Principessa Mononoke, il capolavoro anime firmato da Hayao Miyazaki tornerà nelle sale italiane in una spettacolare versione restaurata in 4K, accompagnata da un nuovo adattamento e doppiaggio italiano.
L’appuntamento con il film, distribuito da Lucky Red in collaborazione con Studio Ghibli Italia, è dal 4 al 10 giugno con prevendite già aperte.
L’essenza stessa dello Studio Ghibli
Quando uscì nel 1997, Principessa Mononoke non fu “solo” un enorme successo: diventò il più grande incasso nella storia del cinema giapponese dell’epoca e contribuì a trasformare Studio Ghibli in un fenomeno globale.
A quasi trent’anni di distanza, il film conserva ancora tutta la sua forza e ciò che lo rende un unicum: il conflitto tra uomo e natura, l’ambiguità morale dei personaggi e l’impatto visivo incredibile delle animazioni
Vedere questo anime sul grande schermo è un’esperienza completamente diversa rispetto a qualsiasi TV.
Ma la vera novità riguarda senza dubbio il nuovo adattamento italiano. Per capire perché, bisogna fare un piccolo viaggio nel passato.
Il primo doppiaggio del 2000, venne realizzato da C.T.A. e basato principalmente sulla versione inglese. Negli anni è stato fortemente criticato per via delle modifiche ai dialoghi, le alterazioni rispetto all’originale giapponese e altri aspetti dell’adattamento considerati poco fedeli.
Nel 2014 Lucky Red riportò il film al cinema con un nuovo adattamento diretto da Gualtiero Cannarsi. Questa versione puntava a una fedeltà estrema all’originale giapponese, ma finì al centro di infinite polemiche e discussioni per un linguaggio considerato troppo aulico e artificioso.
Insomma, qualunque fan anime italiano ha un’opinione fortissima su Principessa Mononoke e il suo doppiaggio.
Trama di Principessa Mononoke
Così LuckyRed descrive la trama dell’anime: “Ashitaka, un giovane guerriero della dinastia Emishi, è costretto a uccidere un cinghiale selvatico posseduto da una divinità malvagia. Ferito al braccio dall’animale, il giovane colpito da una maledizione mortale, deve lasciare il suo villaggio per cercare il modo di neutralizzarla. Durante il suo viaggio si imbatte nella giovane San, una ragazza allevata da lupi e soprannominata Principessa Mononoke, ‘la principessa degli spettri’, e conosce anche i suoi nemici umani, i Tatara, una comunità di fabbri costruttori di armi da fuoco, guidati da Lady Eboshi, volitiva leader che ha come obiettivo la distruzione delle foreste abitate dai lupi e dagli altri animali cari a San”.
Il restauro 4K: sarà la versione definitiva?
La nuova edizione dovrebbe utilizzare il restauro 4K già mostrato in Giappone negli scorsi mesi, supervisionato direttamente da Atsushi Okui, storico responsabile dell’imaging digitale di Studio Ghibli.
Il restauro, durato circa dieci anni, è stato realizzato per preservare il film esattamente come era stato concepito originariamente dal team creativo: colori, texture e animazioni come non li abbiamo mai visti prima.
Un’occasione da non perdere
Che siate cresciuti con Studio Ghibli o che non abbiate mai visto Mononoke al cinema, questa è una di quelle occasioni che capitano raramente.
Perché certi film non si guardano soltanto, ma si vivono, e tornare nella foresta degli spiriti in 4K sarà comunque magia pura.
Quindi bando alle ciance, cercate subito la sala più vicina a voi a questo indirizzo per acquistare i biglietti.
Mancano meno di due settimane all’arrivo nelle sale italiane di The Mandalorian & Grogu, e per molti fan è il momento perfetto per rimettersi in pari con l’intero universo di Star Wars. Ma in che punto della cronologia si colloca esattamente il nuovo film? E soprattutto, qual è il modo migliore per affrontare l’enorme quantità di film, serie live-action e produzioni animate che compongono ormai la saga?
C’è chi preferisce guardare Star Wars in ordine di uscita: una scelta che ha i suoi vantaggi, perché permette di vivere la saga così come ha preso forma e di cogliere l’evoluzione dei temi narrativi. Ma seguire la cronologia interna è altrettanto gratificante, perché aiuta a unire più facilmente i fili narrativi sparsi tra film e serie.
In questa guida trovate tutti i film e le serie canoniche di Star Wars, incluso The Mandalorian & Grogu, in ordine cronologico. L’unica eccezione sono le serie antologiche Tales, ambientate principalmente durante le Guerre dei Cloni o l’era oscura dell’Impero: meglio recuperarle dopo La vendetta dei Sith.
Una nota tecnica: gli eventi di Star Wars sono datati in base alla loro relazione con Una nuova speranza, il primo film della saga. Si usano le sigle BBY (Before Battle of Yavin, prima della Battaglia di Yavin) e ABY (After Battle of Yavin, dopo).
L’Alta Repubblica e l’inizio della saga degli Skywalker
Star Wars: Le avventure dei giovani Jedi (232 BBY) Pensata per i più piccoli, ma di qualità sorprendente. Questa serie animata in due stagioni esplora l’epoca dell’Alta Repubblica, l’età d’oro dei Jedi e della Repubblica, quando la luce del lato chiaro brillava in tutta la galassia. Le storie si intrecciano con cura con l’iniziativa editoriale Star Wars: The High Republic.
The Acolyte (132 BBY) La serie creata da Leslye Headland è ambientata cento anni prima della saga degli Skywalker, alla fine dell’era dell’Alta Repubblica. Mostra un Ordine Jedi che lotta già contro il proprio lato oscuro, mentre la minaccia dei Sith ricomincia a crescere. Cancellata dopo la prima stagione, ha lasciato molti fili narrativi in sospeso.
Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma (32 BBY) Qui comincia ufficialmente la saga degli Skywalker. Il Jedi Qui-Gon Jinn incontra il piccolo Anakin Skywalker, mentre il corrotto politico Sheev Palpatine inizia la sua scalata al potere. Darth Maul emerge dall’ombra e la Federazione dei Mercanti attacca Naboo: la galassia si avvia verso il caos.
