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La Leggenda di Eracle: Il regno della Sfinge – Recensione

il regno della sfinge

Eccoci qui per parlare ancora una volta di un titolo sulla mitologia greca (non detestatemi per questa passione!). In questa recensione scopriremo il secondo volume della saga de La Leggenda di Eracle scritto da Gilbert Gallo: Il regno della Sfinge, breve romanzo a tema mitologico.

Scopriamo di più sul libro di Gilbert Gallo: La Leggenda di Eracle – Il regno della Sfinge. Quali avventure attendono il famoso eroe greco?

Il regno della Sfinge è il secondo capitolo della serie scritta da Gilbert Gallo ed edita da Delos Digital con protagonista uno degli eroi greci più famosi dell’immaginario occidentale: Eracle.

Il primo romanzo, dal titolo Fuga verso Delfi, ci aveva raccontato di come il giovane Alceo, spinto da un impulso di ferocia e violenza, avesse ucciso la sua famiglia e del suo viaggio alla ricerca di risposte per capire perché avesse compiuto un atto di simile atrocità. Nel primo libro ci uniamo ad Alceo nel suo peregrinare verso Delfi per avere il responso della Pizia: perché quel gesto così violento contro la famiglia che amava? A cosa è dovuto il Fato avverso? Come fare per rimediare? Proprio in virtù di quelle risposte Alceo prenderà il nome di Eracle e seguiterà il suo viaggio, colmo di dolore nel cuore, ma ora con più consapevolezza dei suoi nemici.

Da qui nasce il secondo romanzo della serie letteraria che, già dal titolo, fa presagire un importante incontro che l’eroe greco dovrà affrontare in questa nuova avventura: nientemeno che il terribile mostro da tutti conosciuto come Sfinge. Andiamo in ordine però, e iniziamo addentrandoci in questo libro leggendo la sua sinossi:

Il secondo episodio della leggenda di Eracle, reinventata e scritta da Gilbert Gallo, porta l’eroe alla sua città natale, Tebe, la città delle Sette Porte, governata dagli Sparti, i guerrieri nati dalla Terra e dai denti del Drago ucciso dall’antico eroe Cadmo. Ma ora la città è minacciata da un mostro invincibile, contro cui persino i persino i guerrieri-draghi sono impotenti: la Sfinge. Con l’aiuto del giovane principe di Corinto, Edipo, con cui ha stretto amicizia durante il viaggio, Eracle trionfa anche dell’affascinante e letale Sfinge. È a un passo dal conquistare il trono della sua città natale, ma, consapevole del suo doloroso destino, vi rinuncia a favore dell’amico, ignorando che anche su questo incombe la tragedia. Infatti Hera, la regina degli Dei, trama ancora la sua rovina e suscita contro di lui e quanti gli sono cari un’altra terribile nemica, Echidna, la dea-madre dei mostri.

Nuove avventure e nuovi personaggi

Il regno della Sfinge è il secondo romanzo della serie de La Leggenda di Eracle, il cui successo ha portato i titoli dell’autore ad essere ora non solo disponibili in formato digitale bensì anche cartaceo.

Questo secondo capitolo è una continuazione delle avventure dell’eroe greco iniziate già nel primo romanzo della saga, ma rispetto a Fuga verso Delfi possiamo trovare alcune interessanti differenze. Se il primo libro si concentrava maggiormente sulla figura dell’eroe, sulle sue ansie, i drammi interiori e il suo personale viaggio di salvezza e redenzione, in Il regno della Sfinge la “platea” dei personaggi si allarga notevolmente e sempre più protagonisti inizieranno ad avere un ruolo importante nel viaggio di Eracle.

Il primo da segnalare è sicuramente Edipo. In questo romanzo, infatti, l’autore decide di legare due figure molto famose, Edipo ed Eracle, intrecciando le loro storie come il mito non aveva mai fatto e sottolineando così le similitudini delle leggende di questi due eroi marchiati dal Destino avverso. Edipo, in questo romanzo di Gallo, diventa compagno fidato di Eracle: insieme i due sconfiggeranno la temibile Sfinge che assedia la città di Tebe, mutando l’ostacolo del classico indovinello in una concitata scena d’azione, e i due saranno spalla a spalla anche durante la decisione finale su chi debba diventare il nuovo Re di Tebe.

