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Lucca Comics 2026: 70 giochi in corsa per i premi Gioco dell’Anno e Gioco di Ruolo dell’Anno

La corsa ai più prestigiosi riconoscimenti del panorama ludico italiano è ufficialmente iniziata.

Si sono infatti chiuse le iscrizioni ai concorsi Gioco dell’Anno e Gioco di Ruolo dell’Anno 2026, i premi organizzati da Lucca Comics & Games che ogni anno celebrano le migliori produzioni distribuite in Italia.

A Lucca Comics vanno in gara i giochi

L’edizione 2026 fa registrare numeri importanti: 70 titoli complessivi candidati, presentati da 29 editori.

Nel dettaglio, sono 50 i giochi da tavolo in gara per il Gioco dell’Anno e 20 i giochi di ruolo in lizza per il Gioco di Ruolo dell’Anno. Insomma, gli scaffali degli appassionati potrebbero presto allargarsi ancora… e i portafogli iniziano già a tremare.

Gioco dell’Anno 2026: 50 giochi da tavolo si sfidano per il premio

Istituito nel 2013, il Gioco dell’Anno rappresenta il più importante riconoscimento italiano dedicato ai giochi da tavolo. L’obiettivo del premio è valorizzare titoli accessibili, divertenti e capaci di conquistare tanto gli appassionati quanto chi si avvicina per la prima volta al mondo dei board game.

I 50 titoli in concorso sono: Art Society, Bamboo Smash, Bestie Bastarde, Bomb Busters, Boxtop Pinball: Casa Stregata, CAMELIO, Candy Utopia, Cards vs Gravity XL, Chicken Vs HotDog, Cozy Stickerville, CROPS, Dezan, Disco Draw, Dnup, Dreadful Meadows, Duello per Cardia, Echoes of Time, Intent to Kill, KNITTING CIRCLE, Koi, Las Vegas, Last Penguin, Le chiavi magiche, Let’s Talk Neon, LETTERE DA MARTE, Light Speed Arena, Lo Hobbit: la Riconquista del Tesoro, Luthier, Maestro Makatsu, Magic Five!, Minikin City, Mozquitoz, Muu…sic!, NovaLectio Status, Orcs Up, Paleolino, Railroad Tiles, Rebirth, Scoiattoli alla riscossa, Secret Society, Sipario Horror, Sogna Draghetto Sogna, Tag Team, Take Tike, THE CLUB, The Crew: Family, The Crooked Crown, The Druids of Edora, Thunder Road Vendetta, WinxVsTrix.

A valutare tutti i candidati sarà la giuria composta da Giordana Moroni (presidente), Luca Francescangeli (vicepresidente), Alessio Lana, Riccardo Lichene, Paola Mogliotti, Andrea Curiat e Roberto Vicario.

20 GdR in gara per il Gioco di Ruolo dell’Anno 2026

Anche il Gioco di Ruolo dell’Anno, nato anch’esso nel 2013, continua a rappresentare il principale punto di riferimento italiano per il settore dei GdR.

Quest’anno sono 20 i titoli candidati, con una selezione che comprende produzioni molto attese. A sfidarsi per la vittoria finale saranno: 2220 Cyberpunk RPG, ADORABLINS, Aevum I Frammenti dell’Anima, Arcana: Champions of Tarots, Coven Solved, Daggerheart, Divinità&Dinosauri, Dreaming Kadath, Dreamwalkers: l’Origine dei Mondi, Elder Mythos, Ion Heart, Kulthos, Legend in the Mist, Monsters, My Other Life, Pathfinder Remaster Manuale del Giocatore, Picaria: Un Vecchio Nuovo Mondo, Royal Blood, The House Doesn’t Always Win, Vileborn.

La giuria sarà guidata da Daniele Prisco come presidente, affiancato dal vicepresidente Giovanni Bacaro e dai giurati Michele Bellone, Giacomo Cornacchia, Laura Grossi, Alessandro Rubbo e Alessia Zannoni.

Tra le novità di quest’anno spicca proprio l’ingresso di Alessandro Rubbo, co-conduttore del podcast Dunwich Buyers Club, che porta in giuria la sua lunga esperienza nella divulgazione dedicata ai giochi da tavolo e di ruolo.

La parola passa alle giurie

Con la chiusura delle candidature si apre ora la fase più delicata: quella delle valutazioni.

Nei prossimi mesi le due giurie selezioneranno i finalisti dei rispettivi premi, mentre i vincitori saranno annunciati durante Lucca Comics & Games 2026, appuntamento ormai imprescindibile per tutti gli appassionati di giochi da tavolo, giochi di ruolo e cultura pop.

Per editori e autori è uno dei riconoscimenti più prestigiosi del settore; per i giocatori, invece, rappresenta un’ottima bussola per scoprire alcuni dei migliori titoli arrivati sul mercato nell’ultimo anno.

Resident Evil: il trailer italiano del reboot promette un incubo survival horror fedele ai videogiochi

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Per anni i fan di Resident Evil hanno inseguito lo stesso sogno: vedere finalmente un film capace di catturare davvero l’essenza della saga videoludica di Capcom.

Il nuovo trailer del reboot diretto da Zach Cregger, regista di Barbarian e Weapons, sembra intenzionato a far diventare quella speranza più concreta che mai.

Cregger dirige un’interpretazione completamente nuova del celebre franchise, scegliendo di non adattare direttamente uno dei capitoli della saga videoludica, ma di raccontare una storia originale ambientata durante gli eventi di Resident Evil 2, prendendo ispirazione soprattutto dai primi giochi della serie.

