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Dungeon Crawler Carl diventa anche un GDR da tavolo: la campagna crowdfunding esplode in un giorno

Chi segue la saga LitRPG di Matt Dinniman — pubblicata in Italia da Mercurio Books — sa già che il franchise sta attraversando un momento d’oro. Alla serie televisiva in sviluppo e alla nuova linea di giocattoli si aggiunge ora un’altra novità di peso: Renegade Game Studios ha lanciato una campagna di crowdfunding su BackerKit per due nuovi giochi da tavolo ufficialmente licenziati basati su Dungeon Crawler Carl, e i risultati sono stati a dir poco straordinari.

L’obiettivo iniziale era di 250.000 dollari. In un solo giorno la campagna ha raccolto oltre 4,5 milioni di dollari. Un risultato che dice tutto sull’entusiasmo della community intorno a questo universo narrativo.

Due giochi in un colpo solo

La campagna include due prodotti distinti lanciati simultaneamente. Il primo è il GDR da tavolo (Dungeon Crawler Carl RPG) vero e proprio: un gioco di ruolo basato sulle abilità, ambientato nel brutale World Dungeon della serie, con più di 30 razze giocabili e un’ampia varietà di classi e sottoclassi. Il sistema di gioco è fortemente incentrato sulle abilità, organizzate in quattro categorie — abilità di attacco, abilità magiche, abilità utilitarie e abilità passive — e utilizza il classico dado a 20 facce per le prove. Una peculiarità interessante: solo i giocatori lanciano i dadi, mentre il Game Master non tira mai il d20.

Il secondo prodotto è Dungeon Crawler Carl: Unstoppable, essenzialmente una versione del popolare gioco di deckbuilding di Renegade Game Studios adattata all’universo di Carl e Princess Donut.

Come partecipare

La campagna è attiva su BackerKit con opzioni di pledge che vanno da 1 a 900 dollari. Il livello più alto permette di creare un personaggio per una quest ufficiale, un’opportunità che difficilmente lascerà indifferenti i fan più appassionati. La campagna si chiuderà il 15 maggio, mentre la distribuzione fisica dei prodotti è prevista per ottobre 2026.

Al momento non sono disponibili informazioni su una possibile edizione italiana dei giochi né su un eventuale editore che possa portarli nel nostro mercato. Terremo aggiornati i nostri lettori non appena ci saranno novità in tal senso.

Pragmata vende un milione di copie in due giorni: Capcom centra un altro colpo

Capcom ha fatto centro ancora una volta. Pragmata, lo sparatutto con elementi puzzle ambientato nello spazio, ha superato un milione di copie vendute nei primi due giorni dal lancio — un risultato notevole considerando che si tratta di un franchise completamente nuovo, senza una fanbase preesistente su cui fare affidamento.

Lo studio ha celebrato il traguardo con un comunicato ufficiale che sottolinea come il gioco sia stato sviluppato principalmente da un team di sviluppatori giovani, incaricati di dare forma a un gameplay ibrido che mescola azione in terza persona e risoluzione di enigmi in tempo reale. Una scommessa non da poco per uno studio che, per quanto solido, si muoveva su un terreno completamente inesplorato.

Come ci sono arrivati

Capcom ha riconosciuto apertamente la sfida di lanciare un nuovo IP senza il supporto di un brand consolidato, e ha adottato una strategia di marketing articolata per far conoscere Pragmata a un pubblico più ampio. Tra le iniziative più efficaci, la pubblicazione anticipata di una demo giocabile che ha permesso ai giocatori di toccare con mano il sistema di gioco prima dell’acquisto. Un approccio che si è rivelato decisivo per dissipare i dubbi iniziali: quando il gioco fu presentato per la prima volta, la combinazione di combattimento e puzzle in tempo reale aveva fatto storcere il naso a molti, convinti che il sistema fosse poco intuitivo. I fatti hanno smentito i critici.

