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BioWare è stato chiuso perché EA ha scelto di investire su Star Wars

La fine di BioWare potrebbe essere legata a una scelta strategica di Electronic Arts: investire su Star Wars rinunciando al futuro di Mass Effect.

Secondo un’indiscrezione riportata da Bloomberg, il publisher avrebbe dovuto scegliere tra proseguire lo sviluppo del nuovo capitolo della saga fantascientifica, provvisoriamente intitolato Mass Effect: Universe, e finanziare Star Wars Battlefront 3.

Mass Effect o Battlefront 3: la scelta di Electronic Arts

Stando alle fonti citate da Bloomberg, dopo gli assestamenti societari che hanno coinvolto EA, caricando la società di 18 miliardi di dollari di debiti, i dirigenti si sarebbero ritrovati davanti a due produzioni videoludiche dal costo stimato di centinaia di milioni di dollari.

La decisione sarebbe ricaduta su Star Wars Battlefront 3, progetto che dovrebbe coinvolgere DICE e Respawn Entertainment, già responsabili rispettivamente di Battlefield e Apex Legends, oltre che della serie Star Wars Jedi.

A pesare sul destino di BioWare sarebbero stati anche i risultati recenti dello studio. Dragon Age: The Veilguard non avrebbe raggiunto le aspettative commerciali, mentre Anthem si era rivelato un fallimento nel settore dei live service. Anche Mass Effect: Andromeda aveva lasciato un segno negativo, contribuendo al lungo silenzio della saga.

Mass Effect

Una decisione anche legata a equilibri interni

Il report di Bloomberg suggerisce inoltre che le dinamiche interne al publisher potrebbero aver contribuito alla chiusura dello studio. Alcuni dirigenti favorevoli ai progetti di BioWare sarebbero stati progressivamente messi da parte, mentre avrebbero guadagnato spazio figure più orientate verso le produzioni annuali come Madden ed EA Sports FC.

La scelta di puntare su Star Wars può apparire comprensibile dal punto di vista commerciale, soprattutto considerando i recenti successi videoludici del franchise. Tuttavia, equiparare Mass Effect e Battlefront 3 a due semplici giochi di fantascienza in competizione per lo stesso budget rischia di semplificare eccessivamente la questione.

Le due saghe appartengono infatti a generi e tradizioni differenti, e la loro convivenza sotto lo stesso publisher non sarebbe stata necessariamente impossibile.

Per ora, le ricostruzioni sulle motivazioni della chiusura restano legate alle fonti citate da Bloomberg. Una cosa, però, è certa: per BioWare e per il futuro di Mass Effect si chiude un capitolo importante della storia dei videogiochi.

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J-POP Manga a Lucca Comics & Games 2026: annunciati 14 nuovi manga

La conferenza stampa di J-POP Manga a Lucca Comics & Games 2026 porta in dote una nuova infornata di titoli destinati ad arricchire il catalogo della casa editrice.

Gli annunci spaziano tra generi e atmosfere molto differenti: dalle avventure western alle storie d’amore, passando per fantasy, thriller soprannaturali, horror e opere di alcuni grandi autori del panorama nipponico.

Tra le novità più interessanti troviamo il ritorno di nomi importanti come Boichi, Taiyō Matsumoto, Sanpei Shirato e Gou Tanabe, insieme a nuove serie e volumi autoconclusivi. Ecco tutti i manga presentati durante l’evento.

I nuovi manga J-POP: azione, fantasy e storie soprannaturali

The Marshal King – Boichi (5 volumi, concluso)

Nel selvaggio West, il fuorilegge Godspeed è temuto da tutti. Dopo uno scontro mortale con il figlio, Jimmu Godspeed intraprende un viaggio portando con sé una misteriosa bara. Il suo obiettivo è diventare il più grande marshal di un’epoca popolata da disperati.

Unmei no Makimodoshi – Fuuta Kimura (13 volumi, in corso)

Un’organizzazione utilizza una macchina del tempo incorporata nell’occhio destro per salvare le persone destinate a una morte tragica. Riavvolgendo il tempo centinaia di volte, i suoi membri cercano di superare ogni ostacolo.

Kamase Inu no Oukan – Shinachiku (3 volumi, in corso)

Una storia incentrata su Tart, giovane nobile e ricco con un futuro apparentemente già scritto, e sul figlio del fabbro locale.

Sennenkimatsu ni Hoeru Koi – Ayato Miyoshi (3 volumi, in corso)

Il destino di Tenyou e Uru, due soldati appartenenti a un’unità d’élite coinvolta in una guerra spietata.

Love Bullet – Inee (3 volumi, in corso)

Chi muore prematuramente senza aver conosciuto l’amore può rinascere come angelo cupido. Ma gli archi e le frecce hanno lasciato spazio alle armi da fuoco e le divergenze tra le ragazze cupido vengono risolte con sparatorie decisamente poco convenzionali.

Romance e commedie scolastiche

Tra i titoli annunciati non potevano mancare le storie sentimentali e le commedie ambientate tra i banchi di scuola.

Otaku mo Koi mo Rensa Suru – Chu Amairo (5 volumi, in corso)

Otonari Wataru è innamorato della coppia formata dalla sua vicina di banco Kakoi Yuzuru e dal bellissimo Kawai Chihiro. Il suo ruolo? Fare da shipper e godersi la loro storia d’amore.

Momose Akira no Hatsukoi Hatan-chuu – Shinta Harekawa (8 volumi, in corso)

Hajime Kugayama ritrova Akira Momose, la sua amica d’infanzia e primo amore. Ma la ragazza è diventata una giovane donna bellissima e le difficoltà nel dichiararsi lasceranno spazio a equivoci e situazioni romantiche.

