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Perché Spider-Noir è stata cancellata? Ecco il motivo che ha spinto Prime Video a fermare la serie TV con Nicolas Cage

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Sembrava avere tutte le carte in regola per diventare una delle serie Marvel più particolari degli ultimi anni. Invece, Spider-Noir è stata cancellata da Prime Video dopo una sola stagione, nonostante l’ottima accoglienza da parte di critica e pubblico e ben 11 nomination agli Emmy.

La serie con Nicolas Cage nei panni di Ben Reilly, ambientata nella New York degli anni ’30, è quindi arrivata inaspettatamente al capolinea. Ma perché Amazon ha deciso di non proseguire con una produzione che, almeno sulla carta, sembrava aver conquistato gli spettatori?

La risposta è meno spettacolare di un combattimento contro un supercriminale, ma decisamente più importante per capire come funzionano oggi le piattaforme streaming.

Spider-Noir cancellata nonostante le ottime recensioni

Partiamo da un dato incontrovertibile: Spider-Noir è stata apprezzata moltissimo da chi l’ha vista.

Su Rotten Tomatoes, la serie ha ottenuto il 92% di approvazione da parte della critica e il 90% dal pubblico. Numeri tutt’altro che trascurabili, soprattutto considerando che l’adattamento si è preso parecchie libertà rispetto ai fumetti Marvel e che non tutti i fan hanno gradito queste scelte.

Insomma, dal punto di vista della qualità percepita, Spider-Noir sembrava avere ancora parecchio ancora da dire.

Nicolas Cage Spider Noir

La serie non è riuscita a mantenere il pubblico

Il vero problema sembra essere stato un altro: la capacità della serie di mantenere l’interesse degli spettatori nel tempo.

Spider-Noir aveva debuttato al secondo posto nella classifica Nielsen delle serie originali più viste negli Stati Uniti durante la prima settimana, arrivando secondo quanto riportato a generare 2,6 miliardi di minuti di visione nelle prime sei settimane.

Numeri che, presi da soli, non sembrano affatto male.

Il problema è che la serie non avrebbe avuto quella che viene definita “staying power”, ovvero la capacità di rimanere a lungo tra i titoli più seguiti.

A differenza di altre produzioni, Spider-Noir sarebbe infatti rapidamente uscita dalla Top 10 di Prime Video.

Spider Noir

Uno show che costa troppo rispetto al rendimento

Ed è qui che entra in gioco il fattore probabilmente decisivo: il rapporto tra costi di produzione e pubblico raggiunto.

Secondo le informazioni riportate da Deadline, gli ascolti di Spider-Noir sono stati considerati rispettabili, ma non abbastanza elevati da giustificare i costi necessari per produrre una seconda stagione. In altre parole: la serie funzionava, ma non abbastanza da rendere conveniente continuare a finanziarla.

È una dinamica sempre più comune nel mondo dello streaming. Non basta più avere recensioni positive o una fanbase appassionata: una produzione deve dimostrare di riuscire a mantenere un pubblico sufficientemente ampio in rapporto a quanto costa realizzarla.

Spider-Noir, evidentemente, non è riuscita a superare questo gigantesco ostacolo chiamato “costo contro performance”.

Secondo alcune informazioni, inoltre, la visione sarebbe diminuita sensibilmente dopo i primi due episodi. L’approccio decisamente eccentrico alla mitologia di Spider-Man, quindi, potrebbe non aver conquistato un pubblico abbastanza vasto.

Per Spider-Noir, dunque, cala il sipario dopo una sola stagione. Una fine forse sorprendente considerando le recensioni e il buon debutto, ma che dimostra ancora una volta come, nell’era dello streaming, essere apprezzati non sia necessariamente sufficiente per ottenere il rinnovo.

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Resident Evil: Il regista Zach Cregger capisce perché i fan sono frustrati per l’assenza di Leon

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Se aspettavate da anni di vedere Leon Kennedy finalmente sullo schermo in modo degno, Zach Cregger capisce perché il suo prossimo Resident Evil potrebbe deludervi un po’. Il regista di Barbarian e Weapons sta portando il franchise in una direzione diversa, raccontando una storia originale di survival horror invece di adattare direttamente uno dei giochi Capcom. E ammette di aver sottovalutato quanto i fan volessero vedere personaggi come Leon, Ada Wong e Jill Valentine nel nuovo film.

In un’intervista rilasciata a IGN, Cregger ha dichiarato: “Pensavo che i fan di questi giochi, come me, sarebbero stati entusiasti che qualcuno finalmente trasformasse Resident Evil in un film horror di sopravvivenza. Non avevo davvero compreso il sentimento ‘Aspettiamo da sempre la storia di Leon.’ Lo capisco, e mi dispiace che non sia la storia che porto. Lo capisco, comprendo la frustrazione.”

