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Fullmetal Alchemist x Seiko: l’esclusivo orologio disponibile anche a livello internazionale

I fan di Fullmetal Alchemist hanno finalmente un nuovo oggetto del desiderio: Seiko ha infatti reso disponibile anche al di fuori del Giappone il suo esclusivo cronografo in edizione limitata dedicato al celebre manga di Hiromu Arakawa, trasformando uno degli accessori più ricercati del 2026 in un autentico pezzo da collezione internazionale.

La notizia arriva tramite lo store ufficiale Japan Select, dove l’orologio è stato messo in vendita per il mercato globale.

Al momento, però, il modello risulta già esaurito, a conferma dell’enorme interesse suscitato tra gli appassionati. Chi desidera aggiungerlo alla propria collezione dovrà quindi affidarsi ai rivenditori specializzati o al mercato secondario.

Un cronografo ricco di dettagli dedicati agli Elric

Il Seiko x Fullmetal Alchemist Chronograph presenta una cassa in acciaio inox da 39,8 mm con uno spessore di 11,7 mm, animata da un affidabile movimento al quarzo Seiko.

Il quadrante, caratterizzato da una raffinata combinazione di nero e rosso, richiama immediatamente l’estetica dell’opera grazie a diversi simboli ispirati al mondo dell’alchimia creato da Hiromu Arakawa. A proteggere il tutto troviamo un vetro Hardlex, da sempre uno dei marchi di fabbrica della casa giapponese.

Il dettaglio che rende tutto iconico

L’elemento più speciale dell’orologio, però, non è visibile a un primo sguardo. Sul fondello dell’orologio è infatti incisa la celebre frase: “Don’t Forget 3. Oct. 11.”

Si tratta della stessa incisione presente all’interno dell’orologio d’argento di Edward Elric, un promemoria indelebile della giornata in cui lui e il fratello Alphonse diedero fuoco alla loro casa d’infanzia per lasciarsi il passato alle spalle e iniziare il viaggio alla ricerca della leggendaria Pietra Filosofale.

Un riferimento iconico che rende questo cronografo molto più di un semplice accessorio, trasformandolo in un vero omaggio alla storia dei due fratelli protagonisti del manga.

 

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Fullmetal Alchemist: un’opera intramontabile

Pubblicato tra il 2001 e il 2010, Fullmetal Alchemist è considerato uno dei manga più importanti del XXI secolo.

L’opera racconta la tragica vicenda di Edward e Alphonse Elric, due fratelli che tentano di riportare in vita la madre attraverso l’alchimia pagando un prezzo devastante: Edward perde un braccio e una gamba, mentre l’anima di Alphonse rimane intrappolata in un’armatura.

Da quel momento i due intraprendono un lungo viaggio alla ricerca della Pietra Filosofale, affrontando complotti militari, misteriose organizzazioni e verità capaci di cambiare il destino dell’intero Paese.

Due anime, due interpretazioni

Il successo del manga ha dato vita a due celebri adattamenti animati.

Il primo anime, Fullmetal Alchemist del 2003, seguì inizialmente la storia originale per poi sviluppare una trama completamente inedita, conclusa con il film Il conquistatore di Shamballa.

Nel 2009 arrivò invece Fullmetal Alchemist: Brotherhood, considerato ancora oggi l’adattamento definitivo grazie alla sua fedeltà quasi totale al manga di Arakawa.

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Oceania 3 in arrivo: Dwayne Johnson anticipa il terzo capitolo animato mentre si avvicina il live-action

Prima ancora che il live-action di Oceania arrivi nelle sale italiane, Dwayne Johnson ha già stuzzicato i fan con una notizia inattesa: un terzo capitolo animato della saga è in fase di discussione. L’attore e coproduttore, impegnato in un press tour a Rio de Janeiro per promuovere il remake in carne e ossa, ha confermato in un’intervista rilasciata a Variety che il progetto è sul tavolo — anche se, per ora, l’unico dettaglio certo riguarda chi scriverà la sceneggiatura.

“Sì, abbiamo parlato di Oceania 3”, ha dichiarato Johnson. “Ma prima viene il live-action, lasciamo che esca. Abbiamo gli straordinari Jared Bush e Dana Ledoux Miller, che sono stati i nostri sceneggiatori… saranno loro a scrivere Oceania 3.” Un annuncio informale ma significativo, che conferma come il franchise non abbia alcuna intenzione di fermarsi dopo i due capitoli animati già usciti.

Dal 2016 a oggi: una saga che non smette di crescere

Il primo Oceania era uscito nel 2016, conquistando il pubblico con la storia di Vaiana, figlia del capo dell’isola di Motunui che risponde al richiamo dell’oceano e intraprende un viaggio straordinario per salvare il suo popolo, affiancata dal semidio Maui. Il film aveva incassato oltre 665 milioni di dollari in tutto il mondo e ricevuto una nomination agli Oscar come Miglior Film d’Animazione. Oceania 2, arrivato nel novembre 2024, aveva portato Vaiana alla scoperta di un’isola nascosta per spezzare una maledizione, totalizzando la bellezza di oltre 1 miliardo di dollari al botteghino globale — uno dei migliori risultati di sempre per un film d’animazione Disney.

Un terzo capitolo animato sembra quindi non solo atteso dai fan, ma quasi inevitabile. Con Bush e Ledoux Miller — già autori di entrambi i film animati — confermati alla sceneggiatura, la continuità creativa della saga sembrerebbe garantita. Johnson e Auliʻi Cravalho — voce originale di Vaiana nei film animati e produttrice esecutiva del live-action — sarebbero entrambi attesi di ritorno per il terzo capitolo, anche se nulla è ancora stato ufficializzato.

