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Avengers: Endgame supera Avatar ed è di nuovo il film che ha incassato di più nel mondo

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Avengers: Endgame ha riconquistato ufficialmente il titolo di film con il maggior incasso nella storia del cinema a livello mondiale, superando nuovamente Avatar grazie alla nuova release cinematografica.

Il film dei Marvel Studios, uscito originariamente nel 2019, aveva già conquistato il record prima che la pellicola di James Cameron tornasse nelle sale e riuscisse a spodestarlo.

Ora la storia si ripete a parti invertite: Endgame è tornato al cinema con l’edizione ampliata Avengers Endgame: Extra e ha accumulato abbastanza incassi da riportarsi davanti a tutti.

Avengers Endgame: lo amiamo 3000 (milioni)

Secondo i dati riportati da Variety, Avengers: Endgame ha raggiunto un incasso mondiale complessivo che sfiora i 3 miliardi di dollari (2.925)

Il totale permette al film diretto dai fratelli Russo di superare i 2.924 miliardi di dollari accumulati da Avatar, tornando così al primo posto della classifica dei maggiori incassi cinematografici di sempre, considerando i valori non corretti per l’inflazione.

La differenza è minima, appena un milione di dollari, ma sufficiente per permettere al film Marvel di riprendersi lo scettro.

Il risultato arriva grazie alla nuova distribuzione di Avengers Endgame, approdata nei cinema il 25 settembre anche in vista dell’arrivo di Avengers: Doomsday.

Il record potrebbe tornare ad Avatar?

La storia della sfida tra Avengers: Endgame e Avatar potrebbe però non essere ancora conclusa.

La pellicola di James Cameron aveva già superato il film Marvel proprio grazie a una riedizione cinematografica, arrivata in concomitanza con l’attesa per Avatar: La via dell’Acqua nel 2022.

In teoria, quindi, una nuova distribuzione nelle sale potrebbe permettere nuovamente ad Avatar di recuperare terreno. Il problema è che, secondo l’analisi della fonte, al momento non ci sarebbe un evento cinematografico imminente paragonabile al lancio del secondo capitolo che possa garantire lo stesso tipo di spinta commerciale.

All’orizzonte esiste comunque Avatar 4, per il quale è stata indicata una data provvisoria al 21 dicembre 2029. Secondo quanto riportato dalla fonte, inoltre, circa un terzo del materiale sarebbe già stato girato. Si tratta però di informazioni che non equivalgono a una conferma definitiva sul futuro della produzione.

La situazione del franchise è resa ancora più incerta dall’andamento di Avatar: Fuoco e Cenere, terzo film della saga, che avrebbe incassato 1,486 miliardi di dollari. Il risultato ha comunque permesso alla pellicola di ottenere un profitto e di entrare nella classifica dei maggiori incassi di sempre, ma rappresenta un calo significativo rispetto ai risultati ottenuti dai precedenti capitoli.

Per questo motivo, non è ancora possibile sapere se e quando la saga tornerà nelle sale con una riedizione capace di mettere nuovamente in discussione il record.

Avengers: Doomsday riuscirà a superare Endgame?

Un’altra possibile minaccia al primato di Avengers: Endgame potrebbe arrivare proprio da casa Marvel.

Il prossimo grande appuntamento è infatti Avengers: Doomsday, un film che potrebbe beneficiare dell’enorme attenzione riservata al ritorno di diversi personaggi e interpreti nel Marvel Cinematic Universe, in primis Robert Downey Jr. nei panni inediti di Doctor Doom.

Al momento, però, parlare di un nuovo record sarebbe soltanto una previsione.

L’universo Cinematografico Marvel ha attraversato negli ultimi anni anche alcuni risultati meno convincenti rispetto ai fasti del passato, quindi non è possibile stabilire oggi se Avengers: Doomsday riuscirà davvero a replicare l’impatto commerciale di Endgame.

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Ghost of Yōtei Complete Edition è ora disponibile su PS5 con Echoes of Sekigahara e Most Wanted

Il viaggio di Atsu non è ancora finito: Ghost of Yōtei Complete Edition è ora disponibile su PS5, portando con sé una nuova espansione narrativa, una modalità di combattimento pensata per il single player e una serie di contenuti aggiuntivi per il gioco di Sucker Punch.

La Complete Edition amplia infatti l’esperienza di Ghost of Yōtei con Echoes of Sekigahara, nuova espansione narrativa ambientata in un’area inedita di Ezo, e Most Wanted, una modalità di sopravvivenza in combattimento nella quale affrontare nemici e miniboss attraverso sfide dalla difficoltà crescente.

Una nuova storia con Ghost of Yōtei: Echoes of Sekigahara

Il contenuto narrativo principale della Complete Edition è Ghost of Yōtei: Echoes of Sekigahara.

L’espansione conduce i giocatori nelle Ashoro Foothills, una zona di Ezo mai vista prima e ora sotto il controllo dei Vipers, una fazione nemica fedele allo Snake.

La nuova avventura alterna eventi ambientati nel presente e flashback legati alla Battaglia di Sekigahara, permettendo di approfondire il passato di Atsu e il rapporto con Nagato, una figura importante nella sua storia che combatté al suo fianco sulla terraferma.

Durante il viaggio non mancheranno nuove minacce e nuovi contenuti. I giocatori potranno infatti affrontare nuovi tipi di nemici, utilizzare nuove armi pesanti e scoprire nuovi Mythic Tales, abilità, set di armature, elementi cosmetici e altro ancora.

Most Wanted porta una nuova modalità di combattimento

A completare l’offerta della Complete Edition troviamo Most Wanted, una nuova modalità di sopravvivenza in combattimento per giocatore singolo.

