Il Magazzino: saldaPress ci inviata alla Discesa all’infero di Ennis! – Recensione

Quando su un volume a fumetti compare come autore Garth Ennis, quando quel volume scegliamo di leggerlo e lo prendiamo tra le mani, accettiamo di leggere una delle tante anime di Ennis. Una storia dello scrittore irlandese può essere dissacrante e ironica (vedi il suo Punitore o il recente Jimmy’s Bastards), può portarci a conoscere da vicini i campi di battaglia (Dreaming Eagles docet) oppure spingerci verso i meandri più oscuri dell’animo umano. A quest’ultima vocazione di Ennis appartiene Il Magazzino, primo volume di Discesa all’inferno.

Con Il Magazzino inizia Discesa all’inferno, la nuova serie di Garth Ennis pubblicata da saldaPress

Edito oltreoceano da AfteShock Comics e in Italia da saldaPress, Discesa all’inferno è la visione, distorta dall’ottica del paranormale e dell’orrore, delle pressioni emotive dell’America di Trump vista da Ennis. A svelarlo è lo steso autore:

“E’ trascorso parecchio dal mio ultimo fumetto dell’orrore, direi da Crossed, iniziato nel 2008 come protesta all’era Bush, con temi di base quali disordine e rassegnazione. Discesa all’Inferno vuole essere un’opposizione all’attuale amministrazione, si parla di corruzione, inadeguatezza e del riaffermarsi di una dimenticata malvagità. Era tempo che tornassi nell’oscurità”

Messaggio chiaro, pulito. Ennis riesce a districarsi abilmente nelle storie di guerre e nel sarcasmo pungente, ma unire il poliziesco al paranormale non è certo una sfida semplice. Sarebbe facile imbastire una trama che faccia leva sulle tinte più splatter, ma Ennis vuole puntare su altri due elementi: angoscia e rimorso.

Anche se il titolo italiano coglie la peculiarità della nuova storia di Ennis, va ricordato che il titolo originale è A walk thorugh hell, che potrebbe esser tradotto come una camminata attraverso l’inferno. Senza scomodare paragoni danteschi, quello che traspare da Il Magazzino è proprio la sensazione che i protagonisti non siano costretti solo a scendere all’inferno, ma a doverlo attraversare per ritrovare una via di salvezza.

Ennis ha sempre dimostrato di saper padroneggiare al meglio gli aspetti più psicologici dell’ansia e dell’orrore latente, non disdegnando qualche bella scena truculenta, ma mantenendo sempre il focus sull’emotività inquieta e serpeggiante del mistero, creando una sinergia tra timore e morbosa curiosità. E se si riesce a trovare questa alchimia già nel primo volume, si cattura il lettore ed il gioco è fatto.

Gli agenti Shaw e McGregor, dopo avere perso i contatti con due colleghi impegnati in quella sembra un incarico di routine, accorrono sul luogo della loro scomparsa, un magazzino. Al loro arrivo trovano una pattuglia della polizia e il furgone della squadra speciale.

C’è un qualcosa di strano nella situazione, una tensione elettrica che traspare nei comportamenti dei poliziotti che fa intendere al lettore che ci sia qualcosa di terribilmente sbagliato in quel magazzino. Eppure, Shawn e McGregor non esitano ad entrare per cercare i loro colleghi. E questo potrebbe esser il primo passo di un cammino nell’incubo da cui potrebbero non uscire mai!

Sin dalle prime battute de Il Magazzino appare evidente che Ennis sia in gran forma. I due protagonisti sono una coppia di investigatori bene assortita, con la vecchia guardia incarnata da una donna sulla quarantina ancora segnata dall’ultima indagine conclusasi malamente, mentre il giovane McGregor ha ancora quell’idealismo ingenuo che diventa un suggestivo contrappunto al cinismo della collega.

I dialoghi tra i due sono uno degli aspetti più interessanti di Discesa all’inferno. I due partner sembrano quasi appartenere a due universi distinti, eppure nella loro dinamica di coppia si nasconde uno dei punti forti di Il Magazzino. Ennis non perde di vista una parola, un solo dettaglio della sua storia, costruisce il tutto cercando di mantenere sempre alta la tensione.

L’utilizzo massiccio del flashback richiede al lettore di dedicarsi alla lettura con attenzione, ma ripaga questo sforzo. I passi avanti in questo cammino delirante sono sempre accompagnati da una visione del passato che aiuta a comprendere la vera essenza dei protagonisti, aiuta a comprendere le scelte del presente e mette a nudo i demoni interiori di Shawn e McGregor. Man mano che i vari pezzi della storia si incastrano, iniziamo ad intuire come non ci siano eroi al centro della vicenda, ma uomini e donne con colpe e vergogne interiori, brutture dell’anima a cui ora non possono più scappare, in una sorta di confronto con il passato che mette in palio il loro futuro.

Merito non solo dell’appassionante scrittura di Ennis, ma anche dell’ottimo lavoro di Goran Sudzuka ai disegni. Intelligente l’utilizzo della gabbia, che racchiude vignette studiate per offrire sempre una visione ampia della scena, in cui i personaggi si muovono con naturalezza. Il tratto di Sudzuka è pulito, secco, niente fronzoli che appesantiscano la lettura.

Pur trattandosi di una storia che presenta situazione in cui il sangue e il gore avrebbero trovato facilmente spazio, Sudzuka riesce ad interpretare questi frangenti senza mettere sotto gli occhi del lettore pozze di sangue e scene raccapriccianti, ma interpreta le suggestioni emotive di Ennis con occhio attento e una padronanza del racconto visivo perfetto.

Avere un primo capitolo come Il Magazzino è sicuramente un punto a favore per Discesa all’inferno, considerato un finale di volume che lascia intendere come siano arrivi tempi decisamente duri per la coppia Shawn-McGregor.

saldaPress continua ad arricchire il proprio catalogo con proposte coraggiose e fuori dagli schemi, grazie alla partnership con AfterShock Comics. Discesa all’inferno viene presentato al pubblico italiano con la solita cura della casa editrice, in un bel volume in cui figura anche una gallery contenente le diverse copertine.

Ora non ci resta che metterci in paziente attesa del prossimo volume di Discesa all’inferno, e scoprire quanto sai oscura la via per la salvezza per i nostri eroi.

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