Il risultato, almeno a giudicare dalle nuove immagini, è un concentrato di tensione, claustrofobia e puro spirito survival horror.

Nuovi protagonisti ma c’è sempre Raccoon City

Il protagonista del film è Bryan, interpretato da Austin Abrams, un corriere medico incaricato di trasportare una misteriosa valigetta all’ospedale di Raccoon City.

Quella che dovrebbe essere una normale consegna si trasforma rapidamente in un incubo quando Bryan raggiunge la città proprio mentre il contagio provocato dal virus è ormai fuori controllo.

Da quel momento in poi, il trailer lascia intendere che il film non concederà praticamente alcuna tregua, trascinando il protagonista in una disperata lotta per la sopravvivenza tra creature mostruose, ambienti ostili e un’epidemia che sta divorando ogni cosa.

Ricreare il ritmo dei videogiochi

Uno degli aspetti più interessanti del progetto riguarda proprio l’approccio scelto dal regista.

Cregger ha spiegato di essersi ispirato direttamente alla struttura dei videogiochi di Resident Evil, costruendo il film come una continua successione di ambientazioni e situazioni sempre nuove.

Ogni luogo attraversato dal protagonista rappresenterà infatti una sfida diversa, proprio come accade nei capitoli classici della serie, dove corridoi, laboratori, vicoli ed edifici abbandonati costringevano continuamente il giocatore ad adattarsi e improvvisare.

L’obiettivo dichiarato è mantenere la tensione costante per tutta la durata del film, trasformando la storia in una corsa disperata attraverso una lunga serie di ostacoli.

Il protagonista: una persona comune

Una delle scelte più interessanti riguarda proprio il personaggio principale.

Pur ambientandosi durante gli eventi di Resident Evil 2, il film non seguirà Leon S. Kennedy, ma introdurrà un protagonista completamente inedito.

Bryan non è un soldato addestrato né un combattente esperto. Al contrario, è una persona normale che si ritrova improvvisamente nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Lo stesso Cregger ha spiegato di aver volutamente immaginato un protagonista privo di qualsiasi abilità speciale nella sopravvivenza, costretto ad affrontare un’apocalisse zombie facendo affidamento soltanto sul proprio istinto.

Una scelta che richiama lo spirito dei primi Resident Evil, dove paura, gestione delle risorse e vulnerabilità erano molto più importanti della potenza di fuoco.

Effetti pratici e una durata contenuta

Oltre ad Abrams, il film può contare anche su un cast principale composto da Paul Walter Hauser, Zach Cherry, Kali Reis e Johnno Wilson.

Con un budget di circa 80 milioni di dollari, il progetto punta inoltre su un largo utilizzo di effetti pratici, elemento che dovrebbe contribuire a rendere ancora più credibili le creature e l’atmosfera horror.

Cregger ha inoltre anticipato che il film avrà una durata di circa 90 minuti, scegliendo quindi un ritmo serrato piuttosto che una narrazione diluita.

Il regista ha anche citato Evil Dead II come fonte d’ispirazione per il tono generale dell’opera, promettendo un mix di horror, creatività visiva e humor nero.

Kevin Feige rivela che i piani Marvel arrivano fino al 2042: ma i fan hanno molto da dire

Il Marvel Cinematic Universe ha sempre puntato sul lungo periodo, ma Kevin Feige ha appena rivelato una pianificazione che si spinge molto più avanti di quanto la maggior parte dei fan avesse probabilmente immaginato. Mentre il pubblico conta i giorni all’uscita di Spider-Man: Brand New Day e analizza fotogramma per fotogramma il trailer di Avengers: Doomsday, Marvel Studios sta già pensando a un orizzonte che supera di gran lunga la prossima fase.

Secondo un post dell’account Watching Hollywood su Weibo, poi ripreso da DiscussingFilm su X, Feige ha dichiarato in una riunione interna: “Eravamo in una sala riunioni di Marvel Studios a pianificare film fino al 2042. Se riusciremo ad arrivare al 2042? Chissà. Saranno quei film? Chissà.” Feige ha anche definito le prossime pellicole degli Avengers come l’inizio di una nuova era per il MCU, con gli X-Men che sembrano destinati a occupare un ruolo centrale in quel futuro.

Un piano da 16 anni in un’industria che può cambiare da un giorno all’altro

La dichiarazione è significativa non tanto per la certezza dei piani, quanto per la scala dell’ambizione. L’intera Saga dell’Infinito si era sviluppata in 11 anni. Ora Marvel parla di una roadmap che si estende per 16 anni nel futuro, in un’industria che può trasformarsi quasi da un giorno all’altro.

Parte di questa dilatazione temporale è comprensibile: dopo una fase caratterizzata da risultati altalenanti durante la Saga del Multiverso, lo studio ha rallentato il ritmo di produzione per migliorare la qualità dei singoli progetti. Quest’anno escono solo due film MCU nelle sale, e il prossimo anno il calendario sarà ancora più snello con un solo titolo cinematografico. Un ritmo produttivo più lento spinge naturalmente i progetti futuri più avanti nel calendario.