Qui sarà possibile scegliere tra quattro personaggi giocabili e affrontare una serie di taglie ispirate agli Yōtei Six, con un livello di difficoltà destinato a crescere progressivamente.

Ogni run mette i giocatori di fronte a ondate di nemici e miniboss. Nel corso della partita sarà possibile scegliere perk e potenziamenti con cui sviluppare il proprio personaggio, preparando così la build in vista dello scontro conclusivo contro il boss della taglia.

Quattro personaggi, quattro stili di combattimento

Il roster di Most Wanted comprende Atsu, Oyuki, Nagato e Jin Sakai.

Atsu combatte utilizzando la doppia katana, mentre Oyuki può contare sulla kusarigama. Nagato utilizza invece lo yari. A completare il gruppo c’è Jin Sakai, protagonista di Ghost of Tsushima, che torna con la sua katana e tutte e quattro le caratteristiche posizioni di combattimento.

Ogni personaggio dispone di armi, abilità, Ultimate e Kill Streak uniche.

A rendere più articolate le diverse run ci pensano inoltre i perk, che permettono di intervenire su diversi aspetti della propria configurazione, dalla padronanza delle armi ai loadout dell’equipaggiamento, passando per evocazioni, parate, sopravvivenza e altri elementi.

L’obiettivo è quindi sperimentare differenti build durante le varie run, adattando il proprio personaggio alle sfide che lo attendono.

Mon, potenziamenti e ricompense trasferibili

Durante Most Wanted sarà inoltre possibile ottenere Mon, utilizzabili tra una run e l’altra per sbloccare nuove tecniche, potenziamenti delle armi, amuleti e personaggi.

Anche le ricompense cosmetiche ottenute nella modalità non rimarranno confinate a Most Wanted: potranno infatti essere trasferite anche al gioco principale e all’espansione Echoes of Sekigahara.

Ghost of Yōtei Complete Edition: prezzo e contenuti

La Ghost of Yōtei Complete Edition è disponibile su PS5 su PlayStation Store al prezzo di 79,99 euro.

L’edizione comprende:

  • il gioco principale Ghost of Yōtei;
  • la modalità cooperativa online Ghost of Yōtei Legends;
  • l’espansione narrativa Echoes of Sekigahara;
  • la modalità Most Wanted;
  • tutti i contenuti in-game precedentemente inclusi nella Digital Deluxe Edition;
  • l’Amuleto di Hokkyokusei (Charm of Hokkyokusei).

Chi possiede già Ghost of Yōtei può invece effettuare l’aggiornamento alla Complete Edition al prezzo di 14,99 euro, ottenendo così accesso a Echoes of Sekigahara e Most Wanted.

Ghost of Yotei Sucker Punch Productions

Le novità gratuite per tutti i possessori di Ghost of Yōtei

La nuova versione del gioco non è però l’unica novità. Tutti i possessori di Ghost of Yōtei possono scaricare gratuitamente un aggiornamento che introduce la modalità Beauty of Yōtei.

Questa modalità permette di esplorare gli ambienti di Ezo attraverso la Photo Mode, offrendo un nuovo modo di vivere e osservare gli scenari del gioco.

L’aggiornamento introduce inoltre nuovi brani della Watanabe Mode, disponibili durante il gioco, e la possibilità di mantenere l’aspetto estetico di un set di armatura utilizzando però le statistiche di un altro.

A completare le novità c’è anche una nuova opzione di accessibilità ad alto contrasto.

La Complete Edition aggiunge inoltre nuovi adesivi per la Modalità Foto, elementi estetici aggiuntivi per la modalità Nuova Partita+ (New Game+) e nuovi Trofei dedicati a Echoes of Sekigahara e Most Wanted.

PlayStation 5: Sony porta l’upscaling AI anche sul modello base della console

La PS 5 standard fa un passo avanti sul fronte della qualità dell’immagine. Sony Interactive Entertainment ha infatti introdotto anche sul modello base della console il nuovo Quick Spectral Super Resolution (QSSR), una tecnologia di upscaling basata sull’intelligenza artificiale che fino a oggi era prerogativa di PlayStation 5 Pro.

I primi due videogiochi a supportare la nuova tecnologia sono Marvel’s Wolverine e Ghost of Yōtei, entrambi interessati da aggiornamenti che introducono nuove opzioni grafiche.

Secondo Sony, QSSR permette di ottenere maggiori dettagli e una migliore stabilità dell’immagine, sfruttando una soluzione progettata specificamente per funzionare sull’hardware della PS5 standard.

Cos’è il QSSR di PlayStation

Il QSSR nasce dall’evoluzione del lavoro svolto da Sony sull’upscaling tramite intelligenza artificiale.

Su PS5 Pro, Sony utilizza da tempo la tecnologia PlayStation Spectral Super Resolution (PSSR), introdotta con la versione più potente della console e successivamente migliorata attraverso diversi aggiornamenti.

L’azienda spiega di aver ricevuto richieste sia dagli sviluppatori sia dalla community riguardo alla possibilità di portare una tecnologia simile anche sulla PS5 standard. Il problema principale era rappresentato dalle risorse hardware inferiori rispetto a PS5 Pro.

Per rendere possibile l’operazione, Sony ha lavorato insieme ad AMD allo sviluppo di QSSR. La soluzione utilizza un’architettura di rete neurale più snella e un’implementazione ottimizzata manualmente per sfruttare al meglio le prestazioni disponibili sulla console.

Il risultato è un sistema di upscaling AI pensato specificamente per la versione base di PS5.

L’upscaling sarà disponibile anche per altri giochi PS5

La novità più interessante riguarda però il futuro della tecnologia.