Capcom ha anche ampliato la disponibilità del titolo aggiungendo il supporto per Nintendo Switch 2 in una fase precoce dello sviluppo, una mossa che ha evidentemente contribuito a consolidare i numeri di vendita su più piattaforme.

A convincere definitivamente i giocatori è stato poi il cuore emotivo del gioco: il rapporto tra il protagonista e Diana, un’androide dall’aspetto infantile che funge da compagna di viaggio, ha trasformato quello che poteva sembrare un semplice esperimento di gameplay in un’esperienza con una forte componente narrativa e affettiva.

Capcom, un 2026 da ricordare

Il successo di Pragmata rappresenta il terzo centro consecutivo per Capcom in questo 2026, dopo Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection e Resident Evil Requiem, entrambi accolti con entusiasmo sia dalla critica che dal pubblico. Tre titoli, tre successi: uno score difficile da mantenere ma che lo studio sembra intenzionato a difendere. Il prossimo banco di prova sarà Onimusha: Way of the Sword, atteso titolo della saga storico-fantasy che dovrà dimostrare se Capcom è davvero in un periodo di forma irripetibile o semplicemente molto, molto fortunata.

FernGully: Le avventure di Zak e Crysta torna al cinema, Amazon MGM prepara il remake live-action

Trent’anni dopo la sua uscita, FernGully – Le avventure di Zak e Crysta si prepara a tornare in una veste completamente nuova. Amazon MGM Studios ha confermato che il classico film d’animazione del 1992 riceverà un adattamento live-action, con Marielle Heller alla sceneggiatura e alla regia. Nessun cast è ancora stato annunciato, e molti dettagli produttivi restano ancora sotto silenzio — ma il progetto è in sviluppo e la scelta della regista dice già qualcosa di preciso sulla direzione che si vuole prendere.

Heller si è costruita nel tempo una reputazione solida nel cinema di personaggi: Nightbitch, A Beautiful Day in the Neighborhood e The Diary of a Teenage Girl sono film che puntano tutto sull’autenticità emotiva. La sua firma sulla sceneggiatura suggerisce un approccio più intimo e meno effettistico di quanto ci si potrebbe aspettare da un remake hollywoodiano, anche se l’ambientazione fantasy della storia originale lascerà comunque spazio alla spettacolarità visiva.

La storia originale

Per chi non lo conoscesse: FernGully – Le avventure di Zak e Crysta era ambientato in una foresta pluviale australiana abitata da fate e creature magiche. Quando una giovane fata di nome Crysta riduce accidentalmente alle dimensioni di un insetto il giovane taglialegna Zak, i due si trovano a combattere insieme per proteggere la foresta da una compagnia di disboscamento — e da Hexxus, uno spirito della distruzione che si nutre di inquinamento.

Il film originale era notevole per il suo messaggio ambientalista tutt’altro che sottile, che all’epoca sembrò forse eccessivamente esplicito ma che oggi — con la crisi climatica ben presente nell’agenda globale — suona quasi profetico. Non è un caso che in molti abbiano riconosciuto in Avatar di James Cameron una serie di temi e immagini molto simili a quelle di FernGully, e il successo del franchise di Cameron ha dimostrato che il pubblico risponde eccome a storie ambientate in foreste minacciate dalla cupidigia umana.

Il cast originale del 1992 era di tutto rispetto: Robin Williams interpretava il pipistrello Batty Koda in una delle sue performance più stravaganti, Tim Curry prestava voce e presenza scenica a Hexxus, mentre Christian Slater e Samantha Mathis davano vita ai due protagonisti. La colonna sonora era altrettanto ricercata, con contributi di Elton John, Sheena Easton, Raffi, Johnny Clegg e Tim Curry stesso.

Al momento non sono disponibili informazioni su cast, data di uscita, piattaforma di distribuzione né avvio delle riprese per il remake. Non è ancora chiaro se il film approderà nelle sale o direttamente in streaming su Prime Video.