 

 

La reazione dei fan all’annuncio di Kevin Feige: tra entusiasmo e scetticismo

La notizia ha generato reazioni molto diverse online. Un fan ha scritto: “E se ci concentrassimo prima sul rendere ottimi i prossimi due anni, prima di preoccuparci del 2042?” Un altro ha aggiunto: “Marvel che pianifica fino al 2042 è pazzesco, perché metà del pubblico sta ancora cercando di ricordarsi cosa è successo nella Fase 4.” Un terzo ha centrato quello che potrebbe essere il vero nodo della questione: “Pianificare così lontano nel tempo mostra fiducia, ma la vera sfida è mantenere ogni fase fresca e significativa.”

Sono osservazioni giuste. Quando nel 2022 Feige aveva ufficialmente presentato le Fasi 5 e 6, i piani arrivavano fino al 2032. Quattro anni dopo, quella finestra si è espansa di un altro decennio. Eppure i grandi eventi del franchise continuano ad attrarre interesse: Spider-Man: Brand New Day si preannuncia come uno dei rilanci più attesi, e Avengers: Doomsday ha già generato 16,5 milioni di dollari in prevendite dei biglietti.

Il futuro del MCU: la scommessa sugli X-Men e Black Panther 3

Il vero punto di svolta per capire se il piano funzionerà sarà nei prossimi grandi titoli. Se il reboot degli X-Men e Black Panther 3 riusciranno a riconnettersi con il pubblico, il MCU potrebbe ritrovarsi all’ingresso di una nuova era entusiasmante. Ricreare la magia della Saga dell’Infinito, però, è un ordine molto più impegnativo: quegli anni beneficiavano di qualcosa che il pubblico non aveva mai sperimentato prima, e quella freschezza è difficile da replicare.

Vale la pena ricordare che Feige non stava annunciando un programma produttivo definito: Marvel ha già cambiato rotta in passato, anche nei suoi anni più floridi. Chi ricorda quando un film sugli Inumani era parte dei piani prima che lo studio cambiasse direzione? Sedici anni è un tempo lungo. La leadership può cambiare, il gusto del pubblico può cambiare, e il panorama dell’intrattenimento può trasformarsi insieme a loro. Qualunque cosa verrà dopo, dipenderà da una sola cosa più di qualsiasi roadmap: fare in modo che il prossimo film valga davvero la pena di andare a vedere.

X-Files diventa un set LEGO: Gillian Anderson è di nuovo Dana Scully per il lancio ufficiale

Mulder, Scully, l’ufficio con il celebre poster “I Want to Believe” e persino un UFO… mentre i fan continuano ad attendere novità sul reboot di X-Files sviluppato da Ryan Coogler, LEGO ha deciso di rendere l’attesa decisamente più piacevole.

L’azienda ha infatti svelato il primo set ufficiale dedicato alla storica serie TV creata da Chris Carter, e per celebrare l’annuncio ha coinvolto una persona che conosce quel mondo meglio di chiunque altro: Gillian Anderson, tornata eccezionalmente a vestire i panni dell’agente Dana Scully in uno speciale video promozionale.

Per chi è cresciuto con le indagini dell’FBI tra alieni, cospirazioni governative e fenomeni inspiegabili, è difficile immaginare un omaggio più azzeccato.

L’ufficio di Mulder prende vita mattoncino dopo mattoncino

Realizzato nell’ambito della linea LEGO Ideas, il set è composto da 1.478 pezzi e riproduce fedelmente il celebre ufficio seminterrato dell’agente Fox Mulder.

Non manca praticamente nulla: dal mitico poster “I Want to Believe” alle matite conficcate nel soffitto, passando per documenti, schedari e numerosi dettagli che i fan della serie riconosceranno al primo sguardo.

Ma LEGO non si è limitata a ricreare una sola ambientazione. Al di sopra dell’ufficio c’è infatti un secondo diorama dedicato a uno degli elementi più iconici dell’universo di X-Files: un misterioso incontro ravvicinato nel bosco con un UFO sospeso nel cielo e un classico alieno pronto a fare la sua comparsa.

Le due sezioni possono inoltre essere esposte separatamente, offrendo diverse possibilità ai collezionisti.

Un vero cast di minifigure

Anche la selezione dei personaggi è stata curata con particolare attenzione. Oltre alle immancabili minifigure di Fox Mulder e Dana Scully, il set include infatti:

  • Walter Skinner;
  • Mr. X;
  • Alex Krycek;
  • Carl Busch;
  • il Flukeman (l’uomo verme);
  • un alieno.

Si tratta di un “cast” che pesca sia tra i protagonisti principali sia tra alcuni dei personaggi più memorabili della serie, rendendo il set ancora più appetibile per gli appassionati.

Bonus extra per i collezionisti

LEGO ha pensato anche a un piccolo extra. Chi acquisterà il set tra il 1° e il 10 agosto, fino a esaurimento scorte, riceverà infatti in omaggio il set LEGO Ideas The X-Files: Il laboratorio di Scully (40896).

Un incentivo che farà sicuramente gola ai collezionisti più incalliti.

Un progetto nato dalla passione di un fan

Il set porta la firma dell’australiano Brent Waller, artista che lo aveva inizialmente realizzato come progetto personale e successivamente proposto attraverso la piattaforma LEGO Ideas durante la challenge dedicata alla nostalgia degli anni ’90.

Dopo aver ottenuto l’approvazione ufficiale di LEGO, il progetto è finalmente pronto ad arrivare nei negozi.

Il set sarà disponibile dal 1° agosto in accesso anticipato per i membri del programma LEGO e verrà distribuito al pubblico generale a partire dal 4 agosto al prezzo di 199,99€ tramite il sito ufficiale LEGO.

