare avanti una strategia chiara: le serie Disney+ devono essere accessibili, senza obbligare gli spettatori a recuperare tutto per capire i film. Una scelta comprensibile ma che rende ancora più frustrante vedere personaggi come Daredevil restare, ancora, ai margini del grande schermo.

Uno street hero che non ha bisogno del multiverso

In un MCU sempre più pieno di varianti, universi paralleli e minacce cosmiche, Daredevil resta una rarità preziosa: un eroe che funziona benissimo a livello umano, da solo, urbano, sporco.

Se questa è l’energia della seconda stagione, allora Daredevil: Rinascita potrebbe essere esattamente quello che serve per ricordare a tutti che, a volte, una rissa in un vicolo può essere più appagante di una battaglia per il multiverso.

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One Piece Tour 2026: l’action game itinerante dei pirati torna nei centri commerciali italiani

Ciurma! Andiamo tutti all’arrembaggio, forza!

Dopo aver fatto breccia nei cuori (e nei weekend) degli appassionati nel 2025, il tour ufficiale dedicato a One Piece torna in Italia con nuove tappe e il format action game ancora più coinvolgente.

L’iniziativa, organizzata da Toei Animation Europe insieme a The Kom, riporta nei centri commerciali italiani questa fantastica esperienza interattiva pensata per fan di tutte le età.

Preparaiamoci, dunque: il 2026 sarà di nuovo un anno all’insegna dei pirati.

Un action game per vivere l’anime in prima persona

Il cuore del tour è un vero e proprio percorso ludico interattivo, una struttura che trasforma gli spazi commerciali in un piccolo universo piratesco.

I visitatori possono cimentarsi in attività ispirate ai personaggi più amati della ciurma come Nami, Usopp, Zoro e Sanji.

Ogni tappa dura nove giorni e propone sfide, prove di abilità e momenti di intrattenimento pensati per famiglie, bambini e fan storici. In pratica: un mini parco a tema itinerante, senza bisogno di attraversare mari infestati da Re del Mare.

Le prime tappe del tour in Italia

Il viaggio dell’action game itinerante è già iniziato e toccherà diverse città italiane nei prossimi mesi:

  • Porte di Catania (Catania) – fino al 22 marzo
  • Bariblu (Bari) – dal 16 al 24 maggio
  • Maximall Pompei (Pompei) – dal 13 al 21 giugno
  • Palladio (Vicenza) – dal 27 giugno al 5 luglio

Altre date verranno annunciate prossimamente, quindi conviene tenere d’occhio la rotta: la Grand Line potrebbe passare anche dal centro commerciale sotto casa.

Il successo del 2025 e il ritorno nel 2026

Il tour non torna per caso. La prima edizione ha totalizzato quasi 12.000 visitatori, numeri che hanno confermato quanto il pubblico italiano sia affezionato all’universo creato da Eiichiro Oda.

Un successo che ha spinto gli organizzatori a rilanciare l’iniziativa con nuove tappe e un’esperienza ancora più curata, trasformando ogni location in un punto di ritrovo per la community.

One Piece Tour 2026 action game itinerante

One Piece: un fenomeno che non conosce fine

Parlare di One Piece significa parlare di un vero colosso della cultura pop. Nato nel 1997 come manga, che ha superato i 600 milioni di copie vendute, il franchise continua a dominare anche nel mondo dell’animazione e del piccolo schermo.

Prodotta da Toei Animation dal 1999, la serie ha ormai superato i 1.150 episodi, diventando uno degli anime più longevi e amati di sempre, dando vita anche a una serie live action di Netflix costantemente in cima alle classifiche streaming.

E mentre la storia di Cappello di Paglia e della sua ciurma continua a evolversi, eventi come questo tour dimostrano quanto il brand sia ancora vivo, capace di uscire dallo schermo e diventare esperienza reale.

Un evento da non perdere

Che siate veterani della Rotta Maggiore o semplici curiosi, il One Piece Tour 2026 è una di quelle occasioni perfette per vivere l’anime in modo diverso.

Niente spoiler, niente binge watching: qui si gioca, si ride e si torna un po’ bambini. E magari, tra una sfida e l’altra, si riscopre perché questa storia di pirati continua a conquistare intere generazioni.

