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Call of Duty: data di uscita e primi dettagli del film live action

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Il film live action di Call of Duty è realtà, con l’annuncio ufficiale che è arrivato con tanto di data di uscita da segnare sul calendario.

Un progetto ambizioso

A orchestrare questo adattamento troviamo Paramount Pictures e Activision Blizzard che hanno dato vita a una sinergia per portare sul grande schermo uno degli sparatutto più iconici di sempre.

Alla regia c’è Peter Berg, già al comando di Lone Survivor (2013) e Deepwater – Inferno sull’oceano (2016). La cosa interessante il fatto che alla sceneggiatura ci saranno lo stesso Berg insieme a Taylor Sheridan, mente dietro Yellowstone e autore di Sicario.

Una squadra costruita per colpire nel segno

Il team produttivo include, oltre a Berg e Sheridan, anche David Glasser e Rob Kostich, figure che conoscono bene sia il linguaggio del cinema che quello del gaming.

L’obiettivo dichiarato di questo progetto ambizioso? Non limitarsi a fare “il film di Call of Duty”, ma creare un’esperienza cinematografica capace di soddisfare i fan storici e, allo stesso tempo, parlare a un pubblico molto più ampio.

Da fenomeno dei videogiochi a blockbuster cinematografico

Parliamoci chiaro: Call of Duty non è solo un videogioco, è un pezzo di cultura pop. Con oltre un miliardo di giocatori registrati e più di 35 miliardi di dollari generati, il franchise ha ridefinito il concetto di sparatutto e dominato il mercato per oltre vent’anni.

Portarlo al cinema non è solo una mossa logica, è praticamente inevitabile.

La vera sfida, però, sarà tradurre quell’intensità, quella spettacolarità e quel senso di immersione tipici della saga in un linguaggio cinematografico che funzioni davvero.

Il debutto al cinema è fissato per il 30 giugno 2028, quindi c’è tutto il tempo per realizzare qualcosa che possa lasciare il segno.

Un passo importante per il futuro degli adattamenti gaming

Negli ultimi anni il livello degli adattamenti cinematografici dei videogiochi ha visto un innalzarsi della qualità, questo live action di Call of Duty potrebbe essere uno di quei progetti capaci di fare il salto definitivo.

Certo, il 2028 sembra ancora lontano, ma se il risultato sarà all’altezza delle aspettative, l’attesa potrebbe valerne decisamente la pena.

Metro 2039: un nuovo protagonista, un tono più oscuro e una prospettiva tutta ucraina

4A Games ha svelato il primo sguardo a Metro 2039, prossimo capitolo della saga sparatutto in prima persona ambientata nel mondo post-apocalittico creato dallo scrittore Dmitry Glukhovsky. Un trailer di circa sei minuti, composto principalmente da scene cinematografiche, che introduce un nuovo eroe, una nuova fazione nemica e una promessa chiara: il gioco sarà più oscuro di qualsiasi capitolo precedente.

La saga di Artyom, protagonista di Metro 2033, Metro Last Light e Metro Exodus, si chiude qui. Metro 2039 si concentra su un nuovo personaggio noto come Il Forestiero (The Stranger), un protagonista doppiato che sembra tormentato da visioni del proprio passato in quello che appare come un orfanotrofio in cui è cresciuto. Sono queste visioni a trascinarlo di nuovo nelle pericolose gallerie della metropolitana.

La nuova fazione e il ritorno di un volto noto

Il trailer introduce anche il principale antagonista del gioco: il Novoreich, una nuova fazione nata dall’unione dei gruppi nemici dei capitoli precedenti sotto un’unica bandiera e un nuovo Führer. Il nome di questo leader è Hunter — un personaggio che i fan della serie riconosceranno immediatamente come uno dei Ranger Spartani e alleato di Artyom fin dal primo Metro 2033 del 2010. Vederlo passare dall’altra parte è uno dei colpi di scena più significativi di questo primo assaggio.

Una prospettiva ucraina sulla guerra e sulla libertà

Nel showcase di presentazione che ha accompagnato il trailer, 4A Games ha parlato apertamente del contesto in cui il gioco è stato sviluppato. Lo studio ha sede principalmente in Ucraina, nel pieno di un conflitto in corso, e questo ha inevitabilmente influenzato la direzione narrativa di Metro 2039. Il team ha dichiarato che il gioco racconterà la sua storia da una prospettiva squisitamente ucraina, con un messaggio che ruota attorno al “costo del silenzio, agli orrori della tirannia e al prezzo della libertà” — temi che riflettono direttamente le conseguenze della guerra.