Gli Anelli del Potere stagione 3: la forgiatura dell’Unico Anello è stata la sfida più grande della serie

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I fan de Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere sapevano che questo momento sarebbe arrivato fin dal primo episodio. La terza stagione, in arrivo su Prime Video l’11 novembre 2026, porterà finalmente sullo schermo uno degli eventi più significativi dell’intera mitologia tolkieniana: Sauron che forgia l’Unico Anello nelle fiamme del Monte Fato.

È il momento che cambia tutto, e stando alle parole del team creativo, portarlo in vita è diventata la sfida produttiva più grande mai affrontata dalla serie.

McKay: “La sequenza più ambiziosa che abbiamo mai realizzato”

In un’intervista esclusiva rilasciata a Empire Magazine, lo showrunner Patrick McKay ha anticipato la portata della sequenza con parole che non lasciano spazio a dubbi: “Questa è la stagione in cui Sauron forgia l’Unico Anello nel vulcano.”

McKay ha poi spiegato l’entità del lavoro che si cela dietro quella scena: “È la singola sequenza più ambiziosa e tecnicamente impegnativa che abbiamo mai realizzato nello show. La performance di Charlie è assolutamente sbalorditiva. Non avremmo mai potuto prepararci per quello che ci ha dato.”

Un’affermazione notevole, considerando che la seconda stagione aveva già incluso una sequenza di battaglia su più episodi che aveva richiesto settimane di riprese per essere completata. Se questa nuova scena supera quel risultato sia in scala che in esecuzione, gli spettatori potrebbero trovarsi davanti a uno degli episodi più memorabili dell’intera serie.

Charlie Vickers in lacrime il primo giorno sul set

Niente di tutto questo funzionerebbe senza Sauron, e Charlie Vickers sembra avere ben chiaro il peso di essere chiamato a interpretare uno dei momenti più iconici della mitologia di Tolkien. Riflettendo su quella prima giornata di riprese, l’attore ha condiviso: “Il primo giorno in cui sono entrato in quel set, ho pianto. Che privilegio e onore straordinario poter raccontare quella storia.”

È facile capire l’emozione. La forgiatura dell’Unico Anello non è una semplice scena spettacolare: è il momento che mette in moto una catena di eventi che porterà alla Guerra dell’Ultima Alleanza e, migliaia di anni dopo, alla missione di Frodo per distruggere l’Anello. Il peso narrativo di quella scena è immenso.

La stagione 4 è già in sviluppo

Mentre la campagna promozionale si intensifica in vista del San Diego Comic-Con, le notizie attorno alla serie continuano ad arrivare. Abbiamo già visto il primo sguardo a Gandalf con il suo iconico cappello, e secondo alcuni report la quarta stagione sarebbe già in sviluppo, con le riprese che potrebbero iniziare in autunno 2026 con una pre-produzione già avviata. Se la terza stagione sarà all’altezza di quello che McKay e Vickers hanno anticipato, i fan si troveranno davanti a uno dei capitoli più importanti che Tolkien abbia mai scritto, finalmente portato sullo schermo.

Masters of the Universe arriva su Prime Video questa settimana dopo una corsa al botteghino deludente

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Uno degli spettacoli fantasy più vivaci dell’estate sta per fare il salto allo streaming. Masters of the Universe, il live-action diretto da Travis Knight, arriverà su Prime Video a partire da mercoledì 22 luglio, offrendo a chi aveva saltato il film al cinema una seconda occasione per scoprire questa coloratissima e adrenalinica interpretazione del franchise iconico degli anni Ottanta.

Il film aveva incassato appena 113 milioni di dollari a livello mondiale, a fronte di un budget di 170 milioni, chiudendo la propria corsa nelle sale ben al di sotto delle aspettative. Un risultato deludente, considerando che le recensioni erano state complessivamente positive e che molti fan storici della serie animata originale avevano accolto il film con entusiasmo.

Il film che meritava un pubblico più ampio

Masters of the Universe è un film che non cerca di reinventare la ruota: abbraccia lo spirito grandioso, sopra le righe e deliberatamente esagerato della proprietà originale, offrendo azione, umorismo e un cuore genuino. Knight — già regista di Bumblebee e animatore di Kubo e la spada magica — ha costruito qualcosa che si sentiva come un lunedì mattina di cartoni animati trasportato sul grande schermo, con tutti i limiti e tutto il fascino che quella scelta comporta. Il risultato era un’avventura fantasy palesemente pensata per divertire, e per i fan di lunga data dell’universo di Eternia ha funzionato esattamente così.

La speranza ora è che Prime Video possa fare per Masters of the Universe quello che lo streaming ha fatto per altri franchise che hanno faticato al cinema: trovare il pubblico che le sale non erano riuscite a portare. Un successo significativo sulla piattaforma potrebbe riaprire la conversazione su un sequel, anche se in quel caso il budget sarebbe verosimilmente molto più contenuto.

La trama e il cast

La storia segue Principe Adam (Nicholas Galitzine), separato dalla sua famiglia per quindici anni, che viene guidato dalla Spada del Potere di ritorno su Eternia, dove scopre il suo mondo devastato dal dominio tirannico di Skeletor. Per salvare la sua famiglia e il suo pianeta, Adam dovrà unire le forze con la combattente Teela (Camila Mendes) e con Duncan/Man-At-Armi (Idris Elba), abbracciando il suo vero destino come He-Man.