Oceania 2

Prima Oceania live-action: nelle sale italiane dal 19 agosto 2026

Prima di pensare a Oceania 3, però, c’è un appuntamento imperdibile al cinema. Il remake live-action di Oceania — in cui Dwayne Johnson torna in carne e ossa nei panni di Maui dopo averlo doppiato nelle versioni animate, mentre Catherine Laga’aia interpreta Vaiana — arriverà nelle sale italiane il 19 agosto 2026, oltre un mese dopo il debutto americano fissato al 10 luglio. Il film è diretto da Thomas Kail, vincitore di Emmy e Tony Award già noto per aver diretto la versione cinematografica di Hamilton, con la sceneggiatura ancora una volta affidata a Bush e Ledoux Miller.

Per quanto riguarda le musiche, Lin-Manuel Miranda — che non aveva partecipato a Oceania 2 per impegni preesistenti — è tornato a collaborare con il franchise scrivendo la canzone originale “Along the Way”, interpretata sia da Laga’aia che da Auliʻi Cravalho. La colonna sonora originale è firmata da Mark Mancina, già compositore dei due film animati. Nessuna data di uscita è ancora stata comunicata per Oceania 3.

PlayStation dice addio ai giochi su disco: dal 2028 tutte le nuove uscite saranno solo digitali

Arriva una svolta destinata a segnare la storia del gaming: Sony Interactive Entertainment ha annunciato che a partire da gennaio 2028 interromperà la produzione di copie fisiche per tutti i nuovi giochi destinati alle console PlayStation.

La decisione rappresenta un cambiamento epocale per il mercato videoludico e conferma la crescente centralità della distribuzione digitale, ormai diventata la modalità preferita dalla maggior parte dei giocatori.

Dal 2028 i nuovi giochi PlayStation saranno disponibili solo in digitale

Secondo quanto comunicato da Sony, tutti i giochi pubblicati da gennaio 2028 in poi saranno distribuiti esclusivamente in formato digitale.

I titoli potranno essere acquistati sia tramite il PlayStation Store sia presso i rivenditori autorizzati, che continueranno a vendere codici digitali per il download dei giochi.

L’azienda ha inoltre precisato che questa decisione non avrà alcun effetto sui giochi già pubblicati o su quelli che arriveranno nei negozi prima di gennaio 2028, i quali continueranno a essere disponibili anche in versione fisica.

Naturale evoluzione del mercato o velata “imposizione” di un unico modello?

Nel comunicato ufficiale, Sony spiega che la scelta nasce dall’evoluzione delle abitudini dei consumatori e dell’intero settore dell’intrattenimento.

Secondo l’azienda, il mercato si sta orientando sempre più verso il digitale e la domanda di copie scaricabili ha ormai superato in maniera significativa quella dei tradizionali Blu-ray: “Si tratta di una naturale evoluzione che consente a Sony Interactive Entertainment di adattarsi alle preferenze dei consumatori, ormai orientate in modo netto verso i contenuti digitali.”

L’obiettivo dichiarato è quello di concentrare maggiormente le risorse sul miglioramento dell’accesso ai giochi e sull’espansione delle modalità di acquisto, mantenendo comunque la possibilità di acquistare i titoli sia attraverso il PlayStation Store sia tramite i negozi fisici che venderanno codici digitali.

Tuttavia viene da chiedersi se questa decisione non sia dettata dalla volontà di abolire totalmente la “proprietà” di un prodotto anche se regolarmente acquistato, aprendo a un mercato videoludico (e non) in cui gli utenti finali sono dei semplici utilizzatori “a termine”. Basti pensare al recente annuncio della stessa Sony di eliminare oltre 500 tra film e serie TV dal catalogo digitale, nonostante tali titoli fossero stati acquistati dagli utenti PlayStation.

Fine di un’era per il collezionismo videoludico e il mercato secondario

L’annuncio rappresenta un momento storico anche per i collezionisti.

Per oltre trent’anni le console PlayStation hanno accompagnato intere generazioni con confezioni, libretti illustrativi ed edizioni speciali che sono diventate vere e proprie icone del settore.

Con la fine della produzione dei dischi per le nuove uscite, il mercato del collezionismo potrebbe subire un’importante trasformazione, rendendo le edizioni fisiche sempre più rare e ricercate negli anni a venire.

Il dibattito sulla proprietà digitale resta aperto

Nonostante il mercato sembri ormai orientato verso il digitale, la decisione riaccende anche il dibattito sulla reale proprietà dei videogiochi acquistati online.

A differenza delle copie fisiche, i giochi digitali sono infatti legati agli account degli utenti e alle licenze concesse dalle piattaforme, alimentando da anni discussioni sulla conservazione dei contenuti, sulla possibilità di rivenderli e sulla loro disponibilità nel lungo periodo.

Sarà quindi interessante osservare come il mercato e gli stessi consumatori reagiranno a questa svolta, destinata a cambiare definitivamente il modo in cui verranno distribuiti i giochi PlayStation.

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Witch Hat Atelier: annunciata la seconda stagione dell’anime subito dopo il finale della prima

I fan di Witch Hat Atelier non dovranno aspettare a lungo per scoprire come continua il viaggio di Coco. Subito dopo la messa in onda del tredicesimo e ultimo episodio della prima stagione — che ha lasciato gli spettatori con un importante cliffhanger durante l’esame di Agate e Riche — è stato annunciato ufficialmente che l’anime tornerà con una seconda stagione. Crunchyroll ha già confermato l’acquisizione dei diritti di distribuzione esclusiva mondiale per la seconda stagione, Asia esclusa, proprio come avvenuto per la prima.

A festeggiare l’annuncio è stata la stessa autrice del manga, Kamome Shirahama, che ha realizzato una speciale illustrazione commemorativa accompagnata da un messaggio carico di entusiasmo: “Lo straordinario spettacolo di magia creato dal fantastico team di produzione non è ancora finito: il viaggio continuerà e sono certa che sapranno regalarci un seguito della massima qualità. Molti spettatori avranno probabilmente pensato: ‘Eh!? Finisce proprio qui?!’. Ma, da autrice dell’opera originale, posso assicurarvi che l’attesa sarà ampiamente ripagata.”