Bryan al posto di Leon: una scelta voluta per rispettare i giochi

Invece di Leon Kennedy, il film introduce Bryan, un corriere medico interpretato da Austin Abrams. La storia si svolge parallelamente agli eventi di Resident Evil 2 e segue Bryan mentre si reca al Raccoon City General Hospital per consegnare un pacco. Presentarsi al lavoro a Raccoon City durante un’apocalisse zombie si rivelerà naturalmente una giornata lavorativa particolarmente difficile.

La decisione di evitare Leon e gli altri personaggi consolidati nasce dal voler preservare quello che già funziona nei giochi, piuttosto che creare versioni cinematografiche che potrebbero sembrare copie inferiori: “Esistono così perfettamente nei giochi che chiunque mettessi nel ruolo e qualsiasi differenza apportassi sarebbe probabilmente a detrimento di quello che stavo cercando di fare.”

Cregger ha anche sottolineato che i giochi stessi hanno sempre introdotto nuovi protagonisti, cambiando prospettiva di capitolo in capitolo: “Non credo che raccontare una storia che non riguarda Leon sia una violazione del mondo di Resident Evil, perché i giochi lo fanno continuamente. Leon non è in 7 o 8… Sto solo raccontando un’altra storia che sembra ambientata nel mondo del gioco.”

L’unica speranza: che i fan si sentano compresi guardando il film

Cregger ha anche condiviso le sue perplessità sui film precedenti del franchise con Milla Jovovich, affermando di avere problemi simili a quelli dei fan: “Non sembrano il Resident Evil che amo.” Il suo obiettivo dichiarato è catturare l’esperienza del survival horror piuttosto che ricreare un gioco scena per scena.

“La mia unica speranza è che vedano il film indipendentemente dallo scetticismo o dalla delusione per il fatto che non racconto alcune delle storie che i giochi raccontano così bene, e che si sentiranno capiti quando lo guarderanno, e riconosceranno tutto l’amore per i giochi che c’è in questo film, perché c’è. Non sto semplicemente raccontando una storia e appiccicandoci sopra Resident Evil per ottenere un budget. Sto raccontando una storia di Resident Evil.”

Il production designer Tom Hammock ha descritto Cregger come “ossessionato” dal franchise, quindi non si tratta di un regista che prende in prestito casualmente il nome di Resident Evil. Se riuscirà a restituire l’horror claustrofobico, le creature grottesche, le risorse limitate e la sensazione costante che qualcosa di terribile stia aspettando dietro l’angolo, il film potrebbe avere buone possibilità di convincere anche i fan più scettici. Resident Evil arriverà nelle sale italiane il 17 settembre 2026.

Netflix sviluppa Dungeons & Dragons: Ravenloft con Alfonso Cuarón, mentre il progetto Forgotten Realms viene cancellato

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Netflix si appresta a esplorare uno degli angoli più oscuri dell’universo di Dungeons & Dragons con una nuova serie live-action ambientata a Ravenloft, la celebre ambientazione gotic-horror popolata di vampiri, magia oscura, romanticismo tragico e minacce soprannaturali di ogni tipo. Il progetto è firmato dallo sceneggiatore John August e dal produttore esecutivo Alfonso Cuarón, con Netflix che sembra stia puntando con decisione sull’anima horror di D&D.

La notizia arriva però in coppia con una cattiva: Netflix ha cancellato la serie live-action su Forgotten Realms di Shawn Levy, che avrebbe attinto all’enorme ambientazione fantasy accumulatasi nel corso di migliaia di anni di storia fittizia attraverso centinaia di manuali da tavolo.

Strahd von Zarovich: dalle origini di antieroe tragico al più famigerato villain di D&D

Al centro della storia di Ravenloft ci sarà Strahd von Zarovich, il famigerato vampiro Signore dell’Oscurità la cui caduta da figura tragica a mostro lo ha reso uno dei villain più riconoscibili dell’intero franchise. La descrizione ufficiale della serie parla di una produzione “prestige fantasy” in cui “l’avventura si scontra con l’horror gotico e il romanticismo tragico”, con i Dominii del Terrore che ridefiniscono l’avventura attraverso storie incentrate sui personaggi, sulla magia oscura e sull’intrigo soprannaturale.

Il cuore della serie seguirà la creazione del vampiro Darklord Strahd von Zarovich, “la cui storia di potere, amore, ossessione e trasformazione non-morta traccerà le sue origini da antieroe tragico a uno dei villain più famigerati di Dungeons & Dragons”.

La serie è sviluppata in collaborazione con Wizards of the Coast, il publisher di D&D di proprietà di Hasbro. August e Cuarón produrranno esecutivamente insieme a Gabriel Marano per Hasbro, Richard Schwartz e Gaby Rodriguez per Esperanto Filmoj.

