Le Storie di Guerra 6: il nuovo volume della serie che ci fa sentire la “vera voce” di Garth Ennis – Recensione

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Irriducibile e instancabile, saldaPress continua con la riproposizione in Italia delle Storie di Guerra di Garth Ennis, serie ormai arrivata al sesto volume che ha debuttato il 18 maggio scorso.

Si tratta di pubblicazioni ancora inedite nel nostro Paese che lo sceneggiatore irlandese ha realizzato negli anni passati. Si tratta di lavori molto diversi da quelli cui ha abituato il proprio pubblico: i lettori di Preacher o Hitman farebbero bene a prepararsi prima di iniziare a leggere questi volumi perché troverebbero un Ennis molto diverso da quello solito.

Dopotutto, se quando scrive fumetti per il grande pubblico Ennis deve attenersi a un certo tipo di personaggio-autore che ha finito inevitabilmente per cucirsi addosso, in produzioni minori (solo sul piano delle vendite) come queste può invece permettersi di usare un tono diverso, un registro diverso e, permettetemi, uscire dal personaggio e parlare finalmente con la proprie voce.

La recensione de Le Storie di Guerra 6, il nuovo volume della serie edita da saldaPress che ci permette di godere della “vera voce” del monumentale Garth Ennis

I volumi pubblicati in precedenza hanno permesso di leggere vari eventi della Seconda Guerra Mondiale da una prospettiva inedita: marinai, irlandesi, civili e così via. Con il volume Le Storie di Guerra 6, invece, ci muoviamo con un paio di storie che invece raccontano gli ultimi periodi del conflitto.

La grande accuratezza storica e il talento narrativo con cui Ennis racconta il secondo conflitto mondiale e altri importanti episodi bellici del secolo scorso, fanno di questi racconti a fumetti uno dei capolavori dell’autore irlandese. In questo volume: “Mandate una nave” (disegni di Tomas Aira): mentre pattuglia la Manica, una cannoniera della Royal Navy si ritrova inseguita da una E-Boat tedesca. Il suo comandante ha un soprannome che non lascia dubbi sulla sua crudeltà: Hans il bastardo.

“Tokyo club” (disegni di Tomas Aira): a migliaia di chilometri dagli Stati Uniti, i piloti dei P-51 americani fanno da scorta ai bombardieri a lungo raggio che attaccano il Giappone.

Ancora due storie eccezionali, in cui il destino di uomini comuni si incrocia con quello della grande storia, mettendo in luce ciò di cui siamo capaci, nel bene e nel male.

Uscito il 18 maggio scorso, il sesto volume cartonato de Le Storie di Guerra può essere acquistato a QUESTO LINK.

Tokyo Club, una élite di aviatori temerari

Tokyo Club, la prima di queste due storie, è un racconto che farà la gioia dei lettori americani visto che tratta un tema, quello della guerra contro il Giappone tanto cara allo Zio Sam. I protagonisti sono un gruppo di aviatori americani impegnati nei combattimenti aerei negli ultimi mesi del conflitto nel Pacifico. Con la conquista dell’isola di Iwo Jima, gli americani si assicurarono le rotte per Tokyo e chi riusciva a compiere i quasi 2.500 km di viaggio (comprensivi di andata e ritorno), entrava di diritto a far parte del Tokyo Club.

I piloti, tutti appena usciti dal campo addestramento, entrano immediatamente a contatto con l’orrore dei bombardamenti aerei: gli obbiettivi non sono più soltanto militari e centri industriali, ma anche civili, qualunque cosa si muova. Lo scopo è spingere il Giappone ad arrendersi, ma tutta Iwo Jima è cosparsa di soldati che non si sono arresi e che continuano a nascondersi nella giungla per poi balzare fuori e uccidere gli americani che, incautamente, si allontanano dal campo base. Il tutto mentre all’orizzonte si prepara il più grande piano d’azione mai realizzato: l’invasione americana del Giappone.

Ennis ci racconta la drammatica storia di giovani uomini la cui umanità e andata distrutta, un pezzo dopo l’altro ad ogni bomba sganciata. Al suo fianco, il disegnatore Tomas Aira, suo fedele compagno in questo ciclo di racconti bellici.

Mandate una cannoniera

Mandate una cannoniera è il secondo e ultimo racconto del volume e narra di una drammatica caccia lungo il canale della Manica durante il 1943. Protagonisti sono una coppia di ufficiali inglesi costretti a fare i conti sia con i nemici esterni, ovvero i tedeschi, sia con i propri demoni interiori e con il ricordo della tragica disfatta di Dunquerque, evento che ha ispirato la stupenda pellicola Dunkirk di Christopher Nolan del 2017.

Il racconto trae ispirazioni sia da Moby Dick che dal celebre mito di Giona e della balena. La caccia alla nave tedesca e gli avvenimenti privati si intersecano inesorabilmente e portano Max, il protagonista principale, sull’orlo dell’ossessione e della follia.

A differenza di altri racconti di Ennis, però, in questo caso i protagonisti riescono nell’impresa quasi impossibile di conservare la propria umanità e confrontarsi con i propri incubi. Anche stavolta ai disegni troviamo Tomas Aira, indubbiamente l’interprete adatto a questa tipologia di storie di guerra.

Dovendo tirare le somme, fra le due storie vince inesorabilmente Tokyo Club, in parte per il tipo di storia raccontata e in parte per l’ambientazione quasi inedita, visto che il grosso delle storie di guerra di Ennis si svolgono nel teatro europeo.

Sia chiaro che entrambi i racconti sono molto validi e il livello qualitativo è più che buono in entrambi i casi, quindi mi sento tranquillamente di affermare che Le Storie di Guerra 6 è il miglior volume della serie fin qui proposto.

...e questo?
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