Home Blog

Stuart Fails to Save the Universe: lo spin-off sequel di The Big Bang Theory si mostra con il primo trailer

0

Per anni The Big Bang Theory ha costruito il proprio successo parlando di fantascienza, fumetti, videogiochi e cultura nerd, senza mai essere considerata una serie sci-fi.

A quanto pare, però, la sua “evoluzione” ha abbandonato questo paradigma.

HBO Max ha pubblicato il primo trailer ufficiale di Stuart Fails to Save the Universe, lo spin-off sequel ambientato nell’universo di The Big Bang Theory che sembra completamente fuori di testa nel vero senso della parola.

Dimenticate la classica sitcom da salotto con battute su fisica quantistica, le perle di Sheldon Cooper e i corteggiamenti imbarazzanti di Leonard. Questa volta ci sono realtà alternative, disastri cosmici e il mite Stuart Bloom a cui è affidato il destino dell’universo.

Stuart diventa protagonista

La nuova serie di HBO Max vedrà il ritorno di Kevin Sussman nei panni di Stuart, il proprietario del negozio di fumetti più depresso della televisione moderna.

Secondo la trama ufficiale, Stuart finirà accidentalmente per causare una catastrofe multidimensionale dopo aver danneggiato un dispositivo creato da Sheldon Cooper e Leonard Hofstadter e, ovviamente, il destino dell’universo finirà nelle mani delle persone meno qualificate immaginabili.

Stuart Fails To Save The Universe cover

The Big Bang Theory strizza l’occhio a Rick e Morty

La cosa più interessante del progetto è probabilmente questa: Stuart Fails to Save the Universe sembra voler trasformare in realtà tutte quelle passioni nerd che nella serie originale venivano principalmente citate o parodiate.

Per anni The Big Bang Theory ha vissuto di riferimenti a Star Wars, Star Trek, fumetti Marvel e teorie multiversali, ma stavolta il franchise sembra dire: “Sapete cosa? Facciamolo davvero.”

Il trailer, visibile proprio qui sotto, mostra chiaramente realtà alternative che pescano a piena mani in film e serie TV iconiche, viaggi dimensionali e situazioni sci-fi completamente deliranti che sembrano uscite da una versione alternativa di Rick e Morty e, sorprendentemente, funziona.

Tornano Bert, Denise e Barry Kripke

Ad accompagnare Stuart in questo disastro cosmico ci saranno diversi volti amatissimi dai fan della serie originale.

Nel trailer ritroviamo infatti Bert Kibbler interpretato da Brian Posehn, Denise interpretata da Lauren Lapkus e Barry Kripke interpretato da John Ross Bowie.

Dietro la serie troviamo ancora una volta Chuck Lorre e Bill Prady, storici creatori di The Big Bang Theory.

Ma la presenza più interessante è forse quella di Zak Penn, sceneggiatore noto per diversi progetti sci-fi e supereroistici come Men in Black, Last Action Hero, X-Men 2, Avengers, ed è probabilmente proprio il suo contributo ad aver spinto la serie verso territori molto più fantascientifici rispetto al passato.

Quando esce Stuart Fails to Save the Universe?

La serie TV arriverà il 23 luglio 2026 su HBO Max, data che speriamo possa coincidere anche con il debutto italiano di questo spin-off.

ASUS presenta il nuovo router gaming WiFi 7 ROG Strix GS-BE7200: più velocità, meno lag e rete smart

ASUS Republic of Gamers (ROG) ha annunciato ROG Strix GS-BE7200, un router gaming di nuova generazione dual-band WiFi 7 (802.11be) progettato per i giocatori e appassionati che richiedono una connettività veloce, stabile e ottimizzata in modo intelligente.

WiFi 7 e velocità fino a 7200 Mbps

Il GS-BE7200 è un router dual-band basato sul nuovo standard WiFi 7 (802.11be), con supporto a tecnologie di ultima generazione come:

  • Multi-Link Operation (MLO);
  • canali ultrawide da 160 MHz;
  • modulazione 4K-QAM.

In pratica tutto ciò che serve per avere più stabilità, meno congestione e velocità teoriche fino a 7200 Mbps. Il risultato? Gameplay più fluidi, streaming a bassa latenza e trasferimenti rapidissimi anche quando tutta la rete domestica è sotto stress.

Addio zone morte

Uno dei punti forti del nuovo router ROG è il sistema di antenne.

Il GS-BE7200 integra sei antenne interne in configurazione avanzata 5T5R sulla banda 5 GHz. Secondo ASUS, questa soluzione migliora il throughput sulle lunghe distanze fino al 15% in più rispetto ai classici sistemi 4T4R.

In pratica: migliore copertura nelle case grandi, maggiore stabilità nelle configurazioni multi-room e meno bestemmie durante le sessioni di gaming online lontano dal router.

ROG Gaming Network: priorità assoluta al gaming

Ovviamente un router ROG non poteva limitarsi alla sola velocità. La tecnologia ROG Gaming Network dà priorità automatica al traffico gaming, cercando di mantenere la latenza sempre stabile durante le sessioni competitive.

Una funzione pensata soprattutto per multiplayer online, FPS competitivi, cloud gaming e streaming simultaneo, soprattutto quando qualcuno in casa decide improvvisamente di guardare una serie in 4K.

Smart Home Master: rete separata per ogni dispositivo

Il GS-BE7200 punta forte anche sulla gestione smart della rete domestica grazie alla funzione Smart Home Master.

Gli utenti possono creare reti separate dedicate a: dispositivi IoT; bambini; VPN e guest network. Una soluzione utile sia per la sicurezza sia per mantenere la rete organizzata in ambienti pieni di dispositivi connessi.

VPN e sicurezza integrate

ASUS ha incluso anche un supporto avanzato alle VPN, con compatibilità fino a 30 client simultanei e protocolli come WireGuard, OpenVPN e IPSec.

Sul fronte sicurezza troviamo invece AiProtection e Safe Browsing, tutte funzioni ormai fondamentali in una casa sempre più piena di device connessi.

Prezzo e disponibilità

Il nuovo router gaming ASUS ROG Strix GS-BE7200 è già disponibile al prezzo consigliato di 199,90 euro presso i rivenditori aderenti al programma Powered by ASUS e i principali partner commerciali ASUS.

