A volte basta una scena, un fiore e il momento giusto per trasformare un angolo qualunque di una città in un luogo simbolo della cultura pop. È esattamente quello che sta succedendo a Jimbocho, storico quartiere di Tokyo, dove una semplice cabina telefonica pubblica è diventata una meta di pellegrinaggio per i fan di Chainsaw Man.
Il motivo? Tutto porta a Tatsuki Fujimoto e al film Chainsaw Man: Reze Arc.
La cabina telefonica di Denji e Reze
Secondo molti fan, la cabina telefonica in questione sarebbe la fonte di ispirazione reale per una delle scene più iconiche del film: l’incontro tra Denji e Reze culminato con il gesto semplice ma potentissimo del fiore, una singola margherita.
Da quando il film è uscito nelle sale nel settembre 2025, la cabina è diventata un punto di ritrovo per appassionati che arrivano lì per scattare foto, lasciare fiori e rendere omaggio alla storia. Un esempio perfetto di quello che in Giappone viene chiamato seichi junrei, il pellegrinaggio nei luoghi reali legati a opere di finzione.
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Un successo che va oltre il cinema
Il fenomeno è tutt’altro che marginale. Chainsaw Man: Reze Arc è stato un successo internazionale, confermandosi come uno dei più grandi e apprezzati lungometraggi anime recenti.
La fama del film, però, non si è fermata al box office. Foto e video della cabina di Jimbocho hanno iniziato a circolare sui social giapponesi e internazionali, attirando anche fan dall’estero, incuriositi da questo nuovo luogo simbolico.
All’interno della cabina sono stati avvistati decine di fiori, semplici riconoscimenti lasciati in silenzio come tributo alla relazione tra Denji e Reze. Un gesto poetico, ma che ha anche generato qualche perplessità.
Tra entusiasmo dei fan e rispetto degli spazi pubblici
Come riportato da J-Cast, non tutti i passanti hanno subito capito cosa stesse succedendo. Alcuni si sono trovati davanti a una cabina piena di fiori e persone in fila senza alcun contesto apparente.
A intervenire è stata NTT East, l’azienda che gestisce le cabine telefoniche pubbliche. Pur dichiarandosi felice per l’interesse culturale generato dal film, l’azienda ha ricordato che le cabine restano spazi di servizio pubblico, invitando i fan a essere rispettosi e a non lasciare oggetti o fiori all’interno, ma a portarli via dopo le visite.
Quando il manga invade la realtà
Questo episodio dimostra ancora una volta quanto Chainsaw Man sia diventato più di un semplice manga o anime. È un’opera capace di influenzare luoghi reali, comportamenti e rituali collettivi, trasformando spazi urbani in simboli emotivi condivisi.
Da Jimbocho al grande schermo, Fujimoto continua a lasciare il segno. E se una cabina telefonica può diventare un luogo di pellegrinaggio, allora è chiaro che Chainsaw Man ha ormai superato i confini della fiction.