Il cast comprende Jared Leto nei panni di Skeletor, Morena Baccarin come La Strega, James Purefoy e Charlotte Riley nel ruolo di Re Randor e Regina Marlena, Alison Brie come Evil-Lyn, Sam C. Wilson come Mandibola, Kojo Attah come Tri-Klops e la voce di Kristen Wiig per Roboto.

Per chi avesse saltato il film durante la sua corsa nelle sale, Masters of the Universe merita assolutamente un posto nella lista da vedere su Prime Video.

RoboCop torna con una nuova serie TV: Amazon dà il via libera al progetto prodotto da Blumhouse Atomic Monster

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Dopo anni di indiscrezioni e sviluppo dietro le quinte, Amazon MGM Studios ha ufficialmente dato il via libera alla nuova serie TV di RoboCop, riportando in scena uno dei personaggi più amati del cinema sci-fi.

Il progetto sarà sviluppato per Prime Video e vedrà coinvolti nomi di peso come Peter Ocko e James Wan: il primo ricoprirà il ruolo di sceneggiatore, showrunner e produttore esecutivo, mentre il secondo parteciperà alla produzione insieme a Blumhouse Atomic Monster.

Per il celebre poliziotto di Detroit non si tratta di un semplice ritorno nostalgico: l’obiettivo dichiarato è reinterpretare i temi che hanno reso immortale il film originale del 1987, adattandoli a un mondo in cui intelligenza artificiale, automazione e grandi colossi tecnologici sono ormai argomenti di strettissima attualità.

Una nuova versione della nascita di RoboCop

Secondo la sinossi ufficiale, la storia seguirà un gigantesco conglomerato tecnologico che convince la città di Detroit a introdurre un potente robot all’interno delle forze di polizia.

Il progetto, però, nasconde un dettaglio destinato a cambiare tutto: all’interno della macchina viene impiantata la coscienza di un agente di polizia molto amato, morto durante il servizio.

Una premessa che richiama chiaramente le origini del personaggio senza confermare un adattamento diretto del film diretto da Paul Verhoeven, lasciando intendere che la serie potrebbe proporre una rilettura della mitologia di RoboCop.

Robocop

Nel progetto anche il creatore del film originale

Uno degli aspetti più interessanti della produzione è il team creativo riunito da Amazon.

Oltre a Ocko e Wan, ci saranno anche Michael Clear e Rob Hackett, anche se la notizia che farà felici i fan storici è un’altra: Ed Neumeier, co-creatore e co-sceneggiatore del film originale del 1987, parteciperà alla serie come produttore esecutivo, creando un collegamento diretto con le radici del franchise.

Wan ha spiegato di essere un grande appassionato di RoboCop e di considerare questo progetto un sogno che si realizza. Secondo il regista, il film di Verhoeven era sorprendentemente avanti rispetto ai suoi tempi e le sue riflessioni su tecnologia, identità e potere delle grandi corporation risultano oggi ancora più attuali.

Un franchise che continua a parlare del presente

Quando RoboCop arrivò nelle sale nel 1987, non conquistò il pubblico soltanto grazie alle spettacolari scene d’azione.

Interpretato da Peter Weller, il film raccontava la storia dell’agente Alex Murphy, ucciso brutalmente durante una missione e riportato in vita sotto forma di cyborg.

Dietro l’azione, però, si nascondeva una feroce satira della società americana: privatizzazione della sicurezza, avidità delle multinazionali, manipolazione dei media e rapporto sempre più complesso tra uomo e tecnologia.

Tematiche che, a quasi quarant’anni di distanza, risultano persino più attuali, soprattutto in un’epoca dominata dall’intelligenza artificiale e dall’automazione.

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Modern Warfare 4 svela le date della Open Beta, Call of Duty: NEXT e una rarissima mimetica da collezione

Call of Duty: Modern Warfare 4 continua ad alzare l’hype in vista del lancio.

Dopo il Fanatics Fest di New York, Activision ha condiviso una nuova ondata di dettagli che riguardano la Open Beta, l’attesissimo evento Call of Duty: NEXT, i preordini su Nintendo Switch 2 e una speciale ricompensa pensata per i fan più veloci: una mimetica d’arma serializzata disponibile solo per i primi 100.000 giocatori che completeranno una specifica sfida.

Tra modalità multiplayer inedite, veicoli esclusivi e bonus per chi prenota il gioco, ecco tutto quello che c’è da sapere.

Kill Block protagonista al Fanatics Fest di New York

Durante il Fanatics Fest, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di provare in anteprima Kill Block, la nuova esperienza multiplayer di Modern Warfare 4.

L’evento ha inoltre permesso di vedere per la prima volta in azione la spettacolare Aston Martin Dreadnought, uno dei nuovi veicoli che entreranno a far parte dell’esperienza di gioco.

Per celebrare l’evento è stato pubblicato anche un nuovo trailer dedicato a Kill Block, che raccoglie alcuni dei momenti più spettacolari vissuti durante la manifestazione newyorkese.

Call of Duty: NEXT torna ad agosto

Il prossimo appuntamento da segnare sul calendario è Call of Duty: NEXT, in programma il 21 agosto.

L’evento globale offrirà una panoramica completa di Modern Warfare 4, con sessioni di gameplay dal vivo, approfondimenti dedicati al comparto multiplayer e numerose novità che anticiperanno l’inizio della Beta.

