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I registi di Project Hail Mary svelano la sorprendente quantità di effetti pratici nel film

Negli ultimi decenni, il cinema ha fatto passi da gigante nel campo degli effetti visivi digitali: oggi la CGI permette di portare sullo schermo praticamente qualsiasi cosa. Eppure, c’è ancora chi sceglie di percorrere una strada diversa. È il caso di Phil Lord e Chris Miller, i registi de L’ultima missione: Project Hail Mary, che hanno puntato decisamente sugli effetti pratici per dare vita al loro film, raccontando il processo in una recente intervista.

Il punto di partenza della conversazione è stato Rocky, il personaggio alieno già amatissimo dai fan del romanzo originale di Andy Weir, e destinato a diventare uno dei protagonisti più discussi del film.

“Credo che il risultato più straordinario sia Rocky. A tutto tondo: dalla sua progettazione, iniziata ancor prima che avessimo una sceneggiatura, fino alla sua stampa fisica, alla pittura, ai movimenti espressivi, fino agli artisti CGI e agli animatori che hanno raccolto il testimone… È emblematico di ciò che succede nell’intero film.”

Niente green screen: la scelta coraggiosa di Lord e Miller

Miller ha poi rivelato un dettaglio che ha sorpreso molti: “Nel film non c’è nemmeno un green screen. Non è stato usato un solo schermo verde o blu. L’intera nave è stata costruita come set dall’interno. Avevamo anche una grande sezione dell’esterno della nave che abbiamo costruito fisicamente.”

Una scelta produttiva notevole, che ha avuto un impatto diretto sulla qualità delle riprese. Avere Rocky fisicamente presente sul set ha permesso al direttore della fotografia Greig Fraser e al suo team di lavorare con luci reali, muovendo la macchina da presa liberamente e catturando le reazioni di Ryan Gosling di fronte a qualcosa di concreto, non immaginario.

“Rocky era davvero con noi in ogni momento. Questo è ciò che lo fa sembrare reale e naturale… potevi vedere cosa stava facendo Rocky e poi spostarti su Grace per vedere la sua reazione a ciò che stava accadendo davvero. Non stavi solo cercando di indovinare dove Rocky avrebbe potuto essere un giorno. Ed è questo che fa sembrare tutto catturato nell’istante.”

Project Hail Mary

Un approccio che ricorda i grandi classici

La presenza fisica di Rocky sul set ricorda da vicino quella del celebre pupazzo di E.T. – L’extra-terrestre, con cui i giovani attori del film di Spielberg crearono un legame emotivo autentico, contribuendo a rendere quella pellicola un classico senza tempo. Lo stesso principio sembra essere stato applicato qui: dare a Gosling qualcosa di reale con cui interagire ha reso la sua performance più genuina e immediata.

Questo non significa che L’ultima missione: Project Hail Mary sia privo di effetti digitali — Lord ha tenuto a sottolineare il lavoro fondamentale degli artisti CGI nel completare e perfezionare il personaggio. Ma sapere che tanto di ciò che si vede sullo schermo è stato costruito e vissuto fisicamente sul set aggiunge un livello di autenticità difficile da replicare con il solo computer.

L’ultima missione: Project Hail Mary arriverà nelle sale italiane il 19 marzo 2026.