Addio a Yuji Ohno, leggendario compositore delle musiche di Lupin III

Il mondo dell’animazione giapponese perde una delle sue voci musicali più iconiche. Yuji Ohno, compositore e pianista jazz celebre soprattutto per aver dato un’anima sonora a Lupin III, è morto il 4 maggio all’età di 84 anni.

La notizia è stata annunciata ufficialmente dal suo sito e dalla sua casa di produzione, Office Augusta, che ha spiegato come il musicista sia morto per cause naturali nel sonno.

Una scomparsa che colpisce profondamente non soltanto i fan di anime, ma chiunque abbia mai ascoltato le musiche di Lupin III e sentito immediatamente quella scarica di jazz elegante, folle e irresistibilmente cool.

Perché sì, diciamolo, senza Yuji Ohno Lupin non avrebbe avuto lo stesso stile.

Il sound iconico Lupin III

Quando si pensa all’anime tratto dal manga di Monkey Punch, vengono subito in mente colpi impossibili, inseguimenti assurdi, giacche colorate, automobili iconiche e quell’atmosfera così cool intrisa di jazz. Ebbene, una buona parte di quell’identità esiste grazie a Yuji Ohno.

Il compositore iniziò a lavorare sul franchise nel 1977 con Lupin III – Part II, la seconda storica serie televisiva dell’anime. Fu lì che nacque quella che sarebbe diventata una delle sigle più iconiche della storia dell’animazione giapponese, compreso quell’inconfondibile groove che accompagnava i momenti più importanti dell’anime.

Un tema musicale che Ohno avrebbe poi riarrangiato e reinventato per decenni attraverso serie TV, film, special e concerti. La cosa incredibile è che ogni nuova versione riusciva sempre a suonare immediatamente riconoscibile.

Bastavano poche note per capire che Lupin stava per fare qualcosa di tremendamente epico e con stile. Una miscela irripetibile di jazz, swing, funk e adrenalina che ha attraversato generazioni intere senza mai perdere fascino.

Jazz, anime e un’eleganza musicale inconfondibile

Yuji Ohno non era soltanto un compositore anime, era un vero musicista jazz nel senso più puro del termine.

Aveva iniziato a suonare il pianoforte da bambino e si era avvicinato al jazz da autodidatta durante il liceo. Negli anni universitari entrò nella Light Music Society della Keio University, collaborando anche con il clarinettista Koji Fujika.

Successivamente formò un trio jazz con il batterista Hideo Shiraki e il cantante Yuzo Kayama.

Quando il gruppo si sciolse, Ohno si dedicò principalmente alle colonne sonore e alle sigle degli anime, iniziando a lasciare il segno nella cultura pop giapponese.

Un mondo di anime oltre Lupin

Anche se il suo nome resterà inevitabilmente legato a Lupin III, Yuji Ohno ha lavorato su tantissimi altri progetti storici dell’animazione e del cinema giapponese.

Tra le sue opere troviamo le musiche di: Capitan Futuro; Space Adventure Cobra; Andromeda galassia perduta; The Inugami Family; Proof of the Man; Marine Express.

Ohno ha anche contribuito ai celebri Daicon Films, i progetti amatoriali realizzati dal gruppo creativo che anni dopo avrebbe fondato Gainax.

 

fonte

Warner Bros vuole rifare Il mondo dei robot: David Koepp alla sceneggiatura del reboot di Westworld

A quattro anni dalla cancellazione di Westworld – Dove tutto è concesso, Warner Bros. ha deciso di tornare nel parco a tema più pericoloso della storia del cinema. Lo studio sta sviluppando un reboot del film del 1973 Il mondo dei robotWestworld in originale — opera prima di Michael Crichton e capostipite del filone fantascientifico sulla ribellione delle macchine. Alla sceneggiatura troviamo un nome di peso: David Koepp, l’uomo che adattò Jurassic Park per il grande schermo.

I dettagli sul progetto sono ancora pochi. Non è stata annunciata una data di uscita, né è stato comunicato il nome del regista, anche se Deadline parla di “un cineasta di primo piano” attualmente in trattative. Anche su trama e cast c’è silenzio assoluto. Quello che è certo, però, è che Warner Bros. non ha intenzione di chiudere il libro su questo universo dopo la fine della serie HBO.

Una scelta coerente: da Jurassic Park a Westworld

La scelta di Koepp ha una logica precisa. Lo sceneggiatore aveva già lavorato con il materiale di Crichton trasformando Jurassic Park in uno dei blockbuster più amati di sempre. E Il mondo dei robot condivide con Jurassic Park una premessa quasi identica: un parco divertimenti tecnologicamente all’avanguardia, costruito per garantire esperienze impossibili, finisce per ribellarsi ai suoi visitatori. Crichton, con questo film, aveva di fatto creato lo schema narrativo che vent’anni dopo avrebbe replicato con i dinosauri.

Il curriculum di Koepp comprende altri titoli di peso: Mission: Impossible, Spider-Man, Indiana Jones, Black Bag. Il suo prossimo lavoro sarà la sceneggiatura di Disclosure Day, l’attesissimo film di Steven Spielberg sugli UFO con Emily Blunt, Josh O’Connor, Colin Firth, Eve Hewson e Colman Domingo — un’altra reunion tra Koepp e il regista di Jurassic Park.

Il film originale e il suo peso culturale

Il mondo dei robot, scritto e diretto dallo stesso Crichton nel 1973, ha rappresentato un punto di svolta per la fantascienza al cinema. Ambientato nel parco a tema futuristico Delos — diviso in tre aree: il Vecchio West, l’Antica Roma e il Medioevo — il film racconta cosa accade quando gli androidi che intrattengono i facoltosi visitatori iniziano improvvisamente a malfunzionare e a uccidere. Con un budget di poco più di un milione di dollari, il film incassò oltre 10 milioni al botteghino e divenne un cult istantaneo grazie soprattutto alla presenza glaciale di Yul Brynner nei panni del Pistolero, citazione del suo personaggio ne I magnifici sette. Nel cast anche Richard Benjamin e James Brolin.

