The Crew: The Quest For Planet Nine – Recensione

Data di uscita
2019
Autore
Thomas Sing
Editore
Kosmos
Lo puoi acquistare su...

Il fatto che sia qui a scrivere questa recensione di The Crew: The Quest For Planet Nine invece che giocarlo mi costa fatica. Sì, perché si tratta di un gioco da tavolo che dà assuefazione: senza che sia perfetto, la valanga di pregi (e di divertimento) che investe chiunque si approcci al titolo fa si che una partita tiri l’altra come non ci capitava da tempo. Nelle ultime serate, scatole grandissime e piene di miniature aspettavano pazientemente (e inutilmente) il loro turno, mentre consumavamo le 40 carte che compongono questo titolo apparentemente banale, ma in realtà geniale nella sua semplicità.

Unitevi al nostro Equipaggio a bordo del Razzo Numero 4 per la ricerca del Nono Pianeta!

The Crew: The Quest For Planet Nine – Recensione

The Crew: The Quest For Planet Nine (in originale tedesco Die Crew: Reist gemeinsam zum 9. Planeten) è un gioco da tavolo da 3 a 5 giocatori, con una variante per essere giocato anche in 2. Potrei indicarvi la durata di una partita, ma in realtà non ha importanza: ne farete più di una, ne farete tante. Sarà difficile sapersi fermare.

L’autore è Thomas Sing; l’editore è Kosmos. È prevista la pubblicazione in italiano da Giochi Uniti nella seconda parte del 2020. Tuttavia, essendo il gioco totalmente indipendente dalla lingua, non avrete problemi con una versione straniera. Trovate molti materiali utili, come Regolamento e Libro delle Missioni, sulla pagina di The Crew: The Quest For Planet Nine di BoardGameGeek.

Si tratta di un titolo basato su di una meccanica di trick-taking, un po’ come briscola o tresette. Ma, a differenza dei classici giochi nostrani, la modalità di gioco è pienamente collaborativa. Ed è proprio questo il vero gimmick dietro a questo piccolo grande gioco.

Il titolo di Thomas Sing ha una propria ambientazione, ma, è il caso di dirlo, facilmente trascurabile. Ad ogni modo il libro delle missioni contiene una breve descrizione di ciascuno dei 50 scenari, che sviluppa la storia in maniera astrattamente legata alle meccaniche.

Per i più curiosi si tratta di una ricerca del Nono Pianeta del sistema solare: dopo che nel 2006 Plutone è stato retrocesso al rango di pianeta nano, gli scienziati hanno scoperto che esiste un’enorme massa oltre la sua orbita che influenza i movimenti degli altri corpi del nostro sistema. Lo scopo della nostra missione è trovare qualche prova tangibile dell’esistenza del Nono Pianeta.

Il contenuto della scatola e la qualità dei materiali

All’interno della minuta scatola di The Crew: The Quest For Planet Nine troviamo:

  • 40 carte di gioco
  • 5 carte “Reminder”
  • 5 token “Comunicazione”
  • 36 carte Missione
  • 1 segnalino Comandante di cartoncino
  • 10 segnalini Missione di cartoncino
  • 1 token “Segnale di Pericolo”
  • Il regolamento e Libro delle Missioni

La qualità di tutto il materiale è piuttosto buona, ma se volete lasciare questo titolo in eredità ai vostri figli, come dovreste, vi consigliamo di imbustare almeno le carte di gioco di The Crew: The Quest For Planet Nine con le bustine che trovate A QUESTO INDIRIZZO; le bustine apposite per le carte Missione invece le trovate A QUESTO INDIRIZZO.

Le gradevoli illustrazioni su carte, scatola e regolamento sono state realizzate da Marco Ambruster.

Le poche regole da cui è composto questo gioco sono chiaramente esplicate nel breve regolamento, in cui la sezione laterale della pagina racchiude un brevissimo riassunto dei paragrafi a fianco utile in caso di ripasso veloce.

Come si gioca a The Crew: The Quest For Planet Nine?

Le 40 carte di gioco sono così suddivise:

  • 36 carte divise in quattro colori numerate dall’1 al 9
  • 4 carte “Razzo” numerate dall’1 al 4

Dopo averle mescolate vengono distribuite equamente tra i giocatori (in 3 il primo ne riceverà una in più). Il giocatore che ha in mano il Razzo numero 4 sarà il Comandante di Missione, a cui spetterà anche l’onere di dare il via al gioco.

La prima carta giocata in un turno determina il colore dominante, ed ogni giocatore che dispone di una carta di quel colore è obbligato a giocarla; se non potesse, può giocare una carta qualsiasi, compreso un Razzo. Anche i Razzi, se giocati come prima carta di turno, obbligano i giocatori a rispondere con un Razzo.

