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Kathleen Kennedy non rimpiange Indiana Jones e il quadrante del destino e crede che Indy non finirà mai

Nonostante Indiana Jones e il quadrante del destino non sia riuscito a diventare il grande trionfo che Lucasfilm sperava, Kathleen Kennedy non mostra alcun ripensamento sulla scelta di realizzare il film. La presidente uscente dello studio ha ribadito di non avere rimpianti per aver riportato Indiana Jones sul grande schermo e, soprattutto, di non credere affatto che l’iconico archeologo con cappello e frusta sia arrivato davvero alla fine del suo viaggio.

Parlando con Deadline, Kennedy ha affrontato senza giri di parole la ricezione del film e i risultati al botteghino, inferiori alle aspettative e sotto i 400 milioni di dollari a livello globale. Secondo la produttrice, però, la decisione di realizzare Il quadrante del destino non è mai stata guidata dai numeri, ma da una motivazione molto più personale.

La scelta di realizzare Indiana Jones e il quadrante è stata fatta per Harrison Ford

La Kennedy ha spiegato che il vero motore del progetto è stato Harrison Ford. L’attore desiderava fortemente tornare a vestire i panni di Indiana Jones per un’ultima avventura e non voleva che il personaggio si congedasse definitivamente con Il regno del teschio di cristallo.

Secondo Kennedy, offrire a Ford questa possibilità era la cosa giusta da fare, indipendentemente dall’esito commerciale. Il quarto capitolo della saga, uscito nel 2008, è stato a lungo considerato il punto più debole di una serie leggendaria. Il quadrante del destino non ha completamente ribaltato questa percezione per tutti gli spettatori, ma ha rappresentato comunque un atto di rispetto verso l’attore e verso il personaggio che ha interpretato per decenni.

In quest’ottica, il film non è stato pensato come un’operazione nostalgica fine a se stessa, ma come un’occasione per dare a Indiana Jones una chiusura più sentita dal suo interprete storico.

Indiana Jones oltre il box office

Quando si parla del futuro del personaggio, Kennedy evita promesse definitive o smentite categoriche. La sua visione è più ampia e guarda oltre i singoli cicli cinematografici. Per lei, Indiana Jones è un’icona senza tempo, destinata a sopravvivere a qualsiasi fase industriale o risultato economico.

Secondo la produttrice, al momento non ci sarebbe un interesse concreto nel tornare subito a esplorare nuove storie cinematografiche di Indy, ma questo non significa che il personaggio sia destinato a sparire. Anzi, Kennedy è convinta che Indiana Jones non sarà mai davvero “finito”, perché appartiene a una dimensione mitica del cinema, capace di riemergere quando le condizioni creative lo permetteranno.

Un altro elemento chiave è il fatto che il nucleo creativo originale è ancora presente. Kathleen Kennedy ha ricordato come Steven Spielberg, Frank Marshall, George Lucas e lo stesso Harrison Ford siano ancora coinvolti e in grado di decidere se e quando riportare Indiana Jones in una nuova avventura.

Un’eredità che continua a vivere

Indiana Jones è entrato nella storia del cinema con I predatori dell’arca perduta, dando vita a una delle saghe più amate di sempre. I successivi Il tempio maledetto e L’ultima crociata hanno consolidato il personaggio come uno degli eroi più riconoscibili e duraturi del grande schermo.

Anche nei momenti meno fortunati, Indy non è mai scomparso davvero. Negli anni Novanta ha trovato spazio in televisione con Le avventure del giovane Indiana Jones, mentre di recente il personaggio è tornato a nuova vita nel mondo dei videogiochi con Indiana Jones e l’antico Cerchio, dimostrando che l’interesse del pubblico è ancora vivo, anche al di fuori del cinema.

Le parole di Kathleen Kennedy lasciano quindi intendere che Il quadrante del destino non rappresenterà una chiusura definitiva. Che sia sul grande schermo, su una console o in una forma ancora inaspettata, l’avventura di Indiana Jones sembra destinata a continuare, prima o poi, seguendo strade diverse ma fedeli allo spirito originale del personaggio.