Un altro incubo di Stephen King si prepara ad arrivare in televisione, e questa volta ci porta in un angolo molto particolare di Londra. Prime Video ha dato ufficialmente il via libera a una serie limitata di sei episodi tratta dal racconto breve Crouch End di King (arrivato in Italia con il titolo di Orrore a Crouch End), portando sullo schermo il suo horror soprannaturale di stampo lovecraftiano con una torsione da thriller poliziesco.
La serie sarà prodotta nel Regno Unito. La sceneggiatura è affidata a Paul Tomalin, già creatore di Bodies, mentre la regia sarà di Tom Shankland. A produrre il progetto saranno Mammoth Screen, la casa di produzione già responsabile di Agatha Christie: Poirot e The Serpent, insieme a Fifth Season, i cui crediti includono East of Eden e Severance. Tomalin e Shankland produrranno esecutivamente insieme a Damien Timmer, Rebecca Keane e Ben Irving.
La trama: una star di Hollywood, un marito scomparso e qualcosa di molto peggio
La serie seguirà Doris Freeman, famosa star del cinema, che irrompe in una stazione di polizia londinese con una storia difficile da credere: suo marito è sparito, e lei è convinta che dietro la scomparsa ci sia qualcosa di molto più strano di un normale caso di persona scomparsa. L’ispettore di polizia Ted Vetter si ritroverà a dover stabilire se Freeman stia dicendo la verità, se potrebbe essere lei la responsabile della scomparsa, o se ci sia qualcosa di ancora più inquietante in gioco.
La sinossi ufficiale recita: “Londra non dorme mai profondamente, e i suoi sogni sono inquieti. Quando la star del cinema mondiale Doris Freeman irrompe in una stazione di polizia londinese sostenendo che fenomeni strani siano alla base della scomparsa di suo marito, l’ispettore di polizia Ted Vetter dovrà indagare se stia dicendo la verità, se potrebbe essere un’assassina, o se ci sia qualcosa di ancora più agghiacciante in gioco.”
Un adattamento che promette qualcosa di inedito nel catalogo King
Tomalin ha condiviso il suo entusiasmo per l’adattamento: “La possibilità di lavorare con questo straordinario team e portare in vita il brillante mistero londinese di King va oltre ogni aspettativa. Crouch End sarà cinematografico, originale e stimolante in egual misura.”
Il racconto originale di King non è tra i suoi più adattati, il che rende il progetto particolarmente interessante: la combinazione tra mistero poliziesco londinese e orrore cosmico lovecraftiano offre alla serie Prime Video la possibilità di creare qualcosa di inquietante e originale senza ricalcare i territori già esplorati dalle trasposizioni più famose dell’autore. Sei episodi garantiranno a Tomalin e Shankland il tempo necessario per costruire il mistero attorno alla scomparsa del marito di Freeman, trascinando progressivamente Vetter sempre più a fondo in qualunque incubo lo stia aspettando.
Non sono ancora stati annunciati il cast né una data di uscita, né per il mercato internazionale né per quello italiano.
Se vi trovate in una convention, in un’arena esport, in una sala arcade, o semplicemente seduti a casa per una maratona anime, una cosa sarà saltata agli occhi: gli occhiali da gaming non sono più un accessorio marginale per i nerd smanettoni. Sono diventati un vero e proprio status symbol della cultura geek contemporanea. Come i funko pop esposti sulle mensole e le felpe con i loghi dei nostri franchise preferiti, gli occhiali da gaming rappresentano oggi l’impegno verso uno stile di vita consapevole. Nel 2026, proteggere i propri occhi dalla luce blu non è solo una necessità medica: è parte dell’identità nerd.
La Rivoluzione Silente del Gaming Setup
Ricordate quando il vostro setup gaming o di streaming consisteva semplicemente in una postazione costruita alla meglio, con cavetti ovunque e una sedia scomodissima? Bene, i tempi sono cambiati drasticamente. Oggi, curare la propria postazione è diventato un’arte. Che siate streamer su Twitch, cosplayer che spende ore a creare costumi al computer, manga reader che legge fumetti giapponesi fino alle due di notte, o semplicemente un appassionato di film che guarda contenuti in 4K, tutti condividono lo stesso problema: gli occhi soffrono. E sempre più nel nostro ecosistema nerd, la soluzione non è nascondersi, ma affrontare il problema apertamente.
Gli occhiali da gaming sono entrati a far parte della categoria di prodotti tech che definiscono il nostro lifestyle. Insieme alle sedie gaming (ricordate gli articoli su ASUS ROG Courser?), ai monitor di qualità, ai PC potenziati, gli occhiali protettivi sono diventati un elemento essenziale dell’identità di chi vive costantemente nel mondo digitale. Non è vanità: è consapevolezza che i nostri occhi sono lo strumento più prezioso nel nostro arsenale nerd.
Dalla Teoria alla Pratica: Cosa Significa “Nerd Responsabile” nel 2026
Pensiamo agli streamer professionisti e ai creator di contenuti: questi ragazzi e ragazze passano 8-10 ore al giorno davanti agli schermi. Non è un’eccezione, è la norma. Aggiungete a questo gli spettatori che li guardano per ore, i videogiocatori competitivi che si allenano costantemente, i fan di anime che consumano serie intere nel corso di una notte, e avrete un quadro completo di come la cultura nerd contemporanea sia intrinsecamente legata all’utilizzo intensivo degli schermi.
Per questi ultimi 10 anni abbiamo riso dei meme sui “nerd che non vedono il sole” e sui “gamer con gli occhi stanchi”. Ma nel 2026 questa non è più una battuta: è una realtà medica riconosciuta. La sindrome da affaticamento visivo digitale è talmente diffusa nelle comunità nerd che indossare occhiali protettivi non è più considerato strano, è semplicemente… intelligente. È il tipo di decisione che separa il nerd consapevole da chi invece ignora completamente il benessere del proprio corpo.