Il film di Elden Ring è sempre più vicino: Alex Garland guiderà un cast stellare nel 2028

Uno dei videogiochi più importanti degli ultimi anni si prepara a fare il salto sul grande schermo. A24 e Bandai Namco Entertainment hanno confermato tutti i dettagli del film live-action tratto da Elden Ring: regia affidata ad Alex Garland, cast ufficiale rivelato, riprese in partenza questa primavera e data di uscita fissata al 3 marzo 2028. Il film verrà girato in formato IMAX, a conferma che A24 non intende fare le cose in piccolo.

Garland, già autore di Ex Machina e Annihilation, è una scelta che dice molto sul tono che ci si può aspettare: fantascienza e fantasy densi di ambiguità, atmosfere disturbanti e una narrazione che non si preoccupa di essere immediatamente comprensibile. Non esattamente il profilo di chi vuole fare un blockbuster d’azione fine a se stesso, il che è incoraggiante per chi sperava in un adattamento fedele allo spirito del gioco originale.

Un cast di tutto rispetto

Il protagonista sarà Kit Connor, volto noto grazie a Heartstopper e alla voce del personaggio principale in The Wild Robot. Al suo fianco un ensemble ricchissimo: Ben Whishaw, Cailee Spaeny, Tom Burke, Nick Offerman, Havana Rose Liu, Sonoya Mizuno, Jonathan Pryce, Ruby Cruz, John Hodgkinson, Jefferson Hall, Emma Laird e Peter Serafinowicz.

Alla produzione ci sono Peter Rice, Andrew Macdonald e Allon Reich, insieme a Vince Gerardis e a un nome che i fan del gioco riconosceranno immediatamente: George R. R. Martin, che aveva collaborato con il game director Hidetaka Miyazaki alla costruzione del lore originale del videogioco.

Elden Ring

Dall’Interregno di Elden Ring al film

Elden Ring è uscito nel febbraio 2022, sviluppato da FromSoftware, e ha venduto oltre 30 milioni di copie in tutto il mondo, vincendo il premio come Gioco dell’Anno ai The Game Awards 2022 e in molte altre cerimonie. Ambientato nelle Terre di Mezzo — un regno frammentato dove l’Elden Ring, simbolo dell’ordine, è stato infranto dalla Regina Marika — il gioco è diventato un punto di riferimento del genere soulslike grazie alla sua struttura open world, alla narrazione ambientale e a un livello di difficoltà esigente che ha costruito una community enorme.

Tradurre tutto questo in un film è una sfida non banale. Elden Ring costruisce la sua storia in modo frammentato, lasciando al giocatore il compito di raccogliere i pezzi. Quanto Garland deciderà di rispettare quell’ambiguità o di rimodellarla in qualcosa di più narrativamente tradizionale è la domanda che ci si pone fin dall’annuncio del progetto.

Non è ancora stata comunicata una data di uscita specifica per l’Italia, ma considerando le abitudini distributive di A24 è ragionevole aspettarsi un’uscita italiana in prossimità di quella americana del 3 marzo 2028.

Avengers: Endgame torna al cinema con nuove sequenza legate a Doomsday

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Durante il CinemaCon era arrivata la conferma del ritorno in sala Avengers: Endgame, una mossa che era sembrata puramente legata al marketing per favorire il lancio di Avengers: Doomsday.

Ora, però, grazie alle parole di Joe Russo, il quadro è molto più interessante, meno venale e decisamente più ambizioso.

Non solo nostalgia

Dimenticate la classica re-release fan service con scene tagliate e qualche extra: qui si gioca un’altra partita.

La nuova versione includerà sequenze collegate direttamente ad Avengers: Doomsday. Insomma, non qualche easter egg buttato lì, ma un vero ponte narrativo.

Joe Russo lo dice senza girarci troppo intorno: questa edizione diventa una sorta di “companion story” fondamentale per capire cosa succederà dopo.

Il doppio volto di un’icona

Nel frattempo, la notizia che comunque continua a far discutere resta quella legata a Robert Downey Jr.

Dopo aver chiuso il cerchio come Tony Stark, l’attore tornerà nei panni del Dottor Destino, passando da simbolo dell’eroismo Marvel a incarnazione del male assoluto.