Star Wars: Episodio II – L’attacco dei cloni (22 BBY) I Sith orchestrano l’inizio delle Guerre dei Cloni, il conflitto galattico che porterà al crollo della Repubblica. Anakin, ormai Padawan, intreccia una relazione proibita con la senatrice Padmé Amidala mentre cerca di gestire i suoi attaccamenti.
Star Wars: The Clone Wars (22 BBY – 19 BBY) La saga degli Skywalker tocca solo l’inizio e la fine delle Guerre dei Cloni. Per esplorare il conflitto nella sua interezza, c’è questa straordinaria serie animata in sette stagioni. Inizialmente cancellata da Disney, ha ritrovato il suo finale solo nel 2020 su Disney+. Gli ultimi quattro episodi si svolgono in parallelo a La vendetta dei Sith.
Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith (19 BBY) Il punto di svolta dell’intera saga: le Guerre dei Cloni si concludono con la vittoria dei Sith e l’ascesa dell’Impero. Considerato il vertice della trilogia prequel, è un’epopea sulla caduta di un Jedi. La novelizzazione di Matt Stover è una delle migliori mai scritte su Star Wars.
L’era oscura dell’Impero
Star Wars: The Bad Batch (19 BBY – 17 BBY circa) Spin-off di The Clone Wars, segue la Squadra Clone 99, un gruppo di cloni mutanti che diserta durante l’era oscura. Tre stagioni magistrali che raccolgono molti fili lasciati in sospeso da The Clone Wars e anticipano alcuni elementi della trilogia sequel.
Maul: Shadow Lord (18 BBY circa) La più recente serie animata della saga. Difficile collocarla con precisione, ma i design degli stormtrooper suggeriscono che si svolga intorno al 18 BBY. Maul cerca un apprendista per vendicarsi di Palpatine e finisce per scontrarsi con il nuovo apprendista dell’Imperatore.
Solo: A Star Wars Story (10 BBY circa) Ambientato circa un decennio prima di Una nuova speranza, è il film che racconta le origini di Han Solo. Alden Ehrenreich indossa i panni del giovane contrabbandiere e il film tocca anche le attività criminali di Maul.
Obi-Wan Kenobi (9 BBY)La vendetta dei Sith si era chiusa con Obi-Wan in esilio su Tatooine. La serie Disney+ lo ritrova dieci anni dopo, costretto a rimettersi in gioco. Un evento importante per i fan grazie al ritorno di Ewan McGregor e Hayden Christensen.
La nascita della Ribellione
Andor – Stagione 1 (5 BBY) Creata da Tony Gilroy, Andor è un capolavoro acclamato che racconta la resistenza all’Impero dal basso. La prima stagione narra le origini di Cassian Andor, agente ribelle destinato a cambiare la storia della galassia.
Andor – Stagione 2 (4 BBY – 1 BBY) La seconda stagione è suddivisa in più blocchi temporali, ciascuno ambientato a un anno di distanza dall’altro. Racconta come l’Alleanza Ribelle sia diventata una forza con cui fare i conti, e si sovrappone agli eventi di Star Wars Rebels.
Star Wars Rebels (3 BBY – 1 BBY) Sequel spirituale di The Clone Wars, racconta la storia di una singola cellula ribelle su Lothal. La serie pone le basi per molti elementi della mitologia di Star Wars e riporta in scena Ahsoka Tano per uno scontro epocale con Darth Vader.
Rogue One: A Star Wars Story (1 BBY) Ambientato immediatamente prima di Una nuova speranza, è uno dei migliori film Star Wars dell’era Disney. Jyn Erso guida una squadra incaricata di recuperare i piani della Morte Nera. Il finale ospita una delle scene più iconiche di Darth Vader.
La trilogia originale di Star Wars
Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza (0 BBY) Il film che ha dato il via a tutto. Luke Skywalker, Leia Organa e Han Solo si uniscono per affrontare l’Impero. Una classica storia di eroismo che, vista nel contesto della cronologia, assume un significato ancora più profondo.
Star Wars: Episodio V – L’Impero colpisce ancora (3 ABY) La Guerra Civile Galattica prosegue e arriva uno dei colpi di scena più memorabili della storia del cinema. Se Una nuova speranza ha messo Star Wars sulla mappa, L’Impero colpisce ancora lo ha trasformato in una delle saghe più durature di sempre.
Star Wars: Episodio VI – Il ritorno dello Jedi (4 ABY) La trilogia originale si chiude con la redenzione del Prescelto. Palpatine torna in scena tentando di sedurre Luke Skywalker al lato oscuro. È il momento in cui il destino della galassia viene deciso.
Il Mandoverse
The Mandalorian – Stagioni 1 e 2 (9 ABY circa) La serie che ha aperto Disney+ nel 2019 introduce Din Djarin e Grogu. Le prime due stagioni costruiscono una storia epica che culmina nello scontro con il Residuo Imperiale. La cronologia di questo segmento è poco precisa: Lucasfilm non ha mai chiarito esattamente quanto tempo passi tra una stagione e l’altra.
The Book of Boba Fett (9 ABY circa) Temuera Morrison riprende il ruolo di Boba Fett in una serie ambientata principalmente su Tatooine, esplorando le organizzazioni criminali del pianeta. Importante anche per il proseguimento del Mandoverse: senza questa serie, la terza stagione di The Mandalorian perde alcuni dei suoi snodi narrativi.
The Mandalorian – Stagione 3 (9 ABY circa) Din Djarin cerca la redenzione nelle Acque di Mandalore e guida il suo popolo verso il pianeta ancestrale. La terza stagione approfondisce la minaccia del Residuo Imperiale, spiegando finalmente perché volessero Grogu, e prepara il terreno per il film.
Ahsoka – Stagione 1 (9 ABY circa) Rosario Dawson interpreta la versione live-action di Ahsoka Tano. La trama si concentra sul tentativo del Residuo Imperiale di riportare nella galassia il Grande Ammiraglio Thrawn, lo stratega che persino Palpatine rispettava. La seconda stagione è attesa su Disney+ entro il 2026.