Come da tradizione, sarà uno degli appuntamenti più importanti dell’anno per la community di Call of Duty.

Le date della Beta di Modern Warfare 4

Activision ha confermato anche il calendario completo della Beta.

Accesso Anticipato: dal 21 al 25 agosto, la Beta sarà disponibile esclusivamente per chi avrà prenotato Modern Warfare 4 su Xbox Series X|S, PlayStation 5 e PC.

Open Beta: dal 28 agosto al 1° settembre, tutti i giocatori potranno partecipare gratuitamente alla Open Beta, senza necessità di effettuare il preordine. La prova sarà disponibile su tutte le piattaforme, inclusa la nuova Nintendo Switch 2.

Preordini su Nintendo Switch 2:  dal 26 agosto, per la prima volta, Modern Warfare 4 arriverà anche sulla nuova console Nintendo.

Una mimetica serializzata per i primi 100.000 giocatori

Tra le iniziative più curiose annunciate da Activision spicca la nuova “Mimetica d’Arma Serializzata”, sfida pensata per i collezionisti.

Prenotando Modern Warfare 4 prima dell’inizio della Stagione 5 di Black Ops 7, previsto per il 23 luglio, i giocatori sbloccheranno immediatamente la mimetica universale Moonlit Pearl.

Inoltre, avranno accesso a una sfida speciale che permetterà di ottenere la mimetica universale Gilded Ruin. I primi 100.000 giocatori che completeranno l’obiettivo riceveranno una versione esclusiva della skin con un numero di serie univoco, rendendola uno degli oggetti cosmetici più rari mai introdotti nella serie.

Sia Moonlit Pearl sia Gilded Ruin saranno utilizzabili fin dal lancio di Modern Warfare 4.

Spider-Man: Brand New Day, il trailer finale mostra finalmente lo scontro tra l’Uomo Ragno e Hulk

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L’attesa è quasi finita e Sony Pictures ha pubblicato il trailer finale di Spider-Man: Brand New Day, offrendo ai fan una nuova valanga di sequenze inedite e, soprattutto, un assaggio di quello che promette di essere uno dei momenti più spettacolari del film: lo scontro tra l’Arrampicamuri e Hulk, interpretato ancora una volta da Mark Ruffalo.

Il nuovo capitolo dedicato all’Uomo Ragno arriverà nelle sale a fine luglio e segnerà il ritorno di Tom Holland nei panni di Peter Parker, a cinque anni dall’uscita di Spider-Man: No Way Home.

Peter Parker riparte da zero, anzi… da molto meno

Dopo gli eventi di No Way Home, il mondo ha dimenticato completamente l’esistenza di Peter Parker.

Secondo la sinossi ufficiale, il giovane eroe vive ora da solo e dedica ogni istante della sua vita a proteggere New York nei panni di Spider-Man, in una città che non conosce più la sua vera identità.

Ma quella che sembra essere una nuova partenza si trasforma presto in qualcosa di molto più pericoloso. Mentre il crimine assume contorni sempre più inquietanti, Peter dovrà fare i conti con una misteriosa evoluzione fisica che rischia addirittura di mettere in pericolo la sua stessa esistenza.

Un punto di partenza decisamente intrigante che sembra voler riportare Spider-Man a una dimensione più urbana, senza però rinunciare allo spettacolo che contraddistingue il MCU.

Hulk entra in scena

Il trailer finale punta gran parte della propria forza sulle nuove scene d’azione.

Tra inseguimenti mozzafiato, acrobazie tra i grattacieli di Manhattan e combattimenti sempre più spettacolari, il momento che ha già conquistato il pubblico è l’arrivo di Bruce Banner/Hulk, interpretato da Mark Ruffalo.

Le immagini mostrano infatti il Gigante di Giada affrontare direttamente Spider-Man in un duello che promette di essere uno dei momenti clou del film.

Marvel e Sony, almeno per ora, non hanno chiarito le ragioni dello scontro, lasciando ai fan il piacere di formulare le prime teorie.

Cast e data di uscita di Spider-Man: Brand New Day

Oltre a Tom Holland e Mark Ruffalo, nel film ritroveremo Zendaya, Jacob Batalon, Jon Bernthal e Michael Mando.

A loro si aggiungono anche alcune new entry come Sadie Sink, Tramell Tillman, Liza Colón-Zayas e Marvin Jones II, i cui ruoli sono destinati ad ampliare ulteriormente l’universo narrativo del film.

Alla regia troviamo Destin Daniel Cretton, mentre la sceneggiatura porta ancora una volta la firma del duo composto da Chris McKenna ed Erik Sommers, già autori della precedente trilogia con Tom Holland.

L’uscita di Spider-Man: Brand New Day è prevista per giovedì 29 luglio, quando il film debutterà nelle sale cinematografiche italiane con due giorni di anticipo rispetto agli USA.

Il film di Call of Duty sarà ambientato nell’universo di Modern Warfare: l’annuncio ufficiale di Peter Berg

I fan del franchise si chiedevano da mesi quale angolo dell’universo di Call of Duty avrebbe fatto il salto al cinema. Ora hanno la risposta. Il film scritto da Taylor Sheridan e diretto da Peter Berg si svolgerà ufficialmente nell’universo di Modern Warfare: lo ha confermato lo stesso Berg durante il Call of Duty in Culture Panel al Fanatics Fest di New York, dove il regista era presente per promuovere Modern Warfare 4, in arrivo nelle sale videoludiche a ottobre 2026.