La storia di Coco e il mondo magico di Witch Hat Atelier

Per chi non avesse ancora scoperto la serie, Witch Hat Atelier è un anime fantasy tratto dall’omonimo manga di Kamome Shirahama, serializzato su Monthly Morning Two di Kodansha dal luglio 2016 e disponibile in Italia grazie a Planet Manga dal 2019. La storia è ambientata in un mondo in cui solo chi nasce con il dono della magia può lanciare incantesimi, e dove gli stregoni custodiscono gelosamente questo segreto dai comuni mortali.

Coco è una ragazza sveglia e piena di meraviglia che ha sempre sognato di diventare una strega, pur essendo nata senza poteri magici. Tutto cambia quando lo stregone viaggiatore Qifrey visita il suo villaggio: spiandolo di nascosto, Coco scopre che chiunque può imparare la magia disegnando i simboli giusti con appositi strumenti — non è un dono innato, ma un’arte che si può apprendere. Tentando di replicare un incantesimo con gli strumenti che un misterioso mago ambulante le aveva dato da bambina, Coco provoca però un tragico incidente che pietrifice sua madre. Qifrey la salva, ma non può sciogliere la magia — è proibito applicare incantesimi agli esseri umani. Per rimediare ai suoi errori e salvare sua madre, Coco diventa l’apprendista di Qifrey, dando così inizio al suo viaggio nel mondo della magia.

La prima stagione è andata in onda in Giappone su Tokyo MX dal 6 aprile al 22 giugno 2026, in simulcast su Crunchyroll con doppiaggio italiano sin dal primo episodio. In Italia, Chiara Fabiano — già voce di Ranma Saotome in Ranma ½ — ha prestato la voce a Coco. Il risultato è stato accolto con grande entusiasmo sia dal pubblico che dalla critica, grazie a una direzione artistica eccezionale e a una narrazione che sa toccare corde profonde legate alla crescita personale e al senso di appartenenza.

Il team creativo della seconda stagione

A guidare la produzione della seconda stagione torneranno le stesse figure chiave della prima. Ayumu Watanabe riprenderà il ruolo di regista, Kairi Unabara curerà nuovamente il character design e la direzione dell’animazione, e Yuka Kitamura — compositrice celebre nel mondo videoludico per Elden Ring, Bloodborne e Sekiro: Shadows Die Twice — firmerà di nuovo la colonna sonora. La produzione resta affidata allo studio BUG FILMS.

Il manga conta 7 milioni di copie in circolazione in tutto il mondo e ha conquistato premi internazionali di rilievo, tra cui l’Harvey Award nel 2020 e nuovamente nel 2025, oltre a una nomination al festival di Angoulême nel 2019. Per la seconda stagione non è ancora stata comunicata una data di uscita né in Giappone né in Italia, ma l’annuncio immediato a ridosso del finale lascia intendere che la produzione sia già ben avviata.

Lupin III – Il castello di Cagliostro torna al cinema in 4K: il capolavoro di Hayao Miyazaki arriva a luglio

Ci sono anime che non invecchiano mai e Lupin III – Il castello di Cagliostro è senza dubbio uno di questi. A oltre quarant’anni dal suo debutto, l’anime diretto da Hayao Miyazaki è pronto a conquistare ancora una volta il grande schermo.

Grazie a Eagle Pictures, in collaborazione con Yamato Video e TMS Entertainment, il film tornerà nelle sale italiane come evento speciale il 13, 14 e 15 luglio, in una spettacolare versione restaurata e rimasterizzata in 4K.

Il debutto alla regia cinematografica di Hayao Miyazaki

Uscito originariamente nel 1979, Lupin III – Il castello di Cagliostro rappresenta il primo lungometraggio diretto da Hayao Miyazaki, molti anni prima della nascita dello Studio Ghibli e del Premio Oscar conquistato con La città incantata.

Già in questa pellicola è possibile riconoscere molti degli elementi che avrebbero reso celebre il regista giapponese: una narrazione ricca di emozione, personaggi sfaccettati, scenari mozzafiato e un perfetto equilibrio tra azione, umorismo e sentimento.

Per questa nuova distribuzione il film sarà proposto con un restauro in 4K e con le storiche voci italiane che hanno contribuito a trasformarlo in un autentico cult per diverse generazioni di appassionati.

Una delle avventure più amate di Lupin III

Creato da Monkey Punch e ispirato al celebre ladro gentiluomo ideato da Maurice Leblanc, Lupin III è diventato uno dei personaggi simbolo dell’animazione giapponese.

Con il suo carisma, i colpi impossibili e una squadra di comprimari entrati nella storia della cultura pop, da Jigen a Goemon, passando per Fujiko e l’inossidabile Ispettore Zenigata, la saga continua ancora oggi ad affascinare milioni di fan in tutto il mondo.

Tra tutti i lungometraggi dedicati al personaggio, Il castello di Cagliostro occupa un posto speciale, grazie a un Lupin più romantico, ironico e umano rispetto alle incarnazioni precedenti.

La trama

Dopo aver scoperto l’esistenza di una sofisticata organizzazione specializzata nella produzione di banconote contraffatte, Lupin III e il fidato Daisuke Jigen raggiungono il misterioso Ducato di Cagliostro.

Qui il ladro gentiluomo salva la giovane Clarisse, inseguita dagli uomini del potente Conte di Cagliostro, ritrovandosi coinvolto in una pericolosa avventura fatta di castelli medievali, passaggi segreti, antichi tesori e inseguimenti spettacolari.

