A dieci anni dal lancio della trilogia sequel, Star Wars riesce ancora a inciampare nella propria continuità. E stavolta il responsabile non è un film, ma un fumetto Marvel che, invece di chiarire un mistero, finisce per complicarlo inutilmente.
Con l’anniversario di Star Wars: Il Risveglio della Forza ancora fresco nella memoria dei fan, Han Solo – Hunt for the Falcon arriva con l’ambizione di raccontare cosa sia davvero successo al Millennium Falcon prima di finire abbandonato su Jakku. Peccato che il risultato sia una retcon che non combacia minimamente con il film.
Il mistero del Millennium Falcon secondo Il Risveglio della Forza
Quando Rey e Finn si imbattono per la prima volta con il Millennium Falcon, la nave è ridotta a un rottame, parcheggiata su Jakku come ferraglia qualunque.
Han Solo, quando la ritrova, sembra sinceramente sorpreso: credeva di aver perso le tracce del Falcon altrove, tanto da lamentarsi di non aver controllato meglio le Regioni Occidentali.
Nel celebre dialogo, Rey specifica una serie di furti che hanno portato a un continuo passaggio di mano della nave: Unkar Plutt → Irving Boys → Ducain.
Una scena che stabilisce due punti chiave: Han non aveva ancora ritrovato il Falcon e Rey conosce davvero la sua storia recente.
O almeno così credevamo.
Cosa racconta Han Solo – Hunt for the Falcon
Il fumetto, scritto da Rodney Barnes con i disegni di Ramon Rosanas, segue Han e Chewbacca mentre cercano la loro nave perduta. Sulla carta funziona: il tono è giusto, Han è Han, i dialoghi scorrono bene.
Il problema è dove porta la storia.
Nel corso della miniserie, Han:
- incontra Ducain;
- affronta gli Irving Boys;
- arriva fino a Unkar Plutt;
- e, alla fine, arriva su Jakku.
Nel finale, Han si rende conto che continuare a insistere significherebbe morire, quindi decide consapevolmente di abbandonare il Millennium Falcon lì dov’è.
Ed è qui che tutto crolla.
Il film dice una cosa, il fumetto un’altra
Nel film, Han si comporta come se Jakku fosse stata una tappa che gli manca. Nel fumetto, invece, era lì, faccia a faccia con la verità, e se n’è andato volontariamente.
L’unico modo per far quadrare le cose sarebbe ipotizzare che Han e Chewbacca stessero fingendo durante la conversazione con Rey, testando la sua storia.
Peccato che il film non lo suggerisca minimamente, i romanzi non lo confermino e nessun altro materiale canon lo supporti (almeno per ora).
Il risultato? Una contraddizione diretta con Il Risveglio della Forza.
Anche la timeline va in pezzi
Come se non bastasse, Hunt for the Falcon #5 include una sequenza onirica presentata visivamente come un flashback reale. In questa scena, Han pilota il Falcon in spazio imperiale, con la sua famiglia a bordo. Ben Solo è presente ed è abbastanza grande da parlare.
Il problema è che l’Impero cade ufficialmente nella Battaglia di Jakku, intorno alla nascita di Ben. Quando Ben era in grado di parlare, lo spazio imperiale non esisteva più.
Neanche tirando in ballo i residui imperiali visti in The Mandalorian, la timeline ufficiale di Star Wars semplicemente non torna.
La confusione: un problema ricorrente nei fumetti Marvel di Star Wars
Non è la prima volta che i fumetti Marvel inciampano nel canone di Star Wars. L’evento Battle of Jakku aveva già creato attriti con la trilogia Aftermath di Chuck Wendig e con The Legends of Luke Skywalker.
Ma lì si trattava di materiale secondario che entrava in conflitto con altro materiale secondario.
Qui, invece, un fumetto contraddice direttamente un film. E questo è molto più difficile da ignorare.
Ed è un vero peccato, perché in Han Solo – Hunt for the Falcon la caratterizzazione di Han funziona, il comparto grafico è solido e alcune idee narrative sono interessanti.
Ma come ponte narrativo verso Il Risveglio della Forza, questa nuova miniserie semplicemente non regge. Anziché arricchire la mitologia del Millennium Falcon, la rende più confusa.