Secondo i Russo, l’idea è nata direttamente da Robert stesso, una scelta che, a livello narrativo, ha un fascino quasi perverso: ribaltare completamente il ruolo più iconico dell’MCU.

robert downey jr dottor destino avengers doomsday

Un MCU sempre più “seriale”

Dietro questa operazione c’è un obiettivo chiaro: trasformare il Marvel Cinematic Universe in una narrazione sempre più continua, quasi da fumetto.

Film che dialogano tra loro in modo diretto, eventi che si incastrano come archi narrativi e spettatori chiamati a stare al passo. Un modello che punta a rendere ogni uscita essenziale.

Appuntamento al cinema in autunno

La nuova versione di Avengers: Endgame arriverà nelle sale cinematografiche il 25 settembre.

Come anticipato, non sarà solo un nostalgico ritorno, ma una vera propria introduzione alla prossima fase dell’MCU, un porta d’ingresso dietro la quale potrebbero esserci parecchi colpi di scena.

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Fantasy Flight Games dice addio a Descent: Leggende delle Tenebre, i costi di produzione non reggono più

Brutte notizie per i fan del dungeon crawling da tavolo. Fantasy Flight Games, etichetta di Asmodee, ha annunciato la fine di Descent: Leggende delle Tenebre, l’ultima iterazione di una delle saghe più longeve del genere. La causa è tanto semplice quanto impietosa: il gioco costa troppo da produrre.

Nel comunicato ufficiale, lo studio non ha girato attorno al problema: “Il gioco è semplicemente troppo caro da realizzare. Tra i costi di produzione in continuo aumento, i lunghi e costosi tempi di sviluppo dell’app e i cambiamenti economici globali che rendono tutto più caro da produrre, è diventato evidente che continuare a realizzare questo gioco non è fattibile. Anche vendendo ogni singola copia, staremmo comunque lavorando in perdita.”

Una saga con vent’anni di storia

Descent: Leggende delle Tenebre, distribuito in Italia da Asmodee Italia, era arrivato sul mercato circa cinque anni fa come evoluzione dei capitoli precedenti: Descent: Viaggi nelle Tenebre del 2005 e la sua seconda edizione del 2012. Come i predecessori, il gioco si basava su una componentistica imponente — miniature in plastica, terreni 3D, tessere mappa — ma l’ultima iterazione aveva aggiunto un elemento innovativo: un’app companion completamente integrata che gestiva campagna, scenario e intelligenza artificiale dei nemici, rendendo l’esperienza più fluida ma anche significativamente più costosa da sviluppare e mantenere.

Il Terzo Atto della campagna, che avrebbe dovuto rappresentare la conclusione del ciclo narrativo, non verrà più sviluppato. Fantasy Flight ha tuttavia confermato che l’app continuerà a essere supportata per i primi due atti già pubblicati, senza però ricevere nuovi contenuti.

Il problema è strutturale

La difficoltà di Descent: Leggende delle Tenebre non è un caso isolato: è il sintomo di un problema più ampio che sta colpendo l’intero settore dei giochi da tavolo di fascia alta, soprattutto quelli con grandi quantità di miniature e componenti. L’industria ha risposto a questa sfida in gran parte attraverso il crowdfunding: titoli come Gloomhaven e Frosthaven — quest’ultimo con quasi 13 milioni di dollari raccolti su Kickstarter nel 2020 — hanno permesso agli editori di calibrare la produzione sulla domanda reale, incassando finanziamenti anticipati prima ancora di avviare le fabbriche.

Asmodee ha storicamente evitato il crowdfunding per i propri titoli, ma sta cambiando strategia. Il gruppo si sta preparando a lanciare una campagna su Gamefound per Zombicide: Dead Men Tales, IP acquisita dalla travagliata CMON — la stessa casa editrice che sta affrontando perdite enormi negli ultimi due anni, in parte a causa dell’instabilità dei dazi statunitensi sulle importazioni dalla Cina, dove viene prodotta la quasi totalità dei giochi da tavolo. I dazi americani sulle merci cinesi hanno raggiunto il 145% prima di essere ridotti a un comunque significativo 30%, creando turbolenze in tutta la filiera.