Ravenloft: una storia che dura dal 1983

Ravenloft è parte dell’universo di Dungeons & Dragons dal 1983, quando Tracy Hickman e Laura Hickman introdussero l’ambientazione. Nel corso dei decenni è diventata uno dei mondi più giocati di D&D, espandendosi ben oltre le sue origini da tavolo attraverso romanzi, moduli da gioco, videogiochi, libri di regole e altro materiale. Wizards of the Coast è recentemente tornata all’ambientazione con Ravenloft: The Horrors Within, una reimaginazione espansa e aggiornata della storia originale, rendendo il momento particolarmente propizio per portare Strahd e i Dominii del Terrore in forma live-action.

Se Netflix riuscirà a centrare l’atmosfera, l’horror, i personaggi e soprattutto Strahd, Ravenloft potrebbe rivelarsi una scelta più interessante e identitaria rispetto ai Forgotten Realms per una serie televisiva: un D&D gotico, oscuro e character-driven, distante dagli stilemi del fantasy d’avventura classico. Nessuna data di uscita è ancora stata annunciata.

Pokémon: Wild Card, il trailer anticipa un’avventura a colpi di carte in arrivo nel 2027

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Sono passati sei anni dall’ultimo film animato di Pokémon, ma la siccità sta per finire. Il franchise tornerà al grande schermo nel 2027 con Pokémon: Wild Card, e questa volta le tradizionali battaglie tra Pokémon lasceranno spazio a qualcosa di decisamente diverso: il Pokémon Trading Card Game.

Il primo teaser del film è stato presentato in anteprima durante i Pokémon World Championship, offrendo una breve introduzione al duo protagonista: un Mimikyu, il Pokémon di tipo Spettro dall’aspetto inquietante-carino che si nasconde sotto un costume logoro di Pikachu, insieme a un giovane giocatore di carte che indossa una felpa ispirata proprio a Mimikyu. I due sono partner con l’ambizione di diventare i migliori, ma la loro strada verso la vetta passa attraverso le competizioni di gioco di carte piuttosto che attraverso le battaglie tradizionali.

Un film con una propria identità, lontano dalla formula classica

Questa impostazione conferisce a Pokémon: Wild Card un’identità molto diversa rispetto ai precedenti film animati del franchise, che tradizionalmente seguivano Ash, Pikachu e i loro compagni in varie avventure. Mettere il Pokémon Trading Card Game al centro della narrativa è una scelta inedita per il cinema Pokémon, e potrebbe rivelarsi il punto di forza del progetto.

Il film vanta anche un team creativo di tutto rispetto. La regia è affidata a Katsuhiko Kitada, che ha lavorato a The First Slam Dunk, mentre il character design è curato da Akemi Hayashi, già nota per Banana Fish. La produzione è affidata a CloverWorks, studio di animazione conosciuto per Spy x Family e attualmente impegnato anche sulla nuova serie di Neon Genesis Evangelion.

Il 2027 si preannuncia come un anno enorme per i fan di Pokémon

Il 2027 si preannuncia come un anno di fuoco per il franchise. Oltre a Wild Card, il mondo Pokémon vedrà il lancio di Pokémon Winds and Waves, i primi giochi della Decima Generazione della serie principale, mentre su Disney+ arriverà Pokémon Tales: The Misadventures of Sirfetch’d and Pichu, una serie in claymation prodotta da Aardman. Nessuna data di uscita precisa è ancora stata annunciata per Pokémon: Wild Card, né per il mercato italiano né per quello internazionale.

Andy Weir, autore di Project Hail Mary, potrebbe affrontare l’intelligenza artificiale nel suo prossimo romanzo

Dopo il successo di Project Hail Mary — il romanzo da cui è stato tratto il film con Ryan Gosling, uno dei maggiori successi cinematografici degli ultimi anni — Andy Weir è al lavoro sul suo prossimo libro di fantascienza. E stando alle indiscrezioni, questa volta potrebbe immergersi in una delle tecnologie più discusse e controverse del momento: l’intelligenza artificiale.

Weir aveva anticipato il progetto in un’intervista rilasciata alla National Academy of Engineering nel 2024: “L’IA ha un ruolo significativo. Ma lo sto facendo a modo mio, non sto scrivendo una storia di robot che si innamorano o qualcosa del genere.” Suona esattamente come ci si aspetterebbe da lui: niente cliché, molta sostanza tecnica.

Un autore con un vantaggio raro: la conoscenza reale del funzionamento dei computer

Quello dell’intelligenza artificiale è un territorio che si adatta particolarmente bene al background di Weir. Prima di diventare scrittore a tempo pieno, l’autore aveva lavorato come programmatore informatico, incluso un periodo alla Blizzard dove aveva contribuito allo sviluppo di Warcraft II: Tides of Darkness. Quella base tecnica lo distingue dalla maggior parte degli scrittori di fantascienza che si avvicinano all’IA come concetto narrativo puro, senza una comprensione pratica del machine learning.