Skeleton Crew (9 ABY circa) Una serie Star Wars a sé stante e particolarmente piacevole, con protagonista un gruppo di ragazzini che lascia il proprio pianeta isolato e finisce nel caos della galassia. La sua collocazione cronologica è ancora provvisoria.
The Mandalorian & Grogu (9 ABY circa) Il prossimo film Star Wars porta il Mandoverse sul grande schermo. Lucasfilm ha tenuto a sottolineare che non servono “compiti a casa” per apprezzarlo, ma costruisce comunque su tutto quello che abbiamo visto dal 2019 in poi. Dopo sette anni, Star Wars torna al cinema. Il film arriverà nelle sale italiane il 20 maggio 2026.
La trilogia sequel di Star Wars
Star Wars Resistance – Stagione 1 (34 ABY) Esiste un grande vuoto temporale tra la trilogia originale e quella sequel, riempito solo in parte dal Mandoverse. Resistance è una serie animata che esplora l’ascesa del Primo Ordine, la nuova incarnazione dell’Impero. Gli ultimi episodi si collegano direttamente a Il risveglio della Forza.
Star Wars: Episodio VII – Il risveglio della Forza (34 ABY) Daisy Ridley debutta nei panni di Rey. Un nuovo mondo, un nuovo superarma, un nuovo equilibrio del lato oscuro. Carico di nostalgia per la trilogia originale, è la base su cui si costruisce tutta la trilogia sequel.
Star Wars: Episodio VIII – Gli ultimi Jedi (34 ABY) Diretto seguito de Il risveglio della Forza, racconta l’addestramento di Rey sotto Luke Skywalker mentre il Primo Ordine si avvicina alla resa dei conti con la Resistenza. Un film profondamente divisivo, considerato da alcuni il migliore della saga e da altri il più contestabile.
Star Wars Resistance – Stagione 2 (34 ABY) La seconda stagione parte dopo gli eventi de Gli ultimi Jedi e prosegue il racconto della singola cellula di resistenza. Compaiono anche elementi inattesi legati ai Sith.
Star Wars: Episodio IX – L’ascesa di Skywalker (35 ABY) Il finale della saga degli Skywalker. Rey e Kylo Ren affrontano Palpatine resuscitato, vero architetto del Primo Ordine. Star Wars finora non si è mai spinto oltre questo punto cronologico, ma tutto cambierà l’anno prossimo con Starfighter, primo film ambientato dopo la trilogia sequel.
A cinque anni dalla fine della quinta stagione, Netflix ha confermato ufficialmente che l’universo de La Casa di Carta — Money Heist in inglese, La Casa de Papel nell’originale spagnolo — continuerà a espandersi. L’annuncio è stato dato direttamente da Álvaro Morte, l’interprete del Professore nella serie originale, durante la première mondiale a Siviglia della seconda stagione di Berlino. Insieme alla notizia è stato pubblicato anche un teaser di 50 secondi intitolato “Il mondo de La Casa di Carta continua”.
La descrizione del trailer riassume bene lo spirito del progetto: “Alcune storie iniziano con il colpo perfetto. E questa ha cambiato tutto. Dal primo colpo per il denaro alla rapina più artistica del secolo, incluso l’assalto che ha messo in gioco tonnellate di oro dalla Banca di Spagna, l’universo de La Casa di Carta non ha mai smesso di crescere, evolvere e sorprenderci. Ma se c’è una cosa che è chiara, è che la rivoluzione NON FINISCE MAI.”
Stagione 6 o nuovi spin-off?
Quello che il teaser non specifica è la direzione concreta di questa espansione. Si tratterà di una sesta stagione vera e propria della serie principale? Di nuovi spin-off su singoli personaggi, sulla scia di quanto fatto con Berlino? O di una combinazione di entrambe le cose? Per ora Netflix mantiene il riserbo, ma il fatto che l’annuncio sia stato dato con un teaser ufficiale lascia intuire che il progetto sia in fase avanzata di sviluppo.
Va detto che l’universo de La Casa di Carta si è già dimostrato più resistente del previsto. Oltre alla serie principale conclusasi nel 2021, il franchise ha già prodotto lo spin-off Berlino, dedicato al personaggio interpretato da Pedro Alonso, e un remake coreano intitolato La Casa di Carta: Corea, ambientato in una Penisola Coreana riunificata economicamente. Tutti progetti che hanno funzionato bene a livello di pubblico, segnando una formula che Netflix non ha intenzione di abbandonare.
La serie originale e il suo cast iconico
Per chi non avesse familiarità con la serie: La Casa di Carta, creata da Álex Pina, è la storia di un misterioso uomo conosciuto come il Professore che recluta otto criminali per portare a termine quello che dovrebbe essere il colpo più grande della storia: stampare miliardi di euro all’interno della Zecca di Stato spagnola. Una rapina costruita non per rubare denaro, ma per crearlo.
Il cast originale è diventato di culto: Álvaro Morte nei panni del Professore, Úrsula Corberó come Tokyo, Pedro Alonso come Berlino, Alba Flores come Nairobi, Jaime Lorente come Denver, Paco Tous nel ruolo di Mosca, Miguel Herrán come Rio, Darko Perić come Helsinki e Roberto García Ruiz come Oslo. Volti che sono entrati nell’immaginario collettivo di milioni di spettatori in tutto il mondo.
Nel frattempo, gli appassionati possono già segnare in calendario la prossima uscita: la seconda stagione di Berlino sarà disponibile su Netflix dal 15 maggio 2026, in contemporanea mondiale anche per il pubblico italiano. Per le novità sull’espansione dell’universo principale, ulteriori dettagli sono attesi nei prossimi mesi.
Nonostante sia trascorsi un bel po’ di anni, abbiamo ancora negli occhi il finale devastante di Rogue One: A Star Wars Story, epilogo che ha lasciato milioni di fan emotivamente distrutti ma anche assolutamente innamorati di uno dei capitoli più maturi e intensi dell’intera saga di Star Wars.