Il Fattore Identità: Quando i Dettagli Contano
La comunità nerd ha sempre dato importanza ai dettagli. Che sia il tatuaggio perfetto del vostro personaggio preferito, il cosplay fedele al pixel, la collezione di funko pop ordinata per rara rarità, sappiamo bene che tra di noi, i dettagli sono tutto. Gli occhiali da gaming seguono esattamente questa filosofia. Non sono solo funzionali: sono una dichiarazione.
Quando indossate un paio di occhiali da gaming di qualità, state comunicando qualcosa al resto della comunità. State dicendo: “Prendo sul serio ciò che faccio. Mi importa della mia salute. Sono consapevole dei danni della luce blu e sto facendo qualcosa al riguardo”. È lo stesso tipo di segnale che si manda indossando una maglietta di un anime niche o avendo una collezione di manga rara. È cultura, consapevolezza, identità.
Per i cosplayer in particolare, gli occhiali da gaming hanno aggiunto una nuova dimensione. Alcuni personaggi iconici indossano occhiali, e ora è possibile ottenere sia lo stile che la protezione. Per i partecipanti a convention che trascorrono l’intera giornata sotto gli occhi degli altri, stanchi e affaticati dopo ore di folla, una protezione visiva discreta ma efficace è semplicemente… necessaria.
La Scienza Dietro lo Stile: Perché Contano Veramente
Parliamo di scienza per un momento. La luce blu emessa dai nostri schermi – dal monitor del PC, dal televisore dove guardiamo gli ultimi episodi di anime, dallo smartphone dove scrolliamo TikTok di cosplay – penetra direttamente nella retina. Nel tempo, questa esposizione costante può causare danni permanenti. Non è uno scenario fantascientifico; è biochimica. E la comunità nerd, quella che ha seguito ogni singolo teaser trailer, che ha studiate le teorie di Attack on Titan, che conosce la trama di ogni manga mai pubblicato, dovrebbe essere la prima a riconoscere e affrontare questa realtà scientifica.
Gli occhiali da gaming moderni non sono un gadget inutile. Forniscono un filtro che riduce la luce blu tra il 50% e il 90%, riducono il bagliore, migliorano il contrasto e, cosa più importante, permettono ai vostri occhi di rilassarsi dopo ore di esposizione. Il risultato pratico? Meno mal di testa, meno secchezza oculare, meno affaticamento. Potete giocare, guardare, creare, leggere per più tempo senza sentirvi dei rottami.
Dove la Comunità Nerd Sta Andando
Se osservate attentamente le comunità gaming e nerd online, vedrete una tendenza chiara: gli occhiali da gaming non sono più visti come accessori di nicchia. Sono normalizzati. Sono accettati. Anzi, sono consigliati. Che stiate in una sessione di D&D, in un torneo di League of Legends, in una proiezione all’aperto di un film Marvel, o in una marathon anime, vedrete persone che li indossano normalmente.
Questo non è casuale. È il risultato naturale di una comunità che cresce, matura, e impara a prendersi cura di sé stessa. La generazione nerd contemporanea non è quella che ignorava il benessere fisico per il piacere del divertimento. È una generazione che sa che potete avere entrambi le cose: salute e passione. Gioco e consapevolezza. Divertimento e protezione.
Quindi, nel 2026, la domanda non è più “dovrei indossare occhiali da gaming?”. La domanda è: “quale tipo di occhiali da gaming rispecchia meglio la mia identità nerd e protegge i miei occhi al meglio?” Perché ormai è chiaro: proteggere la vista non è uno stile di vita alternativo, è semplicemente lo stile di vita di chi sceglie di vivere consapevolmente nel mondo digitale. Ed è esattamente quello che siamo noi: nerd consapevoli, appassionati intelligenti, e sì, anche un po’ protettivi dei nostri preziosissimi occhi.
Dopo anni di attesa, Rockstar ha finalmente mostrato ai fan un’anteprima di gameplay estesa di Grand Theft Auto VI: un video da 26 minuti che mette in scena la relazione tra i protagonisti Jason e Lucia, il sistema di combattimento e la ricchissima offerta di attività dell’open world. Il gioco sarà disponibile il 19 novembre 2026 su PS5 e Xbox Series X/S.
Il video si apre con il botto: i due protagonisti partono con quella che sembra una semplice missione di riscossione, ma le cose degenerano rapidamente in uno scontro a fuoco con la polizia. Il sistema di copertura tipico dei titoli Rockstar è pienamente presente, con un’interfaccia utente che rende omaggio a quella di Grand Theft Auto IV del 2008.
Jason e Lucia: due protagonisti, uno stesso mondo
Al di là dell’azione, GTA VI punterà molto sulla relazione tra i due protagonisti, descritti dagli sviluppatori come una coppia alla “Bonnie and Clyde”. I giocatori potranno passare liberamente tra Jason e Lucia sia durante l’esplorazione del mondo aperto che nel corso delle missioni. Il video mostra anche un sistema di cambio personaggio in tempo reale durante i momenti più concitati: in un inseguimento in auto, è possibile alternare tra Lucia al volante e Jason che si sporge dal finestrino posteriore per sparare alle forze dell’ordine. Durante alcune missioni, i due personaggi potranno operare su livelli diversi dello stesso edificio, con il cambio che avviene senza interruzioni.
Vice City e le attività: dallo scuba diving alla palestra, dai furti alle corse
Ambientato a Vice City, il gioco non mancherà di occupare i giocatori durante il tempo libero. Il video mostra attività come corse automobilistiche, basket, wrestling, immersioni subacquee e persino sessioni in palestra per migliorare la forma fisica del personaggio, un sistema di RPG che richiama quello di Grand Theft Auto: San Andreas. È possibile rapinare negozi, con un sistema che permette di indossare maschere o cambiare outfit in tempo reale, simile a quello di Red Dead Redemption 2. Proprio quest’ultimo sembra essere un punto di riferimento importante per GTA VI: il titolo includerà anche interazioni in tempo reale con i personaggi non giocanti e un sistema di onore che evolverà in base alle scelte del giocatore.
