Gio 22 Gennaio, 2026
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Il director di Rust offre 25 milioni di dollari ad Amazon per salvare New World: “I giochi non dovrebbero mai morire”

Qualche giorno fa, quando Amazon Game Studios ha annunciato che New World verrà definitivamente chiuso a fine gennaio del prossimo anno, in molti hanno fatto spallucce, rassegnandosi alla cosa, e poi c’è chi invece ha messo sul piatto un’offerta da 25 milioni di dollari per salvare il gioco.

Già, perché mentre l’MMO di Amazon si prepara a spegnere i server e a scomparire dagli store digitali, Alistair McFarlane, COO e director di Facepunch Studios (Rust), ha deciso di intervenire a modo suo: proponendo pubblicamente di comprare New World.

New World: da quasi un milione di giocatori al game over

Al lancio, New World era stato un piccolo fenomeno: quasi un milione di utenti contemporanei su Steam, numeri da vero colosso.

Poi però sono arrivati i problemi: quest poco ispirate, endgame debole, aggiornamenti che non riuscivano a rimettere insieme i pezzi. Il risultato? Un crollo verticale dell’utenza e una lenta agonia.

Ora Amazon ha deciso di staccare la spina a New World: server offline a gennaio; gioco rimosso da tutti gli store; nessuna nuova copia acquistabile.

Game over? Forse no.

L’offerta di Facepunch

In un thread nato quasi per scherzo, McFarlane ha lanciato quella che ha definito una “final offer”: 25 milioni di verdi bigliettoni per acquistare New World da Amazon.

Subito dopo, la chiosa che ha fatto il giro del web: “Games should never die.”

Ora, va detto: il contesto fa pensare che l’offerta possa essere semiseria, se non del tutto ironica. Una collega di Facepunch aveva scherzato sul fatto di non riuscire a convincerlo a comprare il gioco, e da lì è partita la provocazione.

E se non fosse una burla? E se Amazon decidesse di ascoltare?

La vera lezione di Rust: dare il potere alla community

Scherzi a parte, McFarlane ha anche condiviso un’idea molto concreta su come New World avrebbe potuto sopravvivere“Date il controllo alla community. Server pubblici, strumenti aperti. Un gioco può vivere per sempre nelle mani dei giocatori.”

Questa è, di fatto, la filosofia che ha reso Rust quello che è oggi: un ecosistema vivo, spesso caotico, ma sostenuto da una community che crea contenuti, server e regole proprie.

Altri sviluppatori abbracciano l’idea

Il post ha attirato l’attenzione di parecchi nomi noti: Bucky, communications director di Palworld, ha scherzato proponendo di dividere la spesa “se rilasciano la alpha originale di New World come modalità separata”, affermazione a cui McFarlane ha risposto con entusiasmo.

Ma il commento più interessante è arrivato da Simon Collins-Laflamme, creatore di Hytale: “Se ti servono consigli su come comprare giochi cancellati, fammi sapere.”

E lui ne sa qualcosa: dopo la cancellazione di Hytale da parte di Riot Games e la chiusura di Hypixel Studios, Collins-Laflamme ha ricomprato il progetto e lo ha rilanciato in Early Access. Una vera storia di resurrezione videoludica.

Un sogno improbabile ma affascinante

Che l’offerta sia reale o solo una provocazione, il messaggio è chiaro: New World aveva dei problemi, ma aveva anche una community che lo amava.

Era bello da vedere, aveva un combat system interessante e delle battaglie PvP 50v50 davvero spettacolari. Forse non meritava una fine così.

E se davvero un giorno qualcuno decidesse di salvarlo, questa storia potrebbe diventare uno di quei casi da raccontare nei libri di storia dei videogiochi.

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