Nonostante tutto, Fantasy Flight non chiude definitivamente la porta sul mondo di Descent: “Anche se non abbiamo nulla da annunciare al momento, c’è sempre la possibilità che torneremo su Descent in futuro. Avrebbe una forma diversa e non sarebbe Leggende delle Tenebre, ma questo universo di gioco è nel cuore di FFG.” Nel frattempo, a febbraio lo studio Artefacts ha presentato Terrinoth: Heroes of Descent, un videogioco ambientato nello stesso universo che potrebbe tenere vivo il franchise in attesa di sviluppi.

Nel frattempo, se volete recuperare il gioco prima che sparisca definitivamente dagli scaffali, potete farlo QUI.

A Pen, Handcuffs, and a Common-Law Marriage diventa un anime

Il manga A Pen, Handcuffs, and a Common-Law Marriage — titolo originale giapponese Pen to Wappa to Jijitsu Kon — otterrà un adattamento televisivo anime. L’annuncio è arrivato da King Amusement Creative, che ha confermato la produzione della serie animata tratta dall’opera scritta da Shinichi Sawaragi e disegnata da Tanku Gasuyama.

Il manga viene serializzato sulla rivista Young Animal di Hakusensha dal dicembre 2022 e conta attualmente sette volumi pubblicati in Giappone, con il settimo uscito il 28 aprile 2026. In Giappone l’opera ha già raggiunto le 400.000 copie in circolazione, un traguardo significativo per un titolo seinen di questo tipo. In Italia il manga è attualmente inedito: Yen Press ne detiene i diritti per il mercato anglofono e ha pubblicato il primo volume in inglese lo scorso marzo, ma non è ancora stata annunciata una localizzazione italiana.

La storia

Al centro della serie c’è il detective quarantenne Eiji Kirisame, che si ritrova a fare i conti con la testimone più insolita della sua carriera: una liceale silenziosa di nome Tsugumi Kuchinashi, presente sulla scena del crimine ma incapace — o restia — a parlare. L’unico modo in cui comunica è attraverso disegni su un blocco da disegno, spesso grezzi e difficili da interpretare, ma sufficientemente ricchi di dettagli da aiutare le indagini. Kirisame decide di prendere sul serio ogni pagina, convinto che anche un indizio apparentemente banale possa rivelarsi decisivo.

Il colpo di scena arriva quando l’ultima pagina del blocco contiene un messaggio inaspettato: una proposta di matrimonio. Un mix di mystery poliziesco e commedia sentimentale che ha conquistato i lettori giapponesi e che ora si prepara a fare il salto verso l’animazione.

Al momento non sono stati comunicati né la data di uscita dell’anime né lo studio di animazione coinvolto. Non è ancora disponibile alcuna informazione su una possibile distribuzione in Italia.

Top Gun 3 è ufficiale: Tom Cruise torna nei cieli con Maverick

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Dopo anni di indiscrezioni e qualche smentita di troppo, Top Gun 3 è realtà. Paramount Pictures ha confermato il terzo capitolo della saga durante il CinemaCon 2026 di Las Vegas, con Tom Cruise ufficialmente di ritorno nei panni del leggendario Pete “Maverick” Mitchell. Al suo fianco torna anche il produttore storico della serie, Jerry Bruckheimer, presente nei due film precedenti fin dall’originale del 1986.

La sceneggiatura è già in fase di scrittura e porta la firma di Ehren Kruger, co-autore di Top Gun: Maverick del 2022. Il regista Joseph Kosinski non ha ancora firmato ufficialmente, ma il suo ritorno è considerato una possibilità concreta. Per quanto riguarda gli altri protagonisti, Miles Teller e Glen Powell — rispettivamente Bradley “Rooster” Bradshaw e Jake “Hangman” Seresin nel secondo capitolo — non sono ancora stati confermati ufficialmente, anche se la loro presenza è ampiamente attesa.