Dal punto di vista visivo, il gioco presenta un’illuminazione più fotorealistica rispetto ai capitoli precedenti e regioni molto diverse da esplorare, dalle città animate ai pantani umidi della Florida fittizia. Due dettagli tecnici meno positivi emergono dal video: il gioco sembra essere bloccato a 30 fotogrammi al secondo al lancio su tutte le console e, a differenza del predecessore, non includerà una modalità in prima persona.
Sembra che l’androide disturbante e disfunzionale di Michael Fassbender, David, potrebbe finalmente avere la possibilità di completare ciò che aveva iniziato. Ridley Scott ha confermato che un seguito di Alien: Covenant è ora in sviluppo, e che la storia continuerà il viaggio inquietante di David mentre tenta di creare un “nuovo mondo coraggioso per sé stesso”.
Secondo quanto riportato dal Los Angeles Times, il nuovo capitolo della saga metterà ancora una volta l’IA malfunzionante di Fassbender al centro della storia. Scott ha offerto anche una descrizione piuttosto minacciosa di cosa accade quando l’intelligenza artificiale smette di seguire le regole: “Le IA possono andare fuori controllo. E se lo fanno, è come una bomba.”
Dove eravamo rimasti: David con un intero pianeta a sua disposizione
Il finale di Alien: Covenant aveva lasciato David in una posizione di potere terrificante. L’androide aveva preso il controllo della nave Covenant, a bordo della quale si trovavano migliaia di coloni e embrioni umani diretti verso Origae-6. Senza nessuno a ostacolarlo, David aveva tutto il necessario per continuare i suoi esperimenti e perseguire la propria visione distorta della creazione.
Uscito nel 2017, Alien: Covenant aveva incassato 240 milioni di dollari in tutto il mondo a fronte di un budget dichiarato di 111 milioni, con un’accoglienza mista (65% dalla critica e 55% dal pubblico su Rotten Tomatoes). Scott aveva già lasciato intendere di essere pronto a lasciare il franchise in altre mani: “Ho detto ‘resusciterò questo’ e ho scritto Prometheus da zero. L’ho fatto di nuovo con Alien: Covenant, e ha funzionato anche quello. Dove sta andando ora, penso di aver fatto abbastanza, e spero solo che continui.”
David e la sua visione della creazione: il villain più affascinante della saga
Tornare a David potrebbe portare il franchise in una direzione molto diversa da tutto quello che lo ha preceduto. È uno dei suoi villain più affascinanti perché le sue motivazioni vanno ben oltre la sopravvivenza o la distruzione fine a sé stessa: David vuole creare, sperimentare, rimodellare la vita secondo le proprie idee. Dargli un intero mondo con cui lavorare suona come la premessa per un horror di Alien dalla portata davvero inedita.
Il franchise ha già trovato nuova vita al di là dei prequel di Scott: Fede Álvarez ha diretto Alien: Romulus nel 2024, ampiamente considerato uno dei capitoli più riusciti della serie, con una performance straordinaria di David Jonsson, che nel frattempo è stato scelto come nuovo Black Panther nel MCU. Al momento non è ancora chiaro quanto sia avanzato lo sviluppo del progetto né se Scott intenda dirigerlo personalmente. Nessuna data di uscita è stata ancora comunicata.
Tim Curry poteva entrare in un film con quel sorriso inconfondibile e in un istante possederlo completamente. Che stesse terrorizzando i bambini nei panni di Pennywise, scatenando un glorioso caos come Dr. Frank N. Furter, correndo tra le stanze di un giallo come Wadsworth, Curry aveva una presenza semplicemente impossibile da ignorare.
Il leggendario attore, cantante, performer teatrale e doppiatore è morto martedì a Los Angeles all’età di 80 anni, lasciando alle spalle oltre cinque decenni di personaggi indimenticabili e un’eredità straordinaria. La causa del decesso non è stata resa immediatamente nota, ma Curry aveva affrontato diversi problemi di salute dopo aver subito un grave ictus nel 2012.
Frank N. Furter: il personaggio che cambiò tutto
Nato il 19 aprile 1948 a Grappenhall, nel Cheshire, Curry si era avvicinato alla recitazione e al canto fin da giovane, laureandosi all’Università di Birmingham in letteratura inglese e teatro. Il suo primo ingaggio professionale arrivò nel 1968 con il ruolo di Woof nel musical Hair a Londra, dove conobbe Richard O’Brien, che gli avrebbe mostrato il manoscritto di quello che sarebbe diventato The Rocky Horror Show.
Curry audizionò per il ruolo di Frank N. Furter cantando Tutti Frutti di Little Richard, e il regista Jim Sharman glielo assegnò. Aveva compreso fin dall’inizio che accettare quel ruolo avrebbe potuto avere conseguenze durature: “Ero esitante nel senso che, se avesse funzionato, avrebbe potuto essere un’immagine difficile da scrollarsi di dosso. Ma ho spesso pensato che non valesse la pena farlo a meno che non ci si prendesse un rischio.”
Il film del 1975, The Rocky Horror Picture Show, andò inizialmente malissimo. Fu solo grazie alle proiezioni di mezzanotte al Waverly Theater di New York nel 1976 che il pubblico lo scoprì, trasformandolo in uno dei cult cinematografici più duraturi di sempre. Curry era al centro di tutto: il critico Roger Ebert scrisse che l’attore era “la cosa migliore del film, forse perché sembra divertirsi di più”.
Pennywise, Wadsworth e Oscurità: la carriera più varia del cinema
Frank N. Furter può essere rimasto il suo personaggio più iconico, ma chiunque abbia seguito la sua carriera sa quanto altro Curry sapesse fare. Al teatro, ricevette una nomination al Tony Award per il ruolo di Mozart nella produzione newyorkese di Amadeus nel 1981 e una nomination all’Olivier Award per il Pirata Re nel Penzance al Drury Lane nel 1982. Tornò poi a Broadway con My Favorite Year e in seguito interpretò Re Artù nelle produzioni americana e londinese di Monty Python’s Spamalot.
