La vita a volte sembra davvero un disco rotto. La sveglia che suona, la stessa routine, lo stesso tragitto, gli stessi spazi che si ripetono ogni giorno. È proprio da questa sensazione di claustrofobia quotidiana che nasce Exit 8, adattamento cinematografico dell’omonimo videogioco indie diventato virale, ora pronto a portare sul grande schermo un horror psicologico lento, disturbante e carico di tensione.
Il primo trailer ufficiale di Exit 8 è appena stato diffuso e punta tutto su un’angoscia sottile, costruita attorno all’idea di trovarsi intrappolati in un luogo che non dovrebbe esistere. Una stazione della metropolitana senza fine, corridoi che si ripetono all’infinito e dettagli che cambiano appena, quanto basta per farti dubitare dei tuoi stessi occhi.
Una stazione che non finisce mai e mette alla prova la percezione
Basato sull’omonimo videogioco indie che ha conquistato milioni di giocatori online, Exit 8 seguirà la storia di un uomo solo, intrappolato in una stazione sotterranea che sembra non avere uscita. I corridoi si ripetono, le pareti sono sempre uguali, ma qualcosa non torna mai del tutto. Un cartello spostato, una luce diversa, un dettaglio fuori posto. La sopravvivenza dipenderà proprio da questo: notare l’anomalia.
La regola è semplice solo in apparenza. Se si individua qualcosa di strano bisogna tornare indietro immediatamente. Se tutto sembra normale, si può proseguire. L’obiettivo è raggiungere l’uscita numero otto, ma basta un solo errore per essere rispediti al punto di partenza. Un meccanismo che nel gioco spingeva i giocatori a dubitare continuamente della propria percezione e che, nel trailer, appare ancora più inquietante una volta trasposto in immagini reali.
La regia di Genki Kawamura e un horror fatto di silenzi
Alla regia troviamo Genki Kawamura, che dimostra di avere una piena comprensione del materiale originale e di come trasformare il minimalismo in tensione pura. Il trailer gioca moltissimo con il silenzio, con i corridoi vuoti e con quella sensazione di “qualcosa che non va” che ti spinge a osservare ogni fotogramma con attenzione crescente.
Non ci sono jump scare facili o spiegazioni esplicite. Al contrario, Exit 8 sembra voler costruire un disagio costante, fatto di attese, rumori lontani e spazi che diventano sempre più opprimenti. È un approccio che richiama il slow burn psicologico e che potrebbe conquistare chi ama gli horror meno immediati e più mentali.
Festival internazionali, cast e uscita al cinema
Il film Exit 8 è già passato dai principali festival internazionali. Ha debuttato al Festival di Cannes ed è stato poi proiettato al Toronto International Film Festival, al Sitges Film Festival e al Busan International Film Festival. In Giappone ha già ottenuto un ottimo riscontro, segno che questo tipo di horror, basato sulla paranoia e sull’osservazione, funziona anche fuori dal contesto videoludico.
Il cast comprende Kazunari Ninomiya, Yamato Kochi, Naru Asanuma, Kotone Hanase e Nana Komatsu, tutti impegnati a rendere credibile la crescente sensazione di smarrimento e paranoia che accompagna il protagonista lungo questo labirinto sotterraneo senza fine.
La sinossi ufficiale chiarisce bene le regole del gioco: non bisogna ignorare nulla di fuori dall’ordinario. Se si scopre un’anomalia, occorre tornare indietro. In caso contrario, si può andare avanti. Solo così sarà possibile raggiungere l’uscita numero otto. Ma anche una sola distrazione riporterà tutto all’inizio. La domanda resta una sola: riuscirà mai a fuggire da questo corridoio infinito?
Se il film manterrà le promesse del trailer, Exit 8 potrebbe rivelarsi uno degli horror psicologici più inquietanti dell’anno, capace di trasformare il pendolarismo quotidiano nel peggior incubo possibile. L’uscita nelle sale a stelle e strisce è fissata per il 10 aprile.

