Dalla steppa del Kazakistan arrivano notizie decisamente positive per il programma spaziale russo. Roscosmos ha annunciato di aver completato le riparazioni al pad di lancio 31-6 del cosmodromo di Bajkonur, sito danneggiato lo scorso 27 novembre durante il lancio della missione Soyuz MS-28.
Un incidente piuttosto serio che aveva messo temporaneamente in dubbio la capacità russa di effettuare lanci con equipaggio verso la Stazione Spaziale Internazionale. Ma contro ogni previsione, i lavori sono stati completati entro i tempi annunciati.
Cosa era successo al pad di lancio di Bajkonur?
Il problema è nato da una piattaforma mobile da circa 20 tonnellate, utilizzata nella fase di preparazione del razzo. Questa struttura viene posizionata sotto al vettore per installare i caratteristici “fiammiferi” giganti di betulla, dispositivi pirotecnici che innescano l’accensione dei cinque motori RD-107 e RD-108.
Si tratta di un sistema estremamente semplice, quasi vintage, ma proprio per questo anche incredibilmente affidabile: una delle ragioni per cui i razzi Soyuz vantano uno dei migliori record di sicurezza nella storia dei voli spaziali.
Prima del decollo, la piattaforma deve essere ritratta e bloccata per evitare danni durante l’accensione dei motori. Nel lancio di novembre, però, qualcosa è andato storto: la struttura non è stata assicurata correttamente.
Il risultato? La violenza del decollo l’ha strappata dalla sua posizione e scagliata nel deflettore di fiamma, distruggendola completamente.
Perché il sito 31-6 è così importante
Il problema non era solo il danno in sé, ma l’importanza strategica del pad 31-6.
Questo sito è infatti l’unico al mondo in grado di lanciare una Soyuz con equipaggio umano. E la Soyuz, al momento, rappresenta l’unica alternativa operativa alla SpaceX Crew Dragon di SpaceX per trasportare astronauti verso la ISS.
In altre parole: senza quel pad operativo, l’accesso umano alla stazione spaziale sarebbe rimasto praticamente monopolio statunitense.
Scetticismo e difficoltà logistiche
Quando Roscosmos annunciò di voler completare le riparazioni entro fine febbraio, molti osservatori rimasero scettici.
I dubbi erano legati a diversi fattori: difficoltà dell’economia russa nel reperire materiali e personale qualificato; priorità di bilancio concentrate sulla guerra in Ucraina; una lunga storia di inefficienze e scandali di corruzione all’interno dell’agenzia spaziale russa.
In poche parole riparare rapidamente una struttura così complessa sembrava tutt’altro che scontato.
Riparazioni in tempi record e nuovo lancio il 22 marzo
Invece, contro pronostico, Roscosmos ha mantenuto la promessa.
Dopo aver recuperato i materiali necessari e lavorato nel pieno dell’inverno della steppa kazaka, l’agenzia ha annunciato che i lavori sono stati completati il 3 marzo.
Il sito di lancio è quindi tornato operativo e ospiterà presto una nuova missione: il lancio della cargo Progress MS-33, programmato per il 22 marzo e rimasto bloccato a terra proprio a causa dell’incidente.
Una buona notizia anche per la ISS
Il ritorno in servizio del pad 31-6 è importante non solo per il prestigio di Roscosmos, ma anche per l’intero ecosistema della Stazione Spaziale Internazionale.
Nel volo spaziale umano, la ridondanza è fondamentale. Avere più veicoli e più sistemi di accesso alla stazione garantisce sicurezza operativa e continuità delle missioni e in un’epoca in cui lo spazio è tornato al centro della competizione tecnologica globale, ogni lancio conta.
Roscosmos completa le riparazioni del sito di lancio 31-6 di Bajkonur dopo l’incidente con Soyuz MS-28. Il pad tornerà operativo con la missione Progress MS-33 verso la ISS.