Naturalmente non mancheranno gli inseparabili Goemon, Fujiko Mine e il tenace Zenigata, sempre pronto a rincorrere il suo storico rivale.

Lupin III Il castello di cagliostro

Perché Il castello di Cagliostro è ancora oggi un capolavoro

Tra tutti i film dedicati a Lupin III, Il castello di Cagliostro occupa un posto speciale nel cuore dei fan.

Miyazaki trasforma infatti il celebre ladro in un protagonista più romantico e idealista, senza però rinunciare all’ironia e allo spirito scanzonato che hanno reso la serie un fenomeno mondiale. Il risultato è un film che unisce il ritmo del cinema d’avventura classico a una raffinatezza narrativa e visiva che ancora oggi lascia il segno.

A oltre quarant’anni dalla sua uscita originale, continua a essere considerato uno dei vertici dell’animazione giapponese e una delle opere che hanno contribuito a definire il linguaggio moderno degli anime.

Alohomora! Arriva la Bacchetta Celebrativa 2026 di The Noble Collection: ora in preordine

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The Noble Collection ha ufficialmente svelato il secondo capitolo della propria serie annuale di bacchette celebrative dedicate al Wizarding World: la Bacchetta Celebrativa Alohomora 2026, un nuovo pezzo da collezione in edizione limitata che rende omaggio a uno degli incantesimi più riconoscibili dell’intero universo creato da J.K. Rowling. L’annuncio, condiviso dal marchio attraverso i propri canali ufficiali, ha già acceso l’entusiasmo dei collezionisti che avevano accolto con grande favore la prima bacchetta della serie.

Un incantesimo iconico, una bacchetta da custodire

Alohomora, l’incantesimo sblocca-serrature, occupa un posto speciale nel cuore di ogni appassionato: è infatti l’incantesimo che vediamo lanciare a Hermione Granger in Harry Potter e la Pietra Filosofale, quando la giovane strega apre la porta sigillata del corridoio proibito al terzo piano di Hogwarts. Una scelta tematica perfetta per inaugurare la seconda annata della collezione, che si propone di trasformare ogni incantesimo simbolo della saga in un oggetto da collezione unico nel suo genere.

Il design della bacchetta punta tutto sull’eleganza e sul richiamo simbolico al tema scelto: il manico, finemente dorato e ricco di dettagli, riprende le sembianze di un’antica chiave, quasi a custodire porte e segreti ancora da scoprire. L’oggetto viene proposto in un cofanetto completo di supporto espositivo in metallo pressofuso e di una spilla rimovibile che raffigura il movimento dell’incantesimo, un dettaglio che renderà felici sia i collezionisti più esigenti sia chi desidera semplicemente un piccolo oggetto scenografico da esibire in casa.

Una collezione che cresce un pezzo all’anno

Come già accaduto con la prima uscita della serie, anche la Bacchetta Celebrativa Alohomora 2026 nasce con una caratteristica precisa che la rende particolarmente ambita: sarà disponibile solo per un periodo limitato. Una volta esaurita, infatti, non tornerà più in produzione, secondo la filosofia “un incantesimo, un anno, un’unica occasione” che contraddistingue l’intera linea delle Celebration Wands targate The Noble Collection. Per chi avesse perso l’esordio della collezione, questo rappresenta un promemoria tutt’altro che banale: non si tratta di articoli da catalogo permanente, ma di edizioni a tiratura limitata pensate per chi vuole arricchire la propria raccolta anno dopo anno, prima che la finestra di disponibilità si chiuda definitivamente.

Il prodotto, va sottolineato, è realizzato sotto licenza ufficiale Harry Potter Warner Bros., una garanzia di qualità e fedeltà al materiale originale che da sempre contraddistingue le produzioni di The Noble Collection nel campo del collezionismo cinematografico.

Dove e come preordinarla in Italia

La buona notizia per gli appassionati italiani è che non serve attendere il lancio internazionale per assicurarsi questo pezzo da collezione: la Bacchetta Celebrativa Alohomora 2026 è infatti già disponibile in preordine su Il Negozio delle Necessità, distributore Noble Collection nonché probabilmente il più celebre store online interamente a tema Harry Potter in Italia, al prezzo di 69,99 €.

L’arrivo del prodotto nei magazzini del negozio è stimato per inizio agosto, data dopo la quale gli ordini verranno spediti direttamente a casa di chi ha scelto di prenotarla in anticipo. Come per ogni preordine, si tratta naturalmente di una tempistica indicativa, soggetta a possibili variazioni legate alla disponibilità del prodotto da parte del produttore, ma che dà comunque un’idea piuttosto precisa di quando i primi fortunati collezionisti potranno finalmente tenere tra le mani questa nuova, splendida aggiunta alla propria collezione di bacchette ufficiali.

Per chi desidera assicurarsi la bacchetta prima che le prime disponibilità si esauriscano, conviene quindi muoversi per tempo: data la natura a tiratura limitata di questi prodotti, la disponibilità nei preordini è generalmente la strada più sicura per non rimanere a mani vuote una volta che l’edizione verrà definitivamente ritirata dal mercato (come già detto, per questa serie ogni bacchetta resta sul mercato circa un anno). La pagina dedicata, completa di immagini e dettagli del prodotto, è raggiungibile direttamente a questo link.

Cyberpunk: Edgerunners 2 riporta la battaglia a Night City nell’autunno 2026

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Cyberpunk: Edgerunners 2, il sequel standalone dell’acclamata serie animata Netflix, ha rilasciato un nuovo trailer che offre uno sguardo più approfondito sui quattro nuovi protagonisti della storia, ad appena un giorno dall’annuncio ufficiale della finestra di lancio: autunno 2026, in esclusiva su Netflix. Il trailer ci regala finalmente il primo assaggio concreto di Weak Kingsley, D, Roman Carax e Talia Yang — i quattro volti inediti che guideranno questo nuovo capitolo ambientato ancora una volta nella spietata Night City.