Al cinema, trasformò Darkness nel villain più iconico del fantasy con Legend (1985) di Ridley Scott, con un trucco prostetico che richiedeva cinque ore di applicazione. In Signori il Delitto è Servito (Clue, 1986) dimostrò un tempismo comico sopraffino in una performance che è diventata culto allo stesso modo. E nel 1990, nella miniserie televisiva tratta da It di Stephen King, creò il Pennywise che ha tormentato i sogni di un’intera generazione. Non servivano effetti speciali: bastava un sorriso, un cambiamento nella voce, uno sguardo rivolto ai bambini. Quella performance è rimasta impressa.
Curry fu anche un prolifico doppiatore: vinse un Daytime Emmy per la voce di Capitan Uncino nella serie animata Peter Pan e i pirati (1990-91) e prestò la voce a decine di personaggi in film e serie animate, un lavoro che lo tenne attivo anche dopo l’ictus del 2012. Completano il quadro ruoli memorabili in Mamma ho perso l’Aereo 2, Muppet Treasure Island, Caccia a Ottobre Rosso e I tre moschettieri.
Non c’era un solo Tim Curry: ognuno ha il proprio. Per alcuni sarà sempre Frank N. Furter. Per altri, Pennywise. Per altri ancora, Wadsworth. Era uno di quelli che potevano spaventarti, farti ridere, cantare, interpretare il villain più stravagante della storia o rubarti una scena con una sola espressione. Una carriera di più di mezzo secolo, riconoscimenti all’Emmy, candidature al Tony e all’Olivier, e una collezione di personaggi che le generazioni future continueranno a scoprire. Non ce ne sarà un altro come lui.
Un altro anno, un altro enorme evento Gamescom. Quest’anno Geoff Keighley è tornato sul palco per l’Opening Night Live, portando una valanga di annunci: grandi titoli AAA come Metro 2039, perle indie come Lofsöng, aggiornamenti attesi su Crimson Desert e The Witcher 3: Wild Hunt e molto altro.
Ecco tutto quello che è stato annunciato.
Nodus Fall
Il prossimo GDR fantasy di HoYoverse sfoggia uno stile artistico più realistico e maturo rispetto ai precedenti titoli dello studio come Genshin Impact e Zenless Zone Zero, con un trailer che evoca le atmosfere di Elden Ring e Monster Hunter mostrando i giocatori in squadre contro boss colossali.
Rainbow Six Tactics
Rainbow Six abbraccia il formato XCOM: Rainbow Six Tactics porta il franchise in un genere completamente nuovo con un gameplay a turni in singolo giocatore in cui i giocatori comandano una squadra di operatori in missioni in tutto il mondo. Il gioco uscirà nel 2027 su PS5, Xbox Series X/S e PC.
Gears of War: E-Day
Gears of War: E-Day emergerà il 6 ottobre 2026, e in vista dell’uscita ha mostrato il primo sguardo alla campagna, offrendo maggiori dettagli sulla narrativa e sul leader delle Locuste dietro l’invasione.
Ananta
NetEase ha annunciato il suo nuovo GDR open-world free-to-play, Ananta, in cui i giocatori vestiranno i panni di un membro dell’ADC tra missioni d’azione e vita di città. Il gioco uscirà il 15 gennaio 2027.
Silent Hill: Townfall
È ora di tornare in un’altra città nebbiosa: il nuovo trailer di Silent Hill: Townfall mostra più elementi della storia e svela il cast vocale inglese, che include Terry O’Quinn (Lost), Jovan Adepo (3 Body Problem) e Kezia Burrows (Observation). Il gioco uscirà il 24 settembre 2026.
Crimson Desert Enhanced
L’enorme GDR Crimson Desert riceverà ulteriori contenuti post-lancio con nuovi momenti narrativi, doppiaggio migliorato e supporto linguistico ampliato. Tutto questo arriverà come aggiornamento gratuito per tutti i possessori del gioco base.
Tides of Annihilation
Il nuovo trailer di Tides of Annihilation presenta Angela Sant’Albano, già voce di Grace Ashcroft in Resident Evil Requiem, come nuova doppiatrice della protagonista Gwendolyn, e svela il primo sguardo al leggendario Sir Lancillotto, che Gwendolyn potrà evocare in battaglia.
Lofsöng
Lofsöng è un indie italiano che evoca atmosfere simili a INSIDE e LIMBO, con enigmi che sfidano la mente e una magnifica estetica in bianco e nero.
Mega Man Dual Override
Il nuovo trailer di gameplay di Mega Man Dual Override mostra l’azione platform classica, nuovi costumi e potenziamenti, e alcuni dei boss che i giocatori dovranno affrontare. Il trailer si chiude con un’anteprima dei prossimi costumi per Pragmata di Capcom. Il gioco uscirà nel 2027.
Rayman Legends Retold
Il nuovo trailer del remake di Ubisoft introduce una nuova stage musicale, questa volta con la Macarena, ispirata alla modalità amata dai fan dell’originale. Rayman Legends Retold uscirà il 1 ottobre 2026.
PUBG DED.NET
PUBG DED.NET è il prossimo titolo di Krafton nell’universo del suo Battle Royale, un FPS PvP multiplayer ambientato in una zona selvaggia fittizia nel Pacifico nord-americano.
Game of Thrones: War of the Westeros
War of the Westeros è un gioco di strategia in tempo reale nell’universo de Il Trono di Spade, simile ad Age of Empires, in cui i giocatori comanderanno gli eserciti delle varie Casate o persino i temuti Whitewalkers. Il gioco uscirà nel 2027.
DUST: Origins
Airship Syndicate torna con un nuovo action isometrico seguito di Darksiders: Genesis del 2019: DUST: Origins si svolgerà nelle profondità di una prigione con combattimento a distanza e corpo a corpo contro mutanti di ogni tipo.
Exodus
Lo sparatutto sci-fi in terza persona Exodus, simile a Mass Effect, ha finalmente ricevuto la sua data di uscita: 7 aprile 2027. Il trailer presenta Salt, un polpo parlante che pilota un enorme mech, compagna dal passato tragico e dalla forza devastante.