Il film di Streets of Rage è “attivamente inattivo”: Kolstad paragona il progetto a The Raid

Chi aspettava notizie fresche sull’adattamento cinematografico di Streets of Rage dovrà ancora armarsi di pazienza. Lo sceneggiatore Derek Kolstad — il creatore di John Wick — ha aggiornato i fan sullo stato del progetto con una frase che sintetizza perfettamente uno dei limiti più frustranti di Hollywood: il film è “attivamente inattivo”.

Non è morto, quindi. Ma non sta nemmeno andando da nessuna parte.

Il progetto esiste ancora sotto l’egida di Lionsgate, ma al momento non ci sono sviluppi concreti. Kolstad ha ammesso candidamente di non aver “sentito nulla a riguardo da un bel po’”, il che, in un settore dove il momentum è tutto, non è certo un buon segno.

Un copione che Kolstad difende a spada tratta

Nonostante la situazione di stallo, lo sceneggiatore non ha esitato a difendere il lavoro fatto. “Ho trascorso molto tempo su questo progetto… è una sceneggiatura davvero forte,” ha dichiarato, aggiungendo di amarla ancora. E a giudicare dalla descrizione che ne ha fatto, sembra davvero qualcosa che i fan del franchise vorrebbero vedere sul grande schermo.

Kolstad ha paragonato il suo approccio a una via di mezzo tra 16 Blocks e The Raid: “Una volta arrivati a pagina 17, non si respira fino a pagina 101.” Un’azione ininterrotta, brutale e adrenalinica — esattamente il tipo di energia che ha sempre caratterizzato la saga di Sega fin dai suoi esordi nelle sale giochi e sulle console degli anni Novanta.

 

Le origini del progetto e lo stallo attuale

La storia di questo adattamento è tanto promettente quanto complicata. Kolstad ha scritto la sceneggiatura in modo indipendente, prima che qualsiasi studio si facesse avanti — segno di una passione genuina per il materiale. Solo in un secondo momento, nel 2022, Lionsgate ha acquisito il progetto, con il supporto dei produttori già coinvolti nella saga cinematografica di Sonic the Hedgehog.

Poi, il silenzio.

Per chi non conoscesse la saga originale: Streets of Rage ambienta i suoi personaggi in una metropoli dominata dal criminale Mr. X, contro cui i protagonisti — tra cui i celebri Axel Stone e Blaze Fielding — combattono a mani nude tra le strade della città. Una formula semplice, stilosa e perfettamente adatta a un film d’azione ad alto ritmo. Il franchise aveva anche vissuto una forte rinascita con Streets of Rage 4, uscito nel 2020, che aveva dimostrato quanto il brand avesse ancora un seguito fedele e appassionato.

Eppure, nonostante tutte le premesse favorevoli, il film resta in quella fastidiosa zona grigia che Hollywood conosce bene. Kolstad ci crede ancora — e il copione, stando alla sua descrizione, meriterebbe di vedere la luce.

Matrix 5: Drew Goddard parla del sequel e della responsabilità di continuare la saga

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Un nuovo capitolo di Matrix è in arrivo, e chi ci lavora sembra prendere la cosa molto sul serio. Drew Goddard — regista e sceneggiatore scelto per portare sugli schermi Matrix 5 — ha cominciato a parlare del progetto, e già dalle prime dichiarazioni emerge un approccio tutt’altro che superficiale alla leggendaria saga fantascientifica.

Il filmmaker, noto per lavori come The Cabin in the Woods e The Martian, ha subito chiarito che il progetto è ancora nelle sue fasi iniziali: la sceneggiatura è in lavorazione, e Goddard si sta prendendo tutto il tempo necessario per trovare la storia giusta prima di procedere. “Devo darmi lo spazio per trovare il racconto migliore,” ha dichiarato. “Il mio approccio sarà lo stesso che adotto con qualsiasi progetto: me ne innamoro davvero?”

Una domanda semplice, ma che dice molto su come intende trattare il materiale.

L’eredità delle Wachowski

Goddard non ha nascosto quanto il franchise delle sorelle Lana e Lilly Wachowski abbia significato per lui, sia come cinefilo che come creativo. “Amo quello che hanno fatto con quei film. Hanno avuto un impatto profondo sulla mia voce artistica,” ha dichiarato. “Sento il peso della responsabilità verso i fan, verso le creatrici e verso me stesso come fan.”