La trama: sopravvivere in una città dove un solo errore può essere fatale

Ambientata di nuovo a Night City, la serie seguirà questi quattro personaggi nel loro tentativo di sopravvivere in una metropoli senza legge, dove soltanto i più spietati riescono a farcela e una mossa sbagliata può significare l’arresto o qualcosa di peggio. La sinossi ufficiale, pubblicata sul sito Cyberpunk, recita: “Weak, leggendario cyberpunk decaduto, è ora costretto a vivere senza cromo mentre cerca uno scopo in un mondo che lo ha dimenticato. Nel frattempo, il micidiale nomade D percorre la via della vendetta e si avvicina a segreti corporativi che nessuno dovrebbe mai violare. Nell’arco dei dieci episodi di questa serie autoconclusiva, vivremo una storia di famiglia, ossessione, retaggio — e scopriremo che il nostro sguardo riflette le storie di chi ci circonda.”

I quattro nuovi protagonisti di Night City

Il sito ufficiale offre anche una descrizione più dettagliata dei quattro personaggi principali. Weak Kingsley, un tempo noto come “King”, era un esperto Edgerunner all’apice della fama, e ora vive nel ricordo dei suoi lontani giorni di gloria. D è un netrunner degli Snake Nation con grandi abilità tecniche, mosso da un desiderio di vendetta nei confronti del killer che ha sterminato il suo clan. Roman Carax è un giovane cinefilo a caccia di storie reali in una città che ha abbandonato i film per le braindance, ossessionato dal documentare la verità fino a seguire come un’ombra la vita altrui. Talia Yang, infine, proviene dalle torri corporative, ma il suo cuore appartiene al cromo e alla violenza.

A dirigere Cyberpunk: Edgerunners 2 torna Kai Ikarashi, già regista della prima stagione e di SSSS.Gridman, affiancato dal lead designer Ichigo Kanno e dallo showrunner, sceneggiatore e produttore Bartosz Sztybor. L’animazione resta affidata allo Studio Trigger, in collaborazione con CD Projekt RED, lo studio polacco creatore del videogioco originale. La serie sarà composta da dieci episodi e abbandonerà completamente i protagonisti della prima stagione — David Martinez e Lucy — per seguire un equipaggio inedito di disadattati, ciascuno segnato dalle proprie cicatrici e dai propri demoni. Una data di uscita precisa non è ancora stata comunicata, ma la presentazione completa è attesa per il 5 luglio 2026.

Brad Bird dice no al sequel di Ratatouille e spiega perché considera la storia conclusa

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Con Toy Story 5 già nelle sale e Gli Incredibili 3 ufficialmente in lavorazione, Disney e Pixar non sembrano avere alcuna intenzione di rallentare quando si tratta di tornare sui propri franchise più amati. Una tendenza che ha naturalmente spinto i fan a chiedersi quale storica pellicola Pixar potrebbe essere la prossima a ricevere un sequel. Tra i titoli che ricorrono più spesso in queste discussioni c’è Ratatouille, il film premiato con l’Oscar che resta una delle pellicole più amate dell’intero catalogo Pixar. Ma se il regista Brad Bird ha voce in capitolo, i fan farebbero meglio a non aspettarsi un ritorno a quel mondo in tempi brevi.

“Quella storia l’abbiamo già raccontata”: la risposta netta di Bird

In un’intervista rilasciata a Collider, Bird ha risposto senza esitazioni alla domanda se avesse mai considerato un sequel di Ratatouille. La sua risposta non avrebbe potuto essere più diretta — e nello stesso fiato ha chiuso la porta anche a un eventuale ritorno su un’altra delle sue opere più celebrate, Il gigante di ferro.

“No, non lo penso. Hanno fatto qualche piccolo accenno in quella direzione per vedere come avrei reagito. Tipo, fanno una battuta, ma la battuta è un po’ seria, del tipo: ‘Lo faresti?’ E io rispondo: ‘No, quella storia l’abbiamo già raccontata’”, ha dichiarato Bird.

Il regista ha poi spiegato perché non si è mai sentito attratto dall’idea di prolungare storie semplicemente perché il pubblico le ha amate: “Ogni volta che fai qualcosa che finisce per entrare in connessione con le persone, automaticamente pensano: ‘E se ce ne fosse un altro?’ Lo hanno detto anche a proposito de Il gigante di ferro, il che mi fa ridere, perché il film non ebbe alcun successo alla sua uscita iniziale.”

“È rimasto sospeso nel tempo, ma cosa potresti fare per dargli un seguito? Lui che continua a vagare goffamente, ancora non scoperto? In altre parole, per me quella storia è conclusa”, ha aggiunto Bird.

Ratatouille

Due storie di successo molto diverse tra loro

È comprensibile il motivo per cui Disney e Pixar esplorerebbero almeno l’ipotesi di un secondo Ratatouille. Il film del 2007 non fu soltanto un favorito della critica, ma anche un grande successo commerciale: a fronte di un budget dichiarato di 150 milioni di dollari, incassò oltre 623 milioni di dollari in tutto il mondo, e la sua popolarità non ha fatto che crescere negli anni. Remy è rimasto un volto familiare nei parchi Disney, nel merchandising e in numerosi altri progetti del franchise, segno che il pubblico nutre ancora un grande affetto per il piccolo chef.

Lo stesso si potrebbe dire de Il gigante di ferro, anche se il suo percorso fu profondamente diverso. Il classico animato faticò moltissimo durante la sua corsa nelle sale originale, incassando poco più di 23 milioni di dollari in tutto il mondo a fronte di un budget dichiarato di 70 milioni. Fortunatamente, il film trovò il proprio pubblico negli anni successivi, trasformandosi in uno dei cult d’animazione più amati di sempre e ottenendo finalmente il riconoscimento che molti ritenevano meritasse fin dall’inizio.

