I paesaggi di Chinami: avventure nella città dei tipi strani – Recensione

I paesaggi di Chinami di Akiteru Nomoto è uno dei volumi autoconclusivi della linea Aiken, ovvero la collana di Bao Publishing dedicata ai manga d’autore che abbiamo già avuto modo di cominciare ad apprezzare con Henshin di Ken Niimura.

La recensione de I paesaggi di Chinami di Akiteru Nomoto, il volume della collana Aiken di Bao che racconta una cittadina e i suoi “strani” abitanti vista con gli occhi di una bambina di 11 anni

La protagonista del manga è proprio Chinami, una ragazzina di 11 anni che, girando per il suo quartiere, e più in generale per le strade della cittadina in cui vive, si imbatte sempre in personaggi alquanto bizzarri. Inevitabilmente la piccola si ritrova coinvolta in avventure sempre più strane.

Ma andiamo con ordine. Chinami è in tutto e per tutto una normale bambina di 11 anni: non ha voglia di andare a scuola e i compiti non sono esattamente il suo forte. Il volume è una raccolta di racconti, in ciascuno dei quali lei incontra qualcuno di “strano” che la bimba cerca di evitare a ogni costo ma, in un modo o nell’altro non riesce mai a non lasciarsi coinvolgere.

Un uomo che soffre di un fortissimo sonnambulismo, un ragazzo che le racconta uno strano segreto, una donna che crede di essere una chiromante, sono solo alcuni esempi dei casi con cui Chinami si trova ad avere a che fare.I PAESAGGI DI CHINAMI

Sembra quasi che non ci sia molto di più in realtà ma, andando avanti con la lettura, scopriamo che la vera storia che ci viene raccontata non è quella dei tipi strani che la bambina incontra, ma proprio quella di Chinami stessa. La storia di come questa bambina prende consapevolezza di sé e del fatto che, anche se ancora così piccola, non sia poi così sbagliato voler sognare in grande, o cercare di capire cosa è chi si vuol essere da grandi. Ed è propro così che, poco alla volta, Cbinami si rende conto di come i tipi bizzarri siano parte della sua vita.

Una bella metafora che credo sia adatta a grandi e piccini, perché tutti dovremmo essere capaci di avere un sogno o un obiettivo per la nostra vita e questo manga aiuta a capire che non è mai troppo presto né troppo tardi per rendersi conto di quale sia (o di rendersi conto che un sogno ci vuole).

I disegni sono molto semplici, sfondi stilizzati e spesso anche del tutto bianchi, tutta l’attenzione è concentrata sui volti dei personaggi, sulle loro espressioni e sulle emozioni che trasmettono. Stessa attenzione si può rivolgere ai dialoghi, anche quelli molto minimal, dicono l’essenziale e lo dicono nel modo migliore possibile.I PAESAGGI DI CHINAMI

Leggendolo una parte di me si è chiesta quanto si possa assomigliare a una bambina che cerca di capire che direzione prenderà la sua vita. All’inizio ho pensato fosse ridicolo, perché a quell’età non si può già essere maturi abbastanza per sapere che se hai un obiettivo la vita è decisamente migliore, men che meno essere maturi abbastanza per ammettere che tutti in realtà vorremmo uno scopo da perseguire. Poi, andando avanti nella lettura, mi sono resa conto che da bambini la capacità di sognare e di immaginare dovrebbe essere iper sviluppata, quindi perché dovrebbe essere ridicolo che i sogni comprendano anche il futuro?

Lo consiglierei? Decisamente sì, tra quelli letti finora è, a mio avviso, il volume della Aiken che merita di più di essere letto, forse perché una parte di me è ancora quella bambina che immagina e spera in un futuro migliore e più bello, o forse solo perché mi piace quando un manga nasconde qualche bel messaggio da tramandare ai posteri.

Ma insomma, qualunque ne sia il motivo, che siate spinti da una irrefrenabile curiosità dopo aver letto questa recensione, o solo perché lo avete in lista di lettura e avete deciso di dargli una possibilità, direi che i “paesaggi” di Chinami meritino davvero una visita.

Nel frattempo se ancora non dovesse far parte delle vostre librerie potete trovare I paesaggi di Chinami in vendita a QUESTO INDIRIZZO.

Trama del manga

Chinami è una bambina che si trova in quarta elementare. La sua sembrerebbe una vita come quella di tante sue coetanee, se non fosse che nella città in cui vive niente è come sembra. Strani personaggi si aggirano per le strade e, come se non bastasse, davanti alla casa di Chinami qualcuno ha costruito delle strane strutture di pietra sorvegliate da uomini in lotta tra loro. L’immaginifico mangaka Akiteru Nomoto ci trasporta in un mondo magico ma terribilmente reale in un racconto di formazione, mistero e avventura. Un piccolo gioiello targato Aiken, il manga secondo Bao.

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Disegni e dialoghi semplici permettono di concentrarsi sul messaggio che vuole trasmettere
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Comprensibile la divisione in capitoli, visto che si tratta di incontri diversi, ma in questo modo forse si perde un po' di vista l’obiettivo principale
8
Voto Finale
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