Sul piano tecnico, 4A Games ha descritto l’obiettivo di creare un mondo “inquietantemente bello”, attraverso quello che il team chiama “frozen stories”: una forma di narrativa ambientale congelata nel tempo, affidata ai dettagli degli scenari piuttosto che ai dialoghi. Il breve frammento di gameplay in-engine alla fine del trailer mostra quanto il motore proprietario dello studio si sia evoluto: illuminazione di nuova generazione, distruzione ambientale migliorata, una nuova creatura simile a una talpa di livello grafico decisamente superiore a qualsiasi cosa vista nella serie finora, e quella che sembra essere una nuova tipologia di arma.

Metro 2039 è atteso per l’inverno 2026 su PS5, Xbox Series X/S e PC. Nessuna data precisa è stata ancora comunicata.

Disney Lorcana TCG: arrivano i personaggi Pixar nel nuovo set Lande Sconosciute

Chi gioca a Disney Lorcana TCG sa bene che ogni nuova espansione porta con sé nuovi scenari, nuove carte e nuove possibilità di costruire mazzi sempre più interessanti. Ma Lande Sconosciute, dodicesimo set del gioco di carte collezionabili pubblicato da Ravensburger, porta qualcosa di decisamente inedito: per la prima volta nella storia del gioco, i personaggi Pixar fanno il loro ingresso ufficiale.

Woody, Buzz Lightyear, Merida, la famiglia Parr e tanti altri arrivano nel regno di Lorcana dopo lo scioglimento dell’Incanto d’Inverno dell’ultima espansione, ritrovandosi catapultati in zone remote e pericolose: il Nodo Frondoso, il Grande Mare Vuoto e i Picchi Ardenti. I glimmer tratti da Toy Story, Ribelle e Gli Incredibili si uniscono così per la prima volta a quelli Disney già presenti nel gioco, ampliando enormemente le possibilità per giocatori e collezionisti.

Carte Incantate in stile Lore Nouveau

Come in ogni espansione, Lande Sconosciute includerà le amatissime carte Incantate, le illustrazioni full-art tra le più rare e ricercate dell’intero gioco. Per questo set, Ravensburger ha scelto uno stile artistico ispirato all’Art Nouveau, che ha battezzato Lore Nouveau: composizioni elaborate e ricche di dettagli, pensate per catturare l’emozione della scoperta di nuove terre nel regno di Lorcana.

Questo stile caratterizza anche le carte più rare del set, le cosiddette carte Iconiche, che uniscono illustrazioni complete a finiture foil di pregio. Le due carte Iconiche di Lande Sconosciute sono Merida – Arciera Formidabile e Buzz Lightyear – Ranger della Giungla, quest’ultima sviluppata in stretta collaborazione con i designer di prodotto della Pixar Animation Studios.

Il team di Ravensburger ha lavorato direttamente con Pixar per dare vita ai personaggi nel rispetto del loro design originale, integrando narrazione, estetica e nuove illustrazioni. Un dietro le quinte del processo creativo è disponibile nel documentario Creare una Carta su YouTube.

Date di uscita e prossimi set

Lande Sconosciute sarà disponibile in prerelease l’8 maggio 2026 nei negozi specializzati e in alcuni parchi e negozi Disney selezionati, mentre l’uscita generale è fissata per il 15 maggio 2026. I preordini sono già aperti presso i rivenditori online.

Guardando più avanti, Ravensburger ha già svelato le prossime tappe della roadmap. Viticcio all’Attacco! sarà disponibile in anteprima nei negozi specializzati il 17 luglio, con uscita generale il 24 luglio: in questo set faranno la loro prima apparizione i glimmer di Boo, Mike Wazowski e Sulley di Monsters & Co.

In autunno arriverà invece Illumineers Quest: The Great Hunny Rescue, un’esperienza cooperativa con quattro livelli di difficoltà, componenti di qualità e mazzi precostruiti, al prezzo consigliato di 59,99 €, con uscita prevista per ottobre 2026. Il set del quarto trimestre 2026 sarà invece ispirato a Coco della Pixar e si svolgerà in una metropoli chiamata Città di Hyperia. Infine, all’inizio del 2027, Disney Lorcana TCG promette avventure ambientate nel passato del regno.

