1917: la recensione del miglior film di guerra di tutti i tempi

1917

Ok, ho spoilerato le mie considerazioni finali già nel titolo di questa recensione di 1917, il film ambientato nella Prima Guerra Mondiale diretto da Sam Mandes. Dovevo dirlo ad alta voce, subito, perché di film di guerra ne ho visti tanti nella vita ma nulla mi aveva preparato a quello che mi aspettava in sala, quando le luci si sono abbassate e sono stato catapultato nelle trincee di quel violento conflitto.

Non avevo creduto nemmeno alle parole delle locandine del film, affisse sul muro del cinema, che con i loro slogan mi avevano avvisato che stavo per vedere “il più bel film di guerra dai tempi di Salvate il Soldato Ryan” (insomma, non un filmetto qualunque). Eppure avevano ragione. 1917 è il più bel film di guerra dai tempi della pellicola di Steven Spielberg e, forse, è anche migliore.

1917: la recensione (no spoiler)

Non condizionato dal fatto che la pellicola in questione avesse appena vinto vinto due Golden Globe, quello per il miglior film e per la miglior regia, o dal fatto che sia stato candidato a ben 10 premi Oscar, mi sono seduto sulla mia poltrona del cinema, attendendo di passare un paio d’ore con un film che sapevo già esser stato realizzato con una tecnica che lo rendeva unico nel suo genere.

1917 è stato infatti girato come fosse un unico piano sequenza (anche se non è realmente così, il regista ha infatti usato diversi espedienti per dare questa sensazione allo spettatore), e il risultato finale è qualcosa di tecnicamente grandioso ed ineccepibile.

La sensazione di trovarci davanti a qualcosa di nuovo, epico e sensazionale, rimarrà con noi per tutta la durata del film, mentre seguiremo le vicende del protagonista; interpretato da un semi-sconosciuto ma comunque bravissimo George MacKay (Captain Fantastic). Una sensazione che difficilmente sarà possibile replicare nel salotto di casa nostra, davanti al televisore, quindi non perdetevi quest’occasione.

A MacKay si affianca nel cast anche Dean-Charles Chapman, che noi tutti ricordiamo per esser stato Tommen ne Il Trono di Spade, più un’altra manciata di attori più noti (Colin Firth, Benedict Cumberbatch, Mark Strong, Andrew Scott e Richard Madden) che saranno però solamente di passaggio nella storia raccontata sul grande schermo. Tutti bravi, nessuno escluso, dobbiamo dargliene atto.

Una storia di guerra, coraggio e paura

1917 è raccontato attraverso la sceneggiatura scritta da Krysty Wilson-Cairns e il regista del film stesso, basandosi sui racconti del nonno di Mendes che prese parte al conflitto da ragazzo. Ma se vi aspettate un film d’azione fatto di sole esplosioni e combattimenti eroici, magari come il più recente Midway, rimarrete delusi. Non si tratta nemmeno di un film riflessivo ed introspettivo alla Dunkirk anche se, dal film di Nolan, 1917 ruba certamente realismo ed emozioni.

Ecco, forse, se uniste la sensazione di impotenza provata in Dunkirk con il ritmo on the road di Salvate il Soldato Ryan, potreste farvi un’idea di cosa vi aspetta in 1917. E le somiglianze con la pellicola si Spielberg non terminano qui.

La storia di 1917 è infatti un viaggio simile a quello affrontato da Tom Hanks nel film cult del 1998, con due ragazzi a cui viene affidata una missione apparentemente impossibile: avvisare un colonnello, a capo di 1600 uomini, che sta per finire in una trappola ordita dai tedeschi. Il problema? Il battaglione si trova oltre le trincee, al dì là della terra di nessuno, dietro le letali linee nemiche.

Inizia così il nostro viaggio, che ci porterà ad attraversare verdi campi, sporche trincee, distese di fango e filo spinato, città in rovina e fiumi bagnati dal sangue dei soldati caduti (astenetevi se siete facilmente impressionabili). La desolazione e disperazione è percepibile non solo dalle forti immagini mostrate sullo schermo, visivamente impressionanti e mai lasciate al caso, ma anche dagli occhi degli stessi attori che si sono calati perfettamente nel ruolo di questi eroi mai celebrati.

Seguendo da vicino i due protagonisti, i soldati William Schofield e Tom Blake, ci sentiremo noi stessi in costante pericolo, temendo che alzando la testa nel posto sbagliato o restando immobili in un determinato punto, la nostra fine sarà inevitabile.

Ed è proprio questo che, dopo aver convinto tutti facilmente, grazie ad una fotografia unica ed un comparto sonoro di altissimo livello, rende 1917 un film grandioso. In poco meno di due ore siamo stati trascinati nelle trincee della Prima Guerra Mondiale, ci siamo sentiti sporchi, abbiamo sofferto, provato disgusto e paura, ci siamo fatti coraggio e, per tutto il tempo, ci siamo resi conto che stavamo assistendo a qualcosa di davvero unico nel suo genere. È davvero un momento nuovo per il cinema e i film di guerra.

1917 è IL film di guerra per eccellenza

Del film di Mendes potrei andare avanti a parlare per ore, elogiando la sua maestosità nelle scene di più ampio respiro, applaudendo alla tecnica utilizzata nella pellicola e, ancora, complimentandomi con gli attori per l’ottima performance su quello che non sembra nemmeno essere un set ma, piuttosto, il mondo reale nella Francia del 1917.

E se è vero che nulla potrà farci rendere conto degli orrori e della sofferenza provata in quel conflitto (o in qualsiasi guerra in generale), 1917 è certamente la cosa che più va vicino a farlo, avendoci regalato non solamente un film che sarà sulla bocca di tutti per il prossimo decennio, ma un’esperienza cinematografica come non se ne vedevano da tempi o, forse, come non se ne erano mai viste.

1917
1917
1917 è semplicemente il film di guerra perfetto. Tecnicamente ineccepibile, con una fotografia che farà sfigurare qualsiasi altra cosa abbiamo mai visto al cinema e una trama solida e dal messaggio importante. Un'esperienza irripetibile da vivere assolutamente al cinema.
Pro
Tecnicamente oltre ogni immaginazione
Emozionante e ben recitato
Comparto audio da brividi
Contro
Un paio stacchi meno riusciti rovinano la magia di un unico piano sequenza
9.6
Voto Finale
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