Beastars: l’anime “bestiale” di Netflix – Recensione della prima stagione

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Arrivato un po’ in sordina all’interno del catalogo anime di Netflix, Beastars è la vera sorpresa tra le produzioni giapponesi approdate da qualche mese a questa parte sulla piattaforma di streaming.

La recensione della prima stagione di Beastars, il sorprendente anime di Netflix che ci porta in un mondo in cui il confine tra istinti e passioni e molto labile

Basato sullo shonen manga di Paru Itagaki, edito in italia da Panini Comics tramite l’etichetta Planet Manga, Beastars (prodotto da Orange) è ambientato in un mondo popolato da animali antropomorfi che vede la convivenza (a tratti forzata) fra erbivori e carnivori, con personaggi molto vicini a noi e in cui si possono riconoscere alcune caratteristiche tipiche della società umana, declinate attraverso un punto di vista animale e molto più istintivo.

La storia è ambientata principalmente all’interno del liceo Cherryton frequentato da studenti appartenenti a varie razze di animali sia erbivori che carnivori, con questi ultimi che, ironia della sorte, sono discriminati perché fondamentalmente prede dei loro istinti animaleschi più primordiali, anche se continuamente controllati per morale e per il buon vivere civile di una società che si è data delle regole ben precise. Regole e tabù che ricadono principalmente sulle spalle dai carnivori e che evitano a questi ultimi di dare sfogo alla loro natura assalendo gli erbivori.

Il protagonista è Legoshi, un lupo grigio studente dell’istituto che, nonostante la sua bontà d’animo e la rara gentilezza che lo caratterizzano, è odiato e temuto dai compagni di scuola a causa dei pregiudizi sulla sua specie. Legoshi è un animale abbastanza solitario e al liceo divide il dormitorio con altri canidi e fa parte del club di teatro, dove lavora dietro le quinte e funge da accompagnatore alla stella nascente del club, il cervo rosso Louis.

Un battito animale

Dopo che l’intera comunità scolastica viene scossa dall’uccisione dell’alpaca Tem, sbranato da un carnivoro, la situazione tra le mura del liceo si fa pesante, soprattutto per Legoshi che era molto amico della povera vittima.

Una sera il solitario lupo, facendo da “palo” a due amici che si erano intrufolati nella sala prove del teatro, scorge la piccola coniglietta nana Haru. La luna, la notte e l’odore di Haru sono la miccia che accendono una famelica furia animalesca in Legoshi che, balzato sulla povera coniglietta prova delle sensazioni irrefrenabili che non riesce a capire, a metà strada tra ancestrali istinti e viscerali pulsioni sessuali.

Tra i due scatta qualcosa di inspiegabile, un “battito animale”, un legame profondo e al contempo sfuggente che porterà Legoshi a essere costantemente attratto da Haru, coniglietta consapevole della sua natura debole e fragile, ma dal carattere risoluto e disinibito, la quale usa la sua bellezza e il suo corpo desiderato da tutti (erbivori e carnivori) come strumento per esorcizzare il terrore di vivere un’esistenza che potrebbe portarla, prima o poi, tra le fauci bramose di sangue di un predatore.

La storia, in realtà, è solo il canovaccio che serve per introdurre i vari personaggi ed eventi che, anche con peso importante e senza mai sembrare troppo secondari, ruotano attorno a tutto quello che, episodio dopo episodio, si sviluppa tra Legoshi e Haru. Razzismo, bullismo, discriminazione, violenza, superbia, remissività, invidie e gelosie si mescolano e si fondono in un turbinio di rapporti “interanimali” che sono il cuore di una narrazione complessa, affascinante e coinvolgente.

Un anime maturo che rapisce con un’inaspettata e animalesca potenza

Beastars è un anime molto maturo, ben oltre il target del manga da cui deriva, tanto che Netflix lo classifica come vietato ai minori di 14 anni, uno show ricco di spunti di riflessione profondi sulla natura umana e su quello che di più profondo si cela nel nostro animo, istinti che l’evoluzione prima, e la civilizzazione poi, ci hanno insegnato a reprimere ma che a volte, possono tornare a galla e travolgerci con inaudita e animalesca potenza.

Spesso amore, passione, odio e cattiveria nascono proprio dai recessi più reconditi del nostro essere e, senza darci spiegazione alcuna, ci portano ad azioni irrazionali. Le stesse reazioni che al presenza e il profumo di Haru scatenano in Legoshi, sempre più consapevole del suo essere predatore ma altrettanto forte e risoluto nel cercare di raggiungere una sorta di “pace dei sensi” senza perdere mai totalmente, in maniera paradossale, la sua “umanità” e gentilezza, placando i suoi istinti che siano di avidità edonista o di amore.

Beastars è un mix riuscitissimo tra piccole dosi di vari generi, un mosaico di approcci differenti alle vicende che si dipanano all’interno dell’istituto Cherryton che lo rendono superlativo, soprattutto quando scava nelle profondità dell’animo umano e cerca di descrivere tutta una serie di dinamiche proprie della fase di crescita adolescenziale, quando tutti sono alle prese con i cambiamenti del proprio corpo e del proprio essere, preparandosi a diventare adulti responsabili pronti a vivere a pieno titolo all’interno della società.

La prima stagione di Beastars è un invito al binge watching più estremo perché i 12 episodi scorrono con una facilità disarmante, tenendo il livello di attenzione dello spettatore sempre al massimo e spingendolo a vendere sempre una puntata in più.

Tecnicamente il lavoro fatto da Orange è all’altezza della storia di Beastars, con un’animazione di buon livello nonostante l’utilizzo della CGI per la produzione dell’anime che non manca di mostrarsi anche con sequenze e sfondi realizzati in maniera tradizionale. Solo qualche incertezza qua e là con momenti in cui i disegni e le animazioni sembrano perdere coerenza, ma si tratta davvero di piccole cose tranquillamente trascurabili. Sfondi, atmosfere, luci e suoni si sposano alla perfezione sia con le animazioni principali che con la narrazione.

Da segnalare l’ottima resa del doppiaggio italiano, davvero azzeccatissimo nella scelta cast vocale e nell’interpretazione dei singoli protagonisti.

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Beastars
Beastars è la vera sorpresa tra le ultime produzioni nipponiche arrivate sul catalogo di Netflix. Un anime maturo dalla narrazione complessa e profonda che, attraverso delle sensazioni animali, scava nei recessi più reconditi dell'animo umano.
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Narrazione complessa e profonda
Animazione di buon livello nonostante l'utilizzo della CGI
Doppiaggio italiano convincente
Contro
8
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