Il Signore degli Anelli: La Caccia a Gollum ha trovato il nuovo Aragorn

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Venticinque anni. Un quarto di secolo. Tanto è il tempo passato dalla prima volta che Peter Jackson ci ha portato nella Terra di Mezzo, e ancora oggi quei film rappresentano uno dei vertici assoluti del cinema fantasy, anzi, del cinema in generale.

Ora, con Il Signore degli Anelli: La Caccia a Gollum, il ritorno nell’universo cinematografico tratto dalla saga tolkeniana ci riserva una dell novità più attese, ovvero colui che interpreterà Aragorn, con Warber Bros che ha finalmente svelato la scelta durante il CinemaCon 2026.

Jamie Dornan è il nuovo Aragorn

Viggo Mortensen non tornerà nel ruolo e al suo posto arriverà il nuovo Grampasso con il volto di Jamie Dornan, attore noto per la serie The Fall e per la saga Cinquanta sfumature di grigio.

Si tratta di una scelta che dividerà inevitabilmente il pubblico, almeno fino a quando non lo vedremo all’opera.

Dornan ha dimostrato nel tempo di essere un attore capace e con una presenza scenica non indifferente, specialmente se ci riferiamo ail ruolo del detective Paul Spector in The Fall, dove ha costruito un personaggio complesso e magnetico. Tuttavia, raccogliere l’eredità di Mortensen è oggettivamente una delle sfide più ardue che il cinema fantasy possa offrire in questo momento.

Ad accompagnarlo ci sarà Leo Woodall nei panni di Halvard, un ramingo del Nord compagno di Grampasso, un personaggio nuovo che promette di arricchire la mitologia dei Raminghi.

 

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Un cast con tanti volti noti e qualche grande novità

I due si aggiungono a uno sfavillante cast composto da: Andy Serkis ancora nei panni di Sméagol e Gollum, Elijah Wood in quelli di Frodo Baggins, Sir Ian McKellen che riprenderà il mantello di Gandalf, Kate Winslet nel ruolo di Marigol e Lee Pace nuovamente nel ruolo di Thranduil, il re degli Elfi Silvani.

Le riprese de La Caccia a Gollum, dirette da Andy Serkis, sono partite a maggio 2025, con il film che dovrebbe arrivare nei cinema a dicembre 2027. C’è quindi ancora tempo per vedere il progetto prendere forma, ma il quadro che emerge dal CinemaCon è già abbastanza nitido da alimentare aspettative altissime.

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Godzilla Minus Zero: il teaser è arrivato e il Re dei Mostri punta su New York

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Dopo il trionfo di Godzilla Minus One — vincitore dell’Oscar per i migliori effetti visivi nel 2024 e distribuito in Italia da Nexo Digital nel dicembre 2023 — il sequel era atteso, ma vederlo prendere forma così in fretta e con queste ambizioni è comunque una piacevole sorpresa. Toho e GKIDS hanno rilasciato il primo teaser di Godzilla Minus Zero, e il risultato è esattamente quello che ci si aspettava: più grande, più distruttivo, e con un respiro decisamente più globale rispetto al capitolo precedente.

Il dettaglio che ha fatto impazzire i fan nelle ultime ore? Nei secondi finali del teaser, Godzilla si avvicina minaccioso alla Statua della Libertà. Dopo aver devastato il Giappone del dopoguerra, il Kaiju porta la sua furia fino a New York. La minaccia non è più solo giapponese — è mondiale.

La storia continua nel 1949

Godzilla Minus Zero è ambientato nel 1949, due anni dopo gli eventi del primo film, e seguirà la famiglia Shikishima alle prese con una nuova calamità. Ryunosuke Kamiki torna nei panni di Koichi Shikishima e Minami Hamabe riprende il ruolo di Noriko Oishi — sopravvissuta, miracolosamente, agli eventi del primo capitolo. La continuità narrativa con il film precedente è uno dei punti di forza del progetto, che non riparte da zero ma porta avanti una storia già emotivamente carica.

Dietro la macchina da presa c’è ancora Takashi Yamazaki, che come nel precedente capitolo ricopre il triplice ruolo di regista, sceneggiatore e supervisore agli effetti visivi. Con lui tornano Toho Studios, ROBOT alla produzione e SHIROGUMI Inc. agli effetti speciali — lo stesso team che aveva realizzato le sequenze premiate dall’Academy.

