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Fast & Furious sbarca in TV: una nuova serie in arrivo su Peacock

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La saga di Fast & Furious è andata letteralmente ovunque — dalle strade di Tokyo fino allo spazio. Ora si prepara a fare il salto sul piccolo schermo, con un’espansione televisiva ufficialmente in lavorazione. L’annuncio è arrivato direttamente da Vin Diesel, durante la presentazione dei palinsesti NBCUniversal a New York, insieme a Jimmy Fallon. Quattro progetti in pipeline, anche se i dettagli sulla trama restano per ora top secret.

“Negli ultimi dieci anni ci siamo resi conto che i fan volevano di più”, ha dichiarato Diesel sul palco. “Volevano che ampliassimo i personaggi storici, le loro storie. Negli ultimi dieci anni il desiderio è stato quello di entrare nel mondo della televisione, che Fallon ha saputo padroneggiare. E ho dovuto aspettare il momento giusto. È diventato giusto quando Donna Langley ha iniziato a supervisionare tutto, perché è stato lì che ho capito che l’integrità dei personaggi, l’appeal internazionale, tutto quello che ci fa sentire una famiglia, sarebbe stato protetto anche nello spazio televisivo. La notizia che ho oggi è che Peacock lancerà quattro serie dall’universo di Fast and Furious.”

La realtà dietro l’annuncio

Le fonti interne alla piattaforma hanno però ridimensionato leggermente l’entusiasmo di Diesel. Secondo quanto riportato da The Hollywood Reporter e Variety, in questo momento una sola serie di Fast & Furious è ufficialmente in sviluppo presso Peacock, mentre gli altri progetti annunciati dall’attore sono in vari stadi di sviluppo presso Universal TV. Una distinzione non da poco, ma comunque un segnale chiaro della volontà di NBCUniversal di investire sul franchise anche nel mondo seriale.

Diesel sarà tra i produttori esecutivi della serie attualmente in lavorazione, insieme a Sam Vincent, Neal Moritz, Pavun Shetty, Jeff Kirschenbaum e Chris Morgan. Alla guida creativa figurano Mike Daniels (Sons of Anarchy) e Wolfe Coleman (Shades of Blue) come co-showrunner. Una squadra solida, abituata a gestire serie d’azione con un forte taglio caratteriale.

Per il pubblico italiano la buona notizia è che i contenuti Peacock sono disponibili attraverso Sky e NOW, grazie all’accordo di distribuzione tra NBCUniversal e Sky. Sarà quindi probabile poter accedere alla serie anche nel nostro Paese una volta arrivata sulla piattaforma americana, anche se al momento non sono state comunicate date di uscita ufficiali.

Il futuro al cinema: Fast Forever

Mentre prende forma il lato seriale del franchise, il cinema non si ferma. L’undicesimo e penultimo capitolo della saga, intitolato Fast Forever, è atteso al cinema il 17 marzo 2028 (data internazionale, italiana ancora da confermare). La sceneggiatura è affidata a Michael Lesslie, già noto per i prequel di Hunger Games. Non è ancora chiaro se Louis Leterrier — che aveva sostituito Justin Lin alla regia di Fast X — resterà al timone anche per questo capitolo.

Quello che è praticamente certo è il ritorno dei volti storici del cast: Michelle Rodriguez come Letty Ortiz, Tyrese Gibson nel ruolo di Roman Pearce, Ludacris come Tej Parker, Nathalie Emmanuel come Ramsey, Sung Kang come Han Lue, Jordana Brewster nei panni di Mia Toretto, Jason Statham come Deckard Shaw e Charlize Theron come Cipher. Una reunion completa per quello che dovrebbe essere uno degli ultimi giri di pista della famiglia Toretto.

Vale la pena ricordare che il franchise di Fast & Furious — nato nel 2001 con il primo film firmato Universal Pictures — ha incassato complessivamente oltre 7 miliardi di dollari al botteghino mondiale tra gli 11 film attuali, includendo anche lo spin-off Hobbs & Shaw e la serie animata Spy Racers trasmessa su Netflix tra il 2019 e il 2021.

Le vecchie action figure di Star Wars con spade laser telescopiche (e difettose) oggi valgono una fortuna

Alcune delle primissime action figure di Star Wars oggi valgono cifre completamente folli.

La cosa più assurda è che quelle più preziose sono proprio le versioni “difettose”.

Le action figure Kenner del 1978

Nel 1978 Kenner lanciò la sua prima storica linea di action figure dedicate a Star Wars. Tra i personaggi presenti c’erano Darth Vader, Obi-Wan Kenobi e Luke Skywalker, strenne celebrate anche dalla docu-serie Netflix “I giocattoli della nostra infanzia“.

Ma queste prime versioni avevano una caratteristica speciale destinata a entrare nella leggenda del collezionismo: le spade laser “telescopiche”.

In pratica, le lightsaber erano composte da due sezioni estensibili: una parte esterna più spessa e una sottilissima interna che fuoriusciva simulando l’accensione della lama.

Sulla carta sembrava una figata galattica, ma nella realtà si rompevano soltanto guardandole.

Un errore di produzione che oggi vale centinaia di migliaia di dollari

A causa della fragilità del sistema, la Kenner eliminò rapidamente queste action figure dalle fragili spade laser estraibili sostituendole con una versione molto più resistente a pezzo unico.

Ed è qui che nasce la magia del collezionismo, perché quelle primissime figure distribuite prima del cambio di produzione sono diventate rarissime, e quando in questo mondo qualcosa è raro, succede inevitabilmente una cosa: il mercato e internet impazziscono.

Darth Vader venduto a oltre 130 mila dollari

Uno degli esempi più clamorosi arriva dalla collezione di Jeff Jacob, dove una figure di Darth Vader del 1978 è stata venduta all’asta tramite Hake’s Auctions per l’incredibile cifra di 130.095 dollari.

Parliamo di un modello classificato come Darth Vader 12 Back-A AFA 80 NM (Double-Telescoping, POP 4): roba rarissima, praticamente un Santo Graal per i collezionisti di Star Wars.

La funzione “double-telescoping” venne utilizzata soltanto su tre figure prima di essere abbandonata: Darth Vader con spada rossa, Obi-Wan Kenobi con spada blu e Luke Skywalker con spada gialla. Quest’ultimo dettaglio rappresenta qualcosa di curioso che oggi fa sorridere i fan più esperti, considerando che il personaggio nei film è storicamente associato alle lame blu e verdi.

Ma proprio queste “incongruenze” rendono le figure ancora più affascinanti agli occhi dei collezionisti.

