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La Cina guarda oltre il Sistema Solare: due sonde nucleari verso i confini dell’eliosfera

Quando pensiamo all’esplorazione spaziale, di solito immaginiamo orbite, pianeti, magari qualche luna ghiacciata. Ma c’è un confine molto più lontano, quasi mitologico, dove il Sistema Solare smette di essere “casa” e inizia lo spazio interstellare. È lì che la Cina vuole arrivare, con un progetto che sembra uscito da un romanzo di fantascienza.

Da diversi anni, infatti, Pechino sta lavorando a una missione senza precedenti: due sonde dotate di reattori nucleari, pronte a spingersi fino ai margini dell’eliosfera, la gigantesca bolla creata dal vento solare che avvolge tutto il nostro sistema planetario.

Cos’è l’eliosfera e perché è così importante

L’eliosfera nasce dallo scontro continuo tra il vento solare e il mezzo interstellare. Non è una sfera perfetta, né una semplice “bolla”: è una struttura complessa, dinamica, che cambia forma in base all’attività del Sole e all’ambiente galattico circostante.

Per semplificare, gli scienziati parlano spesso di:

  • un “naso”, la regione che affronta direttamente il flusso interstellare;
  • una “coda”, una sorta di scia che si estende per centinaia di unità astronomiche.

Ed è proprio qui che entrano in gioco le due sonde cinesi, progettate per esplorare entrambe le direzioni e raccogliere dati mai ottenuti prima.

Due sonde, due direzioni, un unico obiettivo

Secondo i documenti del Tiandong Deep Space Research Laboratory, la missione Interstellar Heliosphere Probe (IHP) prevede l’invio di due veicoli spaziali lungo traiettorie differenti. Una sonda punterà verso il fronte dell’eliosfera, l’altra verso la sua lunga coda.

Durante il viaggio, però, non si limiteranno a “volare dritte nel buio”. Il piano è ambizioso: osservazioni del vento solare alle alte latitudini, studio delle regioni polari dell’eliosfera e, lungo il percorso, incontri scientificamente preziosi con asteroidi, oggetti della Fascia di Kuiper e comete. Un ritorno scientifico enorme per una singola missione.

Dal Sole a Giove, fino allo spazio interstellare

Tra gli obiettivi dichiarati c’è anche Giove, che non sarà una semplice tappa tecnica. Il gigante gassoso e le sue lune rappresentano un laboratorio naturale perfetto per studiare il meteo spaziale planetario, le interazioni magnetiche e i processi energetici su larga scala.

Superata l’orbita gioviana, le sonde inizieranno la parte più estrema del viaggio: l’attraversamento del guscio eliosferico, del fronte d’urto e del misterioso muro di idrogeno neutro, fino a raggiungere l’eliopausa, il punto in cui il vento solare cede definitivamente il passo allo spazio interstellare.

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Reattori nucleari nello spazio profondo

Il vero salto tecnologico, però, è l’alimentazione. A differenza delle storiche missioni Voyager, Pioneer o New Horizons, la Cina punta su reattori nucleari a fissione da circa 1 kW, non su generatori a radioisotopi.

Questo significa:

  • oltre 30 anni di operatività continua;
  • maggiore potenza disponibile per strumenti scientifici avanzati;
  • comunicazioni più stabili a distanze estreme.

Una scelta che potrebbe ridefinire il futuro dell’esplorazione dello spazio profondo, aprendo la strada a missioni ancora più lontane e complesse.

Tempistiche da epopea spaziale

Il piano di volo prevede l’uso di razzi Long March 5, con assistenze gravitazionali della Terra e di Giove. Se tutto andrà secondo le previsioni:

  • la sonda diretta verso il “naso” dell’eliosfera potrebbe raggiungere l’eliopausa intorno al 2053;
  • quella diretta verso la “coda” arriverebbe ancora più lontano, nel 2059, dopo aver percorso oltre 130 unità astronomiche.

Numeri che fanno girare la testa e che collocano questa missione su una scala temporale quasi “da civiltà spaziale”.

Una sfida che cambia gli equilibri

Per molto tempo questo progetto è stato visto come un esercizio teorico, buono per conferenze e paper accademici. Oggi, però, appare sempre più concreto. Se approvata definitivamente, la missione renderebbe la Cina la prima nazione a esplorare i confini del Sistema Solare con sonde dotate di reattori nucleari.

Un traguardo che Stati Uniti ed Europa hanno immaginato più volte, ma mai realizzato. E che segna un nuovo capitolo nella corsa allo spazio profondo, là dove il Sole smette di dominare e inizia il vero oceano cosmico.