Una produzione storica

Godzilla Minus Zero farà storia anche dal punto di vista tecnico: sarà la prima produzione giapponese girata specificamente per il formato IMAX, una scelta che promette di rendere ancora più schiacciante la presenza del Kaiju sul grande schermo. La finestra di uscita è molto ravvicinata tra i diversi mercati: debutto in Giappone il 3 novembre 2026 — giorno del Godzilla Day, la stessa data in cui uscì il film originale del 1954 — seguito dalla prima nordamericana il 6 novembre 2026.

Per quanto riguarda l’Italia, al momento non è ancora stata annunciata una data ufficiale né un distributore. Considerato il successo ottenuto da Godzilla Minus One nel nostro paese, è molto probabile un’uscita in sala anche per il sequel, ma per ora si attendono conferme ufficiali.

Bloodborne diventa un film animato crudo e violento vietato ai minori

Durante il CinemaCon 2026, Sony Pictures ha annunciato ufficialmente lo sviluppo di un film animato vietato ai minori di Bloodborne.

La scelta di puntare su un rating R è probabilmente la miglior notizia possibile: ci troveremo di fronte una pellicola con zero compromessi, solo atmosfere crude, violenza e disagio esistenziale esattamente in linea con l’opera cult di FromSoftware.

Yharnam sta arrivando in versione animata e più sanguinosa che mai

Pochissimi i dettagli sulla trama ma, onestamente, non serve avere la sfera di cristallo per intuire la direzione di questo adattamento animato.

Il film dovrebbe seguire un Cacciatore alle prese con gli orrori della città di Yharnam, tra bestie, incubi e quella sottile linea tra realtà e follia che ha reso il gioco un’esperienza unica.

JackSepticEye tra i produttori

Al momento, però, molte informazioni restano avvolte dal mistero (perfettamente in linea con il mood del gioco): nessun regista è stato annunciato, come non c’è traccia di nomi a cui affidare la sceneggiatura.

L’unica cosa certa è che tra i produttori troviamo Sean McLoughlin, ovvero JackSepticEye, uno degli YouTuber più noti nel panorama gaming.

bloodborne

Il momento giusto per un adattamento

Negli ultimi anni, gli adattamenti da videogiochi hanno cambiato marcia. Serie come The Last of Us hanno dimostrato che si può fare qualità. Film come The Super Mario Bros. Movie hanno dimostrato che si possono fare incassi mostruosi.

Bloodborne arriva in questo contesto, ma con il bagaglio di un’identità completamente diversa, un horror gotico che potrebbe davvero essere rivoluzionario e rappresentare il terreno perfetto per un film animato adulto.

Un cult videoludico che merita un nuovo palcoscenico

Per chi non lo conoscesse, Bloodborne è uno dei titoli più amati di sempre.

Critica e fan lo hanno celebrato per l’atmosfera unica, il gameplay difficile ma soddisfacente e un impatto visivo da incubo per un’esperienza che ti trascina lentamente verso la follia.

E il remake? Questa è un’altra storia

Curiosamente, mentre questa nuova incarnazione di Bloodborne prende forma, il destino di un possibile remake del titolo resta incerto.

Pare che Bluepoint Games avesse proposto una nuova versione del gioco, inizialmente accettata da Sony ma poi rifiutata da FromSoftware.

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LEGO One Piece raddoppia: arrivano i nuovi set ispirati alla seconda stagione della serie Netflix

La ciurma di Cappello di Paglia è pronta a salpare di nuovo per solcare il mare a suon di mattoncini.

LEGO ha infatti ufficialmente annunciato la seconda serie di set dedicati a One Piece.

Una seconda ondata tutta basata sulla nuova stagione della serie Netflix

Questa nuova linea prende ispirazione diretta dagli eventi della seconda stagione della serie live action di Netflix.

Il risultato è una selezione di set che punta dritto a momenti iconici e personaggi amatissimi dai fan.