Storie che lascerebbero la porta aperta, ma che Bird considera chiuse

Quello che colpisce è che entrambi i film, a ben vedere, lascerebbero spazio a possibili sviluppi futuri. Ratatouille si conclude con Remy e Linguini che gestiscono con successo il proprio ristorante, rendendo facile immaginare nuove avventure culinarie per la coppia. Allo stesso modo, Il gigante di ferro si chiude con la rivelazione emotiva che il gigante si sta ricostruendo dopo il suo sacrificio, creando un’apertura narrativa piuttosto evidente per un nuovo capitolo.

Eppure Bird considera entrambe le storie complete, ed è difficile contraddire un regista che sa con tanta chiarezza dove ritiene debba concludersi il viaggio dei propri personaggi. Naturalmente, nella Hollywood di oggi è probabilmente poco saggio dire mai: gli studi amano tornare sui franchise di successo, soprattutto quando il pubblico ne chiede ancora. Ma per ora, se un sequel di Ratatouille o un seguito de Il gigante di ferro dovessero mai vedere la luce, tutto lascia intendere che non sarà Bird a guidarne la realizzazione.

Dopo il flop di Supergirl, un insider di Hollywood: “Non credo che James Gunn possa sopravvivergli”

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Le cose si sono mosse in fretta per DC Studios. Dopo che Superman aveva regalato all’universo cinematografico DC un lancio dignitoso nel 2025, c’era la speranza che James Gunn e Peter Safran avessero finalmente costruito qualcosa di solido. Invece, Supergirl ha deluso al botteghino, e Hollywood ha già iniziato a chiedersi se l’attuale leadership possa sopravvivere se la situazione dovesse continuare in questa direzione.

Il tempismo non potrebbe essere peggiore. Mentre Warner Bros. Discovery è nel mezzo dell’acquisizione da 111 miliardi di dollari da parte di Paramount, DC si ritrova improvvisamente a fare i conti con un’altra uscita cinematografica deludente. Una situazione che ha già attirato paragoni con il vecchio DCEU, dove un Superman moderatamente riuscito era stato seguito da un grosso inciampo.

I numeri del flop di Supergirl: tra i 200 e i 210 milioni di dollari globali attesi

Diretto da Craig Gillespie con Milly Alcock nei panni di Kara Zor-El, Supergirl è uscito nelle sale italiane il 25 giugno 2026 con un debutto internazionale di appena 68 milioni di dollari, ben sotto le stime della vigilia che indicavano un esordio tra i 50 e i 55 milioni nei soli Stati Uniti. Negli Stati Uniti il film ha aperto con 38 milioni di dollari, mentre i mercati internazionali hanno contribuito con altri 30 milioni — di cui circa 840.000 € raccolti in Italia nel weekend di apertura.

Secondo The Wrap, il film ha davanti a sé una strada estremamente complicata: servirebbero circa 315 milioni di dollari a livello mondiale solo per andare in pareggio, un traguardo che a questo punto sembra una scalata in salita. Secondo le proiezioni più aggiornate degli analisti, Supergirl dovrebbe chiudere la propria corsa nelle sale tra i 200 e i 210 milioni di dollari complessivi — un risultato che causerebbe perdite per DC e Warner Bros. comprese tra gli 80 e i 120 milioni di dollari, a fronte di un budget di produzione di 170 milioni, marketing escluso.

Perché il pubblico non si è presentato: personaggi minori e affaticamento da supereroi

Secondo il report, la strategia di Gunn di puntare i riflettori su personaggi DC meno conosciuti semplicemente non starebbe trovando terreno fertile presso il pubblico generalista. L’affaticamento da supereroi resta un problema reale, e gli spettatori sembrano sempre meno disposti ad acquistare un biglietto per personaggi privi di un riconoscimento diffuso. Non aiuta nemmeno il fatto che il film non sia particolarmente riuscito, con una sceneggiatura debole — un giudizio confermato anche dalla critica italiana, che lo ha definito intrattenente senza essere dirompente, a tratti leggero e a tratti ricco di pathos, ma lontano dall’essere memorabile.

Anche il villain è diventato un problema in fase di sviluppo: secondo il report, diversi attori di prima fascia avrebbero rifiutato il ruolo di Krem delle Colline Gialle prima che DC scegliesse Matthias Schoenaerts, nella speranza che il suo appeal internazionale potesse sostenere gli incassi nei mercati esteri. Una strategia che, evidentemente, non ha dato i frutti sperati. Anche l’aggiunta di Jason Momoa nei panni di Lobo non è bastata a smuovere l’ago della bilancia: secondo il report, la sua inclusione è stata vista da molti come un tentativo piuttosto trasparente di attrarre il pubblico maschile, segno di una preoccupazione di fondo che le sole spettatrici non potessero sostenere da sole gli incassi del film.

Il futuro di James Gunn ai DC Studios è davvero a rischio?

Le preoccupazioni non si fermano qui. Anche il prossimo film su Clayface, in uscita l’11 settembre 2026, sembrerebbe affrontare ostacoli simili, anche se una fonte interna a Warner Bros. lo ha descritto come un film “terrificante” che potrebbe beneficiare della popolarità attuale dell’horror dopo i successi recenti di Backrooms e Obsession.

Diversi addetti ai lavori di Hollywood stanno intanto mettendo in discussione la direzione complessiva del franchise. Un insider del settore non si è trattenuto: “Tutto questo non è altro che un accordo di produzione tra Gunn e Safran. Non è un brand. Annunciare un universo è stata una mossa stupida. DC ha creato un’aspettativa, e finora avete consegnato un solo film, Superman, all’altezza.” Un importante agente è andato oltre, gettando dubbi sul futuro stesso di Gunn allo studio: “Non so quanto sia nervosa DC, ma di certo James Gunn dovrebbe esserlo. Ci sarà sempre una DC, e gli attuali dirigenti sono sopravvissuti ai cambi di regime precedenti, ma non credo che Gunn possa sopravvivergli.”