È un atteggiamento che i fan della saga apprezzeranno, specialmente dopo le reazioni contrastanti che aveva suscitato Matrix Resurrections nel 2021. Il quarto capitolo, uscito in un periodo complicato per le sale cinematografiche — tra restrizioni pandemiche e distribuzione simultanea in streaming — aveva diviso pubblico e critica. Eppure Goddard ha confessato di esserne stato profondamente commosso, leggendovi una dimensione emotiva che gli ha parlato in modo personale. “Potrebbe essere il più emozionante dei quattro,” ha aggiunto.

Matrix

Keanu Reeves e il cast: nessuna conferma

Una delle domande che i fan si pongono con più insistenza riguarda il ritorno di Keanu Reeves e degli altri protagonisti storici della saga. Su questo punto, Goddard ha preferito non sbilanciarsi: “Non posso parlarne,” ha risposto laconicamente. Un silenzio che, nel mondo del cinema, vale quanto mille parole — e che alimenta le speculazioni più di qualsiasi altra risposta.

Quello che è chiaro è che Goddard non sta trattando questo progetto come un semplice sequel da sfornare in serie. Si sta approcciando a Matrix 5 come un fan che conosce il peso di quello che è venuto prima e non ha intenzione di svendere un’eredità che, dal 1999 a oggi, ha ridefinito la fantascienza, l’estetica cinematografica e persino il modo in cui pensiamo alla realtà virtuale e all’intelligenza artificiale. Temi, peraltro, più attuali che mai.

I dettagli sulla trama restano top secret.

Kirsten Dunst entra nel cast del sequel di Un film Minecraft nel ruolo di Alex

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A volte basta una battuta per diventare realtà. Qualche tempo fa Kirsten Dunst aveva scherzosamente dichiarato di voler far parte del sequel di Un film Minecraft, aggiungendo con ironia che avrebbe gradito “fare un film in cui non perdo soldi”. Ebbene, il desiderio si è avverato: l’attrice della trilogia di Spider-Man è ufficialmente entrata nel cast del secondo capitolo, dove interpreterà Alex, uno dei personaggi avatar principali del celebre videogioco di Mojang.

I dettagli sul ruolo di Dunst restano per ora sepolti in miniera insieme alla trama del film, ma la sua presenza si aggiunge a un cast che porta avanti la continuità con il primo capitolo. Tornano infatti Jason Momoa nei panni di Garrett Garrison, Jack Black come Steve, Danielle Brooks nei panni di Dawn, Matt Berry come il Villico e Jennifer Coolidge nel ruolo di Marlene.

Un sequel di grande attesa

Il primo Un film Minecraft si è rivelato un successo commerciale di proporzioni inaspettate: con un’apertura da 301 milioni di dollari nel weekend di debutto — un record assoluto — il film ha raggiunto complessivamente quasi 961 milioni di dollari di incasso globale, diventando uno dei blockbuster più redditizi del 2025. Risultati che hanno reso il sequel non solo auspicabile, ma praticamente inevitabile.

Per il secondo capitolo, Jared Hess torna alla regia, confermando la continuità creativa con il primo film. La sceneggiatura è affidata a Chris Galletta, già coinvolto nella scrittura del film originale. Tra i produttori figurano Mary Parent, Cale Boyter, Roy Lee, Eric McLeod, Kayleen Walters, Torfi Frans Ólafsson e Jason Momoa, oltre alla compianta Jill Messick, a cui il progetto rende omaggio postumo.

 

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Alex entra in scena

Nel videogioco originale, Alex è uno dei due skin predefiniti del giocatore insieme a Steve — la controparte femminile, con la sua caratteristica chioma arancione. Nel primo film, il personaggio era apparso brevemente nella scena post-credits, interpretato da una diversa attrice. Affidare ora il ruolo a una star del calibro di Kirsten Dunst suggerisce che Alex avrà un peso narrativo ben più rilevante nel secondo capitolo.

Il sequel di Un film Minecraft è atteso nelle sale per il 23 luglio 2027.

La serie TV di Assassin’s Creed sarà ambientata a Roma (ma non quella che immaginiamo)

Dopo anni di attesa, la serie TV live action di Netflix dedicata ad Assassin’s Creed inizia finalmente a prendere forma.

La produzione è ufficialmente partita e arrivano i primi interessanti dettagli con un’ambientazione che promette di sorprendere anche i fan più navigati.

Addio Rinascimento, benvenuta Roma imperiale

Le riprese si stanno svolgendo a Cinecittà Studios, un luogo iconico per il cinema internazionale. Una scelta che farà brillare gli occhi a chi ha passato ore sui tetti della Roma rinascimentale nei giochi.