L’eredità del film è enorme. La sequenza finale dell’inseguimento del Pistolero è stata apertamente citata da James Cameron in Terminator, e John Carpenter ha dichiarato di essersi ispirato all’indistruttibilità di Brynner per il personaggio di Michael Myers in Halloween. Tutto questo senza dimenticare che è stato il primo film a usare l’elaborazione digitale delle immagini per gli effetti speciali.

Westworld 2

L’ombra della serie HBO

Il reboot arriva a quattro anni dalla cancellazione della serie HBO Westworld – Dove tutto è concesso, andata in onda dal 2016 al 2022 con protagonisti Evan Rachel Wood, Thandiwe Newton e Jeffrey Wright. La serie, creata da Jonathan Nolan e Lisa Joy, aveva trasformato l’idea originale di Crichton in un dramma filosofico complesso sull’intelligenza artificiale, la coscienza e il libero arbitrio, raccogliendo enorme consenso critico ma chiudendosi bruscamente dopo quattro stagioni.

Non è ancora chiaro come il nuovo film si rapporterà con la serie televisiva: se sarà un reboot puro che ignorerà completamente quanto fatto da Nolan e Joy, o se cercherà di assorbirne in qualche modo alcuni elementi. La presenza di Koepp suggerisce comunque un ritorno alle origini più dirette e cinematografiche del materiale di Crichton, con una struttura narrativa più compatta e thriller rispetto al respiro filosofico della serie.

Al momento non sono state comunicate date di uscita né per gli Stati Uniti né per l’Italia, dove il film del 1973 è stato distribuito proprio con il titolo Il mondo dei robot.

Ghost in the Shell: trailer e data d’uscita del nuovo anime che arriverà su Prime Video

Dopo mesi di attesa, il nuovo anime di Ghost in the Shell ha finalmente una data ufficiale: la serie debutterà il 7 luglio 2026, portando con sé una nuova reinterpretazione dell’universo sci-fi creato da Masamune Shirow.

A giudicare dal nuovo trailer pubblicato online, sembra che questo progetto sarà caratterizzato da una scarica di azione cyberpunk vecchio stile mescolata a un’estetica modernissima.

Ritorno alle atmosfere più iconiche della saga

Il nuovo video promozionale punta fortissimo su tutto ciò che ha reso Ghost in the Shell una leggenda dell’animazione giapponese: combattimenti adrenalinici, hacking mentale, tecnologia invasiva e riflessioni profonde sull’identità umana.

Il trailer, visibile proprio qui di seguito, introduce ancora una volta il futuro distopico del franchise con una narrazione che suona immediatamente familiare ai fan storici: “In un Giappone del prossimo futuro, dove il mondo è diventato altamente informatizzato…”

Da lì partono immagini di reti neurali, città illuminate al neon e operazioni militari condotte dalla celebre Sezione 9.

Al centro di tutto ritroviamo naturalmente Motoko Kusanagi, la leggendaria maggiore cyborg che da decenni rappresenta uno dei personaggi più iconici dell’universo cyberpunk e della fantascienza mondiale.

Science Saru alla guida del nuovo progetto

Dietro a questo nuovo anime c’è uno degli studi di animazione più celebri del panorama mondiale: Science Saru.

Lo studio è diventato negli ultimi anni uno dei nomi più apprezzati dell’animazione moderna grazie a produzioni come Dandadan, Scott Pilgrim Takes Off e Star Wars: Visions.

Chi conosce i lavori di Science Saru sa già cosa aspettarsi: animazioni estremamente dinamiche, regia sperimentale e un’identità visiva molto forte.

Il Maggiore e la Sezione 9 tornano a combattere nel futuro digitale

La nuova serie sarà ambientata ancora una volta nella città futuristica di Niihama, dove impianti cibernetici e reti digitali fanno parte della vita quotidiana. Qui opera la Sezione 9, unità speciale antiterrorismo specializzata nei crimini informatici più complessi.

Naturalmente non mancheranno misteri filosofici e minacce hackeristiche legate al celebre Puppet Master, uno degli antagonisti più iconici dell’intero franchise. Perché in Ghost in the Shell il vero nemico non è mai solo il cattivo di turno, spesso sono le domande esistenziali a procurare i timori più cupi.

Un franchise che ha cambiato fantascienza e anime

Parlare di Ghost in the Shell significa parlare di una delle opere più influenti della storia della fantascienza.

Nato come manga nel 1989, il franchise ha ridefinito il concetto stesso di cyberpunk giapponese, influenzando una quantità impressionante di opere successive.

Il film anime del 1995, diretto da Mamoru Oshii, viene ancora oggi considerato un capolavoro assoluto dell’animazione mondiale e una delle opere sci-fi più importanti mai realizzate.

Naturalmente il franchise ha avuto anche momenti più controversi, come il film live action del 2017 con Scarlett Johansson. La pellicola, visivamente spettacolare, è stata accolta in maniera piuttosto divisiva dai fan storici, soprattutto per le polemiche sul casting e per alcune scelte narrative considerate troppo “occidentalizzate”.

LEGO celebra i 25 anni de Il Signore degli Anelli con il gigantesco set Icons di Minas Tirith

Preparatevi psicologicamente e magari anche economicamente.

Il Gruppo LEGO ha appena svelato uno dei set più ambiziosi mai dedicati alla Terra di Mezzo: LEGO Icons Il Signore degli Anelli: Minas Tirith, una mastodontica riproduzione della Città Bianca pensata per celebrare il 25° anniversario della saga cinematografica de Il Signore degli Anelli.

Minas Tirith prende forma con 8.278 pezzi

Il nuovo set LEGO Icons è composto da ben 8.278 pezzi e ricrea in maniera impressionante la leggendaria capitale di Gondor.

Parliamo di mura stratificate, torri e bastioni, la cittadella bianca e dettagli architettonici fedelissimi ai film di Peter Jackson.

Praticamente un piccolo monumento da esposizione dedicato alla Terra di Mezzo.

Design ibrido: spettacolare fuori, pieno di dettagli dentro

La cosa più interessante è il modo in cui il set LEGO di Minas Tirith è stato progettato.

Da lontano appare come una gigantesca miniatura da collezione, con tutto il suo skyline imponente. Ma avvicinandosi emergono ambienti interni completamente esplorabili in scala minifigure.

Tra le sezioni più importanti troviamo:

  • la sala del trono;
  • la cittadella centrale;
  • varie aree interne ricche di riferimenti alla saga.