Sony ha infatti confermato che tutti gli sviluppatori PlayStation potranno integrare QSSR nei propri videogiochi. Marvel’s Wolverine e Ghost of Yōtei rappresentano quindi soltanto l’inizio della diffusione dell’upscaling AI sulla PS5 standard.

Il passaggio è significativo soprattutto perché porta sulla console base una tecnologia che, almeno concettualmente, appartiene allo stesso percorso evolutivo già intrapreso da Sony con PSSR su PS5 Pro.

La differenza, naturalmente, sta nell’ottimizzazione necessaria per l’hardware meno potente della PS5 standard. QSSR nasce proprio con questo obiettivo: utilizzare una rete neurale più efficiente e un’implementazione ottimizzata per ottenere benefici sulla qualità dell’immagine senza richiedere le risorse della versione Pro.

Per i possessori della PS5 standard, dunque, si apre una nuova possibilità per migliorare la resa grafica dei giochi compatibili senza dover necessariamente passare al modello più potente della console.

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Il mio matrimonio felice: online il trailer dello special in tre episodi in arrivo su Netflix

Il mio matrimonio felice si prepara a tornare con una nuova storia tutta da scoprire.

Kadokawa ha infatti pubblicato un nuovo trailer dello special anime in tre episodi, legato alla serie tratta dalla novel scritta da Akumi Agitogi e illustrata da Tsukiho Tsukioka.

La data da segnare sul calendario è domenica 25 ottobre, quando tutti e tre gli episodi dello special debutteranno infatti nello stesso giorno e saranno disponibili su Netflix.

Il filmato promozionale, visibile proprio qui di seguito, permette di dare una prima occhiata allo special e offre anche un’anteprima della sua componente musicale.

La nuova opening, intitolata Shiawase de Namida ga Deru no wa, è interpretata da Riria., mentre la ending, Prelude no Temae ni: ~for me&you~, sarà affidata a Kashitarō Itō.

Trama de Il mio matrimonio felice

La storia è ambientata nel Giappone del XIX secolo, durante l’era della Restaurazione Meiji, e segue la vita di Miyo Saimori, una ragazza priva di qualsiasi talento soprannaturale.

Miyo è costretta a vivere al servizio della sua burbera e violenta matrigna e della sorellastra. Quando raggiunge finalmente l’età da marito, la giovane spera che il matrimonio possa rappresentare l’occasione per lasciarsi alle spalle quella vita grama e iniziare finalmente una nuova esistenza.

Le sue aspettative, però, sembrano crollare quando conosce il suo promesso sposo, Kiyoka Kudou. Militare dall’atteggiamento rigido e apparentemente crudele, Kiyoka ha una reputazione tutt’altro che rassicurante: le sue precedenti fidanzate sono infatti fuggite nel giro di appena tre giorni dal fidanzamento.

Senza una casa in cui poter tornare, Miyo decide di accettare il proprio destino. Con il passare del tempo, tuttavia, la ragazza scopre che l’uomo che sembrava essere un vero e proprio mostro è molto diverso da come appare.

Miyo e Kiyoka iniziano così ad aprire lentamente i propri cuori, scoprendo che il loro legame potrebbe trasformarsi nella strada verso qualcosa che entrambi desiderano: il vero amore e la felicità.

Takehiro Kubota torna alla regia

Dietro la realizzazione dello special ritroviamo diverse figure già coinvolte nella produzione dell’anime. Takehiro Kubota, regista della prima stagione, dell’OVA del 2024 e co-regista della seconda stagione insieme a Masayuki Kojima, torna infatti alla guida del progetto. La produzione sarà nuovamente affidata allo studio Kinema Citrus.

Anche Shōko Yasuda torna nel ruolo di character designer, affiancata da Hikaru Sato e Kuniyuki Itō, con le musiche che saranno ancora una volta composte da Evan Call.

Le prime due stagioni sono già disponibili su Netflix

Chi volesse recuperare la storia prima dell’arrivo dello special non dovrà fare troppa fatica: entrambe le prime due stagioni dell’anime sono disponibili su Netflix, anche con doppiaggio in italiano.

Lo special rappresenta quindi un nuovo appuntamento per gli appassionati che hanno seguito la serie e vogliono tornare nel suo universo narrativo.

Il mio matrimonio felice: dalla novel al manga, all’anime fino al live action

Il mio matrimonio felice nasce dalla novel scritta da Akumi Agitogi e illustrata da Tsukiho Tsukioka. Il manga è stato pubblicato dal 2018 su Gangan Online di Square Enix ed è disponibile in Italia grazie a J-POP Manga, che pubblica anche la light novel.

L’opera ha inoltre ricevuto un adattamento live action, arrivato al debutto nel marzo 2023.

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Robert Downey Jr: ora che sarà Doctor Doom, riemerge il provino come Tony Stark per il primo Iron Man

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Sono passati vent’anni da quando Robert Downey Jr. venne scelto per interpretare Tony Stark in Iron Man, una decisione destinata a diventare una delle più importanti nella storia dei cinecomic, soprattutto alla luce del suo nuovo ruolo come Doctor Dooom.

Oggi, a distanza di due decenni, un vecchio screen test dell’attore è tornato a circolare online, permettendo ai fan di riscoprire il provino che contribuì a convincere Marvel Studios ad affidargli il ruolo.

La cosa curiosa è che, guardando quelle immagini oggi, molti degli elementi che avrebbero caratterizzato il Tony Stark del Marvel Cinematic Universe c’erano già ed erano perfettamente riconoscibili.

