La NASA ha rilevato strane variazioni dell’ossigeno dell’atmosfera di Marte

marte

0,16%: questa è la piccolissima quantità di ossigeno naturalmente presente nell’atmosfera di Marte.

Ma la NASA, attraverso il rover Curiosity che si trova sul pianeta rosso dal 2012, ha rilevato inspiegabili (per ora) variazioni nella quantità di ossigeno in prossimità del cratere del monte Sharp.

Cosa può significare tutto ciò?

Il rover Curiosity ha rilevato strane, e per ora inspiegabili, variazioni nella quantità di ossigeno dell’atmosfera di Marte

Come annunciato dalla stessa agenzia spaziale USA, per la prima volta gli scienziati non sono  in grado di spiegare tali variazioni attraverso nessun processo chimico conosciuto.

Sulla Terra la fonte principale di ossigeno è la respirazione cellulare dei vegetali che, assorbendo l’anidride carbonica, la scindono grazie all’apporto della luce solare liberando ossigeno nell’atmosfera “appropriandosi” del carbonio. Senza le piante, lo sappiamo bene, la vita animale sulla terra non sarebbe stata possibile (almeno nella forma che conosciamo).

Grazie al sistema SAM (Sample Analysis at Mars) installato sul Rover Curiosity, l’agenzia spaziale americana monitora ormai da “tre anni marziani” l’atmosfera intorno al cratere Gale. Nelle ultime rilevazioni sono state individuate delle concentrazioni di ossigeno anormali, sia superiori che inferiori a quanto ci si aspettasse.

Ecco cosa ha dichiarato Melissa Trainer, che lavora come scienziata planetaria:

Ci dev’essere qualche sorgente e filtro chimico che non possiamo ancora spiegare.

batteri marte

Gli scienziati della NASA escludono comunque che si tratta di un errore delle strumentazioni di rilevamento o di qualcosa riconducibile a quello che avviene nell’atmosfera dove molecole di acqua o CO2 possono essere scisse dalle radiazioni solari rilasciando ossigeno.

Ovviamente sarebbe estremamente azzardato, al limite del fantasioso, affermare che si tratti di un qualche sorta di fotosintesi clorofilliana in atto su Marte, ma il mistero dell’ossigeno marziano permane.

Seguiremo con attenzione e rinnovato interesse i futuri approfondimenti della questione che la NASA certamente intraprenderà a partire da questo momento.

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