Babylon 5 si “rifarà”: annunciato il reboot della serie fantascientifica

È tempo di ritornare a bordo della stazione spaziale Babylon 5, dato che è stato annunciato ufficialmente il reboot della serie sci-fi creata da J. Michael Straczynski (Sense 8, Changeling).

Nella giornata di oggi The CW ha infatti rivelato di essere al lavoro su un “riavvio da zero” dello show degli anni ’90 che agli inizi di quest’anno è ritornato su HBO Max con una versione rimasterizzata.

Dopo il lifting, dunque, ecco che arriverà un nuovo Babylon 5 che vedrà sempre Straczynski a occuparsi della sceneggiatura assumendo anche il ruolo di produttore esecutivo tramite la sua società di produzione JMS.

Il reboot di Babylon 5 focalizzato su John Sheridan

Questa nuova versione di Babylon 5 si concentrerà su un personaggio familiare, John Sheridan (interpretato da Bruce Boxleitner nella serie originale), comandante della stazione spaziale diventato poi presidente dell’Interstellar Alliance.

Il reboot di Babylon 5 sarà prodotto da Warner Bros. TV, studios già dietro la realizzazione della serie TV originale.

Babylon 5 è una space opera iniziata con il film pilota Babylon 5: The Gathering e poi trasmessa per intero su Warner Bros. Prime Time Entertainment Network (PTEN) nel gennaio 1994

La serie è andata in onda per cinque stagioni, seguendo temporalmente gli eventi di un arco narrativo di cinque anni.

Trama di Babylon 5

l fulcro della storia è una vasta stazione spaziale chiamata Babylon 5, in orbita attorno al terzo pianeta della stella Epsilon Eridani.

Lunga circa 8 chilometri e dal peso di 2,5 milioni di tonnellate, la colonia rotante è l’ultima stazione a portare il nome Babylon ed è stata costruita dopo che le prime tre stazioni Babylon sono state sabotate e distrutte e la stazione Babylon 4 è scomparsa misteriosamente poco prima di entrare in servizio.

La costruzione della prima stazione Babylon inizia al termine di una devastante guerra, generata da una banale incomprensione, tra l’Alleanza Terrestre e il popolo alieno Minbari.

Le diverse razze avvertono la necessità di un luogo di incontro per costruire la pace attraverso diplomazia, commercio e cooperazione; anche se non tutti lavoreranno in questo senso.

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