Carpe Diem: dall’Antica Roma, la recensione del gioco da tavolo

Carpe Diem 1
Carpe Diem 4
Data di uscita
2020
Autore
Stefan Feld
Editore
Ravensburger
Giocatori
2-4
Lo puoi trovare su...

È arrivato il momento di tornare nell’Antica Roma grazie alla nuova edizione targata Ravensburger di Carpe Diem, il gioco da tavolo del pluripremiato game designer Stefan Feld, edito originariamente da Alea, che ci permetterà vestire i panni di un patrizio romano intento ad edificare la propria villa inserita nel contesto di un distretto cittadino.

Sarà quindi arrivato il momento di “cogliere l’attimo”, rispolverare un po’ di latino e recuperare il titolo nominato anche allo Kennerspiel des Jahres del 2019? Scopriamolo nella nostra recensione di Carpe Diem.

La recensione di Carpe Diem

Carpe Diem è un gioco da tavolo di piazzamento tessere che, come sapranno bene i fan di Stefan Feld, rientra nella categoria definita “insalata di punti“. Questo perché, edificando tessera dopo tessera nel nostro distretto cittadino dell’Antica Roma, saremo in grado di fare punti in tantissimi modi diversi.

Da 2 a 4 giocatori, dai 10 anni un su, Carpe Diem ci terrà impegnati in partite della durata di circa un’ora, in cui vedremo sorgere davanti ai nostri occhi un paesaggio romano fatto di laghetti, vigneti, orti e mercati; dominati da una grande villa che rispecchierà il prestigio del nostro patrizio.

E sì, tranquilli, lo so che state ancora pensando al fatto che vi ho suggerito di rispolverare un po’ di latino, ma Carpe Diem è indipendente dalla lingua quindi… iocabar.

Nella recensione di Carpe Diem troverete:

Carpe Diem 4

Dentro la scatola

Nella scatola di Carpe Diem, realizzata da Ravensburger per essere archiviata in armonia nella nostra collezione con tutte le altre scatole dei giochi Alea (il design e il formato è il medesimo del più famoso The Castles of Burgundy e di tanti altri), troveremo ad attenderci:

  • 1 plancia di gioco
  • 220 tessere (suddivise in tessere costruzione, cornice, risorse, monete e tanto altro)
  • 4 plance distretto
  • 4 schede riassuntive
  • 150 carte (suddivise in carte obiettivo, fontana e punti vittoria)
  • 44 pezzi in legno tra cui 4 pedine, 20 dischetti colorati (5 per giocatore) e 20 diverse merci

A questi si aggiungono anche i regolamenti in italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo del gioco (circa 12 pagine di regolamento). Si tratta di un regolamento in generale ben scritto, ricco di esempi e immagini che aiutano la comprensione del funzionamento del gioco a colpo d’occhio. Da segnalare inoltre la presenza delle colonne laterali riepilogative, per chi sapesse già giocare e avesse solamente la necessità di una rinfrescata delle regole.

I materiali usati sono buoni. Il cartoncino è robusto, le carte non sono troppo economiche e i segnalini in legno sono lavorati correttamente e, soprattutto, hanno colori brillanti e facilmente distinguibili.

Non si può dire purtroppo lo stesso delle illustrazioni presenti sulle tessere di gioco che, nonostante un design rinnovato, risultano spesso poco ispirate e, rispetto all’edizione passata, decisamente più confusionarie. Sia chiaro, apprezziamo comunque il cambio di design (meno piatto del precedente) e non è nulla che pregiudichi il corretto svolgimento del gioco, ma in questo ambito si sarebbe potuto fare decisamente di più.

Qui sotto potete trovare il nostro unboxing, per farvi un’idea più precisa dei materiali contenuti all’interno della scatola di Carpe Diem.

Come si gioca a Carpe Diem

A dispetto della grande mole di componenti e delle 12 pagine del regolamento, edificare il nostro distretto romano sarà un’impresa molto più semplice di quello che pensiamo.

Tutto si svolgerà in 4 fasi, ognuna composta da un totale di 7 round. Ad ogni round, il giocatore di turno avrà la possibilità spostare la propria pedina sulla plancia in uno degli spazi laterali che contengono ancora delle tessere (in caso contrario, semplicemente, salterà lo spazio).

Fatto questo, avremo la possibilità di scegliere una delle quattro tessere adiacenti a dov’è stata posizionata la pedina, collocandole all’interno della nostra plancia di gioco (lo spazio dove costruiremo il nostro distretto e la nostra villa romana).

Partendo dallo spazio con disegnata la vanga, round dopo round posizioneremo le tessere per andare a formare diversi edifici / campi / laghetti, in modo che il paesaggio creato sia coerente e non ci siano interruzioni innaturali tra una tessera e l’altra (il recinto di galline, ad esempio, non potrà esser collegato direttamente con l’edificio del fornaio, tranne che sui lati dov’è presente il prato libero).