Una soluzione che sembra perfetta sia per l’esposizione sia per chi ama “vivere” il set pezzo dopo pezzo.

Ovviamente non potevano mancare le minifigure dei personaggi iconici: Gandalf il Bianco; Faramir; Denethor; Peregrino Tuc; Aragorn; Arwen; quattro soldati di Gondor e anche Ombromanto.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da New Elementary (@newelementary)

Prezzo e data di uscita

Il set sarà disponibile dal 1° giugno 2026 in Early Access per i LEGO Insiders, mentre dal 4 giugno 2026 per il lancio globale al prezzo di 649,99 euro.

Si tratta di un set premium nel vero senso della parola, ma considerando dimensioni, licenza e livello di dettaglio un prezzo così importante era abbastanza inevitabile.

A farci dimenticare per un po’ l’impatto economico che il set può avere sulle nostre tasche, c’è la presenza di un bonus extra: chi acquisterà Minas Tirith tra il 1° e il 7 giugno riceverà in omaggio il set LEGO Icons Il Signore degli Anelli: Grond.

Dettagli prodotto

  • Codice prodotto: 11377
  • Età: 18+
  • Prezzo: € 649,99
  • Pezzi: 8.278
  • Dimensioni: misura oltre 59 cm di altezza, 62 cm di larghezza e 37 cm di profondità.

Fast & Furious sbarca in TV: una nuova serie in arrivo su Peacock

0

La saga di Fast & Furious è andata letteralmente ovunque — dalle strade di Tokyo fino allo spazio. Ora si prepara a fare il salto sul piccolo schermo, con un’espansione televisiva ufficialmente in lavorazione. L’annuncio è arrivato direttamente da Vin Diesel, durante la presentazione dei palinsesti NBCUniversal a New York, insieme a Jimmy Fallon. Quattro progetti in pipeline, anche se i dettagli sulla trama restano per ora top secret.

“Negli ultimi dieci anni ci siamo resi conto che i fan volevano di più”, ha dichiarato Diesel sul palco. “Volevano che ampliassimo i personaggi storici, le loro storie. Negli ultimi dieci anni il desiderio è stato quello di entrare nel mondo della televisione, che Fallon ha saputo padroneggiare. E ho dovuto aspettare il momento giusto. È diventato giusto quando Donna Langley ha iniziato a supervisionare tutto, perché è stato lì che ho capito che l’integrità dei personaggi, l’appeal internazionale, tutto quello che ci fa sentire una famiglia, sarebbe stato protetto anche nello spazio televisivo. La notizia che ho oggi è che Peacock lancerà quattro serie dall’universo di Fast and Furious.”

La realtà dietro l’annuncio

Le fonti interne alla piattaforma hanno però ridimensionato leggermente l’entusiasmo di Diesel. Secondo quanto riportato da The Hollywood Reporter e Variety, in questo momento una sola serie di Fast & Furious è ufficialmente in sviluppo presso Peacock, mentre gli altri progetti annunciati dall’attore sono in vari stadi di sviluppo presso Universal TV. Una distinzione non da poco, ma comunque un segnale chiaro della volontà di NBCUniversal di investire sul franchise anche nel mondo seriale.

Diesel sarà tra i produttori esecutivi della serie attualmente in lavorazione, insieme a Sam Vincent, Neal Moritz, Pavun Shetty, Jeff Kirschenbaum e Chris Morgan. Alla guida creativa figurano Mike Daniels (Sons of Anarchy) e Wolfe Coleman (Shades of Blue) come co-showrunner. Una squadra solida, abituata a gestire serie d’azione con un forte taglio caratteriale.

Per il pubblico italiano la buona notizia è che i contenuti Peacock sono disponibili attraverso Sky e NOW, grazie all’accordo di distribuzione tra NBCUniversal e Sky. Sarà quindi probabile poter accedere alla serie anche nel nostro Paese una volta arrivata sulla piattaforma americana, anche se al momento non sono state comunicate date di uscita ufficiali.

Il futuro al cinema: Fast Forever

Mentre prende forma il lato seriale del franchise, il cinema non si ferma. L’undicesimo e penultimo capitolo della saga, intitolato Fast Forever, è atteso al cinema il 17 marzo 2028 (data internazionale, italiana ancora da confermare). La sceneggiatura è affidata a Michael Lesslie, già noto per i prequel di Hunger Games. Non è ancora chiaro se Louis Leterrier — che aveva sostituito Justin Lin alla regia di Fast X — resterà al timone anche per questo capitolo.

Quello che è praticamente certo è il ritorno dei volti storici del cast: Michelle Rodriguez come Letty Ortiz, Tyrese Gibson nel ruolo di Roman Pearce, Ludacris come Tej Parker, Nathalie Emmanuel come Ramsey, Sung Kang come Han Lue, Jordana Brewster nei panni di Mia Toretto, Jason Statham come Deckard Shaw e Charlize Theron come Cipher. Una reunion completa per quello che dovrebbe essere uno degli ultimi giri di pista della famiglia Toretto.

Vale la pena ricordare che il franchise di Fast & Furious — nato nel 2001 con il primo film firmato Universal Pictures — ha incassato complessivamente oltre 7 miliardi di dollari al botteghino mondiale tra gli 11 film attuali, includendo anche lo spin-off Hobbs & Shaw e la serie animata Spy Racers trasmessa su Netflix tra il 2019 e il 2021.

Le vecchie action figure di Star Wars con spade laser telescopiche (e difettose) oggi valgono una fortuna

Alcune delle primissime action figure di Star Wars oggi valgono cifre completamente folli.

La cosa più assurda è che quelle più preziose sono proprio le versioni “difettose”.

Le action figure Kenner del 1978

Nel 1978 Kenner lanciò la sua prima storica linea di action figure dedicate a Star Wars. Tra i personaggi presenti c’erano Darth Vader, Obi-Wan Kenobi e Luke Skywalker, strenne celebrate anche dalla docu-serie Netflix “I giocattoli della nostra infanzia“.

Ma queste prime versioni avevano una caratteristica speciale destinata a entrare nella leggenda del collezionismo: le spade laser “telescopiche”.