Per celebrare l’anniversario del film, Marvel Comics ha deciso di lanciare una serie di one-shot dedicati ai personaggi principali della pellicola. Se il primo albo incentrato su Cassian Andor ha da poco debuttato negli USA, il secondo avrà come protagonista uno dei personaggi più amati della saga.
Parliamo di Star Wars: Rogue One – Jyn Erso #1, fumetto che promette di esplorare uno dei periodi più duri della vita di Jyn Erso.
Conoscendo il personaggio questo significa parecchi traumi emotivi conditi da fughe disperate da un Impero Galattico pronto a rendere tutto ancora peggiore.
Fuga da Wobani prima degli eventi di Rogue One
Scritto da Ethan Sacks e disegnato da Ramon Rosanas, il fumetto ci porterà sul pianeta-prigione Wobani, il terribile campo di lavoro imperiale dove Jyn vive sotto l’identità falsa di Liana Hallik, proprio il posto da cui la vediamo liberata all’inizio di Rogue One.
La storia seguirà un disperato tentativo di evasione tra droidi di sicurezza, ambienti tossici e prigionieri pronti a tutto pur di sopravvivere. Una vicenda apparentemente semplice, ma che in realtà punta soprattutto ad approfondire la psicologia di Jyn.
Perché se c’è una cosa che ha sempre reso speciale Jyn, è il fatto che non sia mai stata “l’eroina classica” di Star Wars.
Jyn Erso: un’eroina diversa da tutte le altre
Niente Forza. Niente destino scritto nelle stelle. Niente spade laser tramandate da antiche profezie.
Jyn sopravvive grazie all’istinto, alla rabbia e a una resilienza costruita sopra anni di traumi e perdite. Ed è proprio questo che Ethan Sacks sembra voler esplorare nel fumetto.
Lo sceneggiatore ha raccontato di considerare Rogue One il suo film preferito della saga dai tempi de L’Impero colpisce ancora, spiegando di essere sempre stato più attratto dai personaggi “grigi” dell’universo di Star Wars piuttosto che dai classici Jedi e Sith.
Spie, criminali, ribelli e assassini costretti a fare cose terribili senza il lusso della magia spaziale che li salva all’ultimo secondo, con il personaggio di Jyn Erso incarna perfettamente tutto questo.
Il lato umano e fragile della Ribellione
Per prepararsi alla storia, Sacks ha anche ripreso in mano Rebel Rising di Beth Revis, romanzo che approfondisce il passato di Jyn tra rivoluzione, clandestinità e sopravvivenza.
Secondo lo sceneggiatore, rileggere quella storia gli ha ricordato quanto il personaggio abbia sofferto prima ancora degli eventi del film.
Tra la perdita dei genitori Galen Erso e Lyra Erso, il rapporto complicato con Saw Gerrera e una vita intera passata a fuggire dall’Impero, Jyn è praticamente il manuale vivente del trauma galattico.
Eppure continua sempre ad andare avanti.
Ed è proprio questo lato umano e fragile che il fumetto sembra voler mettere al centro.
Sacks ha spiegato che il formato one-shot ha aiutato moltissimo a rendere la narrazione più concentrata ed emotiva. Nessuna sottotrama dispersiva, nessun arco infinito: solo Jyn, il suo conflitto interiore e una situazione disperata da affrontare.
Secondo lo scrittore, questa storia funziona proprio perché è contenuta in un unico albo e, molto probabilmente, ha ragione.
Perché alcune delle storie migliori di Star Wars non parlano di enormi battaglie galattiche, ma di singole persone che cercano semplicemente di sopravvivere un giorno in più.
Quando esce Star Wars: Rogue One – Jyn Erso?
Star Wars: Rogue One – Jyn Erso #1 arriverà nelle fumetterie a stelle e strisce il 3 giugno 2026.
Per chi ama le storie più cupe, intime e “sporche” dell’universo di Star Wars, potrebbe diventare uno degli albi più interessanti dell’anno.
Anche perché diciamolo: vedere qualcuno tentare di sopravvivere all’Impero senza fare affidamenteo sulla Forza e sui Jedi, resta comunque tremendamente affascinante.
Dal 13 maggio al 10 giugno, Diablo Immortal si trasforma in un incubo cosmico incontrandosi-scontrandosi con StarCraft, crossover che sembra uscito direttamente da una timeline alternativa dominata dagli Zerg.
Gli inferi stanno per essere infestati.
Lo Sciame invade Sanctuarium
L’evento a tempo limitato, chiamato Eone delle Stelle, porta dentro Sanctuarium, il mondo di Diablo, tutta la follia biomeccanica di StarCraft: mutazioni, creature aliene, boss completamente nuovi e ricompense a tema sci-fi.
Il risultato? Una collisione tra dark fantasy e guerra galattica che, sorprendentemente, potrebbe funzionare alla grande.
The Swarm descends upon Sanctuary as a crossover unlike any before takes hold. A new Legendary Gem unleashes the Zerg’s destructive fury, detonating enemy lines with volatile explosions and corrosive acid.
Nuova Gemma Leggendaria: arriva Flagello Ribollente
Tra le novità più interessanti troviamo Flagello Ribollente, la nuova Gemma leggendaria pensata chiaramente per chi ama trasformare il campo di battaglia in un festival di esplosioni corrosive.
L’effetto scatena devastanti detonazioni lungo le linee nemiche, evocando tutta la brutalità organica tipica dello Sciame Zerg.
Ascensione Oscura e Varchi Infestati
Uno degli eventi principali del crossover sarà Ascensione Oscura, una modalità cooperativa in cui fino a quattro giocatori potranno affrontare unità leggendarie di StarCraft come Templari Tal’darim e Arconte degli Ascendenti, boss completamente reinterpretati nello stile di Diablo Immortal ma con meccaniche nuove e ricompense esclusive legate all’evento.
Anche i Varchi Antichi subiranno una mutazione durante Eone delle Stelle.
Nascono così i Varchi Infestati, versioni corrotte e piene di creature Zerg, incluso un nuovo boss: la terrificante Idralisca Selvaggia.
Completandoli sarà possibile ottenere armi leggendarie esclusive con affissi speciali dedicati al crossover.
