Il richiamo delle tenebre: Editoriale Cosmo incontra Lovecraft – Recensione

il richiamo delle tenebre

Mettersi in gioco con i miti horror creati da Lovecraft è una tentazione che in molti hanno subito. Dai film ai videogiochi in molti hanno voluto omaggiare lo scrittore di Providence, con risultati non sempre entusiasmanti. A tentarci, nei prossimi giorni, sarà la nostra Editoriale Cosmo, che all’interno della propria serie I fumetti ispirati all’opera di H.P. Lovecraft, pubblicherà Il richiamo delle tenebre.

Il richiamo delle tenebre è il nuovo albo di Editoriale Cosmo dedicato al mito di H.P. Lovecraft

Se il titolo promette bene, il contenuto dell’albo non fa che confermare le sensazioni. Affidato alla scrittura di Marco Nucci e Giulio Antonio Gualtieri, Il richiamo delle tenebre si prende alcune necessarie libertà dal solito contesto lovecraftiano, puntando più ad una familiarità di fondo che non ad una caratterizzazione specifica del mito del romanziere americano. Editoriale Cosmo si era già avventurata nell’horror con un bel volume dedicato all’arte di Dino Battaglia, ma con questo nuovo albo ci si affida alle atmosfere intense dell’orrore lovecraftiano.

D’altronde, prendere le opere di Lovecraft e adattarle ad un contesto come quello fumettistico non è semplice. La strada seguita dai due autori, invece, consta nel prendere quelli che sono gli elementi essenziali dell’opera lovecraftiana, ossia l’orrore ignoto ed il cultismo, trasportandoli in una storia che si lascia influenzare da tinte noir. Ed è una bella combinazione, perché Nucci e Gualtieri rendono il loro Il richiamo delle tenebre  un’indagine inquietante e dai toni sovrannaturali, in cui il lettore si sente morbosamente attratto sino all’ultima pagina.

Protagonista è il detective Arthur Gilman, ex poliziotto dal tragico passato, incaricato dal direttore del manicomio di Innsmouth di indagare su una serie di strane sparizioni nel suo istituto. Se indagare in un manicomio può sembrare una pessima idea, Gilman scoprirà presto come quelle che sembrano suggestioni e ansie indotte siano in realtà parte di un gioco più ampio che mette in scena un orrore vero.

Strutturando il tutto come un’indagine, costringe gli autori a centellinare i dettagli, costruendo per il lettore un percorso emozionale che lo tenga sempre teso e in ansia. E quale migliore modo di inserire richiami alla produzione dello scrittore di Providence, con piccole citazioni ai suoi racconti o inserendo degli easter egg a beneficio dei cultori di Lovecraft?

Sono questi piccoli dettagli a mostrare la cura con cui Il richiamo delle tenebre è stato concepito. Pur scostandosi dal periodo classico dei racconti di Lovecraft, arrivando in un’America che sembra quella degli anni ’30, la storia edita da Cosmo Editoriale raccoglie in modo convincente quel senso di claustrofobico terrore e impellente orrore tipico di Lovecraft.

L’indagine di Gilman è scandita con piglio moderno, con un buon ritmo in cui gli eventi si susseguono con naturalezza, guidando il lettore verso un epilogo che, per quanto atteso e previsto, stupisce nella sua forza. Apprezzabile lo sforzo di mantenere labile il confine tra delirio psicotico e orrore ignoto, vero motore di questa storia. Il richiamo delle tenebre funziona grazie a questo aspetto, impeccabile, reso ancora più solido da una gestione dei dialoghi che acuisce le emozioni del lettore.

I colpi di scena sono pochi ma ottimizzati al meglio, sempre pensati per dare quel crescendo emotivo che avvinca il lettore, tenendolo sulle spine sino all’ultimo. La soluzione apparente del caso di Gilman non è particolarmente originale, ma inserita nel contesto di IL richiamo delle tenebre diventa un passaggio essenziale per il gran finale, lo sprint verso una conclusione ad effetto che lascia bene sperare in un seguito per questo albo.

Nucci e Gualtieri hanno mostrato di avere chiaro il fulcro della narrativa lovecraftiana, cogliendone gli aspetti essenziali e rielaborandoli in modo intenso e fresco all’interno di una storia decisamente riuscita.

Merito di questo successo sono anche i bei disegni di Valerio Befani. Una storia di questo tipo può solo che essere esaltata dal bianco e nero, ma a realizzarla deve esser un autore che sappia come valorizzare la forte connotazione emotiva.

Befani non si fa cogliere impreparato, ma riesce a trasporre l’idea di Nucci e Gualtieri in tavole d’effetto, in cui le ombre e le sfumature oscure sono parte essenziale del racconto. La fisicità dei personaggi viene esaltata dal tratto energico di Befani, mentre l’ansia e l’inquietudine sono stimolate da un ottimo uso delle ombre e toni scuri.

Perfetto anche il ritratto di Vincent Price come uno dei protagonisti della vicenda, un bell’omaggio per l’attore protagonista di tante pellicole horror.

Nucci, Gualtieri e Befani con il loro Il richiamo delle Tenebre hanno realizzato un bel fumetto che riesce ad emanciparsi dal semplice omaggio al ciclo lovecraftiano, mostrando la solidità di una storia ben scritta. E con la speranza di vederne presto il seguito!

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