La “presa” delle carte viene effettuata dal giocatore che ha giocato la carta del colore dominante di valore più alto; le carte Razzo, però, superano tutti i colori diventando automaticamente dominanti.

Chi effettua la presa del “trick”, del turno, sarà il primo a giocare nel turno successivo.

“Nello spazio nessuno può sentirti urlare”

L’altro geniale gimmick di The Crew: The Quest For Planet Nine riguarda la comunicazione tra giocatori: non si può parlare agli altri giocatori delle carte che si hanno in mano.

L’unico modo ammesso di comunicare le proprie carte è posizionare una carta scoperta sul tavolo che rispetti una di queste tre condizioni:

  • Dev’essere la carta più alta nella nostra mano di quel colore
  • Dev’essere la carta più bassa nella nostra mano di quel colore
  • Essere l’unica carta nella nostra mano di quel colore

Quando comunichiamo possiamo posizionare il nostro token Comunicazione sulla carta in modo da indicare quale di queste tre condizioni si verifica. Ai giocatori è permesso comunicare in questa maniera soltanto una volta a partita.

50 missioni per trovare il Nono Pianeta

Come detto, il gioco si svolge su 50 missioni di difficoltà crescente. Ciascuna di esse è descritta nel Libro delle Missioni.

La maggior parte sono guidate attraverso le carte Missione: queste ultime sono del tutto simili a quelle da gioco, ma in scala minore e senza i quattro Razzi. Vengono distribuite in un certo numero a seconda della missione; il giocatore che ha ricevuto una determinata carta sarà quello che dovrà prendere il turno in cui è contenuta.

Le missioni possono essere complessificate utilizzando i segnalini: alcuni possono predeterminare un ordine in cui le carte vanno prese, altri se la carta va presa per prima, seconda, oppure ultima; in alcune missioni ci sono limitazioni alla comunicazione dei giocatori; in altre ancora non si utilizzano le carte Missione, ma il compito può essere che un giocatore non effettui nessuna presa, oppure che almeno una presa venga effettuata da una carta di valore 1.

Come le ciliege

Le partite The Crew: The Quest For Planet Nine sono davvero rapide, e senza accorgerci ci troviamo spesso ad aver fatto qualcosa come 15 partite senza quasi essercene resi conto. Non tutte le missioni riescono al primo colpo, anzi: spesso ci siamo trovati a ritentarle anche sei o sette volte prima di venirne a capo.Questo avviene anche per quello che può essere definito il più grande difetto del gioco: la varianza della difficoltà di una missione data dalle carte è piuttosto alta.

Tuttavia, a differenza di altri titoli in cui magari la lunghezza delle partite è maggiore, non si prova il senso di frustrazione dovuto ai molti tentativi, o alle sfortuna nelle carte. Una volta impratichiti si saprà leggere subito la difficoltà della missione dovuta all’uscita delle carte Missione; ad ogni modo, una mano di gioco è talmente veloce che si fa prima a tentarla lo stesso che a scoraggiarsi.

Una partita tira l’altra come le ciliegie: che si abbia perso, e quindi si voglia riprovarci, o che si abbia vinto, con la curiosità per la prossima Missione, la parte più difficile in questa esperienza di gioco è sapere quando dire “basta”.

Conclusioni della nostra Recensione su The Crew: The Quest For Planet Nine

The Crew: The Quest For Planet Nine è stupefacente e dà assuefazione, ma per fortuna non si tratta di una sostanza illegale.

Dubito che tramite una recensione scritta si riesca a rendere l’idea di quanto sia divertente questo gioco, ma, grazie al costo contenuto, si fa prima a provarlo che a pensarci su. In 4 o 5 giocatori rende al meglio, anche se la sfida in 5 è davvero alta. In 3 giocatori funziona comunque bene, ed anche la modalità in coppia (in cui si simula un terzo giocatore) funziona meglio di quanto si potrebbe pensare.

Anche grazie all’immediatezza di spiegazione, ed alla difficoltà che progressivamente va alzandosi, è un titolo davvero universale: divertirà senz’altro i giocatori esperti, ma saprà anche essere un ottimo introduttivo per neofiti.

L’unico vero problema sarà dover smettere di giocare.

Potete trovare The Crew: The Quest For Planet Nine A QUESTO INDIRIZZO

Una delle migliori esperienze ludiche degli ultimi tempi
The Crew: The Quest For Planet Nine ha tutto quello di cui c'è bisogno per dare un'occasione a un gioco da tavolo: un titolo da provare assolutamente. La genialità che è racchiusa nella semplicità di questo titolo è una perla rara.
Pro
Una partita tira l'altra
Rapporto costo/tempo di gioco egregio
Adatto ai neofiti ma che diverte anche gli esperti
Contro
La difficoltà può dipendere molto dal caso
8.4
Voto Finale
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