In Giappone chiudono le montagne russe più veloci del mondo: troppe persone che si rompono le ossa

Do-Dodonpa, le montagne russe più veloci del mondo chiudono a tempo indeterminato a seguito di diversi incidenti che hanno visto protagonisti dei passeggeri che si sono ritrovati con fratture e ossa rotte dopo un giro sull’attrazione del parco Fuji-Q Highland nella prefettura di Yamanashi.

L’ottovolante in questione, famoso per la folle velocità con la quale i vagoncini vengono lanciati sui binari, “spara” i temerari passeggeri a 180 chilometri all’ora in 1,56 secondi. L’accelerazione a cui sono sottoposte le persone è pari a 3,75 g, valore più elevato di quello a cui sono sottoposti gli astronauti al decollo dalla Terra e comunque non molto distante dalla stessa accelerazione che deve sopportare un pilota di caccia.

Le montagne russe che rompono le ossa

Sabato scorso la direzione del parco divertimenti ha annunciato l’inizio di una fase di verifica della sicurezza delle montagne russe Do-Dodonpa, confermando che dal dicembre dello scorso anno si sono verificati quattro casi in cui delle persone, di età compresa tra i 30 e 59 anni, hanno subito diverse fratture sull’ottovolante.

Se qualcuno di voi si sta chiedendo se tali fratture abbiano interessato arti come gambe e braccia sbattute contro varie strutture dell’attrazione, sappiate che invece si parla di lesioni da compressione al collo e alla colonna vertebrale, come fratture toraciche e cervicali.

Dopo aver rivelato gli incidenti, il parco Fuji-Q ha istituito una linea diretta per tutte quelle persone che alla fine dei giri su Do-Dodonpa si sono trovati acciaccati e con vari dolori fisici.

Infatti, trattandosi di traumi che interessano la colonna vertebrale, spesso ci si trova di fronte a lesioni i cui effetti si manifestano giorni dopo le folli corse sulle montagne russe. Tra le nove nuove richieste di risarcimento arrivate al parco, c’è anche quella di una ragazza di 21 anni che è salita sull’ottovolante nel mese di luglio, accusando poi dolori e perdita di mobilità al collo. Dopo aver visto l’annuncio di Fuji-Q sui primi quattro casi confermati di lesioni, ha deciso di consultare un medico e una TAC ha confermato la presenza di una frattura al collo. La ragazza ha intrapreso subito l’iter per la richiesta di risarcimento, anche perché i continui dolori le hanno reso difficile gli spostamenti, anche a piedi, con la conseguenza della perdita del posto di lavoro.

Al momento, tuttavia, non è stata confermata ufficialmente nessuna relazione di causalità diretta tra l’attrazione e le lesioni subite dagli sfortunati passeggeri di Do-Dodonpa, aspetto che che verrà chiarito dopo la conclusione delle indagini in corso da parte della Prefettura di Yamanashi e del Ministero giapponese delle Infrastrutture, dei Trasporti e del Turismo.

Cosa ne pensate? Sareste così temerari da fare un giro su queste montagne russe anche se rompono le ossa? Fatecelo sapere con un vostro commento qui sotto?

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