Under the Oak Tree – Soo-jin Kim, P, Namu (in corso)

La figlia del duca Maximilian viene costretta a sposare un cavaliere di umili origini. Dopo la prima notte di nozze, l’uomo parte per una spedizione e scompare per tre anni. Quando ritorna, è diventato uno dei cavalieri più famosi del continente.

I grandi autori: Kamui Den, Taiyō Matsumoto e Gou Tanabe

Tra gli annunci spiccano anche opere di autori affermati, con proposte che attraversano generi e periodi storici.

Kamui Den – Sanpei Shirato (15 volumi, concluso)

Ambientato nel Giappone del XVII secolo, racconta le vicende di tre uomini appartenenti a differenti classi sociali: il samurai Ryuunoshin, il contadino Shusuke e l’emarginato Kamui. Tre prospettive diverse su una società ingiusta, tra desiderio di rivoluzione e lotta per la sopravvivenza.

Aoi Haru – Taiyō Matsumoto (volume unico)

Raccolta di racconti dedicati a gruppi di studenti disillusi, sospesi tra ribellione, criminalità e comportamenti autodistruttivi. Una primavera tutt’altro che spensierata, nella quale il futuro sembra sempre più incerto.

Zero – Taiyō Matsumoto (volume unico)

Goshima è un pugile imbattuto, soprannominato Zero. Avvicinandosi ai trent’anni, però, il suo valore viene messo in discussione. Decide così di cercare l’avversario definitivo per il suo ultimo incontro.

Charles Ward no Kikai na Jiken – Gou Tanabe (1 volume, in corso)

Negli anni Venti, Charles Dexter Ward sviluppa un’ossessione per il proprio antenato Joseph Curwen, praticante di arti oscure entrato in contatto con entità innominabili. Le sue ricerche cambieranno profondamente la sua vita. Una nuova incursione nell’universo di H.P. Lovecraft attraverso il tratto di Tanabe.

Vita quotidiana, librerie e fantasy

Completano la lista tre titoli dalle atmosfere decisamente particolari:

Hyakkaten Waltz – Hiromi Matsuo (volume unico)

Ambientato all’inizio del Novecento, racconta la vita quotidiana del Sanben Department Store, un affascinante grande magazzino di provincia caratterizzato da sei piani ricchi di merce e da una spettacolare ruota panoramica sul tetto.

Hon Nara Uru Odo – Ao Kojima (3 volumi, in corso)

Un giovane libraio gestisce una libreria dell’usato frequentata da persone attratte dalla sua selezione. Ogni libro può risvegliare ricordi, creare legami inaspettati o cambiare una vita.

Maryoku Kare no Dark Elf – Daisuke Itabashi (2 volumi, in corso)

Un tempo Amira era una potentissima maga, ma dopo aver esaurito le proprie energie magiche, duecento anni dopo la sua scomparsa, si ritrova trasformata in una semplice elfa oscura. Inizia così una nuova esistenza tra natura selvaggia, viaggi e piccole felicità quotidiane.

Death Stranding 2: On the Beach potrebbe arrivare su Xbox, ma l’annuncio non è così scontato

I giocatori Xbox potrebbero presto ricevere novità su Death Stranding 2: On the Beach, ma per ora è meglio non lasciarsi trascinare dall’entusiasmo.

Una misteriosa iniziativa comparsa sull’Xbox Store ha infatti alimentato le speculazioni su un possibile annuncio della versione per Xbox Series X|S entro la fine del 2026.

La voce nasce da una scheda associata a Death Stranding: Director’s Cut, nella quale compare l’evento BEYOND THE STRAND programmato dal 30 ottobre al 20 dicembre e classificato sia come annuncio sia come evento mondiale. La segnalazione è stata individuata inizialmente da Power Up Gaming, ma Kojima Productions non ha confermato alcun porting del sequel.

BEYOND THE STRAND: solo una celebrazione di Kojima Productions?

Esiste infatti una spiegazione alternativa decisamente plausibile. Il 31 ottobre è stata inaugurata a Tokyo la mostra organizzata per celebrare il decimo anniversario di Kojima Productions, che porta proprio il nome BEYOND THE STRAND e terminerà il 20 dicembre.

La coincidenza tra nome e data di chiusura suggerisce quindi un possibile collegamento tra l’iniziativa dell’Xbox Store e l’esposizione, piuttosto che un annuncio dedicato necessariamente al videogioco.

Nel frattempo, lo studio ha già approfittato delle celebrazioni per presentare nuovi dettagli su Death Stranding Isolations, la serie anime in arrivo in esclusiva su Disney+ nel 2027.

Death Stranding 2 su Xbox: cosa sappiamo davvero

Le speranze dei giocatori Xbox non sono comunque prive di fondamento. Death Stranding: Director’s Cut è arrivato a sorpresa su Xbox Series X|S nel novembre 2024, mentre il sequel ha già debuttato su PlayStation 5 e PC.

Inoltre, Kojima Productions detiene i diritti del franchise, rendendo tecnicamente possibile una futura pubblicazione su altre piattaforme.

Al momento, però, non esiste alcuna conferma ufficiale. Il 20 dicembre rappresenta soltanto la data di conclusione dell’evento segnalato sullo store e non una finestra di lancio per la versione Xbox. Per scoprire se si tratta davvero dell’annuncio che i fan aspettano, bisognerà attendere nuove comunicazioni dello studio.