Top Gun: Maverick

Il peso di Maverick nella decisione di realizzare Top Gun 3

Difficile sopravvalutare il successo che il team deve cercare di replicare. Top Gun: Maverick ha incassato oltre 1,5 miliardi di dollari in tutto il mondo contro un budget di 170 milioni, diventando il film con il maggior incasso dell’intera carriera di Cruise. Ha vinto l’Oscar per il miglior suono, ha ricevuto una nomination come Miglior Film e — cosa forse ancora più importante — ha riportato le persone in sala in un momento in cui molti cinema lottavano per sopravvivere agli strascichi della pandemia. Un film capace di tutto questo non si lascia nel cassetto facilmente.

Il via libera al terzo capitolo era in discussione dal 2024, ma è arrivata solo adesso la conferma ufficiale: segno che Paramount voleva avere tra le mani la storia giusta prima di annunciarlo. E a quanto pare ce l’ha. Christopher McQuarrie, che aveva collaborato alla sceneggiatura del precedente film, aveva anticipato molto tempo fa che l’idea per il sequel era già pronta e che non era stata difficile da trovare. Il regista Joseph Kosinski aveva invece parlato di un’idea ambiziosa capace di “aprire” ulteriormente la storia di Top Gun.

Restano ancora aperte molte domande: quanto tempo sarà trascorso dalla fine di Maverick? Il personaggio di Cruise riceverà un’ulteriore promozione? E come si inserirà la nuova generazione di piloti nella trama? Nessuna data di uscita è stata ancora annunciata per l’Italia o per il mercato internazionale, con l’uscita che potrebbe arrivare non prima del 2027-2028 considerando i tempi di sviluppo e la complessità delle riprese aeree reali che hanno reso celebre la saga.

World War Z torna in vita: Paramount ha annunciato il sequel al CinemaCon 2026

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Come le orde di zombie che ne hanno reso celebre la scena più spettacolare, World War Z si rifiuta di restare sepolto. Paramount Pictures ha annunciato ufficialmente che il sequel del film del 2013 è in lavorazione, comunicandolo durante il CinemaCon 2026 di Las Vegas — l’annuale appuntamento in cui gli studios presentano i propri piani ai cinema di tutto il mondo. Insieme a World War Z, Paramount ha presentato una serie di altri progetti in cantiere, tra cui Top Gun 3, un adattamento di Call of Duty e la continuazione di franchise come Star Trek e G.I. Joe.

Per ora, però, i dettagli sul sequel sono ridotti all’osso: nessun regista annunciato, nessun cast confermato, nessuna finestra di uscita. Solo la conferma che il progetto esiste e che è in sviluppo.

Una storia travagliata

Chi segue il franchise sa bene che un sequel era atteso da oltre un decennio. Il World War Z originale — diretto da Marc Forster e interpretato da Brad Pitt nei panni dell’ex funzionario ONU Gerry Lane — fu un successo commerciale considerevole al botteghino, incassando oltre 540 milioni di dollari in tutto il mondo contro un budget di circa 190 milioni. Il via libera al seguito arrivò quasi immediatamente, con Juan Antonio Bayona inizialmente scelto alla regia e successivamente sostituito da David Fincher. Ma i problemi non mancarono: conflitti di budget, riscritture della sceneggiatura e difficoltà di calendario portarono alla cancellazione del progetto nel febbraio 2019, prima ancora che le riprese iniziassero.

World War Z 2

 

Il videogioco che ha (forse) convinto Paramount

C’è un retroscena curioso dietro questa rinascita. Nel 2025, Tim Willits — responsabile dello sviluppo di Saber Interactive, gli stessi dietro al fortunato sparatutto cooperativo World War Z del 2019 — aveva dichiarato in un’intervista a IGN durante la Gamescom di credere che il successo del gioco avesse contribuito a convincere Paramount a rimettere mano alla saga. “30 milioni di persone hanno giocato a quel gioco. Ci sono voci a Paramount su un nuovo film di World War Z. Non me l’hanno detto direttamente, ma sono abbastanza sicuro che sia merito del gioco”, aveva dichiarato Willits. Ora che l’annuncio è arrivato ufficialmente, quelle parole acquistano un peso diverso.