Una figure di Obi-Wan Kenobi proveniente dalla stessa collezione è stata venduta nel gennaio 2025 per oltre 105.000 dollari, mentre una versione di Luke Skywalker ha raggiunto circa 84.000 dollari nel marzo successivo.

Il motivo per cui Darth Vader resta il più costoso? Semplice: è ancora più raro. Secondo i collezionisti, la sua versione è “infinitamente più rara” rispetto alle altre, oltre a essere stata la prima figure Darth Vader classificata AFA 80 mai apparsa in asta.

Le confezioni sigillate valgono oro

Ovviamente il vero tesoro è rappresentato dalle action figure ancora sigillate nella confezione originale.

Esistono pochissimi esemplari in condizioni perfette, tanto che online un utente Reddit ha dichiarato di possedere una versione mai aperta di Obi-Wan, sottolineando come soltanto 12 o 13 esemplari abbiano mai raggiunto certi standard di valutazione.

Quindi, se avete ancora vecchi giocattoli di Star Wars nascosti da qualche parte, in soffitta o in cantina, forse è arrivato il momento di dare un’occhiata.

Se non troverete una action figure rara, almeno passerete un pomeriggio immersi nella nostalgia.

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Xbox annuncia il nuovo Game Pass Starter Edition, una versione economica in collaborazione con Discord

Negli ultimi anni Xbox e Discord sono diventati praticamente inseparabili nel mondo gaming. Tra chat vocali, community infinite e animate sessioni notturne tra gamer incalliti, era solo questione di tempo prima che le due piattaforme decidessero di collaborare ancora più seriamente.

Le due società hanno annunciato una nuova partnership che introdurrà una versione economica del Game Pass dedicata agli utenti di Discord Nitro. Si tratta di una specie di “Game Pass Starter Pack” ma senza che il prezzo di Nitro aumenti.

Cos’è il nuovo Game Pass Starter Edition?

A partire da questa settimana, gli abbonati a Discord Nitro riceveranno automaticamente accesso a una nuova edizione ridotta di Xbox Game Pass.

La nuova formula includerà:

  • oltre 50 giochi Xbox e PC scaricabili;
  • 10 ore mensili di cloud gaming;
  • accesso a una selezione di titoli già molto amati dalla community.

Tra i giochi confermati troviamo: DayZ; Deep Rock Galactic; Fallout 4; Grounded; Overcooked! 2; Stardew Valley.

Discord Nitro non cambia prezzo

Come già detto, la parte interessante è che Discord non aumenterà il costo dell’abbonamento Nitro.

Il servizio continuerà a costare circa 10 dollari al mese (o 100 dollari annuali), includendo tutte le funzioni premium già esistenti:

  • upload di file più grandi;
  • emoji personalizzate;
  • profili custom per server;
  • qualità streaming migliorata;
  • vantaggi estetici vari che trasformano ogni utente in una versione RGB di sé stesso.

Xbox continua a reinventare il Game Pass

Il 2026 di Xbox è stato parecchio movimentato. Negli ultimi mesi Xbox Game Pass Ultimate ha subito diversi cambiamenti, alcuni accolti bene, altri molto meno.

Da una parte Microsoft ha abbassato alcuni prezzi degli abbonamenti, riconoscendo apertamente che il servizio stava diventando troppo costoso per molti giocatori. Dall’altra, però, ha anche confermato che i futuri titoli di Call of Duty non arriveranno più al day one sulle fasce più economiche del servizio.

Una decisione che ha generato parecchie discussioni online, perché diciamolo: togliere il day one di Call of Duty ai gamer non è affatto una cosa da poco.

xbox game pass

Una partnership che avvantaggia tutti

Questa collaborazione sembra una mossa molto furba da entrambe le parti.

Microsoft amplia il pubblico di Game Pass intercettando milioni di utenti Discord già fortemente legati al gaming PC e multiplayer, mentre Discord aggiunge un vantaggio concreto al proprio abbonamento premium senza aumentarne il prezzo.

Probabilmente è proprio questo il dettaglio più importante, perché al giorno d’oggi i giocatori sembrano ormai avere raggiunto il limite psicologico degli abbonamenti multipli. Tra streaming, gaming, cloud e servizi online vari, ogni nuova spesa viene ponderata con estrema attenzione.

Un Game Pass “lite” per il futuro?

La vera domanda ora è un’altra: questa Starter Edition è solo un bonus per Discord Nitro, oppure è il primo passo verso una nuova strategia Microsoft per rendere l’ecosistema Xbox più accessibile?

Se c’è una cosa che il mercato gaming ha imparato negli ultimi anni, è che i giocatori vogliono flessibilità e premiano chi si muove in quella direzione.

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Principessa Mononoke torna al cinema in 4K: nuovo doppiaggio italiano per il capolavoro di Hayao Miyazaki

Principessa Mononoke, il capolavoro anime firmato da Hayao Miyazaki tornerà nelle sale italiane in una spettacolare versione restaurata in 4K, accompagnata da un nuovo adattamento e doppiaggio italiano.

L’appuntamento con il film, distribuito da Lucky Red in collaborazione con Studio Ghibli Italia, è dal 4 al 10 giugno con prevendite già aperte.

L’essenza stessa dello Studio Ghibli

Quando uscì nel 1997, Principessa Mononoke non fu “solo” un enorme successo: diventò il più grande incasso nella storia del cinema giapponese dell’epoca e contribuì a trasformare Studio Ghibli in un fenomeno globale.

A quasi trent’anni di distanza, il film conserva ancora tutta la sua forza e ciò che lo rende un unicum: il conflitto tra uomo e natura, l’ambiguità morale dei personaggi e l’impatto visivo incredibile delle animazioni

Vedere questo anime sul grande schermo è un’esperienza completamente diversa rispetto a qualsiasi TV.

 

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Un nuovo doppiaggio italiano

Ma la vera novità riguarda senza dubbio il nuovo adattamento italiano. Per capire perché, bisogna fare un piccolo viaggio nel passato.

Il primo doppiaggio del 2000, venne realizzato da C.T.A. e basato principalmente sulla versione inglese. Negli anni è stato fortemente criticato per via delle modifiche ai dialoghi, le alterazioni rispetto all’originale giapponese e altri aspetti dell’adattamento considerati poco fedeli.

Nel 2014 Lucky Red riportò il film al cinema con un nuovo adattamento diretto da Gualtiero Cannarsi. Questa versione puntava a una fedeltà estrema all’originale giapponese, ma finì al centro di infinite polemiche e discussioni per un linguaggio considerato troppo aulico e artificioso.