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Death Stranding Isolations: l’anime di Hideo Kojima si mostra nel primo trailer

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Approda online il primo teaser trailer di Death Stranding Isolations, l’anime ambientato nell’universo creato da Hideo Kojima che debutterà nel 2027 su Disney+, ampliando ulteriormente il mondo della celebre saga videoludica.

Una nuova storia dopo il viaggio di Sam Porter Bridges

La serie sarà ambientata in Nord America dopo che Sam ha riconnesso il continente attraverso la Rete Chirale. La rinascita dell’America, tuttavia, porterà con sé conseguenze impreviste.

Al centro della vicenda ci sarà una ragazza che, dopo aver perso la madre durante il Death Stranding, ha scelto di vivere isolata dal resto dell’umanità. Abituata alla solitudine, la giovane evita ogni possibilità di instaurare legami con gli altri, ma alcuni incontri inattesi finiranno per trascinarla in un mondo che non riconosce.

La storia introdurrà anche nuovi personaggi: un anziano capace di connettere le persone in modo insolito e una soldatessa intrappolata in un ciclo di guerra e distruzione.

Staff e produzione dell’anime

La regia è affidata a Takayuki Sano, già coinvolto in Attack on Titan: The Final Season e Bullet/Bullet. L’animazione sarà realizzata da E&H production, mentre i character design originali sono opera dell’illustratore Ilya Kuvshinov (Ghost in the Shell: SAC_2045).

Le sceneggiature saranno curate da Tow Ubukata, autore e sceneggiatore noto per Ghost in the Shell Arise, Psycho-Pass 2 e Fafner. Tra i nuovi membri dello staff figurano inoltre Sayaka Koiso al character design, Yann Le Gall alla direzione artistica e del colore e Shūhei Abe alla direzione del suono.

Hideo Kojima ricoprirà il ruolo di produttore esecutivo, con Kojima Productions impegnata nella produzione.

Non solo Isolations: il futuro animato di Death Stranding

Il progetto televisivo non sarà l’unica espansione animata del franchise. È infatti in sviluppo anche DEATH STRANDING MOSQUITO, film d’animazione con una storia originale diretto da Hiroshi Miyamoto e scritto da Aaron Guzikowski.

A questi progetti si aggiunge un film live action diretto da Michael Sarnoski.

Con Death Stranding Isolations, l’universo di Kojima si prepara quindi a esplorare nuove storie e personaggi, mantenendo al centro uno dei temi più importanti della saga: il rapporto tra isolamento e connessione umana.

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James Cameron sull’uccisione di Newt, Hicks e Bishop in Alien 3: “La ca**o di cosa più stupida”

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Una delle peggiori decisioni creative della storia del franchise di Alien è stata uccidere Newt, Hicks e Bishop all’inizio di Alien 3. Fu un pessimo modo di dare un seguito a Aliens: Scontro finale, e il regista James Cameron è d’accordo: ha infatti avuto parole piuttosto dure per i responsabili. Durante una recente ospitata nel podcast di Michael Biehn, Cameron ha condiviso le sue opinioni sul sequel di David Fincher del 1992, in particolare sulla scelta di sbarazzarsi subito dei personaggi a cui il pubblico si era affezionato nel suo film.

Cameron ha dichiarato: “Ho pensato che fosse la ca**o di cosa più stupida. Costruisci un sacco di simpatia attorno ai personaggi di Hicks, Newt e Bishop. E poi la prima cosa che fanno nel film successivo è ucciderli tutti, giusto? Davvero furbi, ragazzi. E sostituirli con un branco di detenuti del c***o che odi e di cui vuoi vedere la morte. Davvero geniale.”

Perché la scelta di Alien 3 è ancora così difficile da digerire

I fan ricordano la prima volta in cui hanno visto Alien 3: quando hanno capito cosa avevano fatto a questi personaggi e si sono arrabbiati davvero tanto. Dopo tutto quello che Ripley e i suoi compagni di sopravvivenza avevano passato in Aliens: Scontro finale, il sequel li ha messi da parte prima ancora che la storia cominciasse. Uno schiaffo in faccia.

Cameron aveva dedicato un intero film a farci affezionare a questi personaggi. Hicks, interpretato da Biehn, era l’ultimo Marine Coloniale sopravvissuto. Newt, interpretata da Carrie Henn, era diventata una figlia adottiva per Ripley, mentre Bishop, interpretato da Lance Henriksen, si era guadagnato la fiducia di tutti. La loro sopravvivenza era una parte enorme di ciò che rendeva così soddisfacente il finale di Aliens.

Poi arriva Alien 3 e uccide Hicks e Newt fuori scena quando la navetta di salvataggio della Sulaco precipita sul pianeta prigione Fiorina 161. Bishop resta gravemente danneggiato, viene brevemente riattivato da Ripley e infine disattivato per sempre. Come se non bastasse, Ellen Ripley, interpretata da Sigourney Weaver, si sacrifica alla fine del film dopo aver affrontato un altro Xenomorfo, noto come Dog-Burster o Ox-Burster a seconda della versione.

Aliens

Un film che sembrava voler cancellare tutto ciò che rendeva grande Aliens

Tutto il film sembrava deciso a disfare ciò che aveva reso grande quello di Cameron. Certo, Alien 3 è stato rivalutato nel corso degli anni e, per qualche motivo, a certi fan piace. Ma quando uscì nelle sale nel 1992 la reazione negativa fu intensa. Perfino Fincher fu insoddisfatto del film finito e, secondo quanto riportato, voleva togliere il proprio nome dai titoli di coda. Il progetto era stato originariamente concepito come una continuazione più diretta di Aliens, con un tono simile, prima che la 20th Century Fox portasse il franchise in una direzione molto più cupa.