Modalità Conquistatore: scegliete la vostra fazione
Una speciale variante della modalità PvP Conquistatore introduce santuari a tema per ogni fazione legata alle iconiche forze di StarCraft.
SI potranno attivare i santuari per scatenare potenti Globi allineati alla fazione scelta
Stimpack (Terran): aumenta la Velocità d’attacco e di movimento del 30% per 8 secondi;
Veleno (Zerg): gli attacchi sparano proiettili velenosi che infliggono danni prolungati;
Scudi (Protoss): fornisce uno scudo che assorbe i danni.
Famigli a tema StarCraft: arrivano gli Zergling
I nuovi aspetti per i Famigli trasformano gli Zergling in piccole macchine da guerra velocissime, capaci di eliminare i tempi di recupero delle abilità trasportabili e trasformare il combattimento in un assalto continuo.
Esattamente il tipo di follia crossover che vogliamo vedere più spesso.
Blizzard e i crossover: la formula perfetta?
Negli ultimi anni i crossover nei live service sono diventati praticamente ovunque. Ma questo con StarCraft non sembra una semplice skin collaboration.
Qui c’è atmosfera, worldbuilding e soprattutto un tentativo concreto di fondere due universi storici di Blizzard Entertainment.
Vedere gli Zerg invadere Sanctuarium è una di quelle cose che non sapevamo di voler vedere… finché non è successo davvero.
Lo Sciame è arrivato e Blizzard sembra non avere alcuna intenzione di fermarlo.
Per decenni Skeletor è stato uno dei villain più iconici della cultura pop. Un mago oscuro assetato di potere e ossessionato dal Castello di Grayskull, capace di trasformare ogni piano malvagio in una combinazione perfetta di minaccia cosmica e teatrino da supercattivo anni ’80.
Ma c’è sempre stato un piccolo dettaglio rimasto avvolto nel mistero: chi era davvero Skeletor prima di diventare lo spauracchio di Eternia?
Adesso, finalmente, potremmo ottenere una risposta definitiva grazie al fumetto Masters of the Universe: Genesis.
Genesis: le origini del male
Mattel e Dark Horse Comics hanno annunciato ufficialmente questa nuova serie a fumetti composta da 12 numeri che promette di esplorare la storia di Eternia attraverso alcuni dei suoi personaggi più leggendari.
Il primo grande protagonista sarà ovviamente Skeletor, con i primi tre numeri della serie che saranno infatti interamente dedicati alle sue origini, cercando finalmente di fare chiarezza su uno dei più grandi misteri dell’universo di Masters of the Universe.
Discover the origins of your favorite heroes and villains in Masters of the Universe: Genesis, a new 12-issue comic series from Dark Horse and @MATTEL. @slashfilm shares the exclusive details: https://t.co/4JKFM5OutH
Il fascino di Skeletor è sempre nato anche dalla sua ambiguità.
Nel corso degli anni il franchise ha proposto diverse versioni del personaggio, spesso contraddittorie tra loro, lasciando ai fan il compito di mettere insieme i pezzi come se stessero studiando antichi manoscritti di Grayskull.
La serie animata originale suggeriva che provenisse da un’altra dimensione. La versione del 2002 di He-Man and the Masters of the Universe introdusse invece l’idea che Skeletor fosse un tempo Keldor, trasformato dopo essere stato colpito dall’acido.
I fumetti di Masters of the Universe
Poi arrivarono i fumetti DC del 2012, che aggiunsero una componente ancora più tragica: Keldor come erede dimenticato del trono di Eternia, scavalcato da Re Miro in favore di Randor.
Come se non bastasse, Masters of the Universe: Revelation ha ulteriormente espanso questa versione, mostrando Keldor come allievo di Hordak e possessore dell’Havoc Staff prima della terribile trasformazione che lo avrebbe sfigurato.
Insomma, più che una singola origin story, Skeletor ha praticamente una pluralità di origini e storie di formazione tali da costituire un multiverso a sé stante.
Una origin story definitiva?
Adesso, Masters of the Universe: Genesis potrebbe fare la differenza.
Molte delle versioni precedenti non sono più considerate canoniche, mentre altre hanno lasciato enormi vuoti narrativi.
Questa nuova serie a fumetti sembra voler raccogliere tutti quegli elementi sparsi e trasformarli in qualcosa di più coerente e definitivo o, quantomeno, il più definitivo possibile quando si parla di un mago demoniaco con la faccia da teschio.
Guerra e magia oscura
La sinossi del primo numero, in uscita nelle fumetterie USA il 5 agosto 2026, descrive Skeletor come “Un mago demoniaco assetato di potere determinato a conquistare il Castello di Grayskull, Eternia e diventare il padrone dell’universo.”
Ma la vera curiosità sarà vedere come sia nato quel desiderio di potere assoluto. Perché dietro ogni grande villain c’è sempre una tragedia, un’ossessione oppure, una quantità preoccupante di problemi personali.
Il team creativo di Masters of the Universe: Genesis
Dietro il progetto troviamo Rich Douek alla sceneggiatura, già noto per lavori come Superman Red & Blue ed Edge of Spider-Verse.
I disegni sono affidati alla mano di Gavin Smith, mentre i colori saranno curati da Fabi Marques, con il lettering affidato ad AndWorld Design.
La cover principale del primo numero sarà realizzata da Mark Buckingham, con una variant cover firmata da Lee Bermejo.
Un momento perfetto per i Masters of the Universe
Negli ultimi anni il franchise di Masters of the Universe sta vivendo una nuova giovinezza grazie a reboot live action, serie animate, action figure da collezione e nuovi fumetti.
Approfondire finalmente il passato di Skeletor sembra una scelta perfetta per riportare attenzione su uno dei villain più amati della storia nerd. Perché diciamolo chiaramente: He-Man sarà anche l’eroe di Eternia, ma senza Skeletor tutto sarebbe molto meno divertente.
Quando Capcom aveva anticipato l’arrivo di una nuova modalità per Resident Evil Requiem, gran parte del fandom aveva dato praticamente per scontato una cosa: il ritorno di Mercenaries.
