Mar 10 Febbraio, 2026
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Starcraft tornerà in vita grazie a una collaborazione tra Blizzard e il publisher di Arc Raiders?

Blizzard tornerà, ancora una volta, a provare a trasformare StarCraft, storico franchise RTS, in uno shooter. Secondo un nuovo rumor, la software house avrebbe avviato una collaborazione con il colosso sudcoreano Nexon per sviluppare uno spin-off che mescolerà generi diversi, puntando su un approccio più moderno e potenzialmente orientato al mercato globale.

La notizia non è stata confermata ufficialmente da Blizzard, ma nasce da un articolo pubblicato da The Korea Economic Daily, uno dei principali quotidiani economici della Corea del Sud. Nel report si parla di un team interno a Nexon, appartenente alla divisione specializzata in shooter, già al lavoro sul progetto. La guida creativa sarebbe stata affidata a un noto modder storico di StarCraft, dettaglio che suggerisce un forte legame con l’eredità del franchise.

Un passato complicato per gli shooter di StarCraft

Quando si parla di StarCraft shooter, è impossibile non ricordare i numerosi tentativi falliti del passato. Il primo grande progetto fu StarCraft: Ghost, annunciato nel 2002 come un titolo action tattico incentrato su un’agente Ghost. Dopo anni di rinvii, il gioco venne ufficialmente cancellato nel 2006, diventando uno dei casi più celebri di sviluppo mai arrivato sul mercato.

Successivamente arrivò Project Ares, descritto internamente come uno shooter “alla Battlefield ambientato nell’universo di StarCraft”. Anche in questo caso, però, Blizzard avrebbe deciso di cambiare priorità, concentrandosi su Diablo IV e Overwatch 2, portando alla cancellazione del progetto nel 2019.

Più di recente, nel 2024, il giornalista Jason Schreier di Bloomberg aveva parlato di un terzo shooter ambientato nell’universo di StarCraft, guidato da Dan Hay, ex executive producer di Far Cry. A distanza di due anni, tuttavia, non sono emerse nuove informazioni concrete, lasciando il destino di quel progetto ancora incerto.

Il possibile ruolo di Nexon nello sviluppo

Secondo le indiscrezioni, lo shooter sviluppato con Nexon potrebbe non essere direttamente collegato al progetto guidato da Dan Hay. I due titoli, infatti, verrebbero realizzati su continenti diversi e con team separati, rendendo improbabile una fusione dei lavori.

La collaborazione con Nexon rappresenterebbe però un cambio di passo significativo. L’azienda sudcoreana ha recentemente ottenuto grande visibilità anche in Occidente grazie a Embark Studios, team responsabile di Arc Raiders e The Finals. Questo background potrebbe offrire a Blizzard un supporto tecnico e creativo solido, soprattutto nel campo degli shooter multiplayer moderni.

In questo contesto, il nuovo progetto potrebbe puntare a un’esperienza più flessibile, capace di combinare elementi narrativi, azione e dinamiche online, senza rinnegare l’identità di StarCraft.

Il terzo tentativo sarà quello giusto?

Dopo due cancellazioni e un progetto ancora avvolto dal silenzio, la domanda è inevitabile: questa volta Blizzard riuscirà davvero a portare a termine uno shooter di StarCraft? La partnership con Nexon lascia pensare a un approccio più strutturato e meno centralizzato, che potrebbe ridurre i rischi tipici dei progetti interni di lunga durata.

Se il rumor si rivelerà fondato, ci troveremo davanti al tentativo più promettente mai fatto per espandere StarCraft oltre il genere RTS. Resta da capire se Blizzard deciderà di confermare ufficialmente il progetto e, soprattutto, se riuscirà finalmente a rompere una maledizione che dura da oltre vent’anni.