Warlock: Dungeons and Dragons
Il primo trailer di gameplay esteso di Warlock: Dungeons and Dragons di Wizards of the Coast mostra la protagonista Kaatri alle prese con una combinazione di magia e combattimento con la spada, esplorando nuovi percorsi grazie a una varietà di incantesimi. Il gioco uscirà nel 2027.
1001 Threads of Mizan
Ispirato a Le mille e una notte, 1001 Threads of Mizan è un titolo cooperativo da 1 a 3 giocatori con tappeti volanti e battaglie contro boss colossali, dove i giocatori si lanciano in aria in squadre per sconfiggere i nemici con un combattimento magico spettacolare.
Metro 2039
4A Games ha rilasciato un nuovo trailer di gameplay del sequel post-apocalittico, Metro 2039, che vede un ritorno alle oscure e claustrofobiche profondità della metropolitana. Il nuovo protagonista, The Stranger, dovrà usare un mix di furtività e combattimento per affrontare nemici umani e mutanti. Il gioco uscirà nel febbraio 2027.
Stage Tour
Guitar Hero torna… in qualche modo: Stage Tour riporta il genere dei rhythm game con oltre 180 strumenti e 90 tracce di artisti come Red Hot Chili Peppers, Bring Me the Horizon e Muse. Il gioco uscirà il 10 dicembre 2026.
Crazy Taxi World Tour
Crazy Taxi World Tour segna il ritorno del classico franchise arcade. Il nuovo trailer mostra la componente multiplayer cooperativa, con i giocatori che raccolgono passeggeri e seminano il caos in co-op. Il gioco uscirà nel 2027.
Turok: Origins
Lo sparatutto cooperativo di dinosauri Turok: Origins di Saber Interactive è stato rimandato alla primavera 2027, ma ha ricevuto un nuovo trailer che mostra il mix di shooting in prima e terza persona.
Gravhounds
Octopus Panic ha mostrato il primo sguardo al suo sparatutto cooperativo, Gravhounds, in cui i giocatori vestiranno i panni di soldati antropomorfi che costruiscono strutture e seminano il caos in una fisica esplosiva. Il gioco sarà disponibile in Early Access il 2 novembre 2026.
Path of Exile 2 1.0
Il free-to-play action RPG Path of Exile 2 di Grinding Gear Games uscirà finalmente dall’Early Access l’11 dicembre 2026, aggiungendo gli atti rimanenti della campagna e il debutto di una nuova classe: il Duellante.
Heroes of Might and Magic 3 Remake
Ubisoft riporta in vita un classico del genere strategico a turni: l’Heroes of Might and Magic 3 Remake porterà non solo il gioco base ma anche le sue due espansioni nell’era moderna con un aggiornamento grafico completo.
No Law
Il nuovo trailer di gameplay del FPS cyberpunk open-world No Law di Neon Giant mostra la varietà di approcci disponibili, tra furtività, sparatorie, hacking e persino l’applicazione di una granata a un Roomba. Il gioco arriverà nel 2027.
Ontos
Successore spirituale del gioco horror sci-fi SOMA, Ontos di Frictional Games vedrà i giocatori imbattersi in esperimenti andati terribilmente storto, come la coscienza di un malcapitato trasferita in un server di ratti.
Pony Island 2: Panda Circus
Pony Island 2: Panda Circus è il sequel del gioco metafittizio puzzle di Daniel Mullins Games del 2019, con un mix intrigante di gameplay 3D, platform 2D e persino segmenti in live-action. Il gioco arriverà il 27 aprile 2027.
Zoopunk
Il coniglio antropomorfo protagonista di Zoopunk potrebbe sembrare familiare: il gioco è ambientato nello stesso universo di F.I.S.T.: Forged In Shadow Torch di TiGame del 2021. Questa volta però è tutta azione, con un team composto da un coniglio, un rinoceronte e uno scoiattolo, ciascuno con il proprio stile di combattimento.
There Are No Ghosts at the Grand
There Are No Ghosts at the Grand è un gioco narrativo di restauro che vede i giocatori rinnovare edifici alla maniera di House Flipper, con una svolta soprannaturale: quando cala la notte, bisognerà investigare e cacciare fantasmi. Il gioco sarà disponibile in Early Access nel dicembre 2026.
Final Fantasy VII Revelation
Il terzo e ultimo capitolo della trilogia Final Fantasy VII Remake di Square Enix, Final Fantasy VII Revelation, ha ricevuto un nuovo trailer che mostra il nuovo Summon Tifone, un paracadute, un rampino e nuovi Chocobo. Il gioco arriverà nella primavera 2027.
The Witcher 3: Wild Hunt Remastered e Songs of the Past
CD Projekt Red ha chiuso la serata con un doppio annuncio. The Witcher 3: Wild Hunt Remastered porterà miglioramenti a combattimento, esplorazione e grafica, disponibile gratuitamente per tutti i possessori del gioco base il 29 settembre 2026. Sono stati mostrati anche nuovi materiali della terza espansione, Songs of the Past, prevista per il 2027.
Raccoon City avrà un serio problema con i cani. Nuovo materiale dal reboot di Resident Evil ha mostrato un’altra creatura del T-Virus che attenderà gli spettatori quando il film arriverà nelle sale italiane il 17 settembre 2026, un giorno prima del debutto americano, distribuito da Eagle Pictures e Sony Pictures. I fan di lunga data riconosceranno da dove il regista ha tratto ispirazione, ma quello che troveranno sullo schermo sarà decisamente più inquietante di quanto ricordassero.
I famosi cani infetti dei videogiochi faranno finalmente il salto al grande schermo, ma il regista Zach Cregger, già autore di Barbarian e Weapons, non si è limitato a ricreare le creature che i giocatori già conoscono.