Del resto, è quasi una tradizione della saga una modalità arcade piena di orde di nemici, timer impazziti e combo letali dove l’imperativo è sbarazzarsi di qualunque creatura biologicamente discutibile di turno.
Con un annuncio quasi a sorpresa, Capcom ha lanciato una modalità completamente diversa chiamata Leon Must Die Forever, un minigioco post-game gratis sbloccabile dopo aver completato la storia principale.
Leon Kennedy entra nel mondo dei roguelike
La nuova modalità gratuita mette ancora una volta al centro Leon S. Kennedy, ma questa volta in una struttura roguelike.
In pratica ogni partita propone livelli, armi e abilità casuali, costringendo i giocatori ad adattarsi continuamente mentre cercano di arrivare vivi fino allo scontro finale contro Victor, il boss conclusivo.
Ovviamente, la morte è permanente perché, diciamolo, il nostro buon Leon non era ancora abbastanza provato.
Un viaggio attraverso gli incubi di Requiem
Le ambientazioni seguono una sorta di percorso cronologico ispirato alla campagna principale del gioco. Si parte dalla strada principale di Wrenwood, si attraversa il Care Center e si arriva fino a Raccoon City.
Naturalmente, andando avanti i nemici diventano sempre più aggressivi e resistenti, ma completando sfide specifiche sarà possibile ottenere crediti da spendere per equipaggiamento migliore e potenziamenti.
Leon Must Die Forever adotta una formula che sembra prendere parecchio spunto dal mondo dei roguelike moderni, aggiungendo però quella tensione survival horror che resta l’inconfondìbile marchio di fabbrica della saga Capcom.
Leon ha ancora lavoro da fare
La descrizione ufficiale del minigioco recita: “Grace è tornata a casa sana e salva, ma Leon ha ancora del lavoro da fare.”
Secondo quanto riportato dalla stessa Capcom, la modalità sfrutta nuove abilità avanzate di Leon e invita i giocatori a completare la sfida il più rapidamente possibile: speedrunner e masochisti probabilmente stanno già festeggiando.
Come detto in precedenza, Leon Must Die Forever è disponibile solo per chi ha completato la campagna principale di Resident Evil Requiem. Dopo aver aggiornato il gioco, la modalità appare direttamente nel menu principale.
Resident Evil Requiem continua a dominare
Nel frattempo, Resident Evil Requiem continua a macinare numeri impressionanti. Capcom ha recentemente confermato che il gioco ha raggiunto quota 7 milioni di copie vendute, tanto da spingere la compagnia ad alzare le previsioni di profitto annuali.
Un successo enorme che conferma ancora una volta l’attuale stato di grazia della saga survival horror.
Inoltre, a quanto, pare i contenuti extra non finiranno qui.
Capcom ha già confermato lo sviluppo di una grande espansione narrativa, anche se i dettagli sono ancora piuttosto misteriosi. Ovviamente i fan sperano soprattutto di vedere il ritorno di personaggi storici come Ada Wong e Chris Redfield.
In più, non bisogna dimenticare il grande mistero legato al nuovo gioiello indossato da Leon, arcano che ha già generato una quantità impressionante di teorie online.
La nuova serie TV di Harry Potter deve ancora debuttare, eppure HBO ha già deciso di rinnovarla per una seconda stagione.
La compagnia ha infatti ufficialmente dato il via libera alle nuove riprese del reboot televisivo dedicato al maghetto più famoso del mondo, lavori previsti già per questo autunno.
Appare abbastanza chiaro che HBO pone incondizionata fiducia nel progetto e, soprattutto, vuole evitare uno dei problemi più classici delle produzioni con giovani protagonisti: il famigerato “effetto Stranger Things”, dove i ragazzi crescono più velocemente della trama.
Evitare lunghe attese tra una stagione e l’altra
Dietro questa accelerazione c’è una strategia molto precisa.
A spiegarla nei mesi scorsi è stato Casey Bloys, presidente e CEO dei contenuti HBO e HBO Max, confermando che la scrittura della seconda stagione era già iniziata mentre la prima era ancora in produzione.
L’obiettivo è quello di ridurre il più possibile i tempi morti tra una stagione e l’altra.
Bloys aveva spiegato che, considerando la giovane età del cast e la natura gigantesca della produzione, HBO vuole assolutamente evitare gap troppo lunghi: “Per i ragazzi, ovviamente, ma anche per il pubblico.”
Tra effetti speciali, set enormi, post-produzione monumentale e attori adolescenti che crescono troppo in fretta, tenere un ritmo produttivo costante è praticamente fondamentale.
La produzione della prima stagione è quasi finita
Attualmente la prima stagione della serie è ancora in fase di riprese, ma la produzione dovrebbe concludersi entro poche settimane.
Poi ci sarà una breve pausa prima di ripartire con il secondo capitolo. Insomma, Hogwarts sarà parecchio affollata nei prossimi anni.
Un progetto enorme (e meticoloso)
Fin dal suo annuncio, la nuova serie di Harry Potter è diventata uno dei progetti televisivi più chiacchierati dell’ultimo decennio. Da una parte c’è la grande curiosità di vedere un adattamento più fedele ai romanzi di J.K. Rowling, dall’altra la paura inevitabile di toccare qualcosa che per milioni di persone è praticamente sacro.
I film originali non sono solo adattamenti fantasy, sono letteralmente pezzi di infanzia collettiva incastonati nella cultura pop.
Eppure HBO sembra voler affrontare la sfida con una pianificazione a lungo termine molto chiara. L’idea è quella di adattare ogni libro con maggiore profondità rispetto ai film, permettendo di esplorare sottotrame, personaggi secondari e momenti rimasti fuori dalla saga cinematografica.
La sfida più difficile? Convincere i fan
A prescindere dalla fiducia che HBO ripone nel progetto, resta solo una vera domanda: riuscirà questa nuova versione di Harry Potter a conquistare il pubblico senza vivere costantemente nell’ombra dei film originali?
La risposta arriverà questo Natale, quando il viaggio verso Hogwarts ricomincerà ancora una volta.