Insomma, qualunque fan anime italiano ha un’opinione fortissima su Principessa Mononoke e il suo doppiaggio.

Trama di Principessa Mononoke

Così LuckyRed descrive la trama dell’anime: “Ashitaka, un giovane guerriero della dinastia Emishi, è costretto a uccidere un cinghiale selvatico posseduto da una divinità malvagia. Ferito al braccio dall’animale, il giovane colpito da una maledizione mortale, deve lasciare il suo villaggio per cercare il modo di neutralizzarla. Durante il suo viaggio si imbatte nella giovane San, una ragazza allevata da lupi e soprannominata Principessa Mononoke, ‘la principessa degli spettri’, e conosce anche i suoi nemici umani, i Tatara, una comunità di fabbri costruttori di armi da fuoco, guidati da Lady Eboshi, volitiva leader che ha come obiettivo la distruzione delle foreste abitate dai lupi e dagli altri animali cari a San”.

Il restauro 4K: sarà la versione definitiva?

La nuova edizione dovrebbe utilizzare il restauro 4K già mostrato in Giappone negli scorsi mesi, supervisionato direttamente da Atsushi Okui, storico responsabile dell’imaging digitale di Studio Ghibli.

Il restauro, durato circa dieci anni, è stato realizzato per preservare il film esattamente come era stato concepito originariamente dal team creativo: colori, texture e animazioni come non li abbiamo mai visti prima.

Un’occasione da non perdere

Che siate cresciuti con Studio Ghibli o che non abbiate mai visto Mononoke al cinema, questa è una di quelle occasioni che capitano raramente.

Perché certi film non si guardano soltanto, ma si vivono, e tornare nella foresta degli spiriti in 4K sarà comunque magia pura.

Quindi bando alle ciance, cercate subito la sala più vicina a voi a questo indirizzo per acquistare i biglietti.

Star Wars: l’ordine cronologico per guardare tutti i film e le serie TV della saga

Mancano meno di due settimane all’arrivo nelle sale italiane di The Mandalorian & Grogu, e per molti fan è il momento perfetto per rimettersi in pari con l’intero universo di Star Wars. Ma in che punto della cronologia si colloca esattamente il nuovo film? E soprattutto, qual è il modo migliore per affrontare l’enorme quantità di film, serie live-action e produzioni animate che compongono ormai la saga?

C’è chi preferisce guardare Star Wars in ordine di uscita: una scelta che ha i suoi vantaggi, perché permette di vivere la saga così come ha preso forma e di cogliere l’evoluzione dei temi narrativi. Ma seguire la cronologia interna è altrettanto gratificante, perché aiuta a unire più facilmente i fili narrativi sparsi tra film e serie.

In questa guida trovate tutti i film e le serie canoniche di Star Wars, incluso The Mandalorian & Grogu, in ordine cronologico. L’unica eccezione sono le serie antologiche Tales, ambientate principalmente durante le Guerre dei Cloni o l’era oscura dell’Impero: meglio recuperarle dopo La vendetta dei Sith.

Una nota tecnica: gli eventi di Star Wars sono datati in base alla loro relazione con Una nuova speranza, il primo film della saga. Si usano le sigle BBY (Before Battle of Yavin, prima della Battaglia di Yavin) e ABY (After Battle of Yavin, dopo).

Natalie Portman Padme Amidala Star Wars

L’Alta Repubblica e l’inizio della saga degli Skywalker

Star Wars: Le avventure dei giovani Jedi (232 BBY) Pensata per i più piccoli, ma di qualità sorprendente. Questa serie animata in due stagioni esplora l’epoca dell’Alta Repubblica, l’età d’oro dei Jedi e della Repubblica, quando la luce del lato chiaro brillava in tutta la galassia. Le storie si intrecciano con cura con l’iniziativa editoriale Star Wars: The High Republic.

The Acolyte (132 BBY) La serie creata da Leslye Headland è ambientata cento anni prima della saga degli Skywalker, alla fine dell’era dell’Alta Repubblica. Mostra un Ordine Jedi che lotta già contro il proprio lato oscuro, mentre la minaccia dei Sith ricomincia a crescere. Cancellata dopo la prima stagione, ha lasciato molti fili narrativi in sospeso.

Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma (32 BBY) Qui comincia ufficialmente la saga degli Skywalker. Il Jedi Qui-Gon Jinn incontra il piccolo Anakin Skywalker, mentre il corrotto politico Sheev Palpatine inizia la sua scalata al potere. Darth Maul emerge dall’ombra e la Federazione dei Mercanti attacca Naboo: la galassia si avvia verso il caos.

Star Wars: Episodio II – L’attacco dei cloni (22 BBY) I Sith orchestrano l’inizio delle Guerre dei Cloni, il conflitto galattico che porterà al crollo della Repubblica. Anakin, ormai Padawan, intreccia una relazione proibita con la senatrice Padmé Amidala mentre cerca di gestire i suoi attaccamenti.

Star Wars: The Clone Wars (22 BBY – 19 BBY) La saga degli Skywalker tocca solo l’inizio e la fine delle Guerre dei Cloni. Per esplorare il conflitto nella sua interezza, c’è questa straordinaria serie animata in sette stagioni. Inizialmente cancellata da Disney, ha ritrovato il suo finale solo nel 2020 su Disney+. Gli ultimi quattro episodi si svolgono in parallelo a La vendetta dei Sith.

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Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith (19 BBY) Il punto di svolta dell’intera saga: le Guerre dei Cloni si concludono con la vittoria dei Sith e l’ascesa dell’Impero. Considerato il vertice della trilogia prequel, è un’epopea sulla caduta di un Jedi. La novelizzazione di Matt Stover è una delle migliori mai scritte su Star Wars.

L’era oscura dell’Impero

Star Wars: The Bad Batch (19 BBY – 17 BBY circa) Spin-off di The Clone Wars, segue la Squadra Clone 99, un gruppo di cloni mutanti che diserta durante l’era oscura. Tre stagioni magistrali che raccolgono molti fili lasciati in sospeso da The Clone Wars e anticipano alcuni elementi della trilogia sequel.

Maul: Shadow Lord (18 BBY circa) La più recente serie animata della saga. Difficile collocarla con precisione, ma i design degli stormtrooper suggeriscono che si svolga intorno al 18 BBY. Maul cerca un apprendista per vendicarsi di Palpatine e finisce per scontrarsi con il nuovo apprendista dell’Imperatore.

