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Alien: Pianeta Terra, Noah Hawley spiega la controversa svolta con lo Xenomorfo nell’episodio 7

La serie Alien: Pianeta Terra continua a sorprendere con sviluppi narrativi che dividono il pubblico. Nell’episodio 7, intitolato Emergence, la giovane Wendy, interpretata da Sydney Chandler, compie infatti un gesto che ha lasciato i fan divisi: non solo comunica con uno Xenomorfo, ma lo utilizza per eliminare i soldati della Yutani. Una scelta che ha sollevato dubbi morali e domande sul rispetto della tradizione del franchise.

Il creatore della serie, Noah Hawley, ha affrontato direttamente la questione, spiegando le motivazioni dietro questa svolta e chiarendo che la decisione non è stata presa alla leggera.

Wendy e la connessione con lo Xenomorfo: un gesto emotivo e istintivo

Hawley ha descritto Wendy come una dodicenne che vive un momento di profonda rabbia per come vengono trattati gli ibridi e per ciò che è stato fatto a Nibs. La sua giovane età e la difficoltà a gestire la rabbia, quello che Hawley ha definito “executive function issues”, rendono le sue azioni impulsive e poco ragionate.

Il tentativo di stabilire un legame con lo Xenomorfo nasce proprio da questa emotività incontrollata. Hawley lo inserisce all’interno di un tema più ampio di Alien: Pianeta Terra: la possibilità di comunicare con gli Xenomorfi. Non è un concetto del tutto nuovo, visto che già in Aliens di James Cameron la Regina sembrava comunicare con i suoi droni attraverso mezzi misteriosi, forse feromoni o segnali non ancora compresi.

Wendy incarna così l’idea di esplorare un territorio narrativo inedito: cosa succede se gli Xenomorfi non sono soltanto macchine di morte, ma creature in grado di rispondere a un richiamo umano?

Un’alleanza temporanea che nasconde rischi e conseguenze

La scena in cui Wendy ordina a un alieno di attaccare i soldati non rappresenta, secondo Hawley, un primo passo verso l’idea di uno Xenomorfo come animale da compagnia. Al contrario, il creatore della serie ha voluto sottolineare che ogni apparente alleanza con queste creature porta con sé conseguenze inevitabili e mai sicure.

In un’intervista, Hawley ha dichiarato chiaramente: “Non voglio che lei abbia un alieno come animale domestico. Ma se sembra che si sia creata un’alleanza, allora la domanda diventa: quali possibilità narrative interessanti possiamo esplorare? E, poiché si tratta di una storia horror, dobbiamo assumere che, alla fine, non funzionerà.”

La tensione quindi non deriva dal gesto in sé, ma dal prezzo che comporterà. Wendy, pur cercando di credere che le creature non abbiano colpa per la loro esistenza e che non meritino di essere usate come cavie, rischia di perdere il senso della propria umanità.

Il ribaltamento della tradizione horror di Alien

Da sempre gli Xenomorfi rappresentano l’incarnazione della minaccia assoluta: esseri inarrestabili da combattere, contenere o fuggire. Vederne uno rispondere a un comando umano capovolge completamente questa dinamica. Per molti fan si tratta di un tradimento della mitologia della saga, ma per Hawley è l’occasione di spingersi oltre e arricchire la narrazione con nuove tensioni morali.

Il rischio è evidente: il pubblico potrebbe percepire questa scelta come un indebolimento del mostro più iconico della fantascienza. Tuttavia, Hawley sostiene che proprio questo azzardo renda la serie più interessante. L’alleanza tra Wendy e lo Xenomorfo non è pensata per durare né per trasformarsi in una relazione rassicurante, ma per aprire spazi narrativi complessi, dove il confine tra vittima, carnefice e mostro si fa sempre più sottile.

L’obiettivo non è trasformare l’horror in una storia di amicizia, ma ribadire che ogni tentativo di piegare l’orrore a fini umani porta inevitabilmente a conseguenze tragiche.