La missione Artemis II rappresenta uno dei momenti più attesi della nuova era dell’esplorazione spaziale.
Dopo oltre mezzo secolo dalle missioni Apollo e dopo lo spettacolare decollo di questa notte, la NASA è pronta a riportare esseri umani nei dintorni della Luna con un volo di circa 10 giorni a bordo della capsula Orion.
Verso la Luna e (un po’) oltre
A bordo ci sono quattro astronauti: gli statunitensi Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch a cui si aggiunge il canadese Jeremy Hansen (della Canadian Space Agency).
La missione prevede un flyby lunare (senza atterraggio), ma ogni singola fase del viaggio verso la Lune e del ritorno sulla Terra è pianificata nei minimi dettagli. Ecco cosa succederà, giorno dopo giorno.
Il lancio
Il viaggio iniziato con il decollo del gigantesco Space Launch System.
I primi 8 minuti sono stati cruciali: separazione dei booster, distacco del primo stadio e inserimento in orbita. Subito dopo, gli astronauti hanno iniziato con le prime manovre:
- accensione del modulo di propulsione;
- separazione dallo stadio superiore;
- test di manovra ravvicinata (le cosiddette proximity operations);
Sono tutte fasi fondamentalei per testare soprattutto l’affidabilità della navicella Orion in vista delle future missioni con lander lunari.
Liftoff.
The Artemis II mission launched from @NASAKennedy at 6:35pm ET (2235 UTC), propelling four astronauts on a journey around the Moon.
Artemis II will pave the way for future Moon landings, as well as the next giant leap — astronauts on Mars. pic.twitter.com/ENQA4RTqAc
— NASA (@NASA) April 1, 2026
Giorno 1: ciao ciao Terra
Il momento chiave è la Translunar Injection (TLI), una manovra di circa 30 minuti che spingerà la Orion fuori dall’orbita terrestre.
Da qui in poi non si torna indietro facilmente: la traiettoria è una free-return, cioè un’orbita che porterà automaticamente gli astronauti attorno alla Luna e di nuovo verso la Terra.
The Orion spacecraft successfully separated from the upper stage of the rocket, and the “proximity operations” test is underway. The Artemis II astronauts are manually piloting Orion similarly to how they would if they were docking with another spacecraft. pic.twitter.com/RWW4RSyaoq
— NASA (@NASA) April 2, 2026
Giorno 2: vita nello spazio (e primi test)
Il viaggio entra nel vivo con gli astronauti che saranno impegnati in esercizi fisici per studiare gli effetti della microgravità, test dei sistemi di bordo e adattamento alla vita nello spazio.
Non è solo esplorazione spaziale: c’è anche scienza e test sul corpo umano.
Giorno 3: prove generali per il flyby
Gli astronauti inizieranno a prepararsi per il momento clou che prevederà: simulazioni delle osservazioni lunari, esercitazioni in assenza di gravità e dimostrazioni di sicurezza (inclusa la RCP in microgravità).
Infatti bisogna ricordare che anche operazioni “semplici” diventano complesse in assenza di gravità (o meglio, con gravità ridottissima).
Giorno 4: rotta verso la Luna
Questa sarà una giornata più “tranquilla”, ma comunque piena di impegni: comunicazioni con la Terra, revisione delle immagini lunari e preparazione agli obiettivi scientifici previsti dalla missione.
Per i nostri quattro eroi ci sarà anche il tempo per scattare foto spettacolari della Terra vista in lontananza.
Giorno 5: ingresso nello spazio lunare
Arriva il momento storico: la gravità della Luna supera quella terrestre e gli astronauti all’interno della Orion diventano i primi esseri umani a viaggiare nello spazio lunare dal 1972.
In programma del quinto giorno prevede: test delle tute spaziali, simulazioni di emergenza e correzioni di traiettoria.
Giorno 6: il flyby della Luna
È il giorno più atteso. Orion transiterà a circa 6.000–9.600 km dalla superficie lunare.
Per circa 3 ore, l’equipaggio scatterà immagini, registrerà dati scientifici e osserverà formazioni geologiche.
Si tratta di un momento che porterà Wiseman, Glover, Koch ed Hansen più lontano dalla Terra di qualsiasi missione con equipaggio nella storia.
Giorno 7: ritorno verso casa
Dopo aver lasciato lo spazio lunare l’equipaggio, con le comunicazioni non più bloccate dalla Luna, invierà dati agli scienziati sulla Terra e saranno effettuate valutazioni fisiche e psicologiche in collegamento con la Stazione Spaziale Internazionale.
Un momento altamente simbolico: astronauti nello spazio profondo che parlano con altri astronauti in orbita terrestre.
Giorno 8: test cruciali nello spazio profondo
A due giorni dal rientro, a bordo della Orion si svolgeranno due attività fondamentali: la Schermatura dalle radiazioni, con gli astronauti simuleranno una tempesta solare usando lo scudo termico come protezione, e il Controllo dell’assetto, ossia dei test sulle capacità di manovra di Orion, operazioni cruciali per le missioni future.
Giorno 9: preparazione al rientro
Questo sarà l’ultimo giorno completo nello spazio che vedrà la crew impegnata con le ultime verifiche e prove tecniche, senza dimenticare che ci sarà un fase di preparazione fisica al ritorno (con speciali tute compressive).
Tutto deve essere perfetto per il rientro.
Giorno 10: rientro e ammaraggio della Orion
La fase finale della missione Artemis II sarà spettacolare e delicatissima tanto quanto quella di decollo.
In sequenza si avranno:
- separazione del modulo di servizio;
- rientro atmosferico;
- apertura dei paracadute.
L’ammaraggio avverrà nell’Oceano Pacifico, al largo di San Francisco, con il recupero della Orion e del suo equipaggio da parte della Marina USA.
Una missione che guarda al futuro
Artemis II non porterà astronauti sulla Luna ma è un passo fondamentale verso Artemis III, missione che punta a riportare l’uomo sulla superficie della Luna.
È una missione di test, certo, ma anche un simbolo, l’inizio concreto del ritorno dell’umanità nello spazio profondo, e questa volta con uno sguardo ben oltre la Luna.


