Coronavirus: esce per comprare una PlayStation, torna a casa con una denuncia

coronavirus playstation

Vado a comprare la PlayStation per i miei figli: serve loro per trascorrere le prossime tre settimane chiusi in casa a causa del coronavirus.

A Sacile, in provincia di Pordenone, succede anche questo.

Un uomo, fermato dalla Polizia Stradale al casello autostradale, ha giustificato con queste parole il suo viaggio in auto da Sacile, era diretto verso un noto centro commerciale per acquistare la console di Sony, a suo dire necessaria per riuscire a tenere in casa i figli durante questo periodo di emergenza sanitaria.

Sono già numerose le denunce per il mancato rispetto dei provvedimenti anti coronavirus (ma non tutti volevano acquistare una PlayStation)

Le notizie delle prime denunce arrivano proprio dalla provincia friulana.

La più eclatante è sicuramente quella di cui vi abbiamo accennato poc’anzi e riguarda proprio il tentativo, rimasto a quanto pare pure infruttuoso (oltre al danno la beffa), dell’uomo che, uscito di casa ha cercato di recarsi in un negozio per acquistare una PlayStation.

PlayStation 4 Pro

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Per sua sfortuna, è stato fermato all’ingresso di un casello autostradale dalla Polizia Stradale nell’ambito dei controlli disposti a Pordenone per contrastare la diffusione del coronavirus-COVID 19. L’uomo è stato denunciato per il mancato rispetto delle misure contenute nel Dcpm.

Ma questo non è, purtroppo, l’unico caso avvenuto. Nella sola giornata di ieri, nella piccola provincia friulana, altre sei persone sono state “pizzicate” dalle forze dell’ordine a svolgere viaggi non autorizzati ed assolutamente irresponsabili in questo periodo di estrema emergenza.

Fra questi spicca anche la vicenda di un goriziano che ieri mattina è andato a Pordenone, in un’officina meccanica, per un contenzioso relativo all’acquisto di una autovettura; un’altro uomo invece, dopo aver dichiarato di mattina presto di dover consegnare documenti per una richiesta di lavoro è stato trovato alle 2 di notte, all’esterno di un bar, ancora in città e non ha saputo giustificare la propria presenza.

Altre 5 persone, infine, non hanno saputo dare giustificazioni dei rispettivi spostamenti (magari si vergognavano di dire che anche loro volevano acquistare una PlayStation per combattere il coronavirus).

Per fortuna, però la maggior parte dei controlli sono risultati regolari.

Tre cose sono certe. La prima è che di sicuro queste persone non avevano fatto i conti con il fatto che su tutte le dichiarazioni fornite vengono effettuati controlli da parte della Questura di competenza che provvede a contattare le aziende o i titolari e datori di lavori indicati dalle persone controllate, riscontrando la correttezza di quanto dichiarato.

La seconda è che le nostre forze di polizia avranno un bel da fare nei prossimi giorni per smascherare i “furbetti”; la terza è che, forse, non è il momento giusto per comprare una PlayStation anticoronavirus se già non la possedete.

Fonte:  Il Piccolo

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