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HBO affronta le tensioni tra il showrunner di House of the Dragon e George R.R. Martin

Mentre i fan attendono con ansia la prossima stagione di House of the Dragon, le tensioni non si limitano più alle schermaglie tra i Greens e i Blacks di Westeros. Dietro le quinte, si è sviluppato un conflitto tra George R.R. Martin e lo showrunner Ryan Condal, attirando l’attenzione dei media e dei fan durante la lunga pausa tra la seconda e la terza stagione. Ora, Casey Bloys, CEO di HBO, è intervenuto per chiarire la situazione, definendo apertamente la vicenda come una forma di “disfunzione” interna, senza però prendere le parti di nessuno.

Il confronto è esploso poco prima della premiere di A Knight of the Seven Kingdoms, quando Martin ha descritto pubblicamente il suo rapporto con Condal come “abissale, peggiore che turbolento”. Queste dichiarazioni seguivano critiche già espresse dall’autore riguardo alla seconda stagione dello show, in particolare sulla distanza tra la serie e il materiale originale tratto da Fire & Blood.

La posizione di HBO e il ruolo di Condal

Intervistato da Deadline, Bloys ha riconosciuto le tensioni, sottolineando al contempo il valore di Condal: “George ci ha presentato Ryan come la persona che riteneva più adatta per creare House of the Dragon. E devo dire che Ryan è stato un eccellente showrunner e un ottimo collaboratore. Abbiamo abbracciato la sua visione e le sue scelte creative, altrimenti non lo avremmo fatto.”

Bloys ha evitato di entrare nei dettagli delle lamentele di Martin, in particolare quelle legate all’adattamento di Fire & Blood, libro che funge da fondamento per la serie. Nonostante il rumore mediatico, la performance dello show è rimasta solida: entrambe le stagioni sono disponibili su Max, con recensioni positive e alto gradimento da parte del pubblico.

House of the Dragon

Martin resta una figura chiave, ma si concentra su nuovi progetti

HBO ha chiarito che Martin non verrà escluso dalle attività legate all’universo di Game of Thrones. Bloys ha confermato che l’autore ha “definitivamente preso un passo indietro” rispetto alla terza stagione di House of the Dragon, concentrandosi maggiormente su A Knight of the Seven Kingdoms, che sta ottenendo ottime critiche con un 95% su Rotten Tomatoes. House of the Dragon, invece, mantiene un solido 87% sulle prime due stagioni.

Il CEO di HBO ha anche sottolineato l’importanza di avere Martin come architetto del mondo di Westeros, pur riconoscendo che due artisti non sempre saranno d’accordo: divergenze creative fanno parte del processo, soprattutto quando si tratta di adattare storie complesse e amate dal pubblico.

Cosa aspettarsi dalla terza stagione di House of the Dragon

La terza stagione di House of the Dragon è attesa per l’estate 2026, anche se la data ufficiale non è ancora stata annunciata. Qualsiasi allineamento completo con la storia dei Targaryen di Martin richiederà cambiamenti significativi fin dai primi episodi. Tuttavia, nonostante le deviazioni dal testo originale, è difficile immaginare che HBO possa rinunciare alle grandi battaglie che caratterizzano questo capitolo brutale di Westeros.

Per ora, i fan possono solo osservare i draghi girare, sia sullo schermo che dietro le quinte, e aspettare di scoprire dove cadrà il fuoco delle prossime scelte creative.