In pratica, le lightsaber erano composte da due sezioni estensibili: una parte esterna più spessa e una sottilissima interna che fuoriusciva simulando l’accensione della lama.

Sulla carta sembrava una figata galattica, ma nella realtà si rompevano soltanto guardandole.

Un errore di produzione che oggi vale centinaia di migliaia di dollari

A causa della fragilità del sistema, la Kenner eliminò rapidamente queste action figure dalle fragili spade laser estraibili sostituendole con una versione molto più resistente a pezzo unico.

Ed è qui che nasce la magia del collezionismo, perché quelle primissime figure distribuite prima del cambio di produzione sono diventate rarissime, e quando in questo mondo qualcosa è raro, succede inevitabilmente una cosa: il mercato e internet impazziscono.

Darth Vader venduto a oltre 130 mila dollari

Uno degli esempi più clamorosi arriva dalla collezione di Jeff Jacob, dove una figure di Darth Vader del 1978 è stata venduta all’asta tramite Hake’s Auctions per l’incredibile cifra di 130.095 dollari.

Parliamo di un modello classificato come Darth Vader 12 Back-A AFA 80 NM (Double-Telescoping, POP 4): roba rarissima, praticamente un Santo Graal per i collezionisti di Star Wars.

La funzione “double-telescoping” venne utilizzata soltanto su tre figure prima di essere abbandonata: Darth Vader con spada rossa, Obi-Wan Kenobi con spada blu e Luke Skywalker con spada gialla. Quest’ultimo dettaglio rappresenta qualcosa di curioso che oggi fa sorridere i fan più esperti, considerando che il personaggio nei film è storicamente associato alle lame blu e verdi.

Ma proprio queste “incongruenze” rendono le figure ancora più affascinanti agli occhi dei collezionisti.

Una figure di Obi-Wan Kenobi proveniente dalla stessa collezione è stata venduta nel gennaio 2025 per oltre 105.000 dollari, mentre una versione di Luke Skywalker ha raggiunto circa 84.000 dollari nel marzo successivo.

Il motivo per cui Darth Vader resta il più costoso? Semplice: è ancora più raro. Secondo i collezionisti, la sua versione è “infinitamente più rara” rispetto alle altre, oltre a essere stata la prima figure Darth Vader classificata AFA 80 mai apparsa in asta.

Le confezioni sigillate valgono oro

Ovviamente il vero tesoro è rappresentato dalle action figure ancora sigillate nella confezione originale.

Esistono pochissimi esemplari in condizioni perfette, tanto che online un utente Reddit ha dichiarato di possedere una versione mai aperta di Obi-Wan, sottolineando come soltanto 12 o 13 esemplari abbiano mai raggiunto certi standard di valutazione.

Quindi, se avete ancora vecchi giocattoli di Star Wars nascosti da qualche parte, in soffitta o in cantina, forse è arrivato il momento di dare un’occhiata.

Se non troverete una action figure rara, almeno passerete un pomeriggio immersi nella nostalgia.

fonte

Xbox annuncia il nuovo Game Pass Starter Edition, una versione economica in collaborazione con Discord

Negli ultimi anni Xbox e Discord sono diventati praticamente inseparabili nel mondo gaming. Tra chat vocali, community infinite e animate sessioni notturne tra gamer incalliti, era solo questione di tempo prima che le due piattaforme decidessero di collaborare ancora più seriamente.

Le due società hanno annunciato una nuova partnership che introdurrà una versione economica del Game Pass dedicata agli utenti di Discord Nitro. Si tratta di una specie di “Game Pass Starter Pack” ma senza che il prezzo di Nitro aumenti.

Cos’è il nuovo Game Pass Starter Edition?

A partire da questa settimana, gli abbonati a Discord Nitro riceveranno automaticamente accesso a una nuova edizione ridotta di Xbox Game Pass.

La nuova formula includerà:

  • oltre 50 giochi Xbox e PC scaricabili;
  • 10 ore mensili di cloud gaming;
  • accesso a una selezione di titoli già molto amati dalla community.

Tra i giochi confermati troviamo: DayZ; Deep Rock Galactic; Fallout 4; Grounded; Overcooked! 2; Stardew Valley.

Discord Nitro non cambia prezzo

Come già detto, la parte interessante è che Discord non aumenterà il costo dell’abbonamento Nitro.

Il servizio continuerà a costare circa 10 dollari al mese (o 100 dollari annuali), includendo tutte le funzioni premium già esistenti:

  • upload di file più grandi;
  • emoji personalizzate;
  • profili custom per server;
  • qualità streaming migliorata;
  • vantaggi estetici vari che trasformano ogni utente in una versione RGB di sé stesso.

Xbox continua a reinventare il Game Pass

Il 2026 di Xbox è stato parecchio movimentato. Negli ultimi mesi Xbox Game Pass Ultimate ha subito diversi cambiamenti, alcuni accolti bene, altri molto meno.

Da una parte Microsoft ha abbassato alcuni prezzi degli abbonamenti, riconoscendo apertamente che il servizio stava diventando troppo costoso per molti giocatori. Dall’altra, però, ha anche confermato che i futuri titoli di Call of Duty non arriveranno più al day one sulle fasce più economiche del servizio.

Una decisione che ha generato parecchie discussioni online, perché diciamolo: togliere il day one di Call of Duty ai gamer non è affatto una cosa da poco.

xbox game pass

Una partnership che avvantaggia tutti

Questa collaborazione sembra una mossa molto furba da entrambe le parti.

Microsoft amplia il pubblico di Game Pass intercettando milioni di utenti Discord già fortemente legati al gaming PC e multiplayer, mentre Discord aggiunge un vantaggio concreto al proprio abbonamento premium senza aumentarne il prezzo.

Probabilmente è proprio questo il dettaglio più importante, perché al giorno d’oggi i giocatori sembrano ormai avere raggiunto il limite psicologico degli abbonamenti multipli. Tra streaming, gaming, cloud e servizi online vari, ogni nuova spesa viene ponderata con estrema attenzione.

Un Game Pass “lite” per il futuro?

La vera domanda ora è un’altra: questa Starter Edition è solo un bonus per Discord Nitro, oppure è il primo passo verso una nuova strategia Microsoft per rendere l’ecosistema Xbox più accessibile?