Ecco cosa troveremo sugli scaffali (o più realisticamente, nelle nostre infinite liste dei desideri):

  • TonyTony Chopper #75643 – Prezzo: 69,99 €  (577 pezzi)
  • Il nascondiglio del Dottor Hiriluk #75641 – Prezzo: 29,99 €  (271 pezzi)
  • Frutto Gom Gom #75647 – Prezzo: 69,99 €  (482 pezzi)
  • La nave da guerra di Garp #75646 – Prezzo: 169,99 €  (1705 pezzi)
  • Battaglia al Castello di Drum #75645 – Prezzo: 99,99 €  (1038 pezzi)
  • Dori contro Brogi – Giganti di Little Garden #75644 – Prezzo: 79,99 €  (733 pezzi)
  • Resa dei conti con Capitano Smoker #75642 – Prezzo: 59,99 €  (547 pezzi)

Un tempismo non casuale

Questa seconda ondata di set LEGO arriva in un momento decisamente caldo per il franchise di One Piece.

Pochi giorni fa, Netflix ha annunciato uno speciale animato LEGO dedicato a One Piece, diviso in due parti, in uscita il 29 settembre: in pratica sta nascendo un piccolo universo condiviso tra serie live action e contenuti animati, tutto in salsa LEGO.

I nuovi set, la cui uscita è prevista per questa estate, entro l’1 agosto 2026, sono comunque già preordinabili sito ufficiale di LEGO.

Hunger Games: L’alba sulla mietitura svela i primi sguardi ai personaggi iconici più giovani

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Il franchise di Hunger Games si prepara a tornare nelle sale con un nuovo prequel, e Lionsgate ha iniziato a scaldare i motori con un primo assaggio visivo molto atteso. In occasione del lancio promozionale del film, lo studio ha pubblicato un video che ripercorre l’intera timeline cinematografica della saga e che, al suo interno, rivela i primissimi sguardi ufficiali al cast di Hunger Games: L’alba sulla mietitura — titolo italiano confermato da Notorious Pictures, che distribuirà il film in Italia.

I volti familiari in versione giovane

Quello che colpisce di più nel materiale diffuso è la scelta di mostrare volti già amati dal pubblico, questa volta incarnati da attori diversi in versioni più giovani dei personaggi. Il film è ambientato durante il 50° Hunger Games, la cosiddetta Seconda Edizione della Memoria, 24 anni prima degli eventi della trilogia con Jennifer Lawrence.

Elle Fanning vestirà i panni di una giovane Effie Trinket, il personaggio reso iconico da Elizabeth Banks. Kieran Culkin sarà Caesar Flickerman, originariamente interpretato da Stanley Tucci. Jesse Plemons prende il posto del compianto Philip Seymour Hoffman nei panni di Plutarch Heavensbee, mentre Kelvin Harrison Jr. interpreterà un giovane Beetee Latier, già visto nei panni di Jeffrey Wright. Ralph Fiennes torna invece come Presidente Coriolanus Snow — ruolo che aveva già ricoperto in Hunger Games – La ballata dell’usignolo e del serpente (2023) — completando così il collegamento narrativo tra i due prequel. Completano il quadro Lili Taylor come Mags Flanagan e Maya Hawke come Wiress.

Il protagonista assoluto sarà però Haymitch Abernathy, interpretato da Joseph Zada in questa versione giovanile del personaggio reso celebre da Woody Harrelson. Questa edizione speciale dei Giochi, che imponeva a ogni distretto il doppio dei tributi, è quella che ha segnato per sempre la vita di Haymitch — l’unico vincitore del Distretto 12 prima dell’era di Katniss e Peeta.

Un cast di tutto rispetto

Il film di Francis Lawrence — regista che ha già diretto quattro capitoli della saga — può contare su un ensemble ricchissimo. Oltre ai già citati, ci sono Glenn Close, McKenna Grace, Billy Porter, Ben Wang, Whitney Peak e Iris Apatow. E per i fan della trilogia originale: Jennifer Lawrence e Josh Hutcherson torneranno rispettivamente nei panni di Katniss Everdeen e Peeta Mellark, presumibilmente in una cornice narrativa che collega le due epoche.

La sceneggiatura si basa sull’omonimo romanzo di Suzanne Collins, pubblicato nel marzo 2025, e si configura come il sesto capitolo cinematografico della saga nonché seguito diretto del prequel del 2023.

Hunger Games: L’alba sulla mietitura arriverà nelle sale italiane il 19 novembre 2026, distribuito da Notorious Pictures.

That Time I Got Reincarnated in PES: debutta il manga assurdo (e geniale) che celebra eFootball

Mentre il fumetto occidentale arranca tra psicodrammi, attenzione esasperata per l’inclusione “urbi et orbi” e la paura del politicamente scorretto, in Giappone riescono ancora a far lavorare la fantasia senza costrizioni regalandoci delle chicche spesso inarrivabili.