Non tutti, all’interno di Warner Bros., condividono questa lettura così drastica. Una fonte interna allo studio ha respinto le speculazioni, richiamando il piano decennale a lungo termine di DC Studios. Ciò nonostante, la stessa fonte ha ammesso che l’azienda è “delusa” dalla performance di Supergirl, riconoscendo che il personaggio “non ha funzionato”. Anche la composizione del pubblico racconta una storia simile a quella attesa: lo studio sperava in una forte affluenza di spettatrici della Generazione Z, ma il pubblico del weekend di apertura è risultato composto per circa il 59% da uomini sopra i 25 anni.

Interessante notare che, nonostante Supergirl sembri rafforzare l’idea che il pubblico oggi si presenti soprattutto per le icone supereroistiche di prima fascia, DC Studios manterrebbe come priorità importante il film su Bane e Deathstroke, un progetto che al momento non ha né un regista né attori confermati — un’altra scommessa centrata su personaggi privi del riconoscimento di massa di Batman, Superman o Wonder Woman. Che il piano a lungo termine di Gunn e Safran finisca per dare i suoi frutti resta da vedere, ma un singolo passo falso al botteghino difficilmente farà saltare un piano decennale. Se però anche le prossime uscite dovessero faticare a connettersi con il pubblico, la pressione sulla leadership di DC Studios non potrà che aumentare.

Spider-Man: Brand New Day, nuovi spot TV e una featurette ricreano le copertine più iconiche dei fumetti Marvel

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Sony Pictures continua ad alimentare l’hype per Spider-Man: Brand New Day pubblicando due nuovi spot televisivi e un inedita featurette che regalano ai fan tantissime scene mai viste prima.

Il filmato promozionale, però, non si limita ad anticipare l’azione: mostra anche come il team creativo abbia ricreato in live action alcune delle copertine più leggendarie della lunga storia editoriale dell’Uomo Ragno.

Le copertine storiche di Spider-Man prendono vita sul grande schermo

La featurette rappresenta una vera dichiarazione d’amore nei confronti dei fumetti Marvel. Tom Holland e il regista Destin Daniel Cretton raccontano infatti il lavoro svolto per trasformare alcune delle illustrazioni più celebri dedicate a Spider-Man in sequenze cinematografiche, mantenendone pose, composizione e impatto visivo.

Il risultato è un omaggio che farà sicuramente felici i lettori storici dell’Arrampicamuri.

Nuove scene con Ramrod e Scorpion: gli scontri saranno più di uno

I nuovi filmati offrono anche ulteriori scorci dell’inedito villain Ramrod, ma è soprattutto Scorpion a catturare l’attenzione.

Fino a questo momento molti spettatori erano convinti che il confronto tra Peter Parker e Mac Gargan sarebbe stato limitato a una sola battaglia. Gli spot confermano invece che i due si affronteranno almeno due volte nel corso del film.

Una delle battaglie si svolge nell’ambientazione innevata già mostrata nei trailer precedenti, mentre un secondo scontro avrà luogo di notte. Uno degli spot lascia inoltre intuire che il misterioso antagonista principale possa esercitare una qualche forma di controllo mentale su Gargan durante quella sequenza.

Più spazio anche a Peter Parker, MJ e Ned

Le nuove immagini mostrano inoltre altri momenti dedicati al rapporto tra Peter Parker, MJ e Ned Leeds, lasciando intendere che il trio continuerà a rappresentare uno degli elementi emotivi più importanti della storia.

Non manca nemmeno una delle sequenze più divertenti viste finora: Peter reagisce con evidente disgusto alle sue nuove ragnatele organiche, in una scena che promette di strappare più di una risata.

La trama di Spider-Man: Brand New Day

La sinossi ufficiale racconta che Peter Parker affronta una nuova fase della sua vita dopo gli eventi di Spider-Man: No Way Home.

Con il mondo intero che ha dimenticato la sua identità, Peter combatte il crimine a tempo pieno come Spider-Man mentre osserva impotente i suoi vecchi amici andare avanti senza di lui.

Questa nuova condizione lo porterà ad affrontare una trasformazione che potrebbe rivelarsi tanto pericolosa quanto necessaria per fermare una misteriosa minaccia invisibile pronta a mettere in pericolo New York e le persone che ama.

Spider-Man: Brand New Day arriverà nelle sale cinematografiche italiane il 29 luglio, promettendo un nuovo inizio per l’Uomo Ragno del Marvel Cinematic Universe e una storia ricca di azione, emozioni e richiami ai fumetti classici.

Unhinged: il nuovo gioco horror di Netflix con Zoë Kravitz, Sadie Sink e Troy Baker arriva domani

Netflix sta per lanciare un’esperienza interattiva che potrebbe cambiare il modo in cui pensiamo all’intrattenimento domestico. Unhinged, sviluppato da Night School Studio — il team già noto per la serie Oxenfree — sarà disponibile a partire dal 30 giugno 2026 come gioco horror in prima persona in cui il confine tra film e videogioco si assottiglia fino a quasi scomparire. E il vostro smartphone ne sarà il protagonista principale.

Il titolo sarà accessibile gratuitamente per tutti gli abbonati Netflix, senza pubblicità né acquisti aggiuntivi: basterà aprire la sezione Giochi, scansionare il codice QR che apparirà sullo schermo e collegare il proprio dispositivo. Da quel momento, il telefono smetterà di essere un controller per diventare il telefono della protagonista.

