Return to Jurassic Park: la recensione del nostalgico DLC di Jurassic World Evolution

Se Jurassic World Evolution ci ha permesso di rivivere quanto visto nei più recenti film della saga giurassica, con il nuovo DLC Jurassic Park rilasciato in questi giorni torneremo nel parco dei dinosauri creato da John Hammond. Ogni cosa è riprodotta fedelmente e sarà un’impresa non da poco cercare di creare intrattenimento dove le teorie del caos regnano sovrane.

I ragazzi di Frontier ci saranno riusciti? Scopritelo nella nostra recensione di Jurassic World Evolution: Return to Jurassic Park.

Jurassic Park, il nuovo DLC di Jurassic World Evolution, ci porta nuovamente su Isla Nublar

Diciamolo subito. Se la base del gioco poteva essere già un’ottimo punto di partenza (come bene ci hanno abituato i ragazzi di Frontier), questa nuova espansione fa nascere la voglia di ritornare nel mondo di Jurassic Park, offrendoci quel tocco amarcord che stavamo aspettando.

Avviando la nuova campagna aggiunta con questo DLC parte l’intro (che immediatamente ci fa scendere una lacrimuccia) e l’elicottero della InGen ci riporta su Isla Nublar. John Hammond vuole correggere gli errori fatti con il primo Jurassic Park, aumentando la sicurezza, gestendo meglio i dinosauri ed essere pronto per “ogni evenienza”.

Con lui tornano il paleontologo Alan Grant, la paleobotanica Ellie Sattler ed il prof. Ian Malcom, per metterci in guardia da azioni “contro natura” ed affidarci compiti per tutta la durata della campagna. Oltre a John Hammond in persona, che ci darà le informazioni necessarie per procedere con la missione principale, ci sarà un giovane Cabot Finch, colui che in Jurassic World Evolution guidava i giocatori durante la partita.

Si tornerà quindi sull’isola più famosa delle 5 Morti, poco dopo gli eventi del primo Jurassic Park, dove i dinosauri ora vagano liberi tra edifici abbandonati; e noi dovremo essere bravi a radunarli nei rispettivi recinti, creare le strutture per i guardiani, quelle per ricevere i visitatori e per ricercare tutta quanto potrà servirci per migliorare ogni aspetto del parco.

L’effetto nostalgia è molto forte, partendo dalla colonna sonora sino ad arrivare alle varie strutture e, ovviamente, ai dinosauri. Si inizierà infatti con la riparazione della gabbia dei Velociraptor, per poi recuperare i veloci carnivori sparsi nel parco e posizionarli al sicuro nel loro recinto.

return to jurassic park

Sistemato il discorso sicurezza ci sarà poi da pensare alla salute dei dinosauri sopravvissuti, che si sono riprodotti durante tutti questi anni. Torneremo quindi su Isla Sorna (o Sito B), dove i vari esemplari venivano incubati e poi liberati. Su quell’isola dovremo studiare i comportamenti degli animali, fornire loro cure mediche ed organizzarli in modo da poterli poi trasferire sull’isola principale. Ricordandoci di fornire loro acqua e cibo per poter sopravvivere.

Ah-ah-ah! Non hai detto la parola magica – Dennis Nedry

Le prime saranno missioni semplici, sia per spiegarci le novità sia per riportarci in quel mondo che tanto ci mancava. Torneremo quindi su Isla Nublar per creare il nostro parco (chi di voi non è già andato a cercare la mappa originale per ricrearlo identico?) e renderlo fruibile a più visitatori possibile, accumulare soldi ed evitare disastri. Esatto, disastri!

Non ci sarà Dennis Nedry a metterci i bastoni fra le ruote ma altre spie della concorrenza, cosi come il personale della InGen o il non troppo favorevole meteo che, sporadicamente, si abbatterà sull’isola. Tutto questo metterà a dura prova recinzioni ed animali, che faranno di tutto per tornare liberi.

Con un po’ di pazienza tutto si sistemerà e potremo tornare a goderci il frutto del nostro lavoro. Gli strumenti a nostra disposizione si sbloccheranno nel corso del gioco, in base agli obiettivi delle missioni o al valore economico del parco.

return to jurassic park

Qui non si bada a spese!

Immancabile il centro visitatori “old style”, punto nevralgico di tutto Jurassic Park, da cui potremo gestire le ricerche riguardanti edifici, cure mediche, nuovi genomi e tanto altro. L’eliporto ci permetterà invece di accogliere i nuovi visitatori o trasportare dinosauri da Isla Sorna al parco principale.

Avremo tutti i principali dinosauri visti nei vari film, dal piccolo ma terribile Dilophosauro (che sarà uno dei primi esemplari a disposizione) al gigantesco T-Rex, passando per gli erbivori Triceratopi, Brachiosauri e Gallimimus. Le varie specie si potranno scoprire e sviluppare come per Jurassic World Evolution, vale a dire mandando squadre di spedizione nel mondo per ricercare nuovi DNA.

A disposizione avremo anche i guardiani che, gestiti da noi o da autonomi (affidandogli attività) potranno occuparsi di vari aspetti di controllo del parco. Aggiusteranno recinzioni, addormenteranno dinosauri, faranno ripartire le centrali elettriche colpite da blackout o sabotaggi… insomma avranno molto lavoro da svolgere. Ovviamente utilizzando la famosa Jeep Wrangler bianca e rossa.

Una cosa che sicuramente tanti di voi non vedranno l’ora di fare sarà creare il tour del parco e ammirare così in prima persona tutto quello che abbiamo creato. A bordo dei Ford Explorer verdi e gialli potremo seguire il percorso, vedere animali e recinzioni che li trattengono nonché attraversare l’immenso portale in legno di Jurassic Park.

Un’emozione unica e tanta nostalgia, nella speranza di aver costruito un parco sicuro e non ripetere gli errori di Hammond.

Un tuffo nel passato, tra ricordi ed emozioni

Con il DLC avremo a disposizione una nuova campagna da portare a termine, ma è presente anche la modalità sandbox per poter realizzare in totale libertà il parco giurassico dei nostri sogni.

Dal punto di vista tecnico, come tutti i gestionali Frontier, la grafica è impeccabile. Ottima fluidità e movimenti realistici (almeno al lancio) per tutte le animazioni, dai dinosauri agli oggetti di contorno. Anche l’effetto giorno / notte rende molto bene e passare dalla luce solare al buio è davvero meraviglioso. Anche il sonoro fa la sua parte e il mix sountrack + versi dei dinosauri ci riporta indietro di 25 anni, facendoci dimenticare ogni altra cosa.

Nella versione inglese inoltre sono stati riuniti (prima volta dopo il film del 1993) Sam Neill, Laura Dern e Jeff Goldblum per tornare nei panni dei loro personaggi ed offrire la miglior esperienza possibile per tutti gli amanti della saga.

Nel complesso Return to Jurassic Park non porta enormi novità in Jurassic World Evolution se non l’aspetto delle strutture come nel vecchio parco ed i protagonisti storici, oltre ad una manciata di nuovi dinosauri. Possiamo però dire tranquillamente che questo è esattamente quello che i fan di lunga data aspettavano: poter tornare su Isla Nublar e gestire l’originale Jurassic Park, dagli edifici alle singole specie di animali preistorici.

Potete recuperare il DLC Return to Jurassic Park di Jurassic World Evolution sulla pagina ufficiale di Steam A QUESTO INDIRIZZO.

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