Carpe Diem 5

Il cuore del gioco sta proprio nel corretto posizionamento delle tessere che, se piazzate in una casella piuttosto che in un altra, ci potranno fornire punti in tantissimi modi diversi.

Questi potranno essere dei punti posizionati sulle cornici della nostra plancia, dei punti derivanti dal raccoglimento di pergamene collocate qua e là sul terreno all’inizio della partita o, ancora, punti derivanti dal completamento di intere zone (ad esempio, la villa a fine partita ci conferirà punti vittoria per ogni caminetto presente sul tetto).

Non starò qui ad elencarvi ogni singolo modo per fare punti in Carpe Diem poiché, come ogni “insalata di punti” di Feld che si rispetti, sono davvero tante le possibilità (carte obiettivo, merci di scambio, edifici completato, c’è un po’ di tutto). Sappiate però che una piccola scheda riassuntiva vi permetterà di tenere sott’occhio la situazione senza dovervi andare a rileggere il regolamento ogni volta.

Carpe Diem 3

Alla fine di ogni turno ci sarà una fase intermedia di conteggio dei punti, dove i giocatori che hanno collocato il loro dischetto sulle carte obiettivo comuni presenti sulla plancia di gioco potranno aggiungere dei punti bonus al loro conteggio totale. I dischetti del nostro colore si andranno a posizionare in mezzo a due diverse carte obiettivo, permettendoci quindi di completare solo quelle due carte e bloccando di fatto la selezione delle stesse agli altri giocatori.

Dopodiché passerà di mano il segnalino del primo giocatore e prenderà via un nuovo turno con 28 nuove tessere da collocare sul tabellone, pronte per arricchire il nostro distretto romano.

Carpe Diem 2

Alla fine del 4 turno prenderemo punti per i caminetti delle ville completate, per gli oggetti rimasti nel nostro magazzino, per gli obiettivi presenti sulle carte fontana pescate, per la posizione del nostro segnalino sul tracciato delle pergamene e per gli obiettivi sulla cornice della nostra plancia.

Alea Iacta Est (anche se non ci sono dadi)

È giunto infine il momento di tirare le conclusioni della nostra recensione di Carpe Diem e, questa volta, partiremo con una piccola riflessione sulla nuova edizione del gioco da tavolo di Stefan Feld.

Mentre lo stile marmoreo della nuova scatola di gioco ci ha colpito positivamente, non è stato così per le illustrazioni presenti sulle tessere. Sappiamo bene che l’ambientazione in questo genere di giochi da tavolo è più una scusa che altro ma, nel momento in cui si decide per un cambio di design delle tessere (invero piuttosto bruttine nella prima e seconda edizione), perché non osare di più? Ci saremmo sentiti più nell’Antica Roma e meno davanti ad un gioco per Windows 95.

Tenere traccia dei punti è ancora fastidioso, con le carte punti che restano poco pratiche, e non possiamo poi non segnalare quello che sembra essere un errore di stampa sulle cornici (e di cui si sta parlando proprio in questi giorni su BGG).

Insomma, la nuova edizione avrebbe dovuto mettere una pezza definitiva agli errori del passato, ma ha “solo” migliorato un po’ la situazione.

E per quanto riguarda il gioco vero e proprio?

Beh, in questo caso alziamo le mani e ci arrendiamo davanti all’ennesimo successo di Stefan Feld. Niente dadi in questa insalata di punti e un gioco semplicissimo nel regolamento, leggero da giocare e facile da intavolare con tutti gli appassionati del genere.

I ritocchi al regolamento di questa nuova edizione di Carpe Diem non hanno fatto altro che semplificare ulteriormente la comprensione di un gioco già ottimo. Non sarà forse un titolo rivoluzionario e, tra i tanti titoli nel curriculum di Feld, forse è anche uno dei meno ispirati; eppure le meccaniche di draft delle tessere e la scelta degli obiettivi, siamo certi, riusciranno a rendere interessante Carpe Diem anche agli occhi dei giocatori più esperti.

Carpe Diem 1
Conclusioni
Nonostante sia la migliore di tutte, la nuova edizione di Carpe Diem delude ancora una volta per le illustrazioni poco chiare e non ispirate (e qualche altra ingenuità), ma è ormai chiaro e "scolpito nel marmo" il fatto che il gioco da tavolo di Stefan Feld sia un altro piccolo capolavoro per gli amanti delle insalate di punti.
Pro
Semplice da spiegare, leggero da giocare
Buona scalabilità
Flusso di gioco mai lento e noioso
Contro
Un'edizione con alti e bassi
Meno ispirato degli altri titoli di Stefan Feld
7.5
Voto Finale
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