See you yesterday: viaggi nel tempo e scuola di vita – Recensione

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See you yesterday è un film particolare, arrivato su Netflix lo scorso venerdì. Idealmente, lo si potrebbe considerare una pellicola per giovani spettatori, specialmente per i toni leggeri presentati nei primi minuti, ma la nuova produzione originale del colosso streaming si distingue dalle produzioni young adult per un tono più marcato e spietato sulla realtà in cui si muovono i personaggi.

See you yesterday è il nuovo film originale Netflix, una storia avvincente prodotta da Spike Lee

Non c’è da stupirsi, considerato che tra i produttori figura il nome di Spike Lee. Il cineasta americano ha visto nel film diretto da Stefon Bristol uno spaccato di America reale, che ci piacerebbe dimenticare, ma che nell’era Trump sembra avere scelto di tornare indietro nel tempo, ai disordini razziali. L’atmosfera della società statunitense attuale viene utilizzata in modo appassionato e brutalmente reale.

La sensazione iniziale è quella di trovarsi di fronte ad un Ritorno al futuro in versione blackexploitation, con tanto di cameo di Michael J. Fox e battutina omaggio al buon vecchio Doc. Ma fermarsi a questa visione sarebbe limitante. L’idea del viaggio del tempo è solo uno strumento utilizzato per dare respiro ad una vicenda reale, che nella sua connotazione adolescenziale lentamente prende sempre più consistenza, arrivando ad assumere la consapevolezza di una grande storia umana.

Ben presto, lo spettatore viene coinvolto nella vera vita di C.J. (Eden Duncan-Smith), geniale adolescente fissata su un progetto scientifico basato sul viaggio nel tempo. Tralasciando l’iniziale sensazione di un film ingenuamente basato sul solito spunto del viaggio del tempo, la sceneggiatrice Frederica Bailey utilizza la passione dei giovani protagonisti per dipingere una New York multietnica e sotto shock per la brutalità della polizia con la popolazione afroamericana.

Non è romanzata, questa parte , ma è presa direttamente dalle cronache. La Bailey mostra di esser una  coraggiosa esordiente, mescolando il tono narrativo da film adolescenziale con tematiche più mature. Sembra quasi ci si voglia rivolgere ai giovani afroamericani mettendoli in guardia su come la società americana non sia davvero così progredita come si vuol far intendere.

L’elemento scatenante è l’omicidio del fratello di C.J., Calvin. Fermato ingiustamente da due poliziotti violenti, per un banale errore di valutazione viene ucciso da un colpo di pistola. See you yesterday in questo momento cambia radicalmente tono, cercando di mantenere la narrazione leggera ma arricchendola con il sentore di ingiustizia sociale, dando un quadro più cinico e reale di quanto tentato in altre produzioni (come il supereroistico Luke Cage). Ed è ancora più toccante vedere questo mondo che cerca di tenersi saldo attraverso gli occhi adolescenti dei protagonisti, combattuti tra le proprie aspirazioni e la scoperta di un mondo difficile che non fa sconti, specialmente a loro.

La visione è quella della gente di colore di New York, abituata a vivere lontana dallo sfarzo del cuore di Manhattan, nelle periferie degradate, in cui la violenza si manifesta in varie forme. C.J e i suoi amici sono cresciuti in questo ambiente, in cui la reazione principale è il forte senso di comunità, un sostegno reciproco visto come rimedio alla difficoltà di integrazione della metropoli. Questa identità familiare è resa al meglio nelle occasioni funeste come in quelle più liete, in cui il sentirsi una famiglia allargata diventa un rifugio ed una forza.

Potrebbe sembrare una visione forzata, quasi stereotipata, ma See you yesterday si spinge oltre questi limiti. Ad ogni diverso viaggio indietro del tempo, sempre con l’obiettivo di salvare Calvin, le situazioni si complicano, gli eventi mutano imprevedibilmente complicando quello che sembrava esser inizialmente un piano perfetto.

Ma non è solo la scienza ad opporsi all’intraprendenza di C.J, quanto il suo stesso carattere. Impulsiva e fumantina la giovane tende ad infilarsi nei guai nei momenti meno propensi, non accettando la critica del fratello maggiore, che vede in lei di meglio che non una scavezzacollo. Per C.J, gli eventi di See you yesterday sono una sorta di accettazione di sé e di come la vita, alla fine, sia un viaggio che dobbiamo vivere cercando di trovare la nostra strada, ma anche accettando che certi eventi, per quanto dolorosi ed ingiusti, siano parte del cammino, ci rendano chi siamo. Eden Duncan-Smith è un’interprete perfetta per questa ragazza geniale e complessa, capace di mostrare un’intelligenza

See you yesterday è un buon film non solo per i giovani spettatori, a cui è idealmente rivolto, ma per tutti, grazie alla concretezza con cui la trama viene trattata. Bailey è perfetta nel ritrarre i personaggi e dare loro consistenza, aiutata anche dall’impostazione delle scene impresse da Bristol.

La tecnologia del viaggio nel tempo rimane gigionesca, adatta a rappresentare un’ideale adolescenziale, ma serve per mantenere vivo quel velo di innocenza la cui assenza rischierebbe di condannare il film Netflix ad un tono troppo cupo ed adulto.

Con See you yesterday, Netflix cerca di spingere i teen movie verso una dimensione meno fanciullesca e più realistica, una lezione di vita per le generazioni future e un monito per noi sul mondo che stiamo contribuendo a creare. Ricordandoci che non possiamo tornare indietro per correggere i nostri errori, ma imparare a convincerci.

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