Tuttavia, nel 2006  il casting di Downey Jr. non fu accolto da tutti con entusiasmo. L’attore aveva alle spalle una carriera travagliata e alcuni fan si interrogavano sulla sua età e sulla possibilità che fosse davvero la scelta giusta per guidare il progetto cinematografico dedicato a Iron Man. I Marvel, Stusios, evidentemente, avevano un’opinione molto diversa.

tony stark telefono iron man

Robert Downey Jr. era già un perfetto Tony Stark nel provino di Iron Man

La scelta aveva inevitabilmente generato discussioni, ma Kevin Feige aveva difeso con decisione la selezione dell’attore. In un’intervista concessa a The Hollywood Reporter, Feige spiegò che il pubblico avrebbe inevitabilmente avuto una propria idea degli interpreti più adatti ai personaggi, sottolineando però che Marvel aveva valutato diversi candidati prima di individuare quella che riteneva la scelta migliore.

Il boss dei Marvel Studios definì quella di Downey Jr. una delle scelte di casting più sicure mai effettuate dallo studio e concluse con una frase destinata a invecchiare particolarmente bene: “Lui è Tony Stark”.

A giudicare dal materiale riemerso oggi, era difficile dargli torto.

Nel provino, Downey Jr. interpreta Stark mentre conversa con una giornalista, mostrando immediatamente quell’atteggiamento altezzoso, ironico e sfacciato che sarebbe diventato uno dei marchi di fabbrica del personaggio.

L’attore improvvisa inoltre alcune battute durante il provino, riuscendo a strappare risate ai presenti. Non si tratta quindi soltanto di una dimostrazione delle sue capacità recitative, ma anche di una prima versione di quella particolare combinazione di sarcasmo e sicurezza che avrebbe contribuito a rendere Tony Stark uno dei personaggi più riconoscibili del MCU.

Non solo sarcasmo

Il materiale dell’audizione non si limita però al lato più spavaldo di Stark.

Un’altra parte del provino mostra infatti Robert Downey Jr impegnato in una scena con Rhodey, momento decisamente più intenso e drammatico. Proprio in questo passaggio emerge un’altra caratteristica importante della sua interpretazione: la capacità di abbandonare rapidamente l’ironia per affrontare una situazione dal tono molto più serio.

Questa alternanza tra leggerezza e dramma sarebbe diventata fondamentale per il Tony Stark del MCU.

Il personaggio poteva essere arrogante, sarcastico e apparentemente sempre pronto alla battuta, ma dietro quella corazza esisteva una componente decisamente più seria e umana.

Questo aspetto integerrimo e responsabile, raggiungerà il suo apice emotivo in Avengers: Endgame, quando Tony Stark compirà il sacrificio decisivo per sconfiggere Thanos.

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Fast & Furious corre verso la TV: Peacock ordina la prima serie live action della saga

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Dopo 25 anni trascorsi a sfrecciare sul grande schermo, Fast & Furious è pronto a mettere le ruote anche nel mondo del piccolo schermo.

Peacock ha infatti dato ufficialmente il via libera alla prima serie TV live action basata sul celebre franchise action-automobilistico di Universal, con una première attualmente prevista per il 2028.

L’annuncio arriva mentre la saga cinematografica si avvicina alla sua conclusione con Fast Forever, undicesimo e ultimo film della serie principale, ma il mondo di Fast & Furious sembra tutt’altro che intenzionato a fermarsi.

La nuova serie sarà scritta da Mike Daniels e Wolfe Coleman, i quali ricopriranno anche il ruolo di co-showrunner. Tra i produttori esecutivi ci sarà inoltre Vin Diesel, iconico interprete di Dominic Toretto fin dal primo film.

Vin Diesel porta Fast & Furious in TV

Il passaggio alla televisione rappresenta una nuova fase per un franchise nato nel 2001 con The Fast and the Furious.

All’epoca, la storia era costruita attorno alle corse clandestine e al mondo delle automobili, con Vin Diesel nei panni di Dominic Toretto, Paul Walker in quelli di Brian O’Conner, Jordana Brewster come Mia Toretto e Michelle Rodriguez nel ruolo di Letty Ortiz.

Nel corso degli anni, la saga ha ampliato progressivamente le proprie ambizioni, trasformandosi in una delle principali serie action cinematografiche di Hollywood.

Vin Diesel aveva già anticipato il progetto durante la presentazione Upfront di NBCUniversal a New York, tenutasi a maggio.

L’attore ha spiegato che l’idea di espandere il franchise in televisione nasce anche dal desiderio espresso negli anni dai fan di vedere sviluppate ulteriormente le storie e i personaggi della saga. Diesel ha anche sottolineato in particolare l’importanza di preservare l’identità dei personaggi, l’appeal internazionale della saga e quel senso di famiglia diventato uno degli elementi distintivi di Fast & Furious.

Brian OConner Fast and Furious

Non c’è solo una serie TV

La nuova produzione Peacock non è l’unico progetto televisivo legato al franchise attualmente in sviluppo.

Durante l’Upfront, Vin Diesel ha infatti rivelato l’esistenza di altre tre serie in fase di sviluppo.

Una è affidata a Nick Wooton, autore di The Endgame, e Charmaine DeGraté, sceneggiatrice di House of the Dragon.

Gli altri due progetti sono invece sviluppati da Ingrid Escajeda, showrunner di Griselda, e Joe Henderson, showrunner di Lucifer.

A differenza della serie Peacock appena approvata, questi tre progetti risultano ancora in fase di sviluppo e non sono stati annunciati come serie ordinate.

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G.I. Joe: Bradley Cooper sarà Duke nel reboot di Paramount

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Bradley Cooper sarà Duke nel nuovo film di G.I. Joe: Paramount Pictures avrebbe infatti scelto l’attore per interpretare uno dei personaggi più iconici della celebre saga, affidandogli il ruolo del comandante dell’unità militare protagonista del franchise nato dai giocattoli Hasbro.