Solo: A Star Wars Story (10 BBY circa) Ambientato circa un decennio prima di Una nuova speranza, è il film che racconta le origini di Han Solo. Alden Ehrenreich indossa i panni del giovane contrabbandiere e il film tocca anche le attività criminali di Maul.

Solo: A Star Wars Story

Obi-Wan Kenobi (9 BBY) La vendetta dei Sith si era chiusa con Obi-Wan in esilio su Tatooine. La serie Disney+ lo ritrova dieci anni dopo, costretto a rimettersi in gioco. Un evento importante per i fan grazie al ritorno di Ewan McGregor e Hayden Christensen.

La nascita della Ribellione

Andor – Stagione 1 (5 BBY) Creata da Tony Gilroy, Andor è un capolavoro acclamato che racconta la resistenza all’Impero dal basso. La prima stagione narra le origini di Cassian Andor, agente ribelle destinato a cambiare la storia della galassia.

Andor – Stagione 2 (4 BBY – 1 BBY) La seconda stagione è suddivisa in più blocchi temporali, ciascuno ambientato a un anno di distanza dall’altro. Racconta come l’Alleanza Ribelle sia diventata una forza con cui fare i conti, e si sovrappone agli eventi di Star Wars Rebels.

diego luna cassian andor star wars

Star Wars Rebels (3 BBY – 1 BBY) Sequel spirituale di The Clone Wars, racconta la storia di una singola cellula ribelle su Lothal. La serie pone le basi per molti elementi della mitologia di Star Wars e riporta in scena Ahsoka Tano per uno scontro epocale con Darth Vader.

Rogue One: A Star Wars Story (1 BBY) Ambientato immediatamente prima di Una nuova speranza, è uno dei migliori film Star Wars dell’era Disney. Jyn Erso guida una squadra incaricata di recuperare i piani della Morte Nera. Il finale ospita una delle scene più iconiche di Darth Vader.

La trilogia originale di Star Wars

Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza (0 BBY) Il film che ha dato il via a tutto. Luke Skywalker, Leia Organa e Han Solo si uniscono per affrontare l’Impero. Una classica storia di eroismo che, vista nel contesto della cronologia, assume un significato ancora più profondo.

Star Wars: Episodio V – L’Impero colpisce ancora (3 ABY) La Guerra Civile Galattica prosegue e arriva uno dei colpi di scena più memorabili della storia del cinema. Se Una nuova speranza ha messo Star Wars sulla mappa, L’Impero colpisce ancora lo ha trasformato in una delle saghe più durature di sempre.

Star Wars: Episodio VI – Il ritorno dello Jedi (4 ABY) La trilogia originale si chiude con la redenzione del Prescelto. Palpatine torna in scena tentando di sedurre Luke Skywalker al lato oscuro. È il momento in cui il destino della galassia viene deciso.

star wars il ritorno dello jedi 40 anni

Il Mandoverse

The Mandalorian – Stagioni 1 e 2 (9 ABY circa) La serie che ha aperto Disney+ nel 2019 introduce Din Djarin e Grogu. Le prime due stagioni costruiscono una storia epica che culmina nello scontro con il Residuo Imperiale. La cronologia di questo segmento è poco precisa: Lucasfilm non ha mai chiarito esattamente quanto tempo passi tra una stagione e l’altra.

The Book of Boba Fett (9 ABY circa) Temuera Morrison riprende il ruolo di Boba Fett in una serie ambientata principalmente su Tatooine, esplorando le organizzazioni criminali del pianeta. Importante anche per il proseguimento del Mandoverse: senza questa serie, la terza stagione di The Mandalorian perde alcuni dei suoi snodi narrativi.

The Mandalorian – Stagione 3 (9 ABY circa) Din Djarin cerca la redenzione nelle Acque di Mandalore e guida il suo popolo verso il pianeta ancestrale. La terza stagione approfondisce la minaccia del Residuo Imperiale, spiegando finalmente perché volessero Grogu, e prepara il terreno per il film.

Rosario Dawson Ahsoka

Ahsoka – Stagione 1 (9 ABY circa) Rosario Dawson interpreta la versione live-action di Ahsoka Tano. La trama si concentra sul tentativo del Residuo Imperiale di riportare nella galassia il Grande Ammiraglio Thrawn, lo stratega che persino Palpatine rispettava. La seconda stagione è attesa su Disney+ entro il 2026.

Skeleton Crew (9 ABY circa) Una serie Star Wars a sé stante e particolarmente piacevole, con protagonista un gruppo di ragazzini che lascia il proprio pianeta isolato e finisce nel caos della galassia. La sua collocazione cronologica è ancora provvisoria.

The Mandalorian & Grogu (9 ABY circa) Il prossimo film Star Wars porta il Mandoverse sul grande schermo. Lucasfilm ha tenuto a sottolineare che non servono “compiti a casa” per apprezzarlo, ma costruisce comunque su tutto quello che abbiamo visto dal 2019 in poi. Dopo sette anni, Star Wars torna al cinema. Il film arriverà nelle sale italiane il 20 maggio 2026.

La trilogia sequel di Star Wars

Star Wars Resistance – Stagione 1 (34 ABY) Esiste un grande vuoto temporale tra la trilogia originale e quella sequel, riempito solo in parte dal Mandoverse. Resistance è una serie animata che esplora l’ascesa del Primo Ordine, la nuova incarnazione dell’Impero. Gli ultimi episodi si collegano direttamente a Il risveglio della Forza.

Star Wars: Episodio VII – Il risveglio della Forza (34 ABY) Daisy Ridley debutta nei panni di Rey. Un nuovo mondo, un nuovo superarma, un nuovo equilibrio del lato oscuro. Carico di nostalgia per la trilogia originale, è la base su cui si costruisce tutta la trilogia sequel.

Luke Skywalker sul set di Star Wars

Star Wars: Episodio VIII – Gli ultimi Jedi (34 ABY) Diretto seguito de Il risveglio della Forza, racconta l’addestramento di Rey sotto Luke Skywalker mentre il Primo Ordine si avvicina alla resa dei conti con la Resistenza. Un film profondamente divisivo, considerato da alcuni il migliore della saga e da altri il più contestabile.

Star Wars Resistance – Stagione 2 (34 ABY) La seconda stagione parte dopo gli eventi de Gli ultimi Jedi e prosegue il racconto della singola cellula di resistenza. Compaiono anche elementi inattesi legati ai Sith.

