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Warner Bros. Discovery riapre i colloqui di fusione mentre la nuova offerta di Paramount complica l’accordo con Netflix

La saga legata alla possibile fusione di Warner Bros. Discovery entra in una nuova fase e, questa volta, lo scenario si fa ancora più complesso. Nonostante il comunicato ufficiale che annunciava l’intesa con Netflix, nuovi sviluppi stanno rimettendo tutto in discussione.

Secondo diverse fonti, tra cui Deadline, Warner Bros. Discovery avrebbe deciso di avviare colloqui con Paramount Skydance, la società guidata da David Ellison, per valutare una possibile fusione alternativa. Le parti entreranno in una finestra di trattative della durata di sette giorni, pur mantenendo formalmente l’accordo già siglato con Netflix.

Una mossa che dimostra quanto la situazione sia ancora aperta e quanto le cifre in gioco possano cambiare gli equilibri.

Un’offerta più alta che riapre i giochi

L’attuale proposta di Netflix prevede un’acquisizione in contanti delle attività cinematografiche e televisive di Warner Bros. al valore di 27,75 dollari per azione, cifra rivista al rialzo rispetto a una precedente offerta mista tra contanti e azioni.

Dall’altra parte, Paramount Skydance aveva già messo sul tavolo 30 dollari per azione in contanti. Ora, però, la proposta si è ulteriormente rafforzata. Secondo quanto comunicato dal consiglio di amministrazione di Warner Bros. Discovery in una lettera ufficiale, un rappresentante finanziario avrebbe riferito verbalmente che Paramount sarebbe pronta a salire a 31 dollari per azione o anche oltre, qualora venissero avviate trattative formali.

Il board ha chiarito che questa cifra non rappresenterebbe “la migliore e definitiva proposta” di Paramount. Allo stesso tempo, ha sottolineato che Netflix ha concesso una deroga temporanea ad alcune clausole dell’accordo, permettendo a Warner Bros. Discovery di approfondire la proposta alternativa fino al 23 febbraio.

Il consiglio ha comunque ribadito di non aver ancora stabilito che l’offerta di Paramount sia superiore a quella di Netflix e ha confermato l’intenzione di sottoporre l’accordo con la piattaforma streaming al voto degli azionisti il 20 marzo 2026.

La ticking fee e la copertura della penale: una pressione concreta

A rendere la proposta di Paramount ancora più interessante è l’introduzione di una cosiddetta “ticking fee”, pari a 0,25 dollari per azione per ogni trimestre successivo al 31 dicembre 2026 in cui l’operazione non si fosse ancora conclusa. In termini complessivi, si tratterebbe di circa 650 milioni di dollari in contanti per trimestre destinati agli azionisti di Warner Bros. Discovery.

Non solo. Paramount avrebbe anche accettato di coprire una penale di 2,8 miliardi di dollari prevista in caso di rottura dell’accordo con Netflix, oltre ad aver concesso ulteriori facilitazioni legate ai costi di finanziamento del debito di Warner Bros. Discovery.

È un’escalation evidente. Coprire una cifra di questo livello dimostra quanto Paramount sia determinata a portare a termine l’operazione.

Due visioni diverse per il futuro di Warner Bros. Discovery

C’è poi una differenza strutturale importante tra le due offerte. Netflix sarebbe interessata esclusivamente a Warner Bros. Pictures e a HBO/HBO Max. Paramount, invece, punterebbe all’acquisizione dell’intera società, comprese le reti via cavo come CNN, TNT, Discovery, HGTV e Food Network.

Secondo quanto riportato anche da Variety, il consiglio di amministrazione potrebbe spingere Paramount a presentare la sua proposta migliore e definitiva, così da consentire agli azionisti una scelta pienamente consapevole e, allo stesso tempo, mettere pressione a Netflix affinché adegui eventualmente la propria offerta.

In altre parole, potrebbe aprirsi una vera e propria gara al rialzo.

Al momento Netflix viene considerata l’opzione meno dirompente in quello che potrebbe diventare uno dei più grandi riassetti societari nella storia di Hollywood. Tuttavia, con più denaro sul tavolo e condizioni finanziarie sempre più aggressive, la partita è tutt’altro che chiusa.

Nel mondo delle grandi acquisizioni, nulla è definitivo finché non arrivano firme e bonifici. E questa storia, chiaramente, non è ancora finita.