Il nuovo film sarà diretto da Danny McBride, regista che firmerà anche la sceneggiatura insieme a Jeff Fradley e John Carcieri. Il progetto rappresenterà una reinterpretazione della saga di G.I. Joe, con una storia completamente nuova i cui dettagli non sono ancora stati resi noti.

La notizia arriva inoltre insieme a un’altra importante novità per il futuro cinematografico della saga: il progetto di un film crossover tra G.I. Joe e Transformers, annunciato nel 2023, sarebbe stato definitivamente accantonato.

Un nuovo Duke per una nuova storia

Secondo quanto riportato da Deadline, Bradley Cooper sarebbe stato sempre in cima alla lista dei desideri di Danny McBride per il ruolo di Duke.

L’attore avrebbe accettato la parte dopo aver letto la sceneggiatura, nonostante gli impegni già piuttosto corposi che lo vedono coinvolto anche nel prossimo prequel di Ocean’s, nel quale Cooper sarà impegnato sia come attore sia come regista.

La produzione sarà curata da Lorenzo di Bonaventura, Mark Vahradian e Zev Foreman per Hasbro Entertainment.

Il progetto viene descritto come un reimagining della saga, ma al momento non è stato spiegato in che modo questa nuova versione si collegherà alle precedenti incarnazioni cinematografiche del franchise.

Paramount mantiene quindi ancora parecchio riserbo sulla pellicola, proprio a partire dalla sua trama.

Bradley Cooper attaccato su twitter

Addio al crossover con i Transformers

Come anticipato, il progetto di un film crossover tra G.I. Joe e Transformers, annunciato nel 2023, è stato infatti cancellato.

L’idea era stata introdotta nel finale di Transformers: Il risveglio, quando il protagonista Noah Diaz, interpretato da Anthony Ramos, veniva avvicinato dall’agente Burke, interpretato da Michael Kelly.

Burke si rivelava essere un reclutatore di G.I. Joe, creando così un collegamento diretto tra i due universi cinematografici.

Il progetto avrebbe dovuto portare a un film crossover che, secondo quanto precedentemente riportato, avrebbe coinvolto Chris Hemsworth nei panni di Duke.

G.I. Joe: tra giocattoli, fumetti e cinema

Il franchise di G.I. Joe affonda le proprie radici negli anni Sessanta, quando nacque come una linea di giocattoli dedicata a una rappresentazione più realistica del soldato.

Negli anni Ottanta, il marchio si espanse poi nel mondo dell’animazione e dei fumetti, introducendo personaggi diventati fondamentali per l’identità della saga, tra cui proprio Duke, Snake Eyes e Cobra Commander.

Il franchise è già arrivato più volte sul grande schermo.

Paramount ha prodotto G.I. Joe – La nascita dei Cobra (G.I. Joe: The Rise of Cobra) nel 2009 e il sequel G.I. Joe – La vendetta (G.I. Joe: Retaliation) nel 2013, entrambi incentrati sulla squadra militare e con Channing Tatum nel ruolo di Duke.

Nel 2021 è arrivato invece Snake Eyes, spin-off dedicato all’omonimo personaggio e interpretato da Henry Golding.

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KPop Demon Hunters 2 arriverà al cinema con un’uscita globale su larga scala

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Netflix sembra pronta a lasciare che le HUNTR/X conquistino il grande schermo come si deve. KPop Demon Hunters 2 arriverà nelle sale, e non sarà una breve tappa simbolica prima dell’approdo in streaming. Il co-CEO di Netflix Ted Sarandos ha confermato che per il sequel del fenomeno d’animazione è in programma un lancio cinematografico importante in tutto il mondo.

Durante l’evento Screentime di Bloomberg, Sarandos ha dichiarato: “Quando arriverà il sequel di KPop Demon Hunters, potete aspettarvi un’uscita cinematografica molto ampia.” Il dirigente ha indicato il film, insieme a Narnia: Il nipote del mago di Greta Gerwig, tra i titoli Netflix che riceveranno un’uscita “ampia, globale e di grande portata”.

Una mossa importante per Netflix

È un passo di grande rilievo per Netflix, soprattutto trattandosi di uno dei suoi franchise più forti. I dettagli esatti sulla finestra di programmazione in sala non sono stati rivelati, quindi non sappiamo ancora per quanto tempo il film resterà al cinema prima di approdare sulla piattaforma. Un’idea della serietà con cui Netflix guarda alle sale per i suoi titoli di punta ci arriva però da Narnia: Il nipote del mago, che avrà una programmazione cinematografica di 50 giorni.

KPop Demon Hunters

La scelta ha molto senso per questo sequel. Il primo film è diventato il più grande successo cinematografico nella storia di Netflix ed è esploso ben oltre il servizio di streaming. Le proiezioni in versione karaoke nelle sale hanno dimostrato che il pubblico è disposto ad alzarsi dal divano e a pagare per vivere il film insieme agli altri in sala. Netflix ha inoltre tenuto viva la saga durante l’attesa: le HUNTR/X sono apparse di recente in un cortometraggio per McDonald’s, e le proiezioni karaoke hanno incassato cifre importanti.

L’attesa sarà lunga: il sequel è previsto per il 2029

La brutta notizia è che ci aspetta ancora una lunga attesa. Secondo le ultime informazioni, KPop Demon Hunters 2 punta a un’uscita nel 2029. Una data italiana precisa non è ancora stata annunciata.

Lo spazio per espandere questo mondo non manca, e i membri del cast hanno già le loro idee su dove vorrebbero andare a parare. EJAE, voce cantata di Rumi e vincitrice dell’Oscar, vorrebbe che il prossimo film approfondisse la cultura coreana: “Più elementi della tradizione coreana: storia, musica, cucina tradizionali.”

