Gio 19 Febbraio, 2026
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Steven Soderbergh parla della delusione per il suo film cancellato di Star Wars: The Hunt for Ben Solo

Non mancano i progetti legati a Star Wars, ma per ogni film che arriva davvero al cinema ce n’è un altro che si perde per strada. Tra le cancellazioni più sorprendenti degli ultimi anni c’è The Hunt for Ben Solo, progetto che avrebbe riportato Steven Soderbergh nell’universo della saga, riunendolo con Adam Driver dopo La truffa dei Logan.

Ora il regista ha deciso di raccontare cosa è accaduto davvero e perché il film non è mai entrato in produzione. E dalle sue parole emerge chiaramente quanto la vicenda sia stata difficile da accettare.

Una sceneggiatura pronta, poi lo stop di Disney al film di Star Wars di Steven Soderbergh

Secondo quanto emerso, Lucasfilm aveva tra le mani una sceneggiatura completa di The Hunt for Ben Solo e ne era entusiasta. La storia si sarebbe concentrata su Ben Solo dopo gli eventi di Star Wars: L’ascesa di Skywalker, ultimo capitolo della trilogia sequel.

Nonostante il copione fosse terminato e sostenuto creativamente da Lucasfilm, The Walt Disney Company avrebbe deciso di fermare tutto. Il motivo? I dirigenti non sarebbero stati convinti della possibilità narrativa di mantenere in vita Ben Solo dopo la sua apparente morte nel finale del film.

In un’intervista a BKMAG, Soderbergh non ha nascosto la frustrazione. Ha raccontato che lui, Adam Driver e la sceneggiatrice Rebecca Blunt hanno lavorato gratuitamente per due anni e mezzo allo sviluppo del progetto. Quando Driver ha valutato di parlarne pubblicamente, Soderbergh gli ha suggerito di limitarsi ai fatti, senza speculazioni. La motivazione ufficiale ricevuta sarebbe stata semplicemente: “Non pensiamo che Ben Solo possa essere vivo”. E null’altro.

Il regista ha spiegato che si aspettava almeno una discussione pratica sui costi di produzione, sottolineando di avere già una proposta concreta e sostenibile. Ma la conversazione non sarebbe mai arrivata a quel punto. Una situazione che lui stesso ha definito assurda, lasciando tutti profondamente delusi.

Nuovi vertici e un futuro incerto per Star Wars

La notizia dell’esistenza del film era emersa mesi fa proprio grazie ad Adam Driver, e i fan avevano reagito con entusiasmo sui social, chiedendo a gran voce di riconsiderare il progetto. Al momento, però, non ci sarebbero piani per un suo ritorno nel franchise.

Nel frattempo, Disney sta entrando in una nuova fase con l’arrivo di Josh D’Amaro come CEO al posto di Bob Iger. Poiché era stata proprio Disney a bloccare il film, alcuni osservatori ipotizzano che un cambio al vertice potrebbe portare a rivedere progetti accantonati.

Anche Lucasfilm sta vivendo un passaggio importante: Dave Filoni e Lynwen Brennan sono diventati co-presidenti, subentrando a Kathleen Kennedy, che aveva inizialmente approvato la sceneggiatura prima dello stop imposto da Disney.

Al momento il calendario cinematografico include The Mandalorian & Grogu e Star Wars: Starfighter, quest’ultimo previsto per il 2027. Oltre a questi titoli, il quadro resta meno definito, con vari progetti rumoreggiati, tra cui una trilogia firmata da Simon Kinberg incentrata su Rey.

In questo contesto di incertezza, la cancellazione di The Hunt for Ben Solo appare ancora più enigmatica. Riportare in vita un personaggio potrebbe aver sollevato dibattiti, ma nell’universo di Star Wars le resurrezioni non sono certo una novità.

Per ora, il film esiste solo nella mente di Soderbergh e nell’immaginazione dei fan che avrebbero voluto vedere proseguire la storia di Ben Solo. Se un giorno tornerà sul tavolo dipenderà dalla visione che la nuova leadership di Lucasfilm deciderà di dare alla saga.