Il sequel mai realizzato di Neill Blomkamp con Ripley e Hicks

La parte più frustrante è che siamo stati vicini a una seconda occasione di rivedere Ripley e Hicks insieme. Qualche anno fa Neill Blomkamp, regista di District 9 e Chappie, stava sviluppando un quinto film di Alien che sarebbe stato un seguito diretto di Aliens: Scontro finale, ignorando gli eventi di Alien 3 e di Alien: La clonazione. Il progetto avrebbe riportato Ripley e Hicks, e i concept art finiti online avevano entusiasmato i fan. Purtroppo il film non si è mai fatto: quando Ridley Scott è tornato nel franchise per dirigere Alien: Covenant, il progetto di Blomkamp è stato cancellato.

Alien 5

Blomkamp ha chiarito di essere deluso per come sono andate le cose: in un’intervista del 2023 per la promozione di Gran Turismo ha chiuso rapidamente una domanda sul suo film cancellato e sul futuro del franchise. È un peccato, perché avremmo amato vedere quella versione della storia: in quei personaggi sopravvissuti c’era ancora molto potenziale, e ucciderli senza dare loro una vera continuazione è stato uno spreco. Capiamo cosa volesse ottenere il film di Fincher e apprezziamo alcune sue idee, ma si può realizzare un film di Alien cupo e brutale senza buttare via personaggi in cui il pubblico aveva investito così tanto.

Addio a Patrick Stewart: il leggendario capitano Picard di Star Trek è morto a 86 anni

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Il mondo del cinema, della televisione e del teatro perde uno dei suoi interpreti più autorevoli. Patrick Stewart, indimenticabile capitano Jean-Luc Picard di Star Trek e storico volto del professor Charles Xavier degli X-Men, è morto il 28 ottobre 2026 all’età di 86 anni, nella sua abitazione di Los Angeles.

Con lui se ne va un interprete capace di attraversare generazioni e linguaggi diversi, passando con naturalezza dai palcoscenici shakespeariani alle astronavi della fantascienza, fino ai blockbuster dedicati ai supereroi. Una carriera lunga quasi sessant’anni, costruita con talento, disciplina e una presenza scenica impossibile da confondere.

Una vita dedicata alla recitazione

Nato il 13 luglio 1940 a Mirfield, nello Yorkshire inglese, Stewart si avvicinò alla recitazione da giovanissimo. Lasciò la scuola a 15 anni per dedicarsi al teatro e nel 1959 debuttò professionalmente al Theatre Royal di Bristol, in una produzione di Cyrano de Bergerac.

La sua formazione artistica si consolidò negli anni successivi, soprattutto grazie all’ingresso nella Royal Shakespeare Company nel 1966. Il teatro classico rimase una componente fondamentale della sua identità professionale: Stewart affrontò numerose opere di Shakespeare, conquistando il rispetto della critica e del pubblico grazie alla sua voce profonda, alla precisione interpretativa e alla capacità di dare forza anche ai testi più complessi.

Nel 1970 arrivò anche il debutto a Broadway, con Sogno di una notte di mezza estate. Prima di diventare un volto celebre in tutto il mondo, Stewart aveva già costruito una solida reputazione come attore teatrale.

Jean-Luc Picard, il capitano che ha fatto la storia di Star Trek

Per milioni di spettatori, però, il suo nome resterà legato soprattutto a Jean-Luc Picard, il capitano dell’Enterprise in Star Trek: The Next Generation.

Lanciata nel 1987, la serie presentò una nuova generazione di esploratori spaziali, trovando in Stewart il volto ideale per un comandante razionale, diplomatico e guidato da un profondo senso etico. Picard non era il classico eroe d’azione pronto a risolvere ogni problema con un phaser: preferiva il dialogo, la conoscenza e la ricerca di soluzioni pacifiche. Una figura che contribuì a definire il fascino della serie e a rendere Stewart una vera icona della fantascienza.

L’attore tornò successivamente a interpretare il personaggio nella serie Star Trek: Picard, riprendendo il ruolo che aveva segnato una parte fondamentale della sua vita professionale.

Star Trek Picard Patrick Stewart

Professor X: il volto saggio degli X-Men

Un’altra generazione di spettatori ha imparato ad amare Stewart grazie al franchise cinematografico degli X-Men. Nei panni di Charles Xavier, il fondatore degli X-Men, l’attore portò sul grande schermo un personaggio complesso, convinto che umani e mutanti potessero convivere nonostante paure, pregiudizi e conflitti.

Il suo Professor X, pacato ma determinato, trovò un contraltare ideale nel Magneto interpretato dal suo amico e collega Ian McKellen. Il rapporto tra i due personaggi, sospeso tra amicizia, divergenze ideologiche e rispetto reciproco, rimane uno degli elementi più apprezzati della saga.

Stewart dimostrò così che non servivano necessariamente inseguimenti spettacolari o combattimenti per lasciare il segno in un film di supereroi. A volte bastavano uno sguardo, una pausa e quella voce inconfondibile.

Patrick Stewart Charles Xavier

Premi, riconoscimenti e il titolo di Sir

La carriera di Patrick Stewart non si è limitata ai successi della cultura pop. L’attore ha ricevuto tre Olivier Award per il suo lavoro teatrale, una candidatura ai Tony Award e numerose nomination agli Emmy, ai Golden Globe e agli Screen Actors Guild Awards.