“Scrivere una storia che coinvolge l’IA rientra un po’ nelle mie corde perché so come funzionano i computer. E so più di machine learning rispetto alla maggior parte degli scrittori di narrativa, credo. Quindi sì, mi sto divertendo con questo,” ha dichiarato Weir in una successiva intervista rilasciata a ScreenRant, in cui ha anche confermato che il nuovo libro non sarà un sequel di nessuna delle sue opere precedenti: “Non ne parlo pubblicamente, ma è fantascienza, ovviamente, e una storia nuova e autonoma. Non è un sequel di niente.”

Cosa potrebbe dire Weir sull’IA: ottimismo tecnologico in controtendenza

La domanda più interessante non è cosa farà Weir tecnicamente con l’argomento, ma cosa vorrà dire. L’autore ha già espresso in passato una certa insofferenza verso la tendenza distopica della fantascienza contemporanea: ha criticato Black Mirror definendo la serie una manifestazione di “tecno-fobia” e sostenendo che descriva la tecnologia come qualcosa di inevitabilmente rovinoso.

L’intelligenza artificiale è già un argomento polarizzante, soprattutto nel mondo dell’intrattenimento, dove le preoccupazioni legate all’uso delle opere degli artisti per addestrare modelli, alla sostituzione dei lavoratori creativi e alla proliferazione di contenuti sintetici hanno generato battaglie legali e industriali. Un approccio ottimista al tema potrebbe urtare parte del pubblico se le preoccupazioni reali venissero trattate superficialmente. Ma Weir potrebbe anche sorprendere tutti con una visione più sfumata di quanto i suoi commenti precedenti lascino intendere.

Finora Weir ha pubblicato tre romanzi: The Martian nel 2011, adattato da Ridley Scott nel film con Matt Damon del 2015; Artemis nel 2017; e Project Hail Mary nel 2021. L’autore ha dichiarato di non avere ancora un’idea “abbastanza forte” per giustificare un sequel di quest’ultimo. Nessun dettaglio aggiuntivo sul nuovo romanzo è stato ancora comunicato, inclusa la data di pubblicazione.

Harry Potter torna a Hogwarts nel nuovo trailer della serie HBO Max

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È arrivato il momento di tornare a Hogwarts. Il nuovo trailer della serie Harry Potter su Max è arrivato, offrendo un altro sguardo all’adattamento in arrivo e a un mondo magico che appare immediatamente familiare pur cercando chiaramente di costruire una propria identità. La serie debutterà su Max il 25 dicembre 2026 con il primo capitolo, Harry Potter e la Pietra Filosofale, composto da otto episodi.

Basata sui celebri romanzi di J.K. Rowling, la serie partirà dall’inizio: un ragazzo orfano, maltrattato dai suoi parenti, scopre di essere un mago. Riceve una lettera per frequentare la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, dove troverà amicizia, magia e avventura, scoprendo finalmente la casa e l’amore che erano sempre stati destinati a lui.

Cosa può offrire la serie che i film non hanno potuto dare

Uno degli aspetti più interessanti di questo ritorno a Hogwarts in forma di serie televisiva è la promessa di restituire al pubblico personaggi e momenti del libro che non erano mai riusciti ad arrivare sul grande schermo. Con otto episodi a disposizione, i realizzatori avranno molto più spazio per sviluppare i personaggi, soffermarsi sull’atmosfera di Hogwarts e approfondire le parti del libro che in passato erano state tagliate o ridotte al minimo indispensabile.

I film di Chris Columbus e dei suoi successori avevano creato una versione talmente riconoscibile di questo mondo che qualsiasi nuovo adattamento si trova davanti a un compito difficile. La scelta di espandere la storia piuttosto che limitarsi a ripeterne i momenti più iconici potrebbe però dare a questa serie una ragione d’esistere accanto ai film, non in competizione con essi.

Il cast: tre giovani protagonisti e un ensemble di peso

Dominic McLaughlin interpreta Harry Potter, Arabella Stanton è Hermione Granger e Alastair Stout veste i panni di Ron Weasley. L’ensemble adulto include John Lithgow come Albus Silente, Janet McTeer come Minerva McGranitt, Paapa Essiedu come Severus Piton, Nick Frost come Rubeus Hagrid e Rory Wilmot tra gli altri. La serie è sviluppata con Francesca Gardiner come showrunner e J.K. Rowling tra i produttori esecutivi.

Il trailer mostra un mondo magico con abbastanza immagini familiari da far sentire a casa i fan di lunga data, ma con un’estetica visivamente distinta dal film del 2001… almeno da non sembrare una semplice rielaborazione in costume. La serie sarà disponibile in esclusiva su Max dal 25 dicembre 2026.

