Relay: Realtà negata, recensione dell’avvincente graphic novel sci-fi di SaldaPress

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Con la pubblicazione del primo volume di Relay – Realtà negata, idea di Donny Cates e Zac Thompson (che ne cura anche la storia) e disegnato da Andy Clarke, saldaPress (che trovate QUI) ci catapulta in una dimensione alternativa nata dall’ispirazione del maestro della fantascienza Philip K. Dick.

Qui dei misteriosi monoliti hanno guidato il genere umano ben oltre i confini della terra, costruendo una società galattica dove regnano il progresso e la pace sociale…ma come spesso avviene la realtà può essere ben diversa dalle apparenze, e il prezzo pagato dall’umanità potrebbe essere stato troppo alto.

Siamo nel futuro. Un futuro in cui ogni pianeta è culturalmente unificato attraverso una struttura monolitica nota come il Galactic Relay. Sebbene il gigantesco monumento abbia lo scopo di rendere uniformi le idee e conformare le opinioni, sono in molti a sentire il desiderio di ribellarsi. Jad Carter, un impiegato del Relay, deve mantenere la pace e agire da emissario per le nuove civiltà. Ma quando incontra Hank Donaldson, il leggendario creatore del Relay, la sua idea della realtà e la sua concezione dell’universo vanno in frantumi.

 

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Relay: Realtà negata di saldaPress è una storia originale e accattivante che rilegge uno dei dilemmi etici più antichi  legati all’esplorazione umana

Il confronto tra culture diverse e la loro coesistenza è sempre stato un tema fortemente dibattuto e che inevitabilmente si lega al desiderio innato dell’uomo di esplorare il mondo oltre i propri confini. Lo è stato per l’esplorazione terrestre e lo sarà molto probabilmente, prima o poi, anche per quella spaziale.

Con Relay Cates e Thompson riescono nel non facile compito di portare in vita una storia dal sapore originale pur affrontando un tema non certamente nuovo, quello dello scontro tra il libero arbitrio (sia esso individuale o di popoli interi) e l’omologazione imposto in nome di un bene presunto come superiore. Una tematica che dal White man’s burden di Kipling in poi ha continuato a porre interrogativi etici al così detto mondo civilizzato e che anche nella narrativa fantascientifica ha diversi esponenti più o meno noti, dai classici come 1984 o Fahrenheit 451, ai Borg di Star Trek, al mondo di Matrix e a quello di Equilibrium giusto per citarne alcuni.

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Cates e Thompson si inseriscono quindi in un filone narrativo già ricco di idee e suggestioni, ma invece di farsene sommergere, le raccolgono e rielaborano per dare vita al loro universo di Relay, sospeso tra sogno e distopia. Un universo dalle atmosfere futuristiche, dove la tecnologia sembra poter realizzare qualsiasi desiderio dell’uomo. Un universo dominato, anzi appiattito, dal dono dal Galactic Relay e dai suoi editti. Un dono che garantisce un futuro ricco di promesse ai mondi che lo accetteranno, o l’oblio eterno a quelli che invece vorranno rifiutarlo.

Delle origini dei monoliti del Relay, almeno in questo primo volume, viene svelato poco, ma è molto chiaro quello che lasciano una volta che raggiungono un nuovo mondo e una nuova civiltà. Una perfetta omologazione, così perfetta e totalizzante da essere accettata quasi divina da alcuni o rifiutata come fosse un frutto demoniaco da altri. Ne viene fuori una società fatta di contrasti, solo all’apparenza prospera e pacifica, ma lacerata al suo interno dal malcontento di chi vede la propria libertà e identità rubata dal Relay.

E non è un caso che sia proprio Jad Carter, un agente incaricato a far rispettare gli editti del Relay e ossessionato dalla ricerca di  Hank Donaldson, il leggendario uomo che per primo ricevette il dono del monolite e raccolse la missione di diffondere i monoliti per l’universo, a svelare il velo di illusione dietro le promesse del Relay.

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Ne scaturirà un viaggio che ci porterà lontano, alle origini della leggenda dei Realy e dell’origine dell’umanità. Per trovare le risposte che vuole Jad dovrà continuare la sua ricerca di Donaldson ma quello che troverà metterá in discussione tutte le sue convinzioni sul bene e sul male, su se stesso e sulla realtà stessa che lo circonda.

Da un punto di vista narrativo Thompson riesce a costruire un primo volume avvincente e ben bilanciato, dosando bene le informazioni da dare al lettore e quelle da celare. Lo accompagna con discrezione nel mondo del Relay, facendogli intuire di volta in volta le regole di questo nuovo universo quel tanto che basta da seguire l’evolversi della trama. Una scelta che riesce a dare immediatezza alla storia e allo stesso tempo mantenere un costante velo di mistero su ciò che attende i protagonisti.

Particolare attenzione è stata poi dedicata in Relay ai dialoghi tra i personaggi, che qui probabilmente giocano un ruolo ancora più fondamentale delle azioni per far capire al lettore le implicazioni che l’esistenza del Relay ha avuto sullo sviluppo della civiltà umana ideata da Cates e Thompson. Quello intrapreso da Jad prima di essere un viaggio tra le stelle, è sopratutto un viaggio dentro se stesso e le sue convinzioni. Non mancheranno però anche scene di azione tanto avvincenti quanto determinanti per lo sviluppo della storia.

Impossibile poi non riconoscere l’ottimo lavoro fatto da Andy Clarke nel trasportare sulla carta le suggestioni della storia creata da Thompson. Tanto il tratto quanto i colori riescono a dare plasticità alla caleidoscopica varietà di ambientazioni che coesistono in questo primo volume di Relay, dalle terre brulle e inospitali di mondo primitivi popolate da semplici tribù, a megalopoli hyper tech dal gusto cyberpunk, allo spazio profondo, la resa grafica è sempre perfetta, tenendo il lettore sempre immerso al centro dell’azione.

Relay: Realtà negata, già disponibile su Amazon, pone delle solidi base per una storia che saprà ancora tenerci col fiato sospeso e con gli occhi  incollati alle pagine. Una nuova scommessa di SaldaPress da gustarci e seguire con attenzione.

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