Per festeggiare il traguardo monstre di 1 miliardo di download per eFootball, Konami ha deciso di fare qualcosa di decisamente fuori dagli schemi: lanciare un manga parodia intitolato That Time I Got Reincarnated in PES.

Quando il calcio incontra l’isekai

Il titolo prende chiaramente ispirazione da That Time I Got Reincarnated as a Slime, ma al posto di mostri, magie e slime troviamo tattiche, calciomercato e gestione di squadra.

La trama è tanto semplice quanto brillante: un personaggio si ritrova catapultato nel mondo della Master League, iniziando una nuova vita come manager calcistico.

Il risultato? Un mix tra fantasy e simulazione sportiva che su carta sembra folle ma che ha tutto il potenziale per diventare qualcosa di epico.

Il ritorno di vecchie glorie e un autore fuori dagli schemi

Chi ha passato ore su Pro Evolution Soccer sa già dove guardare. Nel manga tornano personaggi iconici come Castolo e Minanda, nomi che per molti significano una cosa sola: notti infinite passate a costruire squadre improbabili cercando di diventare i migliori.

A firmare il progetto c’è Kiminori Wakasugi, autore noto per il suo stile decisamente sopra le righe.

La scelta di Wakasugi è tutt’altro che casuale. Serviva qualcuno capace di trasformare un’idea già folle in qualcosa di davvero memorabile, una missione probabilmente compiuta.

Non è solo marketing: è strategia

Questo manga non è un semplice contenuto promozionale buttato lì per celebrare un traguardo importante.

Fa parte di una strategia più ampia: espandere eFootball oltre il videogioco, trasformandolo in un ecosistema che include intrattenimento, narrativa e community.

Distribuito tramite la piattaforma K MANGA (qui è disponibile il primo numero), in alcuni casi è persino accessibile direttamente dal gioco.

Master League Sprint: il gioco incontra il manga

Per accompagnare il lancio, Konami ha introdotto anche un evento in-game chiamato “Master League Sprint”, ispirato proprio al manga.

Un modo intelligente per chiudere il cerchio: giochi, leggi e poi torni a giocare con una nuova prospettiva. Una sinergia che potrebbe diventare sempre più comune in futuro.

In definitiva That Time I Got Reincarnated in PES è un’idea assurda ma anche incredibilmente azzeccata.

eFootball: numeri da record

Superare il miliardo di download non è roba da poco. Significa entrare nell’élite dei titoli globali, quelli che riescono a parlare a pubblici diversi, su piattaforme diverse.

eFootball, nel bene e nel male, è riuscito a reinventarsi dopo l’era PES, trovando una nuova identità nel modello free-to-play.

LEGO Star Wars: Mark Hamill è diventato J.E.D.I.

In occasione dei 50 anni dall’inizio delle riprese di Star Wars, Mark Hamill è tornato sotto i riflettori in una veste decisamente curiosa: ambasciatore dei nuovi set LEGO SMART Play.

Cosa significa? Tecnologia, mattoncini e un pizzico di Forza.

Da Luke Skywalker a J.E.D.I. (ma in versione LEGO)

L’attore è stato nominato Junior Executive Director of Information, alias J.E.D.I., un titolo che funziona dannatamente bene e che dovrebbe dare gloria eterna a chi, in casa LEGO, se l’è inventato.

Il suo ruolo? Guidare i fan alla scoperta dei nuovi set Star Wars SMART Play, una linea pensata per unire gioco fisico e interattività senza schermi. Niente tablet, niente app. Solo mattoncini “intelligenti”.

SMART Play: il LEGO che “prende vita”

Il cuore di questa nuova tecnologia è lo SMART Brick, un elemento capace di attivare suoni e interazioni direttamente nel set.

Un concetto che fa quasi sorridere Mark Hamill stesso, cresciuto con un’idea molto più “analogica” del gioco, ovvero “costruisci quello che vuoi, inventa, smonta, ricomincia”.

Il mood adesso è dunque cambiato: costruisci, sì, ma con effetti sonori degni di una battaglia spaziale. Un’evoluzione naturale, ma comunque impressionante.