Le domande aperte sono ancora tante: Brad Pitt tornerà nei panni di Gerry Lane? La storia riprenderà da dove si era interrotta, con il virus zombie costretto ad adattarsi alle contromisure umane scoperte nel finale del primo film? Per ora non ci sono risposte, ma almeno la certezza che il franchise non è davvero morto.

Nessuna data di uscita è stata comunicata per l’Italia o per il mercato internazionale.

Anche Blue Origin scrive la storia della corsa allo spazio: rientro con successo del razzo New Glenn

La compagnia Blue Origin di Jeff Bezos ha centrato un traguardo storico: oggi, per la prima volta, ha riutilizzato con successo un booster del suo razzo New Glenn che è rientrato dolcemente sulla Terra dopo aver mandato in orbita il satellite BlueBird 7.

Un momento chiave nella corsa allo spazio commerciale, terreno dove finora SpaceX ha dominato senza troppi rivali.

New Glenn fa il salto di livello: primo riutilizzo riuscito

Il volo NG-3 segna la terza missione in assoluto per New Glenn. Stavolta, però, c’era qualcosa di diverso: il primo stadio del razzo era già stato utilizzato in precedenza.

Il booster ha fatto il suo lavoro alla perfezione, tornando a terra con un atterraggio pulito sulla nave drone Jacklyn in mezzo all’Atlantico. Non è un dettaglio tecnico qualsiasi, ma il cuore della rivoluzione economica dei lanci spaziali.

Riutilizzare significa abbattere costi, aumentare la frequenza delle missioni e rendere lo spazio un posto meno esclusivo. In pratica, passare da “evento storico” a “routine operativa”.

Rientro da manuale ma orbita sbagliata per BlueBird 7

Il satellite BlueBird 7, sviluppato da AST SpaceMobile, è stato rilasciato correttamente in orbita, ma non in quella prevista. Orbita “off-nominal” in gergo tecnico, ovvero qualcosa non ha funzionato come previsto nello stadio superiore del razzo.

Il satellite risulta acceso e funzionante, quindi la situazione non è compromessa del tutto. Resta da capire se riuscirà a correggere la traiettoria e diventare operativo. Al momento, la situazione è sotto analisi e si attende per capire se il “riallineamento” orbita avverrà correttamente.

Un risultato fondamentale per il futuro

Questa missione rappresenta comunque una svolta. Nonostante il problema legato al carico principale, il risultato più importante resta. Il riutilizzo di un vettore orbitale di questa scala è un passo gigantesco.

SpaceX ha costruito il proprio dominio proprio su questa tecnologia con Falcon 9 e adesso anche Blue Origin dimostra di essere della partita.

La posta in gioco è altissima: lanci commerciali, costellazioni satellitari, missioni lunari legate al programma Artemis. New Glenn non è solo un razzo, ma una piattaforma per il futuro.

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My Dress-Up Darling sfreccia in pista: Marin Kitagawa conquista una vera GT3 Mercedes

Quando anime e motori si incontrano, il risultato può essere una roba talmente folle da diventare immediatamente virale.

My Dress-Up Darling ha appena fatto il suo ingresso ufficiale nel mondo delle corse con una livrea da urlo tutta rosa su una vera GT3.

Ebbene sì, Marin Kitagawa, una delle waifu più belle degli anime, è finita su una supercar da gara e non con un semplice wrap promozionale.

Una Mercedes-AMG GT3 in versione waifu

La protagonista di tutto questo spettacolo è una Mercedes-AMG GT3 completamente personalizzata.

Presentata il 16 aprile, la vettura ha fatto il suo debutto in pista sul circuito di Suzuka Circuit durante il secondo round della ENEOS Super Taikyu Series.