Il film arriverà nelle sale il 30 giugno 2028, una data tutt’altro che casuale: coincide esattamente con il 25° anniversario del brand, fondato nel 2003. Una scelta simbolica che suggerisce l’intenzione di presentare questo adattamento come un evento celebrativo per l’intero franchise.

Modern Warfare: perché è l’ambientazione giusta per il grande schermo

La scelta dell’universo Modern Warfare ha una logica solida. Quando nel 2007 uscì Call of Duty 4: Modern Warfare, la saga abbandonò le ambientazioni belliche della Seconda Guerra Mondiale per spostarsi nel conflitto militare contemporaneo, introducendo personaggi che sarebbero diventati icone del gaming: il capitano John Price, il tenente Soap MacTavish e la Task Force 141, l’unità d’élite impegnata a contrastare il terrorista Vladimir Makarov attraverso scenari sparsi tra Medio Oriente, Russia ed Europa.

È un universe narrativo che ha già la struttura e i personaggi necessari per un film militare grounded, esattamente il tipo di produzione che si addice alla penna di Sheridan, noto per le sue storie di frontiera tese e radicate nella realtà. Berg, dal canto suo, ha già dimostrato con Lone Survivor e Deepwater Horizon di saper gestire il cinema d’azione militare con il registro giusto tra realismo e tensione drammatica.

Call of Duty Modern Warfare 4 accesso anticipato

Il team creativo e l’accordo pluriennale con Activision

La sceneggiatura è co-firmata da Berg, Sheridan e David Glasser di 101 Studios, che è anche produttore del film insieme ai due registi. Al momento non è stato annunciato nessun attore per il cast, e i dettagli sulla trama restano avvolti nel segreto.

Il film è prodotto da Paramount Pictures in collaborazione con Activision, all’interno di un accordo pluriennale siglato in seguito all’acquisizione di Paramount da parte di Skydance. Quell’intesa va ben oltre un singolo film: prevede la possibilità di costruire un franchise cinematografico e televisivo che possa sfruttare l’enorme catalogo narrativo della saga, dalle campagne storiche della Seconda Guerra Mondiale fino alle distopie futuristiche dei capitoli più recenti. Tutto dipenderà dal successo del primo capitolo: se Captain Price e la Task Force 141 conquisteranno le sale, le porte di un universo cinematografico condiviso saranno spalancate. Una data italiana specifica non è ancora stata annunciata, ma la finestra del 30 giugno 2028 è quella di riferimento al momento.

Bethesda annuncia le remaster di Fallout 3 e New Vegas, un nuovo Fallout con Obsidian e l’entrata in pre-produzione di Fallout 5

Bethesda Game Studios ha pubblicato il 17 luglio 2026 una nota ufficiale firmata da Todd Howard che delinea il futuro dell’intero portfolio dello studio, e la sezione dedicata a Fallout è densa di annunci. In un unico comunicato, la società ha confermato tre notizie che ciascuna avrebbe meritato un annuncio separato: le remaster di Fallout 3 e Fallout: New Vegas sono ufficialmente in sviluppo, Obsidian Entertainment è tornata a collaborare con Bethesda su un nuovo progetto Fallout, e Fallout 5 ha ufficialmente avviato la fase di pre-produzione.

“Fallout è una delle nostre priorità principali oggi”, ha scritto Bethesda nella nota. “Fallout 5 rimane la nostra destinazione a lungo termine, e abbiamo diversi progetti Fallout in sviluppo attivo proprio adesso.”

Le remaster di Fallout 3 e New Vegas: la conferma attesa da anni

Per quanto riguarda le remaster, Bethesda ha scelto le parole con cura: “Sappiamo che molti giocatori vogliono rivisitare le esperienze Fallout precedenti. Anche se oggi non annunciamo date, stiamo lavorando alle remaster sia di Fallout 3 che di Fallout: New Vegas.” Nessuna data di uscita, nessuna indicazione sulle piattaforme, nessun dettaglio tecnico. Ma la conferma in sé è significativa, in particolare per New Vegas: un ex sviluppatore aveva pubblicamente sostenuto che una remaster del titolo del 2010 fosse improbabile, poiché Bethesda non avrebbe avuto accesso al codice sorgente originale sviluppato da Obsidian. L’annuncio sembra smentire quella preoccupazione.

Uscito nel 2008, Fallout 3 è ambientato nella Zona Contaminata della Capitale, nelle rovine di Washington DC, 200 anni dopo una guerra nucleale devastante, e segue le vicende di un abitante della Vault-Tec in cerca del padre scomparso. Fallout: New Vegas (2010) è invece centrato su un corriere sopravvissuto a un tentativo di omicidio, che si trova coinvolto in un conflitto tra fazioni opposte per il controllo della regione attorno alla città di Las Vegas.

VIDEO INTERATTIVO PER FALLOUT

Obsidian torna nel Wasteland e Fallout 5 è in pre-produzione

La seconda notizia riguarda il ritorno di Obsidian Entertainment, lo studio già responsabile di Fallout: New Vegas e ora di proprietà di Microsoft come Bethesda. Il comunicato recita: “Le terre desolate continuano ad espandersi mentre collaboriamo di nuovo con i nostri amici di lunga data di Obsidian Entertainment. Siamo lieti di confermare che stanno lavorando con noi su un nuovo progetto Fallout. Avremo altro da condividere in futuro.” La formulazione suggerisce un titolo non appartenente alla serie numerata principale, analogamente a quanto accaduto con New Vegas rispetto al quarto capitolo.