Il richiamo più diretto è ovviamente ad Assassin’s Creed Brotherhood, uno dei capitoli più amati della saga, anche se, stavolta, c’è un bel colpo di scena: non si tratta della Roma di Ezio Auditore.

Una storia completamente nuova

Diretta da Johan Renck, la serie è ambientata nel 64 d.C., circa 1500 anni prima degli eventi di Brotherhood, seguendo una storia originale al 100%.

Si tratta di una scelta dettata da furbizia e opportunismo, perché permette agli autori di mantenere un’ambientazione familiare ma raccontando qualcosa di completamente nuovo, evitando
il confronto diretto con archi narrativi già amatissimi dal mondo videoludico.

Il Grande Incendio di Roma come sfondo

Se il 64 d.C. vi suona familiare, c’è un motivo. È l’anno del famigerato Grande incendio di Roma, al tempo dell’imperatore Nerone, uno dei disastri più celebri dell’antichità.

Questo evento storico potrebbe diventare il cuore della narrazione, offrendo caos politico, tensioni sociali, opportunità perfette per intrighi di potere. In poche parole: terreno ideale per una storia alla Assassin’s Creed.

La trama resta ancora avvolta nel mistero, ma una cosa è certa il conflitto tra due fazioni sarà centrale e gli ingredienti per qualcosa di grosso ci sono tutti.

Assassin’s Creed: una seconda occasione dopo il flop al cinema

Impossibile non pensare al precedente tentativo nell’adattare in live action una delle saghe videoludiche più celebri di sempre: il film Assassin’s Creed del 2016 con Michael Fassbender.

Nonostante le buone premesse, il risultato non ha convinto pubblico e critica, per questo la serie TV ha quindi una missione chiara: fare finalmente centro dove hollywood ha fallito.

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Addio a Chuck Norris: il campione di arti marziali diventato mito immortale

Il mondo dell’action perde uno dei suoi simboli più iconici. Chuck Norris si è spento all’età di 86 anni, lasciando dietro di sé un’eredità che va ben oltre cinema e televisione.

L’attore e maestro di arti marziali è morto alle Hawaii, circondato dalla sua famiglia.

In un comunicato ufficiale, i suoi cari lo hanno ricordato non solo come un’icona globale, ma come marito, padre e nonno devoto, sottolineando quanto la sua vita sia stata guidata da valori profondi come fede, disciplina e dedizione.

Da campione di arti marziali a icona del cinema action

Prima ancora di diventare un volto noto del grande schermo, Chuck Norris era già una figura rispettata nel mondo delle arti marziali. Il suo curriculum parla da solo: una collezione impressionante di cinture nere e una credibilità che pochi attori del genere potevano vantare.

Il suo talento lo portò a condividere la scena con un’altra leggenda, Bruce Lee, nel film The Way of the Dragon del 1972. Quel combattimento entrò nella storia del cinema, diventando uno dei duelli più iconici di sempre.

Negli anni ’70 e ’80, Norris divenne uno dei volti più riconoscibili del cinema action americano, con titoli come Delta Force, Missing in Action e Lone Wolf McQuade e in ultimo anche il recente Agent Recon. A differenza di altri colleghi più ironici, il suo stile era diretto, duro, essenziale: Chuck Norris non faceva battute, faceva giustizia.

Agent Recon Chuck Norris

Il successo televisivo con Walker Texas Ranger

Quando il cinema iniziò a cambiare, Norris fece una mossa vincente passando alla televisione. Con la serie Walker Texas Ranger, l’attore creò uno dei personaggi più iconici della TV anni ’90.

Lo show andò in onda dal 1993 al 2001, consolidando definitivamente il suo status di eroe “all’americana”: giusto, inflessibile e pronto a menare le mani quando necessario.

Da leggenda action a fenomeno internet

Negli anni successivi, Chuck Norris è diventato qualcosa di ancora più grande: un meme vivente.

Le famose “Chuck Norris facts” — battute surreali sulle sue capacità sovrumane — hanno trasformato l’attore in un’icona pop trasversale, amata anche dalle nuove generazioni. Frasi come “Chuck Norris ha preso parte a tutti i film di Star Wars. Era la Forza” oppure “Chuck Norris a Pasqua non trova la sorpresa nell’uovo ma è la sopresa che trova Chuck Norris”, sono diventate parte della cultura internet globale.