Parliamo di una delle competizioni endurance più importanti del Giappone, quindi non proprio una comparsata da poco.

L’auto è stata schierata dal team TKRI nella classe ST-X, la categoria più alta della ENEOS Super Taikyu Series.

 

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Non solo fan service ma promozione del territorio

Dietro questa collaborazione c’è un obiettivo ben preciso: promuovere il distretto di Iwatsuki, nella prefettura di Saitama.

Infatti My Dress-Up Darling è ambientato proprio lì, il luogo dove Marin incontra Gojo Wakana.

Non solo, Iwatsuki è inoltre conosciuta come la “città delle bambole”, dettaglio che si lega perfettamente al tema del cosplay e dell’artigianato legato alle bambole hina presente nell’anime.

Comunque, diciamoci la verità, vedere Marin Kitagawa sfrecciare su una GT3 era una cosa che non sapevamo di volere, ma di cui saremo eternamente grati a tutti coloro che hanno permesso che accadesse

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Giappone: sussidio pubblico per le app di incontri contro la crisi demografica

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In Giappone hanno deciso di affrontare il calo delle nascite finanziando con soldi pubblici gli appuntamenti online.

Sebbene tutto ciò potrebbe sembrare la trama dell’ennesimo geniale manga, qui è tutto reale.

Soldi pubblici per trovare l’anima gemella

La Prefettura di Kochi, una delle aree meno popolate del Sol Levante, lo scorso 10 aprile ha annunciato un programma di investimenti che offre fino a 20.000 yen all’anno (circa 108 euro) ai single tra i 20 e i 39 anni per coprire parte dei costi delle app di incontri.

Attenzione però: non tutte le app sono valide. Solo quelle certificate come servizi ufficiali per la ricerca di un partner matrimoniale. Insomma, niente swipe annoiati nella speranza di attirare l’attenzione di qualcuno, qui si punta dritti al “vissero felici e contenti”.

Già a dicembre, la prefettura aveva stretto una collaborazione con Tapple, una delle app di incontri più popolari in Giappone.

L’applicazione non viene citata ufficialmente nel nuovo programma, ma è molto probabile che rientri tra quelle approvate. L’obiettivo dichiarato è rendere il dating online più sicuro, più serio e più orientato al matrimonio.

Un territorio a rischio spopolamento

La Prefettura di Kochi si trova sull’isola di Shikoku, la più piccola tra le quattro principali del Giappone.

Con poco più di 650.000 abitanti, è una delle zone più colpite dal problema dello spopolamento, un dramma che interessa tutto il Giappone che è alle prese con una crisi demografica pesantissima.

otaku fidanzati

L’amore ai tempi delle app

La scelta della prefettura di Kochi di percorrere questo tipo di soluzione non è casuale.

Secondo un’indagine recente dell’agenzia governativa per l’infanzia, 1 matrimonio su 4 tra gli under 39 nasce da un’app di dating.

Gli incontri online ormai superano le conoscenze sul lavoro, le amicizie scolastiche e gli incontri casuali.

Il futuro dell’amore, insomma, passa dallo schermo di uno smartphone.

Quattro matrimoni e un algoritmo

Questa iniziativa dice molto più di quanto sembri. Non riguarda solo il dating online, ma soprattutto il modo in cui una società prova a reinventarsi per sopravvivere.

Se funzionerà, potrebbe diventare un modello replicabile altrove. Se invece fallirà, almeno qualcuno avrà ottenuto uno sconto per trovare l’amore, cosa che, in fondo, non è mai una cattiva idea.

Fidanzamento livello Giappone

Nel 2025, anche la Prefettura di Miyazaki aveva introdotto un incentivo simile, anche se più contenuto (circa 10.000 yen), mentre altre iniziative puntavano a rendere più semplice la ricerca dell’anima gemella.

Parliamo di app di incontri dedicate agli otaku o distributori automatici di fidanzati… insomma, il Giappone sta sperimentando e, come al solito, lo fa a modo suo.

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