Un reboot completamente originale, fedele al DNA dei giochi
Il nuovo Resident Evil è totalmente separato dai film con Milla Jovovich e propone una storia originale ambientata ai margini degli eventi di Resident Evil 2, permettendo al film di utilizzare Raccoon City e la mitologia della saga senza riscrivere direttamente l’avventura di Leon e Claire. La storia seguirà Bryan (Austin Abrams), un giovane corriere medico che ha la sfortuna di trovarsi a Raccoon City proprio quando il T-Virus inizia a diffondersi, trasformando persone e animali in orrori mutati. Accanto ad Abrams figurano nel cast Paul Walter Hauser, Kali Reis e Zach Cherry. La fotografia è affidata a Dariusz Wolski, già collaboratore di Ridley Scott per numerosi film.
Il cane infetto mostrato nel nuovo footage presenta più tentacoli che si estendono dalla bocca, quasi come versioni grottesche della lingua di una rana. Bryan sembra inizialmente pensare che una recinzione tra lui e la creatura lo tenga al sicuro: l’anatomia mutata del mostro rende quella barriera decisamente meno rassicurante.
Second New TV Spot for the Resident Evil Movie 🧟♂️
A new trailer titled “SOS” has been released for the Resident Evil movie directed by Zach Cregger, featuring more never-before-seen footage.
Non solo zombie: il T-Virus come motore di mutazioni imprevedibili
Cregger aveva già spiegato al Comic-Con il suo approccio al virus: “Non sono solo zombie. È un T-Virus. Non è come Romero, dove l’inferno è pieno e quindi i morti camminano sulla Terra. Qualsiasi cosa biologica muterà e sarà influenzata da questo virus in modo strano. E così ti permette di andare oltre il semplice zombie.”
Il regista ha anche anticipato che nel film ci saranno altri elementi inediti costruiti attorno a concetti familiari ai fan della saga: “Ci sono cose di cui non posso parlare perché non voglio spoilerarle. Ma ci sono molte meccaniche uniche in questo film che si muovono comunque all’interno delle regole dei giochi di Resident Evil. Non le avete mai viste prima, credo, e ne sono molto orgoglioso.”
Solo poche settimane dopo essere stato annunciato come Gilderoy Allock nella seconda stagione della serie HBO Harry Potter, Nicholas Hoult è stato costretto ad abbandonare il ruolo a causa di un conflitto di agenda. HBO ha già trovato il suo sostituto, e si tratta di qualcuno che conosce bene i grandi franchise fantasy: Kit Harington interpreterà il vanitoso professore di Difesa contro le Arti Oscure.
Secondo Deadline, le date di produzione delle scene di Hoult sono cambiate, creando un conflitto con un altro progetto già in calendario. L’attore resterà impegnato con DC Studios, dove riprenderà il ruolo di Lex Luthor in Superman: Man of Tomorrow al fianco di David Corenswet.
Da Jon Snow a Gilderoy Allock: una trasformazione radicale
Harington è noto soprattutto per il ruolo di Jon Snow in Il Trono di Spade, un personaggio che potrebbe difficilmente essere più lontano da Lockhart. Il professore di Hogwarts è flamboyant, narcisista, ossessionato dalla propria fama e convinto che tutti debbano essere altrettanto impressionati da lui quanto lo è di sé stesso. Vedere Harington abbracciare quella trasformazione sarà decisamente interessante, soprattutto se HBO gli affiderà anche la bionda capigliatura iconica del personaggio.
C’è anche una connessione curiosa che rende il casting più di una semplice coincidenza legata a HBO: Harington ha già interpretato Gilderoy Allock in precedenza. L’attore aveva prestato la voce al personaggio nelle Harry Potter: The Full-Cast Audio Editions, nello specifico nell’adattamento di Harry Potter e la Camera dei Segreti per Audible. Il cerchio si chiude in modo piuttosto elegante.
Il personaggio di Allock e il precedente di Kenneth Branagh
Allock arriva a Hogwarts nella Camera dei Segreti come nuovo professore di Difesa contro le Arti Oscure, celebre autore e presunto avventuriero con una raccolta impressionante di storie sulle proprie imprese eroiche. Harry, Ron, Hermione e il resto degli studenti scopriranno presto che la realtà dietro la sua persona pubblica è ben diversa da quello che appare. Il ruolo era stato interpretato in modo memorabile da Kenneth Branagh nel film del 2002, quindi Harington avrà tutto lo spazio necessario per creare la propria versione del personaggio per la serie HBO.
La prima stagione di Harry Potter debutterà su Max il 25 dicembre 2026, mentre la produzione della seconda stagione, che adatterà La Camera dei Segreti, sta già procedendo. Harington è il primo grande annuncio di casting legato alla seconda stagione, e certamente non sarà l’ultimo: la Camera dei Segreti introduce diversi personaggi importanti che non erano presenti nel primo anno di Harry a Hogwarts.
Da oggi, 23 agosto, la community PlayStation è chiamata ad abbandonare controller, console e acquisti digitali. Si chiama PS Blackout ed è una mobilitazione che invita i giocatori a non utilizzare le piattaforme di Sony per un’intera settimana, con l’obiettivo di mandare un segnale all’azienda sulle politiche che riguardano il futuro dell’ecosistema PlayStation.
L’iniziativa, che prenderà il via oggi alle 19:00, proseguirà fino alle 19:00 del 30 agosto, seguendo l’orario locale di ciascun partecipante. L’invito dei promotori è piuttosto semplice: non accendere le console, non effettuare il login e non acquistare giochi o contenuti sulle piattaforme PlayStation.
Cosa è il PS Blackout?
Al centro della protesta c’è soprattutto il futuro del formato fisico dei videogiochi. I promotori contestano infatti la prospettiva di un possibile stop alla produzione dei dischi a partire dal 2028, una eventualità che riaccende una discussione ormai tutt’altro che nuova nel mondo videoludico.
Per una parte della community, il supporto fisico continua a rappresentare un elemento fondamentale per garantire la proprietà, la conservazione e la possibilità di circolazione dei videogiochi. Il timore è che un mercato sempre più orientato verso il digitale possa ridurre progressivamente queste possibilità.