Nvidia lancia DLSS 5 con il Neural Rendering 3D-Guidato il 3 settembre 2026: prima su NBA 2K27

La prossima iterazione del modello di super-sampling di Nvidia, DLSS 5, arriverà il 3 settembre 2026 introducendo una nuova funzionalità chiamata 3D-Guided Neural Rendering, un modello di intelligenza artificiale generativa pensato per rendere le scene dei videogiochi più fotorealistiche. Il debutto avverrà in NBA 2K27 a partire dalle 9:00 di notte ora del Pacifico del 3 settembre, per tutte le GPU e i laptop della serie GeForce RTX 50 e su GeForce NOW.

Come funziona il 3D-Guided Neural Rendering

Il 3D-Guided Neural Rendering lavora utilizzando il frame renderizzato dal motore di gioco come base di partenza, infondendovi illuminazione e materiali fotorealistici. Il sistema è progettato per lasciare inalterata la struttura originale del gioco, garantendo che siano gli artisti a mantenere il controllo sugli elementi che vengono modificati. In pratica, la tecnologia è in grado di simulare effetti di illuminazione che i motori di rendering tradizionali faticano a riprodurre, come il modo in cui i capelli risplendono se illuminati controluce o come la luce si diffonde naturalmente attraverso materiali a più strati come la pelle umana.

Nvidia ha chiarito che DLSS 5 e il 3D-Guided Neural Rendering sono strumenti a disposizione degli sviluppatori, che potranno scegliere quali aspetti specifici delle scene modificare e regolare la quantità di filtraggio AI per ciascuno, preservando la visione artistica originale. Per i titoli che supportano pienamente la funzionalità, come NBA 2K27, i giocatori potranno anche decidere se attivare il Neural Rendering o disabilitarlo, continuando comunque a beneficiare dei miglioramenti prestazionali dell’upscaler.

Il dibattito: risultati convincenti sugli ambienti, meno sui personaggi

Nonostante le promesse sulla carta, la risposta della community è stata tiepida ancora prima del lancio ufficiale. DLSS 5 era già stato diffuso online attraverso leak, con diversi utenti che lo avevano testato su titoli non ancora supportati ufficialmente. Media specializzati come Linus Tech Tips avevano inoltre avuto accesso anticipato alle funzionalità, testandole su giochi come Cyberpunk 2077 e Final Fantasy VII Rebirth.

Il consenso generale è abbastanza chiaro: il 3D-Guided Neural Rendering funziona bene sulle scene ambientali, migliorando definizione e realismo in modo convincente. Sui personaggi, però, i risultati sono più discontinui. Se un gioco punta al fotorealismo, come Cyberpunk 2077, DLSS 5 contribuisce a migliorare la definizione dei volti in modo credibile. Se invece il titolo ha uno stile più stilizzato, come Final Fantasy VII Rebirth, la definizione aggiuntiva e il fotorealismo imposto dall’AI portano i volti dei personaggi pericolosamente vicino all’uncanny valley, quell’effetto di disagio che si prova quando un volto è quasi realistico ma non abbastanza.

DLSS 5 sarà disponibile dal 3 settembre 2026 in NBA 2K27 per tutte le GPU e i laptop GeForce RTX 50 Series e su GeForce NOW, con ulteriori titoli supportati attesi nelle settimane e nei mesi successivi.

Come trovare ed eliminare i file di grandi dimensioni sul vostro Mac per liberare spazio

La saturazione dello spazio di archiviazione su MacBook costituisce una delle cause più comuni di calo delle prestazioni. Oltre al problema di non poter più salvare nuovi file, infatti, l’accumulo di dati sulla memoria SSD causa un drastico calo della capacità di calcolo del Mac. Questo accade perché quando la RAM è satura, il sistema utilizza l’SSD come memoria virtuale per spostare temporaneamente i dati; se l’SSD è piena manca quindi lo spazio per questo processo.

Un SSD intasato, dunque, causa rallentamenti vistosi, blocchi improvvisi delle app e l’impossibilità di installare gli aggiornamenti di sicurezza di MacOS, riducendo le prestazioni generali del tuo computer.

I file invisibili che intasano il PC

La soluzione è, ovviamente, liberare spazio sull’SSD, ovvero eliminare una certa quantità di file. Tra i principali colpevoli della saturazione dello spazio di archiviazione troviamo diverse tipologie di file: la cartella Download, ad esempio, è spesso piena di installer .dmg mai eliminati, file ZIP estratti e documenti duplicati.

Seguono le cache di sistema e dei browser, i file temporanei delle app e gli allegati scaricati automaticamente dalle piattaforme di messaggistica. Da non sottovalutare i vecchi backup locali di iPhone o iPad memorizzati a nostra insaputa.

Tuttavia, i veri “mangia-memoria” sono i file di grandi dimensioni, come video in altissima risoluzione, progetti grafici complessi o vecchi archivi che dimentichiamo in cartelle sperdute.

