Alien: Blackout, tutto sommato, è anche un bel gioco

Dite la verità. Quanti di voi, all’annuncio che il nuovo progetto della saga di Alien sarebbe stato Alien: Blackout, un gioco per dispositivi mobili, hanno subito alzato gli occhi al cielo?

Io sono stato uno di quelli, deluso forse dal fatto che non fosse stato annunciato un sequel dell’ottimo Alien: Isolation, probabilmente uno dei miei giochi preferiti di tutti i tempi, o ancora scottato dall’annuncio del Diablo per smartphone rivelato lo scorso novembre da Blizzard.

Ho aspettato diverse settimane dall’uscita del gioco per dedicare del tempo alla nuova incarnazione di Alien, ma sapete una cosa? Mi sbagliavo. Ci sbagliavamo.

Alien: Blackout, tutto sommato, è anche un bel gioco.

Alien: Blackout – La Recensione

Il titolo di D3PA si avvicina molto come concept allo stealth game Republique del 2013, mobile game trasportato nello spazio e con un nemico, lo xenomorfo, che tornerà nei nostri incubi ancora una volta.

Il gioco si svolge qualche tempo dopo Isolation, collocandosi temporalmente tra il gioco di Creative Assembly e il capolavoro che è l’Aliens: Scontro Finale di James Cameron.

Noi saremo ancora una volta Amanda Ripley, la figlia della ‘storica Ripley’ interpretata da Sigourney Weaver, intrappolata a bordo di una stazione spaziale alla deriva e, chiaramente, in compagnia di una vecchia conoscenza: un temibile xenomorfo.

Fortunatamente, in nostro soccorso giungerà una squadra di 4 membri. Un piccolissimo equipaggio (sacrificabile) che cercherà di portarci fuori dai guai.

In Alien: Blackout noi saremo nascosti all’interno di un condotto di aerazione. Controllando le telecamere di sicurezza, l’apertura e la chiusura delle porte stagne, nonché qualche rilevatore di movimento installato nei vari corridoi, grazie ad un piccolo dispositivo portatile potremo dare indicazioni ai membri dell’equipaggio sulla direzione da prendere, per portare a termine l’obbiettivo del livello di turno (a proposito, ce ne sono 7). Il tutto prima che la stazione vada in blackout, allo scadere di un timer che si attiverà in ogni livello.

Le azioni saranno limitate dalla poca energia a nostra disposizione. Potremmo, ad esempio, dover sacrificare la rilevazione dei movimenti in alcuni corridoi per poter chiudere una porta prima che lo xenomorfo raggiunga un membro del nostro equipaggio. Oppure mandare in sovraccarico l’intero sistema energetico, chiudendo una delle aperture che conducono alla nostra Amanda che, per tutto il livello, sarà in costante pericolo.

Gli spostamenti dello xenomorfo potranno essere seguiti attraverso i rumori (a tal proposito, consiglio vivamente l’uso delle cuffie), oppure osservati tramite le (poche) videocamere di sicurezza che ci mostreranno cosa accade nei corridoi della tenebrosa stazione spaziale.

Inoltre, potremo controllare direttamente gli spostamenti della squadra di salvataggio tracciando una linea con il dito sullo schermo, controllando i movimenti di ogni singolo personaggio, consigliandogli quando nascondersi, quando darsi una mossa (facendo più rumore) o semplicemente fermarsi.

Alien: Blackout è un’esperienza che non deluderà i fan del franchise

Insomma, c’è veramente tanta carne al fuoco in Alien: Blackout ma, dopo pochi minuti, sarete già in grado di padroneggiare tutte le possibilità offerte dal gioco, grazie anche ad un’ottima missione introduttiva.

L’atmosfera tipica del franchise si avverte distintamente nel gioco. Vi ritroverete spesso a staccare gli occhi dal monitor di Amanda per controllare se lo xenomorfo si trova nel condotto al vostro fianco, magari semplicemente perché avete sentito un rumore insolito poco distante da voi (l’alieno si sposterà utilizzando anche i condotti e qualche volta potrebbe inciampare nel nostro nascondiglio). Tutto mentre, in sottofondo, l’ottimo comparto audio ci riporterà con la memoria alle pellicole cinematografiche della saga.

Graficamente ottimo, almeno per gli standard di un gioco mobile odierno, Alien: Blackout pecca semplicemente nella sua durata. 7 livelli sono forse un po’ pochi ma sembra che ci siano comunque vari personaggi segreti da sbloccare e rigiocherete comunque volentieri ogni livello della storia; sperando chiaramente che altri livelli vengano aggiunti in seguito.

I 5,49€ del costo dell’app, disponibile su iOS o Android, sono tuttavia ampiamente giustificati dalla buona storia raccontata (chi non mastica l’inglese potrà contare sui sottotitoli in italiano), dalle semplici ma efficaci meccaniche stealth / gestionali, e da un gioco che è, in realtà, una vera sorpresa per i fan della saga.

Ovviamente, ora, dopo questa breve distrazione, restiamo tutti in attesa di Alien Isolation 2. Altrimenti SEGA ci sentirà urlare anche se dovesse trasferire la propria sede nello spazio.

72%
Voto Finale

Alien: Blackout

Superato lo shock iniziale di trovarsi di fronte ad un gioco per mobile e non ad un sequel di Alien Isolation, Alien: Blackout si rivela essere un ottimo passatempo per i fan della saga che, davanti al loro piccolo schermo, urleranno nuovamente alla comparsa dello xenomorfo.

  • Atmosfera fedele alla saga
  • Semplice nelle meccaniche, impegnativo nella sfida proposta
  • Breve, troppo breve
  • Ottimo comparto grafico e audio
  • Una semplice ma buona storia di contorno
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