“Sto vendendo roba su eBay per pagare eBay”. Sette parole e Ryan Cohen, CEO di GameStop, fa di nuovo notizia e porta tutto a un nuovo livello.
Come vi avevamo raccontato, GameStop ha lanciato un’offerta da 56 miliardi di dollari per acquisire eBay. L’operazione è ancora in corso di valutazione da parte del board di eBay, ma Cohen non sta certo ad aspettare in silenzio.
Una storia che è già materiale da epic meme
Un paio di giorni fa il buon Ryan ha aperto il suo account personale su eBay e ha messo all’asta oltre 30 pezzi di memorabilia gaming, allegando a ciascun oggetto una copia della sua lettera ufficiale al board di eBay sull’offerta di acquisizione.
Il tutto condito da una sospensione del suo account, poi revocata, per “aver messo a rischio la community di eBay” con le sue aste. Praticamente è stato sospeso l’account dell’uomo che sta cercando di comprarsi eBay, mentre vendeva roba su eBay per comprare eBay.
Un cortocircuito niente male, ma allo stesso tempo già epico.
Le 36 inserzioni attive sull’account di Cohen (ryan_5050) spaziano dal legittimamente collezionabile al puro meme e, onestamente, è difficile dire quale delle due categorie sia più divertente.
Partiamo dalle cose serie. I fan di Halo possono puntare su una statua di Master Chief quasi a grandezza naturale che, al momento della scrittura di questo articolo, ha già superato i 13.700 dollari con oltre 100 offerte. C’è anche una imponente statua di Sam Fisher di Splinter Cell e una replica del celeberrimo Vault Boy di Fallout. Roba da vetrina, letteralmente.
Per i nostalgici del retrogaming, Cohen ha messo in vendita diversi titoli NES in versione complete in box: Yoshi’s Cookie, Metroid Silver e Super Mario Bros 2, il tipo di oggetti che fanno venire gli occhi a cuore a chiunque abbia vissuto gli anni ’80 e ’90 davanti a un televisore.
Ci sono anche card sportive, oggetti da collezione vari e quello che sembra un paio di calzini di proprietà dello stesso Cohen (e probabilmente usati).
GameStop come oggetto del desiderio
La sezione più surreale, probabilmente quella destinata a diventare la più iconica, è quella dedicata a GameStop stessa. Cohen ha messo in vendita merchandise ufficiale del brand (cappelli, mousepad), ma anche oggetti decisamente più particolari.
SI va da un quadrato di moquette originale di un GameStop, proprio quella dei negozi fisici, a una coppia di insegne originali provenienti da negozi ormai chiusi, roba ricercata da chi desidera portarsi a casa un pezzo di storia del gaming retail.
C’è qualcosa di poetico, e anche un po’ malinconico, nell’idea che i resti fisici di negozi chiusi diventino oggetti da collezione con cui finanziare l’acquisto del più grande marketplace di collezionismo al mondo.
Cohen lancia un messaggio preciso
Al di là della spettacolarità della cosa, c’è un messaggio preciso in tutto questo. Cohen non sta solo facendo notizia con comportamenti quasi surreali, sta dimostrando in modo visibile e tracciabile, di credere davvero nell’acquisizione.
Allegare una copia della lettera inviata al consiglio di amministrazione di eBay a ogni singolo oggetto in vendita è un’astuta mossa di comunicazione: trasforma ogni asta in un manifesto, ogni offerta in un endorsement indiretto all’operazione.
Che l’acquisizione di eBay vada in porto o meno, Ryan Cohen, in qualche modo, ha già fatto la storia.
L’universo di Street Fighter continua a espandersi a colpi di Hadoken, e stavolta lo fa “sconfinando” nel mondo degli anime.
Mentre i fan aspettano il nuovo film live action dedicato al celebre franchise di Capcom che arriverà in autunno, è stato appena svelato un progetto che promette di mettere insieme combattimenti competitivi, drama scolastico e cultura gaming.
Il titolo? Young Ladies Don’t Play Fighting Games, e già il nome è tutto un programma.
Un’accademia d’élite dove i videogiochi sono proibiti
Basato sul manga Tai Ari Deshita: Ojō-sama wa Kakutō Gēmu Nante Shinai di Eri Ejima, l’anime racconta la storia di due ragazze che frequentano una prestigiosa scuola femminile super esclusiva, uno di quei posti dove l’etichetta conta più di ogni altra cosa e dove i videogiochi vengono visti più o meno come una forma di ribellione sociale. I picchiaduro, poi, sono assolutamente vietati.
Ovviamente, questo significa una sola cosa: le protagoniste inizieranno a giocarci di nascosto, immergendosi nel mondo competitivo di Street Fighter 6, coltivando segretamente la loro passione e puntando addirittura a vincere un importante torneo e-sport.
In pratica un Hi Score Girl ma con più combo e rigide regole da infrangere.
Il trailer svela tutto l’amore per Street Fighter
Il primo trailer dell’anime, visibile proprio qui di seguito, lascia intuire chiaramente il tono della serie: ritmo altissimo, combattimenti spettacolari e una dichiarazione d’amore neanche troppo velata alla community dei fighting game.
La cosa più interessante è che il progetto sembra prendere davvero sul serio la componente competitiva. Infatti, il team gaming FAV di Kadokawa ha collaborato direttamente alla realizzazione delle sequenze gameplay di Street Fighter 6 presenti nell’anime, cercando di rendere i match il più autentici possibile.
Inoltre, il pro player esport Aru parteciperà alla serie nel ruolo del commentatore Flamberge, aggiungendo un ulteriore tocco “real” al lato competitivo dello show.
Uno staff creativo di tutto rispetto
Shota Ihata dirigerà l’anime presso lo studio Diomedéa, mentre la sceneggiatura è affidata a Wataru Watari.
Il character design porta la firma di Mayuko Matsumoto, mentre le musiche saranno composte da Kana Hashiguchi.
Quando esce Young Ladies Don’t Play Fighting Games?
L’anime debutterà ufficialmente il 7 luglio 2026 all’interno della lineup estiva anime delle televisioni giapponesi.