Liberare spazio subito: la gestione dei file pesanti

I file di grandi dimensioni costituiscono perciò la prima causa di saturazione, ma la buona notizia è che bastano pochi clic per individuarli. È sufficiente infatti cliccare sul menu Apple in alto a sinistra, entrare in Impostazioni di Sistema > Generali > Spazio e selezionare l’icona accanto a Documenti: qui la scheda “File grandi” mostrerà subito gli elementi più pesanti ordinati per dimensione.

In alternativa, per capire come trovare ed eliminare i file pesanti sul Mac tramite il Finder, premete Cmd + F, selezionate “Dimensione file” come criterio di ricerca, impostate “è maggiore di” (ad esempio 1 GB) ed infine eliminate direttamente ciò che non vi serve più.

Quando pulire l’SSD

Un’altra opzione è quella di spostare i file di grandi dimensioni su archivi cloud, possibilità che Mac integra al suo interno grazie allo strumento iCloud; ovviamente bisogna considerare che, optando per questa scelta, il recupero e l’apertura dei file dipenderà interamente dalla velocità della linea Internet. Per chi, dunque, desidera avere sempre a portata di mando, anche offline, i propri dati, la pulizia della SSD rimane la scelta migliore.

Mantenere snello il disco del MacBook richiede poca costanza ma offre enormi benefici in termini di prestazioni. Il consiglio è quello di svuotare la cartella Download ogni settimana ed effettuare una scansione approfondita dell’SSD circa una volta al mese, ricordandosi sempre di svuotare il Cestino al termine delle operazioni. Mantenere almeno il 15-20% di spazio libero permette alle memorie flash di funzionare al massimo della velocità, riducendo in questo modo l’usura dei chip di memoria. Inoltre, un disco pulito ottimizza la gestione della RAM virtuale, garantendo un sistema fluido anche durante i carichi di lavoro più intensi. Per ulteriori approfondimenti sulle architetture e sulla cura delle memorie flash, è possibile consultare il supporto ufficiale Apple.

Coyote vs. Acme debutta al secondo posto con 15,4 milioni, Spider-Man: Brand New Day domina per la quinta settimana

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I Looney Tunes tornano al cinema con un esordio convincente. Il film ibrido Coyote vs. Acme ha debuttato al secondo posto del botteghino nordamericano con 15,4 milioni di dollari, mentre Spider-Man: Brand New Day di Sony si mantiene saldamente in prima posizione nonostante sia alla sua quinta settimana di programmazione.

Secondo quanto riportato da The Hollywood Reporter, Coyote vs. Acme ha incassato 15,4 milioni di dollari da 3.575 schermi nordamericani nel weekend, dopo aver già raccolto 5,3 milioni il venerdì. Si tratta del miglior debutto nella storia di Ketchup Entertainment, la casa di produzione indipendente che ha distribuito il film, superando il precedente record della stessa società detenuto da The Day the Earth Blew Up: A Looney Tunes Movie del 2024.

La storia travagliata di Coyote vs. Acme: da tax write-off a successo in sala

Il film diretto da Dave Green (Teenage Mutant Ninja Turtles: Fuori dall’ombra) ha alle spalle una vicenda produttiva che ha fatto molto discutere. Warner Bros. aveva originariamente archiviato il progetto nel 2023 come svalutazione fiscale, scatenando un’ondata di indignazione sui social media. Ketchup Entertainment aveva poi acquisito i diritti del film per 50 milioni di dollari nel 2025, portandolo finalmente nelle sale.

La storia segue Wile E. Coyote mentre ingaggia un avvocato specializzato in cartelloni pubblicitari per citare in giudizio la Acme Corporation, rea di avergli ripetutamente venduto prodotti difettosi nella sua estenuante caccia allo Struzzo Veloce. Il cast vocale include Eric Bauza nei panni di molteplici personaggi Looney Tunes come Bugs Bunny e Daffy Duck, affiancato da Will Forte, Lana Condor e John Cena.

Il botteghino del weekend: Spider-Man ancora in vetta, Odissea al terzo posto

A dominare il botteghino nordamericano è rimasto Spider-Man: Brand New Day, che non mostra segni di rallentamento nemmeno alla sua quinta settimana. Il film ha incassato altri 22,2 milioni di dollari, portando il totale domestico a 891,5 milioni di dollari e quello mondiale a 2,332 miliardi di dollari. Con questo risultato, il film diretto da Destin Daniel Cretton è diventato il quarto film con il maggior incasso di tutti i tempi, superando Ne Zha 2 del 2025, che scende al quinto posto con 2,27 miliardi.

Completa la top five Odissea di Christopher Nolan al terzo posto con 14,3 milioni, il sequel horror Insidious: Out of the Further al quarto con 10,1 milioni e The Dog Stars, adattamento del romanzo di Peter Heller del 2012, in quinta posizione con 8 milioni di dollari.