Nel 1995 ha inoltre vinto un Grammy per il suo lavoro in ambito narrativo e discografico, mentre nel 1996 è arrivata la stella sulla Hollywood Walk of Fame.

Nel 2001 la regina Elisabetta II lo nominò Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico (OBE). Nel 2010 gli conferì il titolo di cavaliere per i servizi resi al teatro, consacrando ufficialmente una carriera già ricca di riconoscimenti.

L’ultimo saluto a Patrick Stewart

La dichiarazione diffusa dalla sua portavoce ha raccontato gli ultimi momenti dell’attore con parole cariche di affetto. Stewart è morto circondato dalla famiglia e dagli amici, con accanto la moglie Sunny Ozell, in un clima descritto come un intreccio di musica, preghiere, lacrime e risate.

Per alcuni Patrick Stewart sarà sempre il capitano Picard, per altri il professor Xavier; chi ama il teatro continuerà invece a ricordarlo come un interprete di Shakespeare dalla straordinaria intensità.

La sua eredità artistica, del resto, va ben oltre i personaggi più famosi. Patrick Stewart ha dimostrato che la cultura pop e il teatro classico possono convivere nella stessa carriera, senza che l’una debba sminuire l’altro, una carriera celebrata anche in Italia nel 2019 in occasione di Lucca Comics & Games, quando l’attore fu ospite principale della kermesse.

L’Enterprise continuerà a viaggiare verso nuove frontiere e gli X-Men troveranno altri modi per raccontare le proprie battaglie. Ma per tantissimi fan, Patrick Stewart sarà per sempre il capitano capace di guidare il suo equipaggio con intelligenza, umanità e dignità.

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Lucca Comics celebra Go Nagai: omaggio al creatore di Mazinga, Goldrake, Jeeg Robot e Devilman

Ci sono autori che hanno scritto la storia del manga e altri che hanno contribuito a plasmare l’immaginario di intere generazioni. Go Nagai appartiene senza dubbio a entrambe le categorie.

Il creatore di Mazinga Z, UFO Robot Goldrake, Jeeg Robot e Devilman sarà protagonista di Lucca Comics & Games 2026 dal 28 al 30 ottobre, con un programma speciale dedicato alla sua carriera e all’influenza delle sue opere sulla cultura pop-nerd italiana.

Il viaggio del maestro in Italia è iniziato a Firenze, dove è stato celebrato anche il suo particolare legame con la letteratura italiana attraverso l’adattamento a fumetti della Divina Commedia di Dante Alighieri.

Sole, cuore e acciaio: la mostra dedicata ai personaggi di Go Nagai

Dal 28 ottobre al 1° novembre, il Palazzo delle Esposizioni della Fondazione Banca del Monte di Lucca ospiterà Sole, cuore e acciaio, un’installazione esperienziale dedicata all’universo creativo dell’autore.

L’ingresso sarà libero, con accesso prioritario per i possessori dei biglietti del festival. Il percorso celebrerà alcuni dei personaggi più amati di Nagai: Mazinga Z, Goldrake, Jeeg, Grande Mazinga, Getter Robot e Devilman.

Accanto alla mostra sarà allestito anche un padiglione commerciale dedicato al maestro, con edizioni speciali J-POP Manga, statue in vinile, oggetti da collezione e articoli musicali. Tra questi spicca la celebre sigla Atlas UFO Robot di Vince Tempera, entrata a pieno titolo nella memoria televisiva italiana.

 

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L’incontro tra manga e la Divina Commedia

Dopo una visita privata alla Galleria degli Uffizi, Nagai è stato accolto a Palazzo Guadagni Strozzi Sacrati, sede della Regione Toscana, dal presidente Eugenio Giani, dal presidente di Lucca Crea Nicola Lucchesi e dal direttore di Lucca Comics & Games Emanuele Vietina.

La visita è proseguita al Museo Casa di Dante, dove, insieme alla presidente Cristina Manetti, il mangaka ha consegnato una copia della propria opera dedicata al poema dantesco.

Pubblicata in un’edizione definitiva in volume unico da J-POP Manga, la Divina Commedia di Nagai rilegge il capolavoro attraverso il linguaggio del fumetto, soffermandosi sulle figure più inquietanti e suggestive. Per le illustrazioni, l’autore ha preso ispirazione dalle incisioni di Gustave Doré, costruendo una rappresentazione personale dei demoni e delle contraddizioni dell’animo umano.

Un progetto che dimostra come la sensibilità di uno dei maestri del manga possa incontrare un classico della letteratura mondiale. Per quest’opera, Nagai ha ricevuto nel 2025 il Pegaso per la Cultura, massimo riconoscimento della Regione Toscana, consegnatogli durante l’Expo di Osaka.

Il mangaka che ha plasmato una generazione

L’omaggio di Lucca Comics & Games 2026 rappresenta un’occasione per ripercorrere una carriera che ha lasciato un’impronta profonda nel mondo dei manga e nell’immaginario pop italiano.

Dai robottoni alle atmosfere più oscure di Devilman, le creazioni di Go Nagai continuano a parlare a generazioni diverse, confermando il loro posto nella storia dell’animazione e del fumetto giapponese.

Jumanji: Open World, il nuovo trailer porta il gioco nel mondo reale per un’ultima avventura

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Il gioco sta per irrompere nel mondo reale, e le cose stanno per sfuggire completamente di mano. Sony Pictures ha diffuso il nuovo trailer di Jumanji: Open World, che riunisce Dwayne Johnson, Jack Black, Kevin Hart e Karen Gillan per un ultimo giro di caos da giungla. Il film arriverà nelle sale italiane il 25 dicembre 2026, distribuito da Eagle Pictures.