Lo scorso 8 aprile, i fan hanno avuto la possibilità di chiamare il numero di telefono 1-877-80-ASK-MARK dalle 12:00 alle 20:00 (ora della costa orientale) per parlare con lui dei set LEGO Star Wars SMART Play. Alcuni fortunai, inoltre, sono stati invitati a partecipare a una videochat dal vivo con l’attore!

50 anni dopo, la magia funziona ancora

A mezzo secolo dal debutto del primo Guerre Stellari (sì, a noi piace ancora chiamarlo così) Mark Hamill continua a reinventarsi, passando da Jedi a testimonial LEGO senza perdere credibilità. Anzi, aggiungendo un altro tassello a una carriera già leggendaria.

E mentre Star Wars spegne le sue prime 50 candeline, il messaggio è chiaro: la galassia lontana lontana non ha alcuna intenzione di mollarci… proprio come lui.

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Diablo Immortal × DOOM: arriva l’evento crossover con Sanctuarium che incontra gli Inferi dello Slayer

Immaginate di camminare tra le oscure terre di Sanctuarium, circondati da demoni e atmosfere cupe a là Diablo, quando all’improvviso sentite quel riff industrial inconfondibile.

Sì, esatto: lo Slayer è arrivato, e non è venuto a fare una visita di cortesia.

Blizzard Entertainment ha annunciato ufficialmente il Regno dello Slayer, un crossover a tempo limitato tra Diablo Immortal e DOOM: The Dark Ages che promette di essere una delle collaborazioni più folli e spettacolari che il mondo dei videogiochi mobile abbia visto di recente.

L’evento sarà attivo dal 16 aprile al 13 maggio 2025.

Due universi infernali entrano in collisione

In fondo, ci vuole coraggio a mettere insieme due franchise che hanno costruito la propria identità su visioni degli inferi così diverse tra loro.

Diablo vive nell’orrore gotico, nella lentezza rituale del loot, nella tensione di ogni dungeon. DOOM, al contrario, è adrenalina pura, velocità brutale, sangue demoniaco e musica a tutto volume. Eppure, inspiegabilmente, funziona. O almeno, l’idea sulla carta è abbastanza geniale da far venire voglia di scoprirlo.

Contenuti, meccaniche e oggetti cosmetici

Il cuore dell’evento è il Flagello dello Slayer, una versione rivisitata della modalità Flagello del Sopravvissuto di Diablo Immortal che abbraccia l’aggressività e il momentum tipici di DOOM. I giocatori potranno usare armi iconiche ispirate allo Slayer, tra cui la Sega Scudo, la Mazza del Terrore e la Doppietta.

Sul fronte dei nemici, gli storici Imp di DOOM invadono il campo di battaglia, mentre il boss dell’evento è niente meno che il Cyberdemone, reinterpretato in chiave dark fantasy per adattarsi all’estetica di Sanctuarium. Già solo questa scelta di design merita un applauso: vedere un’icona come il Cyberdemone riadattata nell’universo visivo di Diablo è tanta roba.

C’è poi Il Crogiolo, una nuova Gemma leggendaria ispirata alla lore di DOOM che introduce bonus danni cumulabili e la furia inarrestabile dello Slayer nei sistemi di progressione del gioco. Per chi ama andare a fondo nei sistemi di build, sembra una aggiunta interessante con cui sperimentare.

Sul fronte cosmetico arrivano aspetti delle armi forgiati con energia Argent, l’iconica armatura Praetor dello Slayer e dei nuovi Famigli che includono il meravigliosamente assurdo Cacodemone e la cavalcatura Serrat.

Il senso di questo crossover

Dal punto di vista della logica narrativa, mettere insieme DOOM e Diablo non è la combinazione più ovvia del mondo, ma con la giusta mano può diventare qualcosa di memorabile. Entrambi i franchise condividono un’ossessione per i demoni, per la violenza stilizzata e per la progressione gratificante del personaggio.

Il rischio, chiaramente, è che l’evento sembri un’operazione puramente di marketing, senza un reale rispetto per l’identità di entrambi i giochi. Tuttavia, guardando i contenuti annunciati, sembra che Blizzard abbia fatto uno sforzo genuino nell’adattare l’estetica di DOOM all’universo di Diablo piuttosto che semplicemente incollare asset di un gioco sull’altro. Vedremo se queste buone intenzioni daranno i risultati sperati.

Diablo Immortal x DOOM: tutti i dettagli dell’evento

Per chi volesse approfondire ogni dettaglio del crossover Diablo Immortal × DOOM, il sito ufficiale di Blizzard è il punto di riferimento.

