A Year Of Rain: la recensione dello strategico di Daedalic

Se avete nostalgia del passato, con A Year Of Rain potrete tornare ai tempi degli strategici in tempo reale dove imperversavano battaglie tra umani, orchi, elfi e non morti.

Dopo il successo di Deponia (la famosa serie che ha dato nuova linfa al genere delle avventure grafiche) e l’adattamento de I Pilastri della Terra di Ken Follett, i ragazzi di Daedalic si sono infatti cimentati nella realizzazione di uno strategico in tempo reale che si basa sulla struttura classica del genere.

 

Un gioco che vorrebbe rivitalizzare questa categoria ma che, forse, pecca di difetti che difficilmente lo renderanno memorabile. Ma scopriamo insieme nel dettaglio il gioco.

A Year Of Rain è l’RTS che ci riporta negli anni d’oro dei videogiochi strategici? “Non può piovere per sempre”

La pellicola de Il Corvo in questo caso non c’entra nulla, ma la storia su cui si basa il gioco ci porta in un mondo fantasy dove una cosa è certa: gli uomini non possono vivere senza guerra!

Per questo motivo gli eroi di A Year Of Rain devono partire per la missione che porterà pace e tranquillità nel mondo. Una storia non proprio originale e del tutto lontana dalla complessità dei più celebri titoli Blizzard, che sicuramente non aiuta ad immergersi totalmente dal gioco.

Una lotta tra razze dove conosceremo 3 fazioni che hanno a disposizione truppe, strutture ed eroi direttamente controllabili nel corso delle missioni. Queste sono:

  1. House Rupah – Guidata da Lord Jaidee Rupah, un uomo ambizioso che vuole portare fama e ricchezza al suo popolo. Nel suo percorso ha radunato soldati e mercenari pronti a tutto pur di riportare ordine nelle terre rivendicate;
  2. The Restless Regiment – Lady Llorona è al comando di questo esercito di non-morti, che vuole creare la desolazione in ogni luogo e accrescere le sue fila portando morte e distruzione;
  3. The Wild Banners – Una fazione di nomadi, cacciatori, tribù e vagabondi solitari. Hanno deciso di abbandonare la ricchezza per vivere liberi da regimi ed autorità. Sono composto per lo più da animali antropomorfi o umani sopravvissuti a guerre e battaglie.

Nonostante sia interessante come sono state ideate le varie razze, a lasciare un po’ di amaro in bocca è il fatto che queste cambiano di aspetto tra loro ma non hanno caratteristiche uniche che stravolgano l’utilizzo di una fazione rispetto ad un’altra.

 

Nulla di nuovo all’orizzonte!

La prima cosa che noterete giocando a A Year Of Rain sarà l’enorme somiglianza con i capostipiti del genere come la saga di Warcraft. Dall’interfaccia (HUD) alle singole unità, l’impressione è quella di giocare proprio ad uno spin-off del titolo Blizzard, senza particolari aggiunte e con dei difetti di gioco che portano leggermente indietro la qualità rispetto a quella del celebre e più noto titolo.

Le missione seguiranno tutte fedelmente le meccaniche del più classico strategico:

  • costruzione della propria base
  • raccolta risorse
  • costruzione edifici
  • addestramento truppe
  • potenziamento eroi
  • attacco al nemico

Con la variazione, in alcune missione, di esplorazione della mappa usando Eroi e truppe per salvare personaggi o unità intrappolate.

Oltre alla modalità “Storia” in singolo c’è ovviamente il multiplayer, con la possibilità di giocare online con amici tramite l’unica modalità presente: il 2 contro 2. Gli sviluppatori hanno in programma anche una battaglia cooperativa chiamata “Against All Odds” dove affrontare con un amico altre due fazioni controllare dal computer. Purtroppo non si sa ancora una data precisa per l’implementazione di questa funzione.

 

Paese che vai, comparto tecnico che trovi

Utilizzando l’Unreal Engine per muovere il gioco ci si poteva aspettare qualcosa in più dal punti di vista grafico, che si ferma a 3 varietà di ambientazioni che presto diventeranno ripetitive, passando per una scarsità di dettagli non del tutto motivata e alla programmazione poco precisa del comportamento delle unità.

Vi capiterà a volte di vedere i vostri combattenti stare fermi di fronte al nemico oppure fare un percorso assurdo per giungere all’obiettivo. Per non parlare dei momenti in cui le vostre unità si scontreranno tra loro e non si muoveranno più dalla posizione, se non dopo parecchi secondi.

Altra nota dolente è il doppiaggio. Se dal punto di vista di effetti sonori e musiche A Year of Rain sembra abbastanza curato, la parte dei dialoghi sono alquanto scarsi. Il gioco è esclusivamente in lingua inglese (salvo sottotitoli in altre lingue) ma, anche per uno che non mastica pane e British, le voci dei vari personaggi non sono affatto di livello elevato; un fatto più probabilmente legato al basso (?) budget del gioco. Un doppiaggio scolastico che, soprattutto con gli Eroi, salta subito all’orecchio e non da il giusto effetto ai dialoghi di gioco.

Tutto questo si nota eccome (soprattutto per gli appassionati del genere) e di fronte all’ambizione di sfornare un titolo che vorrebbe posizionarsi al livello degli RTS più famosi, si può dire che la strada è ancora lunga ed i ragazzi di Deadalic devono sistemare molte cose. Sono in corso svariati aggiornamenti del gioco che speriamo risolvano bug e permettano all’utente una maggior immersione nell’avventura di gioco.

Non tutto il male viene per nuocere

Una componente forte che manca al gioco è la personalità. Titoli strategici del passato come Red Alert si basavano sulla componente del coinvolgimento, che dava la giusta caratterizzazione alle singole fazioni, alle unità da utilizzare, alla storia e alle missioni. Questo titolo scarseggia molto da questo punto di vista e ne risente su tutti i fronti. Di difetti non ne ha pochi per riprendere la stessa struttura di un classico datato 2002 e, sicuramente, ci si poteva aspettare qualcosa di più da questo RTS.

Se comunque rimpiangete i vecchi tempi e volete tornare a giocare contro orde di non-morti, vale la pena dare uno sguardo a A Year of Rain, che vi farà passare comunque qualche ora divertente e non troppo impegnativa.

A Year Of Rain: la recensione dello strategico di Daedalic
Conclusione
Per gli amanti del genere potrebbe essere un gioco interessante, ma non aspettatevi nulla di più della classica formula RTS. Carente di novità, si poteva osare di più.
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5.9
Pro
Effetto Nostalgia
Fluidità di gioco
Contro
Storia inconsistente
Svariati bug
6
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