La trama: una notte di tempesta, un condominio e una presenza nel buio

Ava, doppiata da Zoë Kravitz, si ritroverà intrappolata nel proprio appartamento durante un uragano di categoria 5. Il blackout che inizialmente sembrerà un semplice inconveniente si trasformerà rapidamente in qualcosa di molto più sinistro, mentre una presenza sconosciuta si insinua tra le pareti del condominio. L’unico contatto di Ava con il mondo esterno sarà la sua migliore amica Claire, doppiata da Sadie Sink, che osserverà impotente dall’altro lato della strada. Nel cast figura anche Troy Baker — tra i doppiatori più riconoscibili del mondo videoludico, già voce di Joel in The Last of Us — nei panni di Ben, il custode dell’edificio.

La colonna sonora è firmata da Jason Hill, già compositore di Mindhunter e Gone Girl, mentre il sound design porta la firma di Ren Klyce — una garanzia di un comparto audio immersivo e curato nei minimi dettagli.

Come funziona: il telefono che squilla, vibra e illumina il buio

Il sistema di controllo di Unhinged è il vero elemento di rottura rispetto a qualsiasi esperienza interattiva precedente. Muovendo lo smartphone nel mondo reale, si guiderà la torcia di Ava nell’oscurità del condominio. Quando il personaggio riceverà una chiamata o un messaggio, sarà il telefono del giocatore a squillare, vibrare e riprodurre l’audio direttamente dal suo altoparlante — mentre i suoni ambientali continueranno a riverberare dagli altoparlanti del televisore. L’effetto sarà quello di essere letteralmente al centro della storia, non semplici spettatori.

Il gioco si adatterà a due tipi di pubblico. La Modalità Storia eliminerà timer e possibilità di morire, permettendo di vivere la vicenda come un film interattivo senza pressioni. La Modalità Standard introdurrà invece momenti di tensione acuta con un conto alla rovescia che potrà portare alla morte del personaggio — con ripartenza dall’ultimo checkpoint, senza punizioni eccessive. Una singola sessione durerà tra i 20 e i 50 minuti, ma la presenza di finali multipli e percorsi narrativi alternativi incentiverà la replica.

Un esperimento che punta sull’accessibilità

Il fondatore di Night School Studio, Sean Krankel, ha dichiarato in un’intervista rilasciata a IGN che l’obiettivo non era competere con i grandi giochi survival horror: “Non stiamo cercando di fare concorrenza a Resident Evil. È come dire: ‘Voglio giocare una storia’, non ‘Voglio diventare molto bravo in qualcosa o affrontare una difficoltà crescente’.” Il game director Sam Warner ha aggiunto che il team si è ispirato a Nintendo Wii e Nintendo DS — piattaforme che hanno reso il gioco accessibile a chi non si era mai avvicinato ai videogiochi — per costruire un’esperienza che chiunque possa iniziare senza esperienza pregressa: “Se hai Netflix e un telefono, questo gioco è per te.”

Blumhouse Television adatterà il romanzo giapponese Sparks in una serie TV thriller psicologica

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Blumhouse Television ha acquisito i diritti del romanzo giapponese Hi No Ko — noto a livello internazionale come Sparks — scritto dall’autore Shusuke Shizukui e pubblicato da Gentosha. Il progetto sarà sviluppato come serie televisiva thriller psicologica per il mercato americano, con Krystal Houghton Ziv — già sceneggiatrice di Wolf Pack e della saga televisiva The Purge — incaricata di scrivere il pilot e di ricoprire il ruolo di produttrice esecutiva. Tra gli altri produttori esecutivi figurano Mark Amin, Cami Winikoff e Dave Devries per Sobini Films, oltre a Motoko Kimura.

Il romanzo, che in Giappone ha superato le 770.000 copie vendute, non dispone al momento di un’edizione italiana. Shizukui aveva esordito in letteratura nel 2000 con Eiko Itto e da allora ha costruito una carriera prolifica, con numerose opere adattate per il cinema e la televisione — tra cui Bitter Blood, Wish e Closed Note.

La trama: il vicino di casa che non vorresti mai avere

La storia ruota attorno a Takeuchi Shingo, un uomo sospettato di omicidi seriali che era stato assolto due anni prima dal giudice in pensione Kajima Isao. Per uno di quei colpi del destino che il thriller giapponese sa costruire con una cura particolare, Takeuchi si trasferisce proprio accanto alla casa dove Kajima vive con la sua famiglia.

Cresciuto con una fame cronica di affetto nei confronti dei genitori, Takeuchi fa di tutto per conquistare le persone che gli piacciono: sorriso irresistibile, regali di gusto impeccabile, premura verso gli anziani. La famiglia Kajima cade nella sua rete di buone maniere e attenzioni. Ma quando qualcuno comincia ad allontanarsi da lui, emerge il lato oscuro di quest’uomo apparentemente perfetto: la violenza. E mentre nella zona intorno alla casa dei Kajima si moltiplicano gli episodi inspiegabili, soltanto Yukimi — nuora del giudice, moglie di Toshiro — riesce a intuire la vera natura di Takeuchi, ritrovandosi però isolata all’interno della famiglia nel tentativo di smascherarlo.

Il precedente giapponese: la miniserie del 2016 su Fuji TV

Non si tratta del primo adattamento del romanzo: nel 2016, Fuji TV aveva trasmesso una miniserie televisiva tratta da Hi No Ko — nove episodi andati in onda dal 2 aprile al 28 maggio 2016 — che era stata scelta come titolo inaugurale del nuovo slot drammatico della rete. Secondo i dati dell’istituto di ricerca Data News Inc., il primo episodio aveva ottenuto il punteggio di soddisfazione più alto tra tutte le prime stagioni del palinsesto di quel periodo.

L’adattamento americano firmato Blumhouse Television è attualmente in fase di sviluppo. Non è ancora stato annunciato un network o una piattaforma di distribuzione, né una data di uscita oltreoceano o per il mercato italiano.