Audrey Nuna, che dà voce a Mira, vorrebbe vedere le HUNTR/X portare in giro per il mondo il loro show di cacciatrici di demoni: “Voglio vedere le ragazze in città diverse. Voglio vedere cosa portano al resto del mondo.”

Rei Ami, che interpreta Zoey, ha invece idee diverse, tra cui esplorare le origini del gruppo e far tornare un nemico già noto: “Mi piacerebbe vedere la storia di come le ragazze si sono incontrate. Se non è un prequel, allora voglio che torni Gwi-Ma. Riportatelo indietro. Chi sarà l’antagonista? Sono curiosissima di scoprirlo per questo nuovo capitolo.”

Qualunque direzione prenderà il sequel, Netflix sa chiaramente di avere tra le mani qualcosa di molto più grande di una semplice uscita in streaming. KPop Demon Hunters 2 viene presentato come un evento cinematografico globale, un’occasione per i fan di alzare il volume della musica, riempire le sale e vivere le HUNTR/X sul grande schermo. Ora dobbiamo solo sopravvivere all’attesa fino al 2029.

Uncharted: Naughty Dog starebbe sviluppando un nuovo gioco con il ritorno di Nathan Drake

Nathan Drake potrebbe non aver ancora appeso definitivamente la fondina al chiodo. Secondo una nuova indiscrezione, infatti, Naughty Dog sarebbe al lavoro su un nuovo gioco di Uncharted che vedrebbe nuovamente coinvolto l’amatissimo cacciatore di tesori.

La notizia arriva da MP1st, che cita proprie fonti secondo cui lo studio avrebbe iniziato lo sviluppo di un nuovo capitolo della serie. Il progetto, sempre secondo il report, non sarebbe un remake o una remaster di un capitolo esistente, ma un nuovo titolo ambientato nell’universo di Uncharted con Nathan Drake chhe dovrebbe comparire nel gioco, anche se non è ancora chiaro quale ruolo ricoprirebbe.

Nathan Drake tornerà davvero?

Prima di iniziare a lucidare il rampino, però, è necessaria una bella dose di cautela.

Secondo le fonti citate da MP1st, Nathan Drake sarà presente nel nuovo Uncharted, ma il suo ruolo non sarebbe ancora definito pubblicamente. Il personaggio potrebbe essere il protagonista dell’avventura, avere un ruolo secondario oppure comparire soltanto per un cameo.

Non è quindi possibile stabilire, sulla base delle informazioni disponibili, se il nuovo gioco rappresenterà un vero ritorno alle avventure di Nathan oppure se il protagonista sarà qualcun altro.

Un’altra informazione particolarmente importante riguarda la natura del progetto: il nuovo Uncharted dovrebbe essere un vero e proprio sequel dei capitoli precedenti.

Tuttavia, anche questa informazione, al momento, deve essere considerata come un’indiscrezione non confermata ufficialmente da Naughty Dog.

Shaun Escayg alla guida del progetto

Il report sostiene inoltre che il nuovo Uncharted sarebbe diretto da Shaun Escayg, già coinvolto nello sviluppo della serie.

Escayg ha infatti ricoperto il ruolo di creative director di Marvel’s Avengers del 2020 e ha guidato anche lo sviluppo di Uncharted: L’eredità perduta, espansione standalone pubblicata nel 2017.

Il suo possibile coinvolgimento nel progetto non sarebbe però completamente inatteso.

In precedenza, Escayg aveva pubblicato su Instagram una fotografia relativa a un viaggio a Trinidad e Tobago, accompagnandola con un riferimento a un’attività di “ricerca”. Il post aveva alimentato le speculazioni dei fan, che avevano ipotizzato un suo coinvolgimento in un nuovo capitolo di Uncharted.

Se le informazioni riportate da MP1st dovessero essere corrette, quelle supposizioni avrebbero trovato una possibile spiegazione.

Uncharted potrebbe continuare dopo la storia di Nathan

L’ultimo capitolo principale della serie è stato Uncharted 4: Fine di un ladro, pubblicato nel 2016. Il gioco aveva chiuso il percorso narrativo di Nathan Drake mostrando il protagonista deciso a ritirarsi dalla vita da avventuriero e a costruire una famiglia.

Una conclusione che sembrava quindi mettere un punto alla sua carriera da cacciatore di tesori, anche se il nuovo progetto potrebbe però riaprire quella porta.

Tra le ipotesi che stanno circolando c’è anche quella secondo cui il protagonista potrebbe essere Cassie Drake, la figlia di Nathan. Si tratta però soltanto di una speculazione e non di un dettaglio confermato sul progetto.

L’eventuale presenza di Cassie permetterebbe naturalmente di proseguire l’universo narrativo della serie senza necessariamente cancellare il finale di Uncharted 4, lasciando contemporaneamente spazio a un eventuale ritorno di Nathan.

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VisionQuest: online il nuovo trailer della nuova serie Marvel

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Il Marvel Cinematic Universe si prepara a tornare dalle parti di Westview, ma questa volta il protagonista assoluto sarà Visione. Disney+ ha pubblicato il nuovo trailer di VisionQuest, la serie originale Marvel che debutterà in esclusiva sulla piattaforma streaming in Italia il 14 ottobre.

La nuova produzione rappresenta il capitolo conclusivo di una particolare trilogia televisiva Marvel iniziata nel 2021 con WandaVision e proseguita nel 2024 con Agatha All Along. Un percorso che arriva quindi al suo ultimo tassello con una storia nuovamente incentrata su uno dei personaggi più enigmatici dell’universo Marvel.

