Può sembrare strano, quasi impossibile, ma è tutto vero: Liv Tyler non ha mai visto per intero la trilogia de Il Signore degli Anelli. A distanza di venticinque anni dall’uscita de La Compagnia dell’Anello, l’attrice che ha dato volto a Arwen non è mai andata oltre la prima metà del primo film. Una rivelazione che continua a sorprendere i fan della Terra di Mezzo, soprattutto chi considera quei film una sorta di rito periodico.
L’idea che una delle protagoniste di una delle saghe più amate del cinema del fantasy non abbia mai completato la visione dell’opera suona quasi come una provocazione, e invece è semplicemente un dato di fatto, raccontato con naturalezza e senza alcun intento polemico.
Un ricordo confuso e una confessione spontanea
La rivelazione è arrivata durante una recente intervista a Empire Magazine, in compagnia di Cate Blanchett. Le due attrici stavano cercando di ricordare una scena condivisa nei panni delle loro controparti elfiche, ma la memoria di Tyler ha iniziato a vacillare. A quel punto è arrivata la confessione, quasi buttata lì: ricorda vagamente una conversazione, forse seduta su una sedia, ma ammette di aver visto solo la prima metà del primo film.
La Tyler ha spiegato di aver provato più volte a mostrare Il Signore degli Anelli ai suoi figli, senza grande successo. L’entusiasmo che per molti spettatori è automatico, in casa sua sembra non scattare, almeno per le nuove generazioni. E così, a distanza di decenni, il viaggio verso Mordor resta incompiuto, almeno sullo schermo.
Un impegno totale, anche senza riguardare i film
Il fatto di non aver mai visto l’intera trilogia non dice nulla sull’impegno che Liv Tyler ha messo nel ruolo. Anzi, Cate Blanchett ha colto l’occasione per lodare la sua pronuncia dell’elfico, definendola musicale e piacevole da ascoltare. La Tyler ha raccontato di aver studiato la lingua in modo quasi ossessivo, ascoltandola su audiocassette e ripetendola di continuo mentre camminava.
Arwen, del resto, è un personaggio che nei romanzi di Tolkien occupa uno spazio limitato, ma che nei film assume un peso emotivo molto più forte. Proprio questa libertà ha permesso a Tyler di costruire una figura intensa, malinconica, centrale nell’equilibrio emotivo della storia, anche senza essere sempre al centro dell’azione.
Le scene tagliate e l’Arwen che non abbiamo visto
I fan storici sanno bene che Arwen avrebbe dovuto avere un ruolo ancora più attivo, soprattutto ne Le Due Torri. Tyler ha confermato di aver girato le sequenze ambientate al Fosso di Helm, combattendo al fianco di Aragorn e del resto della Compagnia. Un’esperienza fisicamente durissima, che lei stessa descrive come brutale, e che alla fine non ha trovato posto nel montaggio finale.
Un’altra scena eliminata coinvolgeva proprio Arwen e Galadriel, ed è quella che Tyler stava cercando di ricordare durante l’intervista. Nonostante i tagli, il personaggio è rimasto molto più centrale rispetto ai libri, arrivando persino a sostituire Glorfindel nella celebre corsa verso Gran Burrone. Una scelta che ancora oggi divide i puristi, ma che ha contribuito a rendere Arwen una figura iconica del cinema.
Peter Jackson ha trasformato Arwen in un vero perno emotivo della trilogia, e Liv Tyler ha dato al personaggio una grazia che continua a essere ricordata. L’attrice ha anche detto che tornerebbe volentieri se il cast si riunisse per La caccia a Gollum, progetto ancora in fase di sviluppo.
Ha contribuito a definire una delle trilogie più amate di sempre, ha parlato elfico in modo impeccabile, ha girato scene di battaglia estenuanti, eppure non ha mai sentito il bisogno di sedersi e guardare tutto dall’inizio alla fine. A questo punto sembra quasi una scelta consapevole, una piccola anomalia personale in mezzo a un mito collettivo.