Il trailer è accompagnato dallo slogan di Sony: “Il nostro mondo. Nuove regole. Un’ultima partita.” Il film è il quinto capitolo del franchise di Jumanji e rappresenta la conclusione della trilogia del reboot moderno.

Il trailer: il gioco invade la realtà e cambiano i corpi

Questa volta l’avventura non resta confinata in un videogioco. Il trailer si apre intorno a Natale, mentre il mondo di Jumanji comincia a riversarsi nella realtà, trasformando i luoghi familiari in un pericoloso parco giochi. A un certo punto Spencer e sua madre vengono risucchiati nel gioco, con uno scambio di personaggi piuttosto divertente: la madre di Spencer finisce nei panni del Dottor Smolder Bravestone, mentre Spencer si ritrova a interpretare Ruby Roundhouse. Naturalmente questo apre la strada a moltissime situazioni assurde, soprattutto con l’avventuriero muscoloso di Johnson controllato dalla mamma di qualcuno.

Il trailer offre l’azione e la comicità a cui il franchise ci ha abituati, ma in questa storia tutto ciò che accade dentro Jumanji minaccia ora il mondo reale, e perdere potrebbe significare la fine di ogni cosa. Ruby lo chiarisce così: “Da qui in poi il gioco diventa solo più difficile: dobbiamo essere pronti a qualsiasi cosa ci aspetti. Se perdiamo qui dentro, non ci sarà più una casa a cui tornare. Nessun reset. Nessuna seconda possibilità.”

La sinossi ufficiale e il cast

La sinossi ufficiale di Sony offre qualche indizio in più sull’avventura: “Questo Natale, Dwayne Johnson, Kevin Hart, Jack Black e Karen Gillan si ritrovano in Jumanji: Open World, l’esilarante capitolo finale della trilogia d’azione e avventura amata in tutto il mondo. I nostri eroi sono già sfuggiti alle pericolose giungle di Jumanji, ma questa volta Jumanji evade dalla sua console, scatenando il caos nel nostro mondo.”

Alla regia torna Jake Kasdan, che ha sviluppato la storia insieme a Jeff Pinkner e Scott Rosenberg. Johnson riprende il ruolo del Dottor Smolder Bravestone, Black quello del Professor Shelly Oberon, Hart quello di Franklin “Mouse” Finbar, Gillan quello di Ruby Roundhouse e Awkwafina quello di Ming Fleefoot. Il film riporta anche Alex Wolff, Madison Iseman, Morgan Turner, Ser’Darius Blain, Nick Jonas e Danny DeVito. Per la prima volta nel franchise arrivano Lamorne Morris, Brittany O’Grady, Burn Gorman e Nasim Pedrad.

Portare Jumanji nel mondo reale è un modo divertente di scombinare le carte per il film finale, ed è proprio ciò che esplorava il film originale. Dopo aver visto questi personaggi lottare tra giungle mortali e assurde sfide da videogioco, sarà divertente scoprire cosa accadrà quando la follia del gioco comincerà a invadere la loro vita quotidiana.

Dune: Parte Tre, il trailer finale trasforma Paul Atreides in uno spietato despota

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Il nuovo trailer di Dune: Parte Tre, il film diretto da Denis Villeneuve che chiude la trilogia cinematografica basata sui romanzi sci-fi di Frank Herbert, anticipa un capitolo ancora più oscuro per Paul Atreides.

Lontano dall’eroe dei primi due film, il personaggio interpretato da Timothée Chalamet è ormai diventato un oppressore, costretto ad affrontare le conseguenze della propria ascesa al potere.

Paul contro Chani: una svolta rispetto al romanzo

Il filmato mostra Paul interrogare Irulan, interpretata da Florence Pugh, usando la Voce delle Bene Gesserit. Scopre così il coinvolgimento di Chani, che ha il volto Zendaya, in un tentativo di assassinio ai suoi danni. Consapevole della propria trasformazione, Paul ammette a Duncan Idaho, interpretato da Jason Momoa, di essere diventato il nemico che Chani aveva giurato di combattere.

La ribellione sembra coinvolgere anche Scytale, il nuovo antagonista interpretato da Robert Pattinson. La storia è ambientata quasi vent’anni dopo la sconfitta degli Harkonnen e si ispira a Dune Messiah di Frank Herbert, ma potrebbe discostarsi dal romanzo, soprattutto per il ruolo centrale assegnato a Chani.

La sinossi ufficiale anticipa una cospirazione che minaccia l’Impero, il ritorno di vecchi alleati e nuove pericolose minacce. Tormentato dalle visioni del crollo del suo regno e dalla ricomparsa di una persona amata, Paul dovrà confrontarsi con il prezzo del potere mentre la ribellione guadagna terreno.

Gli altri protagonisti di Dune: Parte Tre

Nel film Tornano Rebecca Ferguson nei panni di Lady Jessica e Javier Bardem in quelli di Stilgar. Nel cast figurano inoltre Charlotte Rampling (Gaius Helen Mohiam) e Léa Seydoux (Lady Margot), con le new entry Isaach De Bankolé, Nakoa-Wolf Momoa e Ida Brooke, rispettivamente nei ruoli di Farok, Leto II Atreides e Ghanima Atreides.

Villeneuve dirige e co-scrive la sceneggiatura con Brian K. Vaughan, mentre Hans Zimmer torna a occuparsi della colonna sonora.