 

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Una vita tra disciplina, famiglia e ideali

Nato in Oklahoma, Norris entrò nell’Air Force nel 1958, dove iniziò il suo percorso nelle arti marziali. Dopo il congedo, aprì una catena di scuole di karate, allenando anche celebrità di Hollywood.

Nel corso della sua vita ha scritto libri, sostenuto cause politiche e religiose e continuato a rappresentare un modello di disciplina e determinazione.

Un’eredità che non si spegne

Con la scomparsa di Chuck Norris se ne va un pezzo di storia del cinema action, ma il suo impatto resta intatto.

Tra film cult, serie iconiche e una seconda vita come leggenda del web, Norris è riuscito in qualcosa di rarissimo: diventare eterno in più generazioni e in più forme della cultura pop.

E diciamolo: forse Chuck Norris non ha davvero perso questa battaglia con la morte… ha solo deciso di lasciarla vincere.

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La Mummia 4: il duo Radio Silence punterà sugli effetti pratici e un’avventura old school

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La saga de La Mummia sta per tornare, e questa volta sembra che si voglia davvero fare le cose per bene. Tyler Gillett e Matt Bettinelli-Olpin, il duo registico noto collettivamente come Radio Silence, sono stati ufficialmente confermati alla regia di La Mummia 4 per Universal, con data d’uscita fissata al 19 maggio 2028. E le prime dichiarazioni sul progetto lasciano ben sperare per chi ha amato il tono avventuroso e spensierato dei primi due capitoli.

Le buone notizie non si fermano qui: Brendan Fraser e Rachel Weisz torneranno rispettivamente nei panni di Rick ed Evelyn O’Connell, riportando in vita la coppia che aveva reso così amato l’originale del 1999. La sceneggiatura è affidata a David Coggeshall, noto per Orphan: First Kill. I dettagli sulla trama restano top secret, ma stando a quanto trapelato, il film sceglierà di ignorare il terzo capitolo — La Mummia – La tomba dell’Imperatore Dragone del 2008, quello che aveva sostituito la Weisz con Maria Bello — ricollegandosi invece ai primi due film della saga originale.

Effetti pratici e spirito da Indiana Jones

La notizia che ha fatto più rumore tra i fan riguarda la filosofia visiva con cui Gillett e Bettinelli-Olpin intendono girare il film. In una recente intervista, i due registi hanno dichiarato apertamente di voler privilegiare gli effetti pratici rispetto al CGI, avvicinandosi allo stile di Raiders of the Lost Ark. “Questo è l’obiettivo,” ha detto Gillett. “Vogliamo che noi, la troupe e il cast siamo immersi in situazioni il più reali possibile.”

È una scelta che risponde direttamente a una delle critiche più frequenti nei confronti della saga: gli effetti visivi dei primi film — specialmente quelli de La Mummia – Il ritorno — non hanno retto bene alla prova del tempo. Su tutti, il famigerato Re Scorpione interpretato da Dwayne Johnson, il cui volto generato in digitale è rimasto nell’immaginario collettivo per le ragioni sbagliate. Puntare sulla fisicità e sulle riprese in location reali, come faceva la grande avventura cinematografica degli anni Ottanta e Novanta, potrebbe essere la chiave per restituire al franchise quella credibilità visiva che aveva perso strada facendo.

La Mummia

Un franchise pronto per un nuovo inizio

Radio Silence arriva a questo progetto con un curriculum solido nel genere: il duo è già impegnato nella post-produzione di Finché morte non ci separi 2, il sequel del loro cult horror che uscirà nelle sale italiane il 9 aprile 2026. La capacità di bilanciare tensione, azione e momenti di leggerezza — una delle marche di fabbrica del duo — sembra perfettamente adatta a riportare in vita lo spirito avventuroso che aveva reso La Mummia del 1999 un successo da oltre 422 milioni di dollari in tutto il mondo.

Il film originale, diretto da Stephen Sommers, aveva saputo mixare horror, commedia e azione con una formula quasi irripetibile. I sequel avevano progressivamente perso quella magia, appesantiti da effetti speciali invecchiati male e da una scrittura meno ispirata. Il ritorno di Fraser e Weisz, insieme a un approccio registico che guarda all’avventura cinematografica classica, suggerisce che questa volta la strada imboccata sia quella giusta.

Le riprese sono previste per iniziare in primavera. Appuntamento al 19 maggio 2028.