Paul Bettany torna nei panni di Visione

Al centro di VisionQuest troviamo ancora una volta Visione, interpretato da Paul Bettany. Il personaggio è stato riavviato ed è riuscito a sfuggire a coloro che volevano trasformarlo in un’arma. Da quel momento vive nascosto, cercando di trovare un nuovo significato alla propria esistenza.

Nel tentativo di comprendere meglio se stesso, Visione si rivolge alle diverse personalità di intelligenza artificiale integrate nella sua programmazione. Tra queste figurano alcuni nomi decisamente familiari ai fan Marvel, come F.R.I.D.A.Y., E.D.I.T.H. e J.A.R.V.I.S., oltre al ben più inquietante Ultron.

La situazione cambia radicalmente quando sulla testa di Visione viene messa una taglia. Costretto a fuggire, il protagonista si ritrova coinvolto in una nuova avventura insieme a Thomas Shepard, un misterioso ragazzo che potrebbe essere suo figlio reincarnato.

In fuga per ritrovarsi e sopravvivere

La fuga diventa così il punto di partenza di una storia che porterà Visione a confrontarsi con alcuni aspetti fondamentali della propria identità.

Mentre cerca di evitare la cattura, il protagonista dovrà infatti affrontare la propria natura e, allo stesso tempo, cercare di resistere all’influenza di Ultron. A rendere ancora più complicata la situazione ci sarà proprio il mistero legato a Thomas, la cui vera natura potrebbe nascondere la chiave per comprendere ciò che sta accadendo.

Visione dovrà quindi fare luce sull’enigma che circonda il giovane compagno di viaggio, mentre cerca semplicemente di sopravvivere.

Visione alla Festa del Cinema di Roma

Prima del debutto su Disney+, VisionQuest sarà presentata anche alla ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma.

Saranno presenti Paul Bettany, Ruaridh Mollica e Terry Matalas, creatore della serie. L’appuntamento permetterà di vedere in anteprima i primi due episodi della produzione Marvel, oltre ai primi 10 minuti del terzo episodio.

Un’anteprima che offrirà quindi un primo assaggio della nuova storia dedicata a Visione prima dell’arrivo ufficiale della serie sulla piattaforma streaming.

Cast e autori di VisionQuest

Oltre a Paul Bettany e Ruaridh Mollica, il cast di VisionQuest comprende James Spader, Todd Stashwick, T’Nia Miller, Lauren Morais, Orla Brady, Diane Morgan, Polly Frame, Henry Lewis e Jonathan Sayer, con Emily Hampshire e James D’Arcy.

La serie è diretta da Christopher J. Byrne, Gandja Monteiro, Vincenzo Natali e Terry Matalas. Quest’ultimo, oltre che creatore della serie, è anche sceneggiatore insieme a Cindy Appel, Christopher Monfette, Nicole Falsetti e Matthew Okumura.

La produzione vede come executive producer Kevin Feige, Louis D’Esposito, Brad Winderbaum, Paul Bettany, Mary Livanos, Terry Matalas, Jac Schaeffer e Christopher J. Byrne, mentre Roopesh Parekh ricopre il ruolo di produttore.

Guillermo del Toro giura che non adatterà mai più un videogioco dopo l’esperienza “disastrosa” con BioShock

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Guillermo del Toro e i videogiochi sembrano proprio non riuscire a trovare un punto d’incontro. Nel corso degli anni il regista ha incrociato più volte il mondo del gaming, vedendo però ogni volta i progetti naufragare prima di raggiungere i giocatori o il pubblico cinematografico. Dopo un’esperienza particolarmente spiacevole nel tentativo di realizzare un film su BioShock, ha praticamente chiuso la porta all’idea di adattare un videogioco per il grande schermo.

Del Toro aveva esplorato la possibilità di un film tratto da BioShock, la celebre serie nota per il suo inquietante mondo sottomarino, l’atmosfera angosciante e una narrazione dal taglio profondamente cinematografico. Qualunque cosa sia accaduta durante quell’esperienza, è stata abbastanza grave da spegnere del tutto il suo interesse.

“No, assolutamente no”: la posizione netta di del Toro

Quando IGN gli ha chiesto se adatterebbe mai un videogioco in un film, del Toro ha risposto “mai”, chiarendo ulteriormente la sua posizione con un secco: “No, assolutamente no.” Il suo problema non è con i film tratti dai videogiochi in generale: ha provato a realizzarne uno lui stesso, ed era proprio BioShock. Raccontando l’esperienza, il regista ha spiegato di aver partecipato a un paio di telefonate di lavoro, senza rivelare chi fosse coinvolto, che sono state “probabilmente una delle telefonate più disastrose che abbia mai avuto”.

L’episodio ha rafforzato qualcosa che del Toro sapeva già lavorando in entrambi i media: film e videogiochi condividono un linguaggio visivo, ma raccontare una storia attraverso di essi richiede strumenti molto diversi. “Trovo che le dinamiche di un videogioco siano molto diverse da quelle di un film. Possono assomigliarsi dal punto di vista cinematografico, per i movimenti della macchina da presa e così via, ma il modo di raccontare è molto diverso, perché non si risolvono enigmi. Non si assembla. Quando abbiamo costruito la struttura di InSane, abbiamo creato quello che chiamo un mandala. Bisogna dare l’illusione di un sandbox infinito e condurre il pubblico a destra o a sinistra attraverso le ‘proprie decisioni’, ma in un certo senso bisogna metterlo alle strette.”