Al momento, però, non sono ancora stati annunciati dettagli sulla distribuzione internazionale o eventuali piattaforme streaming che potrebbero rendere disponibile l’anime.
Raccogliete le candele nere, preparate le scope e iniziate a sciorinare incantesimi, perché le sorelle Sanderson stanno per tornare ancora una volta.
Hocus Pocus 3 è ufficialmente in sviluppo presso Disney Live Action Studios, con Bette Midler, Sarah Jessica Parker e Kathy Najimy che vestiranno nuovamente i panni delle iconiche Winnie, Sarah e Mary Sanderson.
Disney punta al cinema
Dopo il successo clamoroso di Hocus Pocus 2, distribuito direttamente su Disney+ nel 2022, Disney starebbe valutando una strategia diversa per questo terzo capitolo, pianificando una vera uscita cinematografica.
Al momento lo studio non ha confermato ufficialmente la distribuzione nelle sale, ma diverse fonti parlano chiaramente di questa intenzione, tendenza che sta conquistando i favori anche di altri colossi dello streaming mondiale come, per esempio, Netflix.
Un sequel che “bolliva in pentola”, anzi… nel calderone
In realtà si parlava di un terzo film già da parecchio tempo. Circa tre anni fa era stata proprio Bette Midler a rivelare che una sceneggiatura “brillante” fosse già pronta, spiegando però che la produzione stava ancora cercando di risolvere varie questioni organizzative prima di chiudere la trilogia.
Secondo quanto riportato all’epoca, il principale ostacolo sarebbe stato legato alle trattative economiche con le tre attrici protagoniste, problemi che, a quanto pare, sono finalmente stati risolti.
Insomma, il calderone ha ripreso ufficialmente a bollire.
Perché Hocus Pocus è ancora così amato?
Uscito nel 1993, Hocus Pocus è diventato negli anni uno dei film cult assoluti di Halloween. Diretta da Kenny Ortega, la pellicola raccontava la storia delle tre streghe Sanderson, riportate accidentalmente in vita durante la notte di Halloween nella cittadina di Salem.
Il loro obiettivo? Rubare l’energia vitale dei bambini della città per tornare giovani e immortali, una trama semplice, folle e incredibilmente anni ’90.
Il sequel che ha riacceso la magia
Con Hocus Pocus 2, diretto da Anne Fletcher, Disney aveva riportato in scena le Sanderson dopo ben 29 anni dal film originale e, contro ogni previsione nostalgica da “lasciate stare i classici!”, il sequel è riuscito a conquistare il pubblico.
Tra nuove protagoniste, caos magico e battute assurde, il film ha riacceso l’amore per questo bizzarro universo stregonesco, anche grazie alla presenza di attori come Hannah Waddingham, Tony Hale, Belissa Escobedo e Whitney Peak.
Le sorelle Sanderson non hanno ancora intenzione di appendere la scopa al chiodo e noi saremo ancora qui, pieni di curiosità, a scoprire cosa combineranno questa volta.
Tornare nello spazio del 1986 con una nuova prospettiva? James Cameron sta valutando seriamente l’idea. Il regista canadese ha lasciato intendere di voler convertire in 3D Aliens – Scontro finale, il sequel del cult di Ridley Scott che lui stesso diresse e che resta uno dei punti più alti del cinema fantascientifico-action di tutti i tempi.
In un’intervista a Letterboxd, Cameron ha parlato apertamente del progetto: “Stiamo pensando di convertire Aliens , perché ora gli strumenti sono molto migliori rispetto a quelli che avevamo per creare le mappe di profondità. Probabilmente finiremo per convertirlo, sarà un’esperienza divertente.”
Il tempismo è quello giusto
Quando si parla di 3D al cinema, Cameron non è esattamente un dilettante. È stato proprio lui a riportare il formato sotto i riflettori del grande pubblico con Avatar nel 2009, raffinando poi la tecnica con i sequel della saga di Pandora. Se c’è un regista in grado di far sembrare il 3D immersivo invece che gimmickoso, è probabilmente proprio lui.
Cameron ha già dimostrato di saper trattare con cura le proprie opere precedenti: aveva già portato al cinema Titanic e Terminator 2 – Il giorno del giudizio in versione 3D, in entrambi i casi con conversioni che andavano ben oltre il semplice trucco visivo. Non parliamo di una operazione affrettata, ma di un lavoro di rifinitura che richiede mesi di tecnica e di scelte estetiche.
Riflettendo sulla longevità di Aliens – Scontro finale, Cameron si è detto sorpreso e orgoglioso allo stesso tempo: “Quel film sembra essere evergreen. La gente continua a tornarci. Se le persone ricordano un film che ho fatto 38 anni fa, penso di aver già vinto qualunque discussione.” Difficile dargli torto. La forza del film, capace di tenere testa al passare del tempo, parla da sola.
Una seconda vita per LV-426
Aliens – Scontro finale ha riportato Sigourney Weaver nei panni di Ellen Ripley, costringendo il personaggio ad affrontare di nuovo l’incubo iniziato nel film originale di Ridley Scott del 1979. Insieme a Michael Biehn, Lance Henriksen, Bill Paxton e Carrie Henn, Cameron costruì un sequel che ha rifondato l’idea stessa di “secondo capitolo”: meno horror, più tensione bellica, ma con la stessa, soffocante claustrofobia del primo.
Una versione 3D aggiungerebbe un nuovo livello di immersione a sequenze già di per sé memorabili — gli scontri nei corridoi della colonia, l’inseguimento della Regina Aliena, la fuga finale dell’astronave. E permetterebbe alle nuove generazioni di scoprire il film sul grande schermo, esperienza che molti dei fan attuali non hanno mai avuto la possibilità di vivere.
Per ora non c’è una tempistica ufficiale per l’eventuale uscita di Aliens – Scontro finale 3D, né per gli Stati Uniti né per l’Italia. Ma se l’operazione si concretizzerà, c’è da scommettere che sarà gestita con la stessa cura che Cameron ha riservato ai suoi precedenti restauri 3D. Un altro motivo per tornare in sala.