Gal Gadot critica il DCU per la cancellazione di Wonder Woman 3 e il trattamento riservato a Henry Cavill

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Gal Gadot ha lasciato ufficialmente il ruolo di Wonder Woman, ma non senza prima prendere le distanze dal modo in cui James Gunn e Peter Safran hanno gestito la transizione verso il nuovo DC Universe. In un’intervista rilasciata al podcast Happy, Sad, Confused, l’attrice ha raccontato come è stata allontanata dal franchise, nonostante le promesse ricevute, e ha commentato senza mezzi termini il trattamento riservato ad altri ex protagonisti del vecchio DC, su tutti Henry Cavill.

La Gadot aveva interpretato Diana Prince per la prima volta in Batman v Superman: Dawn of Justice nel 2016, per poi recitare nei suoi due film da protagonista nel 2017 e nel 2020. Sei anni dopo, con il DCU ripartito da zero, la sua storia con il personaggio si è conclusa.

Gal Gadot: “Mi avevano detto che avrebbero sviluppato Wonder Woman 3 con me”

Quando le è stato chiesto se ci fosse stato un momento preciso in cui lo studio le aveva comunicato la cancellazione del terzo film, Gadot ha risposto che, in realtà, le era stato detto esattamente il contrario: “Mi dissero ‘Svilupperemo il terzo film di Wonder Woman con te’, ma poi ho visto come venivano gestiti gli altri, giusto?”

Il riferimento è esplicito: la situazione di Henry Cavill, annunciato come di ritorno nel ruolo di Clark Kent nel 2022 e poi sostituito da David Corenswet pochi mesi dopo, è stata uno dei casi più discussi nel cambio di guardia tra il vecchio DCEU e il nuovo DCU guidato da Gunn e Safran. “La situazione di Henry non è stata gestita elegantemente, per usare un eufemismo. Quella di Patty nemmeno,” ha dichiarato Gadot, facendo riferimento anche alla regista Patty Jenkins, che aveva diretto entrambi i film di Wonder Woman prima che il suo progetto per il terzo capitolo venisse cancellato.

“Non sono sicura che lo rifarei, anche se me lo chiedessero”

Nonostante le critiche alla gestione della situazione, Gadot ha tenuto a precisare che non nutre rancore verso lo studio: “Siamo tutti adulti, e va bene così. Non riguarda nemmeno loro. Sono lì per fare quello in cui credono, ed è tutto okay.” Ha poi dedicato parole di profonda gratitudine al personaggio che l’ha resa famosa in tutto il mondo: “Sono così grata di aver avuto l’opportunità di indossare questi stivali e di vedere il personaggio essere così celebrato. Non era mia. Sono sempre stata solo un tramite. Questo è Hollywood.”

Gadot ha anche chiarito che, anche nell’ipotesi in cui il DCU decidesse di sviluppare un terzo Wonder Woman con lei, in questa fase della sua vita probabilmente direbbe no: “Per farlo di nuovo, non sono sicura che lo farei a questo punto della mia vita, con quattro figli, scuole diverse e tutto il resto. Allontanarmi da tutti loro per un periodo così lungo non si adatta più alla mia vita in questo momento.”

Il futuro del personaggio di Wonder Woman nel DCU è ancora avvolto nel mistero. Gunn ha confermato che Diana Prince avrà un posto nel nuovo universo cinematografico, ma l’attrice che la interpreterà non è stata ancora annunciata.

Darth Vader invade il consiglio comunale di San Diego per chiedere più telecamere di sorveglianza

Dimenticate la Morte Nera. Darth Vader ha evidentemente trovato una nuova arma nella lotta contro i ribelli: i lettori di targhe automobilistiche Flock. Il Signore Oscuro dei Sith si è recentemente presentato a una riunione della commissione per la sicurezza pubblica di San Diego per manifestare il suo sostegno all’espansione delle telecamere di sorveglianza in tutta la città, trasformando un’arida sessione istituzionale nel momento più esilarante dell’anno nei consigli comunali americani.

L’apparizione, ovviamente in costume completo con respiratore, mantello e casco, ha preso di sorpresa i presenti alla riunione dedicata al sistema di telecamere Flock, lettori di targhe automatici sempre più diffusi nelle città statunitensi. Vader ha reso le sue priorità cristallamente chiare: parchi giochi? Da monitorare. Piscine? Da monitorare. Palestre? Da monitorare. A quanto pare, comandare un Impero in grado di tenere d’occhio un’intera galassia non era sufficiente per questo tizio.

Il vero motivo dietro la richiesta di sorveglianza: spiare la ex

Le cose hanno preso una piega ancora più esilarante quando Vader ha rivelato il vero motivo per cui vuole che San Diego abbracci la tecnologia: “Ne ho bisogno per poter spiare la mia ex ragazza.” Con quella sola frase, il Signore Oscuro ha smontato qualsiasi pretesa di discorso sulla sicurezza pubblica e trasformato l’intera riunione in uno sketch comico degno del migliore Saturday Night Live a tema galattico.

