Ucciderò Morgan Lost: a rischio l’anima del bounty hunter di New Heliopolis – Recensione

Difficile non notare come le Morgan Lost Black Novels stiano dando al cacciatore di serial killer di New Helipolis una nuova dimensione. Dopo averlo conosciuto con la prima serie, e averne esplorato una differente interpretazione con Morgan Lost Dark Novels, con l’attuale corso imbastito da Chiaverotti stiamo assistendo non solo ad una variazione nello stile narrativo della saga, ma ad una ridefinizione dello spirito stesso del personaggio, che trova il culmine in Ucciderò Morgan Lost.

Ucciderò Morgan Lost mette a dura prova il bounty hunter di casa Bonelli

In uno degli albi del primo corso del bounty hunter, Chiaverotti instillava nella mente del proprio personaggio il dubbio sul preservare la propria sanità mentale, in un mondo folle. Questo pensiero si è annidato nella vita di Morgan aspettando il momento buono per emergere, esplodendogli nella mente.

Lo abbiamo visto affrontare il Baron Samedi e Wallendream, arrivando a scontrarsi in modo rischioso con la sua sanità mentale. Ma non eravamo ancora arrivati al suo punto di rottura, mancava ancora quell’ultima spinta che lo portasse pericolosamente vicino al baratro. La morte di Lisbeth potrebbe esser stato l’ultima goccia, un’esplosione drammatica nell’anima del personaggio che lo ha indirizzato verso un crollo emotivo e mentale che potrà darci una rilettura spettacolare del personaggio.

In Ucciderò Morgan Lost veniamo accolti con una notizia che risolleva lo spirito dei lettori: Igraine è viva. Il finale del precedente albo, Ritratto di famiglia in nero, ci aveva lasciati con questo inquietante incubo, ma Chiaverotti ha deciso di graziare i lettori.

In ottemperanza alla continuità delle Black Novels, in Ucciderò Morgan Lost assistiamo alla continua evoluzione della sfida all’ultimo serial killer tra il direttore e Lohengrin, una guerra che ha come fine ultimo il controllo dell’economia deviata di New Heliopolis. In questa disputa, Morgan e i suoi amici cacciatori di taglie sono le pedine travestite da eroi, il prodotto ultimo che anima un mercato fatto di sangue e potere.

Chiaverotti ha deciso di puntare su questo elemento della sua società distopica, inizialmente poco approfondito e utilizzato solo come punto di partenza nella creazione del tessuto sociale di New Heliopolis. Ora lo sto invece usando come una forza motrice che coinvolge in modo più diretto i protagonisti, mostrando come abbia un impatto maggiore sui loro animi.

Il modo in cui questa necessità di rilanciare un’economia così feroce e violenta finalmente mostra le sue conseguenze è intrigante. Personaggi che fino ad oggi sono sempre stati visti come degli abili manipolatori sono portati ad agire direttamente, andando oltre il loro ruolo ‘istituzionale’, quella maschera politica che hanno usato come armatura mostrandone la potenza, e sporcandosi le mani in una liberatoria manifestazione di potenza, una repressa violenza interiore che solo nell’atto feroce e sanguinario sembrano cercare una spiegazione, un senso alla propria vita.

Ammetto che questo passaggio è stato particolarmente avvincente. Chiaverotti sta lavorando con naturale accuratezza allo sviluppo dei suoi personaggi, forse più che in precedenza. Complice la continuity serrata, che, unendo maggiormente gli albi e le storie, consente una crescita emotiva ed interiore anche dei comprimari di Morgan.

Ucciderò Morgan Lost diventa il palcoscenico per questa rinnovata forza di figure chiave, come il Direttore o Greta. Sono loro i veri protagonisti di questo albo, capaci di mostrare una ribellione interiore che li porta a liberare il proprio io, cercando una nuova identità.

Greta in particolare assume un ruolo affascinante, diventando una donna più forte di come eravamo abituati a vederla. In un certo senso mi ricorda la Harley Quinn di Batman, donna inizialmente plagiata da un folle capace di emanciparsi dall’ingombrate figura per ritagliarsi il proprio spazio. Greta segue questo percorso autonomo, stiamo assistendo ad una donna che, nella maniera distorta della società di New Heliopolis, ha scelto di realizzare la propria anima, nell’unico modo che conosce.

In questo marasma emotivo fatto di sangue e ansie, si muove Morgan Lost, sempre più uomo infranto e quasi in balia degli eventi.

Sto apprezzando molto il modo con cui Chiaverotti sta lavorando sulla vista del personaggio. Se inizialmente eravamo spettatori del suo modo in tre colori, siamo passati per uno scampolo di colore, sino ad arrivare al bianco e nero. In Ucciderò Morgan Lost il bounty hunter è addirittura cieco per qualche pagina, in cui si susseguono eventi particolarmente importanti.

Che sia un caso che proprio mentre la vista, il senso che più ha caratterizzato il personaggio, lo tradisce, avvenga l’attimo cruciale che potrebbe cambiare radicalmente il suo modo di vedere il mondo e se stesso? Morgan attraversa una profonda crisi interiore in poche pagine, accompagnato da una serie di appassionanti pensieri resi magnificamente dalle parole di Chiaverotti.

È il primo passo di un percorso intimo di Morgan che potrebbe cambiare radicalmente, ma coerentemente, il personaggio, spingendolo verso una nuova identità che possa sentire più propria.

Questa fase epocale della vita di Morgan è stata interpretata in modo pulito e empatico da Antonello Becciu. Il disegnatore riesce ad interpretare in modo raffinato e rispettoso New Heliopolis, uno di punti essenziali della serie. Le scene in cui la città è focale sono appassionanti, avvolgono il lettore con tutta la claustrofobica e angosciante presenza di un’entità urbana che racchiude queste anime perdute, amplificandone la bellezza.

Becciu rende onore anche alla parte più dinamica della storia, realizzando tavole vivide e in cui i personaggi si muovono con la giusta forza muscolare e drammaticità.

Della copertina realizzata da Fabrizio de Tommaso non si può dire nulla. Le tavole di de Tommaso sono un’emozione continua, quasi un peccato non potersele godere a grandezza naturale per la tensione drammatica e la potenza emotiva che sprigionano.

Come sempre, Chiaverotti mostra di esser un narratore capace e padrone dei migliori strumenti per tenere sempre alto il livello di tensione dei lettori, che ora devono aspettare con il fiato in gola l’uscita di Nessun gufo vola in Alabama a maggio!

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