Un nuovo capitolo di Matrix è in arrivo, e chi ci lavora sembra prendere la cosa molto sul serio. Drew Goddard — regista e sceneggiatore scelto per portare sugli schermi Matrix 5 — ha cominciato a parlare del progetto, e già dalle prime dichiarazioni emerge un approccio tutt’altro che superficiale alla leggendaria saga fantascientifica.
Il filmmaker, noto per lavori come The Cabin in the Woods e The Martian, ha subito chiarito che il progetto è ancora nelle sue fasi iniziali: la sceneggiatura è in lavorazione, e Goddard si sta prendendo tutto il tempo necessario per trovare la storia giusta prima di procedere. “Devo darmi lo spazio per trovare il racconto migliore,” ha dichiarato. “Il mio approccio sarà lo stesso che adotto con qualsiasi progetto: me ne innamoro davvero?”
Una domanda semplice, ma che dice molto su come intende trattare il materiale.
L’eredità delle Wachowski
Goddard non ha nascosto quanto il franchise delle sorelle Lana e Lilly Wachowski abbia significato per lui, sia come cinefilo che come creativo. “Amo quello che hanno fatto con quei film. Hanno avuto un impatto profondo sulla mia voce artistica,” ha dichiarato. “Sento il peso della responsabilità verso i fan, verso le creatrici e verso me stesso come fan.”
È un atteggiamento che i fan della saga apprezzeranno, specialmente dopo le reazioni contrastanti che aveva suscitato Matrix Resurrections nel 2021. Il quarto capitolo, uscito in un periodo complicato per le sale cinematografiche — tra restrizioni pandemiche e distribuzione simultanea in streaming — aveva diviso pubblico e critica. Eppure Goddard ha confessato di esserne stato profondamente commosso, leggendovi una dimensione emotiva che gli ha parlato in modo personale. “Potrebbe essere il più emozionante dei quattro,” ha aggiunto.
Keanu Reeves e il cast: nessuna conferma
Una delle domande che i fan si pongono con più insistenza riguarda il ritorno di Keanu Reeves e degli altri protagonisti storici della saga. Su questo punto, Goddard ha preferito non sbilanciarsi: “Non posso parlarne,” ha risposto laconicamente. Un silenzio che, nel mondo del cinema, vale quanto mille parole — e che alimenta le speculazioni più di qualsiasi altra risposta.
Quello che è chiaro è che Goddard non sta trattando questo progetto come un semplice sequel da sfornare in serie. Si sta approcciando a Matrix 5 come un fan che conosce il peso di quello che è venuto prima e non ha intenzione di svendere un’eredità che, dal 1999 a oggi, ha ridefinito la fantascienza, l’estetica cinematografica e persino il modo in cui pensiamo alla realtà virtuale e all’intelligenza artificiale. Temi, peraltro, più attuali che mai.
I dettagli sulla trama restano top secret.