Star Wars: Episodio IX – L’ascesa di Skywalker (35 ABY) Il finale della saga degli Skywalker. Rey e Kylo Ren affrontano Palpatine resuscitato, vero architetto del Primo Ordine. Star Wars finora non si è mai spinto oltre questo punto cronologico, ma tutto cambierà l’anno prossimo con Starfighter, primo film ambientato dopo la trilogia sequel.

La Casa di Carta torna su Netflix: in arrivo nuove storie dall’universo della serie

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A cinque anni dalla fine della quinta stagione, Netflix ha confermato ufficialmente che l’universo de La Casa di CartaMoney Heist in inglese, La Casa de Papel nell’originale spagnolo — continuerà a espandersi. L’annuncio è stato dato direttamente da Álvaro Morte, l’interprete del Professore nella serie originale, durante la première mondiale a Siviglia della seconda stagione di Berlino. Insieme alla notizia è stato pubblicato anche un teaser di 50 secondi intitolato “Il mondo de La Casa di Carta continua”.

La descrizione del trailer riassume bene lo spirito del progetto: “Alcune storie iniziano con il colpo perfetto. E questa ha cambiato tutto. Dal primo colpo per il denaro alla rapina più artistica del secolo, incluso l’assalto che ha messo in gioco tonnellate di oro dalla Banca di Spagna, l’universo de La Casa di Carta non ha mai smesso di crescere, evolvere e sorprenderci. Ma se c’è una cosa che è chiara, è che la rivoluzione NON FINISCE MAI.”

Stagione 6 o nuovi spin-off?

Quello che il teaser non specifica è la direzione concreta di questa espansione. Si tratterà di una sesta stagione vera e propria della serie principale? Di nuovi spin-off su singoli personaggi, sulla scia di quanto fatto con Berlino? O di una combinazione di entrambe le cose? Per ora Netflix mantiene il riserbo, ma il fatto che l’annuncio sia stato dato con un teaser ufficiale lascia intuire che il progetto sia in fase avanzata di sviluppo.

Va detto che l’universo de La Casa di Carta si è già dimostrato più resistente del previsto. Oltre alla serie principale conclusasi nel 2021, il franchise ha già prodotto lo spin-off Berlino, dedicato al personaggio interpretato da Pedro Alonso, e un remake coreano intitolato La Casa di Carta: Corea, ambientato in una Penisola Coreana riunificata economicamente. Tutti progetti che hanno funzionato bene a livello di pubblico, segnando una formula che Netflix non ha intenzione di abbandonare.

La serie originale e il suo cast iconico

Per chi non avesse familiarità con la serie: La Casa di Carta, creata da Álex Pina, è la storia di un misterioso uomo conosciuto come il Professore che recluta otto criminali per portare a termine quello che dovrebbe essere il colpo più grande della storia: stampare miliardi di euro all’interno della Zecca di Stato spagnola. Una rapina costruita non per rubare denaro, ma per crearlo.

Il cast originale è diventato di culto: Álvaro Morte nei panni del Professore, Úrsula Corberó come Tokyo, Pedro Alonso come Berlino, Alba Flores come Nairobi, Jaime Lorente come Denver, Paco Tous nel ruolo di Mosca, Miguel Herrán come Rio, Darko Perić come Helsinki e Roberto García Ruiz come Oslo. Volti che sono entrati nell’immaginario collettivo di milioni di spettatori in tutto il mondo.

Nel frattempo, gli appassionati possono già segnare in calendario la prossima uscita: la seconda stagione di Berlino sarà disponibile su Netflix dal 15 maggio 2026, in contemporanea mondiale anche per il pubblico italiano. Per le novità sull’espansione dell’universo principale, ulteriori dettagli sono attesi nei prossimi mesi.

Star Wars: Rogue One – Jyn Erso, arriva il fumetto che racconterà una drammatica fuga prima della Ribellione

Nonostante sia trascorsi un bel po’ di anni, abbiamo ancora negli occhi il finale devastante di Rogue One: A Star Wars Story, epilogo che ha lasciato milioni di fan emotivamente distrutti ma anche assolutamente innamorati di uno dei capitoli più maturi e intensi dell’intera saga di Star Wars.

Per celebrare l’anniversario del film, Marvel Comics ha deciso di lanciare una serie di one-shot dedicati ai personaggi principali della pellicola. Se il primo albo incentrato su Cassian Andor ha da poco debuttato negli USA, il secondo avrà come protagonista uno dei personaggi più amati della saga.

Parliamo di Star Wars: Rogue One – Jyn Erso #1, fumetto che promette di esplorare uno dei periodi più duri della vita di Jyn Erso.

Conoscendo il personaggio questo significa parecchi traumi emotivi conditi da fughe disperate da un Impero Galattico pronto a rendere tutto ancora peggiore.

Fuga da Wobani prima degli eventi di Rogue One

Scritto da Ethan Sacks e disegnato da Ramon Rosanas, il fumetto ci porterà sul pianeta-prigione Wobani, il terribile campo di lavoro imperiale dove Jyn vive sotto l’identità falsa di Liana Hallik, proprio il posto da cui la vediamo liberata all’inizio di Rogue One.

La storia seguirà un disperato tentativo di evasione tra droidi di sicurezza, ambienti tossici e prigionieri pronti a tutto pur di sopravvivere. Una vicenda apparentemente semplice, ma che in realtà punta soprattutto ad approfondire la psicologia di Jyn.

Perché se c’è una cosa che ha sempre reso speciale Jyn, è il fatto che non sia mai stata “l’eroina classica” di Star Wars.

Jyn Erso: un’eroina diversa da tutte le altre

Niente Forza. Niente destino scritto nelle stelle. Niente spade laser tramandate da antiche profezie.

Jyn sopravvive grazie all’istinto, alla rabbia e a una resilienza costruita sopra anni di traumi e perdite. Ed è proprio questo che Ethan Sacks sembra voler esplorare nel fumetto.

Lo sceneggiatore ha raccontato di considerare Rogue One il suo film preferito della saga dai tempi de L’Impero colpisce ancora, spiegando di essere sempre stato più attratto dai personaggi “grigi” dell’universo di Star Wars piuttosto che dai classici Jedi e Sith.

Spie, criminali, ribelli e assassini costretti a fare cose terribili senza il lusso della magia spaziale che li salva all’ultimo secondo, con il personaggio di Jyn Erso incarna perfettamente tutto questo.

Il lato umano e fragile della Ribellione

Per prepararsi alla storia, Sacks ha anche ripreso in mano Rebel Rising di Beth Revis, romanzo che approfondisce il passato di Jyn tra rivoluzione, clandestinità e sopravvivenza.

