James Van Der Beek, l’attore che negli anni ’90 ha dato un volto a Dawson Leery in Dawson’s Creek, è morto all’età di 48 anni.
L’annuncio è arrivato pochi minuti fa attraverso un messaggio pubblicato sul suo profilo Instagram ufficiale:
“Il nostro amato James David Van Der Beek si è spento serenamente questa mattina. Ha affrontato i suoi ultimi giorni con coraggio, fede e grazia. Ci sarà tempo per condividere i suoi desideri, il suo amore per l’umanità e il valore sacro che attribuiva al tempo. Per ora chiediamo rispetto e privacy mentre piangiamo nostro marito, padre, figlio, fratello e amico.”
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La battaglia contro il cancro
Nel novembre 2024, Van Der Beek aveva rivelato di essere affetto da cancro al colon, poco prima di partecipare allo speciale benefico americano The Real Full Monty, programma ispirato al celebre film britannico, in cui un gruppo di celebrità si spogliava per sensibilizzare sul tema della prevenzione oncologica.
Un anno dopo, nel novembre 2025, l’attore aveva annunciato l’intenzione di mettere all’asta memorabilia e oggetti personali legati alla sua carriera per contribuire a finanziare le cure.
Dallo sport alla recitazione: un destino cambiato da un infortunio
Nato nel Connecticut nel 1977, da ragazzo Van Der Beek sembrava destinato allo sport. Un grave infortunio al football, però, gli causò una commozione cerebrale e i medici gli impedirono di praticare attività agonistica per un anno.
Fu allora che si avvicinò alla recitazione. Poco dopo ottenne il ruolo di Danny Zuko in una produzione scolastica di Grease. Il resto è storia.
L’esplosione con Dawson’s Creek
Nel 1998 arrivò la svolta: Dawson Leery, il sognatore cinefilo ossessionato da Steven Spielberg e innamorato della vicina Joey Potter (Katie Holmes), divenne uno dei personaggi simbolo della TV teen di fine millennio.
Quello stesso anno fu inserito tra le “Most Beautiful People” di People Magazine.
In occasione del 25° anniversario di Dawsons’ Creek, Van Der Beek aveva scritto:
“Venticinque anni fa oggi la mia vita è cambiata. Non gradualmente… istantaneamente. Era il culmine di anni di audizioni, viaggi, sogni, rifiuti e perseveranza. Ma il cambiamento fu improvviso.”
La fama, però, arrivò con un prezzo. L’attore raccontò in seguito quanto fosse difficile muoversi in pubblico senza rischiare di essere assalito da fan adolescenti: “Un autografo poteva trasformarsi in una folla incontrollabile”.
Una carriera tra drama, ironia e auto-parodia
Dopo la fine di Dawson’s Creek, Van Der Beek prese le distanze dal personaggio, dichiarando nel 2017 di sentirsi “completo” e non interessato a tornare nei suoi panni.
Tra i suoi ruoli più noti:
- Varsity Blues, teen drama sportivo accanto a Paul Walker
- The Rules of Attraction, dove interpretava Sean Bateman, fratello del Patrick Bateman di American Psycho;
- un cameo meta in Scary Movie;
- La versione ironica di sé stesso in Don’t Trust the B—- in Apartment 23 (che gli valse una nomination ai Teen Choice Awards nel 2012);
Non mancavano sketch per Funny or Die, incluso il celebre Vandermemes, che ironizzava sul suo iconico “ugly cry face” diventato virale negli anni.
Il tentativo di reunion e l’assenza forzata
Dopo l’annuncio della malattia, era stato organizzato un evento reunion benefico con Katie Holmes, Michelle Williams e Joshua Jackson. A causa delle sue condizioni di salute, Van Der Beek non poté partecipare: al suo posto, in un gesto simbolico, intervenne Lin-Manuel Miranda.
L’eredità di una generazione
James Van Der Beek lascia la moglie Kimberly e i loro sei figli: Olivia, Joshua, Annabel, Emilia, Gwendolyn e Jeremiah.
Per un’intera generazione è stato il volto delle inquietudini adolescenziali a cavallo tra due millenni. Ma negli anni è riuscito a trasformare quell’immagine in qualcosa di più consapevole, ironico e umano.
E forse è proprio questo il suo lascito più autentico.