Bioshock

InSane e Silent Hills: i progetti naufragati nel mondo del gaming

Nel 2010 il regista aveva annunciato InSane, un ambizioso survival horror pensato come primo capitolo di una trilogia. Il concetto era far sentire i giocatori come se stessero esplorando un enorme sandbox, mentre il gioco li riportava gradualmente verso la storia centrale. Il progetto non è mai arrivato a destinazione: è stato cancellato nel 2012 e l’editore THQ è fallito pochi mesi dopo. I diritti sono poi tornati a del Toro, che potrebbe quindi riutilizzare un giorno mostri, idee o elementi narrativi per un altro progetto. Se ne facesse un film, tecnicamente non realizzerebbe comunque un adattamento videoludico, dato che InSane non è mai diventato un gioco uscito sul mercato.

La sua sfortuna con il gaming non finisce qui. Del Toro ha collaborato anche con Hideo Kojima e Norman Reedus a Silent Hills, che ha dato vita al leggendario teaser giocabile P.T. prima che Konami cancellasse il gioco. Quanto a tornare personalmente allo sviluppo di videogiochi dopo InSane, la sua risposta è altrettanto definitiva: “mai più”.

BioShock, un adattamento che non riesce a decollare

BioShock si è rivelato particolarmente difficile da trasformare in un film. Gore Verbinski era stato in precedenza legato al progetto come regista, ma l’adattamento è crollato quando non è riuscito a ottenere il budget che riteneva necessario mantenendo il film vietato ai minori. Netflix ha poi raccolto la sfida, con Francis Lawrence alla regia del proprio film su BioShock. Quell’adattamento è in sviluppo da anni, ha già subito una riduzione del budget e la produzione non è ancora iniziata.

Del Toro non ha comunque problemi a trovare spazio per i suoi mostri: ha realizzato moltissimi progetti affascinanti sia nel cinema dal vivo sia nell’animazione, e ha anche parlato della possibilità di concentrarsi un giorno esclusivamente sull’animazione, un mezzo che gli concede grande libertà nel creare mondi strani senza dover fare i conti con le esigenze narrative molto diverse dei videogiochi. Chi sperava di vedere Guillermo del Toro alle prese con una grande proprietà videoludica sul grande schermo farebbe meglio a non trattenere il respiro.

The One About Matthew Perry: online il trailer del toccante documentario Netflix sulla star di Friends

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Netflix ha pubblicato il trailer di The One About Matthew Perry, documentario dedicato alla vita e alla carriera dell’attore scomparso nel 2023 all’età di 54 anni.

Il titolo richiama naturalmente ciò che ha reso Perry una delle figure più amate della televisione internazionale: Friends. Questa volta, però, dietro a quel riferimento apparentemente familiare, c’è il racconto di una vita molto più complessa, un’esistenza fatta di grandi successi professionali e di una lunga battaglia personale contro la dipendenza.

La docuserie sarà composta da tre episodi e arriverà su Netflix il 27 ottobre 2026, proprio in occasione del terzo anniversario della morte dell’attore.

La vita di Matthew attraverso testimonianze inedite

Al centro del documentario ci saranno le testimonianze della sorella di Matthew, Mia Perry Bowick, di alcuni dei suoi amici più stretti e di diverse persone che hanno condiviso con lui momenti importanti della sua vita.

La produzione potrà inoltre contare su fotografie e video inediti provenienti dall’archivio privato della famiglia Perry, materiale che permetterà di ricostruire alcuni aspetti della vita dell’attore lontani dai riflettori.

Il documentario ripercorrerà la sua carriera come attore e comico, ma affronterà anche un capitolo particolarmente delicato della sua vita: la sua lunga lotta contro l’alcolismo e l’uso di droghe e i diversi tentativi di vincere queste dipendenze.

Non sarà quindi soltanto un viaggio attraverso i successi professionali di Perry, ma anche un racconto delle difficoltà personali che hanno accompagnato parte della sua vita.

Dagli amici di sempre al successo di Friends

Oltre alla sorella, The One About Matthew Perry raccoglierà i ricordi di persone che lo hanno conosciuto direttamente.

Tra le testimonianze annunciate ci saranno quelle degli amici David Pressman e Roger Castillo, oltre a quelle di alcune delle sue ex fidanzate.

La docuserie includerà inoltre nuovi racconti da parte di alcune delle persone che hanno lavorato con Perry durante le diverse fasi della sua carriera televisiva e cinematografica.

Particolare attenzione sarà dedicata anche all’esperienza che portò l’attore a ottenere il ruolo destinato a diventare quello più famoso della sua carriera: Chandler Bing in Friends.

La nascita di Chandler Bing

Uno degli elementi più interessanti del documentario sarà infatti il racconto del provino di Matthew Perry per Friends e della nascita del personaggio di Chandler Bing.

A raccontare questa fase della carriera dell’attore saranno, tra gli altri, Warren Littlefield, ex presidente di NBC, e Jeff Strauss, sceneggiatore della prima stagione della sitcom.

Le loro testimonianze offriranno quindi un punto di vista diretto sulla fase iniziale della serie e sulla costruzione di uno dei personaggi che hanno contribuito maggiormente al successo di Friends.

Il documentario non si limiterà però alla sua ascesa professionale. Una parte importante sarà dedicata anche al percorso personale di Perry, con nuove testimonianze sulla sua dipendenza e sul successivo percorso di recupero, raccontate proprio dalle persone che gli sono state più vicine.

Preparatevi a forti emozioni

The One About Matthew Perry è diretto da Mary Robertson, che figura anche tra i produttori esecutivi insieme a Lisa Kalikow, Eli Holzman e Aaron Saidman.

Per chi è cresciuto con Friends, sarà inevitabilmente un viaggio dal forte impatto emotivo: questa volta, però, tutto sarà dedicato all’uomo che ha dato vita a uno dei personaggi più riconoscibili delle sitcom.

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