L’apocalisse sarà trasmessa in diretta. La popolare saga letteraria Dungeon Crawler Carl di Matt Dinniman sta per fare il grande salto sul piccolo schermo: la serie live-action è ufficialmente in sviluppo su Peacock, con Seth MacFarlane e Chris Yost alla guida del progetto. Dopo essere stata raccolta da Universal International Studios all’inizio del 2025 senza ancora una piattaforma di destinazione, l’adattamento ha ora una casa — e un team creativo che fa ben sperare.
Yost, noto per il suo lavoro su adattamenti di fumetti e produzioni animate di successo, si occuperà della scrittura e della produzione esecutiva. MacFarlane partecipa attraverso la sua Fuzzy Door Productions insieme a Erica Huggins, mentre Dinniman stesso rimane coinvolto come produttore esecutivo — un segnale rassicurante per chi teme che le serie TV perdano l’anima del materiale originale non appena i diritti cambiano di mano.
Di cosa parla Dungeon Crawler Carl
Per chi non conoscesse la saga: la premessa è gloriosamente fuori di testa, nel senso migliore possibile. Un’invasione aliena ha spazzato via buona parte dell’umanità, e i pochi sopravvissuti si ritrovano costretti a combattere per la sopravvivenza in un sadico game show intergalattico. Il protagonista è Carl, un veterano della Guardia Costiera, che si ritrova a dover affrontare dungeon, mostri, intelligenze artificiali impazzite e altri sopravvissuti — il tutto scalzo e in compagnia della gatta premiata ai concorsi della sua ex-ragazza, Principessa Donut la Regina Anna Chonk. Una gatta parlante, con la tiara, con un’altissima opinione di sé stessa e un bassissimo grado di tolleranza per l’incompetenza altrui. Come recita la descrizione ufficiale: “La sopravvivenza è facoltativa. L’intrattenimento è obbligatorio.”
La saga conta attualmente sette volumi pubblicati, con un ottavo in uscita il 12 maggio In Italia è da poco uscito il secondo romanzo (lo potete trovare QUI), e personalmente è una delle mie letture preferite dell’anno. Dinniman ha dichiarato di puntare a un totale di dieci romanzi, il che garantirebbe alla serie abbondante materiale narrativo su cui lavorare nel caso in cui prendesse piede.
La sfida della CGI e la fiducia nel team
Una delle domande più pressanti tra i fan riguarda la fattibilità tecnica dell’adattamento. Una gatta parlante con la tiara che commenta tutto con sarcasmo tagliente, dungeon multi-livello, creature aliene e game master cosmici non sono esattamente materiale semplice da portare in scena in live-action senza che il risultato sembri pacchiano. Dinniman è consapevole del rischio e non ha intenzione di scendere a compromessi: “Non lo faremo se sembrerà una schifezza. Faranno dei test CGI su Principessa Donut e cose simili. È tutto lì. Se guardate Ted o The Orville, vedrete che sanno quello che fanno quando si tratta di questo.”
Il riferimento a Ted e The Orville è tutt’altro che casuale: entrambi i progetti prodotti da MacFarlane hanno dimostrato che il suo team è in grado di integrare personaggi in CGI e scenografie fantascientifiche con il live-action senza che il tutto cada a pezzi. Se riusciranno a replicare quella qualità su Dungeon Crawler Carl — e soprattutto a portare in vita Principessa Donut con la giusta combinazione di dignità e arroganza felina — questa potrebbe diventare una delle serie di genere più originali e divertenti degli ultimi anni.