Ma Edipo non è l’unico nuovo personaggio che incontriamo in questo secondo libro. A Tebe, infatti, Eracle incontrerà la sua famiglia, in particola la madre Alcmena, le sorelle, ma anche il cognato e il padre della sua adorata moglie Megara. Questi personaggi, tratteggiati secondo le loro personalità, hanno tutti un ruolo importante nel libro, in particolare in relazione allo stato emotivo di Eracle che dovrà ancora una volta affrontare i suoi demoni e le sue paure e ammettere davanti a tutti l’omicidio della moglie e dei figli.

Si può ben dire che Il regno della Sfinge sia un romanzo in cui Eracle non è più un eroe solitario, ma un volume più corale in cui si nota una maggiore complessità narrativa e d’intreccio rispetto a Fuga verso Delfi che si caratterizzava, invece, per una progressione lineare, segnata dalle diverse tappe del viaggio dell’eroe. Ciò avvicina Il regno della Sfinge a un romanzo tout court, sì mitologico ma comunque “romanzato”, allontanandosi quindi da una delle caratteristiche principali del primo volume ossia l’aderenza ai racconti dei miti greci.

Passione e bellezza della mitologia greca

Per i lettori appassionati di mitologia (come la sottoscritta!), sarà un piacere leggere Il regno della Sfinge perché ancora una volta l’autore dà prova della sua competenza e conoscenza dei miti e dei racconti degli eroi dell’Antica Grecia. Descrizioni, dettagli, personaggi secondari: sono moltissimi gli elementi inseriti in questo titolo che rendono nota la preparazione dell’autore e che ci fanno immergere in quel remoto passato mediterraneo. Da questo punto di vista, ho  apprezzato molti comportamenti tipici di Eracle, come il fatto di non voler entrare nella città di Tebe senza aver prima ucciso la Sfinge per riabilitare il proprio nome, la sacralità dell’ospitalità, la necessità di varcare le mura come uomini puri e non empi, la vergogna: sono tutti temi importanti per la mentalità dell’epoca e che si ritrovano in questo romanzo.

Forse questo secondo capitolo lascerà delusi quanti avevano apprezzano la linearità del primo volume: in Il regno della Sfinge le cose si complicano perché le storie di diversi personaggi si intrecciano, nuovi nemici ordiscono le loro trame sullo sfondo e i rapporti tra i protagonisti assumono una dimensione più ampia invece che essere concentrati unicamente su Eracle. Sembrerebbe essere un ottimo punto di partenza per complicare l’intreccio della storia e dar vita a un romanzo meno mitologico e più romanzato, meno per bambini e ragazzi e più per adulti, ma per raggiungere questo obiettivo mancano ancora il coinvolgimento e il pathos che di solito si creano in un romanzo più lungo e complesso. Non ci resta che attendere per avere conferma di questa tendenza nei prossimi episodi letterari della serie (devono arrivare.. ora che Eracle è partito per nuove avventure!).

In conclusione, Il regno della Sfinge continua il filone narrativo dedicato a Eracle raccontato dall’autore grazie ad un libro che mantiene in maniera ottima le aspettative di un romanzo breve e scorrevole che riesce a coniugare l’amore per i racconti di avventure al mito greco, creando sì varianti ma non snaturando temi, atmosfere, relazioni e concetti importanti del mito originario. Un bell’esempio di come non serva stravolgere la mitologia per creare storie belle e coinvolgenti.

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La Leggenda di Eracle - Il regno della Sfinge
Il regno della Sfinge continua il filone narrativo dedicato a Eracle scritto da Gilbert Gallo raccontando nuove peripezie e avventure del famigerato Eracle. In questo secondo libro l'eroe greco si troverà a dover affrontare la temibile Sfinge a Tebe in compagnia dell'amico Edipo. Un romanzo breve e scorrevole che riesce a coniugare l'amore per i racconti di avventure al mito greco, creando varianti ma non snaturando temi, atmosfere, relazioni e concetti importanti del mito originario. Un bell'esempio di come non serva stravolgere la mitologia per creare storie belle e coinvolgenti.
Pro
Il libro mantiene i personaggi, i temi e i drammi interiori del mito greco senza snaturarlo, ma anzi esaltandolo
Stile di scrittura lineare, scorrevole e coinvolgente
Contro
Libro a metà strada tra un volume breve e lineare e un romanzo corposo con complessità d'intreccio
7.3
Voto Finale

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