Se c’è una cosa che il mercato gaming ha imparato negli ultimi anni, è che i giocatori vogliono flessibilità e premiano chi si muove in quella direzione.

fonte

Principessa Mononoke torna al cinema in 4K: nuovo doppiaggio italiano per il capolavoro di Hayao Miyazaki

Principessa Mononoke, il capolavoro anime firmato da Hayao Miyazaki tornerà nelle sale italiane in una spettacolare versione restaurata in 4K, accompagnata da un nuovo adattamento e doppiaggio italiano.

L’appuntamento con il film, distribuito da Lucky Red in collaborazione con Studio Ghibli Italia, è dal 4 al 10 giugno con prevendite già aperte.

L’essenza stessa dello Studio Ghibli

Quando uscì nel 1997, Principessa Mononoke non fu “solo” un enorme successo: diventò il più grande incasso nella storia del cinema giapponese dell’epoca e contribuì a trasformare Studio Ghibli in un fenomeno globale.

A quasi trent’anni di distanza, il film conserva ancora tutta la sua forza e ciò che lo rende un unicum: il conflitto tra uomo e natura, l’ambiguità morale dei personaggi e l’impatto visivo incredibile delle animazioni

Vedere questo anime sul grande schermo è un’esperienza completamente diversa rispetto a qualsiasi TV.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Studio Ghibli Italia (@studioghibli.it)

Un nuovo doppiaggio italiano

Ma la vera novità riguarda senza dubbio il nuovo adattamento italiano. Per capire perché, bisogna fare un piccolo viaggio nel passato.

Il primo doppiaggio del 2000, venne realizzato da C.T.A. e basato principalmente sulla versione inglese. Negli anni è stato fortemente criticato per via delle modifiche ai dialoghi, le alterazioni rispetto all’originale giapponese e altri aspetti dell’adattamento considerati poco fedeli.

Nel 2014 Lucky Red riportò il film al cinema con un nuovo adattamento diretto da Gualtiero Cannarsi. Questa versione puntava a una fedeltà estrema all’originale giapponese, ma finì al centro di infinite polemiche e discussioni per un linguaggio considerato troppo aulico e artificioso.

Insomma, qualunque fan anime italiano ha un’opinione fortissima su Principessa Mononoke e il suo doppiaggio.

Trama di Principessa Mononoke

Così LuckyRed descrive la trama dell’anime: “Ashitaka, un giovane guerriero della dinastia Emishi, è costretto a uccidere un cinghiale selvatico posseduto da una divinità malvagia. Ferito al braccio dall’animale, il giovane colpito da una maledizione mortale, deve lasciare il suo villaggio per cercare il modo di neutralizzarla. Durante il suo viaggio si imbatte nella giovane San, una ragazza allevata da lupi e soprannominata Principessa Mononoke, ‘la principessa degli spettri’, e conosce anche i suoi nemici umani, i Tatara, una comunità di fabbri costruttori di armi da fuoco, guidati da Lady Eboshi, volitiva leader che ha come obiettivo la distruzione delle foreste abitate dai lupi e dagli altri animali cari a San”.

Il restauro 4K: sarà la versione definitiva?

La nuova edizione dovrebbe utilizzare il restauro 4K già mostrato in Giappone negli scorsi mesi, supervisionato direttamente da Atsushi Okui, storico responsabile dell’imaging digitale di Studio Ghibli.

Il restauro, durato circa dieci anni, è stato realizzato per preservare il film esattamente come era stato concepito originariamente dal team creativo: colori, texture e animazioni come non li abbiamo mai visti prima.

Un’occasione da non perdere

Che siate cresciuti con Studio Ghibli o che non abbiate mai visto Mononoke al cinema, questa è una di quelle occasioni che capitano raramente.

Perché certi film non si guardano soltanto, ma si vivono, e tornare nella foresta degli spiriti in 4K sarà comunque magia pura.

Quindi bando alle ciance, cercate subito la sala più vicina a voi a questo indirizzo per acquistare i biglietti.

Star Wars: l’ordine cronologico per guardare tutti i film e le serie TV della saga

Mancano meno di due settimane all’arrivo nelle sale italiane di The Mandalorian & Grogu, e per molti fan è il momento perfetto per rimettersi in pari con l’intero universo di Star Wars. Ma in che punto della cronologia si colloca esattamente il nuovo film? E soprattutto, qual è il modo migliore per affrontare l’enorme quantità di film, serie live-action e produzioni animate che compongono ormai la saga?

C’è chi preferisce guardare Star Wars in ordine di uscita: una scelta che ha i suoi vantaggi, perché permette di vivere la saga così come ha preso forma e di cogliere l’evoluzione dei temi narrativi. Ma seguire la cronologia interna è altrettanto gratificante, perché aiuta a unire più facilmente i fili narrativi sparsi tra film e serie.

In questa guida trovate tutti i film e le serie canoniche di Star Wars, incluso The Mandalorian & Grogu, in ordine cronologico. L’unica eccezione sono le serie antologiche Tales, ambientate principalmente durante le Guerre dei Cloni o l’era oscura dell’Impero: meglio recuperarle dopo La vendetta dei Sith.

Una nota tecnica: gli eventi di Star Wars sono datati in base alla loro relazione con Una nuova speranza, il primo film della saga. Si usano le sigle BBY (Before Battle of Yavin, prima della Battaglia di Yavin) e ABY (After Battle of Yavin, dopo).

Natalie Portman Padme Amidala Star Wars

L’Alta Repubblica e l’inizio della saga degli Skywalker

Star Wars: Le avventure dei giovani Jedi (232 BBY) Pensata per i più piccoli, ma di qualità sorprendente. Questa serie animata in due stagioni esplora l’epoca dell’Alta Repubblica, l’età d’oro dei Jedi e della Repubblica, quando la luce del lato chiaro brillava in tutta la galassia. Le storie si intrecciano con cura con l’iniziativa editoriale Star Wars: The High Republic.

The Acolyte (132 BBY) La serie creata da Leslye Headland è ambientata cento anni prima della saga degli Skywalker, alla fine dell’era dell’Alta Repubblica. Mostra un Ordine Jedi che lotta già contro il proprio lato oscuro, mentre la minaccia dei Sith ricomincia a crescere. Cancellata dopo la prima stagione, ha lasciato molti fili narrativi in sospeso.

Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma (32 BBY) Qui comincia ufficialmente la saga degli Skywalker. Il Jedi Qui-Gon Jinn incontra il piccolo Anakin Skywalker, mentre il corrotto politico Sheev Palpatine inizia la sua scalata al potere. Darth Maul emerge dall’ombra e la Federazione dei Mercanti attacca Naboo: la galassia si avvia verso il caos.

Star Wars: Episodio II – L’attacco dei cloni (22 BBY) I Sith orchestrano l’inizio delle Guerre dei Cloni, il conflitto galattico che porterà al crollo della Repubblica. Anakin, ormai Padawan, intreccia una relazione proibita con la senatrice Padmé Amidala mentre cerca di gestire i suoi attaccamenti.

Star Wars: The Clone Wars (22 BBY – 19 BBY) La saga degli Skywalker tocca solo l’inizio e la fine delle Guerre dei Cloni. Per esplorare il conflitto nella sua interezza, c’è questa straordinaria serie animata in sette stagioni. Inizialmente cancellata da Disney, ha ritrovato il suo finale solo nel 2020 su Disney+. Gli ultimi quattro episodi si svolgono in parallelo a La vendetta dei Sith.

Star Wars: The Clone Wars 7

Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith (19 BBY) Il punto di svolta dell’intera saga: le Guerre dei Cloni si concludono con la vittoria dei Sith e l’ascesa dell’Impero. Considerato il vertice della trilogia prequel, è un’epopea sulla caduta di un Jedi. La novelizzazione di Matt Stover è una delle migliori mai scritte su Star Wars.

L’era oscura dell’Impero

Star Wars: The Bad Batch (19 BBY – 17 BBY circa) Spin-off di The Clone Wars, segue la Squadra Clone 99, un gruppo di cloni mutanti che diserta durante l’era oscura. Tre stagioni magistrali che raccolgono molti fili lasciati in sospeso da The Clone Wars e anticipano alcuni elementi della trilogia sequel.

Maul: Shadow Lord (18 BBY circa) La più recente serie animata della saga. Difficile collocarla con precisione, ma i design degli stormtrooper suggeriscono che si svolga intorno al 18 BBY. Maul cerca un apprendista per vendicarsi di Palpatine e finisce per scontrarsi con il nuovo apprendista dell’Imperatore.

Solo: A Star Wars Story (10 BBY circa) Ambientato circa un decennio prima di Una nuova speranza, è il film che racconta le origini di Han Solo. Alden Ehrenreich indossa i panni del giovane contrabbandiere e il film tocca anche le attività criminali di Maul.

Solo: A Star Wars Story

Obi-Wan Kenobi (9 BBY) La vendetta dei Sith si era chiusa con Obi-Wan in esilio su Tatooine. La serie Disney+ lo ritrova dieci anni dopo, costretto a rimettersi in gioco. Un evento importante per i fan grazie al ritorno di Ewan McGregor e Hayden Christensen.

La nascita della Ribellione

Andor – Stagione 1 (5 BBY) Creata da Tony Gilroy, Andor è un capolavoro acclamato che racconta la resistenza all’Impero dal basso. La prima stagione narra le origini di Cassian Andor, agente ribelle destinato a cambiare la storia della galassia.

Andor – Stagione 2 (4 BBY – 1 BBY) La seconda stagione è suddivisa in più blocchi temporali, ciascuno ambientato a un anno di distanza dall’altro. Racconta come l’Alleanza Ribelle sia diventata una forza con cui fare i conti, e si sovrappone agli eventi di Star Wars Rebels.

diego luna cassian andor star wars

Star Wars Rebels (3 BBY – 1 BBY) Sequel spirituale di The Clone Wars, racconta la storia di una singola cellula ribelle su Lothal. La serie pone le basi per molti elementi della mitologia di Star Wars e riporta in scena Ahsoka Tano per uno scontro epocale con Darth Vader.

Rogue One: A Star Wars Story (1 BBY) Ambientato immediatamente prima di Una nuova speranza, è uno dei migliori film Star Wars dell’era Disney. Jyn Erso guida una squadra incaricata di recuperare i piani della Morte Nera. Il finale ospita una delle scene più iconiche di Darth Vader.

La trilogia originale di Star Wars

Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza (0 BBY) Il film che ha dato il via a tutto. Luke Skywalker, Leia Organa e Han Solo si uniscono per affrontare l’Impero. Una classica storia di eroismo che, vista nel contesto della cronologia, assume un significato ancora più profondo.

Star Wars: Episodio V – L’Impero colpisce ancora (3 ABY) La Guerra Civile Galattica prosegue e arriva uno dei colpi di scena più memorabili della storia del cinema. Se Una nuova speranza ha messo Star Wars sulla mappa, L’Impero colpisce ancora lo ha trasformato in una delle saghe più durature di sempre.

Star Wars: Episodio VI – Il ritorno dello Jedi (4 ABY) La trilogia originale si chiude con la redenzione del Prescelto. Palpatine torna in scena tentando di sedurre Luke Skywalker al lato oscuro. È il momento in cui il destino della galassia viene deciso.

star wars il ritorno dello jedi 40 anni

Il Mandoverse

The Mandalorian – Stagioni 1 e 2 (9 ABY circa) La serie che ha aperto Disney+ nel 2019 introduce Din Djarin e Grogu. Le prime due stagioni costruiscono una storia epica che culmina nello scontro con il Residuo Imperiale. La cronologia di questo segmento è poco precisa: Lucasfilm non ha mai chiarito esattamente quanto tempo passi tra una stagione e l’altra.

The Book of Boba Fett (9 ABY circa) Temuera Morrison riprende il ruolo di Boba Fett in una serie ambientata principalmente su Tatooine, esplorando le organizzazioni criminali del pianeta. Importante anche per il proseguimento del Mandoverse: senza questa serie, la terza stagione di The Mandalorian perde alcuni dei suoi snodi narrativi.

The Mandalorian – Stagione 3 (9 ABY circa) Din Djarin cerca la redenzione nelle Acque di Mandalore e guida il suo popolo verso il pianeta ancestrale. La terza stagione approfondisce la minaccia del Residuo Imperiale, spiegando finalmente perché volessero Grogu, e prepara il terreno per il film.

