Il mondo Xbox è stato travolto da un’ondata di licenziamenti che coinvolge direttamente migliaia di dipendenti e alcuni dei progetti videoludici più attesi. Microsoft ha infatti annunciato il taglio di 9.100 posti di lavoro in vari settori dell’azienda, con impatti significativi sull’intera divisione gaming. Il colosso di Redmond parla di “cambiamenti organizzativi e di forza lavoro necessari per posizionare l’azienda e i team verso il successo in un mercato dinamico”. Ma dietro queste parole si nasconde un riassetto che sta sollevando non poche preoccupazioni.
Tra i titoli cancellati ci sono Everwild, Perfect Dark e un nuovo MMORPG
Le prime conseguenze concrete non si sono fatte attendere. Secondo quanto riportato da Bloomberg e The Seattle Times, alcuni progetti chiave di Xbox Studios sono stati ufficialmente accantonati. Rare ha visto la cancellazione di Everwild, un’avventura d’azione che era in sviluppo da anni. Lo stesso destino è toccato al reboot di Perfect Dark, mentre il progetto noto come Blackbird, un MMORPG in sviluppo presso ZeniMax (creatori di The Elder Scrolls Online), è stato fermato dopo anni di produzione.
Anche Undead Labs, lo studio dietro la serie State of Decay, sarebbe stato colpito da tagli significativi. Il quadro generale suggerisce che non si tratti solo di tagli mirati, ma di un vero e proprio ridimensionamento che potrebbe coinvolgere anche interi studi, con possibili nuove chiusure.
L’ondata attuale segue altri pesanti tagli avvenuti tra il 2024 e il 2025. A gennaio dello scorso anno Microsoft aveva già eliminato circa 2.000 posti nella divisione gaming. A maggio sono state chiuse realtà come Tango Gameworks (autori di Hi-Fi Rush) e Arkane Austin (noti per Redfall). E ancora, a settembre, erano arrivati ulteriori 600 tagli, anche se in quell’occasione Microsoft assicurava che nessun gioco sarebbe stato cancellato. Questa volta, però, l’impatto è ben più profondo.
Phil Spencer, CEO di Microsoft Gaming, ha confermato indirettamente questa nuova fase di tagli parlando dal palco del Summer Game Fest, dichiarando che Xbox deve essere “un business sano, in crescita, capace di fare scelte strategiche su cosa supportare e cosa no”. La pressione per aumentare i margini di profitto si fa sentire, e il risultato è un progressivo ritiro dalla produzione di hardware console, con un sempre maggiore spostamento dei titoli first-party verso una distribuzione multipiattaforma. Giochi come Sea of Thieves e Gears of War stanno infatti arrivando anche su PlayStation 5.
Non meno significativa è la notizia che King, la divisione mobile nota per Candy Crush, anch’essa parte del pacchetto Activision Blizzard, ha tagliato circa il 10% della forza lavoro, pari a 200 dipendenti. Questo mentre si prepara a essere il pilastro della futura app store mobile di Microsoft, nel caso i contenziosi antitrust contro Apple e Google aprissero nuovi spazi di manovra.
Con un futuro che sembra sempre più orientato ai servizi e sempre meno alla creatività interna, il marchio Xbox attraversa una fase di ristrutturazione profonda, che sta cambiando non solo la sua forma, ma forse anche la sua identità.