Ovviamente la partecipazione ai consigli comunali americani è aperta al pubblico, e chiunque può prendere la parola durante il tempo riservato ai commenti dei cittadini. Nel corso degli anni questa tradizione ha regalato momenti memorabili, ma Darth Vader che chiede telecamere per sorvegliare la sua vita sentimentale è probabilmente uno dei picchi assoluti del genere. L’Impero Galattico sarà anche caduto, ma il budget per la sorveglianza evidentemente è ancora vivo e vegeto.

La questione reale dietro l’ironia: il dibattito sui lettori di targhe Flock

Al di là della trovata comica, la riunione affrontava un tema concreto e molto dibattuto nelle città americane. Le telecamere Flock sono lettori automatici di targhe che vengono installati in luoghi strategici per registrare i veicoli in transito, incrociare i dati con database di targhe rubate o ricercate e avvisare in tempo reale le forze dell’ordine. Molte città statunitensi le hanno adottate negli ultimi anni, rivendicando una riduzione dei crimini legati ai veicoli. I critici, tuttavia, sollevano preoccupazioni legittime legate alla privacy: chi accede ai dati? Per quanto tempo vengono conservati? Possono essere usati per monitorare i movimenti dei cittadini anche al di fuori di indagini specifiche?

San Diego stava discutendo esattamente di questi temi quando il Signore dei Sith ha deciso di intervenire. Il video della sua apparizione ha ovviamente fatto il giro dei social media in poche ore, accumulando milioni di visualizzazioni e regalando al dibattito sulla sorveglianza urbana una visibilità che difficilmente avrebbe ottenuto attraverso i canali istituzionali tradizionali. In fondo, che Darth Vader abbia ragione o torto sulle telecamere, ha ottenuto esattamente quello che voleva: l’attenzione di tutti.

Crouch End di Stephen King diventerà una serie di sei episodi su Prime Video

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Un altro incubo di Stephen King si prepara ad arrivare in televisione, e questa volta ci porta in un angolo molto particolare di Londra. Prime Video ha dato ufficialmente il via libera a una serie limitata di sei episodi tratta dal racconto breve Crouch End di King (arrivato in Italia con il titolo di Orrore a Crouch End), portando sullo schermo il suo horror soprannaturale di stampo lovecraftiano con una torsione da thriller poliziesco.

La serie sarà prodotta nel Regno Unito. La sceneggiatura è affidata a Paul Tomalin, già creatore di Bodies, mentre la regia sarà di Tom Shankland. A produrre il progetto saranno Mammoth Screen, la casa di produzione già responsabile di Agatha Christie: Poirot e The Serpent, insieme a Fifth Season, i cui crediti includono East of Eden e Severance. Tomalin e Shankland produrranno esecutivamente insieme a Damien Timmer, Rebecca Keane e Ben Irving.

La trama: una star di Hollywood, un marito scomparso e qualcosa di molto peggio

La serie seguirà Doris Freeman, famosa star del cinema, che irrompe in una stazione di polizia londinese con una storia difficile da credere: suo marito è sparito, e lei è convinta che dietro la scomparsa ci sia qualcosa di molto più strano di un normale caso di persona scomparsa. L’ispettore di polizia Ted Vetter si ritroverà a dover stabilire se Freeman stia dicendo la verità, se potrebbe essere lei la responsabile della scomparsa, o se ci sia qualcosa di ancora più inquietante in gioco.

La sinossi ufficiale recita: “Londra non dorme mai profondamente, e i suoi sogni sono inquieti. Quando la star del cinema mondiale Doris Freeman irrompe in una stazione di polizia londinese sostenendo che fenomeni strani siano alla base della scomparsa di suo marito, l’ispettore di polizia Ted Vetter dovrà indagare se stia dicendo la verità, se potrebbe essere un’assassina, o se ci sia qualcosa di ancora più agghiacciante in gioco.”

Un adattamento che promette qualcosa di inedito nel catalogo King

Tomalin ha condiviso il suo entusiasmo per l’adattamento: “La possibilità di lavorare con questo straordinario team e portare in vita il brillante mistero londinese di King va oltre ogni aspettativa. Crouch End sarà cinematografico, originale e stimolante in egual misura.”

Il racconto originale di King non è tra i suoi più adattati, il che rende il progetto particolarmente interessante: la combinazione tra mistero poliziesco londinese e orrore cosmico lovecraftiano offre alla serie Prime Video la possibilità di creare qualcosa di inquietante e originale senza ricalcare i territori già esplorati dalle trasposizioni più famose dell’autore. Sei episodi garantiranno a Tomalin e Shankland il tempo necessario per costruire il mistero attorno alla scomparsa del marito di Freeman, trascinando progressivamente Vetter sempre più a fondo in qualunque incubo lo stia aspettando.

Non sono ancora stati annunciati il cast né una data di uscita, né per il mercato internazionale né per quello italiano.