Secondo lo sceneggiatore, rileggere quella storia gli ha ricordato quanto il personaggio abbia sofferto prima ancora degli eventi del film.

Tra la perdita dei genitori Galen Erso e Lyra Erso, il rapporto complicato con Saw Gerrera e una vita intera passata a fuggire dall’Impero, Jyn è praticamente il manuale vivente del trauma galattico.

Eppure continua sempre ad andare avanti.

Ed è proprio questo lato umano e fragile che il fumetto sembra voler mettere al centro.

Un’intesa storia autoconclusiva

Sacks ha spiegato che il formato one-shot ha aiutato moltissimo a rendere la narrazione più concentrata ed emotiva. Nessuna sottotrama dispersiva, nessun arco infinito: solo Jyn, il suo conflitto interiore e una situazione disperata da affrontare.

Secondo lo scrittore, questa storia funziona proprio perché è contenuta in un unico albo e, molto probabilmente, ha ragione.

Perché alcune delle storie migliori di Star Wars non parlano di enormi battaglie galattiche,  ma di singole persone che cercano semplicemente di sopravvivere un giorno in più.

Quando esce Star Wars: Rogue One – Jyn Erso?

Star Wars: Rogue One – Jyn Erso #1 arriverà nelle fumetterie a stelle e strisce il 3 giugno 2026.

Per chi ama le storie più cupe, intime e “sporche” dell’universo di Star Wars, potrebbe diventare uno degli albi più interessanti dell’anno.

Anche perché diciamolo: vedere qualcuno tentare di sopravvivere all’Impero senza fare affidamenteo sulla Forza e sui Jedi, resta comunque tremendamente affascinante.

Diablo Immortal incontra StarCraft: il crossover che non ti aspetti arriva il 13 maggio

Dal 13 maggio al 10 giugno, Diablo Immortal si trasforma in un incubo cosmico incontrandosi-scontrandosi con StarCraft, crossover che sembra uscito direttamente da una timeline alternativa dominata dagli Zerg.

Gli inferi stanno per essere infestati.

Lo Sciame invade Sanctuarium

L’evento a tempo limitato, chiamato Eone delle Stelle, porta dentro Sanctuarium, il mondo di Diablo, tutta la follia biomeccanica di StarCraft: mutazioni, creature aliene, boss completamente nuovi e ricompense a tema sci-fi.

Il risultato? Una collisione tra dark fantasy e guerra galattica che, sorprendentemente, potrebbe funzionare alla grande.

Nuova Gemma Leggendaria: arriva Flagello Ribollente

Tra le novità più interessanti troviamo Flagello Ribollente, la nuova Gemma leggendaria pensata chiaramente per chi ama trasformare il campo di battaglia in un festival di esplosioni corrosive.

L’effetto scatena devastanti detonazioni lungo le linee nemiche, evocando tutta la brutalità organica tipica dello Sciame Zerg.

Ascensione Oscura e Varchi Infestati

Uno degli eventi principali del crossover sarà Ascensione Oscura, una modalità cooperativa in cui fino a quattro giocatori potranno affrontare unità leggendarie di StarCraft come Templari Tal’darim e Arconte degli Ascendenti, boss completamente reinterpretati nello stile di Diablo Immortal ma con meccaniche nuove e ricompense esclusive legate all’evento.

Anche i Varchi Antichi subiranno una mutazione durante Eone delle Stelle.

Nascono così i Varchi Infestati, versioni corrotte e piene di creature Zerg, incluso un nuovo boss: la terrificante Idralisca Selvaggia.

Completandoli sarà possibile ottenere armi leggendarie esclusive con affissi speciali dedicati al crossover.

Modalità Conquistatore: scegliete la vostra fazione

Una speciale variante della modalità PvP Conquistatore introduce santuari a tema per ogni fazione legata alle iconiche forze di StarCraft.

SI potranno attivare i santuari per scatenare potenti Globi allineati alla fazione scelta

Stimpack (Terran): aumenta la Velocità d’attacco e di movimento del 30% per 8 secondi;

Veleno (Zerg): gli attacchi sparano proiettili velenosi che infliggono danni prolungati;

Scudi (Protoss): fornisce uno scudo che assorbe i danni.

Famigli a tema StarCraft: arrivano gli Zergling

I nuovi aspetti per i Famigli trasformano gli Zergling in piccole macchine da guerra velocissime, capaci di eliminare i tempi di recupero delle abilità trasportabili e trasformare il combattimento in un assalto continuo.

Esattamente il tipo di follia crossover che vogliamo vedere più spesso.

Blizzard e i crossover: la formula perfetta?

Negli ultimi anni i crossover nei live service sono diventati praticamente ovunque. Ma questo con StarCraft non sembra una semplice skin collaboration.

Qui c’è atmosfera, worldbuilding e soprattutto un tentativo concreto di fondere due universi storici di Blizzard Entertainment.

Vedere gli Zerg invadere Sanctuarium è una di quelle cose che non sapevamo di voler vedere… finché non è successo davvero.

Lo Sciame è arrivato e Blizzard sembra non avere alcuna intenzione di fermarlo.

Masters of the Universe: Genesis racconterà finalmente le origini di Skeletor

Per decenni Skeletor è stato uno dei villain più iconici della cultura pop. Un mago oscuro assetato di potere e ossessionato dal Castello di Grayskull, capace di trasformare ogni piano malvagio in una combinazione perfetta di minaccia cosmica e teatrino da supercattivo anni ’80.

Ma c’è sempre stato un piccolo dettaglio rimasto avvolto nel mistero: chi era davvero Skeletor prima di diventare lo spauracchio di Eternia?

Adesso, finalmente, potremmo ottenere una risposta definitiva grazie al fumetto Masters of the Universe: Genesis.

Genesis: le origini del male

Mattel e Dark Horse Comics hanno annunciato ufficialmente questa nuova serie a fumetti composta da 12 numeri che promette di esplorare la storia di Eternia attraverso alcuni dei suoi personaggi più leggendari.

Il primo grande protagonista sarà ovviamente Skeletor, con i primi tre numeri della serie che saranno infatti interamente dedicati alle sue origini, cercando finalmente di fare chiarezza su uno dei più grandi misteri dell’universo di Masters of the Universe.

Un villain perfetto perché misterioso

Il fascino di Skeletor è sempre nato anche dalla sua ambiguità.

Nel corso degli anni il franchise ha proposto diverse versioni del personaggio, spesso contraddittorie tra loro, lasciando ai fan il compito di mettere insieme i pezzi come se stessero studiando antichi manoscritti di Grayskull.