Il malcontento, tuttavia, non si limita ai dischi. Tra gli argomenti sollevati dai partecipanti alla mobilitazione figurano anche la strategia live service di Sony, la gestione di PS VR2 e una presunta scarsa attenzione nei confronti di alcune serie storiche del catalogo PlayStation.
Una settimana senza PlayStation
La scelta di interrompere l’utilizzo delle console per sette giorni non è casuale. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è infatti quello di incidere sulla metrica degli utenti attivi, uno degli indicatori utilizzati per valutare l’andamento di un ecosistema digitale.
L’idea è quindi quella di trasformare il comportamento dei singoli giocatori in un segnale collettivo: meno accessi, niente acquisti e nessuna attività sulle piattaforme PlayStation per mostrare a Sony quanto una parte della community consideri ancora importante il tema della proprietà dei videogiochi e del supporto fisico.
Naturalmente, resta da capire quanto sarà ampia l’adesione. Sui social alcuni utenti hanno già dichiarato di aver spento la propria PS5 prima dell’inizio ufficiale dell’iniziativa, ma sarà necessario attendere la conclusione del blackout per valutare l’eventuale impatto concreto.
Sony wants to abandon fans? Let’s give them a small taste of their own medicine!
Together with other creators we call for a 1 week #PSBlackout in August. No logins, no play sessions, no purchases on any of Sony’s platforms.
Il PS Blackout arriva inoltre in un momento particolarmente delicato per il rapporto tra Sony e una parte della propria community.
Alla vigilia della protesta, le comunicazioni di PlayStation relative ai Termini di Servizio hanno contribuito a riaccendere la discussione sulla proprietà digitale, mentre il dibattito si è esteso anche alle possibili conseguenze commerciali di un eventuale abbandono dei supporti fisici e ai possibili cambiamenti dei prezzi sul PlayStation Store.
Secondo quanto riportato, durante l’incontro con gli azionisti del 31 luglio, il CFO Lin Tao avrebbe escluso conseguenze negative per il business dell’azienda.
Sony risponderà al PS Blackout?
Come detto, per il momento, quindi, la vera incognita è rappresentata dai numeri.
Il PS Blackout durerà sette giorni e soltanto dopo il 30 agosto sarà possibile capire se la mobilitazione avrà raggiunto una dimensione sufficiente per produrre un effetto percepibile sulle metriche di utilizzo dell’ecosistema PlayStation.
La protesta potrebbe quindi trasformarsi in un semplice appuntamento social oppure diventare un segnale più significativo per Sony. Per scoprirlo, basterà aspettare una settimana. Nel frattempo, per chi aderirà, il piano è decisamente semplice: PS5 spenta, portafoglio chiuso e controller a riposo.
Dopo quasi vent’anni di attesa possiamo finalmente dirlo: Il Mistero dei Templari 3 è ufficialmente in sviluppo, senza se e senza ma.
La conferma arriva direttamente da John Turteltaub, regista dei primi due film, che ha annunciato il ritorno del franchise durante una registrazione dal vivo del podcast National Treasure Hunt.
Ovviamente, il regista ha portato con sé il dettaglio che interessa probabilmente di più ai fan: Nicolas Cage tornerà nei panni del cacciatore di tesori e crittografo Benjamin Gates.
Il Mistero dei Templari 3 e i suoi misteri
La notizia arriva dopo diversi aggiornamenti incoraggianti degli ultimi mesi. Il produttore Jerry Bruckheimer aveva già lasciato intendere che il progetto fosse tornato a muoversi, ma questa volta Turteltaub ha deciso di spazzare via definitivamente quell’aura di mistero e incertezza che avevano caratterizzato le più recenti novità relative al progetto.
Durante l’evento, il regista ha spiegato di avere finalmente una sceneggiatura che considera all’altezza del progetto e che Disney ha dato il via libera allo sviluppo del film.
La frase che ha fatto esplodere il pubblico è stata semplice e inequivocabile: “Sta succedendo.”
Insomma, dopo anni passati a cercare indizi, decifrare mappe e probabilmente a domandarsi se la pagina 47 del Libro dei Presidenti nascondesse davvero qualcosa, l’atteso terzo capitolo della saga è pronto a diventare realtà.
Naturalmente, Turteltaub ha anche ricordato che a Hollywood nulla è davvero scolpito nella pietra fino a quando le telecamere non iniziano a girare. Con il consueto umorismo, ha scherzato sul fatto che se Nicolas Cage venisse investito da un autobus, il film non si potrebbe fare.
Una battuta che nasconde comunque una realtà molto semplice: il progetto adesso è davvero ufficiale, ma non ha ancora una data di uscita.
Una saga che ha bisogno di diventare trilogia
Il primo film, arrivato al cinema nel 2004, seguiva le gesta di Benjamin Franklin Gates, storico e appassionato di enigmi che si metteva sulle tracce di un leggendario tesoro appartenuto ai massoni.
Al suo fianco c’erano Riley Poole, interpretato da Justin Bartha, e Abigail Chase, interpretata da Diane Kruger. Il gruppo si trovava coinvolto in una caccia al tesoro decisamente poco convenzionale, nella quale la Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti diventava addirittura un gigantesco pezzo del puzzle.
Il film, diretto da Turteltaub e prodotto da Jerry Bruckheimer, fu un successo commerciale nonostante l’accoglienza critica piuttosto contrastante. Con un budget di circa 100 milioni di dollari, arrivò a incassare 347,5 milioni di dollari in tutto il mondo.
Il secondo film fece ancora meglio. Nel 2007 Cage tornò con Il mistero delle pagine perdute, pellicola che portò Benjamin Gates in una nuova caccia internazionale e che raccolse circa 459 milioni di dollari totali a fronte di un budget di 130 milioni.
Mizu ha ancora un bel po’ di strada da percorrere prima di consumare la sua vendetta, ma ormai sappiamo anche quando terminerà il suo viaggio. Blue Eye Samurai è stata ufficialmente rinnovata per una terza e ultima stagione, mentre la stagione 2 si è mostrata con un nuovo trailer che ha svelato il mese di uscita dei nuovi episodi.