Rosario Dawson Ahsoka

Ahsoka – Stagione 1 (9 ABY circa) Rosario Dawson interpreta la versione live-action di Ahsoka Tano. La trama si concentra sul tentativo del Residuo Imperiale di riportare nella galassia il Grande Ammiraglio Thrawn, lo stratega che persino Palpatine rispettava. La seconda stagione è attesa su Disney+ entro il 2026.

Skeleton Crew (9 ABY circa) Una serie Star Wars a sé stante e particolarmente piacevole, con protagonista un gruppo di ragazzini che lascia il proprio pianeta isolato e finisce nel caos della galassia. La sua collocazione cronologica è ancora provvisoria.

The Mandalorian & Grogu (9 ABY circa) Il prossimo film Star Wars porta il Mandoverse sul grande schermo. Lucasfilm ha tenuto a sottolineare che non servono “compiti a casa” per apprezzarlo, ma costruisce comunque su tutto quello che abbiamo visto dal 2019 in poi. Dopo sette anni, Star Wars torna al cinema. Il film arriverà nelle sale italiane il 20 maggio 2026.

La trilogia sequel di Star Wars

Star Wars Resistance – Stagione 1 (34 ABY) Esiste un grande vuoto temporale tra la trilogia originale e quella sequel, riempito solo in parte dal Mandoverse. Resistance è una serie animata che esplora l’ascesa del Primo Ordine, la nuova incarnazione dell’Impero. Gli ultimi episodi si collegano direttamente a Il risveglio della Forza.

Star Wars: Episodio VII – Il risveglio della Forza (34 ABY) Daisy Ridley debutta nei panni di Rey. Un nuovo mondo, un nuovo superarma, un nuovo equilibrio del lato oscuro. Carico di nostalgia per la trilogia originale, è la base su cui si costruisce tutta la trilogia sequel.

Luke Skywalker sul set di Star Wars

Star Wars: Episodio VIII – Gli ultimi Jedi (34 ABY) Diretto seguito de Il risveglio della Forza, racconta l’addestramento di Rey sotto Luke Skywalker mentre il Primo Ordine si avvicina alla resa dei conti con la Resistenza. Un film profondamente divisivo, considerato da alcuni il migliore della saga e da altri il più contestabile.

Star Wars Resistance – Stagione 2 (34 ABY) La seconda stagione parte dopo gli eventi de Gli ultimi Jedi e prosegue il racconto della singola cellula di resistenza. Compaiono anche elementi inattesi legati ai Sith.

Star Wars: Episodio IX – L’ascesa di Skywalker (35 ABY) Il finale della saga degli Skywalker. Rey e Kylo Ren affrontano Palpatine resuscitato, vero architetto del Primo Ordine. Star Wars finora non si è mai spinto oltre questo punto cronologico, ma tutto cambierà l’anno prossimo con Starfighter, primo film ambientato dopo la trilogia sequel.

La Casa di Carta torna su Netflix: in arrivo nuove storie dall’universo della serie

0

A cinque anni dalla fine della quinta stagione, Netflix ha confermato ufficialmente che l’universo de La Casa di CartaMoney Heist in inglese, La Casa de Papel nell’originale spagnolo — continuerà a espandersi. L’annuncio è stato dato direttamente da Álvaro Morte, l’interprete del Professore nella serie originale, durante la première mondiale a Siviglia della seconda stagione di Berlino. Insieme alla notizia è stato pubblicato anche un teaser di 50 secondi intitolato “Il mondo de La Casa di Carta continua”.

La descrizione del trailer riassume bene lo spirito del progetto: “Alcune storie iniziano con il colpo perfetto. E questa ha cambiato tutto. Dal primo colpo per il denaro alla rapina più artistica del secolo, incluso l’assalto che ha messo in gioco tonnellate di oro dalla Banca di Spagna, l’universo de La Casa di Carta non ha mai smesso di crescere, evolvere e sorprenderci. Ma se c’è una cosa che è chiara, è che la rivoluzione NON FINISCE MAI.”

Stagione 6 o nuovi spin-off?

Quello che il teaser non specifica è la direzione concreta di questa espansione. Si tratterà di una sesta stagione vera e propria della serie principale? Di nuovi spin-off su singoli personaggi, sulla scia di quanto fatto con Berlino? O di una combinazione di entrambe le cose? Per ora Netflix mantiene il riserbo, ma il fatto che l’annuncio sia stato dato con un teaser ufficiale lascia intuire che il progetto sia in fase avanzata di sviluppo.

Va detto che l’universo de La Casa di Carta si è già dimostrato più resistente del previsto. Oltre alla serie principale conclusasi nel 2021, il franchise ha già prodotto lo spin-off Berlino, dedicato al personaggio interpretato da Pedro Alonso, e un remake coreano intitolato La Casa di Carta: Corea, ambientato in una Penisola Coreana riunificata economicamente. Tutti progetti che hanno funzionato bene a livello di pubblico, segnando una formula che Netflix non ha intenzione di abbandonare.

La serie originale e il suo cast iconico

Per chi non avesse familiarità con la serie: La Casa di Carta, creata da Álex Pina, è la storia di un misterioso uomo conosciuto come il Professore che recluta otto criminali per portare a termine quello che dovrebbe essere il colpo più grande della storia: stampare miliardi di euro all’interno della Zecca di Stato spagnola. Una rapina costruita non per rubare denaro, ma per crearlo.

Il cast originale è diventato di culto: Álvaro Morte nei panni del Professore, Úrsula Corberó come Tokyo, Pedro Alonso come Berlino, Alba Flores come Nairobi, Jaime Lorente come Denver, Paco Tous nel ruolo di Mosca, Miguel Herrán come Rio, Darko Perić come Helsinki e Roberto García Ruiz come Oslo. Volti che sono entrati nell’immaginario collettivo di milioni di spettatori in tutto il mondo.

Nel frattempo, gli appassionati possono già segnare in calendario la prossima uscita: la seconda stagione di Berlino sarà disponibile su Netflix dal 15 maggio 2026, in contemporanea mondiale anche per il pubblico italiano. Per le novità sull’espansione dell’universo principale, ulteriori dettagli sono attesi nei prossimi mesi.