La serie animata originale suggeriva che provenisse da un’altra dimensione. La versione del 2002 di He-Man and the Masters of the Universe introdusse invece l’idea che Skeletor fosse un tempo Keldor, trasformato dopo essere stato colpito dall’acido.

I fumetti di Masters of the Universe

Poi arrivarono i fumetti DC del 2012, che aggiunsero una componente ancora più tragica: Keldor come erede dimenticato del trono di Eternia, scavalcato da Re Miro in favore di Randor.

Come se non bastasse, Masters of the Universe: Revelation ha ulteriormente espanso questa versione, mostrando Keldor come allievo di Hordak e possessore dell’Havoc Staff prima della terribile trasformazione che lo avrebbe sfigurato.

Insomma, più che una singola origin story, Skeletor ha praticamente una pluralità di origini e storie di formazione tali da costituire un multiverso a sé stante.

Una origin story definitiva?

Adesso, Masters of the Universe: Genesis potrebbe fare la differenza.

Molte delle versioni precedenti non sono più considerate canoniche, mentre altre hanno lasciato enormi vuoti narrativi.

Questa nuova serie a fumetti sembra voler raccogliere tutti quegli elementi sparsi e trasformarli in qualcosa di più coerente e definitivo o, quantomeno, il più definitivo possibile quando si parla di un mago demoniaco con la faccia da teschio.

Guerra e magia oscura

La sinossi del primo numero, in uscita nelle fumetterie USA il 5 agosto 2026, descrive Skeletor come “Un mago demoniaco assetato di potere determinato a conquistare il Castello di Grayskull, Eternia e diventare il padrone dell’universo.”

Ma la vera curiosità sarà vedere come sia nato quel desiderio di potere assoluto. Perché dietro ogni grande villain c’è sempre una tragedia, un’ossessione oppure, una quantità preoccupante di problemi personali.

Il team creativo di Masters of the Universe: Genesis

Dietro il progetto troviamo Rich Douek alla sceneggiatura, già noto per lavori come Superman Red & Blue ed Edge of Spider-Verse.

I disegni sono affidati alla mano di Gavin Smith, mentre i colori saranno curati da Fabi Marques, con il lettering affidato ad AndWorld Design.

La cover principale del primo numero sarà realizzata da Mark Buckingham, con una variant cover firmata da Lee Bermejo.

Un momento perfetto per i Masters of the Universe

Negli ultimi anni il franchise di Masters of the Universe sta vivendo una nuova giovinezza grazie a reboot live action, serie animate, action figure da collezione e nuovi fumetti.

Approfondire finalmente il passato di Skeletor sembra una scelta perfetta per riportare attenzione su uno dei villain più amati della storia nerd. Perché diciamolo chiaramente: He-Man sarà anche l’eroe di Eternia, ma senza Skeletor tutto sarebbe molto meno divertente.

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Niente Mercenaries: arriva Leon Must Die Forever, il minigioco di Resident Evil Requiem

Quando Capcom aveva anticipato l’arrivo di una nuova modalità per Resident Evil Requiem, gran parte del fandom aveva dato praticamente per scontato una cosa: il ritorno di Mercenaries.

Del resto, è quasi una tradizione della saga una modalità arcade piena di orde di nemici, timer impazziti e combo letali dove l’imperativo è sbarazzarsi di qualunque creatura biologicamente discutibile di turno.

Con un annuncio quasi a sorpresa, Capcom ha lanciato una modalità completamente diversa chiamata Leon Must Die Forever, un minigioco post-game gratis sbloccabile dopo aver completato la storia principale.

Leon Kennedy entra nel mondo dei roguelike

La nuova modalità gratuita mette ancora una volta al centro Leon S. Kennedy, ma questa volta in una struttura roguelike.

In pratica ogni partita propone livelli, armi e abilità casuali, costringendo i giocatori ad adattarsi continuamente mentre cercano di arrivare vivi fino allo scontro finale contro Victor, il boss conclusivo.

Ovviamente, la morte è permanente perché, diciamolo, il nostro buon Leon non era ancora abbastanza provato.

Un viaggio attraverso gli incubi di Requiem

Le ambientazioni seguono una sorta di percorso cronologico ispirato alla campagna principale del gioco. Si parte dalla strada principale di Wrenwood, si attraversa il Care Center e si arriva fino a Raccoon City.

Naturalmente, andando avanti i nemici diventano sempre più aggressivi e resistenti, ma completando sfide specifiche sarà possibile ottenere crediti da spendere per equipaggiamento migliore e potenziamenti.

Leon Must Die Forever adotta una formula che sembra prendere parecchio spunto dal mondo dei roguelike moderni, aggiungendo però quella tensione survival horror che resta l’inconfondìbile marchio di fabbrica della saga Capcom.

Leon ha ancora lavoro da fare

La descrizione ufficiale del minigioco recita: “Grace è tornata a casa sana e salva, ma Leon ha ancora del lavoro da fare.”

Secondo quanto riportato dalla stessa Capcom, la modalità sfrutta nuove abilità avanzate di Leon e invita i giocatori a completare la sfida il più rapidamente possibile: speedrunner e masochisti probabilmente stanno già festeggiando.

Come detto in precedenza, Leon Must Die Forever è disponibile solo per chi ha completato la campagna principale di Resident Evil Requiem. Dopo aver aggiornato il gioco, la modalità appare direttamente nel menu principale.

Resident Evil Requiem

Resident Evil Requiem continua a dominare

Nel frattempo, Resident Evil Requiem continua a macinare numeri impressionanti. Capcom ha recentemente confermato che il gioco ha raggiunto quota 7 milioni di copie vendute, tanto da spingere la compagnia ad alzare le previsioni di profitto annuali.

Un successo enorme che conferma ancora una volta l’attuale stato di grazia della saga survival horror.

Inoltre, a quanto, pare i contenuti extra non finiranno qui.

Capcom ha già confermato lo sviluppo di una grande espansione narrativa, anche se i dettagli sono ancora piuttosto misteriosi. Ovviamente i fan sperano soprattutto di vedere il ritorno di personaggi storici come Ada Wong e Chris Redfield.

In più, non bisogna dimenticare il grande mistero legato al nuovo gioiello indossato da Leon, arcano che ha già generato una quantità impressionante di teorie online.

La serie TV di Harry Potter è stata già rinnovata per una seconda stagione

La nuova serie TV di Harry Potter deve ancora debuttare, eppure HBO ha già deciso di rinnovarla per una seconda stagione.