Quanto a Fallout 5, il gioco è ora ufficialmente in pre-produzione e sarà sviluppato sul Creation Engine 3, la piattaforma tecnologica condivisa che Bethesda sta costruendo per sostenere più progetti contemporaneamente, la stessa su cui è in sviluppo anche The Elder Scrolls VI, attualmente la “priorità primaria di sviluppo” dello studio. La natura della pre-produzione implica che un’uscita del gioco sia ancora lontana anni.

L’intero ecosistema Fallout si espande

L’annuncio non si fermava ai tre titoli principali. Bethesda ha anche confermato Raven Rock, una grande espansione per Fallout 76 prevista per il 2027 che fungerà da prequel di Fallout 3 e sarà ambientata nella Zona Contaminata della Capitale. Il 2027 sarà anche il trentesimo anniversario del franchise, celebrato con un evento live a Washington DC il 23 ottobre — la data del Grande Conflitto nella lore della serie.

Sul fronte televisivo è in sviluppo un reality non-fiction ispirato a Fallout Shelter, prodotto da Amazon Studios e Kilter Films, il team già responsabile di Westworld e Fallout. Infine, Fallout 4 ha superato i 35 milioni di copie vendute, mentre The Elder Scrolls V: Skyrim ha raggiunto i 65 milioni.

La Caccia a Gollum: il primo teaser del film nasconde un messaggio che farà impazzire i fan de Il Signore degli Anelli

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Con un breve teaser pubblicato per celebrare l’inizio delle riprese di Il Signore degli Anelli: La Caccia a Gollum, Warner Bros. ha offerto ai fan un primo assaggio del ritorno nell’universo cinematografico creato da J.R.R. Tolkien e, come ogni buon viaggio nella Terra di Mezzo che si rispetti, non poteva mancare un mistero da decifrare.

A catturare l’attenzione degli appassionati, infatti, non è stata soltanto la presenza di Andy Serkis, nuovamente nei panni di Gollum e questa volta anche dietro la macchina da presa, ma soprattutto un messaggio nascosto che compare negli ultimi secondi del filmato.

Un dettaglio che molti spettatori potrebbero aver ignorato,  ma che i fan più esperti hanno individuato quasi immediatamente.

Andy Serkis inaugura le riprese del nuovo film ambientato nella Terra di Mezzo

Il teaser si apre con Serkis che entra sul set indossando la celebre tuta per il motion capture utilizzata per dare vita a Gollum.

Dopo pochi istanti, l’attore torna a interpretare il tormentato abitante della Terra di Mezzo e sussurra un inquietante “Action!” con la caratteristica voce del personaggio, dando ufficialmente il via alle riprese.

Successivamente il video mostra alcuni suggestivi panorami della Nuova Zelanda, location ormai inseparabile dall’immaginario cinematografico de Il Signore degli Anelli grazie al lavoro svolto da Peter Jackson nella trilogia originale.

Un richiamo nostalgico che basta da solo a risvegliare ricordi ed emozioni in chi è cresciuto con Frodo, Aragorn e la Compagnia dell’Anello.

Il messaggio segreto nascosto nel teaser

È però negli ultimi istanti del video che arriva la sorpresa più interessante.

Sul finale compare infatti una scritta realizzata utilizzando le Cirth, l’alfabeto runico ideato da Tolkien per i popoli della Terra di Mezzo.

Per la maggior parte degli spettatori si tratta probabilmente di semplici simboli incomprensibili, ma alcuni appassionati hanno immediatamente provato a tradurre il messaggio.

Secondo le interpretazioni condivise online, la frase recita: “Something precious awaits”, ovvero “Qualcosa di prezioso ti aspetta”.

SI tratta di un riferimento tutt’altro che casuale: la parola “precious” – almeno nella versione originale – è infatti indissolubilmente legata a Gollum e alla sua ossessione per l’Unico Anello, rendendo il messaggio una perfetta strizzata d’occhio ai fan della saga.

Un capitolo poco esplorato della storia

Il film racconterà eventi ambientati prima de La Compagnia dell’Anello, concentrandosi sulla caccia a Gollum e su una fase della storia della Terra di Mezzo che nei film originali è stata soltanto accennata.

Si tratta di uno dei periodi più interessanti dell’opera di Tolkien, durante il quale Aragorn si mette sulle tracce della creatura nel tentativo di impedire che i segreti dell’Anello finiscano nelle mani sbagliate.

Proprio questo spazio narrativo relativamente inesplorato offre agli autori l’opportunità di approfondire eventi che molti lettori conoscono soltanto attraverso i riferimenti presenti nei romanzi.

Il ritorno nella Terra di Mezzo è ancora lontano

Sebbene l’inizio delle riprese rappresenti un passo importante, servirà ancora parecchio tempo prima di poter tornare ufficialmente nella Terra di Mezzo.

Al momento Il Signore degli Anelli: La Caccia a Gollum è previsto nelle sale cinematografiche il 17 dicembre 2027.

Nel frattempo, questo primo teaser ha già raggiunto il suo obiettivo: ricordare ai fan quanto sia facile perdersi tra i misteri, le lingue e i dettagli nascosti creati da Tolkien. Perché nella Terra di Mezzo, spesso, anche una semplice frase sullo schermo può trasformarsi in un piccolo tessssoro da scoprire.

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