La serie animata di Netflix creata da Amber Noizumi e Michael Green tornerà a gennaio 2027, mentre la produzione della terza stagione è già iniziata e il capitolo conclusivo è attualmente previsto per il 2028.
Mizu arriva a Londra
La storia riprenderà dopo gli eventi della prima stagione, con Mizu impegnata a proseguire la propria ricerca di vendetta.
L’ultima volta che l’avevamo vista, infatti, l’abile guerriera aveva intrapreso un viaggio verso Londra intenzionata a trovare i due uomini ancora rimasti tra quelli che potrebbero essere suo padre.
Il nuovo capitolo sposterà quindi parte dell’azione fuori dal Giappone, mettendo Mizu davanti a una serie di nuove minacce e situazioni decisamente poco rilassanti.
Un nuovo Shogun
La seconda stagione vedrà Mizu affrontare nuovi alleati, vecchi nemici e i propri demoni, lontano dal Giappone, ma il suo viaggio non sarà l’unica storia raccontata nei nuovi episodi.
In Giappone, infatti, Akemi e Taigen si troveranno a muoversi all’interno del Castello di Edo, sotto il controllo di un nuovo e pericoloso shogun.
Nel frattempo, Ringo sarà alle prese con una domanda decisamente più filosofica: capire quale possa essere il suo nuovo scopo nella vita.
Insomma, mentre Mizu prende una nave diretta verso Londra, gli altri protagonisti avranno parecchio da fare anche dall’altra parte del mondo.
Blue Eye Samurai, una delle serie anime più apprezzate di Netflix
Blue Eye Samurai ha debuttato sulla piattaforma nel 2023 e ha rapidamente conquistato pubblico e critica grazie alla sua particolare combinazione di animazione spettacolare, dramma, combattimenti e una storia ambientata nel Giappone del periodo Edo.
La serie ha inoltre ottenuto importanti riconoscimenti: la prima stagione ha conquistato quattro Creative Arts Emmy Awards, incluso il premio per il Miglior programma animato, oltre a sei Annie Awards su sei nomination.
Al centro della storia c’è Mizu, guerriera giapponese di origini miste impegnata in una personale ricerca di vendetta contro quattro uomini bianchi, rimasti illegalmente in Giappone dopo la chiusura dei confini imposta dallo shogunato Tokugawa, tra i quali potrebbe esserci anche suo padre.
Nani in battaglia, scheletri armati di spade, creature mutanti, un villain che si rifiuta di restare morto e un guerriero che urla “SEGA!” prima di lanciarsi in combattimento. Golden Axe sa esattamente che tipo di serie vuole essere. Il primo trailer dell’adattamento animato del classico picchiaduro fantasy di SEGA è finalmente arrivato, offrendo uno sguardo entusiasante sull’avventura assurda in arrivo su Paramount+ a partire dal 16 settembre 2026.
Invece di prendere sul serio il suo mondo di spade e stregoneria, la serie abbraccia l’assurdità del gioco arcade originale del 1989 mescolandola con una commedia consapevole di sé stessa. A co-crearla sono Mike McMahan, già autore di Star Trek: Lower Decks e Solar Opposites, e Joe Chandler, che conta tra i suoi crediti American Dad e la serie animata Napoleon Dynamite. McMahan e Chandler hanno co-scritto il primo episodio e figurano entrambi come produttori esecutivi, con Chandler nel ruolo di showrunner.
La trama: Death Adder è di nuovo vivo e qualcuno deve fermarlo (di nuovo)
Il gioco originale permetteva ai giocatori di scegliere tra tre guerrieri e farsi strada attraverso la terra fantasy di Yuria per sconfiggere Death Adder e reclamare la leggendaria Ascia d’Oro. La serie non finge che quella formula fosse particolarmente complicata: Tyris Flare lo riassume perfettamente nel trailer, spiegando che il piano sarà affrontare una serie di nemici progressivamente più difficili fino alla grande battaglia finale con Death Adder (per poi ucciderlo per sempre). Ovviamente, uccidere Death Adder “per sempre” non sarà così semplice: la storia riunirà Gilius Thunderhead, Ax Battler e Tyris Flare dopo che il villain tornerà misteriosamente in vita per l’ennesima volta.
La missione del trio verrà ulteriormente complicata dall’arrivo di Hampton Squib, un aspirante avventuriero entusiasta che ha trascorso tutta la vita a sognare di partire per un’impresa epica, ma che è comicamente impreparato a sopravviverne una vera.
Il cast vocale
Matthew Rhys, attualmente protagonista di un altro successo con Widow’s Bay, darà la voce a Gilius Thunderhead, “un nano da battaglia scontroso con un’igiene particolarmente scarsa e un forte senso del risentimento”. Liam McIntyre, già star di Spartacus e prossimamente impegnato nel videogioco Marvel’s Wolverine, sarà Ax Battler, “un guerriero barbaro con un rigido codice d’onore e la docile dolcezza di un golden retriever”. Lisa Gilroy di Jury Duty interpreterà Tyris Flare, “letale in combattimento e ancora più letale con la sua arguzia tagliente”. Danny Pudi sarà Hampton Squib, il novellino ingenuo e inesperto. Completa il cast Carl Tart nei panni di Chronos “Evil” Lait, “un pantera umanoide imbarazzantemente pacchiana”.
Il trailer include anche molti degli elementi che avevano reso i giochi così divertenti: gli scheletri con la spada, la Death Armor senza testa e le creature affettuosamente ribattezzate “fidati mostriciattoli viola mutanti”. Golden Axe ha impiegato oltre un decennio per arrivare sullo schermo, con tentativi di adattamento che risalgono al 2014, prima che il progetto ricevesse un ordine di 10 episodi nel 2024. La serie debutterà in esclusiva su Paramount+ il 16 settembre 2026. Una data italiana non è ancora stata annunciata, ma la piattaforma è disponibile in Italia tramite Apple TV.