Vikings 6: recensione del quarto episodio “Tutti i prigionieri”

Vikings 6 Lagertha

Tutti prigionieri è un ottimo titolo per la quarta puntata di Vikings 6 andata in onda in esclusiva su Tim Vision, giovedì scorso. Vediamo dunque chi è che sta dietro delle sbarre fisiche oppure è prigioniero di una situazione o di uno stato mentale.

Seguono alcuni spoiler sulla puntata per cui se non l’avete ancora vista vi consiglio di non proseguire nella lettura dell’articolo.

La recensione di “Tutti i prigionieri”, il quarto episodio di Vikings 6

Chi sono dunque i prigionieri?

Uno su tutti Dir, lo sfortunato fratello del principe Oleg, che viene trattato al pari di una bestia e tenuto al guinzaglio e alle intemperie.

Prigioniero dei suoi incubi e dell’alcolismo è Hvitserk, che Kattegat dove non riesce a liberarsi delle visioni di Ivar che lo perseguitano costantemente.

Prigioniero eccellente a Kiev è proprio Ivar Senz’ossa, ostaggio prezioso di Oleg, che mira tuttavia a entrare nelle simpatie del giovane principino Igor, legittimo erede al trono. Anche lo stesso Igor è a suo modo un prigioniero eccellente, che tuttavia sta sviluppando un’intesa con l’avido Ivar, che mira a spodestare Oleg, che è in procinto a prepara un grande esercito per invadere la Scandinavia.

I prigionieri non sono finti: abbiamo infatti Bjorn che, fallito il primo assalto, sta studiando un nuovo piano per liberare Re Harald dal giogo di Re Olaf il Grosso che crede di essere una sorta di messaggero, un oracolo del volere degli dei.

Salve Regina, Madre e Guerriera

E infine abbiamo Lagertha, che brilla in questo episodio per la sua saggezza ed astuzia.

A mio avviso questa è la parte più coinvolgente dell’intera puntata, dove la regina guerriera organizza la difesa di un villaggio composto di donne, vecchi e bambini, contro i banditi, fuoriusciti dai ranghi di Ivar ai tempi della sua fuga da Kattegat. Grazie a Lagertha, che non mi stanco di ripetere essere divenuta nuovamente regina, il villaggio riuscirà a respingere gli invasori, seppure a costo di non pochi sacrifici.

Avevo detto l’ultima volta che Hvitserk ci avrebbe forse riservato qualche sorpresa, che la crescita del suo personaggio sarebbe stata questione di tempo ma temo di dovermi ricredere, perché ancora una volta fallisce davanti a Ubbe, non riuscendo a guidare la spedizione commerciale lungo l’antica Via della Seta. Hvitserk è dominato dalla paura che prova verso Ivar e della sua vendetta, e al momento non è ancora pronto per fare una scelta di vita fondamentale. Mi chiedo solo se sarà mai maturo abbastanza per affrontare i suoi demoni e i suoi peggiori incubi. Ripeto, adoro questo personaggio ma al momento non si vedono segni di crescita interiore e per questo lo vediamo condannato a girare come un senzatetto per le vie fangose di Kattegat.

Il Grande Regno che verrà

La situazione di stallo tra Olaf il Grosso e Bjorn, verrà spezzata dal primo di questi che ha avuto alla fine una nuova grade visione che gli dei hanno generosamente voluto accordargli: basta divisioni tra clan, piccoli regni, guerre tra Re e Conti… la visione di un unico grande regno unito sotto il nome di un re guerriero, discendente dal più famoso dei guerrieri norreni, che ora siede con Odino nel Walhalla… Avete già capito di chi sto parlando, vero?

Dunque un unico grande regno vichingo potrebbe formarsi, giusto in tempo per respingere la grande invasione dei Rus di Kiev guidati da Oleg e Ivar, che potrebbe diventare suo vassallo.

Potrebbe essere lo spunto che guiderebbe tutta la sesta stagione, fino ad un ipotetico scontro finale.

Finita di vedere questa quarta puntata, un’unica certezza: Lagertha Regina del popolo, è una garanzia. La sua figura di guerriera sofferente e malinconica sostiene tutta la puntata dall’inizio fino alla fine.

Non vedo l’ora di vedere la prossima puntata di Vikings 6, nella speranza che sia un po’ più movimentata rispetto a questo quarto episodio abbastanza piatto.

E voi che cosa ne pensate? Vi è piaciuta questa puntata, o avete qualche perplessità come me? Fatecelo sapere, lasciando un commento!

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