Dune: Parte Tre debutterà nelle sale cinematografiche italiane il 16 dicembre 2026.

Ridley Scott produrrà un nuovo film di Alien che proseguirà la storia di Prometheus e Covenant

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Ridley Scott sta tornando nell’universo di Alien, e sembra che finalmente avrà la possibilità di proseguire la storia che aveva iniziato con Prometheus e Alien: Covenant. Secondo quanto riportato da The Hollywood Reporter, un nuovo film di Alien è ufficialmente in sviluppo, con Scott come produttore e Aaron Guzikowski alla sceneggiatura. Guzikowski aveva già lavorato con Scott alla serie di fantascienza di HBO Max Raised by Wolves.

Non è il sequel di Alien: Romulus

Purtroppo questo nuovo film non sarà il sequel dell’ottimo Alien: Romulus. Sarà invece collegato a Prometheus e Alien: Covenant, il che significa che Scott tornerà su alcune questioni lasciate in sospeso riguardanti l’androide David.

Scott parla da tempo del desiderio di tornare a quella storia. In una precedente intervista aveva condiviso il suo giudizio su Alien: Romulus, affermando che il film “era okay”. Aveva poi chiarito di avere le sue idee su dove il franchise dovrebbe andare: “Penso che abbia bisogno di aiuto. Così sono tornato dentro. Ho già un’impronta per il prossimo Alien. Abbiamo fatto Prometheus, e poi Alien: Covenant. Quindi riparto da dove ci eravamo fermati in Covenant con Michael Fassbender, che ora crede di essere Ozymandias.”

David e il finale di Covenant

È una direzione interessante, soprattutto considerando come Covenant avesse lasciato le cose. Il David di Michael Fassbender era diventato ossessionato dalla creazione e si vedeva come qualcosa di molto più grande dell’umanità. Il film si concludeva con lui al comando della nave Covenant, con a bordo migliaia di coloni addormentati ed embrioni umani, insieme ai suoi terrificanti piani per il futuro. C’era ancora molta storia da esplorare, e Scott non ha chiaramente perso l’interesse nel vedere dove potrebbero condurre le ambizioni distorte di David.

Naturalmente Fassbender non è al momento ufficialmente legato al nuovo film, ma, date le dichiarazioni di Scott sulla prosecuzione della storia di Covenant, sarebbe sorprendente se David non entrasse in qualche modo nella vicenda.

Il ruolo di Scott in Romulus e le parole di Fede Álvarez

Il coinvolgimento di Scott nell’ultima uscita cinematografica del franchise, Alien: Romulus del 2024, era stato un po’ diverso. Il film era diretto da Fede Álvarez, che aveva co-scritto la sceneggiatura con Rodo Sayagues, mentre Scott aveva fatto da produttore. Álvarez aveva dichiarato al Los Angeles Times che Scott era stato una voce creativa importante durante tutto il processo: “Ridley era sempre la persona da cui andavo per mostrargli a che punto eravamo, per confrontarmi con lui e ottenere la sua benedizione, ma anche le sue critiche e le sue obiezioni su alcune cose. È stata una collaborazione creativa in cui ci siamo incontrati a metà strada.”

Scott ha invece descritto il suo coinvolgimento in modo un po’ diverso, spiegando di aver voluto dare ad Álvarez la libertà di fare il proprio film: “È un lavoro faticoso con chiunque ti dia consigli: l’ultima cosa che vuoi a un certo punto sono i consigli. Fede è un’ondata di energia e ho dovuto fare un passo indietro e lasciarglielo fare.”

Alien Romulus

Ora Scott sembra pronto ad assumere un ruolo creativo più attivo nel plasmare il prossimo capitolo del franchise, di nuovo. Al momento non c’è alcun regista legato al prossimo film della saga di Alien e i dettagli sulla trama non sono stati rivelati, ma con Guzikowski alla sceneggiatura e Scott alla produzione il progetto ha già diversi talenti a bordo. I film prequel avevano introdotto idee affascinanti sulle origini dell’umanità, sugli Ingegneri e sui disturbanti esperimenti di David, ma avevano anche lasciato molte domande senza risposta.

The Ghost in the Shell: Science SARU annuncia un nuovo progetto anime

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Science SARU rilancia The Ghost in the Shell con un secondo progetto anime.

Dopo il recente reboot dell’iconico manga cyberpunk di Masamune Shirow, lo studio giapponese ha confermato lo sviluppo di una nuova produzione, svelando anche una prima immagine teaser ispirata a Man/Machine Interface, sequel dell’opera originale del 1989.

The Ghost in the Shell: i primi dettagli sul nuovo progetto

Per il momento, i dettagli sono ancora riservati: non sono stati annunciati formato, trama, staff completo o data di uscita. È però confermato il ritorno di Science SARU alla guida dell’animazione, segnale che il franchise continuerà a essere protagonista dei progetti dello studio.

La precedente serie anime, composta da 10 episodi trasmessi dal 7 luglio all’8 settembre 2026, vede la regia affidata a Moko-chan, assistente alla regia di Dandadan, mentre lo scrittore di fantascienza Toh EnJoe (Space Dandy, Godzilla Singular Point) ha curato la sceneggiatura.

Il character design è firmato da Shuhei Handa (Scott Pilgrim Takes Off, Little Witch Academia). Le musiche sono state composte da Taisei Iwasaki (Belle), Ryo Konishi (Journal with Witch) e Yuki Kanesaka (Dr. Stone). King Gnu e Millennium Parade, con Saya Gray e Daniel Caesar, hanno invece realizzato rispettivamente le sigle di apertura e chiusura.