L’evento parte il 16 aprile, per cui avete ancora qualche giorno per prepararvi mentalmente all’invasione degli Imp.

Artemis 3 e oltre: quali sono i piani della NASA dopo il successo della missione Artemis 2?

La missione Artemis 2 si è conclusa con successo, riportando astronauti intorno alla Luna per la prima volta dai tempi dell’Apollo 17.

L’ammaraggio (spalshdown) della capsula Orion è avvenuto senza intoppi, con tanti applausi, un’incredibile emozione e quella sensazione che la corsa allo spazio stia davvero ripartendo.

Un viaggio che riaccende la “voglia” di Luna

Partita il 1° aprile, Artemis 2 ha portato quattro astronauti in orbita attorno al nostro satellite in un viaggio di 10 giorni.

Una missione fondamentale per la NASA che ha dimostrato una cosa semplice ma cruciale: tornare sulla Luna è possibile.

La vera sfida, al momento, è capire quanto spesso potremmo farlo.

Artemis 3 cambia rotta: niente allunaggio (per ora)

In origine, Artemis 3 doveva essere la missione del ritorno umano sulla superficie lunare. I piani, però, sono stati rivisti: niente atterraggio, almeno non subito.

L’obiettivo sarà testare in orbita terrestre i sistemi chiave, testando la capacità di Orion di attraccare con uno o entrambi i moduli di atterraggio lunari con equipaggio del programma: Starship di SpaceX e Blue Moon di Blue Origin.

SI tratta di un importante cambiamento dettato dalla prudenza, considerando che questi mezzi devono ancora dimostrare di poter sostenere missioni con equipaggio in scenari così complessi.

Artemis 1

Quando l’uomo tornerà sulla Luna?

Il vero momento che tutti aspettano ha già una finestra temporale: fine 2028.

Con Artemis 4, gli astronauti dovrebbero finalmente rimettere piede sulla superficie lunare.

L’allunaggio, questa volta, sarà il polo sud, una regione strategica, ricca di ghiaccio e risorse potenzialmente fondamentali per missioni di lunga durata.

Base lunare entro il 2032: no, non è fantascienza

Il piano della NASA non si ferma all’allunaggio.

L’obiettivo dichiarato è ancora più ambizioso: costruire una base lunare stabile entro il 2032, dove gli astronauti possano vivere e lavorare per periodi prolungati. Un passo gigantesco verso qualcosa di ancora più grande: Marte.

Perché sì, tutta questa operazione è anche un gigantesco banco di prova per il prossimo grande passo: la conquista del Pianeta Rosso.

base lunare

Lo spazio ci aspetta, ma i problemi non mancano

Le missioni spaziali restano, comunque, molto complicate da gestire e suscettibili di ritardi e ripianificazioni all’emergere di ogni piccolo intoppo.

Durante Artemis 2, per esempio, è stata rilevata una perdita di elio nel sistema di propulsione della capsula Orion oltre a qualche grattacapo con la toilette spaziale (Howard Wolowitz, tu ne sai qualcosa?).

Nulla di critico, sia chiaro, ma abbastanza da richiedere indagini approfondite, modifiche e miglioramenti.

Il vero nodo resta però un altro: i lander, ovvero i moduli di allunaggio.

Starship ha fatto progressi, ma deve ancora dimostrare capacità chiave come il rifornimento in orbita, mentre  Blue Moon non ha ancora volato. Insomma, la strada è ancora lunga.

Artemis, un programma che coinvolge mezzo mondo (Italia compresa)

Il bello del programma Artemis è che non è solo una missione americana.

Si tratta di uno sforzo internazionale che coinvolge partner in tutto il mondo. Tra questi, l’Italia gioca un ruolo sempre più importante, sia nello sviluppo di moduli abitativi per la futura base lunare, sia come capofila nel portare astronauti italiani sulla Luna.

navicella Orion missione artemis I

La nuova era dell’esplorazione spaziale è iniziata

Dopo decenni di attesa, il ritorno sulla Luna non è più un “forse” ma un piano concreto, con date, missioni e obiettivi chiari.

Certo, serviranno tempo, test, e anche qualche fisiologico ritardo, tuttavia una cosa è ormai evidente: il programma Artemis non è più solo teoria.

Come ha detto uno dei responsabili NASA subito dopo il rientro: “Questo è solo l’inizio”.

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