La compagnia ha infatti ufficialmente dato il via libera alle nuove riprese del reboot televisivo dedicato al maghetto più famoso del mondo, lavori previsti già per questo autunno.

Appare abbastanza chiaro che HBO pone incondizionata fiducia nel progetto e, soprattutto, vuole evitare uno dei problemi più classici delle produzioni con giovani protagonisti: il famigerato “effetto Stranger Things”, dove i ragazzi crescono più velocemente della trama.

Evitare lunghe attese tra una stagione e l’altra

Dietro questa accelerazione c’è una strategia molto precisa.

A spiegarla nei mesi scorsi è stato Casey Bloys, presidente e CEO dei contenuti HBO e HBO Max, confermando che la scrittura della seconda stagione era già iniziata mentre la prima era ancora in produzione.

L’obiettivo è quello di ridurre il più possibile i tempi morti tra una stagione e l’altra.

Bloys aveva spiegato che, considerando la giovane età del cast e la natura gigantesca della produzione, HBO vuole assolutamente evitare gap troppo lunghi: “Per i ragazzi, ovviamente, ma anche per il pubblico.”

Tra effetti speciali, set enormi, post-produzione monumentale e attori adolescenti che crescono troppo in fretta, tenere un ritmo produttivo costante è praticamente fondamentale.

La produzione della prima stagione è quasi finita

Attualmente la prima stagione della serie è ancora in fase di riprese, ma la produzione dovrebbe concludersi entro poche settimane.

Poi ci sarà una breve pausa prima di ripartire con il secondo capitolo. Insomma, Hogwarts sarà parecchio affollata nei prossimi anni.

Un progetto enorme (e meticoloso)

Fin dal suo annuncio, la nuova serie di Harry Potter è diventata uno dei progetti televisivi più chiacchierati dell’ultimo decennio. Da una parte c’è la grande curiosità di vedere un adattamento più fedele ai romanzi di J.K. Rowling, dall’altra la paura inevitabile di toccare qualcosa che per milioni di persone è praticamente sacro.

I film originali non sono solo adattamenti fantasy, sono letteralmente pezzi di infanzia collettiva incastonati nella cultura pop.

Eppure HBO sembra voler affrontare la sfida con una pianificazione a lungo termine molto chiara. L’idea è quella di adattare ogni libro con maggiore profondità rispetto ai film, permettendo di esplorare sottotrame, personaggi secondari e momenti rimasti fuori dalla saga cinematografica.

La sfida più difficile? Convincere i fan

A prescindere dalla fiducia che HBO ripone nel progetto, resta solo una vera domanda: riuscirà questa nuova versione di Harry Potter a conquistare il pubblico senza vivere costantemente nell’ombra dei film originali?

La risposta arriverà questo Natale, quando il viaggio verso Hogwarts ricomincerà ancora una volta.

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Ryan Cohen, CEO di GameStop, vende roba su eBay per comprarsi eBay

“Sto vendendo roba su eBay per pagare eBay”. Sette parole e Ryan Cohen, CEO di GameStop, fa di nuovo notizia e porta tutto a un nuovo livello.

Come vi avevamo raccontato, GameStop ha lanciato un’offerta da 56 miliardi di dollari per acquisire eBay. L’operazione è ancora in corso di valutazione da parte del board di eBay, ma Cohen non sta certo ad aspettare in silenzio.

Una storia che è già materiale da epic meme

Un paio di giorni fa il buon Ryan ha aperto il suo account personale su eBay e ha messo all’asta oltre 30 pezzi di memorabilia gaming, allegando a ciascun oggetto una copia della sua lettera ufficiale al board di eBay sull’offerta di acquisizione.

Il tutto condito da una sospensione del suo account, poi revocata, per “aver messo a rischio la community di eBay” con le sue aste. Praticamente è stato sospeso l’account dell’uomo che sta cercando di comprarsi eBay, mentre vendeva roba su eBay per comprare eBay.

Un cortocircuito niente male, ma allo stesso tempo già epico.

Dalla statua di Master Chief ai calzini

Le 36 inserzioni attive sull’account di Cohen (ryan_5050) spaziano dal legittimamente collezionabile al puro meme e, onestamente, è difficile dire quale delle due categorie sia più divertente.

Partiamo dalle cose serie. I fan di Halo possono puntare su una statua di Master Chief quasi a grandezza naturale che, al momento della scrittura di questo articolo, ha già superato i 13.700 dollari con oltre 100 offerte. C’è anche una imponente statua di Sam Fisher di Splinter Cell e una replica del celeberrimo Vault Boy di Fallout. Roba da vetrina, letteralmente.

Per i nostalgici del retrogaming, Cohen ha messo in vendita diversi titoli NES in versione complete in box: Yoshi’s Cookie, Metroid Silver e Super Mario Bros 2, il tipo di oggetti che fanno venire gli occhi a cuore a chiunque abbia vissuto gli anni ’80 e ’90 davanti a un televisore.

Ci sono anche card sportive, oggetti da collezione vari e quello che sembra un paio di calzini di proprietà dello stesso Cohen (e probabilmente usati).

GameStop come oggetto del desiderio

La sezione più surreale, probabilmente quella destinata a diventare la più iconica, è quella dedicata a GameStop stessa. Cohen ha messo in vendita merchandise ufficiale del brand (cappelli, mousepad), ma anche oggetti decisamente più particolari.

SI va da un quadrato di moquette originale di un GameStop, proprio quella dei negozi fisici, a una coppia di insegne originali provenienti da negozi ormai chiusi, roba ricercata da chi desidera portarsi a casa un pezzo di storia del gaming retail.

C’è qualcosa di poetico, e anche un po’ malinconico, nell’idea che i resti fisici di negozi chiusi diventino oggetti da collezione con cui finanziare l’acquisto del più grande marketplace di collezionismo al mondo.

gamestop

Cohen lancia un messaggio preciso

Al di là della spettacolarità della cosa, c’è un messaggio preciso in tutto questo. Cohen non sta solo facendo notizia con comportamenti quasi surreali, sta dimostrando in modo visibile e tracciabile, di credere davvero nell’acquisizione.

Allegare una copia della lettera inviata al consiglio di amministrazione di eBay a ogni singolo oggetto in vendita è un’astuta mossa di comunicazione: trasforma ogni asta in un manifesto, ogni offerta in un endorsement indiretto all’operazione.

Che l’acquisizione di eBay vada in porto o meno, Ryan Cohen, in qualche modo, ha già fatto la storia.

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