Motoko Kusanagi e le origini della Sezione 9

La storia è ambientata nel 2029, in un Giappone futuristico dominato da reti informatiche globali, dove Motoko Kusanagi, cyborg dal corpo interamente artificiale, guida un’unità d’élite insieme a Batou.

Con il supporto di Daisuke Aramaki, del Ministero degli Affari Interni, Kusanagi contribuisce alla nascita della Sezione 9 della Pubblica Sicurezza, un’organizzazione specializzata nel contrasto preventivo alle minacce emergenti. Le indagini su crimini informatici e complotti internazionali conducono però sulle tracce del misterioso hacker noto come Puppet Master.

Il nuovo progetto si inserisce nel percorso di rilancio di The Ghost in the Shell, manga che ha già ispirato dieci adattamenti complessivi. Tra questi spicca il celebre film del 1995 diretto da Mamoru Oshii.

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Trofeo RiLL 2026 a Lucca Comics & Games: premiato il miglior racconto fantastico

Torna il Trofeo RiLL con la sua 32ª edizione: durante la cerimonia sarà presentata La Casa sul versante occidentale e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni, antologia che raccoglie tredici storie tra fantasy, horror e fantascienza.

Gli appassionati di letteratura fantastica avranno un appuntamento da segnare sul calendario durante Lucca Comics & Games 2026. Venerdì 30 ottobre, dalle 17:30, la Sala Incontri “Giovanni Ingellis” di Lucca Games, nei padiglioni di viale Carducci, ospiterà la premiazione del XXXII Trofeo RiLL per il Miglior Racconto Fantastico, concorso organizzato dall’associazione RiLL – Riflessi di Luce Lunare.

L’edizione 2026 ha stabilito un nuovo record di partecipazione, con 541 racconti ricevuti da oltre 430 autori e autrici, residenti in Italia e all’estero. Un risultato che conferma l’interesse per una competizione aperta a storie fantasy, horror, fantascientifiche e, più in generale, a ogni narrazione che vada oltre la realtà.

La Casa sul versante occidentale

Durante la cerimonia sarà presentata la nuova antologia della collana Mondi Incantati, opera pubblicata dal 2003 con i migliori racconti del Trofeo RiLL e di SFIDA, altro concorso organizzato dall’associazione.

Il volume, curato ed edito da RiLL, si intitola La Casa sul versante occidentale e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni e presenta una copertina illustrata da Valeria De Caterini.

L’antologia contiene tredici racconti, tra cui le cinque opere premiate al Trofeo RiLL 2026 e i quattro testi vincitori di SFIDA. Torna inoltre la sezione RiLL World Tour, dedicata ai racconti vincitori di concorsi internazionali partner: Visiones (Spagna), Nowa Fantastyka (Polonia), NOVA Short Story Competition (Sudafrica) e Horror Flash Fiction Competition (Australia).

I cinque racconti premiati al XXXII Trofeo RiLL

Le opere che hanno conquistato le prime cinque posizioni del concorso sono:

  1. posto – La Casa sul versante occidentale di Gianandrea Frighetto (Casoni di Mussolente, Vicenza). Una storia dalle atmosfere fiabesche inquietanti, collegata in modo originale alla tragedia del Vajont.
  2. posto – L’asta delle ombre di Marco Enzani (Riccò del Golfo, La Spezia). Un racconto ambientato nei pressi del cimitero del Verano, a Roma, che esplora una modernità oscura, tra emozioni da cui liberarsi e sentimenti desiderati a ogni costo.
  3. posto – Vienitinni puru tu di Francesco Pone (Terni). Fantascienza ambientata in una Sicilia futura, con al centro la solitudine e la nostalgia per un passato irrecuperabile.
  4. posto – Veglia di Mario Villani (Roseto degli Abruzzi, Teramo). Una storia post-apocalittica ricca di azione e tensione, incentrata su un uomo alla ricerca di un rifugio sicuro in una città ostile.
  5. posto – Verità uguale giustizia di Jacopo Saba (Milano). Un incontro tra narrativa fantastica e thriller giudiziario, con un finale che va oltre la tradizionale rivelazione del colpevole.

SFIDA 2026: quattro racconti in corsa per il premio speciale

La premiazione ospiterà anche l’assegnazione del premio speciale Lucca Comics & Games per SFIDA, concorso riservato agli autori e alle autrici arrivati in finale al Trofeo RiLL.

Per l’edizione 2026, i partecipanti dovevano costruire una storia originale utilizzando almeno tre elementi narrativi scelti dall’organizzazione: un personaggio, un luogo, un oggetto, una frase e una parola.

I quattro racconti vincitori, tutti inclusi nell’antologia sono: Bacchanalia di Laura Silvestri; Il sogno di Hypnos di Alessandro Izzi; Ironia nera di Francesco Ceffa; Mi regalerai tre storie di Giuliano Cannoletta.

Sarà durante la cerimonia che verrà annunciato quale opera riceverà il riconoscimento speciale, assegnato dalla Direzione del festival.

Dove trovare RiLL a Lucca Comics 2026

Chi desidera acquistare l’antologia e scoprire gli altri libri curati dall’associazione potrà visitare lo stand RiLL CAR 220, nell’area Lucca Games dei padiglioni di viale Carducci.

La Casa sul versante occidentale e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni è già acquistabile sul sito ufficiale di RiLL. Da novembre sarà disponibile anche su Amazon e presso altre librerie online.