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Spider-Man 4 con Tobey Maguire: Sam Raimi mette la parola fine al sogno

Quando la trilogia originale di Spider-Man con Tobey Maguire si è conclusa dopo tre film, in pochi avrebbero scommesso di rivedere quell’Uomo Ragno sul grande schermo. E invece è successo.
Spider-Man: No Way Home ha regalato ai fan uno dei momenti più emozionanti della storia recente del cinema supereroistico, riunendo Maguire, Andrew Garfield e Tom Holland in un’esplosione di multiverso, nostalgia ed emozioni fumettistiche.

Il successo del film ha riacceso una speranza che covava sotto la cenere da anni: Spider-Man 4, un vero sequel ambientato nell’universo di Sam Raimi.

Ma ora, purtroppo, arriva la doccia fredda definitiva.

Spider-Man 4: Sam Raimi spegne le speranze

Intervistato da Screen Rant durante la promozione del suo nuovo film horror Send Help, Sam Raimi ha chiarito una volta per tutte la sua posizione su un eventuale ritorno a Spider-Man.

Secondo il regista, non sarebbe giusto riprendere in mano quella versione della storia. Raimi ha spiegato che, dopo aver portato avanti il personaggio per tre film, ha simbolicamente passato il testimone, e ora spetta ad altri continuare a correre.

In altre parole: il suo Spider-Man ha detto tutto quello che doveva dire.

Un discorso elegante, maturo e coerente con il percorso del regista, che riconosce Spider-Man come un personaggio collettivo, cresciuto grazie al lavoro di decine di autori, artisti e filmmaker nel corso di decenni.

Un quarto capitolo senza Raimi? Meglio di no

Negli ultimi mesi qualche spiraglio si era aperto. Mattson Tomlin, co-sceneggiatore di The Batman – Parte II, aveva lasciato intendere che un progetto con Tobey Maguire non fosse del tutto morto, parlando di “tanta burocrazia, ma nessun no definitivo”.

L’idea affascinava: un Peter Parker più adulto, alle prese con la paternità e con il peso di una vita passata a salvare il mondo. Ma c’è un problema enorme: Spider-Man 4 senza Sam Raimi non sarebbe davvero Spider-Man 4.

Lo stile, il tono, l’anima pulp e melodrammatica della trilogia originale sono inseparabili dalla sua regia. Tobey Maguire può anche tornare, ma senza Raimi dietro la macchina da presa il risultato rischierebbe di sembrare un’imitazione, non un’eredità autentica.

E Raimi ha già dimostrato con Doctor Strange nel Multiverso della Follia di saper ancora maneggiare perfettamente il linguaggio dei cinecomic.

Spider Man 2 Tobey

Un addio che, in fondo, è già perfetto

Se No Way Home dovesse davvero essere l’ultima apparizione di Tobey Maguire come Spider-Man, allora possiamo dirlo senza esitazioni: è stato un addio fatto come si deve.

Il film ha sistemato le ferite lasciate da Spider-Man 3, mostrando un Peter finalmente in pace, capace di far funzionare la sua relazione con MJ e di convivere con il suo ruolo da eroe.

Dopo anni di sacrifici, quel Peter Parker aveva trovato il suo equilibrio. E forse, per una volta, è giusto lasciarlo lì.